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martedì 14 febbraio 2017

KIZIL ELMA - Storie di Costantinopoli di Isabel Giustiniani [Rating 7]


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Titolo: KIZIL ELMA - Storie di Costantinopoli

Autore: Isabel Giustiniani

Genere: raccolta racconti storici

Prezzo: Gratis

Rating: 7/10


Sinossi: Kizil Elma significa Mela Rossa nella lingua turca. Tale appellativo era stato dato dagli Ottomani alla città di Costantinopoli. Questo ebook raccoglie, in una nuova veste rieditata e corredata di informazioni storiche, tre racconti incentrati su alcune figure e leggende turche che ruotarono attorno alla città di Costantinopoli e al processo che portò alla sua conquista. Due di queste storie sono state ospitate sul portale del Centro Studi Bizantini Magnaura e un'altra nella rivista Basileia, dedicata anch'essa a Bisanzio. In aggiunta, troverete come "special guest" uno spaccato narrativo della vita nella Costantinopoli di fine XIV secolo, vista attraverso la vicenda dell'incontro con un argiroprata. Il brano fa parte del romanzo thriller storico "L'ombra del Serpente". Racconti: - IL CANNONE DI ORBAN: la storia della nascita della famosa bombarda che ebbe un ruolo determinante durante l'assedio di Costantinopoli nel 1453. - LA BATTAGLIA DELLA PIANA DEI MERLI (KOSOVO POLJE): racconto dell'epico scontro nel 1389 tra la coalizione serbo-bosniaca, guidata dal principe di Serbia Lazar Hrebeljanovic, e l'esercito del sultano Murad I. Battaglia durante la quale salirà al potere il sultano Bayazid I, detto La Folgore, assassinando il fratello. - LA LEGGENDA DI BALIKLI: due nobili spagnoli, nella Istambul del 1860, viaggiano alla scoperta delle rovine di Costantinopoli. Verranno a conoscenza della leggenda legata alla fonte sacra di Balikli e all'ultimo imperatore della città, Costantino XI. L'autrice: Isabel Giustiniani è un'appassionata di Storia innamorata di Bisanzio. Gestisce storiedistoria.com, sito dove si parla di narrativa storica, saggistica, personaggi ed eventi del passato.


Recensione: 
Mi sono accorto che è passato parecchio dall'ultima volta che vi ho presentato un testo free, quindi mi sono sguinzagliato nei negozi online a caccia di qualcosa che facesse al caso nostro. Purtroppo, o per fortuna, la battuta di caccia si è conclusa fin troppo presto. Non appena ho visto il testo di Isabel Giustiniani non ho potuto far a meno di sceglierlo, mettendo da parte ogni ulteriore velleità predatoria.
Isabel Giustiniani è l'autrice de “L'ombra del serpente”, la cui recensione potete trovare qui e che tanto mi aveva colpito per passione e originalità. Va da se quindi la scelta di accaparrarmi questo Kizil Elma.
In questo caso, come da sinossi, ci troviamo innanzi ad una raccolta di racconti, l'ultimo dei quali non è altro che uno stralcio del romanzo sopracitato e che serve appositamente per invogliare all'acquisto.
Non posso che riconfermare la mia prima valutazione invitandovi a sperimentare quest'autrice di sicuro talento.
Passando ai primi tre racconti, ognuno dei quali sapientemente preceduto da una breve introduzione storica che ci aiuta ad inquadrare gli eventi, non posso che ribadire quelle che sono le caratteristiche della Giustiniani che mi hanno maggiormente colpito. Prima fra tutte la preparazione storica che fornisce ad ogni racconto la giusta profondità e accuratezza, accompagnata però da una prosa scorrevole e mai pedante, cosa a mio avviso assolutamente doverosa per accontentare ogni lettore di romanzi storici. Quello che poi traspare, pur nella brevità di questi racconti, è la passione dell'autrice per il contesto storico narrato e che ci fa percepire le vicende in modo quanto mai reale e coinvolgente. Aggiunta a questo c'è l'originalità delle situazioni narrate, eventi storici di indubbia rilevanza ma non certo abusati, e per me del tutto nuovi e interessanti.
Prosa lineare, ma non banale, dialoghi credibili e scorrevoli, personaggi ben tratteggiati considerando la brevità degli spazi concessi dalla tipologia narrativa prescelta, quindi tutto in regola.
Non posso che consigliarvi vivamente di scaricare questa raccolta gratuita per assaporare in prima persona quelle che a mio avviso sono doti innegabili, accompagnate da un prodotto assolutamente professionale, privo di refusi, con una bella cover, e quindi da sponsorizzare pienamente e che, come mi piace sottolineare in questi casi, porta lustro a tutta la categoria degli autori indie.
Voto 7, per il semplice motivo che trattandosi di racconti non vado mai oltre a questo voto.

domenica 5 febbraio 2017

Torce nel Diluvio di Thomas Mazzantini [Rating 6]


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Titolo: Torce nel Diluvio

Autore: Thomas Mazzantini 

Genere: Apocalittico

Prezzo: Euro 2,99

Rating: 6/10


Sinossi: 913: Il Diluvio ha sommerso ogni cosa, tranne la Città Santa di Sirat. Gli esseri umani superstiti cercano di sopravvivere tra le sue rovine, infestate da creature ostili.

1892: Il giovane Ashvin si prepara a una giornata come le altre in un mondo dominato da due misteriosi gruppi, il Vuoto e la Monade, adorati come divinità. Ma quel giorno Ashvin e i suoi amici scopriranno qualcosa in un campo di cavoli, che cambierà per sempre la loro vita e quella dell’umanità intera.

Un viaggio avanti e indietro nel tempo tra speranza, brutalità e mistero, per scoprire il come e il perché dell’apocalisse. 
Per cercare di cambiare il destino del mondo.

Recensione: Oggi vi presento Torce nel Diluvio, un testo caratterizzato a mio parere da alti e bassi, ambientato in un mondo post apocalittico ricreato ex novo dall’autore, che non si limita agli aspetti prettamente paesaggistici post diluvio universale, ma sviluppa un contesto religioso/mitologico attingendo in parte dalla tradizione, in parte rielaborandolo in modo originale con divinità e affini capaci di incuriosire. 
Ecco, l’originalità è l’aspetto che maggiormente mi è piaciuto nel lavoro del Mazzantini. L’ambiente post diluvio, con tutti i residui che un'inondazione planetaria può lasciare, si percepisce in modo rilevante soprattutto all’inizio, poi purtroppo questo aspetto piacevole della scenografia tende ad andare scemando col prosieguo della narrazione. Un peccato a mio avviso.
Ad ogni modo Eoni, Asura e la rispettiva rielaborazione che ne fa l’autore per calarli nel suo testo, sono le parti più visionarie e meglio riuscite, e l’idea stessa che origina il tutto, e che ci verrà spiegata solo sul finire della storia, è indubbiamente pregevole e costituisce un’ottima intuizione. Non posso addentrarmi maggiormente sulla vicenda per non rovinarvi la sorpresa, ma lo scontro finale e le sue vere ragioni, saranno una piacevole sorpresa, capace di lasciarci sbalorditi, pur rimanendo perfettamente razionale e con una sua logica ben precisa. Ciò che invece mi convince meno è la realizzazione dell’intento dell’autore, che forse si complica troppo le cose.
Ho trovato l’inizio del romanzo un po’ farraginoso, con le diverse linee narrative che si alternano in periodi differenti e con personaggi differenti, con il risultato di spiazzare il lettore che non ha molti appigli alla realtà comune che conosce, e ci si impiega parecchio ad entrare in empatia con i protagonisti, lasciandoci infine trasportare dall’evoluzione della vicenda. 
Forse, un inserimento più soft e graduale dei personaggi sarebbe stato più appropriato, visto che già l’ambiente in cui ci vengono presentati non ci è familiare, così come la società che si è “consolidata” dopo il disastro. Ad ogni modo si parla di un parere prettamente personale.
Alcune vicende e scelte dei personaggi mi sono parse un po’ troppo forzate, innaturali insomma, e finalizzate unicamente a perseguire la trama così come pensata e pianificata dall’autore. E’ una sensazione che mi è balenata più volte nel corso del romanzo, quindi non posso non esporla, anche se forse ad altri non salterà all’occhio, o non la valuteranno rilevante.
Infine la prosa. A tratti non è fluidissima, caratterizzata da una cadenza che alle volte risulta mono-tono, con frasi brevi poste una di seguito all’altra che danno un ritmo a mio parere eccessivamente cadenzato.
Giunto a questo punto mi trovo a rileggere quanto scritto e mi pare di esserci andato troppo pesante, perché in fin dei conti la storia è stata piacevole, il combattimento finale altrettanto, quindi non vorrei fuorviare potenziali lettori su un romanzo che raggiunge ad ogni modo la sufficienza piena.  
Nulla da ridire in merito all’allestimento del prodotto ebook, testo e impaginazioni curati, pochissimi refusi e prezzo incentivante.
Voto finale 6.

mercoledì 25 gennaio 2017

Disfida nr. 32: Moralis (Le Cronache di Garia Vol. 1) di Manuel Spano'


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Titolo opera: Moralis

Autore: Manuel Spanò

Formato: eBook e cartaceo

Genere: fantasy

Prezzo: 1.99€ eBook Amazon, 12.48€ cartaceo Amazon, 


Sinossi: Nel mondo di Garia un antico Male si è destato, e vuole portare la sua vendetta verso i popoli innocenti. 

Un pugno di eletti dovrà far fronte alla grave minaccia e salvare il futuro di Garia.
Riuscirà Gayron a divenire un cavaliere wandaghi e porsi a difesa del mondo grazie al potere degli Spiriti Ancestrali?
Riuscirà Kraal Thur a combattere la maledizione che lo affligge e salvare il proprio popolo?
Riuscirà Erdenin a sconfiggere la creatura delle Tenebre che sta cacciando?
Riuscirà la piccola e misteriosa Alba a ritrovare i propri genitori?
Uno di loro nasconde un terribile segreto.
I loro destini e i destini di molti altri sono intrecciati in modi impensabili, e solo alla fine della strenua lotta contro il Caos, solo alla fine della ricerca di Moralis, l'Ordine potrà forse essere ripristinato in un mondo devastato dalla guerra.



Note/commenti/finalità dell'Autore: a titolo informativo, Moralis è il primo capitolo di una saga composta (nella mia testa) da cinque volumi, alla quale ho dato il nome Le cronache di Garia.

Mi piace la letteratura fantasy di una volta, adoro la figura del classico Signore del Male e il paladino senza macchia, la donzella indifesa e la regina degli elfi sola ed affranta che rimembra i bei tempi che furono. Sono un inguaribile romantico.
Per questo motivo ho voluto ricreare un'ambientazione classica con i personaggi, a prima vista, più banali e stereotipati di cui si sia mai letto. A prima vista, sia chiaro, perché mentre alcuni di essi proseguono il proprio percorso di crescita nella maniera canonica, altri si evolvono in modi impensabili, rendendo a mio avviso, o almeno è quello che spero avverta anche il pubblico, la scena più originale e moderna, dai risvolti inaspettati e un finale non scontato, ma sorprendente nelle ultime rivelazioni che emergono nella parte conclusiva della storia.

Oppure il pubblico potrebbe non vedere niente di tutto ciò, carpendo conclusioni personali completamente differenti, e il mio intento finirebbe in una bolla di promesse mai avverate, paradossi stereotipati che si annullano da sé, conosciuta anche come supercazzola!
Vediamo in quanti saranno arrivati a questo punto della lettura, ingiuriandomi per la supercazzola ;)


BIG da sfidare: trattandosi di un genere classico tra i classici, confrontarsi con colui che ritengo il Maestro per antonomasia, J.R.R. TOLKIEN, mi sembra comunque un po' troppo sfrontato da parte mia. 

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Preferirei sfidare un altro grande del settore, che con questo stile (forse) si avvicina di più, in quanto dall'odore più moderno rispetto al sopracitato: Terry Brooks con La Spada di Shannara

domenica 22 gennaio 2017

La Cappella Nera (Saga del Pozzo Vol. 3) di Gianluca Turconi [Rating 7]


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Titolo: La Cappella Nera

Saga: Saga del Pozzo

Autore: Gianluca Turconi 


Genere: Sience Fantasy


Prezzo: Euro 0,99


Rating: 7/10

Sinossi: Il Tempo e la Morte sono confini che si possono violare.

Ne è cosciente Walbert Tredita, il guerriero sassone Pelle-di-lupo alla guida degli ultimi sopravvissuti dei Popoli del Nord - Franchi, Celti e Sassoni - che nel IX secolo d.C. hanno trovato rifugio in Irlanda, nel regno di Osraige. Essi fuggono dai Risorti, coloro che hanno eluso la vera morte grazie al potere smisurato del loro Signore, il Demone dai Cento Nomi, come viene chiamato l'uomo che li controlla, perché al momento del suo Ritorno nel Tempo si nascose dietro la falsa identità di Loki, il Dio ingannatore, e molti altri appellativi, ignaro egli stesso della propria origine.
Quei pochi superstiti in terra d'Irlanda sanno di essere condannati all'estinzione, non solo perché dal cielo ha ricominciato a cadere la Manna dei Risorti, la sostanza che rianima i defunti, ma anche a causa della Maledizione dei Nati, l'inspiegabile evento che non permette alle madri di partorire figli vivi. Ogni speranza pare ormai perduta, in vista dell'ultima battaglia campale contro le schiere del Signore dei Risorti.
Tuttavia, in altri luoghi e in altri tempi, uomini e donne coraggiosi lottano affinché il Signore dei Risorti non abbia la meglio.
A Konstantinoupolis, Harald Haraldsson, mercenario vichingo della Guardia imperiale bizantina sopravvissuto insieme al fratello alla calamità sovrannaturale che ha travolto l'Europa medievale, è impegnato nella caccia a Fenrir, il mutaforma figlio di Loki, in possesso di uno strumento per uccidere il padre: la Pietra che conserva una traccia del suo sangue, perduto prima che la sua natura si rivelasse. Per aiutarlo nell'impresa, gli è stato affidato un prigioniero con poteri eccezionali e un destino particolare. Si tratta dell'ultimo bambino nato vivo sulla Terra, un Sassone di cui i sacerdoti del suo popolo ebbero così tanta paura da forgiare una Catena munita di sigilli runici che lo soggiogassero.
Eppure, qualcosa di inaspettato si inserirà in quest'epica lotta. E se il Signore dei Risorti non fosse il nemico più pericoloso, ma qualcosa di ignoto avesse violato il Tempo, a partire dal XX secolo della Guerra Fredda tra USA e URSS, approfittando del Creato in disfacimento generato dall'esistenza del negromante e perseguendo propri fini?
Per opporsi a questa nuova minaccia, non rimarrebbe altro da fare che comprendere quanto è scritto sul Muro dei Ricordi alla Cappella Nera, la dimora scelta dal Signore dei Risorti a Konstantinoupolis. E' una frase breve, ma dal significato molto ambiguo, destinata a tutti coloro che ancora credono nella salvezza dell'Umanità, in qualunque tempo e luogo vivano: "Seguite il bambino, egli sa".

Recensione: Oggi recensisco il capitolo finale della “Saga del Pozzo” di Gianluca Turconi. Per chi non avesse letto le precedenti puntate, ecco i rimandi alla recensione de “Gli Dei del Pozzo”, e a quella de “Il Cavaliere del Tempio”.

Anzitutto una doverosa premessa: sono passati due anni dalla recensione al secondo episodio e questo è un fattore da tenere in considerazione, soprattutto alla luce della premessa che mi accingo a scrivere. L’inizio de “La Cappella Nera” mi ha lasciato spiazzato.
Complice la mia pessima memoria, e il succitato ampio lasso temporale, ho impiegato più del dovuto a riprendere in mano il filo del discorso e certamente mi sono perso delle parti salienti, impegnato come ero a tentare di ricordare. L’opera del Turconi è infatti una saga complessa, con diverse linee narrative che si dipanano in diverse finestre temporali. Sicuramente parte della colpa per questo spiazzamento iniziale è quindi mia, ciò non toglie che un bel riassuntino iniziale sarebbe stato molto utile, e forse non solo a me. Personalmente ritengo che quando il seguito di una saga tardi ad arrivare, o comunque superi l’anno (certo peccati veniali a confronto di campioni del calibro del buon vecchio G.R.R.Martin!), sia cosa buona agevolare il lettore. Ho trovato diversi casi di autori indie che hanno intrapreso questa scelta e personalmente l’ho sempre apprezzata. Certo la sinossi è d'aiuto e risulta una giusta intuizione dell'autore, che forse ha avuto in parte la mia stessa idea. 
Detto questo, passiamo alla recensione vera e propria.
L’autore, come in precedenza, mostra le sue doti con una prosa fluida e capace di evocare immagini chiare anche nei momenti più visionari del suo romanzo, che a mio avviso rimangono uno dei punti di maggior forza dell’opera del Turconi. Nei tomi precedenti avevo segnalato una complessità sia nelle scelte lessicali che nella costruzione delle frasi che avrebbe potuto dar noia a qualche amante del “semplice è bello”, invece mi pare l’autore abbia optato in questo caso per una prosa più snella che agevola il dipanarsi della trama, senza nulla togliere alle belle atmosfere create con grande maestria. Che si tratti di santuari dell’antichità, moderni drugstore o fetide paludi, l’autore si trova sempre a proprio agio regalandoci la sensazione di vivere in prima persona le avventure narrate.  
Non c’è che dire, il tourbillon degli eventi che hanno luogo in periodi diversi e negli scenari più disparati, mantiene il suo fascino inalterato rispetto ai capitoli precedenti e non mancheranno certo le sorprese. Scene cruente e crude si alternano ad approfondimenti psicologici dando origine ad un mix affascinante e ben congeniato. In questo capitolo infatti l’autore si concentra maggiormente sull’aspetto psicologico e sulla tempra morale dei diversi protagonisti, che si vengono a trovare innanzi ad eventi che trascendono l’umana forza e determinazione. Fede, forza di spirito, determinazione, amicizia, spirito di sacrificio e amore vengono scandagliati sino alle viscere, estrapolando i sentimenti e le emozioni dei protagonisti, che fortunatamente annoverano personaggi in chiaroscuro, capaci di farci trepidare senza mai schierarsi apertamente sino al gran finale. Un’incertezza che contribuisce grandemente alla buona riuscita della storia con quelle posizioni in chiaroscuro che, a mio avviso, fanno la differenza fra un romanzo ben congeniato e la massa di romanzi fotocopia con buoni e cattivi.
Insomma un’opera ben riuscita che si cala in una trilogia assolutamente imperdibile.
Ammetto che i primi due tomi dell’epopea, complici le battaglie che contenevano e le idee originali e brillanti poste a pilastro del mondo immaginato e descritto dal Turconi, mi avevano conquistato maggiormente, ma si sa, ogni trilogia non può mantenersi sempre al medesimo livello e in questo caso, il terzo capitolo mi ha dato qualcosa in meno rispetto al solito, anche perché alcuni retroscena erano stati svelati in precedenza. Considerando però che si partiva da livelli assolutamente d’eccellenza non posso certo ritenermi insoddisfatto, quindi mi sento di consigliarvi assolutamente anche questo volume.
Nulla da segnalare sulla cura del prodotto in sé, cover molto bella, testo curato e privo di refusi, impaginazione impeccabile, prezzo assolutamente incentivante, un regalo in pratica. Voto 7 per una autore che dà lustro a tutta la categoria degli indie e del quale, vedrete, vi troverete ad attendere con ansia il prossimo lavoro.

giovedì 5 gennaio 2017

Concorso "6 Romanzi in cerca d'autore" - aiutiamoci a qualificarci!


Approfittando dell'influenza che mi tiene inchiodato a letto con una febbre da cavallo, mi lancio in questo appello a chi segue il blog.
Il concorso "6 Romanzi in cerca d'autore" indetto da kobo, Mondadoristore  e passionescrittore.it è entrato nel vivo. In estrema sintesi il concorso è suddiviso in due sezioni, inediti e romanzi autopubblicati già presenti sul mercato.
Ovviamente si tratta in ambo i casi di una possibilità interessante, peccato, almeno per quello che è il mio pensiero, che la sezione dedicata ai romanzi già editi preveda una formula "bizzarra". 
Tra i millemila romanzi iscritti al concorso solo quelli che otterranno il maggior numero di valutazioni (le famose stelline dei diversi store), accederanno alla fase finale, quella dove realmente il romanzo completo verrà preso in mano dalla giuria e valutato per proclamare il fortunato vincitore. Sì, perchè quello che dovrebbero valutare i lettori è solo un estratto di una decina di pagine. Ovviamente a questo punto gli iscritti si staranno sguinzagliando fra parenti, amici e qualcuno pure in prima persona, a chiedere di piazzare il massimo delle stelle al proprio romanzo. 
D'altronde se le regole sono queste, io non mi tirerò certo indietro!

Vi lascio quindi il link all'estratto gratuito del mio romanzo, Il Mesmerista, chiedendovi di leggerlo e di dargli il voto che riterrete più corretto:

Link per votare



E visto che spero il blog possa essere d'aiuto non solo a me, ma anche a tutti quegli autori indie che ci seguono, invito altri eventuali partecipanti a segnalarci il link dei loro candidati qui di seguito! 

domenica 1 gennaio 2017

Hermanos di Alessandro Bogani e Edoardo Pozzoli [Rating 6]


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Titolo: 
    Hermanos


Autore:  Alessandro Bogani e Edoardo Pozzoli


Genere: Western

Prezzo: Euro 1,99

Rating: 6

Sinossi: America, fine dell’ottocento. Un pistolero eccellente poco riflessivo e molto esuberante, uno stratega infallibile e di poche parole, un ex-soldato americano pavido e pigro ed un medico senza le giuste qualifiche alla ricerca della propria strada, si ritrovano in fuga dall’Arizona verso il Messico.
Ricercati con l’accusa di furto di un carico d’oro sia dall’esercito Americano che da quello Messicano e con la certezza della fucilazione in caso di cattura, si vedono costretti a mettersi sulle tracce dei veri responsabili che li hanno volontariamente cacciati in quella spiacevole situazione.
Una volta scoperta la reale destinazione dei lingotti e dei veri ladri, il gruppo apparentemente improvvisato avrà ancora il coraggio di cercare vendetta per la falsa accusa e di provare ad impossessarsi dell’oro?

Recensione: 
Come oramai i lettori fissi del blog sapranno, nutro una passione smodata per i western e ogniqualvolta mi capita un romanzo di questo genere non posso far altro che sbranarlo al volo, alla faccia dell’immane coda di lettura che ho sul groppone. Chiedo venia quindi ai vari autori che mi hanno mandato fiduciosi il loro testo per una recensione, ma “Hermanos” salta la fila.
Il romanzo di Alessandro Bogani e Edoardo Pozzoli è un testo breve in realtà, di 150 pagine circa. Il fatto che l’abbia letto in un paio di giorni indica chiaramente che il testo si lasci leggere senza problemi, ciò non toglie che alla fine dei giochi avrei sperato in qualcosa di meglio. Intendiamoci, come detto la storia scorre fluida e senza intoppi, anche se alcune scene mi sono parse non sempre credibilissime e un po’ tirate per i capelli. Non scendo nei particolari per non rovinarvi la scoperta della trama, diciamo solo, ad esempio, che mi riesce difficile credere che un covo di rivoluzionari non abbia delle sentinelle capaci di avvistare un intero battaglione di soldati, prima che questi facciano irruzione all’interno del loro campo, posto peraltro su un promontorio roccioso. Detto questo, forse sono io che vado troppo per il sottile.
Più in generale posso dire che i due giovani autori hanno le carte in regola, hanno il coraggio per presentare un romanzo western, genere che certo non trova il favore delle masse dei lettori, ma forse peccano ancora di inesperienza. La definizione sintetica che mi verrebbe da utilizzare per Hermanos è di un testo ancora acerbo.
Si nota la voglia di caratterizzare ogni personaggio in modo particolare, ma l’obbiettivo a mio avviso è riuscito solo parzialmente, forse anche per la durata contenuta dell’opera che non permette di svolgere appieno gli intenti programmati. La trama è ben studiata e presenta quegli intrecci di vicende tipici del genere con tradimenti, ripicche, vendette e faide che donano al tutto imprevedibilità e buone dosi di piombo e sangue. La prosa è essenziale e pulita, pochi i refusi da segnalare. Gli autori non si perdono mai in lunghe descrizioni, e forse questo in alcuni tratti è un peccato, perché a mio avviso il genere richiede delle “pause di riflessione” e i paesaggi maestosi dove sono ambientate le vicende contribuirebbero a rendere più profonda l’esperienza di lettura. Anche perché quando ci si mettono gli autori mostrano di saperci fare, ma pare diano per scontate alcune “immagini” che un amante del western ama invece ritrovare, possibilmente approfondite con qualche tocco di originalità, almeno per quel che mi riguarda.
Altro punto dolente sono i dialoghi, un po’ moscetti a mio parere. Questi rudi banditi alle volte sembrano un po’ troppo “azzimati” e “profumati”, quando ci si attenderebbe puzzassero di porcilaia, se capite quello che intendo.
Qua e là fanno capolino delle citazioni che di certo non sfuggiranno ai più smaliziati, e che fanno sempre piacere, strappandoci un sorriso malinconico al ricordo dei grandi classici del passato.
Non vorrei dare l’idea di non aver gradito l’intrattenimento offerto da “Hermanos”, anzi, data la carenza di romanzi del genere, l’ho apprezzato, solo ho l’impressione che i margini di miglioramento per gli autori siano ampi e forse con un maggiore impegno in fase di editing, il prodotto finito sarebbe potuto essere migliore, limando dove necessario e aggiungendo qualche frasetta giusto per contestualizzare meglio il tutto, o donare maggior carattere (e carisma) ad alcuni dei personaggi.
Voto 6, nella speranza gli autori perseverino nella loro passione e possano offrirci testi ancora migliori. 
Sono certo che abbiano le doti per farlo. In bocca al lupo e al prossimo romanzo e visto che ci siamo aggiungo anche un buon anno a tutti!

martedì 27 dicembre 2016

La polvere dei sogni: Una storia tratta dal Libro Malazan dei Caduti di Steven Erikson


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Sinossi:


In guerra tutti perdono. Questa brutale verità è palese agli occhi di tutti i soldati di tutti i mondi...

Nel continente di Lether, l’esercito Malazan esiliato, guidato dall’Aggiunto Tavore, inizia la sua marcia nelle Terre Desolate orientali, per combattere per una causa sconosciuta, contro un nemico che non ha mai visto.
E in quelle stesse Terre Desolate, altri si riuniscono per confrontarsi con i loro destini. I bellicosi Barghast, contrastati nella loro vendetta contro i Tiste Edur, cercano nuovi nemici al di là del confine e Onos T’oolan, un tempo immortale comandante T’lan Imass, ora membro del clan Viso Bianco, affronta l’insurrezione. A sud, gli Elmi Grigi Perish si arrischiano ad attraversare l’infido regno di Bolkando. Il loro intento è quello di incontrare i Cacciatori di Ossa, ma il loro voto di fedeltà ai Malazan sarà messo a dura prova. E antiche enclavi di una razza più antica sono alla ricerca della salvezza, non tra i loro simili, ma tra gli umani. Nel frattempo un antico nemico si avvicina sempre più all’ultimo baluardo superstite dei K’Chain Che’Malle...


Recensione:

Oramai non so proprio più che parole utilizzare per incensare questo autore. Ancor più ora che ho avuto modo di incontrarlo durante Lucca Comics e di approfittare del pregevole seminario sulle tecniche di scrittura da lui magistralmente gestito. Inutile dire che ho raccolto un bel po’ di suggerimenti per analizzare un testo in modo professionale e di poterne così sfruttare gli insegnamenti in fase di scrittura attiva. Qui un bel ricordo del momento: 


Adesso però torniamo a noi senza indugio, e cerchiamo di recensire questo “La polvere dei sogni”, che come ci avvisa l’autore in prefazione, costituisce la prima parte dell’ultimo volume della saga, spezzato in due per motivi prettamente tipografici, considerata la mole di pagine di cui si compone quest’ultimo capitolo, 1200 pagine per il solo romanzo cui si riferisce questa recensione.
E come sarebbe potuto essere altrimenti? La saga di Malazan è qualcosa che non esito a definire mostruoso, in senso buono ovviamente, qualcosa che si discosta per ampiezza di vedute e per massa di personaggi indimenticabili, da qualsiasi altra epopea mai partorita da mente umana (se ho esagerato ditemelo!).
Sin dalle prime pagine ci vengono svelati alcuni passaggi de “I segugi dell’ombra”, completando un puzzle che nella mente del lettore ancora presentava dei tasselli mancanti. Sin da subito quindi si avranno delle belle soddisfazioni, delle conferme sulla bontà della pianificazione di Erikson e sarà veramente difficile staccarsi dalle pagine del testo, anche solo per dover andare a dormire qualche ora…  
Superata questa fase di euforia ci troveremo, e nel mio caso del tutto inaspettatamente, a fare la conoscenza di altri personaggi, come se quelli sin qui radunati non fossero stati sufficienti. Devo ammettere che forse ho perso qualche colpo, ma d’altronde l’epopea va avanti da anni e sono certo di essermi perso qualcosa per strada. Un’occasione in più per rileggere il tutto fra qualche annetto, tutto di filato.
Sta di fatto che fra nuove e vecchie conoscenze, l’abitudine dell’autore di presentarci le scene con gli occhi di mille attori diversi assume in questa puntata della Saga proporzioni che vanno oltre la mia capacità di tenere a mente il tutto, e in alcuni tratti devo ammettere di aver provato un certo smarrimento e di aver pensato che Erikson abbia esagerato questa volta. A mio avviso comunque si tratta di un peccato veniale data la maestosità della “convergenza” che sta portando i mille soggetti a confluire in quello che si preannuncia un vero e proprio gran finale, diciamo che avrei preferito non andasse a complicare ancor più vicende già parecchio ingarbugliate.
Superata questa fase, che nel corso delle 1.200 pagine del romanzo, occupa comunque una minima parte, ci troveremo coinvolti in scenari di guerra totale, con interi popoli pronti a massacrarsi, e qui le doti di Erikson tornano a colpire duro, regalandoci un military fantasy di altissimo livello e sfoderando altri personaggi che rimarranno impressi a lungo. Ho notato anche un acuirsi della brutalità che viaggia di pari passo con questa escalation bellica, e anche questo escamotage mi pare decisamente riuscito. Non mancheranno i colpi di scena costruiti con sapiente maestria dall’autore, e che mi hanno decisamente lascito sbalordito. Rimangono aperti ancora dei punti interrogativi enormi, quindi l’attesa per l’ultimo episodio è difficile da gestire, e anche in questo caso non posso che spendere gli ultimi complimenti per l’abilità di Erikson, capace di gestire un parto di tali proporzioni senza perdere la capacità di lasciare il meglio per il gran finale, seminando indizi qua e là senza concederci però di formulare aspettative ben definite. L’incertezza regna ancora sovrana, le parti in campo sono innumerevoli, gli obbiettivi multipli, gli schieramenti incerti… insomma, un vero lavoro d’orchestra che converge in un volume finale che contiene aspettative immense. Insomma quello che rimane dopo la lettura di “La polvere dei sogni” è il desiderio irrefrenabile di andare a leggersi di corsa "Il Dio Storpio", ma visto che voglio avere il tempo di digerire e gustare ancora per un po’ le gesta dei nostri eroi, resisterò alla tentazione dedicandomi prima a un buon testo di qualche autore autoprodotto.

domenica 18 dicembre 2016

ARCA - La lista dei Probi di Matteo Marchisio [Rating 7]



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Titolo: 
  
 La lista dei Probi 


Serie: A.R.C.A. Armature robotizzate per combattimento aggressivo


Autore:  Matteo Marchisio

Genere: Fantascienza

Prezzo: Euro 0,99

Rating: 7

Sinossi: 
La Decima si è divisa. Dal suo rientro in azione non ha avuto un momento di pace, dovendo correre in soccorso dei pochi che si sono opposti ai figli di Tlaloc. Mentre i compagni proteggono i kibarua da un’armata mercenaria nelle Lune Rigogliose, Morris Sword e Daboo ritornano sulla superficie martoriata di Lex V a difesa dell’ultimo gruppo di uomini e donne ancore legati all’Intesa, riuniti sotto l’unica bandiera della resistenza a ogni costo. In questa terza avventura degli ARCA, i piloti dovranno fronteggiare non solo orde di Soggiogatori, veterani instabili e leggende credute scomparse, ma anche giochi di potere interni alla resistenza stessa, così sottili da portarli a chiedersi se la difesa del genere umano valga uno sforzo tanto estremo.

Recensione: 
Ed eccoci al terzo episodio della Saga partorita da Matteo Marchisio.
Come al solito vi rimando alle recensioni dei capitoli precedenti per un'analisi completa dell’evoluzione dell’opera (Il Risveglio di Pito, I Figli di Tlaloc), confermandovi sin da subito che l’autore si mantiene su buoni livelli anche in questo scritto, senza che la storia perda il suo fascino. In questo caso però vanno fatti dei distinguo. Questo episodio costituisce indubbiamente un romanzo interlocutorio, una sorta di ponte verso quelli che saranno gli sviluppi futuri, un approfondimento delle vicende trascorse con l’utilizzo di interessanti flashback per esplorare la storia passata di alcuni personaggi.
Ho molto gradito queste parti che, mescolate ai capitoli dedicati alle vicende attuali (assai concitate), hanno contribuito a dare spessore all’opera mostrandoci la pianificazione puntuale e precisa del Marchisio e il suo desiderio di dar vita a qualcosa di più ampio raggio rispetto a quella che poteva essere una prima impressione. Ciononostante ho avuto la sensazione che l’autore abbia affrontato alcuni passi in modo piuttosto sbrigativo, perdendo delle opportunità ghiotte. Ad esempio vengono presentate alcune tipologie di avversari che avrebbero potuto arricchire l’universo creato se approfonditi maggiormente, ma forse ci sarà tempo e modo nel proseguo di rincontrarli.
Ad ogni modo la vicenda non perde smalto, anzi si arricchisce con nuovi scenari che affondano le radici in un passato misterioso, nel quale sette contrapposte si danno battaglia a suon di sotterfugi e macchinazioni macchiavelliche.
Nonostante i passaggi di “costruzione della trama a ritroso” il testo mantiene il suo ritmo sostenuto, vera caratteristica predominante negli scritti del Marchisio. Le vicende si susseguono a ritmo incalzante, accompagnate da una prosa semplice, ma mai banale, azzeccatissima per il genere trattato. 
L’autore è abile nel non eccedere mai in tecnicismi, dando al contempo la prova di padroneggiare perfettamente gli argomenti trattati, siano essi riferiti agli aspetti più tecnici relativi alle flotte spaziali, che agli armamenti in dotazione ai diversi schieramenti. 
I personaggi rimangono ottimi come nei capitoli precedenti, non presentano particolari evoluzioni, ma sempre godibili, supportati da dialoghi fluidi e azzeccati, altra caratteristica che contraddistingue positivamente questo autore.
Non c’è che dire, il mondo ricreato in questi romanzi è affascinante e ogni capitolo aggiunge in modo del tutto naturale nuovi dettagli che vanno a renderlo sempre più credibile e interessante. 
Purtroppo devo segnalare anche in questo caso la presenza di alcuni refusi, sicuramente dovuti alla fretta di procedere con le pubblicazioni a ritmo serrato, ma in netto miglioramento rispetto ai precedenti nei quali la mole di errorini era decisamente più marcata.
Ulteriore nota di merito per la cover, anche in questo caso a mio parere splendida e di altissimo livello.
Voto 7 per La Lista dei Probi, che va ad aggiungersi a una serie che intendo proseguire a leggere sino alla conclusione, cosa assolutamente mai scontata con i tempi che corrono. Complimenti all’autore quindi per la capacità di mantenere l’attrattiva della sua saga che a mio avviso merita di essere assolutamente letta, e non solo dagli appassionati del genere.

giovedì 8 dicembre 2016

Disfida nr. 29: A.B.E. Alternative Birth Experiment, di Luca Franceschini


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Titolo dell'Opera: A.B.E. Alternative Birth Experiment (Futuro Presente)

Autore:         Luca Franceschini

Formato:      ebook 

Genere:       fantascienza

Prezzo:        € 1,99

Sinossi:       
Un esperimento genetico fuori controllo. Un cacciatore che lo insegue. Ma cosa stanno cercando esattamente, e a cosa li porterà lo scontro finale? Sullo sfondo di un mondo futuro nel quale umani e macchine subiscono uguale sorte quando non sono più utili, in cui chi viene escluso dalla società vive di stenti e degrado tra gli antichi quartieri fatiscenti, la battaglia fra A.B.E. 7 e l’agente Cain 49 porterà entrambi a porsi una domanda dalla quale non torneranno indietro: che senso ha l’esistenza? 

Note/commenti/finalità dell'Autore: 
Una riflessione sociale ma sopratutto esistenziale sul tema dell'identità umana. Dove comincia e dove finisce il concetto di umanità quando a chiederselo sono una semi-androide e un essere ibrido nato da un esperimento genetico? 

BIG da sfidare: 




Neuromante di William Gibson

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sabato 12 novembre 2016

Dreamscape, la Chiave e il Mare di Stelle di Massimiliano Silla [Rating 6,5]

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Titolo: 
Dreamscape, la Chiave e il Mare di Stelle


Autore:  Massimiliano Silla

Genere: weird fantasy

Prezzo: Gratis

Rating: 6,5

Sinossi: Il libro conclusivo della saga fantasy dello scrittore Edward Dynson è scomparso nel nulla dopo la sua morte. I due anni successivi non sono facili per sua moglie Mira, costretta a convivere con il lutto e a crescere nel migliore dei modi il figlio Jake. Tutto cambia di colpo quando, una sera, Jake viene rapito da una creatura orribile sotto gli occhi attoniti della madre. Nel tentativo disperato di ritrovarlo, Mira oltrepassa il confine tra realtà e immaginazione, ritrovandosi a Lorkin, il mondo creato da Ed nei suoi libri. Tra città semoventi, uomini cane, zombie in completo scuro e gli incubi dell’Arconte, un’entità proveniente dal modo dei sogni e deciso a conquistare quello della fantasia umana, Mira scoprirà che in ballo c’è molto di più della vita di suo figlio. Ma sarà disposta a pagare il prezzo necessario a salvarci tutti? Chi era veramente suo marito? E chi sono i due esseri millenari che attraversano l’America in cerca di una misteriosa sfera nella quale è imprigionato un dio?

Recensione: Oggi vi presento un romanzo che ho trovato in download gratuito sullo store Kobo e la cui sinossi mi ha incuriosito: Dreamscape di Massimiliano Silla.
La prima cosa di Dreamscape che colpisce e spiazza è il sentore di fiaba, nella quale però subentrano scene decisamente horror, destabilizzando da subito il lettore. Che sia una scelta voluta non ci sono dubbi, a giudicare dalle indiscutibili doti narrative dell’autore, eppure inizialmente non l'ho trovata azzeccatissima. Parere assolutamente personale. A tratti infatti la storia risulta “fanciullesca”, confondendo il target di riferimento.
Il testo di Massimiliano Silla è di difficile collocazione, essendo frutto di una commistione di generi i cui tratti caratteristici spesso cozzano fra loro in modo evidente. Un romanzo bizzarro quindi, ideale per chi invece gradisce questa mescolanza di generi e tematiche, un weird fantasy insomma, come pochi se ne trovano in giro, perlomeno in lingua italica.
Fatta questa doverosa premessa, concentriamoci sul lavoro del Silla.
L’autore scrive bene e la lettura procede piacevole, mai noiosa, originale e insomma a conti fatti rivelandosi una piacevole sorpresa a costo zero. Già perché il romanzo, come detto, ci viene offerto in download gratuito e anche per questo deve essere premiato concedendogli una lettura. A maggior ragione visto che i pro superano in modo deciso i pochi contro, costituiti unicamente da quanto in premessa, e da alcuni refusi che sarebbero potuti essere facilmente corretti con una maggiore attenzione in fase di editing.
In effetti, non posso non menzionare un’ulteriore pecca, prima di procedere oltre, ossia che il testo non è assolutamente conclusivo, senza che questo sia segnalato dall’autore in alcun modo. 
In realtà il romanzo, nella versione da me scaricata da Kobo, ma che ritengo sia quella reale, visto che leggendo alcuni commenti su Amazon, alcuni lettori lamentano la stessa problematica, viene letteralmente troncato a pagina 314, senza alcuna spiegazione.
Purtroppo non ho trovato un recapito dell’autore per chiedere conferma delle sue intenzioni, quindi ci troviamo innanzi ad un bel problema. 
La qualità del testo però è elevata, così come l’originalità della storia, la caratterizzazione dei personaggi e la varietà degli scenari sono notevolissimi, pertanto non sapere come andrà a finire il tutto lascia decisamente con l’amaro in bocca.
Non posso pensare che Silla abbia abbandonato così il suo lavoro, credo piuttosto che il suo sia un escamotage per creare attesa su una seconda parte del romanzo, magari (giustamente) a pagamento. Sta di fatto che una spiegazione sarebbe stata d’obbligo a mio parere, perché così il rischio di far imbestialire i lettori è molto elevato. 
Ripeto, se non fosse per la pregevolezza del romanzo non mi sarei preso la briga di scrivere questa recensione, eppure Silla mi è piaciuto parecchio, pertanto perdersi la sua opera gratuita sarebbe un vero peccato, magari confidando prima in una risposta che possa chiarire le sue intenzioni e rassicurarci che non abbia abbandonato il progetto appendendo la penna al chiodo.
Ma torniamo alla storia, che a tratti mi ha fatto tornare alla mente spezzoni del miglior Stephen King, per tentare di far capire a cosa andrete incontro. Oltre che a King possiamo trovare, almeno in alcuni capitoli, le medesime atmosfere respirate in American Gods di Neil Gaiman, altro testo che personalmente ho apprezzato parecchio. Ci troveremo invischiati in avventure che coinvolgono piani differenti del reale, spunti già visti magari, ma rielaborati in modo personale e azzeccato, tratti tipici del fantasy classico frullati assieme a paesaggi zuccherosi e fiabeschi, ma che all’improvviso piombano in scenografie horror inquietanti quanto brutali. 
Gli ingredienti per un ottimo romanzo d’intrattenimento ci sono tutti, ora non resta che sperare Silla ci regali anche un finale degno dell’opera intrapresa. 
Al momento non posso quindi esprimere un voto che vada oltre al 6,5 sperando di poterlo elevare al suo giusto livello una volta comprese le intenzioni dell’autore. 
Nella speranza Silla ci possa dare una risposta in diretta, vi rimando alla prossima e vi saluto!

venerdì 28 ottobre 2016

Casamatta di Noemi Gastaldi [Rating 7,5]



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Titolo: Casamatta


Autore:  Noemi Gastaldi

Genere: narrativa moderna

Prezzo: FREE

Rating: 7,5

Sinossi: Un manicomio, una ragazzina di nome Sophia, un fazzoletto intriso di cloroformio e una meravigliosa Dea.

Mini-Recensione: Un racconto breve per un totale di 25 paginette, da scaricarsi rigorosamente gratis ai link sopra riportata. Oramai sapete il mio difficile rapporto con i racconti. Raramente capita che riescano a coinvolgermi, abituato come sono ai miei amati tomi da migliaia di pagine nei quali giocoforza, prima o dopo, si entra in sintonia con i diversi personaggi. Detto questo, devo ammettere invece che la storia di Noemi Gastaldi, è riuscita a prendermi sin da subito. La sua protagonista, carica di problematiche, mi ha conquistato, coinvolgendomi nel suo stato turbato e ansioso senza perdersi in lungaggini, ma andando subito al sodo, così come deve essere nei racconti ben congeniati.
Andiamo con ordine.
Il testo è pulito, privo di refusi e la prosa dell’autrice si evidenzia per spunti di originalità notevoli. Non solo scorrevole e piacevole, ma con qualche tocco di classe capace di portarla sopra le righe con successo. Convincente senza strafare, insomma, apparendo sempre naturale e mai artefatta.
Passiamo alla storia in se.
L’autrice è brava a ricostruire la vicenda permanendo sempre al confine fra follia, lucidità e dosi abbondanti di barbiturici, lasciandoci incerti sin alla fine su chi siano realmente i colpevoli e chi le vittime, sempre che ci siano e si possano definire tali. Un gioco che riesce molto bene alla Gastaldi e che ci appaga facendoci rimpiangere l’esigua lunghezza dello scritto. Insomma un assaggio delle doti dell’autrice che riesce con questo omaggio nel suo intento di attrarre potenziali lettori per le sue opere maggiori (vedi La Trilogia oltre i confini e la Saga dell’Immateriale, oltre ad altri racconti in download gratuito).
Un penna certamente da seguire e che ancora una volta dà lustro all’intera categoria degli autori indie. Complimenti vivissimi, rating 7,5.