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domenica 8 luglio 2018

Recensione: Le Guerre delle Piramidi di Andrea Gualchierotti e Lorenzo Camerini [Rating 6,5]


romanzo fantasy atlantide
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Titolo opera: Le guerre delle Piramidi

Autore: Lorenzo Camerini – Andrea Gualchierotti


Formato: cartaceo e ebook

Genere: avventura  storico-fantastica

Prezzo: ebook 3,99 / cart. 13,60

Sinossi: 
Più di vent’anni sono passati da quando, dopo varie traversie, un gruppo di sopravvissuti alla catastrofe che ha distrutto Atlantide ha raggiunto le terre fertili attorno al Nilo.
Qui avviene la fondazione di Adhan-dar, una metropoli il cui sovrano è Sybillion, cugino di Adhon e, il protagonista del precedente romanzo degli stessi autori, Gli Eredi di Altantide.
La storia si apre quando Sybillion, mantenendo la promessa fatta molti anni prima al cugino morente, decide di lasciare il trono di Adhan-dar al figlio adottivo, il principe Ammhon.

Recensione:
Di rientro dalle ferie, oggi ci occupiamo di un romanzo che unisce elementi stoici e fantasy in un mix azzeccato e capace di stuzzicare l’immaginazione del lettore: Le Guerre delle Piramidi di Andrea Gualchierotti e Lorenzo Camerini . 
Quello che si nota subito nello scritto dei due autori è la preparazione storica posseduta. La ricostruzione degli ambienti, degli equipaggiamenti e della struttura sociale dei popoli presenti è ineccepibile e indica chiaramente la passione che muove gli scrittori di cui sopra. Questo di per sé è un pregio indiscutibile, nonché condizione fondante per poter scrivere un buon romanzo che pur con elementi fantastici abbia un taglio decisamente storico come a tutti gli effetti ha Le Guerre delle Piramidi. Quello che mi sento di dire però è che a tale preparazione non corrisponde una maturità stilistica e tecnica equivalente. Gli autori scrivono bene, ma peccano in esperienza a mio avviso. Questo traspare dall’ampollosità e dalla magniloquenza a volte troppo sopra le righe per poter passare inosservata. Certo, concordo che in un testo storico, così come in un fantasy non pensato per giovani adulti, si possa porre una maggior enfasi su una prosa complessa, utilizzando anche un linguaggio ricercato e volto a creare epicità, ma il rischio di cadere nell’innaturale è elevato. La cosa è ancor più evidente nei dialoghi. Anche concedendo le attenuanti derivanti dal contesto storico che concede l’utilizzo di un linguaggio aulico, almeno in corrispondenza di alcuni personaggi altolocati, risultano nella media decisamente ingessati. 
Altro problema riguarda le lunghe sequenze iniziali di spiegazioni degli eventi, un esempio della mala gestione del passaggio di informazioni al lettore. A mio avviso è meglio concedersi qualche descrizione in più da parte di un narratore onnisciente piuttosto che cercare di mettere in bocca agli attori dei monologhi volti solo a spiegare il contesto al lettore. Monologhi che risultano non credibili. Ecco, detto questo, per il resto la storia è interessante. L’idea dei transfughi atlantidei approdati nell’antico Egitto, pur non essendo copyright originale degli autori, è sempre molto affascinante. 
Questo è il secondo episodio della Saga e, come anticipato in sinossi può essere letto a se stante. Non avendo letto il primo volume posso confermare di non aver riscontrato difficoltà da mancanza di elementi precedenti, pertanto si può affrontare senza patemi, come dichiarato.
La trama è piacevole da scoprire, non mancano l’azione ed i colpi di scena. Anche i personaggi sono piacevoli, ben costruiti e credibili, mossi da motivazioni forti e ben chiare.  
Credo che una sufficienza abbondante possa essere il giusto compromesso fra la bontà della storia narrata e la non perfetta trasposizione in lettere della stessa. I due autori a mio parere hanno ottime doti, si tratta solo di smussare quelle spigolosità da mancanza di “scaltrezza”. Quello che mi chiedo, visto che non si tratta di testo autopubblicato, è come sia possibile che gli editor della casa editrice non abbiano notato il problema su alcuni dei dialoghi. Rating 6,5


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