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martedì 4 agosto 2020

Recensione: L'ultima ragione dei re. Ultima ratio regum di Joe Abercrombie





Sinossi:
La fine è vicina. La battaglia infuria, il Re degli Uomini del Nord non accenna a cedere, e c'è solo un uomo che può fermarlo. Il suo più vecchio amico, che è anche il suo più vecchio nemico. Per Novedita il Sanguinario è ora di tornare a casa. Con troppi capi e troppo poco tempo, il Superiore Glokta sta combattendo un altro tipo di guerra. Una lotta segreta in cui nessuno è al sicuro e il tradimento è sempre in agguato. Anche se i giorni della spada sono ormai lontani, almeno il ricatto, le minacce e la tortura non passano mai di moda. Jezal dan Luthar ha deciso che combattere per la gloria è troppo doloroso, così volta le spalle alla vita da soldato per dedicarsi a un'esistenza più tranquilla. Ma la gloria ha la cattiva abitudine di coglierti alle spalle quando meno te lo aspetti. Mentre il Re dell'Unione è sul letto di morte, i contadini si ribellano e i nobili si accapigliano per rubargli la corona. Eppure nessuno crede che l'Unione stia per essere colpita al cuore. Solo il Primo Mago ha un piano per salvare il mondo, ma ci sono dei rischi. Dopotutto, non c'è rischio peggiore della violazione della Prima Legge…


Recensione:
Un immenso Abercrombie ci conduce al gran finale della trilogia della Prima Legge. Ci sarebbe poco da aggiungere per descrivere un romanzo che presenta tutti gli aspetti più positivi del fantasy “moderno”. Personalmente ho amato Abercrombie sin dal primo incontro, col suo romanzo autoconclusivo The Heroes, che rimane a mio parere un’opera degna di passare alle prossime generazioni. Anche in questa trilogia l’autore non delude, presentando una carrellata di personaggi ben congegnati, intriganti e spesso imprevedibili. 
Impossibile resistere al fascino del Sanguinario. Logen Novedita è un personaggio tanto adorabile quanto difficile da digerire, se solo ci si ferma un istante a ragionarci su. Trovo la sua epopea ricca di fascino conturbante. Depositario di una saggezza volta a un pragmatismo disarmante, dotato di una forza e resistenza sopra le righe, eppure preda di una sete assassina che lo porta a scatenare un’istinto di sopravvivenza belluino al punto da togliere la vita ad amici e bambini. 
Eppure non si riesce ad odiarlo, e in questo sta tutta l’abilità dell’autore, capace di rendere possibile, e credibile, l’impossibile. 
E cosa vogliamo dire dell’Inquisitore storpio e ripugnante? Un personaggio degno di competere con Tyrion Lannister della più blasonata saga di George Martin. Sand dan Glokta non cede mai, e a dispetto dei suoi evidenti handicap, riesce ad avere sempre la meglio. Fenomenale. E i personaggi sono molti altri, tutti ben curati, tutti accompagnati di dialoghi fluidi e ficcanti. 
Il romanzo nella parte centrale raggiunge ritmi vertiginosi, con la trama che prende forma dispiegandosi potente e irruenta, con scontri epici e colpi di scena imprevedibili, rendendo impossibile abbandonare la lettura. 
Insomma, la degna conclusione di un’epopea che sarà capace di stupirvi con un finale non scontato.
Consigliatissimo!

sabato 18 luglio 2020

Recensione: Tempesta Nera di Alessandro Forno [Rating 7,5] - recensione a cura di Fantom Caligo



Titolo: Tempesta Nera

Autore: Alessandro Forno

Editore: Pubblicazione Indipendente

Genere: Fantascienza

Target: 15+ (Il libro ha una trama complessa, consigliato a lettori che apprezzano i romanzi multi-storia e labirintici)

Prezzo: Ebook euro 2,99 / cartaceo 9,99

Rating: 7,5

Sinossi:
La percezione dell’ignoto ci è ormai sconosciuta e la paura, conseguentemente, non dimora più nei nostri cuori. Sappiamo chi siamo, sappiamo perché siamo; è ridicolo preoccuparci di dove e quando andiamo. Quell’anno, invece, l’oscurità, nella sua forma più totale, scese sugli umani e il terrore soffocò le loro coscienze. Una Tempesta Nera travolse il mondo!
In un futuro non troppo lontano tutte le certezze dell'umanità vengono meno: la mobilità, la comunicazione, i progressi scientifici e tecnologici sembrano crollare davanti a un domani sconosciuto. In poche, drammatiche ore, il genere umano dovrà abituarsi a lasciare le sicurezze di ieri per vivere, quando e come gli sarà possibile, in una nuova era. Dal profondo infinito un'onda scura, maligna travolge la quotidianità terrena lasciando, al suo ritirarsi, rovine, distruzione e dolore...ma, forse e incredibilmente, uno spiraglio di speranza per i sopravvissuti...

Recensione:
Nel 202…, non ci è dato conoscere la data precisa, una tempesta magnetica si abbatte sulla terra, mandando in tilt tutti i sistemi elettrici.
È questo l’evento che dà l’avvio a Tempesta Nera, un romanzo fantascientifico, ambientato in Italia. 
Il romanzo segue le storie di diverse persone, appartenenti alla stessa famiglia, che si trovano separate a causa della tempesta magnetica.
L’autore è bravo a non scadere nei cliché. I protagonisti sono persone comuni, con le loro qualità e difetti, e hanno il grande pregio, almeno a mio avviso, di non essere i classici buoni irritanti.
Il romanzo è costituito da un intreccio di più storie e ha una struttura complessa ma scorrevole. Lo stile è semplice ma non banale, e ben si adatta alle scene che descrive. Il filo di ironia che attraversa la narrazione non deve illudere: troviamo passaggi crudi, alcuni protagonisti non ce la faranno, la solidarietà dovrà scontrarsi con l’egoismo estremo di certi individui.
Particolare è anche la scelta dei titoli dei capitoli che vanno a creare una frase che suona come avvertimento.
Il tema centrale attorno a cui ruota il romanzo è la relazione uomo-tecnologia, ma troviamo anche diversi passaggi che fanno riflettere sulla solidarietà, lo spirito di sacrificio, l’egocentrismo e l’arrivismo umano.
Una nota che devo sottolineare è la presenza di molti flashback sulla vita dei personaggi messi a inizio capitolo. Questo espediente rallenta spesso la narrazione. Lascio al gusto dei lettori l’esprimersi su questo punto, personalmente lo ho trovato un po’ pesante, ma non tale da abbassare la qualità del romanzo.
Globalmente mi sento di dare a questo libro 7,5.

venerdì 10 luglio 2020

Recensione: Il Fantasma Di Dervil di Daniele Pezzano [Rating 6] - recensione a cura di PegFly




Titolo: Il fantasma di dervil

Saga: Cronache Di Andorian

Autore: Daniele Pezzano

Editore: pubblicazione indipendente

Genere: fantasy

Target: Young/adult

Prezzo: ebook Euro 10,99 - cartaceo 19,94

Rating: 6

Sinossi:
Un giovane cavaliere viene chiamato dagli anziani del suo ordine per portare a termine la sua prima missione nelle lontane contee orientali e dare lustro al nome del suo casato. Un prigioniero della Torre dei maghi costretto fin da bambino a servirli come schiavo, mette a rischio la sua vita per ritrovare la propria libertà. Due vite, parallele e distanti si trovano tuttavia ad essere legate da un filo invisibile che dalla lontana cittadina di Dervil conduce fino alle sponde del grande lago.

Recensione:
Quando ho scelto di leggere il romanzo di Daniele Pezzano, non credevo di intrufolarmi in un mondo tutto suo. In un fantasy che poteva risultare interessante, ma per la corposità diventa una storia che prende inizio in un tempo indefinito e da un’epoca imprecisata dal nome di per sé interessante, la Torre della Mente, per giungere dopo un lungo percorso a un epilogo che lascia presagire una possibile prosecuzione futura di questo racconto. 
Le strade dei personaggi si intrecciano e diventano irte di pericoli, di situazioni a dir poco allucinanti! Volute da un destino spesso avverso. Incontri fatidici che metteranno a dura prova i protagonisti di questa avventura, oltre che determinanti per lo sviluppo delle vicende in divenire. Complesso è a dir poco lo stesso sviluppo del romanzo, dove si sprigionano le più diverse magie nonché forze dei protagonisti sia umani, animali e di altra specie. Al di sopra delle immense ambientazioni, la magia, i dialoghi tra creature in carne e ossa e spiriti che si rivelano a volte benevoli altre malevole, appaiano come un surrogato delle forze maligne che riescono a sballottare i personaggi in balia di sentimenti contrastanti. Ma è la lunga e articolata esposizione a risultare poco scorrevole per un lettore, il quale anche se ben disposto a prestare un buon livello di attenzione, arriva con grande sforzo alla parola, fine. 
L’intreccio della storia, poi, è condito dalle molte divagazioni, regressioni e incongruenze, delle quali  non mi sembra opportuno citare in sede. Se l’autore vorrà, potrà contattarmi così che gliele possa segnalare in privato. 
Buono il colpo di scena finale, anche se in parte scontato: “La tomba sconsacrata del fantasma che viene poi benedetta per dar pace al suo spirito”, ma questo non giustifica il prosieguo della storia: un ammasso di contraddizioni e descrizioni spesso superflue che rallentano la narrazione. Peccato perché l’intreccio fantasy non è male. I personaggi, tra cui Selina, Xavier, Zanon, Kàtarin, Aramus ecc,  sembrano stereotipati, non ideati dalla penna dell’autore. Infatti, la descrizione che Pezzano fa dei suoi  personaggi, risulta poco credibile. Questo vale per tutti, che siano eroi o perdenti, cattivi o buoni, non lasciano il segno.
Una storia che si poteva scrivere anche in trecento pagine invece di seicento e più. Una lungaggine che ha reso il romanzo meno interessante. Peccato, un vero peccato perché la storia fantasy in sé poteva essere migliorata e di molto. 
Voto: 6 - Do il sei per la grande volontà dell’autore nell’essersi cimentato in una storia così mastodontica e complicata e, soprattutto, per la fatica, la passione e il tempo speso a scriverlo.
Lo consiglio agli amanti del genere per farsi la propria idea.

martedì 7 luglio 2020

Recensione: Libri di sangue. Le stelle della morte di Clive Barker





Sinossi:
“Ho visto il futuro dell’horror, il suo nome è Clive Barker”, scriveva quasi vent’anni fa Stephen King. Gli anni sono passati e Clive Barker di strada ne ha fatta tanta, da scrittore a regista, da pittore a produttore di successo. Autore di celebri icone del cinema quali Pinhead, il demone per eccellenza di Hellraiser, o del killer sanguinario Candyman, Barker ha esordito con una serie di raccolte di racconti – scelta indubbiamente atipica – che hanno rivoluzionato un genere e portato “sangue fresco” a tutti gli amanti della buona letteratura.
In questo volume, il primo della serie Libri di sangue, premiato con i prestigiosi British e World fantasy Award e portato sul grande schermo dal regista John Harrison, faremo la conoscenza con la dottoressa Mary Florescu, il cui esperimento parascientifico, condotto assieme al giovane medium Simon McNeal, darà il via a una girandola infernale che coinvolge i vivi e i morti e ci farà scoprire come mai possiamo dirci tutti “libri di sangue”.


Recensione:
Erano anni che inseguivo l’antologia I Libri di Sangue di Clive Barker e finalmente sono riuscito a piazzarli in lista e a godermi questa carrellata di racconti che hanno contribuito a rendere l’autore un mito vivente. 
Io amo Barker, nulla da dire, un grande, un Maestro dal quale cercare di attingere, dotato di una fantasia galoppante e capace di reinventarsi in mille sfumature di generi diversi. 
Da Cabal ad Abarat per passare a Hellraiser a Imagica, Barker non delude mai. Come sapete non amo molto i racconti brevi, ma quando ci si imbatte in quelli dell’autore non si può che goderseli appieno, rassegnandosi ad accettare che purtroppo il piacere sarà breve, seppur intenso. 
Ovviamente una raccolta presenta storie più o meno coinvolgenti e conturbanti, soprattutto in base ai gusti di chi legge, ma in tutti c'è sempre un’idea di fondo assolutamente originale. Lo prosa poi è quella solita, da fuoriclasse, capaci di accalappiare sin da subito l’attenzione del lettore e di calarlo con maestria in uno stato di sospensione dell’incredulità tale da farlo sobbalzare, tremare, angosciarsi, o semplicemente adombrarsi e incupirsi a piacimento dell’autore. 
Un’antologia che si legge con la rapidità del brivido che vi correrà lungo la spina dorsale. Assolutamente consigliato a tutti, senza preclusione alcuna. 

venerdì 3 luglio 2020

Recensione: Acherontis di Lucia Guglielminetti [Rating 7] - recensione a cura di Andrea Zanotti





Titolo: Acherontis


Casa editrice: DARK ZONE

Genere: horror

Costo: ebook 2,99 Euro, cartaceo 12,90

Rating: 7

Sinossi:
 Che aspetto ha l’inferno? Innocenti scherzi si trasformano in giochi mortali, strane creature emergono dalle acque, i libri possono far male e niente è davvero come sembra. Avete il coraggio di attraversare il fiume infernale e scoprire cosa si cela sull’altra sponda?

Recensione:
Adoro, meglio sarebbe dire sono ossessionato, da tutto quello che ruota attorno al passaggio fra vita e morte, il varcare la soglia insomma. Mi affascinano i miti legati agli psicopompi delle diverse tradizioni e alle differenti concezioni dei paradisi/inferni/purgatori. I traghettatori di anime, legati quindi molto più delle altre divinità all'anima di noi mortali nel momento stesso in cui questa si accinge a lasciare l'apparato psico-fisico, rappresentano elementi di studio affascinanti e ricchi di spunti. Non per niente mi cimento spesso a trattarli nei miei lavoretti. Capirete bene quindi che nel momento stesso in cui ho messo gli occhi sulla copertina del lavoro della Guglielminetti non ho potuto resistere. Solo la montagna di libri in lista d'attesa mi ha costretto a pazientare un attimo, ma il Caronte ritratto nella splendida cover non ha cessato neppure per un istante di esercitare il suo magnetismo. 
Acherontis è una raccolta di racconti e questa è stata la prima scoperta che mi ha lasciato di stucco, anzi, la seconda invero, visto che mi attendevo un testo più corposo, soprattutto perché, udite udite, ero convinto che mi sarei trovato innanzi ad un romanzo! 
Come vi ho detto quando sento parlare di Traghettatori di Mondi perdo il lume della ragione, per cui non avevo letto le recensioni, non mi ero informato insomma, basandomi unicamente sulle righe della sinossi. Errore mio certo, ma una tiratina d'orecchie anche all'editore, che a mio avviso avrebbe dovuto essere più esplicito. Non credo di essere l'unico con l'intolleranza per le antologie, o comunque ad avere una preferenza per determinate opere, per cui è sempre bene informare il lettore per benino su quello cui va incontro. Deludere le aspettative non fa mai bene. Detto questo, con un po' di rammarico per l'essermi visto sfumare il piacere di trovarmi innanzi un bel romanzo con qualche bizzarro traghettatore come protagonista, ho iniziato la lettura. Ebbene, devo ammettere che la malinconia per l'occasione persa è ben presto svanita, grazie all'abilità della Guglieminetti. E' vero, non amo molto i racconti brevi, ma questa mia repulsione è dovuta al fatto che ritengo molti autori non all'altezza di realizzarne di efficaci. Io per primo! Ritengo infatti partorire un buon racconto molto più complesso del realizzare un romanzo. Problema che evidentemente non tocca invece l'autrice, che anche nei racconti più brevi riesce ad imbastire situazione al contempo credibili e paurose, detentrici di un patos genuino e subitaneo. Sono doti non certo comuni. La lettura è quindi spedita e un racconto tira l'altro come un cestino di ciliegie e altrettanto ricco di sapori e succo rosso. La Guglieminetti infatti ci va giù duro, quando necessario, e lo riesce a fare con grande maestria, toccando corde profonde. Non c'è spazio solo per l'horror. Alcuni racconti hanno un'impostazione differente, riportando ambientazioni alla Neil Gaiman. Il filo conduttore rimane lo spettro della morte e le sue molteplici forme, nonché le sue conseguenze. 
Scrittura pulita, scorrevole e funzionale al mantenere ritmi forsennati. Testo ben curato e cover, come detto, a mio parere splendida. 
Insomma, non era quello che mi attendevo, ma non sono rimasto certo deluso.  
Voto 7 e raccolta consigliata per tutti gli amanti delle emozioni.