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domenica 22 luglio 2018

Recensione: I 7 demoni reggenti: 1 di Tamara Deroma [Rating 7]


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Titolo opera: I 7 Demoni Reggenti

Autore: Tamara Deroma


Collana: Imaginarium

Formato: cartaceo e ebook

Genere: fantasy-horror

Prezzo: ebook 11,99 / cart. 11,20 (non chiedeteci quale sia la politica dell'editore che fa pagare l'ebook più del cartaceo, ma è proprio così)

Sinossi: Una ragazza normale, come tante altre.O almeno questo era ciò che Eileen credeva di essere, prima di scoprire di far parte del clan più potente dell’Inferno e di essere rinata in veste mortale nel Purgatorio, a causa di una dura condanna imposta da Lucifero.All’oscuro dei ricordi appartenenti alla sua vita passata, Eileen cercherà in ogni modo di sfuggire al suo destino, ma a darle la caccia, oltre i suoi stessi fratelli, ci saranno anche i demoni al servizio del terribile e potente Gujrhah, pronto a tutto per mettere la parola fine al dominio dei Sette, all’Inferno.Una storia avvincente ed imprevedibile che esalterà il lato più nascosto dei sentimenti umani ed inconsapevolmente, anche il giusto senso della distinzione fra Bene e Male...


Recensione: 
Si tratta del primo volume di una pentalogia (I 7 Demoni Reggenti, Il portale oscuro, Il Salvatore, L'alba dell'Apocalisse, Essenth) mai come in questo caso, saperlo è davvero importante perché il finale del libro lascia veramente con il fiato sospeso. 
Se come me conoscete un poco la Bibbia e la storia di Lucifero e degli angeli caduti, vi sarete certo chiesti che fine hanno fatto e forse anche che tipo di “vita” si vive all’inferno. 
Nulla fino ad ora sapevamo riguardo ai demoni, certo la loro esistenza è nota e già trattata in letteratura; ma qui è su di loro che si pone la lente d’ingrandimento. Anche tra i diavoli esistono gerarchie e differenti compiti. 
I 7 peccati capitali prendono vita e diventano  personaggi che agiscono in prima persona. Il male sulla terra non è dovuto a loro direttamente ma alle debolezze dell’umanità che loro sfruttano. 
La logica domanda conseguente è: ”Come si può combattere il male?” 
Lo fanno tre amiche. L’amicizia è infatti incrollabile e non retrocede neppure difronte al fatto che una di loro si rivela essere l’incarnazione del peccato capitale della lussuria. 
La storia si snoda sempre imprevedibile e ricca di colpi di scena davvero inaspettati che inseriscono le protagoniste direttamente nelle guerre intestine infernali. 
Unico serio difetto di questo fantasy-horror è la lunghezza che causa, in alcuni momenti, dei forti cali di tensione narrativa. Questo perché l’autrice vuole necessariamente inserire la sua narrazione nella vita di tutti i giorni. 
Di fatto il tempo nel romanzo sembra snodarsi in modo non lineare e non è sempre chiaro l’oggetto del focus del momento. Questa tecnica narrativa, tuttavia, tiene il lettore incollato alle pagine fino alla loro conclusione. 
Voto 7.

CARLA IOPPOLO

sabato 21 luglio 2018

Comunicazione: Compri un libro Le Mezzelane e ti regalano un ebook della stessa collana


Visto che abbiamo di recente recensito il romanzo Vitriol edito da Le Mezzelane Editore e lo abbiamo apprezzato molto, siamo certi di fare cosa gradita segnalandovi l'iniziativa intrapresa da questa giovane casa editrice:




I libri si trovano su tutti negozi online, da IBS ad Amazon ecc...
Se l'acquisto invece dovesse essere effettuato direttamente dal sito dell'editore sarà sufficiente postare una recensione in uno qualsiasi dei suddetti negozi e comunicare il link della recensione, per ricevere l'ebook prescelto in omaggio. 

Una bella iniziativa, approfittiamone!

venerdì 20 luglio 2018

Recensione: Il grande dio Pan di Arthur Machen


romanzo horror adiaphora edizioni
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Sinossi:
Finalmente, dopo anni di ricerche nel campo delle scienze occulte e dello studio delle funzioni cerebrali, il dottor Raymond è pronto per portare a termine un folle esperimento. Una notte d'estate, assieme all'amico Clarke, che sarà suo testimone, decide di sottoporre la giovane Mary a un intervento chirurgico al cervello per consentirle di sollevare il velo che cela la mostruosa divinità della natura, il Grande Dio Pan. Ciò che la ragazza vede la sconvolgerà per sempre. Molti anni dopo, in una Londra vittoriana ancora profondamente scossa dagli omicidi di Whitechapel, una catena di inspiegabili suicidi sconvolge le famiglie benestanti del West End, stringendo la città in una morsa di terrore nella quale nessuno può dire chi sarà il prossimo, né quando accadrà. Soltanto Villiers, appassionato esploratore notturno, il gentiluomo Austin e lo stesso Clarke, segretamente affascinato dall'occulto e dal mistero, sospettano che dietro ai suicidi possa nascondersi un'enigmatica figura femminile. Tra angoscianti testimonianze e onirici peregrinaggi dai sobborghi più ricchi fino ai bassifondi più squallidi di Londra, i tre insoliti investigatori si troveranno dinanzi a un terribile segreto che getta le radici tra le pieghe del tempo, in un passato colmo di suggestione e oscurità. Il Grande Dio Pan, all'epoca additato come osceno per i contenuti sessuali e lo stile decadente, viene oggi considerato uno dei migliori romanzi gotici dell'orrore di fine Ottocento. Uno dei classici della letteratura gotica in edizione con testo originale a fronte e una nuova traduzione accompagnata da note critiche e da una postfazione di H.P. Lovecraft.


Recensione:
E’ sempre piacevole andare a leggersi qualche buon classico della letteratura e Il grande dio Pan di Arthur Machen edito da Adiaphora Edizioni rientra in questa categoria, senza ombra di dubbio. Il fatto che sia stato scritto a fine XIX secolo traspare unicamente dai dialoghi leggermente ingessati, rispetto a quanto siamo abituati ai giorni nostri. Di contro però possiamo rilevare la visionarietà dell’autore, i cui argomenti hanno contribuito in modo rilevante alla produzione letteraria successiva nell’ambito del gotico e dell’horror. 
Andiamo con ordine. Il volume propostoci da Adiaphora Edizioni comprende la versione in lingua originale del testo, la traduzione e vari commenti. Molto ben fatto, impaginazione ed editing curati sin nei minimi dettagli, prezzo praticato altrettanto buono, quindi nessuna lamentala da segnalare. 
Il testo come detto ci offre il fascino degli ambienti aristocratici della Londra di fine XIX secolo. Un’ambientazione di sicuro fascino con le sue notti buie e nebbiose, illuminate solo dalle lampade a gas e con i suoi vicoletti che si svuotano con il trascorrere delle ore notturne, lasciando libero sfogo alle più basse pulsioni degli uomini.
Insomma una location perfetta e suggestiva dove calare il mistero di personaggi inquietanti e visioni orrorifiche solo accennate e per questo ancor più angoscianti in quanto lasciano ampi spazi alle peggiori paure del singolo lettore per far breccia nella sua razionalità.
Gli indizi ci vengono forniti dall’autore a piccole dosi, calamitandoci nella lettura, che si rivela piacevole per tutto l’arco narrativo, partendo da una vicenda lontana nel tempo, ma capace di destare sin da subito la curiosità “morbosa” del lettore. Anche di quello moderno, intendiamoci, perché a discapito dell’horror più in voga oggigiorno, che prevede dosi più o meno massicce di sangue e violenza, Machen non scende mai nei particolari. E’ un escamotage che personalmente apprezzo molto, in quanto ritengo che le peggiori fobie nascano nella mente degli uomini e ognuno conosce, e teme, quelli che sono i propri incubi più spaventosi. 
Il Dio Pan del titolo infatti non ha sembianze e attributi ben definiti, manifestandosi piuttosto come una presenza multiforme e selvaggia come solo la natura sa essere quando decide di mostrare tutta la propria potenza, arrivando a irridere le smanie di grandezza degli uomini che si credono onnipotenti. 
Come detto l’unico aspetto che può non soddisfare appieno è quello dei dialoghi, che complice la spocchia e supponenza dei letterati del tempo che ne sono protagonisti, risultano vagamente artefatti, più simili a lettere di corrispondenza fra studiosi che a un botta e risposta fra uomini intenti a sondare misteri scabrosi e capaci di terrorizzare. Detto questo, per concludere, un testo che consiglio a tutti, e non solo agli amanti di Lovecraft, per i quali è assolutamente imperdibile grazie alle trame oniriche che riesce a sviluppare.

mercoledì 18 luglio 2018

Disfida nr. 69: Xsmalls di Giuseppe Milisenda


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    • Titolo opera: XSMALLS

    • Autore: GIUSEPPE MILISENDA

    • Formato: Cartaceo

    • Genere: Narrativa per ragazzi

    • Prezzo: 10,20 Euro

   • Sinossi: Ambientato in un piccolo paese che ospita un Centro di ricerche scientifiche e un Centro di salute mentale, i protagonisti avranno modo di unire le proprie forze con dei piccolissimi esseri (gli Xsmalls), scoprendo una nuova e affascinante realtà. Tra creature mitologiche (Gli Anunnaki) e eventi climatici devastanti, il romanzo vive attraverso un inaspettato legame tra il degrado ambientale e quello sociale che sembrano condurre l’umanità verso un destino nefasto. Una singolare alleanza tra soggetti apparentemente diversi tra loro (metafora della necessità di vincere le divisioni che lacerano la nostra razza su questo pianeta per un obiettivo comune) darà speranza al genere umano.      
Un romanzo di formazione  nato con l’intento di catturare l’attenzione di piccoli lettori (10 – 16 anni) attraverso un racconto in cui si affrontano con leggerezza problematiche d’attualità quali il rispetto per il prossimo e per la natura, droga, violenza, diversità, guerra, terrorismo… Frutto degli incontri che ho tenuto negli anni nelle scuole sul tema della legalità, appare evidente esser un libro scritto da un padre preoccupato per il futuro dei propri figli. Il libro ha suscitato l’interesse di importanti associazioni quali UNICEF, WWF, LILT che mi hanno omaggiato della presenza di loro relatori durante la presentazione che ha avuto luogo il 16 maggio 2017. L’evento ha avuto anche risalto sui media locali regionali (Gazzetta del Sud e Catanzaroinforma).

Premessa:
Un giorno, perso nel tempo, attraverso testimonianze e racconti nacque la storia dell’uomo. Vi fu chi iniziò a raccogliere le narrazioni dei saggi e pose le basi della nostra conoscenza... Ma se ciò che avete sempre creduto, ciò che avete sentito, ciò che vi hanno raccontato, fosse il frutto di errori che si tramandano di generazione in generazione dall’alba dei tempi? Se ciò che vedete fosse solo il risultato di quello che vi hanno insegnato a vedere, che vi hanno detto che avreste visto? Se la realtà che vi circonda fosse diversa da ciò che leggete sui libri o sentite in televisione? Se le fondamenta della conoscenza fossero state realizzate da persone impreparate? Se le fondamenta della conoscenza fossero inclinate? 

  • Note/Commenti/Finalità dell'autore: 

Quando ero piccolo, mentre mia nonna era impegnata ai fornelli, mio nonno mi intratteneva raccontandomi le favole di Esopo. 
Ho deciso di ripercorrere i suoi insegnamenti adattando quei racconti alla realtà di oggi. 
Se raccontassi a mio figlio la storia de “la volpe e l’uva” o “la cicala e la formica”, otterrei la sua attenzione per due secondi e poi lo troverei  a giocare con l’iPad.  
Per lasciargli in dono un insegnamento ho dovuto agire d’astuzia e raccogliere tra le pagine del mio romanzo tutto ciò che cattura la sua attenzione: creature mitologiche, eventi climatici estremi, la ricerca di nuove forme di vita, i misteri che avvolgono il pianeta Terra e l’Universo… 
Ho unito l’amore che provo alla necessità di guidarlo verso il futuro che lo attende.

Viviamo in un Mondo alla deriva. Abbiamo lasciato che il nostro pianeta venisse guidato dalle persone sbagliate, eppure intorno a noi ci sono molti uomini che dedicano la propria vita ad aiutare gli altri. 
Nel mio libro i protagonisti principali, i piccoli “Xsmalls”, riescono a sovvertire un destino che sembra nefasto trovando il modo di connettersi tra loro, facendo “rete”, unendo le proprie forze. 
Un giorno le anime pure che popolano questo pianeta troveranno il modo di unirsi e comprenderanno di essere in tanti, di essere più numerosi della ristretta élite che oggi opprime la libertà dei popoli. Quel giorno gli uomini scopriranno di essere l’uno la risorsa dell’altro. Sarà l’inizio di una nuova Era per questo pianeta, e non esisterà più ricchezza né povertà, non esisteranno differenze di razza o religione, non vi saranno più guerre né terrore. 
C’è un motivo per cui agli uomini è stato affidato un Mondo che forse non ha uguali nell’Universo. La società cui abbiamo dato vita sinora non può essere la risposta.

Senza farmi troppe illusioni, se riuscissi attraverso le parole del mio libro anche a convincere solo uno, due o tre ragazzi a spendere la propria paghetta settimanale per andare a vedersi un film al cinema con gli amici invece di comprarsi della droga, sarebbe una piccola magia di cui andare fiero.


  •  Big da sfidare: 
 
giunti susanna tamaro











martedì 17 luglio 2018

News: Comunicato Stampa - La valle della pace... eterna



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COMUNICATO STAMPA - NOVITÀ EBOOK



La valle della pace... eterna


Fantasy - Racconto lungo

Un lavoretto semplice. Una valle colma di tesori e protetta da indifesi fedeli della Dea della Pace Kudelka se lo sentiva che non avrebbe dovuto fidarsi delle parole del mago!

Il vino e le belle donne sono l'unico punto debole del possente Kudelka. Oltre all'oro, naturalmente, ma deve ancora nascere un mercenario indifferente al fascino del minerale sfavillante. Per il mago Xantos Lamoreaux, Kudelka non ha segreti, quindi coinvolgerlo nell'impresa è stato un gioco da ragazzi. Così come avrebbe dovuto essere un gioco rubare la statua d'oro della Dea dalla Valle della Pace. Qualcosa però va storto e la realtà si rivela ben diversa. I cartografi avranno il loro bel da fare a modificare le mappe, poiché in quel luogo persino il ricordo della pace è andato smarrito.


L'autore

AndreaZanotti è nato a Bolzano l'11 maggio del 1977. Dopo la maturità scientifica completa gli studi presso la Libera Università degli Studi di Trento, conseguendo la laurea in economia e commercio. Ha lavorato per quindici anni all'ufficio Studi, ricerche e tariffe, presso un'azienda operante nel mercato dell'energia elettrica. Dal gennaio 2018 si dedica alle proprie passioni, scrittura e trading di borsa, a tempo pieno.
Appassionato lettore, amante di wargames, giochi di società e di universi fantasy, ha fondato il sito Scrittorindipendenti al fine di promuovere e recensire gli autori indie meritevoli.
Tra il 2012 ed il 2015 pubblica le due Trilogie fantasy, Mondo Uno e Mondo Due, delle quali i primi volumi sono in download gratuito.
Nel 2016 pubblica La battaglia di Aquirama, romanzo auto conclusivo, prequel al Mondo Due, e il romanzo urban fantasy Il mesmerista.
Con GDS Edizioni ha pubblicato la novella fantasy Il nuovo dio e l'abisso.
Con Il Club degli Audiolettori ha pubblicato l'audiolibro fantasy Forze ancestrali.
Nella collana Fantasy Tales di Delos Digital sono usciti i racconti: Progetto Elohim e Glagon in fiamme. Nella collana Horror Story è uscito invece il racconto Winchester & Voodoo.


Pagine (stimate): 30
Data di uscita: 17/07/2018
Editore: Delos Digital
Collana: Fantasy Tales n. 38
Formati: Epub, Kindle
Prezzo: Euro 1.99


sabato 14 luglio 2018

Recensione: V.I.T.R.I.O.L. (L'Artigliatore) di Vito Ditaranto [Rating 7,5]


le mezzelane
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Titolo opera: V.I.T.R.I.O.L. (L'Artigliatore)

Autore: Vito Ditaranto


Collana: Ossessioni

Formato: cartaceo e ebook

Genere: thriller

Prezzo: ebook 4,99 / cart. 10,96

Sinossi: 
Joshua Tree, uno studioso della Cabala Ebraica, ricerca in una inesplicabile Venezia l'erede a cui trasmettere le sue conoscenze sulla Cabala, ma il suo progetto è ostacolato da un oscuro essere: "L'artigliatore". Questa misteriosa entità si dimostrerà materiale e non solo "spirituale" e, lentamente, ma inesorabilmente diventerà sempre più pressante ed insistente fino a far cadere il protagonista in una paranoia totale. Dopo aver scoperto di essere gravemente malato, Joshua non avrà molto tempo a disposizione per portare a termine il compito che si è prefisso, ovvero trascrivere tutti i suoi segreti e le "formule magiche" che ha imparato a utilizzare in tantissimi anni di studio. In un viaggio tra passato presente e futuro, un antico manoscritto risalente a Jacob Frank, cabalista ebreo di nazionalità polacca nato nel 1726, consigliere del re Augusto III re di Polonia, farà luce sull'intera vicenda, riaccendendo la luce di Prometeo.

Recensione:
Oggi presentiamo un romanzo molto particolare, ricercato ed elegante direi, edito da Le Mezzelane Casa Editrice. Essendo il primo testo di questo editore che recensiamo sul blog diamo uno sguardo all’oggetto libro. 
Il volumetto che ci troviamo fra le mani si presenta ben fatto, con una cover accattivante e capace di incuriosire con i suoi svariati simboli carichi di mistero e l’abbinamento cromatico blu cobalto/oro che riporta alla mente al contempo la tunica di un mago e le pagine di un testo minato proveniente da un’altra realtà, oltre a ricordare gli ori e gli sfarzi tanto in voga nella Serenissima, vista l’ambientazione lagunare del romanzo. Impaginazione e cura dello scritto di ottima fattura (un paio di refusi in tutto) e prezzo adeguato chiudono il cerchio in modo soddisfacente. 
Ma veniamo al contenuto, che alla fin fine è ciò che maggiormente ci interessa. Bello e ben scritto Vitriol di Vito Ditaranto cattura il lettore e lo tiene avvinghiato per tutto l’arco della narrazione grazie al dubbio perenne sulla reale natura del protagonista. Già è proprio Joshua, studioso dell’occulto ed esperto di cabala, il protagonista assoluto dello scritto. Un protagonista finalmente originale, capace di inquietare il lettore per la sua dedizione stoica ai propri studi a dispetto di tutto. Eppure capace di intenerirsi per un cucciolo al punto da rimanere in bilico fra la decisione di salvare questo piuttosto che il testamento costituito da decenni di studi. 
Insomma, un personaggio sopra le righe, bizzarro il giusto da risultare credibile, borderline per così dire e affascinante. 
Il dubbio di trovarsi innanzi a un pazzo furioso dimentico solo di indossare la propria camicia di forza prima di uscire, permane sino al gran finale, trascendendolo quasi. Non voglio rischiare di cadere in spoiler che rovinerebbero inevitabilmente il piacere della lettura, ma posso garantire di aver trovato il testo decisamente appagante. Non è solo l’originalità della storia e dei personaggi ad aver reso piacevole la lettura, ma anche la prosa dell’autore, capace di far scorrere le pagine in maniera fluida senza mai banalizzare linguaggio e toni. Non mi soffermo più di tanto sulla preparazione dell’autore in ambito mistico/misterico in quanto non sono in grado di giudicare, ma i testi citati sono diligentemente riportati in nota, e non posso che confermare la bontà e capacità degli stessi di stuzzicare la mia curiosità donando all’ambientazione profondità e quell’alone di straniamento che le calle veneziane già da sole riescono a fornire. Questo influisce anche nella positiva caratterizzazione del personaggio, facendolo apparire profondo e di spessore, non un ipotetico studioso, ma un reale esperto, ossessionato dalle proprie competenze e dai propri studi sulla via dell’Illuminazione. 
Ho apprezzato molto il fatto che Joshua sia in là con gli anni, cosa che di rado avviene in romanzi volti a far apparire il protagonista un eroe senza debolezze, mentre il nostro presenta tutte le fragilità del caso e nonostante le condizioni drammatiche che lo funestano riesce, grazie alla sua perseveranza e determinazione, a perseguire quelli che sono i suoi obbiettivi. Un percorso quello di Joshua capace di mutare nell'arco della narrazione in modo credibile e commuovente quasi, e ve lo dice un barbaro dal cuore di pietra come il sottoscritto 
Affascinante anche la figura dell’antagonista, l’Artigliatore, e la libertà che viene concessa al lettore a riguardo dell’interpretazione possibile da dare al suo ruolo. Mentre narravo alla mia bimba di quasi 7 anni una versione più light del romanzo del Ditaranto mi sono trovato a rielaborare la vicenda, a riflettere se questa sorta di presenza non potesse essere un guardiano interiore, un custode deciso a non far circolare conoscenze proibite perché pericolose. Insomma, credo che un altro pregio del romanzo sia proprio quello delle molteplici interpretazioni possibili e della poliedricità delle soluzioni ai dilemmi sparsi lungo la via.  
Insomma, per tirare le fila e arrivare a una sintesi numerica, direi che un 7,5 possa tranquillamente essere assegnato a quest’opera che mi sento di consigliare a tutti, senza particolari distinzioni, riuscendo la stessa a valicare diversi generi senza perdersi per strada i pregi dei singoli.
Complimenti all’autore per l'ottimo lavoro!

giovedì 12 luglio 2018

Recensione: Gengis Khan. Il figlio del cielo di Franco Forte


romanzo storico Franco Forte
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SINOSSI:
"Tu sarai Khan, Gran Signore dei Mongoli. E noi ti chiameremo Gengis, il Guerriero Perfetto." Così ha avuto il suo nome uno dei più grandi condottieri della storia, imperatore intelligente e tenace, guerriero furbo e imbattibile, sovrano illuminato, conquistatore di terre il cui dominio si estendeva al di là di ogni ambizione umana. La sua vita e le sue gesta costituiscono un'epopea nella quale è arduo distinguere la realtà dalla leggenda. Mai nessuno ha eguagliato Gengis Khan e la cronaca delle sue avventure, che Franco Forte fa rivivere sullo sfondo della magnifica e terribile Asia del XII secolo, è la più affascinante e spettacolare storia che si possa raccontare. Il mito di un uomo, del suo popolo e del più vasto impero che mente umana ricordi.

RECENSIONE:
Oggi ci dedichiamo a un altro romanzo storico, andando a esplorare le sterminate steppe che hanno dato i natali a uno dei personaggi più incredibili della Storia: il Khan dei Khan.
Non è il primo romanzo di Franco Forte che mi gusto e posso sin da ora affermare che anche questo non tradisce le aspettative, per quanto elevate queste possano essere.
La storia di Temugin, divenuto Gengis Khan, ci viene narrata sin dalla nascita, con qualche capitolo iniziale dedicato all’illustre genitore. Come sempre, l’autore riesce a farci vivere l’epopea che ha portato i Mongoli sul tetto del mondo, con grande abilità. Ci vengono mostrati gli usi e costumi di questi popoli così lontani da noi e dalle nostre tradizioni, con grande naturalezza, senza mai scadere nella pedanteria. Qualche cammeo che ho molto apprezzato viene dedicato ai missionari di Cristo, giunti sin in quelle lande per portare il verbo di Nostro Signore. Li ho apprezzati molto, in quanto grazie alla loro diversità riescono a far risaltare ancor più le marcate differenze. Ci permettono inoltre di mettere in luce la grande tolleranza dell’illuminato condottiero Mongolo. 
Insomma, un romanzo che sarebbe utile anche come manuale storico e di certo più avvincente e capace di attrarre l’attenzione di uno studente.
Come si diceva pocanzi le gesta del condottiero vengono ripercorse sin dalla sua giovinezza. L’abilità, non solo bellica, ma da vero e proprio uomo politico completo, viene esplorata attraverso le mille peripezie che l’hanno portato dal guadagnarsi la pagnotta non appena bandito dalla yurta di famiglia, fino all’accumulare immani ricchezze dopo aver sconfitto l’Impero del Dragone e la dinastia Kin, nonché l’impero dei Pascià.
Il turbinio degli eventi narrati fa ben capire lo spessore di quest’uomo, capace di unificare una miriade di tribù, mutando la tradizionale bellicosità delle stesse, senza far venir meno quelli che erano i loro costumi e tradizioni, non ultimo quello di rimanere sostanzialmente un popolo itinerante. Questa mancanza di punti di riferimento, senza una capitale o grandi città da poter assediare deve essere stato un bel dilemma per i nemici che ogni volta si trovavano a dover rincorrere il condottiero nemico senza sapere dove si sarebbe rintanato per poi tornare più forte di prima al contrattacco. Affascinante.
I giochi di alleanze e tradimenti che impreziosiscono i numerosi scontri lasciano sempre con il fiato sospeso, in modo tale da rendere le 700 pagine del romanzo assolutamente scorrevoli e senza cali di tensione di rilievo. Non è poco.
La parte che ho trovato meno riuscita, è forse quella finale, quando la presenza di poteri “soprannaturali” legati ad uno sciamano ribelle si fa un po’ troppo insistente, mentre le incursioni del Gran Khan nell’impero del Pasha vengono espletate troppo rapidamente. Sembra quasi che l’autore fosse giunto alla fine dei caratteri a sua disposizione o che dovesse rispettare dettami della casa editrice in  merito al numero massimo di pagine. A mio avviso è un’occasione persa in quanto ci sarebbe stato spazio per esplorare meglio un’altra cultura affascinante come quella legata ai fedeli di Allah. 
Ad ogni modo il romanzo rimane assolutamente consigliato, per quel che mi riguarda. Una fonte d’ispirazione e di scoperte di mille aneddoti di grande fascino, dai rapporti del Khan con le svariate mogli e concubine, sin a quelli con i diversi personaggi secondari appartenenti al suo “quadro ufficiali”.
Un periodo storico interessante, spesso trascurato, reso ancor più affascinante dalla prosa dell’autore e dalla sua capacità di inserire elementi meno esplorati dalla storia ufficiale, quali premonizioni e divinazioni, viaggi nel regno dei morti e sogni premonitori. Tutti eventi che sicuramente avevano un peso specifico nelle decisioni degli uomini di potere dell’epoca, ma spesso tralasciati dai libri di storia.
Bello e consigliato. Fatevi il piacere di leggerlo!  


martedì 10 luglio 2018

Disfida nr. 68: Progetto Elohim di Andrea Zanotti


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    • Titolo opera: Progetto Elohim
      
    • Autore: Andrea Zanotti
      
    • Editore: Delos Digital
      
    • Collana: Fantasy Tales
      
    • Genere: Fantasy coloniale
      
    • Prezzo: Ebook Euro 1,99
      
    • Sinossi: Vale la pena sfidare gli Dei del selvaggio e inesplorato Glagon, solo per rincorrere il nano capace di partorire un progetto dalle potenzialità economiche straordinarie? L’avarizia dei nani è proverbiale, quasi quanto la loro testardaggine. Nessun dubbio quindi, risposta affermativa, costi quel che costi! 

      Il battello a vapore risale le acque dell’Inganno nel cuore dell’inesplorato Glagon. Qui i fumi delle nuove fabbriche che spuntano nel regno dei nani sono solo un lontano ricordo, così come la civilizzazione e il progresso. Eppure la natura che regna incontrastata, non è sempre amichevole e gli abitanti del posto men che meno. L’avventuriero Durako e la sua banda di tagliagole al servizio della Corporazione dei Mercanti, se ne accorgeranno ben presto. I Nilbog, dediti a culti di strane e violente divinità, prima con minacce, poi con maledizioni e riti blasfemi, ed infine con attacchi fisici e biologici, cercheranno di arrestare l’avanzata dei nani. Non meno pericolosa si dimostrerà la rigida ottusità delle truppe del Re, messe al servizio della spedizione, che rischierà, infine, di doversela vedere con il mostruoso Dio dei Nilbog, disceso sulla terra per proteggere i suoi accoliti.
      
    • Note/commenti/finalità dell'Autore: Con questa novella ho voluto sperimentare un’ambientazione diversa dal solito fantasy medievaleggiante. L’idea era quella di calare elementi e razze fantasy (nel caso specifico di questa prima puntata, i nani) in un ambientazione tipicamente coloniale, quindi con la presenza di armi da fuoco e cannoni unita all’esplorazione di territori sconosciuti, abitati da razze selvagge e dagli usi e costumi inquietanti. Il racconto era nato come episodio singolo ed autoconclusivo, ma ho accolto con piacere la proposta della Delos Digital di farne una sorta di serie. Ha visto così la luce anche il seguito Glagon in Fiamme.    
      

    • BIG da sfidare: 

romanzo fantasy django wexler


I mille nomi di Django Wexler 







e

romanzo di joseph conrad



Cuore di Tenebra di Joseph Conrad







domenica 8 luglio 2018

Recensione: Le Guerre delle Piramidi di Andrea Gualchierotti e Lorenzo Camerini [Rating 6,5]


romanzo fantasy atlantide
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Titolo opera: Le guerre delle Piramidi

Autore: Lorenzo Camerini – Andrea Gualchierotti


Formato: cartaceo e ebook

Genere: avventura  storico-fantastica

Prezzo: ebook 3,99 / cart. 13,60

Sinossi: 
Più di vent’anni sono passati da quando, dopo varie traversie, un gruppo di sopravvissuti alla catastrofe che ha distrutto Atlantide ha raggiunto le terre fertili attorno al Nilo.
Qui avviene la fondazione di Adhan-dar, una metropoli il cui sovrano è Sybillion, cugino di Adhon e, il protagonista del precedente romanzo degli stessi autori, Gli Eredi di Altantide.
La storia si apre quando Sybillion, mantenendo la promessa fatta molti anni prima al cugino morente, decide di lasciare il trono di Adhan-dar al figlio adottivo, il principe Ammhon.

Recensione:
Di rientro dalle ferie, oggi ci occupiamo di un romanzo che unisce elementi stoici e fantasy in un mix azzeccato e capace di stuzzicare l’immaginazione del lettore: Le Guerre delle Piramidi di Andrea Gualchierotti e Lorenzo Camerini . 
Quello che si nota subito nello scritto dei due autori è la preparazione storica posseduta. La ricostruzione degli ambienti, degli equipaggiamenti e della struttura sociale dei popoli presenti è ineccepibile e indica chiaramente la passione che muove gli scrittori di cui sopra. Questo di per sé è un pregio indiscutibile, nonché condizione fondante per poter scrivere un buon romanzo che pur con elementi fantastici abbia un taglio decisamente storico come a tutti gli effetti ha Le Guerre delle Piramidi. Quello che mi sento di dire però è che a tale preparazione non corrisponde una maturità stilistica e tecnica equivalente. Gli autori scrivono bene, ma peccano in esperienza a mio avviso. Questo traspare dall’ampollosità e dalla magniloquenza a volte troppo sopra le righe per poter passare inosservata. Certo, concordo che in un testo storico, così come in un fantasy non pensato per giovani adulti, si possa porre una maggior enfasi su una prosa complessa, utilizzando anche un linguaggio ricercato e volto a creare epicità, ma il rischio di cadere nell’innaturale è elevato. La cosa è ancor più evidente nei dialoghi. Anche concedendo le attenuanti derivanti dal contesto storico che concede l’utilizzo di un linguaggio aulico, almeno in corrispondenza di alcuni personaggi altolocati, risultano nella media decisamente ingessati. 
Altro problema riguarda le lunghe sequenze iniziali di spiegazioni degli eventi, un esempio della mala gestione del passaggio di informazioni al lettore. A mio avviso è meglio concedersi qualche descrizione in più da parte di un narratore onnisciente piuttosto che cercare di mettere in bocca agli attori dei monologhi volti solo a spiegare il contesto al lettore. Monologhi che risultano non credibili. Ecco, detto questo, per il resto la storia è interessante. L’idea dei transfughi atlantidei approdati nell’antico Egitto, pur non essendo copyright originale degli autori, è sempre molto affascinante. 
Questo è il secondo episodio della Saga e, come anticipato in sinossi può essere letto a se stante. Non avendo letto il primo volume posso confermare di non aver riscontrato difficoltà da mancanza di elementi precedenti, pertanto si può affrontare senza patemi, come dichiarato.
La trama è piacevole da scoprire, non mancano l’azione ed i colpi di scena. Anche i personaggi sono piacevoli, ben costruiti e credibili, mossi da motivazioni forti e ben chiare.  
Credo che una sufficienza abbondante possa essere il giusto compromesso fra la bontà della storia narrata e la non perfetta trasposizione in lettere della stessa. I due autori a mio parere hanno ottime doti, si tratta solo di smussare quelle spigolosità da mancanza di “scaltrezza”. Quello che mi chiedo, visto che non si tratta di testo autopubblicato, è come sia possibile che gli editor della casa editrice non abbiano notato il problema su alcuni dei dialoghi. Rating 6,5


domenica 24 giugno 2018

Comunicazione: Tempo di ferie!




Anche per noi di scrittorindipendenti è giunto il momento di concederci un meritato periodo di riposo. 
Ma non temete, torneremo presto e con una valanga di nuove recensioni, visto che poche cose danno soddisfazione quanto leggere un buon libro sotto l'ombrellone!

Ci si rilegge l' 8 Luglio!