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giovedì 20 settembre 2018

Recensione: Viaggio al centro della terra di Jules Verne


viaggio al centro della terra
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SINOSSI:


In un vecchio manoscritto il professor Lidenbrock, geologo e mineralogista, scopre un testo cifrato in cui è scritto che attraverso il cratere dello Sneffels, vulcano spento dell’Islanda, è possibile penetrare fino al centro della Terra. Folgorato dalla scoperta, Lidenbrock raggiunge la fredda isola artica e intraprende l’avventurosa discesa nelle viscere del pianeta in compagnia del suo giovane nipote: cosa troveranno i nostri coraggiosi esploratori nelle misteriose profondità sotterranee? Nel racconto delle prodigiose avventure che si susseguiranno, la potente fantasia di Jules Verne – già sperimentata in geniali anticipazioni di imprese astronautiche, di navigazioni sottomarine e di previsioni avveniristiche – raggiunge il vertice in un viaggio meraviglioso e fantastico fra travolgenti fenomeni naturali, apparizioni di mostri preistorici, panorami di magica e misteriosa bellezza.


RECENSIONE:

Ogni tanto vengo catturato dall’istinto insopprimibile di colmare delle lacune letterarie che mi porto appresso come fardelli gravosi da troppo tempo. Potrei facilmente addossare ogni colpa ai mediocri insegnanti nei quali mi sono imbattuto sul mio cammino scolastico, ma la verità è che la colpa è solo mia. L’occasione in questo caso mi viene fornita dalla pregevole collezione proposta da RBA Italia  in onore di Jules Verne. Che dire, il primo numero, Viaggio al centro della terra, al prezzo di Euro 1,99 in una versione splendida con tanto di illustrazioni originali, mi è parsa realmente imperdibile. 
Ammetto di non ricordare se lo avessi già letto in gioventù, anche perché la trama bene o male la conosciamo tutti, ma riprenderlo ora mi ha fatto un effetto del tutto piacevole. Non per niente ci troviamo innanzi a un classico della letteratura d’avventura, con pieno merito. 
Verne è abile a tenere il lettore avvinghiato alle pagine del suo libro coinvolgendolo in un viaggio il cui ritmo permane incalzante dall’inizio al finale, che personalmente ho trovato l’unico elemento un po’ fuori posto, in quando sin troppo sopra le righe. 
Ad ogni modo, considerando che ci troviamo innanzi a un testo scritto nel 1864, c’è da rimanere sbalorditi non solo per l’abilità e la preparazione dell’autore, quanto per il ritmo che lo stesso riesce a imprimere alla sua avventura. 
Chi reputava, come il sottoscritto, che i ritmi serrati e spasmodici fossero figli della letteratura più moderna, dovrà ricredersi leggendo il presente volume. 
Insomma, un testo capace di farsi apprezzare da grandi e piccini. Non per nulla sarà uno dei primi che sottoporrò alla mia piccola birbante non appena avrà l’età adatta.   
Il personaggio che maggiormente mi ha colpito è sicuramente il professor Lidenbrock, capace con la sua ferrea determinazione ed il carattere spigoloso e irruento, di fornire tutti gli elementi per un aspirante autore per capire come forgiare un personaggio credibile e appagante per il lettore. Alla fine, oltre al divertimento puro della lettura, affrontare i grandi classici del passato serve proprio a questo: imparare dai maestri e far proprie le loro lezioni. 
Notevoli anche le illustrazioni all'interno del romanzo che arricchiscono l'immaginario creato dall'autore con istantane visive veramente azzeccate. 
Consigliato!

martedì 18 settembre 2018

Disfida nr. 75: Azheran. Le cronache degli Ejyn di Maria Luisa Conforti


ebook fantasy GDS
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  • Titolo opera: Azheran – Le Cronache degli Ejyn
  • Formato: ebook e cartaceo
  • Genere: fantasy-mitologico
  • Prezzo: ebook € 2,99– cartaceo € 14,00
  • Sinossi: Quando la Primordiale Esplosione spezzò il Grande Spazio Cosmico, vennero generati molteplici Universi che continuano tutt’ora a coesistere. Tra questi è presente il Mondo di Azheran, abitato dai Dieci Popoli degli Azharyn, ognuno in grado di manipolare una parte della realtà stessa. Nelle Mahnès Ejyn-Lha, le Isole dei Signori dello Spazio, il re Nokha governa dispoticamente e l’esercito è ormai a lui fedele. Il regno, tuttavia, è tenuto all’oscuro dell’effettiva situazione e ad opporsi al tiranno restano soltanto i suoi quattro figli. Eppure un terribile destino sembra incombere su di loro. “La morte sarà solamente l’inizio di una nuova vita…”


    • Note/commenti/finalità dell'Autore: 
Questo primo volume nasce per caso, durante una torrida notte d’estate di alcuni anni fa. Da qualche giorno non avevo più il mio amatissimo Wi-Fi (staccato poiché passavo ore ed ore su World of Warcraft  o a guardare serie tv). Non avendo più il mio mondo virtuale, ne ho creato uno che potesse perlomeno soddisfarmi: Azheran, le lingue e gli esseri che lo popolano sono nati prima che ideassi una vera e propria trama. Più passava il tempo e più i personaggi fluivano nella mia mente, finché non decisi che era arrivato il momento di mettere tutto su carta. 
Oltre all’elemento fantasy (forse anche un po’ fantascientifico per alcuni temi) , ho inserito quello mitologico: ho sempre amato i miti e le religioni di popoli e società antiche. E per questo motivo ho cercato di incastrare questi “personaggi” (chiamati Eterei e non divinità) in una serie di Universi all’interno di uno stesso Spazio Cosmico, in cui il fulcro essenziale della storia si svolge attorno agli abitanti di Azheran ma che prevede anche incontri con gli altri esseri che lo popolano e che provengono da Mondi lontani e spesso sconosciuti.

    • BIG da sfidare:

Rick Riordan libri


Rick Riordan  (Percy Jackson, Eroi dell’Olimpo, Kane Chronicles e Magnus Chase). Il tono è forse più serio ma in comune c’è l’elemento mitologico. 






domenica 16 settembre 2018

Recensione: Il Mal della luna di C. Romolo [Rating 6]


recensione ebook horror
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TITOLO OPERA: Il Mal della Luna

AUTORE: C. Romolo

FORMATO: ebook

EDITORE: Pubblicazione Indipendente

GENERE: Horror/Fantasy


PREZZO: 0,99 € 


SINOSSI: Rico ha trentacinque anni e dopo aver abbandonato moglie e figlio si è rifugiato in un piccolo allevamento di cavalli, dove lavora come stalliere. L'uomo non ricorda nulla del suo passato, neppure il volto del figlio; è un licantropo, ma tace la sua condizione persino a Cara, la sua nuova compagna.
Durante una passeggiata a cavallo con Cara e i piccoli Arianna e Stefano, rinviene l'indumento macchiato di sangue di un bambino e teme di aver commesso involontariamente un omicidio nel corso di una notte di luna piena.
La scoperta rimette in discussione la sua vita e l'amnesia che lo affligge si dissiperà con l'avanzare delle indagini, rivelando una realtà che è molto lontana da ciò che credeva.



RECENSIONE:

Mi risulta complesso valutare questo breve romanzo (solo 90 pagine). Al primo sguardo, infatti, esso non risulta facile da inquadrare in modo convincente. Ho dovuto leggerlo più volte per capire bene quale fosse realmente il mio pensiero al riguardo. C’è qualcosa nel libro che inchioda il lettore, obbligandolo ad andare avanti, tuttavia la storia non può considerarsi finita. Deve essersene reso conto anche l’autore che ne ha fatta una nuova edizione dal titolo “IL MAL DELLA LUNA – LA LORO ULTIMA SPIAGGIA”, attualmente acquistabile solamente su Amazon. 
Ma continuiamo adesso ad occuparci di questa “prima parte”. Si tratta di un horror-fantasy la cui collocazione geografica e temporale non è affatto chiara; se i nomi usati non fossero italiani potremmo anche ritrovarci nel selvaggio west. In questo spazio ristretto convivono umani e licantropi, portatori del “Mal della luna”. La convivenza risulta molto problematica. 
Ci troviamo in un allevamento di cavalli. Rico, il protagonista è uno stalliere senza passato che viene assunto per pietà, un giovane dai modi rudi, selvatico e solitario. Lo strano atteggiamento di Rico incuriosisce la figlia maggiore dei Magni, Cara, che è una veterinaria equina. La ragazza s’innamora del giovane ed anche lui di lei. Ma il suo strano comportamento, nelle notti di luna piena, finisce con l’allertare tutta la comunità… 
I personaggi secondari non sono tratteggiati con cura e sembrano delle caricature. 
E selvaggio è appunto uno dei termini chiave di quest’opera in cui il linguaggio è ridotto al minimo mentre sentimenti ed emozioni vengono percepiti, più che verbalizzati e sviluppati compiutamente. Vi sono scene estremamente violente, descritte in dettaglio e sembra quasi che abbiano lo scopo di scioccare il lettore. Il romanzo ha in sé qualcosa di animalesco e brutale che, pur risultando consono alla storia che viene narrata, lo rende non adatto ai minori. Rating 6  


CARLA IOPPOLO

giovedì 13 settembre 2018

Recensione: La morte ci sfida di Joe R. Lansdale


romanzo joe lansdale
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SINOSSI:

Un guaritore indiano lancia la sua maledizione per vendicare l'assassinio della moglie: un'epidemia semina la morte tra gli abitanti di Mud Creek, facendoli diventare degli zombi. A risolvere la situazione ci penserà il reverendo Jebidiah Mercer, armato di fede e di un revolver calibro .36.



RECENSIONE:

Ancora una volta vi presento un romanzo dell’autore Joe Lansdale, La morte ci sfida, anno di prima pubblicazione 1984. 
Come annuncia l’autore stesso presentandoci l’opera, non si tratta di un libro di grandi riflessioni, “più che altro è come un film dell’orrore che guardavi alla televisione la sera tardi”. 
Si tratta per la precisione di un romanzo weird western, che come oramai saprete è uno dei miei generi prediletti e Lansdale ne è uno dei maestri. Questa combinazione non rende difficile pronosticare la soddisfazione che ho provato nel leggerlo. Certo, forse la trama non è nulla di che, forse non lascia particolare spazio a profonde riflessioni filosofiche, sta di fatto che Lansdale ha da insegnare a tutti noi come un romanzo d’intrattenimento debba essere scritto. 
L’autore da il meglio di se nei dialoghi. Sono questi a caratterizzare in modo emblematico e indimenticabile i personaggi, donando spessore a un romanzo la cui trama non è certo eccelsa anche se ad ogni modo è capace di precedere di qualche decennio il successo di un The walking dead, che di certo ha sfruttato le medesime orde zombie presenti in questo scritto.

Azione a profusione, humor nero, sangue a secchiate, linguaggio scurrile, da veri cowboy per un immaginario macabro quanto mai realistico e ben riuscito insomma.
Duecento paginette che scorrono rapide e sempre piacevoli, emozionanti, divertenti con balzi pindarici fra scene prettamente horror e scambi di battute dall’ironia al fulmicotone. Insomma, dite quello che volete, ma a me Lansdale piace proprio in tutte le salse e mi sento di consigliarlo a chiunque, ad occhi chiusi!

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Chiudo questa mini recensione segnalando agli appassionati che la Bonelli ha inaugurato la sua nuova etichetta editoriale chiamata "AUDACE" proprio con una miniserie dedicata a Jeo Lansdale. Inutile aggiungere che non me la sono persa di certo!



martedì 11 settembre 2018

Disfida nr. 74: Il calice di sangue di Mauro Barbarito


romanzo fantasy classico
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- Titolo opera: Il calice di sangue

- Autore: Mauro Barbarito

- Editore: LFA Publisher

- Formato: ebook/cartaceo

- Genere: Fantasy

- Prezzo: 3.49/14.00


- Sinossi: 

La battaglia per la Città Bianca non fu che l’inizio. Il Demone inviato da Loek non si sarebbe fermato dinanzi a nulla, guidato da una insaziabile sete di anime. Senza la protezione delle ninfe, con i regni degli uomini e dei silvani piombati nel caos, il mondo rimase alla mercé dell’esercito di abomini generati dalla magia oscura. Soltanto il giovane Stregone sarebbe stato in grado di capovolgere le sorti della guerra, ma prima avrebbe dovuto percorrere una lunga e tortuosa strada alla scoperta dei suoi poteri e del suo destino…


- Note/commenti/finalità dell'Autore: 

Il secondo libro della saga fantasy, seguito di I Figli delle Ninfe, è un volume in cui i combattimenti magici, gli intrighi ed i colpi di scena si susseguono con ritmo incalzante!



- BIG da sfidare:


 Licia Troisi, Le cronache del mondo emerso











domenica 9 settembre 2018

Recensione: Ordo mortis di Salvatore Conaci [Rating 6]


recensione libro horror
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TITOLO OPERA: Ordo Mortis

AUTORE: Salvatore Conaci

FORMATO: cartaceo

EDITORE: WritersEditor

GENERE: Thriller-Horror-Occulto


PREZZO: 17 € cartaceo


SINOSSI: Un giovane insegnante precario e un antico ordine occulto. Complotti, tradimenti e misteri girano attorno a un passato oscuro con cui il protagonista, Alessio Conci, dovrà fare i conti, dopo il suo trasferimento in un anonimo paesino della Calabria. Qui, tra le strade desolate, tra gli sguardi e gli atteggiamenti della gente, tra i suggestivi e misteriosi scorci del luogo, percepisce immediatamente che il paese cela un segreto inconfessabile. Impossibile chiamarsi fuori: Alessio deve agire.

RECENSIONE: 

Oggi andiamo alla scoperta di un romanzo thriller/horror edito da Writers Editor: Ordo Mortis di Salvatore Conaci. 
Trattandosi di una casa editrice che non abbiamo ancora letto e recensito qui sul blog, partiamo dagli aspetti collegati al “prodotto libro”. Due cose mi hanno subito fatto storcere il naso non appena ho ricevuto il libretto: 
- la grafica a pixel sgranati della cover, di certo poco professionale
- il prezzo di copertina di 17 Euro per un tascabile di 150 paginette, assolutamente fuori mercato.
Passando quindi ai contenuti e a quanto spetterebbe alla casa editrice, non posso non evidenziare una cura che pare decisamente approssimativa all’editing del lavoro del Conaci. Ripetizioni di parole e sovrabbondanza di aggettivazione risultano evidenti. La parola “macabro” viene ripetuta un numero di volte tale per cui non è possibile non accorgersene e “inopinatamente” almeno 4-5 volte, comunque decisamente troppo per non saltare all’occhio. Sono esempi, ma sufficienti per far capire che la cura non è certo stata maniacale…
Passiamo oltre, dicendo che la storia narrataci dal Conaci è piacevole e solo per questo sono arrivato alla conclusione dell’opera che altrimenti, in sincerità, avrei abbandonato cammin facendo. 

Conaci è un giovane autore e a mio parere con ottime potenzialità, ma avrebbe necessitato di un editor serio, capace di aiutarlo in un processo di crescita volto a smussare quelli che sono i maggiori difetti del testo e che mi appresto ad analizzare, in modo spietato forse, ma per il bene di un autore che credo realmente abbia delle ottime capacità, ma pecchi d’inesperienza. 
Anzitutto Conaci si piace troppo e sfoggia le sue indubbie doti lessicali rendendo il testo una sorta di esercizio stilistico e di autocompiacimento fine a se stesso. Si raggiunge il grottesco con l’apposizione in nota a pie di pagina del significato di alcuni vocaboli. Credo sia una scelta aberrante, che la casa editrice avrebbe dovuto eliminare. Personalmente sono d’accordo con chi ritiene che il lettore non vada fatto sentire inferiore/ignorante né che l’autore debba dare sfoggio di una presunta superiorità. L’effetto è questo.
Diciamo che la qualità del testo è altalenante, l’autore si lancia spesso in paragoni azzardati, originali certo, ma alcuni dei quali non mi pare funzionino a dovere. Ciò che rimane costante è il tono pomposo, una ricerca artefatta di caricare sulle parole per rendere ogni scena colma d’epicità, anche se si trattasse della semplice azione del protagonista di prepararsi il caffelatte per colazione. Le costruzioni barocche delle frasi, con spesso l’utilizzo dell’aggettivo anteposto al sostantivo, non contribuiscono certo ad alleggerire una prosa già ricca e carica di orpelli. 
E’ un vero peccato, in quanto nelle scene dove l’epicità, l’adrenalina e la suspense sono giustamente presenti, Conaci da il meglio di se, riuscendo a coinvolgere e gratificare appieno il lettore. Anche i personaggi sono gradevoli e ben delineati nei loro ruoli. I dialoghi pure risultano naturali e, quasi sempre, ripuliti dal tono pomposo e per questo credibili. 
Che dire, una sufficienza risicata, che vuole essere di sprone a un autore potenzialmente molto interessante. Rating 6.


giovedì 6 settembre 2018

Disfida nr. 73: La miglior cena della mia vita ((Dis)avventure ai confini dell'Universo Vol. 1) di Giuseppe Zolli


romanzo Guida galattica per gli autostoppisti
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TITOLO OPERA: La miglior cena della mia vita

SERIE: (Dis)avventure ai confini dell’Universo

AUTORE: Giuseppe Zolli

FORMATO: ebook e cartaceo

EDITORE: Pubblicazione Indipendente

GENERE: Fantastico/Fantascienza


PREZZO: 0,99 € / 3,99 € cartaceo


SINOSSI: 
Theofilus Pilas lavora per la rivista "Sbrizzi e sberleffi", una delle riviste più lette di tutta la galassia, e il suo compito consiste nello scrivere articoli e recensioni su locali e ristoranti alla moda.

A causa di un pezzo non molto riuscito, è costretto, per punizione, a scrivere un articolo sul locale più alla moda, più esclusivo e, soprattutto, più inaccessibile che esista: il ristorante "Ai confini dell'Universo".
È così che, armato del suo blocco-note e del suo caratteristico cappello marrone da cowboy, Pilas inizia un viaggio a bordo della sua Nimbus 9000, che lo porterà in giro per tutta la galassia, affrontando pirati spaziali, vecchi amici, e perfino solitari vecchietti amanti del tè.


Note/Commenti/Finalità dell’autore:
Mi chiamo Giuseppe Zolli, e sono nato a Potenza, Italia, nel 1987. Laureato in ingegneria informatica, ho sempre amato scrivere storie e racconti brevi a tema fantastico e di fantascienza, i miei due generi letterari preferiti.

Nel 2009 ho partecipato alla terza edizione del Premio Oltrecosmo, e, poco dopo, ho pubblicato il mio primo libro, intitolato "Cronache di un sogno", con la ormai defunta casa editrice "Boopen Editore", contenente una raccolta di racconti brevi, tra i quali anche quello che avevo usato per partecipare al concorso.
Le vicende narrate in questo volume hanno, in realtà, un’origine piuttosto remota.
Infatti, l’idea di raccontare questa storia è nata nell’ormai lontano 2010, quando vidi, per la prima volta, il film “Guida galattica per autostoppisti”, tratto dall’omonimo romanzo del maestro Douglas Adams.
L’ironia e le vicende al limite del verosimile, narrate nel film,  mi furono subito di ispirazione  e mi spinsero a leggere tutta l’antologia, composta da cinque libri, della guida galattica di Adams.
E fu allora che iniziai a scrivere i primi racconti autoconclusivi, seguendo lo stile solo apparentemente inconcludente e superficiale di Adams, adattandolo al mio modo di pensare e di vedere il mondo, perché mi resi subito conto che, in fin dei conti, era proprio quello lo stile che più si adattava al mio modo di essere e di ragionare.
Ma quei racconti brevi rimasero nel cassetto per molto tempo, in parte perché troppo occupato dagli impegni universitari in parte perché temevo di non essere preso sul serio per via di quel particolare modo di scrivere.
Finché, un giorno di otto anni più tardi, ho pensato: “Chi se ne frega!”
Ed è così che ho ideato e dato finalmente vita alla collana di racconti “(Dis)avventure ai confini dell’Universo”, ispirati allo stile di Adams, dei quali “La miglior cena della mia vita” rappresenta il primo di una lunga serie.


BIG da sfidare:

guida galattica per gli autostoppisti



Douglas Adams


mercoledì 5 settembre 2018

News: Nasce il Collettivo Scrittori Uniti (CSU)

Certi che l'operato di questa associazione possa tornare utile a molti dei nostri lettori/autori che intendano intraprendere in modo professionale la loro attività, vi segnaliamo la nascita del Collettivo Scrittori Uniti. 
Grazie a quest'associazione, gli autori che supereranno la selezione iniziale, potranno partecipare a molte fiere di settore, garantendo maggiore visibilità alle proprie opere. Ecco di seguito il comunicato ufficiale CSU con i dettagli. 
In bocca al lupo quindi per questa pregevole iniziativa a favore degli autori indipendenti!







 Per gli autori e i lettori interessati alle fiere letterarie vi annunciamo che da pochi mesi è nato il CSU, sigla che sta per “Collettivo Scrittori Uniti”, fondato da Claudio Secci insieme ad altri autori membri del Seu: Jessica Maccario, Massimo Procopio, Manuela Chiarottino e Manuela Siciliani. La volontà è quella di portare avanti lo spirito dell’Associazione Scrittori Emergenti Uniti, che dal 1° gennaio non sarà più un’Associazione ma continuerà a essere una vetrina web e avrà funzioni di selezione.

Il Collettivo ha la principale finalità di partecipare alle fiere italiane, inizialmente soprattutto del Nord Italia, per poi ampliarsi e ritornare a fiere già frequentate in passato, come il Pisa Book Festival, che questo novembre sarà ancora diretto dal Seu: sarà infatti possibile trovarlo il 9, 10 e 11 novembre a Pisa con molti libri dei soci iscritti regolarmente all’Associazione fino al 31 dicembre, giorno della chiusura ufficiale.

Quali sono le modalità di partecipazione al nuovo Collettivo?
Il Collettivo si pone come entità indipendente, che porta avanti lo spirito che ha accomunato molti ex soci: la finalità è dunque sempre la stessa, cioè quella di unire le forze per raggiungere le fiere a cui singolarmente sarebbe difficile arrivare. Gli autori possono partecipare fisicamente o delegando qualcun altro, ove consentito, con l’obiettivo di far conoscere tutti i libri presenti nello stand e non soltanto il proprio.
I libri partecipanti alle fiere possono essere sia pubblicati con case editrici sia autopubblicati, ma devono passare una valutazione iniziale, pertanto verranno richieste le prime pagine per controllare la qualità del testo. A occuparsene ci sono due comitati, quello del Seu che continua la sua opera di selezione e fungerà anche da vetrina per coloro che sceglieranno questo canale e quello nuovo gestito dal direttivo del collettivo; chi ha già passato o passerà la selezione del Seu, potrà partecipare alle fiere del Collettivo senza un’ulteriore valutazione.
È possibile scegliere di volta in volta a quale fiera partecipare, seguendo la pagina facebook del collettivo o il sito per mantenersi aggiornarti sulle date presenti. Non è richiesta una quota annuale associativa, l’unica quota da pagare sarà quella per la fiera, suddivisa tra gli autori partecipanti quando questa è a pagamento e non gratuita (come il Salone di Torino o altre fiere in cui è necessario pagare lo stand per aderirvi). Una volta aderito e passata la selezione, si verrà inseriti nel gruppo apposito dove parlare dei dettagli della fiera, relativi alla spedizione, orari, turni e via dicendo. Per maggiori informazioni è possibile consultare il Regolamento sul sito.

La prima fiera in programma è “Canta-Libri”, che si terrà domenica 9 settembre a Cantalupa, vicino a Pinerolo, dalle ore 10,00 alle ore 19,00.
Seguono la fiera “Libri in baia” a Sestri Levante, il 13 e 14 ottobre e “Libri in Nizza” a Nizza Monferrato l’11 e 12 novembre. Ulteriori date, prima del Salone di Torino di maggio, saranno comunicate sul sito.
Vi aspettiamo a Cantalupa, con una decina di libri di vario genere, dal thriller al rosa, dal surreale ai racconti. Gli autori saranno presenti fisicamente e disponibili ad autografare i libri, che per l’occasione saranno a prezzo scontato.

martedì 4 settembre 2018

Recensione: “IL DONO DEL REIETTO” di MARIO MICOLUCCI [Rating 6,5]


recensione primo volume
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TITOLO OPERA: Il Dono del Reietto

SAGA: I Registri dell'Arena


FORMATO: Ebook e Cartaceo

EDITORE: Indipendente

GENERE: Fantasy umoristico

PREZZO:  Euro 2,99 - 13,90 €


SINOSSI: Chi è il Reietto? Si dice che il valore di un eroe si misuri attraverso gli encomi ricevuti da chi ha avuto l'onore di incrociarlo sul proprio cammino. Eccone alcuni esempi: 
«Solo un babbeo può farsi cogliere di sorpresa da una tartaruga. Scommetto che era troppo veloce per te!» 
Griz, aiuto-fattucchiera a Bocca del Verme 
«Che sapore hanno i vermi della latrina? Dicono che tu li abbia degustati.» 
Kitzo, giovane goblin 
«Muoviti, imbecille! Che fai lì impalato!» 
Hork, guardiano del Vivaio 
«Il tanfo che sprigioni dalla tue mefitiche viscere è alquanto insopportabile! Se non cambi alimentazione, ci intossicherai tutti!» 
Giro, Pellegrino di Givedon 
«A quanto pare, non sei solo un reietto del tuo Dio, tuo malgrado, sei anche il suo flagello, stolto imbranato!» 
Aliah, cignano decaduto. 
«Puoi anche non legarlo, quel cretino l'ha fatto da solo!» 
Marbel, capitano della guardia cittadina di Forte di Legno. 
«Ehi cavian! Hai usato più di tre parole con quell'acefalo e lo sforzo per capirti gli hai mandato in pappa il cervello. Incredibile!» 
Fagorn, elementalista del fuoco. 
«Questo qui è idiota sul serio!» 
Duko, Condottiero della Legione. 
«Lo so, sei un allocco: sei addirittura riuscito a ingannarti da solo!» 
Strub, accalappialupi. 
«Cafone!» 
Stevania Dhavor, cantastorie. 


RECENSIONE:
Prima di leggere quest’opera non sapevo quasi nulla dei Goblin, adesso potrei tenere un corso universitario sull'argomento. Pensavo che fossero dei tipi trucidi ma, a dire il vero, sono solo dei gran rozzi. 
Nel vivaio, dove vengono educati i cuccioli, non è permesso mostrare emozioni o sentimenti; soltanto la crudeltà è premiata come pure la furbizia. Chi sa, forse la società dei Goblin non è poi tanto lontana da noi! 
Djeek, il protagonista è descritto davvero bene nella sua evoluzione. Anche a chi legge sembra di vivere le sue amarezze, le forti umiliazioni a cui presto si era dovuto abituare. Tra le file dei suoi simili la sua brillante intelligenza non è una dote ma qualcosa da estirpare con violenza. 
Visto cosi, il libro può essere letto come un percorso ascetico in cui Djeek, lentamente, riesce a scoprire quali siano le sue qualità imparando ad avere stima di sé ed apprezzare ciò che stava diventando. Ma la storia non appare affatto compiuta.
Le descrizioni sono il punto forte di questo libro. Il mondo che l'autore sa creare è maestoso e complesso e meriterebbe ulteriore sviluppo. Ogni personaggio è esponente di una diversa cultura e ne porta in sé gli stereotipi. 
Vi sono tanti Dei che usano quel mondo soltanto per divertirsi. Non hanno certo a cuore la sorte della gente che lo abita. Una folla di personaggi danza per le sue vie, le loro personalità e le storie che li riguardano sono ben scritte e si intrecciano in modo magistrale. Tuttavia, questa storia è troppo grande per il suo troppo piccolo protagonista che ne rappresenta soltanto un minuscolo tassellino. Forse un giorno ciò che Djeek scopre di poter fare avrà una maggiore influenza su tutto il suo mondo? Il tutto meriterebbe un seguito! 
Questo romanzo è scritto come supporto per un gioco di ruolo, che porta lo stesso nome, del quale non sono riuscita a sapere altro. Non sono in grado di dire se ciò richieda delle speciali accortezze. 
La struttura del racconto è assai particolare: in cima ad ogni capitolo vengono date delle informazioni che sono difficilmente inseribili nella trama del racconto stesso. Una  vena di comicità si snoda attraverso i dialoghi che contribuiscono a creare un'atmosfera surreale che rende tutto tra il serio e il faceto.
Voto finale 6,5


Carla Ioppolo

giovedì 23 agosto 2018

Recensione: SAMSARA: L'Isola degli Urlanti di Caleb Battiago (Alessandro Manzetti) [Rating 8]



recensione romanzo caleb battiago
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TITOLO OPERA: SAMSARA: L'Isola degli Urlanti



FORMATO: Ebook e Cartaceo


GENERE: Horror, postapocalittico

PREZZO:  Euro 4,99 - 16,50 €

SINOSSI: 

Grande Canada, Moosonee. Sono trascorsi 16 anni dallo schianto di Uxor 77 e da allora la città è assediata dalla Milizia governativa, impegnata a sterminare i figli della Peste Bianca, sopravvissuti contaminati, mostri di nuova generazione. Nessuno deve uscire dai recinti di quarantena. L’ordine è chiaro, ma c’è chi si ribella. A bordo della Homeless Doll, un gruppo di disperati tenta la fuga verso il Trash Vortex 147, un’isola di plastica, un enorme accumulo di spazzatura galleggiante che non figura nemmeno sulle mappe. 
Ma sarà davvero un posto sicuro o si rivelerà l’ennesimo girone di un inferno che non ammette via d’uscita? 
Un viaggio di speranza e perdizione in cui passato e futuro s’incontrano in una spirale di violenza, cannibalismo, perversione, chiudendo il cerchio di un Samsara apocalittico. 
Ormai è tempo di azzerare il vecchio mondo e prepararsi al nuovo che avanza, col pelo lucido e la lunga coda; un mondo da ripensare, comunque vada a finire…


RECENSIONE:
Samsara, termine sanscrito che evoca la dottrina inerente al ciclo di vita, morte e rinascita, è il terzo volume ambientato nell’universo iniziato da Naraka e proseguito con Shanti. In realtà, come scritto in sinossi, questo romanzo rappresenta l’anello di congiunzione di questo uroboro narrativo ritraente l’umanità che verrà, anzi che ci scruta dall’angolo buoi del vicoletto nel quale stiamo svoltando. E lo fa con occhi gonfi di sadica aspettativa in quanto il carrozzone della civiltà moderna  non pare intenzionato a cambiare rotta, o forse ha smarrito proprio la capacità anche solo per sterzare. Samsara comincia da dove ci eravamo lasciati per compiere un giro della morte capace di riportarci al punto di partenza. Ben fatto, originale, dirompente.
Che dire, ogni romanzo del Battiago riesce a turbarmi. E non solo per i contenuti spinti, estremi e per l’abilità con la quale l’autore riesce a metterli in scena, ma per l’atipicità del suo scrivere. La capacità di distinguersi che caratterizza le penne maestose, che non può non incantare chi come me si balocca con la scrittura e non può che rimanere ammirato e ammettere l’invidia profonda per una tale capacità. Non siamo innanzi a un mero esercizio di stile di chi possiede classe e si perde nel mettersi in mostra, non è certo questo il caso, la narrazione procede magniloquente, roboante, sopra le righe dal principio alla conclusione, ma la storia rimane, gli intrecci si svelano ridestando il lettore oramai rapito e ipnotizzato da questo universo andato letteralmente a puttane.
A mio avviso si tratta di un’opera completa, di spessore oltre che magistralmente scritta. Un vortice di delirio lucido, cinico, aberrante in quanto prossimo alla realizzazione, con o senza la compartecipazione di asteroidi o aiuti esterni. L’umanità lanciata verso la mutazione in una non-umanità dissennata, succube delle proprie passioni smodate e non certo appaganti, per quanto spinte ai limiti. 
Azione, orrore e pianificazione subdola e diabolica. Nulla è lasciato al caso nella ricostruzione di questo universo devastato e perverso. Non potrete rimanere indifferenti. Alcune scene hanno una potenza tale da turbare nel profondo. Il ritmo si mantiene costantemente ad alto voltaggio rendendo pressoché impossibile staccarsi dalle pagine e i colpi di scena si susseguono incalzanti colmando il lettore di una sensazione di impotenza perdurante: al peggio non può esserci mai fine, un infinito cosmico di dolore in continua e permanente espansione. Non lo posso consigliare a tutti, intendiamoci, ma per nessuna ragione al mondo sono disposto ad andare sotto un 8 pieno per un lavoro eccellente.
Unica nota stonata, a mio parere le 3-4 tavole inserite all’interno del romanzo. Data la peculiarità del romanzo di puntare molto sull’atmosfera splendidamente ricreata, non le ho trovare coerenti. Non mi sarei soffermato su questo punto se non fosse proprio che stonano a mio avviso, intaccando e stridendo con le immagini generate nella mente del lettore.
Cover invece assolutamente spettacolare. Insomma, non perdete tempo e cacciate la grana, il romanzo merita!