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sabato 15 giugno 2019

Recensione: La tela del diavolo di Gianfranco Pereno [Rating 7,5] - recensione a cura di Dada Montarolo


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Titolo: La tela del Diavolo


Editore: Pubblicazione indiependente

Genere: Thriller

Prezzo: Euro 4,99 ebook, Euro 13,49 brossura

Sinossi:
Un sogno angoscioso che si trasforma inesorabilmente in realtà. La potenza del genio di Caravaggio che si fonde con il grande e occulto potere della magia, generando un incubo che travalica i confini della ragione e della fede. Un serial killer astuto e imprevedibile che utilizza l'arte come strumento per trascinare le sue vittime in un mondo dove amore e passione, crudeltà e dolcezza sembrano accentuare violentemente i loro confini. Un'incredibile realtà dove ognuno è nel medesimo tempo spettatore e protagonista. Un lungo terrore dove la legge e la giustizia arriveranno a confrontarsi solo dopo uno sconvolgente ultimo urlo.

Recensione:
Recensire il lavoro di “uno di noi” non è facile, direi anzi che è una prova alquanto ardua, si avanza sul filo tagliente dell’obiettività con il rischio di capitombolare senza volerlo nel baratro della partigianeria. Ma questo libro è come quelle lunghe aste che gli acrobati usano per restare in equilibrio e ciò che leggerete qui è quanto di più solido e convinto mi sia mai capitato di scrivere: “La Tela del Diavolo” è un thriller compatto, di quelli che fai fatica a mollare perché la quotidianità ti chiama. 
Del resto basta dare un’occhiata al sito dell’autore per rendersi conto di avere a che fare con un artista poliedrico che manovra pennelli, inchiostri, macchina fotografica e quanto altro gli possa capitare fra le mani per creare opere di grande suggestione, immerse in quell’atmosfera fra sogno e realtà che così bene ha saputo raccontare anche con la tastiera del pc. 
Pereno usa alcuni inquietanti dipinti di Caravaggio, David, Courbet e Koch come indizi per condurci fra le calli veneziane e le isole della laguna sulle tracce di una presenza oscura che semina morte e terrore in un continuo alternarsi di universi e corridoi spaziotemporali, dove storia e leggende danno vita a un sincretismo battente che tiene il lettore con il fiato sospeso. 
Inevitabile pensare ai lavori di Clancy o Cussler e rimpiangere, ancora una volta, che certa letteratura italiana non riesca a superare lo scoglio della lingua, se non per pochi autori più o meno meritevoli di visibilità internazionale. 
Lo scrittore veneziano di origini piemontesi è stato abile, per esempio, nel mescolare sulla sua tavolozza di narratore eventi di cronaca improbabili - come la presunta sparizione/apparizione nel porto di Filadelfia del cacciatorpediniere Eldrige nel 1943 - con le presenze concrete fra noi di rappresentanti dell’antica religione Wicca. 
A chi venisse voglia di sorriderne, suggerirei di andare a consultare i testi a questo proposito di Robert Graves, uno dei più grandi studiosi di mitologia e religione del secolo scorso. Un’altra indicazione ce la fornisce Pereno stesso: due suoi personaggi di cognome fanno Jimbutas, come Marija, altra illustre archeologa e linguista. 
Ulteriore particolarità del romanzo è l’uso del passaggio dalla prima persona singolare alla terza, a seconda di chi è il “focus” (in senso latino) del momento. 
Pereno è fotografo, sa come mettere in risalto i personaggi principali con i chiaroscuri di cui dispone nella sua narrazione: Michele Barovier ricorda un po’ il John Ringer di “L’amore perduto e la teoria dei quanti” nello sconcerto di sentirsi catapultato in altre dimensioni, riuscendo poi a inoltrarsi nel mistero che lo avvolge, come Orfeo; Marco Redaelli, che ne ha raccolto il testimone, da pacato tutore del patrimonio culturale nazionale, diventa un agguerrito tramite fra i mondi, sorretto dalla forza primordiale dell’amore.
“La tela del Diavolo” è il primo volume di una trilogia (gli altri sono “La disubbidiente” e “Ombre senza tempo”) e l’opera prima in assoluto di Pereno. Qualche imperfezione nel testo è più che accettabile, averne di scrittori così al debutto. 
Rating: 7,5.

giovedì 13 giugno 2019

Disfida nr. 99: Il Cristallo della Luna di Jessica Imhof VS Philip Pullman




Titolo opera: Il Cristallo della Luna

Autore: Jessica Imhof


Genere: Fantasy

Prezzo: 3.99 Euro (Ebook), 12.60 Euro (Cartaceo)

Sinossi:
“Per millenni, giorno dopo giorno, la debole luce della Luna veniva oscurata dal Sole. Finché un giorno, poco prima dell’alba, la Luna invasa dalla tristezza per aver passato anni all’oscurità dell’astro, pianse, ma accadde una cosa che la Luna non aveva previsto. Una lacrima cadde sulla terra e si trasformò in cristallo, una gemma che aveva l’energia e l’anima della Luna”.
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Questa è la storia che viene raccontata a Kris, un giovane ragazzo di ventidue anni molto curioso e intraprendente, il giorno in cui riceve l’eredità di famiglia. La lacrima caduta sulla terra, il Cristallo della Luna, passato da madre in figlia e da padre in figlio fino a lui. Generazioni trascorse nell’attesa dell’Erede designato, nell’attesa del figlio in grado di legarsi al Cristallo e attingere al potere della Luna.

Kris scoprirà la meraviglia per una nuova sconvolgente realtà piena di potere e magia. Si intreccerà con persone che lo aiuteranno a crescere e ad affrontare la perdita, la frustrazione e la vergogna. Riuscirà Kris a maneggiare forze a lui sconosciute? Ed essere un degno Erede della Luna?


Note/commenti/finalità dell'Autore:
"La Luna sta per sorgere!" 
Un epic fantasy pieno di avventura, capace di farvi vivere emozioni dalle mille sfaccettature: angoscia, meraviglia, paura, amore, magia, tanto da sembrare di essere finiti davvero tra le pagine della storia... a viverla in prima persona!  


BIG da sfidare: 




Queste Oscure Materie - Philip Pullman








martedì 11 giugno 2019

Presentazione: L'Era del Serpente di Andrea Gualchierotti

Nuova uscita per Italian Sword&Sorcery Books e con piacere noi ne diamo subito notizia: ecco a voi L'Era del Serpente:


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Titolo: L'Era del Serpente

Autore: Andrea Gualchierotti

Curatore: Francesco La Manno

Editore: Italian Sword&Sorcery Books

Formato: digitale

Genere: sword and sorcery

Prezzo: 3,30 euro

Con i saggi di Francesco La Manno e Marco Maculotti

Presentazione:

L’Era del Serpente è il grande affresco del primordiale dominio dei rettili.
Ambientata in un’epoca remotissima, eoni prima della storia conosciuta, la vicenda si svolge su una Terra che solo da poco ha conosciuto il primo vagito dell’essere umano, e sulla cui superficie domina da sempre la stirpe del Serpente, un’evoluta razza di umanoidi rettili generata in giorni senza nome dal dio Set.
Il racconto si apre con uno sguardo al magniloquente tramonto della civiltà dei Serpenti.
Dopo un apogeo durato millenni, in cui i rettili hanno raggiunto vette meravigliose di sapere arcano e tecnologico, il loro impero si avvia ad una decadenza ormai sempre più rapida, che nulla sembra in grado di fermare.
Assillati dal propagarsi di una degenerazione che ne indebolisce tanto il sangue quanto le menti, i Serpenti sono altresì assediati dal diffondersi sconcertante di esseri a loro sconosciuti, che ne insidiano il regno altrimenti incontrastato: gli uomini.
Altezzosa e sofisticata, irrigidita in rituali e convenzioni che non intende mutare, la pur superiore genia dei rettili non riesce a capacitarsi della comparsa, avvenuta in uno sconosciuto e per essa inospitale deserto polare, della stirpe umana, che agli occhi vitrei dei figli di Set appare tanto barbara quanto disgustosa.
Ciò nonostante, come colpiti da una maledizione, neanche i rutilanti eserciti di guerrieri Nath, l’elite militare del popolo rettile, riescono a fermare l’avanzata delle tribù che calano dal Nord, sciamando sulle rovine di città un tempo gloriose. La fine dei Serpenti pare inevitabile.
Eppure, è proprio al culmine di questo scontro epocale che sale al trono della ciclopica capitale dei rettili, Xyl, il potente sacerdote Salith, ultimo fra i depositari dell’antica scienza e fanatico adoratore di Set. 
Deciso a invertire le sorti del conflitto e salvare i Serpenti dall’annientamento, egli attingerà ai più abominevoli segreti della magia nera, fino a richiamare sulla Terra orrori risalenti alla fondazione del mondo, il tutto mentre attorno a lui, come in una esotica e macabra danza di sortilegi e intrighi, si dipaneranno le storie - contigue e non - del fedele discepolo Kla-lhat, dell’indolente imperatore Ktlàn, e delle figure sanguinarie e brutali dei generali umani, capitanati dall’ambiguo Tholius.
E prima che l’ultima battaglia sia combattuta, anche il mondo stesso attraverserà il suo sconvolgimento finale.


L'Autore:
Andrea Gualchierotti (Roma, 1978) vive e lavora in provincia di Roma. 
Ispirato dai numi tutelari del Fantastico d’oltreoceano come R.E.Howard, H.P.Lovecraft e C.A. Smith, ama miscelare nei suoi lavori il gusto per gli scenari esotici con il fascino dei misteri del mondo antico.
Per le Edizioni Il Ciliegio è autore, assieme a Lorenzo Camerini, dei due volumi della saga di Atlantide (Gli Eredi di Atlantide e Le guerre delle Piramidi), e ha pubblicato numerosi racconti a tema fantastico per vari editori tra cui Watson e Ailus; con Italian Sword&Sorcery Books ha già pubblicato il volume di racconti storico-fantastici Byzantium
Collabora con la rivista Dimensione Cosmica e L’Intellettuale Dissidente .
Quando non scrive, si dedica alle sue passioni per la numismatica, i viaggi e al mai dimenticato amore per i romanzi d’avventura.


mercoledì 5 giugno 2019

Recensione: Pet Sematary di Stephen King


stephen king
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Sinossi:
"La morte è un mistero e la sepoltura è un segreto". Il dottor Louis Creed ha appena accettato l'incarico di direttore sanitario dell'Università del Maine, e con un certo entusiasmo: posizione di prestigio, magnifica villa di campagna dove Eileen e Gage, i suoi bambini, possono crescere tranquilli, vicini gentili e generosi in una cittadina idilliaca lontana dal caos metropolitano. Persino Winston Churchill, detto Church, il loro pigro e inseparabile gattone, sembra subito godere dei vantaggi della nuova situazione. Ben presto, però, la serena esistenza dei Creed viene sconvolta da una serie di episodi inquietanti: piccoli incidenti inspiegabili che coinvolgono i bambini, pericolosi e giganteschi camion che sfrecciano sulla superstrada proprio sotto casa Creed, incontri diabolicamente sorprendenti e, soprattutto, sogni. Sogni oscuri e terribilmente realistici che perseguitano Louis da quando ha visitato il Pet Sematary, il cimitero dove i ragazzi di Ludlow seppelliscono da sempre i loro animali domestici. Ufficialmente. Perché oltre quella radura, nascosto tra gli alberi, c'è un altro terreno di sepoltura, ben più terrificante. Un luogo carico di presagi e di richiami, spaventosi quanto irresistibili, provenienti da un altro mondo. Un luogo dove al dottor Creed toccherà una scoperta raggelante: a volte è meglio essere morti... Pet Sematary, è un vero e proprio classico della letteratura horror, ispirato, parola di King, da un leggendario racconto popolare: "La zampa di scimmia".



Recensione:
Corrono voci che non proprio tutti i romanzi di Stephen King siano propriamente farina del suo sacco, e personalmente sono propenso a dar fede a queste dicerie. Certo un autore, per quanto immenso possa essere, può incappare in testi meno riusciti degli altri, ma nel caso del Re a mio parere è diverso. 
Ci sono alcuni dei suoi romanzi nei quali la storia prende vita con una forza tale da stordire. Non si tratta quindi solo di lavori riusciti meglio, o peggio, ma di opere dotate di Magia o meno. 
Bene, sono lieto di annunciarvi che Pet Cematary appartiene a quelle sfavillanti d'incanto. 
Il fatto che io sia padre di una piccoletta di certo ha acuito il mio coinvolgimento nella vicenda, ma credo non ci sia per nessuno la possibilità di sfuggire all’inquietudine che permea l’intera opera. 
Un lavoro straordinario, straniante e denso di quella sana tensione che si sprigiona nel modo più naturale possibile, essendo ancor più spaventosa. 
King, quando ci si mette, sa essere un vero maestro in questo. 
Adoro la sua capacità di calare il soprannaturale nelle vicende quotidiane in modo all’apparenza casuale e quindi del tutto credibile. 
Adoro la sua abilità nel creare personaggi capaci di risultare sin da subito familiari, ai quali risulta naturale voler bene nel breve tratto percorso con la lettura di una dozzina di pagine. 
Adoro la sua prosa, immediata e spontanea, con dialoghi freschi e briosi, mai ingessati.
Insomma basterebbero queste doti per sfornare un buon romanzo, ma quello che il Re sa fare meglio e colpirti basso, gettarti addosso secchiate d'acqua gelida quando poltrisci beato e rilassato sulla sdraio. 
In questo caso, come dicevo prima, essendo coinvolti dei bimbi, ho risentito ancor più degli strascichi dell’abilità di King di far lievitare l’ansia e riempire il lettore di inquietudine e sgomento. 
Non  mi è dispiaciuto neppure il finale, che spesso viene indicato come tallone d’Achille del nostro eroe, quindi un romanzo che mi sento di consigliare a tutti gli amanti del brivido. 
Buona lettura!

sabato 1 giugno 2019

Recensione: Italian Way of Cooking - Pizza, mostri e mandolino di Marco Cardone [Rating 8,5]


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Titolo:  Italian Way of Cooking - Pizza, mostri e mandolino

Autore: Marco Cardone

Editore: Acheron Books

Formato: ebook e cartaceo

Genere: horror, weird

Prezzo: 4,99 / 11,90 €

Sinossi:
Alcuni segreti cercano a tutti costi di venire a galla e Nero, un cuoco toscano sommerso di problemi, ne custodisce uno: i mostri delle leggende esistono davvero. Eppure, il vero segreto è un altro: la loro carne è una delizia sovrannaturale, con pericolosi effetti collaterali. In passato, Nero ne ha sfruttato il gusto irresistibile, e una nuova minaccia al suo ristorante lo spinge a rifarlo. Ma cosa accadrebbe se qualcuno di spregiudicato e potente scoprisse quel segreto? Un lucroso banchetto nuziale porta Nero e il socio Mirco a Napoli, una città piena di fascino, storia e sole, ma flagellata da una sanguinosa guerra di camorra. Fra misteri, sparatorie, piatti tipici, spiriti campani, amanti gelose, cantanti neomelodici e cacce a orrori senza tempo, i due cuochi scivoleranno in un vortice in cui sarà impossibile stabilire chi sia il cacciatore e chi la preda. Il monsterchef Nero Bonelli è tornato. E, questa volta, i mostri non saranno la cosa peggiore che dovrà affrontare...


Recensione: 
Un romanzo da leccarsi i baffi. Potrei sintetizzare in questo modo senza dilungarmi e farvi perdere tempo prezioso, che dovreste invece investire nella lettura di Pizza, Mostri e Mandolino di Marco Cardone.
Per chi non avesse letto il primo volume di quella che mi auguro diventi una serie vera e propria, senza limiti possibilmente, vi lascio il link alla recensione a Italian Way of Cooking.
Come avrete modo di leggere si trattava di un romanzo che faceva dell’originalità il più grande pregio.
Unire soprannaturale alla colline del chianti e dare lo scettro di protagonista a un cuoco armato di mannaia e accompagnato da uno spirito guida di nome Tatanka, riuscendo al contempo a imbastire scene capaci di incutere le giuste dosi di brividi, non è per nulla facile. Non mi sarei atteso quindi un secondo volume incentrato sui medesimi pilastri, invece Cardone è riuscito a stupirmi nuovamente, coniando qualcosa di altrettanto gagliardo.
I protagonisti sono rimasti quelli, Nero, il suo socio trafficone e lo spirito guida, quello a esser cambiato è lo scenario che vede la vicenda traslata dalla Toscana a Napoli.
Che dire, sbalorditivo. 
Ora, al dialetto toscano dei protagonisti si va ad affiancare quello napoletano, che intaccherà pure lo spirito guida, con una sorta di possessione spirituale da parte di Pulcinella. 
Come possa un autore esser in grado di scrivere così bene mischiando gli idiomi è per me un mistero, fonte di grande invidia.
Ammetto di non essere un grande appassionato dei testi che mescolino le grasse risate alla serietà della trama, forse perché per farlo si deve essere al cospetto di un grande autore. Ebbene, Cardone ci riesce in modo talmente spontaneo da non lasciare dubbio sulla sua grande qualità.
L’incipit del romanzo è roba da pisciarsi addosso dalle risate. Scusate la definizione non certo elegante, ma credo renda molto bene il concetto. Eccezionale. 
Il toscanaccio Nero, il cuoco cacciatore di mostri, rimane adorabile come nel primo romanzo e i suoi duetti con lo spirito guida sono uno spasso. 
 Certo manca il piacere della scoperta delle leggi del mondo creato dall’autore che c’era nel primo volume, ma Cardone è stato abile a compensare questa inevitabile mancanza con un ritmo serrato. 
I colpi di scena si susseguono e i piccoli e grandi drammi esistenziali del protagonista e dei suoi compari contribuiscono a calare un velo di realismo convincente. 
Sono dell’idea che l’autore abbia masticato parecchi testi a sfondo esoterico, perché pur trattando l’argomento con grande brio ed esuberanza si intravede una marcata preparazione.
Che dire, altro gran colpo per la Acheron Book. 
Voto 8,5 e un consiglio a tutti, proprio tutti di correre a procurarsi questo romanzo.