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domenica 5 febbraio 2017

Torce nel Diluvio di Thomas Mazzantini [Rating 6]


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Titolo: Torce nel Diluvio

Autore: Thomas Mazzantini 

Genere: Apocalittico

Prezzo: Euro 2,99

Rating: 6/10


Sinossi: 913: Il Diluvio ha sommerso ogni cosa, tranne la Città Santa di Sirat. Gli esseri umani superstiti cercano di sopravvivere tra le sue rovine, infestate da creature ostili.

1892: Il giovane Ashvin si prepara a una giornata come le altre in un mondo dominato da due misteriosi gruppi, il Vuoto e la Monade, adorati come divinità. Ma quel giorno Ashvin e i suoi amici scopriranno qualcosa in un campo di cavoli, che cambierà per sempre la loro vita e quella dell’umanità intera.

Un viaggio avanti e indietro nel tempo tra speranza, brutalità e mistero, per scoprire il come e il perché dell’apocalisse. 
Per cercare di cambiare il destino del mondo.

Recensione: Oggi vi presento Torce nel Diluvio, un testo caratterizzato a mio parere da alti e bassi, ambientato in un mondo post apocalittico ricreato ex novo dall’autore, che non si limita agli aspetti prettamente paesaggistici post diluvio universale, ma sviluppa un contesto religioso/mitologico attingendo in parte dalla tradizione, in parte rielaborandolo in modo originale con divinità e affini capaci di incuriosire. 
Ecco, l’originalità è l’aspetto che maggiormente mi è piaciuto nel lavoro del Mazzantini. L’ambiente post diluvio, con tutti i residui che un'inondazione planetaria può lasciare, si percepisce in modo rilevante soprattutto all’inizio, poi purtroppo questo aspetto piacevole della scenografia tende ad andare scemando col prosieguo della narrazione. Un peccato a mio avviso.
Ad ogni modo Eoni, Asura e la rispettiva rielaborazione che ne fa l’autore per calarli nel suo testo, sono le parti più visionarie e meglio riuscite, e l’idea stessa che origina il tutto, e che ci verrà spiegata solo sul finire della storia, è indubbiamente pregevole e costituisce un’ottima intuizione. Non posso addentrarmi maggiormente sulla vicenda per non rovinarvi la sorpresa, ma lo scontro finale e le sue vere ragioni, saranno una piacevole sorpresa, capace di lasciarci sbalorditi, pur rimanendo perfettamente razionale e con una sua logica ben precisa. Ciò che invece mi convince meno è la realizzazione dell’intento dell’autore, che forse si complica troppo le cose.
Ho trovato l’inizio del romanzo un po’ farraginoso, con le diverse linee narrative che si alternano in periodi differenti e con personaggi differenti, con il risultato di spiazzare il lettore che non ha molti appigli alla realtà comune che conosce, e ci si impiega parecchio ad entrare in empatia con i protagonisti, lasciandoci infine trasportare dall’evoluzione della vicenda. 
Forse, un inserimento più soft e graduale dei personaggi sarebbe stato più appropriato, visto che già l’ambiente in cui ci vengono presentati non ci è familiare, così come la società che si è “consolidata” dopo il disastro. Ad ogni modo si parla di un parere prettamente personale.
Alcune vicende e scelte dei personaggi mi sono parse un po’ troppo forzate, innaturali insomma, e finalizzate unicamente a perseguire la trama così come pensata e pianificata dall’autore. E’ una sensazione che mi è balenata più volte nel corso del romanzo, quindi non posso non esporla, anche se forse ad altri non salterà all’occhio, o non la valuteranno rilevante.
Infine la prosa. A tratti non è fluidissima, caratterizzata da una cadenza che alle volte risulta mono-tono, con frasi brevi poste una di seguito all’altra che danno un ritmo a mio parere eccessivamente cadenzato.
Giunto a questo punto mi trovo a rileggere quanto scritto e mi pare di esserci andato troppo pesante, perché in fin dei conti la storia è stata piacevole, il combattimento finale altrettanto, quindi non vorrei fuorviare potenziali lettori su un romanzo che raggiunge ad ogni modo la sufficienza piena.  
Nulla da ridire in merito all’allestimento del prodotto ebook, testo e impaginazioni curati, pochissimi refusi e prezzo incentivante.
Voto finale 6.

mercoledì 25 gennaio 2017

Disfida nr. 32: Moralis (Le Cronache di Garia Vol. 1) di Manuel Spano'


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Titolo opera: Moralis

Autore: Manuel Spanò

Formato: eBook e cartaceo

Genere: fantasy

Prezzo: 1.99€ eBook Amazon, 12.48€ cartaceo Amazon, 


Sinossi: Nel mondo di Garia un antico Male si è destato, e vuole portare la sua vendetta verso i popoli innocenti. 

Un pugno di eletti dovrà far fronte alla grave minaccia e salvare il futuro di Garia.
Riuscirà Gayron a divenire un cavaliere wandaghi e porsi a difesa del mondo grazie al potere degli Spiriti Ancestrali?
Riuscirà Kraal Thur a combattere la maledizione che lo affligge e salvare il proprio popolo?
Riuscirà Erdenin a sconfiggere la creatura delle Tenebre che sta cacciando?
Riuscirà la piccola e misteriosa Alba a ritrovare i propri genitori?
Uno di loro nasconde un terribile segreto.
I loro destini e i destini di molti altri sono intrecciati in modi impensabili, e solo alla fine della strenua lotta contro il Caos, solo alla fine della ricerca di Moralis, l'Ordine potrà forse essere ripristinato in un mondo devastato dalla guerra.



Note/commenti/finalità dell'Autore: a titolo informativo, Moralis è il primo capitolo di una saga composta (nella mia testa) da cinque volumi, alla quale ho dato il nome Le cronache di Garia.

Mi piace la letteratura fantasy di una volta, adoro la figura del classico Signore del Male e il paladino senza macchia, la donzella indifesa e la regina degli elfi sola ed affranta che rimembra i bei tempi che furono. Sono un inguaribile romantico.
Per questo motivo ho voluto ricreare un'ambientazione classica con i personaggi, a prima vista, più banali e stereotipati di cui si sia mai letto. A prima vista, sia chiaro, perché mentre alcuni di essi proseguono il proprio percorso di crescita nella maniera canonica, altri si evolvono in modi impensabili, rendendo a mio avviso, o almeno è quello che spero avverta anche il pubblico, la scena più originale e moderna, dai risvolti inaspettati e un finale non scontato, ma sorprendente nelle ultime rivelazioni che emergono nella parte conclusiva della storia.

Oppure il pubblico potrebbe non vedere niente di tutto ciò, carpendo conclusioni personali completamente differenti, e il mio intento finirebbe in una bolla di promesse mai avverate, paradossi stereotipati che si annullano da sé, conosciuta anche come supercazzola!
Vediamo in quanti saranno arrivati a questo punto della lettura, ingiuriandomi per la supercazzola ;)


BIG da sfidare: trattandosi di un genere classico tra i classici, confrontarsi con colui che ritengo il Maestro per antonomasia, J.R.R. TOLKIEN, mi sembra comunque un po' troppo sfrontato da parte mia. 

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Preferirei sfidare un altro grande del settore, che con questo stile (forse) si avvicina di più, in quanto dall'odore più moderno rispetto al sopracitato: Terry Brooks con La Spada di Shannara

martedì 27 dicembre 2016

La polvere dei sogni: Una storia tratta dal Libro Malazan dei Caduti di Steven Erikson


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Sinossi:


In guerra tutti perdono. Questa brutale verità è palese agli occhi di tutti i soldati di tutti i mondi...

Nel continente di Lether, l’esercito Malazan esiliato, guidato dall’Aggiunto Tavore, inizia la sua marcia nelle Terre Desolate orientali, per combattere per una causa sconosciuta, contro un nemico che non ha mai visto.
E in quelle stesse Terre Desolate, altri si riuniscono per confrontarsi con i loro destini. I bellicosi Barghast, contrastati nella loro vendetta contro i Tiste Edur, cercano nuovi nemici al di là del confine e Onos T’oolan, un tempo immortale comandante T’lan Imass, ora membro del clan Viso Bianco, affronta l’insurrezione. A sud, gli Elmi Grigi Perish si arrischiano ad attraversare l’infido regno di Bolkando. Il loro intento è quello di incontrare i Cacciatori di Ossa, ma il loro voto di fedeltà ai Malazan sarà messo a dura prova. E antiche enclavi di una razza più antica sono alla ricerca della salvezza, non tra i loro simili, ma tra gli umani. Nel frattempo un antico nemico si avvicina sempre più all’ultimo baluardo superstite dei K’Chain Che’Malle...


Recensione:

Oramai non so proprio più che parole utilizzare per incensare questo autore. Ancor più ora che ho avuto modo di incontrarlo durante Lucca Comics e di approfittare del pregevole seminario sulle tecniche di scrittura da lui magistralmente gestito. Inutile dire che ho raccolto un bel po’ di suggerimenti per analizzare un testo in modo professionale e di poterne così sfruttare gli insegnamenti in fase di scrittura attiva. Qui un bel ricordo del momento: 


Adesso però torniamo a noi senza indugio, e cerchiamo di recensire questo “La polvere dei sogni”, che come ci avvisa l’autore in prefazione, costituisce la prima parte dell’ultimo volume della saga, spezzato in due per motivi prettamente tipografici, considerata la mole di pagine di cui si compone quest’ultimo capitolo, 1200 pagine per il solo romanzo cui si riferisce questa recensione.
E come sarebbe potuto essere altrimenti? La saga di Malazan è qualcosa che non esito a definire mostruoso, in senso buono ovviamente, qualcosa che si discosta per ampiezza di vedute e per massa di personaggi indimenticabili, da qualsiasi altra epopea mai partorita da mente umana (se ho esagerato ditemelo!).
Sin dalle prime pagine ci vengono svelati alcuni passaggi de “I segugi dell’ombra”, completando un puzzle che nella mente del lettore ancora presentava dei tasselli mancanti. Sin da subito quindi si avranno delle belle soddisfazioni, delle conferme sulla bontà della pianificazione di Erikson e sarà veramente difficile staccarsi dalle pagine del testo, anche solo per dover andare a dormire qualche ora…  
Superata questa fase di euforia ci troveremo, e nel mio caso del tutto inaspettatamente, a fare la conoscenza di altri personaggi, come se quelli sin qui radunati non fossero stati sufficienti. Devo ammettere che forse ho perso qualche colpo, ma d’altronde l’epopea va avanti da anni e sono certo di essermi perso qualcosa per strada. Un’occasione in più per rileggere il tutto fra qualche annetto, tutto di filato.
Sta di fatto che fra nuove e vecchie conoscenze, l’abitudine dell’autore di presentarci le scene con gli occhi di mille attori diversi assume in questa puntata della Saga proporzioni che vanno oltre la mia capacità di tenere a mente il tutto, e in alcuni tratti devo ammettere di aver provato un certo smarrimento e di aver pensato che Erikson abbia esagerato questa volta. A mio avviso comunque si tratta di un peccato veniale data la maestosità della “convergenza” che sta portando i mille soggetti a confluire in quello che si preannuncia un vero e proprio gran finale, diciamo che avrei preferito non andasse a complicare ancor più vicende già parecchio ingarbugliate.
Superata questa fase, che nel corso delle 1.200 pagine del romanzo, occupa comunque una minima parte, ci troveremo coinvolti in scenari di guerra totale, con interi popoli pronti a massacrarsi, e qui le doti di Erikson tornano a colpire duro, regalandoci un military fantasy di altissimo livello e sfoderando altri personaggi che rimarranno impressi a lungo. Ho notato anche un acuirsi della brutalità che viaggia di pari passo con questa escalation bellica, e anche questo escamotage mi pare decisamente riuscito. Non mancheranno i colpi di scena costruiti con sapiente maestria dall’autore, e che mi hanno decisamente lascito sbalordito. Rimangono aperti ancora dei punti interrogativi enormi, quindi l’attesa per l’ultimo episodio è difficile da gestire, e anche in questo caso non posso che spendere gli ultimi complimenti per l’abilità di Erikson, capace di gestire un parto di tali proporzioni senza perdere la capacità di lasciare il meglio per il gran finale, seminando indizi qua e là senza concederci però di formulare aspettative ben definite. L’incertezza regna ancora sovrana, le parti in campo sono innumerevoli, gli obbiettivi multipli, gli schieramenti incerti… insomma, un vero lavoro d’orchestra che converge in un volume finale che contiene aspettative immense. Insomma quello che rimane dopo la lettura di “La polvere dei sogni” è il desiderio irrefrenabile di andare a leggersi di corsa "Il Dio Storpio", ma visto che voglio avere il tempo di digerire e gustare ancora per un po’ le gesta dei nostri eroi, resisterò alla tentazione dedicandomi prima a un buon testo di qualche autore autoprodotto.

sabato 12 novembre 2016

Dreamscape, la Chiave e il Mare di Stelle di Massimiliano Silla [Rating 6,5]

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Download gratuito dalla Bancarella di Scrittorindipendenti


Titolo: 
Dreamscape, la Chiave e il Mare di Stelle


Autore:  Massimiliano Silla

Genere: weird fantasy

Prezzo: Gratis

Rating: 6,5

Sinossi: Il libro conclusivo della saga fantasy dello scrittore Edward Dynson è scomparso nel nulla dopo la sua morte. I due anni successivi non sono facili per sua moglie Mira, costretta a convivere con il lutto e a crescere nel migliore dei modi il figlio Jake. Tutto cambia di colpo quando, una sera, Jake viene rapito da una creatura orribile sotto gli occhi attoniti della madre. Nel tentativo disperato di ritrovarlo, Mira oltrepassa il confine tra realtà e immaginazione, ritrovandosi a Lorkin, il mondo creato da Ed nei suoi libri. Tra città semoventi, uomini cane, zombie in completo scuro e gli incubi dell’Arconte, un’entità proveniente dal modo dei sogni e deciso a conquistare quello della fantasia umana, Mira scoprirà che in ballo c’è molto di più della vita di suo figlio. Ma sarà disposta a pagare il prezzo necessario a salvarci tutti? Chi era veramente suo marito? E chi sono i due esseri millenari che attraversano l’America in cerca di una misteriosa sfera nella quale è imprigionato un dio?

Recensione: Oggi vi presento un romanzo che ho trovato in download gratuito sullo store Kobo e la cui sinossi mi ha incuriosito: Dreamscape di Massimiliano Silla.
La prima cosa di Dreamscape che colpisce e spiazza è il sentore di fiaba, nella quale però subentrano scene decisamente horror, destabilizzando da subito il lettore. Che sia una scelta voluta non ci sono dubbi, a giudicare dalle indiscutibili doti narrative dell’autore, eppure inizialmente non l'ho trovata azzeccatissima. Parere assolutamente personale. A tratti infatti la storia risulta “fanciullesca”, confondendo il target di riferimento.
Il testo di Massimiliano Silla è di difficile collocazione, essendo frutto di una commistione di generi i cui tratti caratteristici spesso cozzano fra loro in modo evidente. Un romanzo bizzarro quindi, ideale per chi invece gradisce questa mescolanza di generi e tematiche, un weird fantasy insomma, come pochi se ne trovano in giro, perlomeno in lingua italica.
Fatta questa doverosa premessa, concentriamoci sul lavoro del Silla.
L’autore scrive bene e la lettura procede piacevole, mai noiosa, originale e insomma a conti fatti rivelandosi una piacevole sorpresa a costo zero. Già perché il romanzo, come detto, ci viene offerto in download gratuito e anche per questo deve essere premiato concedendogli una lettura. A maggior ragione visto che i pro superano in modo deciso i pochi contro, costituiti unicamente da quanto in premessa, e da alcuni refusi che sarebbero potuti essere facilmente corretti con una maggiore attenzione in fase di editing.
In effetti, non posso non menzionare un’ulteriore pecca, prima di procedere oltre, ossia che il testo non è assolutamente conclusivo, senza che questo sia segnalato dall’autore in alcun modo. 
In realtà il romanzo, nella versione da me scaricata da Kobo, ma che ritengo sia quella reale, visto che leggendo alcuni commenti su Amazon, alcuni lettori lamentano la stessa problematica, viene letteralmente troncato a pagina 314, senza alcuna spiegazione.
Purtroppo non ho trovato un recapito dell’autore per chiedere conferma delle sue intenzioni, quindi ci troviamo innanzi ad un bel problema. 
La qualità del testo però è elevata, così come l’originalità della storia, la caratterizzazione dei personaggi e la varietà degli scenari sono notevolissimi, pertanto non sapere come andrà a finire il tutto lascia decisamente con l’amaro in bocca.
Non posso pensare che Silla abbia abbandonato così il suo lavoro, credo piuttosto che il suo sia un escamotage per creare attesa su una seconda parte del romanzo, magari (giustamente) a pagamento. Sta di fatto che una spiegazione sarebbe stata d’obbligo a mio parere, perché così il rischio di far imbestialire i lettori è molto elevato. 
Ripeto, se non fosse per la pregevolezza del romanzo non mi sarei preso la briga di scrivere questa recensione, eppure Silla mi è piaciuto parecchio, pertanto perdersi la sua opera gratuita sarebbe un vero peccato, magari confidando prima in una risposta che possa chiarire le sue intenzioni e rassicurarci che non abbia abbandonato il progetto appendendo la penna al chiodo.
Ma torniamo alla storia, che a tratti mi ha fatto tornare alla mente spezzoni del miglior Stephen King, per tentare di far capire a cosa andrete incontro. Oltre che a King possiamo trovare, almeno in alcuni capitoli, le medesime atmosfere respirate in American Gods di Neil Gaiman, altro testo che personalmente ho apprezzato parecchio. Ci troveremo invischiati in avventure che coinvolgono piani differenti del reale, spunti già visti magari, ma rielaborati in modo personale e azzeccato, tratti tipici del fantasy classico frullati assieme a paesaggi zuccherosi e fiabeschi, ma che all’improvviso piombano in scenografie horror inquietanti quanto brutali. 
Gli ingredienti per un ottimo romanzo d’intrattenimento ci sono tutti, ora non resta che sperare Silla ci regali anche un finale degno dell’opera intrapresa. 
Al momento non posso quindi esprimere un voto che vada oltre al 6,5 sperando di poterlo elevare al suo giusto livello una volta comprese le intenzioni dell’autore. 
Nella speranza Silla ci possa dare una risposta in diretta, vi rimando alla prossima e vi saluto!

domenica 6 novembre 2016

News: Forze Ancestrali (Mondo 1.1) diventa audiolibro!



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Oggi spazio all'autopromozione più spudorata, trattandosi di Forze Ancestrali, il mio "primogenito", pubblicato nel lontano 2012. 
L'occasione però è di quelle importanti, quindi non posso fare a meno di segnalarvi questa news: come da titolo, il romanzo d'apertura della serie Infiniti Mondi è diventato anche audiolibro grazie al lavoro eccezionale del Club degli Audiolettori di Firenze.
Non posso nascondere l'orgoglio che ho provato quando la Signora Claudia, curatrice del Club, ha confermato di voler realizzare l'audiolibro del mio romanzo. Da allora è passato più di un anno, ma per fare le cose per bene il tempo è un ingrediente fondamentale. Già, perché l'audiolibro in questione non è uno dei tanti che si possono trovare oggi creati da voci robotiche o, al meglio, realizzati a tempo di record da lettori interessati al compenso da strozzini offerto loro da qualche editore/distributore improvvisatosi "creatore" di audiolibri. Si potrà contestare la qualità del romanzo in sé, ma posso certificare la professionalità e la passione autentica con le quali l'editore, e Katia Monaco, l'artista che si è assunta l'onere della lettura, hanno portato avanti questo lungo progetto.


Il risultato sono 16 ore e mezza di narrazione nelle quali la meravigliosa voce di Katia ha dato vita a quanto da me scritto. 

Sotto questa nuova forma, Forze Ancestrali mi è piaciuto ben più di quanto l'abbia apprezzato oggi a distanza di anni nella sua forma scritta, che necessiterebbe una revisione che mi impongo di non fare solo per il rispetto che provo per il mio primo nato, il romanzo capace di farmi scoprire l'amore per la scrittura. Ad ogni modo credo sia un testo adatto a questo stile di narrazione e che possa essere fruito in modo ottimale nel tepore delle proprie case nelle uggiose giornate invernali che ci attendono.

Vi rimando alla recensione del romanzo che fece a suo tempo Eddie ilSireOscuro, uno dei collaboratori storici si scrittorindipendenti.com.

Per chi fosse interessato all'acquisto segnalo che l'audiolibro è disponibile su tutti i principali store, ma consiglio di volgersi direttamente al sito dell'Editore Club degli Audiolettori, dove si può trovare ad un prezzo più vantaggioso (Euro 7).

Non mi resta che lasciarvi un assaggio del tutto:


Come sempre, mi raccomando, rendeteci partecipi delle vostre opinioni!
Alla prossima



domenica 2 ottobre 2016

I Cavalieri del Nord di Matteo Strukul



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Sinossi:


Salvato, ancora bambino, in una notte di luna e lupi, Wolf è diventato un giovane cavaliere teutone. Cresciuto sotto la guida di Kaspar von Feuchtwangen, suo mentore e maestro, il ragazzo intraprende insieme ad altri settanta cavalieri crociati un lungo viaggio dalla Russia alla Transilvania, per raggiungere e difendere il castello di Dietrichstein, ultimo avamposto della fede cristiana in una terra ormai in preda a orde di barbari e diaboliche forze oscure. Lungo la via, fra terre addormentate in un inverno infinito, Wolf incontra Kira, che tutti credono una strega, ma che in realtà nasconde una storia di ribellione e violenza nei bellissimi occhi color temporale. La sua è una figura che getta scompiglio nella schiera teutone, poco avvezza alla presenza femminile, che reagisce con sospetto e rabbia, ritenendo la donna responsabile delle molte sventure che costellano il lungo viaggio. Ma niente è come sembra nell’Europa del 1240. Fra magia e religione, passioni e tradimenti, Wolf conoscerà se stesso attraverso il sacrificio e il coraggio, fino ad affrontare una terribile guerriera che si fa chiamare La Madre dei Morti, un diabolico negromante e un Re senza corona, mentre l’amore per Kira martella il cuore aprendo ferite: perché Wolf è un cavaliere dell’Ordine e la Regola proibisce di amare una donna, soprattutto quando è una creatura irresistibile. A meno che...


Recensione:


I Cavalieri del Nord, quante aspettative avevo su questo romanzo!
Ho atteso l’estate per poter godere appieno di questo libro sotto l’ombrellone, e ora che il sole è solo un lontano ricordo, rompo gli indugi, confessandovi che ne sono rimasto deluso.
Sin dal prologo ho capito quanto fosse meglio demolire immediatamente i castelli in aria che mi ero fatto. Tutta l’epica e il mistero che copertina e sinossi avevano ingenerato in me, sono state spazzate via sin dalle prime righe. Poche paginette capaci di lasciarmi di stucco… un vero colpo mortale.
Avevo letto fior fior di recensioni su diversi blog, e il prodotto stesso allestito dalla multiplayer edizioni è quello delle grandi occasioni: volume rilegato con magnifica cover, copertina cartonata e sovracoperta, bella mappa iniziale, carta di pregio, numerose illustrazioni anche all’interno del libro, alcune addirittura a colori, insomma, non si è trascurato proprio nulla. Se non ricordo male anche bello stand niente meno che a Lucca Games 2015 con presentazione in pompa magna.
La cover in particolare, frutto di un concorso appositamente allestito, a me piace un sacco, sicuramente l’aspetto migliore di questo prodotto. Eccezionale ed evocativa.
Eppure appena iniziato qualcosa ha rotto l’incanto.
La prosa dell’autore è particolare, ho impiegato alcuni capitoli per adeguarmici e non senza qualche problemino iniziale. La sensazione è che sia migliorata anche con l’andare delle pagine. Che dire, a mio avviso a tratti non certo fluida, una sorta di trattore rimbrottante per intenderci. Alcuni dialoghi sono oggettivamente stucchevoli, così come alcune similitudini azzardate e frasi fatte a bizzeffe. Diverse parole a dir poco desuete buttate qua e là a intervalli regolari, vanno a “impreziosire” un testo che definirei adolescenziale, non in senso dispregiativo, intendiamoci, ma come vero e proprio riferimento a quello che dovrebbe essere il suo target. E qui iniziano le mie colpe, che si mescolano a quella dell’editore di voler far credere “I Cavalieri del Nord” un romanzo storico maturo dalle vaghe sfumature fantasy, mentre si tratta di un fantasy per giovani adulti senza alcuna velleità storica.
Il problema quindi è proprio questo secondo me: definire chiaramente il pubblico cui il testo si rivolge. Ok forse avrei dovuto indagare meglio sull’autore e sul target delle sue precedenti opere. Altro errore mio. Ad ogni modo, ora che mi sono letto il suo super curriculum comprendo che con questa recensione mi farò molti nemici, ma non è mia abitudine cambiare opinione in base al lignaggio dell’autore che mi trovo innanzi, ma solo in base alle sensazioni che lo scritto mi ha saputo trasmettere.
Ad ogni modo, volenti o nolenti, la ridda di incongruenze, imprecisioni e mancate spiegazioni di eventi calati dall’alto, non lo rendono di certo un libro adatto ad un pubblico adulto. Pestilenze che vanno e vengono senza ragione, traditori che spuntano dal nulla, eventi calati dall’alto in perfetto stile deus ex machina, dubbi sulla congruenza fra età dei protagonisti e loro background e non vado oltre per non spoilerare troppo.
Le parti migliori in effetti sono quelle dei combattimenti. Ben descritte e capaci di attirare l’attenzione, anche se pure in questi casi si deve soprassedere sul contesto più generale che non fornisce informazioni chiare né sui numeri coinvolti, né sugli intenti di alcuni dei protagonisti, come nel caso dei traditori teutoni, per i quali non esiste una ragione razionale che possa spiegare il loro operato, se non un insano desiderio di suicidio.
Peccato per l’ambientazione splendida oggetto del tutto che da sola non riesce a ridare lustro al prodotto. I paesaggi innevati, gelidi e crepuscolari sono lo scenario perfetto per le vicende descritte, contribuendo a donare un po’ di “cattiveria” a una vicenda altrimenti moscia.
La sensazione è proprio di una grave mancanza di approfondimento sotto tutti i punti di vista, una mancanza forse voluta quindi. Personaggi appena tratteggiati, luoghi e vicende senza particolare spessore, sentimenti accennati e descritti, ma mai realmente percepiti come autentici.
Non fraintendiamoci, alla luce della giusta collocazione di target, “I Cavalieri del Nord” può risultare una lettura leggera e gradevole, capace di “iniziare” giovani menti indirizzandole verso romanzi storici seri o fantasy maturi, piuttosto che verso altre tipologie di testi stile “giovani vampiri bellocci”. In quest’ottica quindi il testo è valido e utile, purtuttavia presentato così com’è non è certo adatto a vecchi marpioni fanatici di Erikson, Martin & company e questo andrebbe specificato esplicitamente onde evitare di trarre in errore. Il fatto stesso che a livello di recensioni nei diversi store on line molti siano i lettori che lamentano lo stesso problema, evidenzia che qualche svarione a livello di promozione/lancio del libro ci deve essere stato, e non si tratti solo di un mio accanimento, tanto più che Strukul mi è molto simpatico, considerato che si dichiara anche tifosissimo di hockey su ghiaccio, una delle mie più grandi passioni!
Come avrete capito però non sono solo le aspettative tradite a portarmi a questa recensione critica, ma anche il constatare come a livello italico gli autori del fantastico che riescono ad emergere siano in realtà sempre quelli che sfornano testi “leggerini” (penso ai vari Lothar Basler di Marco Davide, La stirpe del vento di Matthias Graziani, oltre a quelli ancor più blasonati i cui sacri nomi mi guardo ben dal proferire ecc..), mentre ottimi testi autoprodotti rimangano confinati nel loro “ghetto”. E visto che preferisco parlare schietto, vi invito a leggere autori quali Francesco Bertolino, Il Pozzo degli Dei di Gianluca Turconi o i lavori di Mirco Tondi, o Irene Grazzini o Isabel Giustiniani se siete appassionati di romanzi storici. Tutti testi di spessore, dove l’autore ha realmente qualcosa da dire e lo fa con una prosa degna di nota.
Sfido chiunque di voi, compresi i talent scout delle varie Multiplayer edizioni, Armenia e Nord a dirmi in sincerità chi butterebbero giù dalla torre in una sfida testa a testa fra gli autori che vi ho citato e quelli pubblicati da Case Editrici. La mia risposta già la sapete, senza neppure un attimo di esitazione. Mi piacerebbe conoscere le vostre, o perlomeno capire quelle che potrebbero essere secondo voi le strategie occulte delle CE che io non riesco a cogliere e che le indirizzano verso scelte per me insondabili.

venerdì 16 settembre 2016

Il Maestro a Lucca Games 2016!






Questa news non potevo proprio risparmiarvela, abbiate pazienza. 
Chi conosce un minimo il sottoscritto e questo blog, avrà oramai la nausea a suon di sentir parlare di Steven Erikson e del suo ciclo fantasy "Libro Malazan dei Caduti", ebbene è di qualche giorno fa la notizia che il mio autore prediletto sarà a Lucca Games 2016 in occasione del lancio italiano dell'ultimo volume della sua creazione:




Cosa ancor più sfiziosa, il mister si metterà a disposizione per due educational posti in essere dagli organizzatori, nei quali fornirà agli avidi aspiranti scrittori come me, inestimabili consigli su come tentare di emularlo nella creazione di epopee fantasy altrettanto spettacolari.
Per maggiori dettagli vi giro il link pubblicato dalla sua casa editrice italica, l'Armenia, e quello sugli incontri educativi del sito di Lucca Games.
Se qualcuno dovesse andarci non esiti a mettersi in contatto con me, che magari una birretta a fine lavori ce la possiamo anche concedere!

venerdì 9 settembre 2016

Disfida nr. 27: Grifo, l'Eresia di Isa Thid




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Titolo opera: Grifo, L'Eresia

Autore: 
Isa Thid

Editore: Lettere Animate

Formato (ebook e/o cartaceo): ebook e cartaceo

Genere: 
fantasy medievale

Prezzo: 
1,99 € (ebook), 16,15 € (cartaceo)

Sinossi: 
La guardia personale del principe cadetto
Irio dei Gastaldi, secondogenito di Re Fero, brama di salire al trono. Manipolatore sfacciato, stringe alleanze segrete con l'Ecclesia (che intimorita dall'eresia vuole affidare lo scettro del Grifo Bianco a un uomo malleabile) e con l'eresia (tenuta nascosta anche ai suoi più stretti collaboratori). Per portare a termine i suoi piani raduna attorno a sé una guardia personale composta da Rea, guardia reale; Nineve, maga dell'aria;
Linetta, ragazzina guaritrice e Crono, sedicente incantatore dal carattere instabile. La guardia personale del principe cadetto seguirà la pista degli spettri per scoprire che vengono generati da incantatori dai capelli d`argento al servizio dell'eretico Clodoveo Ventonero.
L`Ecclesia ortodossa
I Figli dei Dodici Dei dell'ortodossia hanno dettato legge nel regno di Grifo al pari del sovrano fino a pochi anni prima. Da qualche tempo, tuttavia, il potere del Re è debole e l'unità del regno minacciata dalle spinte indipendentiste dei marchesati e delle contee. Altro più serio motivo di preoccupazione è un'eresia del nord, soprattutto per Evaldo da Nivefonti detto il Vecchio Inquisitore, Figlio della Dea Iusmet della Giustizia.
Al fianco di Sisismonda la furiosa e Gioele il mite, Evaldo partirà verso nord per scoprire quanto più possibile sull'eresia Clodovingia. Giunto a Crincorvo, città situata sul valico montano che separa il sud ortodosso dal nord scismatico, apprende che l'eretico ha conquistato un'importante fortezza del nord e sta scendendo a sud con un`armata di spettri.
L`eresia Clodovingia
Clodoveo detto il Ventonero, Profeta del Dio dai Sette Volti, ha radunato un'armata per conquistare un regno alla sua fede. Assieme a un incantatore reietto ha riscoperto l'arte a lungo dimenticata di generare spettri, creature incorporee che portano alla follia a causa del terrore che infondono. Grazie alla dedizione del suo esercito e agli spettri al suo servizio, Clodoveo riesce a conquistare Caletra e Crona nell'estremo nord, prima che al sud l'Ecclesia e il Re ricevano notizie e preparino le difese sul valico di Crincorvo.
Clodoveo porterà il suo esercito a sud e conquisterà Crincorvo per poi occupare il regno di Grifo e mettere sul trono il suo alleato segreto, Irio dei Gastaldi.

Note/commenti/finalità dell'Autore: 
Volevo scrivere una storia d'avventura in cui i personaggi non fossero né buoni né cattivi, magari anche un po' persi nella vita, aggrappati ai loro valori ma disposti a rivederli all'occorrenza. Credo che sia venuta fuori una storia leggera ma a volte tragica, divertente ma a volte seria.


BIG da sfidare: 




La Saga di Darkover - La Signora delle Tempeste, Marion Zimmer Bradley

venerdì 12 agosto 2016

Il divoratore d'ombra. Saga della corona delle rose di Gianluca Villano [Rating 9]



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Titolo: Il Divoratore d'Ombra

Serie: Saga della Corona delle Rose


Genere: Dark fantasy

Rating: 9

Prezzo: Euro 12,75 (cartaceo), 0,99 ebook



Sinossi
Arbor potrebbe essere come il tuo Mondo... Muelnor potrebbe essere come la tua città... e quando la vita dei suoi abitanti è minacciata dall'iniquità, quando ogni valore, ogni giustizia, ogni libertà, diviene menzogna, arriva il tempo della venuta del Profeta. Ma se non trovasse il coraggio, se non dovesse accettare il suo destino, o il suo animo divenisse cieco e sordo alla falsità, allora un'ombra e una cupa disperazione potrebbero segnare il principio della schiavitù eterna.


Recensione: "Il divoratore d'ombra" è il primo libro, di una saga, il cui genere d'appartenenza è inquadrabile nel fantasy dai forti toni tra il dark ed il gotico ( nonostante nello store è indicato come horror )
La trama di questo primo libro ruota intorno alla figura di un "profeta" ovvero un prescelto che ha il compito di guidare l'umanità alla salvezza. Il libro si struttura come un enorme prologo. Le 270 pagine ,circa, di cui è composto narrano di un arco temporale di un paio di giorni in cui avviene il risveglio di questo "profeta" e la sua presa di coscienza di quali siano le sue facoltà ed il suo ruolo. Gli eventi che si scatenano all'interno di questo breve lasso temporale, infatti, hanno lo scopo di avere un "profeta" completamente consapevole di se stesso e dare il via a tutto quello che accadrà nei prossimi libri delineando, al contempo, tutti i personaggi che spalleggeranno il protagonista.
Rimanendo in tema personaggi,la loro caratterizzazione è affidata , in gran parte, al loro aspetto fisico. Le descrizioni fisiche sono piuttosto dettagliate e suggestive, cadendo , peró, sul lato della personalità, spesso solo accennata. Eccezione a questa "regola" sono i personaggi principali a cui viene dato tempo di mostrarsi per quello che sono e di maturare e cambiare con l'avanzare degli eventi. Le scelte fatte dai protagonisti si dimostrano realistiche ( per il contesto in cui sono immersi), tanto da avermi creato un momento di delusione a causa di alcune aspettative che mi ero fatto sull'agire del "profeta", aspettandomi un personaggio più attivo e capace nel ruolo(una specie di super eroe improvvisato). Ragionandoci sopra, però, mi sono trovato concorde con le scelte narrative dell'autore in quanto la storia parla di una persona comune che, nell'arco di poco tempo si ritrova con poteri che non padroneggia, non capisce e sono l'unica cosa che possono salvarlo.
Parlando dell'ambientazione, credo che rappresenti il punto forte del libro. L'autore ci mostra , con grande capacità descrittiva, un mondo fantasy in cui tutto è immerso in un'atmosfera distopica. Una grande città medievale dalle decorazioni cupe e spaventose, un forte potere politico/religioso che tiranneggia il popolo, una cultura sociale che vede in riti e ruolo disumanizzanti il massimo delle aspirazioni possibili, una prospera normalità pagata con sangue, dolore e disinteresse. L'esempio che meglio rappresenta la sensazione data dall'atmosfera è di pensare alla prospera Berlino ai tempi del nazismo, per poi inquadrarla nel suo periodo storico ed agli eventi dello stesso.
La mitologia del racconto è piuttosto interessante, articolata e strutturata su un background che la rende credibile. Questo primo libro, inoltre, ci permette di conoscere i dettagli del violento culto che domina la città/ambientazione. Particolarmente apprezzata è stata l'idea di personificare alcuni elementi naturali per poi gestirli come personaggi a se stanti, sfruttandone i punti di vista per narrare eventi che, altrimenti, avrebbero richiesto continui cambi di personaggio.
La trama, nonostante sia riassumibile in un cliché di genere, risulta originale grazie alla presenza di diversi elementi che la discostano dalla classica storia del prescelto, e trascina il lettore grazie a diverse svolte di trama e domande a cui rispondere. La narrazione, per quanto scorrevole e piena di elementi suggestivi, risulta appesantita da una presenza massiccia di neologismi ( nomi di oggetti, razze, clan, entità,ecc...) che si presentano in maniera costante nel racconto, creando problemi a chi non ne ha ben inquadrato i significati ( o non li ricorda). Un glossario a fine libro sarebbe risultato molto comodo.
Una cosa che ho notato (e che nel caso venisse confermata risulterebbe decisamente positiva ) è la presenza di un sottotesto nascosto tra le righe, piccole critiche sociali lasciate qua e là nel racconto. La città, ad esempio, ricorda, in alcuni punti una moderna città industriale trasposta in un contesto fantasy, cittadini indifferenti al dolore ed alle ingiustizie su cui vengono costruite le basi della loro prosperità, ecc. Forse è solo una mia lettura di alcuni elementi del testo, ma credo sia comunque il caso di mettere questa cosa in evidenza.
Parliamo, infine, di prezzi. Il libro è disponibile solo in versione cartacea al prezzo di circa 15 euro (anche se, al momento in cui sto scrivendo la recensione, il prezzo è scontato ed arriva a quasi 13 euro). Messo in confronto con libri simili (per lunghezza e materiali usati ) il costo risulta leggermente più alto, ma va considerato che è un libro autopubblicato (fattore che tende a far rialzare in prezzi per cercare di recuperare i costi di produzione). Una nota positiva va data per la copertina veramente ben fatta.
In definitiva "il divoratore d'ombra" risulta essere un libro interessante, con una sua personalità ed una ambientazione accattivante e dal prezzo, tutto sommato, ragionevole. Qualche timore è riservato ai libri successivi della saga data la scomparsa ( per motivi di trama ) di alcuni degli elementi più interessanti della storia, ma dove qualcosa se ne va altro potrebbe subentrare, quindi rimane solo da aspettare.
Voto riassuntivo 9

martedì 2 agosto 2016

I Segugi dell'Ombra di Steven Erikson

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Sinossi:
Hood ha fama di saper sfruttare ogni complotto, ogni cospirazione, nonché la sfrenata ambizione di chiunque per i suoi fini personali. Ma stavolta, il Signore della Morte si muove in anticipo… Darujhistan brulica di portenti, voci incontrollate e sussurri. In città sono giunti degli stranieri, un omicida è all’opera e altri assassini stanno prendendo di mira gli abituali avventori della Taverna di K’rul. Ma tutti questi eventi sono destinati a passare in secondo piano rispetto a ciò che sta per accadere: in lontananza riecheggiano i latrati dei Segugi… Nella lontana Corallo Nera la calma apparente cela l’inquietudine del sovrano Anomander Rake, Figlio dell’Oscurità. Una minaccia incombe sulla città, mentre si diffonde il culto del Redentore, un uomo onorevole, un tempo mortale, ora un dio un afflitto dalla solitudine, apparentemente impotente di fronte alla visione contorta maturata dai suoi seguaci...

Recensione:
Oggi vi presento un nuovo tomo della saga dell’Impero Malazan di Steven Erikson: I Segugi dell’Ombra. Questo è il primo volume che compro nella nuova edizione, monolitica, della nuova Armenia.
Che dire, il tomo da 1200 e passa pagine, si presenta come un solido blocco di basalto, e direi che si presta bene a contenere l’opera del mio autore prediletto. Anche la qualità dell’immagine di copertina per fortuna è decisamente migliorata rispetto ai precedenti… non che ci volesse molto in effetti.
Come sapete questa Saga costituisce per il sottoscritto il miglior ciclo fantasy mai partorito. Ne ho decantato le doti nelle precedenti recensioni alle quali vi rimando, se non conosceste l’autore, inutile quindi dilungarmi col rischio di ripetermi. Questa volta voglio tentare un’analisi diversa, nella speranza di ottenere qualche vostro riscontro.
Una confessione: mi basta leggere qualche pagina dei romanzi di Erikson per essere trasportato in un regno lontano, incantevole e vivido all’inverosimile.
E’ quasi magia.
Ora molti di voi penseranno che queste siano frasi fatte, quasi stucchevoli nella loro banalità, ma per me la cosa è inquietante: Erikson parla al subconscio e lo fa in modo potente.
La storia, il suo intreccio, le singole vicende, i mille protagonisti, così come i singoli capoversi sono complessi, stordiscono quasi e giunti al nono volume non tutte le posizioni possono restare a mente al lettore medio (e privo di memoria come il sottoscritto), eppure la cosa passa in secondo piano. Quello che conta è di assistere a qualcosa di maestoso, qualcosa di divino e in quanto tale non completamente comprensibile al singolo uomo, ma non per questo meno affascinante.
E’ una sensazione particolare, ma che dopo nove episodi posso confermare sia il vero marchio di fabbrica di questo autore.
Anche personaggi che fanno la loro comparsa per la prima volta sono dotati sin da subito di un’anima, hanno potere evocativo straordinario pur senza fare nulla di particolare: è l’abilità di Erikson a donare loro tridimensionalità sin da subito, calandoli in un contesto iper reale e dal fascino indiscutibile. Che si tratti di semplici “plebei” o di Divinità dalle più svariate forme, è la classe dell’autore a farli pulsare di vita propria indiscutibile.
Altra cosa indubbia è che i romanzi di Erikson mi mettono addosso una gran voglia di scrivere, infondendo dosi massicce d’ispirazione ad ogni pagina letta. E’ una costante anche questa.
Ma torniamo a questo “I Segugi dell’Ombra”, che, vi stupirete a sentirmelo dire, presenta invero alcune ombre.
Ad Erikson piace far filosofeggiare i propri personaggi, mettendo loro in bocca pensieri profondi, anche se spesso ammantati di ironia e in questo romanzo questa sua peculiarità, a mio avviso, travalica i confini, rendendo alcuni tratti dell’opera un po’ pesanti.
In alcuni casi anche personaggi che in precedenza si erano mostrati dall’indole ben più superficiale, iniziano a spacciarsi per “maestri di vita”. Forse la mia è una sensazione, forse invece è una scelta voluta e ricercata dall’autore, che avvicinandosi alla conclusione della sua maestosa epopea si è sentito ispirato a darle questo taglio. Come dicevo prima, sono un semplice uomo per cui non sono in grado di comprendere appieno il disegno complessivo che rimane pur sempre eccellente e che solo nei prossimi volumi si presume ci verrà svelato nella sua complessità.
Ne “I Segugi dell’Ombra” I diversi personaggi confluiscono in una sorta di gran finale che invece di sorprendere, mi è parso un gradino sotto rispetto alle solite invenzioni di Erikson, capaci di sbalordire per visionarietà, ma a parte questo tutto il testo rimane decisamente ben fatto e con spezzoni di grande fascino.
Ora non mi resta che procurarmi il nuovo uscito:





La polvere dei sogni