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lunedì 16 settembre 2019

Recensione: Ambrose di Fabio Carta [Rating 7,5] - recensione a cura di Gianfranco Pereno


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Titolo: Ambrose

Autore: Fabio Carta

Editore: Scatole Parlanti

Genere: Fantascienza

Prezzo: cartaceo Euro 12,75

Rating: 7,5

Sinossi: 
Controllore Ausiliario - CA - è uno dei pionieri ad aver sposato la causa della missione Nexus, la frontiera virtuale dove scrivere un nuovo e pacifico capitolo della storia umana. Ma durante la preparazione terapeutica, il suo corpo rimane vittima di danni irreparabili. Logorato dalle metastasi, è costretto a vivere in una speciale tuta eterodiretta da pazzi esaltati, che combattono una guerra in bilico tra realtà e spettacolo. Il suo destino è la morte, mentre un suo gemello elettronico continuerà a simulare la sua esistenza nel ciberspazio. L'infelicità di CA - figlio delle stelle, alieno agli usi terrestri - subisce uno stravolgimento con la comparsa di Ambrose. Un'entità che si presenta come una rosa stillante ambra, una irriverente voce che lo guida verso sviluppi imprevedibili. Come ribellarsi al proprio destino e scoprire cosa si cela realmente dietro i grandi cambiamenti ai quali l'umanità dovrà far fronte.

Recensione:
Dopo due mesi passati tra poesie di ogni genere, trovo finalmente il tempo da dedicare a questo Blog e apro il romanzo di Fabio Carta.
Inizio a leggere: 
“Tre tonnellate di acciaio, nanocarbonio e policeramica.
Non molte per un mezzo corazzato, ma bastanti a vestire un singolo uomo per la battaglia…” 
Non resisto e mi verso un dito abbondante di whiskey (rigorosamente irlandese).
«Finalmente… » sospiro, quindi appoggio direttamente i piedi sulla scrivania e il mondo sparisce.
Immediatamente però vengo sopraffatto dall’uso esagerato degli aggettivi che si affollano nelle pagine (a volte forse utilizzati anche in modo improprio) che ne appesantiscono la scrittura, ma poi mi abituo e mi addentro in quel prato esageratamente fiorito. 
Presa confidenza con il registro linguistico di Fabio, tra l’altro curatissimo, inizio finalmente a godermi il racconto.
Che dire? L’idea è geniale e confesso che mi sarebbe piaciuto averla avuta prima io.
La trama praticamente non esiste, a parte un canovaccio indispensabile per reggere il tutto, ma il condensare l’intero libro sulla psiche del protagonista è assolutamente vincente.
Mister x, non importa chi in realtà esso sia veramente, è solo all’interno della formidabile macchina da guerra che comanda, un fantascientifico soldato meccanico che giganteggia sulla scena interstellare.
E neppure importa molto che attorno a loro esista un mondo in guerra, dal momento che un enorme scontro già alberga dentro quell’esoscheletro meccanico, così come nella mente e nel cuore del protagonista.
Un conflitto fatto di psicoanalisi mescolata ad allucinazioni, degenerazioni fisiche dovute a tumori maligni, radiazioni dagli effetti devastanti, introspezioni emotive e introspezioni virtuali, controfigure digitali e super controllori che galleggiano in realtà lontane anni luce.
L’idea di condensare il romanzo nella mente del protagonista, permette all’Autore di vagare liberamente in una vastità di campi e di tematiche veramente sorprendente, dove non solo il protagonista è relegato in una gabbia biomeccanica, che fa di lui nel medesimo tempo un superuomo e un prigioniero, ma è anche legato a filo doppio con controllori umani distanti leghe spaziali sia dal luogo in cui si trova che dai suoi pensieri e sentimenti.
Se voleva gettare uno sguardo sulla solitudine dell’uomo moderno, già pesantemente condizionato da una tecnologia sempre più invasiva, Fabio Carta con questo libro ci riesce benissimo, è impossibile non riconoscere le interminabili quanto superflue divagazioni, ondeggianti a scelta tra bar e special televisivi, che giornalmente ci dobbiamo sorbire e i ragionamenti del protagonista sulla politica militare ed economica del libro, e ancor di più le implicazioni morali che esse comportano.
Le nuove frontiere delle applicazioni virtuali poi, (che vanno dal sesso alla duplicazione della personalità) trasportate in una realtà palesemente fantascientifica, accentuano la sconfortante verità che il più delle volte, al posto di agevolare la vita di un essere umano, ne condizionano invece l’esistenza, sia per la rapidità con cui sopraggiungono, sia per la portata (il più delle volte nascosta) delle loro potenzialità latenti.
Interessantissima è poi la comparsa di Ambrose, vera chicca del romanzo, che sembra voler scostare addirittura i veli esoterici dello "spirito guida".
Questo è un racconto di fantascienza visto dall’interno di un robot soldato che contiene a sua volta un  pilota che rappresenta in realtà ognuno di noi, con le nostre paure e il nostro coraggio, il coraggio di guardare le stelle come il coraggio di guardarsi dentro.
Ma con un unico amore, l’ignoto.

Contro: da rivedere a parer mio la tecnica narrativa, anche se la struttura della trama è fluida e convincente.

Pro: Idea vincente che andrebbe doverosamente ampliata e approfondita.
Voto finale: 7,5

mercoledì 11 settembre 2019

Recensione: Inferi on net di Roberto Genovesi


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Sinossi:
Un uomo con un microchip nel cervello può fare molto. Collegarsi a Internet senza avere un computer, per esempio; vedere gli ultimi dati direttamente sulla retina. Ed "entrare", senza il corpo, nella rete mondiale. Ma questa straordinaria esperienza di disincarnazione può essere compiuta anche alla rovescia, da entità abominevoli che pensano di sfruttare il web per invadere il mondo. E' per ciò che padre Elifas Mandai, esorcista, si prepara con strumenti tecnologici d'avanguardia alla sfida più terribile che l'umanità abbia dovuto affrontare. La sfida degli inferi, il cui portale può apparire da un momento all'altro sul vostro computer con l'icona di un coniglio mascherato da clown. Se appare, le legioni del Nemico divoreranno - non solo virtualmente - il vostro pianeta e la vostra anima.


Recensione:
Roberto Genovesi è un autore noto soprattutto per i suoi romanzi ad ambientazione storica, la cui particolarità è la presenza di aspetti sovrannaturali legati ai pantheon delle civiltà coinvolte. Molto belli a mio parere quelli legati alla Legione Occulta. Oggi però voglio presentarvi un testo meno noto al grande pubblico ma che ho trovato di piacevole lettura. Si tratta di Inferi on Net. L’ho trovato piacevole soprattutto per l’idea originale di piazzare le forze oscure, i demoni nello specifico, all’interno della rete. Internet come fucina diabolica dalla quale far partire incursioni tutt’altro che virtuali, capaci di depredare gli ignari uomini della propria sanità mentale, nonché dell’anima.
L’idea a me è piaciuta parecchio, considerando inoltre che il romanzo è del 2000, credo possa parlarsi di un’ottima intuizione. Oggi sarebbe stato troppo facile abbinare il Deep Web con una branca degli inferi con tutti i suoi loschi traffici fra denaro sporco, compra vendita di organi e nuovi schiavi. 
Torniamo a noi quindi. L’idea è buona, la prosa altrettanto, il ritmo pure, allora cosa stona in questo condensato di buone impressioni e complimenti? 
Pure il protagonista, l’esorcista veterano Elifas Mandai, con i suoi immancabili problemi d’alcoolismo non sarebbe stato malvagio, eppure qualcosa non mi convince appieno. 
Il submondo informatico all’interno del quale si svolge la vicenda è ben ricostruito, evitando inutili tecnicismi che avrebbero solo annoiato i non addetti ai lavori, e si svela in modo del tutto naturale e credibile. 
Allora cosa manca? Forse proprio un briciolo di approfondimento sui nostri eroi. Tratteggiati in modo troppo rapido e superficiale per far si che una loro eventuale dipartita possa smuovere lo smaliziato lettore. 
Certo, possiamo prendere il testo come un romanzo da leggersi in grande relax sotto l’ombrellone, anche se qui a Bolzano purtroppo pare l’inverno sia arrivato anzitempo, catapultandomi dai 30 gradi degli scorsi giorni a giornate cupe con massime sui 13… 
A mio avviso l’opera del Genovesi avrebbe meritato uno sviluppo più ampio, una maggiore attenzione alla caratterizzazione dei personaggi, un approfondimento ai loro vissuti ecc… insomma, ci siamo capiti. 
Può benissimo essere che la rapidità con la quale le vite pregresse dei personaggi di spalla a Elifas Mandai sia dovuta a un diktat dell’editore, ma credo si sia persa un’occasione per donare spessore a un testo che per la bontà dell’idea avrebbe meritato miglior sorte. 
A quanto ho capito era in effetti prevista una trilogia, ma se ne sono perse le tracce. Peccato, ad ogni modo il presente volume è autoconlusivo e merita una lettura. Non vi farà perdere molto tempo e scorrerà via rapida e gradevole. Un testo che mescola elementi fantastici e fantascientifici e capace di accalappiare i lettori di ambo i generi.
Consigliato.

domenica 8 settembre 2019

Recensione: A un passo dalla vita di Thomas Melis [Rating 7] - recensione a cura di Giuliano Parisi


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Titolo: A un passo dalla vita.

Autore: Thomas Melis

Editore: Lettere Animate

Genere: Vita da strada, Romanzo.

Prezzo: ebook 0,99 Euro - cartaceo 8,25

Rating: 7

Sinossi:
È una Firenze fredda, notturna e mai nominata quella che fa da palcoscenico alla storia di Calisto e dei suoi sodali, il Secco e Tamagotchi. La città è segnata dalla crisi globale, dietro l’opulenza patinata del glorioso centro storico si nasconde la miseria dei quartieri periferici. Calisto è intelligente, ambizioso, arriva dal Meridione con un piano in mente e non ha intenzione di trasformarsi in una statistica sul mondo del precariato. Vuole tutto: tutto quello che la vita può offrire. Vuole lasciarsi alle spalle lo squallore della periferia – gli spacciatori albanesi, la prostituzione, il degrado, i rave illegali –, per conquistare lo scintillio delle bottiglie di champagne che innaffiano i privè del Nabucco e del Platinum, i due locali fashion più in voga della città. Calisto vuole tutto e sa come vincere la partita: diventando un pezzo da novanta del narcotraffico. "Questo libro ha le qualità di un piccolo capolavoro". scrittura-mania.blogspot.it"Una storia nuda e cruda, raccontata in modo magistrale". paroleacolori.com "Un libro bellissimo, carico di spunti di riflessione, ma anche di adrenalina e di sentimenti." conilibriinparadiso.wordpress.com "Melis ha uno stile, una capacità di narrare i fatti e di tenere con il fiato sospeso i lettori propri di uno scrittore affermato". lamaisondeilibri.blogspot.it "Da leggere e rileggere". ithinkmagazine.com

Recensione:
Due universitari cercano una rivincita economica dalla asfittica realtà Italiana attraverso mezzi illeciti, e grazie a una sbarbina hanno la loro occasione. Mentre il business cresce l'autore delinea le caratteristiche dei due ragazzi e della realtà che li circonda. Lo scrittore anche attraverso il protagonista nel testo inserisce dei ragionamenti molto interessanti, il primo ragionamento incontrato è una riflessione sull'umanità arcoriana che appesta l'Italianità; Il secondo ragionamento incontrato invece fa da sfondo al "disagio motore" che spinge il ragazzo ad arrotondare, esso è uno stralcio di lezione universitaria sulle disfunzioni della economia moderna; infine ci sono altre perle come l'accenno alla frontiera ameringo messicana, e verso la fine troviamo un rimando a Joseph Stigliz.
Diciamo che l'habitat dello spacciatore è molto ben rappresentato sia interiormente che esteriormente. L'autore ha voluto rappresentare con chiarezza sia lo sballo proletario descrivendo un grosso rave, sia lo sballo agiato-finto aristocratico dei salotti buoni della città attraverso la discoteca più in voga della città. Ci sono dei picchi geniali come lo svarione da console del Dj Lgbt, e il bagno e le altre sorprese del locale più in della città.
Penso che l'autore abbia fotografato molto bene un specifico nonsense Italico, trasversale ai ceti ma accomunato dalla droga. Una specie umana brava a lamentarsi, morta di fame, senza soldi, ma con vestiti firmati, auto, telefono, rolex, spende un fracasso di soldi in droghe e cazzate e si lamenta delle ingiustizie con le occhiaie da notte brava.
Quando gli spaccini incontrano i giganti il libro accelera e ne succedono di cotte e di crude.
Penso che questo scritto descriva molto bene come sia facile farsi belli prendendo a pretesto motivazioni risarcitorie, stare a un passo dalla vita non capendo che si fanno enormi danni agli altri e comunque sia ci sono i giganti, che appena alzi il tiro, se non hai fatto i conti con loro ti annientano come un moscerino.

PROSA
Grande ricchezza di termini e slang.

PERSONAGGI
I personaggi penso siano tutti molto ben delineati, però quando anche Holli sbrocca ho visto un pezzo di romanzo rovinarsi, diciamo che manca l'effetto Ermione, ovvero che in un libro ci sia almeno una donna con le palle, che sia adulta, bilanciata e non donna soprammobile, donna giocattolo o donna aspira appendici-polveri. Holli come forza femminile ordinatrice non è stata ben valorizzata.

DIALOGHI
I dialoghi sono ricchi quanto la varietà di materiale umano trattato nel libro.

CONCLUSIONE
Merita una sua lettura. Voto 7 pieno.

mercoledì 4 settembre 2019

Disfida nr. 103: Il codice, quando la genetica superò ogni limite di Giuliano Parisi VS Z.A. Recht




Titolo opera: Il codice, quando la genetica superò ogni limite.

Autore: Giuliano Parisi

Casa Editrice: pubblicazione indipendente

Formato: ebook

Genere: Fantascienza apocalittica (estinzione di massa per pandemia)

Prezzo: Euro 2,50

Sinossi:
Per molti lustri gli astronauti osservarono l'inquinamento di alcune zone del pianeta terra dallo spazio. 
Non nel duemila e quarantacinque sul continente Europeo, un Eden densamente popolato senza soluzione di continuità, plasmato fortemente dalla green economy; le nazioni Europee prosperano come non mai, qui c'è la Felicità: E' l'America. 
Questa civiltà orgoglio di ogni bravo cittadino assennato, è assediata da un male crudele ereditato dal passato, gli scienziati chiamano esso: <<Il bioaccumulo da inquinanti>>. 
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Questo fenomeno provoca patologie sanitarie gravissime e mortali a circa il trenta per cento dei nascituri di ogni nuova generazione, tuttavia questi bambini nonostante le loro malattie crescono e diventano adulti... e diventano ingranaggi degli ospedali, ingranaggi di un'enorme macchina medica che li mantiene in vita. 
Nel duemila e quarantacinque un astronauta osserva l'Europa dallo spazio, non vede più i drappi di grigio smog a coprire la pianura padana Italiana, il south east Inglese o parte del belgio e dei paesi bassi. Sembra tutto solamente bello, ma non lo è. 
Quei drappi si sono abbassati fino a toccare il terreno, l'acqua e il verde, ogni animale. 
Si sono infilati nella catena alimentare, scorrono nel nostro sangue.


Note/commenti/finalità dell'Autore:
Ho realizzato questa creatura semantica perché insoddisfatto dal filone "walking dead". La scrittura è iniziata cinque anni fa quando mi sono fissato a voler realizzare una delle mie fantasie, con essa mi sono formato nel tentativo d'assimilare le massime di London e King. Il testo è macelleria nella secondo e terza parte, invece nella prima parte il testo introduce i temi legati al bioaccumolo di inquinanti e vuole comunicare una idea di futuro, futuro pulito e forse migliore. 
A me piace realizzare mondi, non sono scrittore, chi di voi vuole aiutarmi per naturale inclinazione al disegno o alla scrittura mi contatti per accordarsi.  
     
BIG da sfidare: 
Non ho mai letto libri di zombie, quindi penso che questo titolo non possa partecipare alla disfida...
[NdR: inseriamo testo d'ufficio]




Epidemia Zombie di Z.A. Recht  








domenica 25 agosto 2019

Recensione: Canapa. Una storia incredibile di Matteo Gracis [Rating 7] - recensione a cura di Andrea Zanotti


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Titolo opera: Canapa. Una storia incredibile

Autore: Matteo Gracis


Formato: cartaceo e ebook

Genere: saggio/autobiografia

Prezzo: ebook 7,99 / cart.  15,30

Rating: 7

Sinossi: 
Una pianta che da migliaia di anni (ovvero da sempre), accompagna l'umanità nella sua storia, ma che da circa un secolo è diventata oggetto delle attenzioni di tutte le forze di polizia del mondo. Un ragazzo che incontra questa pianta e i suoi prodotti, quando sono avvolti di quell'aura illecita che attrae e respinge, ma che non sempre fa riflettere. Due storie che si intrecciano, perché mentre il ragazzo cresce e con lui la sua consapevolezza, insieme si sviluppa anche la curiosità sul perché di quei divieti, sul motivo per cui quella pianta è bandita dall'agricoltura, dall'industria, dalla farmacopea, settori in cui aveva dimorato per secoli. Così l'autore, parallelamente al suo percorso che lo ha portato prima a fondare un sito web con l'obbiettivo di stimolare la discussione verso politiche di liberalizzazione della pianta, e poi a creare e dirigere Dolce Vita, rivista italiana sulla cultura della canapa e gli "stili di vita alternativi", ci racconta la tormentata vicenda del più controverso vegetale nella storia della nostra civiltà, cercando nuove domande e ottenendo alcune significative risposte. Due storie davvero incredibili: quella di Matteo che dai banchi dell'università abbandonati in fretta si è inventato imprenditore nel settore della comunicazione, e quella della canapa che, con estrema fatica ma altrettanta forza, sta riemergendo dal limbo dell'illegalità in molte parti del mondo e da ultimo, almeno in versione "light", anche nel nostro Paese. Una "rivoluzione verde" che ha un solido retroterra culturale, ben oltre il cosiddetto uso ludico, narrata in maniera esemplare da uno dei suoi protagonisti. Prefazione di Beppe Grillo.

Recensione:
Oggi vi presento un libro particolare. Esula dai nostri generi di riferimento, ma rappresenta a suo modo un viaggio in un mondo bizzarro e particolare, del quale credo molti di noi non conoscano i risvolti più nascosti. Matteo Gracis ci presenta “Canapa, una storia incredibile”.
Devo ammettere di essere rimasto colpito dalla diversa prospettiva offertaci dall’autore per analizzare la canapa nel corso della storia. Ignoravo gran parte del percorso di questa pianta sacra nel trascorrere dei secoli, così come ignoravo gran parte degli utilizzi diversi da quelli ricreativi e medici cui potesse tornare ad ambire. Già perché in passato, per chi non lo sapesse, con la canapa e suoi derivati si otteneva tutto. E con tutto intendo proprio tutto quello che serviva all’uomo, dai vestiti ai cibi. 
Quello che più mi ha colpito è l’analisi offertaci dal Gracis con l’intento di dimostrare quanto la via della Canapa avrebbe potuto far risparmiare in fatto di inquinamento, ingiustizie sociali e ipocrisie varie. 
La narrazione procede lungo due direttrici che si intrecciano costantemente per non far perdere mordente alla storia, né annoiare il lettore: una parte analitica nella quale l’autore fornisce dati e prove a sostegno della sua ricostruzione della storia della canapa e una più autobiografica, dedicata a descriverci l’arco evolutivo della vita del Gracis. Una vita di certo interessante, impregnata dalla voglia di fare, e del coraggio per farlo, seguendo sentieri non battuti dalle masse. 
Vengono trattati diversi argomenti, mosse diverse critiche alla società occidentale, insomma il classico insieme di invettive contro il modello produci-consuma-crepa che molti condividono, ma poi seguono in modo pedante. 
Tutto condivisibile ed esposto con grande enfasi e passione dall’autore, il quale però, almeno nel mio caso, non è riuscito a trasmettermi l’empatia che cercava di far nascere. Troppo intransigente sulle proprie posizioni, troppo monolitico nella propria autocelebrazione. Parere personale, pur condividendo appieno la sua visione, il suo desiderio di un ritorno ragionato a un passato più sostenibile, grazie a una decrescita ragionata e a stili di vita alternativi, non sono riuscito a entrare perfettamente in sintonia con il suo "personaggio". Ma questo non conta, ciò che conta sono i contenuti e su quelli non posso che concordare appieno, sposandoli e soprattutto tentando di trasporli in atti concreti, nel quotidiano. Io ci provo tutti i giorni.
Il libro è ben scritto, privo di refusi e si legge in un baleno. L'autore scrive bene, e la sua lunga carriera come direttore della rivista Dolce Vita (vi raccomando di darci un'occhiatina, ne vale veramente la pena) ha forgiato un'ottima penna dalla prosa semplice e diretta.
Il bagaglio di contenuti interessanti che ci rimarranno dopo la lettura va ben oltre quello che ci si potrebbe attendere da un libro di 160 paginette. 
Un libro che consiglio per l’importanza dei temi trattati, capace di far luce su trame e cospirazioni a scapito della Natura stessa e che stimola a ragionare su argomenti che vanno affrontati oggi stesso, senza più attendere.  
Rating 7.