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domenica 9 dicembre 2018

Recensione: “Elantion” di Valentina Massano [Rating 8]


recensione ebook fantasy
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Titolo opera: Il Discendente, l'Errante e la Ribelle


Editore: Pubblicazione indipendente

Autore: Valentina Massano

Genere: Fantasy 

Prezzo: Euro 2,49 Ebook, 20,99 Cartaceo

Rating: 8

Sinossi: Il mondo di Elantion è nuovamente invaso da antichi e dimenticati nemici provenienti da un altro mondo. Dopo due anni di guerra, il regno della Draelia è tra tutti il più devastato. Città e villaggi sono distrutti, non vi è più nessun umano, elfo o nano che ci abita, si vedono solo tulvar. Le migliaia di umani sopravvissuti sono fuggiti trovando rifugio nel regno elfico dell’Elelreel, naturalmente protetto da catene montuose e dalla potente magia elfica, i Nani hanno eretto un muro per difendere il loro Altopiano e con il diffondersi di queste tragiche notizie, anche i Principati del Sud stanno costruendo mirabili difese.
La storia inizia quando Kaj, un umano rifugiato nell’Elelreel, incontra Clarice, un’elfa errante, e Oloice, un nano di Tetirstad. La sua vita cambierà radicalmente ancora una volta. Insieme inizieranno un viaggio che farà loro riscoprire eventi passati dimenticati, li costringerà ad affrontare le loro paure e pregiudizi, li condurrà nei territori devastati dai nemici, gli insegnerà che non tutto è così perduto come sembra e che gli invasori possono ancora essere sconfitti.

Recensione: “Elantion” di Valentina Massano è il primo volume di una saga, come si vede già dal titolo, tuttavia non sono riuscita a sapere nulla sul seguito di questo che pure sembra essere un progetto di ampio respiro. Si tratta di un fantasy gotico che ha delle atmosfere molto cupe, in alcuni momenti, ma è anche colmo di speranza per il futuro. In questa storia le differenze si trasformano in peculiarità e possibilità di reciproco arricchimento.
La storia è davvero originale e l’autrice ha la forza di creare una nuova razza di spietati dominatori e predatori, quella dei Tulvar. La loro società ha una struttura assai rigida, fatta di classi invalicabili. 
L’universo che contiene il mondo di Elantion è ricco e complesso ed ha come presupposto un sostrato mitico e passato storico, in parte condiviso tra le varie razze che vivono nei diversi mondi, di cui esso è composto. Ogni divinità ha creato un diverso mondo dove far vivere i suoi figli ma, col passare del tempo, le genti si sono mescolate.  Elantion è il mondo degli elfi, quello in cui si svolge la nostra storia. Qui vivono in armonia elfi, nani ed umani anche se le reciproche diffidenze restano. 
Ma ora dovranno unirsi perché un antico nemico comune e terribile è tornato a minacciare il loro mondo. La razza dei Tulvar, malvagi, primitivi, dediti solamente alla guerra e bramosi di conquistare sempre maggiore ricchezza e potere. Di partenza sono decisamente trucidi e ciò comporta delle sfumature horror.
È proprio qui che comincia la sorprendente originalità di questo libro in cui i cattivi e gli egoisti si evolvono e cambiano, divenendo una parte molto importante per respingere, per la terza volta, gli invasori. La psicologia dei diversi e numerosi personaggi è molto curata ed anche i dialoghi, che lasciano ben intuire i vari stati d’animo che si susseguono. Le scene di battaglia non mancano ma c’è spazio anche per l’amore. Un sentimento che fa mutare tutti gli equilibri.  
Il mio voto sarebbe stato anche maggiore se nel testo fossero stati inclusi anche gli schizzi dei personaggi, che l’autrice stessa dice di aver eseguito, all’interno della breve premessa anteposta al romanzo. 
Voto finale 8, consigliatissimo! 

Carla Ioppolo

giovedì 6 dicembre 2018

Presentazione: Italian Sword&Sorcery. La via italiana all’heroic fantasy



Oggi segnaliamo l'uscita di "Italian Sword&Sorcery. La via italiana all'heroic fantasy", saggio a cura di Francesco La Manno, che ha l’obiettivo di delineare i confini dello sword and sorcery, particolare sottogenere del fantasy nato quasi un secolo or sono dalla penna di Robert E. Howard.

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Titolo opera: 
Italian Sword&Sorcery. La via italiana all’heroic fantasy

Autore: Francesco La Manno

Genere: Saggio

Prezzo: Euro 4,99

Sinossi: Italian Sword&Sorcery. La via italiana all’heroic fantasy è un saggio di Francesco La Manno, curato da Annarita Guarnieri, che ha l’obiettivo di delineare i confini dello sword and sorcery, particolare sottogenere del fantasy nato quasi un secolo or sono dalla penna di Robert E. Howard che ancora oggi continua ad appassionare i lettori di tutto il mondo. 
Lo studio muove dall’analisi degli elementi costitutivi dello sword and sorcery, dalla disamina dei principali personaggi di heroic fantasy del Maestro di Cross Plains (Conan il Cimmero, Kull di Valusia, Solomon Kane, Bran Mak Morn e James Allison), da una ricognizione nei cicli dell’immaginario nero di Clark Ashton Smith (Hyperborea, Poseidonis, Averoigne e Zothique) e di Thongor di Lemuria di Lin Carter, dalla critica mordace al fenomeno commerciale del grimdark fantasy lanciato da George R.R. Martin e da Joe Abercrombie, per concludere con la presentazione della nuova fantasia eroica mediterranea e dei suoi alfieri.
Il volume contiene anche i saggi di Adriano Monti Buzzetti, Gianfranco de Turris, Mario Polia e Paolo Paron. 

Biografia Autore:
Francesco La Manno (Casale Monferrato, 17 Aprile 1981) ha conseguito la laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro di Alessandria. Svolge la professione di agente di commercio.
Saggista, conferenziere e cultore di narrativa dell’immaginario; il suo campo di indagine verte sull’analisi comparata delle opere di heroic fantasy mediante l’ausilio della mitologia, del folclore, della storia delle religioni, della simbologia e della storia. Nel 2014 crea Hyperborea, sito di divulgazione specializzato nello sword and sorcery. Nel 2016 diventa socio ordinario della World SF Italia e cura la pubblicazione de Gli Universi di Ailus – Heroic Fantasy Vol.1, antologia di racconti e saggi di spada e stregoneria (edita da Ailus editrice), dove compare anche la sua short story, Il tempio di Premaliuk. Nel 2017, ha curato la pubblicazione di Eroica, antologia di racconti e apparati critici di fantasia eroica, (Watson edizioni), in cui è presente il suo saggio Il contributo di Clark Ashton Smith allo sword and sorcery. Nel 2017 ha costituito l’Associazione Culturale Italian Sword & Sorcery e ha fondato la casa editrice Italian Sword&Sorcery Books. Nel 2018, ha curato Pirro il distruttore, romanzo di heroic fantasy con ambientazione storica, scritto da Angelo Berti (edito da Italian Sword&Sorcery Books), Mediterranea (edita da Italian Sword&Sorcery Books), antologia di racconti e saggi di fantasia eroica che hanno come tema principale i miti e le tradizioni dei territori bagnati Mare Nostrum e Le Cronache del Sole Mortale (edito da Italian Sword&Sorcery Books), romanzo di Alberto Henriet nel quale si traspone il mito del Minotauro in chiave sword and sorcery con elementi retrofuturistici. Nei predetti volumi sono presenti rispettivamente i seguenti apparati critici: Italian Sword&Sorcery, Il crepuscolo della stregoneria, Fantasia eroica mediterranea, Sword and sorcery minoico e Fantasia, avventura e orrore nell’Impero bizantino di Andrea Gualchierotti e Lorenzo Camerini. Sempre nel 2018 viene pubblicato Il leone di Macedonia su Delos Digital, saggio introduttivo di Alessandro Nero – I Canti di Efestione, romanzo di fantasia eroica mediterranea di Davide Camparsi avente come soggetto l’omonimo conquistatore. Su L’Intellettuale Dissidente cura una rubrica mensile in cui pubblica saggi dedicati all’heroic fantasy, alla fantasia eroica mediterranea, a Conan il Cimmero e all’immaginario. Su Dimensione Cosmica scrive contributi relativi allo sword and sorcery. Ha pubblicato con Solfanelli, Watson edizioni, Delos Digital, Lost Tales (edita Letterelettriche) e Ailus editrice. É consulente della Commissione Contratti della World SF. É stato relatore all’Università Popolare di Torino, all’Alecomics e al Casale Comics&Games. Oltre alle pubblicazioni tradizionali, su siti e blog specializzati sono apparsi oltre duecento suoi articoli, recensioni e saggi.

martedì 4 dicembre 2018

Disfida nr. 85: Ti faranno del male di Andrea Ferrari VS Bukowski






Titolo opera: Ti faranno del male


Editore: Pubblicazione indipendente

Formato: Cartaceo ed e-book, 106 pagine

Genere: Narrativa 

Prezzo: Cartaceo (12.90 euro) / e-book (5.99 euro)

Sinossi:
Andrea vive in un appartamento protetto del servizio di salute mentale, dentro cui trascorre le proprie giornate quando non lavora come magazziniere o riflette sulla sua condizione vagando per la città. Ormai le donne sono per lui una chimera, non coltiva amicizie e ha una condizione economica precaria. 

panino al prosciutto
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Compralo da La bancarella di scrittorindipendenti
L'uomo è rinchiuso in se stesso e affranto; neanche la pubblicazione del suo primo romanzo, gli dona speranza. Dopo essersi ritrovato, suo malgrado, a vivere in tre diversi ospedali psichiatrici, l'arrivo di Carolina cambierà la sua vita. Questa ragazza dalle vedute antisemite e dai comportamenti particolari, lo condurrà verso situazioni difficili da affrontare. Un romanzo che esaspera la naturale condizione dell'uomo: perché se tutto può andare per il verso sbagliato, quasi sicuramente accadrà. L'opera, seppur inventata, tratta in alcuni casi argomenti ed emozioni vissuti in prima persona dall'autore.


Note/commenti/finalità dell'autore:
"Ti faranno del male" è un romanzo scritto con un linguaggio personale ma che deve molto alle opere di Charles Bukowski. In parte, seppur in forma minore rispetto al mio romanzo d'esordio, sono presenti anche influenze derivate dalle letture delle opere di Irvine Welsh, ma la prima persona e la descrizione del quotidiano sono stati isipirati dai romanzi del vecchio Hank.
In questo mio secondo libro sono anche presenti componenti che possono rifarsi al noir, elementi che servono a concretizzare la storia e a non renderla un semplice diario personale.


BIG da sfidare:
Vista la premessa appena esposta, scelgo di confrontarmi con Bukowski, per quanto il linguaggio e le tematiche come già detto si discostino da quest'ultimo. 
panino al prosciutto
Non posso scegliere un romanzo ma, dovendo, opto per Panino al Prosciutto. La più matura tra le sue opere.









domenica 2 dicembre 2018

Recensione: Fermate la Vandea. A.R.C.A. di Matteo Marchisio [Rating 7]


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Titolo operaFermate la Vandea

- Saga: A.R.C.A.


- Autore: Matteo Marchisio

- Editore: pubblicazione indipendente

- Formato: ebook/cartaceo

- Genere: Fantascienza

- Prezzo: 0,99/14,98

- Sinossi: I Namir sono soli. Il potere dei Figli di Tlaloc sembra impossibile da arginare. Frank Basosky e i pochi piloti sopravvissuti della Decima Robotizzata sono sul punto di cedere, quasi sopraffatti dall'inconsistenza dei loro tentativi di riportare la galassia in pace. Ma una grave minaccia diretta al cuore del regno Namir li convincerà a rientrare nelle cabine di pilotaggio. Gli A.R.C.A. navigheranno ancora una volta tra le stelle, correndo in soccorso degli unici alleati rimasti.


- Recensione: Oggi torno a occuparmi di una serie che mi era piaciuta parecchio e che avevo messo in stand by solo a causa della gran mole di altri autori che chiedevano giustamente di avere il loro spazio. Stò parlando della Serie A.R.C.A. di Matteo Marchisio e per la precisione del vol.4 - Fermate la Vandea. 
Che dire, questo è un autore che apprezzo molto e anche in questo caso non mi ha deluso. Fermate la Vandea è un romanzo breve, meno di un centinaio di pagine in tutto, ma come i suoi predecessori ha il pregio di offrire molto di più di quanto lo spazio risicato lascerebbe presupporre. 
Marchisio ha una dote che non si trova tanto spesso in circolazione: abbinare scrittura agile e trame dal ritmo serrato a uno scenario che appare complesso e quindi appagante. Almeno questo è l’effetto che i suoi romanzi hanno su di me. Sono un lettore per certi versi esigente e anche dai testi più rivolti all’azione mi aspetto di percepire la profondità dell’ambientazione e la credibilità non solo delle singole manovre operative, ma anche del contesto più generale, strategico diciamo. Ebbene, l’autore è abilissimo in questo, senza appesantire per nulla la narrazione con lunghe disquisizioni, o descrizioni ridondanti. Efficace ed efficiente, con la sua prosa semplice e diretta, priva di fronzoli, ma mai banale e sempre ineccepibile sugli aspetti più “tecnici”, rimane a mio avviso uno dei migliori cantastorie indipendenti in circolazione. 
Cosa aggiungere quindi? I personaggi abbiamo imparato a conoscerli dagli episodi precedenti e, come li avevo apprezzati allora, non posso che ribadirne l’apprezzamento oggi. I dialoghi sono fluidi, briosi e sempre naturali, il ritmo come detto si mantiene elevato dall’inizio alla fine rendendo praticamente impossibile spezzare la lettura che, purtroppo, finisce fin troppo presto. Ecco, mi sarei atteso un romanzo più corposo, ma pace, mi resta pur sempre l’ultimo capitolo della saga, Il patto di Lucifer!
Nota dolente la solita presenza di refusi e errorini che gli costano un mezzo voto, e solo perché sono buono… qui si tratterebbe di una semplice correzione bozze, alla portata di tutti, basta avere la pazienza di cercare su internet e trovare qualche anima pia e per fortuna ce ne sono tante disposte ad aiutare. Ad ogni modo io prediligo premiare la fantasia e la soddisfazione che un testo riesce a trasmettere, piuttosto che penalizzare più di tanto un errore di battitura, quindi voto 7.  

giovedì 29 novembre 2018

Recensione: Neuromante di William Gibson


william gibson

SINOSSI:

Un mondo di cupa delinquenza e di elevata tecnologia, di droghe e computer, di traffico nero di organi umani, di popolosi quartieri dove si aggira il più squallido sottobosco umano. In questo mondo si muove Case, un tempo il miglior "cowboy" d'interfaccia, che, con la mente, riusciva a entrare e a muoversi nel "cyberspazio", dove la sua essenza disincarnata frugava nelle banche dati di ricchissime multinazionali per rubare le informazioni richieste dai suoi mandanti. Dopo aver cercato di ingannare alcuni di loro, il suo sistema nervoso è stato danneggiato in maniera tale da non poter più entrare nel "cyberspazio". Ma adesso gli viene offerta una nuova possibilità e sta soltanto a lui sfruttarla a dovere...



RECENSIONE:

Neuromante di William Gibson, pubblicato nel 1984, merita effettivamente di essere considerato un romanzo di culto, capace di elevare l’universo narrativo del cyberpunk donandogli spessore e qualità. 
Non è un romanzo da leggersi tutto d’un fiato, ma da godere con la dovuta calma, assaporando gli scenari altamente visionari che l’autore ci offre nel corso della narrazione. Se consideriamo gli anni in cui è stato scritto, il vocabolo visionario sembra coniato giusto giusto per l’occasione. 
Il protagonista Case, un cowboy del cyberspazio, è una figura complessa, decisamente affascinante e concreta con tutte le proprie debolezze, non solo quelle legate alla droga. Un "animale da palcoscenico" capace di incuriosire, intenerire, e alle volte farsi odiare. Insomma uno di quei personaggi in grado da solo di costituire l’ossatura forte di un buon romanzo. 
In questo caso però non è affatto solo, ma circondato da altri comprimari di spessore assoluto, sia umani che cibernetici, e dalle peculiarità particolari e originali. 
Il cupo mondo edificato da Gibson, sia che si tratti di quello reale, che di quelli inseriti nella matrice globale, sono affascinanti e iperrealistici, spietati così come lo sono i loro abitanti.
Devo ammettere di aver trovato lo scritto assolutamente affascinante, capace di rapire e alle volte di stordire, lasciando in preda a un piacevole senso di smarrimento per le scenografie allestite con maestria da Gibson. Un romanzo che trascende i generi e che potrebbe essere apprezzato da chiunque non si lasci spaventare dal titolo e dalla definizione di cyberpunk. Non siamo certo innanzi a un opera di nicchia.
Il ritmo è sempre elevato, accompagnato da una prosa ricca ma scorrevole, con i tecnicismi legati all’ambientazione che vengono limitati al minimo, e comunque risultano comprensibili anche ai non addetti ai lavori. Come in ogni grande romanzo che si rispetti, anche i dialoghi non tradiscono mai, mantenendosi sempre frizzanti e fluidi, credibili e accattivanti.
Avevo aspettative elevate e posso dire che non siano state tradite. Un romanzo che mi sento di consigliare a tutti.