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martedì 19 giugno 2018

Disfida nr. 67: Le guerre delle piramidi di Lorenzo Camerini e Andrea Gualchierotti


libro storico fantasy
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Titolo opera: Le guerre delle Piramidi

Autore: Lorenzo Camerini – Andrea Gualchierotti


Formato: cartaceo e ebook

Genere: avventura  storico-fantastica

Prezzo: ebook 3,99 / cart. 13,60

Sinossi: La vicenda delle Le guerre delle Piramidi è ambientata nel periodo misterioso prima dell'inizio della storiografia canonica, intorno al 10.000 a.C., ed è il seguito di parte dei fatti raccontati nel precedente Gli Eredi di Atlantide.
Più di vent’anni sono passati da quando, dopo lunghe traversie, un gruppo di sopravvissuti alla catastrofe che ha distrutto Atlantide, ha raggiunto le terre fertili attorno al Nilo . 
Qui, in un mondo primitivo e selvaggio, che dopo il cataclisma ha in parte cambiato aspetto, avviene la fondazione di una grande metropoli, Adhan-dar, simile alle primeve città dell’età del bronzo, che diventa presto la capitale di un nuovo regno. 
Nessuno però immagina che un altro gruppo di atlantidei sia sopravvissuto alla catastrofe e, guidato dal sanguinario monarca Dheineros, abbia ricreato nell’isola di Creta una nuova Atlantide. 
Convinto di avere la missione di ridare vita all’antico impero atlantideo a qualunque costo, Dheineros percorre una spietata via verso il potere, dando inizio ad una catena di sangue che condurrà al conflitto con i suoi stessi compatrioti, divisi da incomprensioni e tradimento. 
E mentre le ombre della guerra tra i due popoli consanguinei si addensano, il Maestro, misteriosa figura al vertice di una confraternita di sicari e spie, il Velo Nero, tesse la sua tela di inganni spinto da segrete motivazioni, accelerando il precipitare degli eventi fino alla fatale conclusione.

Note/ commenti/finalità dell’Autore: l’obiettivo che ci siamo posti scrivendo questo secondo romanzo della nostra saga di Atlantide è stato quello ricreare il fascino di ambientazioni esotiche lontane e di antiche civiltà perdute, unendolo all’azione e al senso del meravigliso tipico dei pulp anni 30’. Amiamo l’avventura classica, a metà fra Conan il barbaro e Ben-hur, e speriamo che un pizzico di queste influenze si ritrovi anche fra le nostre pagine!

BIG da sfidare: Valerio Massimo Manfredi




Valerio Massimo Manfredi - Il Faraone delle sabbie








Biografia Autori:

Lorenzo Camerini ha 39 anni. Amante della storia e del fantastico fin dalla più tenera età,
sogna e cresce con le grandi saghe della letteratura medievale. Dopo la laurea in storia, si
trasferisce nella città di Vancouver (Canada), dove opera come insegnante di lingua
italiana.

Andrea Gualchierotti ha 39 anni, e vive e lavora in provincia di Roma. Dopo gli studi classici
e la laurea in sociologia, opera come collaboratore editoriale per diverse testate. Quando
non scrive si dedica alla numismatica, ai viaggi e al mai dimenticato amore per i romanzi
d'avventura.

Entrambi cultori appassionati dei grandi autori fantastici del ‘900 come R.E. Howard, Jack
Vance e H.P. Lovecraft, amano introdurre nei loro lavori spunti tratti dalle tematiche
dell’archeologia misteriosa e dalle leggende del mondo antico, inserendoli negli sgargianti
scenari tipici dello Sword&Sorcery.
Il loro esordio avviene nel 2015 con il romanzo d’avventura Gli Eredi di Atlantide, per le
edizioni Il Ciliegio nel quale viene narrata la drammatica vicenda del continente sommerso
descritto da Platone, e le peripezie dei sopravvissuti alla catastrofe.
Nel 2017 la saga prosegue con Le guerre delle Piramidi, che è insieme sia nuovo capitolo
della storia che romanzo a sé.
Sempre insieme, i due autori hanno pubblicato diversi racconti a tema fantastico nelle
antologie curate da Ailus Editrice (Heroic Fantasy vol.1, Vlad Tepes-la leggenda di Dracula),
Watson Edizioni (Eroica) e Italian Sword&Sorcery (Mediterranea).
Collaborano con la rivista Dimensione Cosmica.


sabato 16 giugno 2018

Recensione: Annientamento di Jeff VanderMeer


romanzo new weird

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SINOSSI: 
Per trent'anni l'Area X - un territorio dove un fenomeno in costante espansione e dall'origine sconosciuta altera le leggi fisiche, trasforma gli animali, le piante, sembra manipolare lo stesso scorrere del tempo - è rimasta tagliata fuori dal resto del mondo. La Southern Reach, l'agenzia governativa incaricata di indagarne gli enigmi e nasconderla all'opinione pubblica, ha inviato numerose missioni esplorative. Nessuna però è mai tornata davvero dall'Area X: chi, inspiegabilmente, ricompariva al di qua del confine era condannato a un destino peggiore della morte.Questa volta, però, sarà diverso: la dodicesima missione è composta unicamente da donne.Quattro donne che non conoscono nulla l'una dell'altra, nemmeno il nome - sono indicate con la funzione che svolgono: l'antropologa, la topografa, la psicologa e la biologa - accettano di partecipare a un viaggio che assomiglia molto a un suicidio. Cosa le ha spinte a imbarcarsi in una missione tanto pericolosa? La biologa spera di ritrovare il marito, uno dei membri dispersi della spedizione precedente. Ma forse cerca anche di fuggire dai suoi fantasmi. E le altre? Cosa nasconde la psicologa, ambigua leader del gruppo? Quando le quattro esploratrici incappano in una strana costruzione mai segnalata da nessuna mappa, capiranno che fino a quel momento i disturbanti misteri dell'Area X erano stati appena sfiorati.Jeff VanderMeer ha costruito un mondo in cui l'avventura, il fantastico, l'ignoto sono le coordinate per indagare il più alieno dei pianeti: la psiche umana.



RECENSIONE:
Ho deciso di leggere la Trilogia dell'Area X dopo aver visto l'adattamento del primo libro, per la regia di Alex Garland. La mia speranza era che il libro avrebbe chiarito i dubbi lasciati dalla visione, ma così non è stato; anzi, se non avessi visto prima il film, credo che non avrei retto alla confusione e sarei stata tentata di abbandonare la lettura dopo le prime pagine. La sceneggiatura di Garland ha arricchito la trama, forse anche in modi superflui (come la relazione della protagonista con il collega), però è indubbio che abbia ravvivato un ritmo che nel romanzo è veramente troppo lento e monotono.  
Fin dalla prima riga, il lettore si ritrova catapultato nella misteriosa Area X; tutti i dettagli sulla natura dell'ambiente stesso, le spiegazioni, la storia delle spedizioni e l'antefatto che spinge la protagonista a partecipare a una di esse (elementi che nel film vengono proposti prima dell'ingresso vero e proprio), sono sparpagliati per tutta la lunghezza del romanzo, sotto forma di flashback nel diario della protagonista stessa. Per questo dico che, se non avessi già ricevuto le informazioni dal film, accompagnate da un'immagine ben precisa dell'aspetto dell'Area X, la prima parte sarebbe stata un enorme punto interrogativo. 
Forse una narrazione lineare, con i fatti presentati in ordine cronologico, sarebbe stata più efficace e avrebbe facilitato la lettura. 
Il romanzo, come ho detto, non è altro che il diario della protagonista, redatto, come lei stessa afferma nelle ultime pagine, al termine della spedizione; dovrebbe essere un resoconto della missione, ma di fatto si concentra sostanzialmente sull'esplorazione di due luoghi dell'Area X: la Torre e il Faro (la prima assente nella trasposizione cinematografica). Per quanto entrambi questi ambienti offrano rivelazioni interessanti, sono rimasta un po' delusa nel constatare che la maggior parte degli avvenimenti visti nel film esiste, appunto, solo nel film. Potrei dire che la sceneggiatura mi è parsa più creativa del romanzo, e certamente più abile nel creare tensione e qualche brivido. 
Lo stile della protagonista – o, per meglio dire, quello dell'autore – rende tutto piuttosto monotono, quasi estenuante; i tempi si dilatano, come se l'azione si svolgesse al rallentatore. In più, l'autore ha deciso di adottare un espediente narrativo ricorrente a dir poco fastidioso, almeno per me: ogni volta che il lettore si trova di fronte a un climax, o a uno dei pochi colpi di scena, la narrazione si interrompe bruscamente, per riprendere solo dopo un lunghissimo intermezzo in cui la protagonista ricorda qualcosa del suo passato o si perde in riflessioni di varia natura. È una scelta stilistica non casuale, certo, ma a mio parere due facciate di divagazioni piazzate proprio quando finalmente le cose iniziano a farsi interessanti uccidono il ritmo e finiscono per esasperare il lettore.  
Altro elemento che mi ha fatto storcere il naso è l'eccessiva spersonalizzazione dei personaggi. La protagonista, alias “la biologa”, è l'unica sul cui conto scopriamo qualcosa nel corso della lettura e, in quanto voce narrante, la cosa non stupisce, anche per merito delle frequenti parentesi di riflessione a cui ho già accennato. Delle altre tre donne della spedizione – la topografa, l'antropologa e la psicologa – non si sa nulla, né dal punto di vista caratteriale, né della storia personale, e il loro contributo all'azione si esaurisce, in alcuni casi, in uno schiocco di dita. Solo alla psicologa sembra essere stato assegnato il ruolo di antagonista (anche se classificarlo così è sicuramente un azzardo), ma pur provando una naturale diffidenza nei suoi confronti, certamente alimentata dalle sensazioni della biologa, non si riesce mai a considerarla una vera e propria figura minacciosa. 
Mi aspettavo tutt'altro da questa lettura, ma devo comunque riconoscere a Vandermeer una dose non indifferente di originalità, merce rara e preziosa al giorno d'oggi, che mi spinge ad alzare un tantino il voto finale. 
La mia curiosità in merito al mistero dell'Area X è ben lungi dall'essere saziata e spero che i prossimi volumi della trilogia riescano lì dove questo esordio ha fallito. 
Voto 6,5

martedì 12 giugno 2018

Disfida nr. 66: I figli delle ninfe di Mauro Barbarito


ebook fantasy
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    • Titolo opera: I figli delle Ninfe
    • Autore: Mauro Barbarito

    • Formato: ebook/cartaceo

    • Genere: Fantasy

    • Prezzo: Euro 3.49/14.00

    • Sinossi: Sono passati cinquant’anni dalla guerra scatenata dalle ninfe. Eretria è stata sconfitta e le razze convivono in armonia. Ma l’ombra di un nuovo conflitto si staglia all’orizzonte. Alleati si tramuteranno in nemici e vecchi eroi dovranno brandire nuovamente le armi, quando la Fratellanza minaccerà la pace tra i regni, guidata da forze oscure e assetata di vendetta. Soltanto l’antica magia ed il coraggio degli uomini potranno contrastare la furia dell’Oracolo…

    • Note/commenti/finalità dell'Autore: Il primo libro di una saga fantasy pensata per accompagnare il lettore in maniera leggera, immergendolo in un mondo parallelo in cui le moltitudini di razze sono presentate in vesti nuove, scevre dai cliché di genere!

    • BIG da sfidare:


licia troisi romanzo fantasy




domenica 10 giugno 2018

Recensione: Cuori di stelle di Perseus Starr [Rating 7]


recensione libro fantascienza
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Titolo: Fireborn - Cuori di Stelle

AutorePerseus Starr


Genere: fantascienza

Prezzo: Cartaceo 12 euro; ebook 1,99 euro

Rating: 7

Sinossi: Naufragio.
È ciò che a Elias viene in mente appena barcolla fuori dall’astronave. Tutto perde senso, quando vede dei fori di cannonate laser lungo lo scafo della ESS Pegasus, capitanata dal padre Perseus Starr.
Perché attaccare un’astronave in missione di esplorazione verso le antiche rovine di una luna dimenticata ai confini della galassia?
Elias non ha il tempo di indagare, perché il padre lo costringe a una fuga precipitosa nella fitta giungla che ricopre la luna, braccati da sonde cacciatrici e soldati nemici. Un oscuro esercito li insegue.
Lo stesso esercito che assalta i caccia giunti in soccorso della Pegasus, uno dei quali pilotato dalla ranger Jade Blaze, una ragazza straordinaria senza passato e senza paura.
Le loro strade portano in un’unica direzione: le antiche rovine di Moonserray.
Una volta qui, Perseus, Elias e la coraggiosa Jade, saranno condotti al cospetto dell’ultimo Guerriero della Galassia, il solo in grado di contrastare un potente nemico: Malagon Walar il Feroce, il terribile Imperatore ossessionato dalla ricerca dei Cuori di Stelle per ottenere… l’immortalità.

Recensione: 
Oggi ci occupiamo di un romanzo breve, o racconto lungo, come dir si voglia, giuntoci dalla casa editrice Adiaphora Edizioni.  Una nuova realtà che a giudicare da questo primo testo che ho per le mani, merita  e pare abbia tutte le carte in regola per fare bene.
Partiamo quindi, come nostra abitudine in questi casi, dal “prodotto ebook”. Cover gradevole e in linea con il target del pubblico ricercato, impaginazione ed editing ben fatti, zero refusi (forse 2 in tutto il libro!), prezzo accattivante.  Insomma, tutto a regola d’arte per quel che mi riguarda. 
Passiamo quindi alla storia che ci viene narrata, cosa che dovrebbe a tutti gli effetti essere ciò che conta davvero, ma oramai molte case editrici, e non solo autori self, ci hanno abituato a non dare per scontata la bontà del “prodotto” offertoci.
Il romanzo, a mio avviso, rivolto ad un pubblico di giovani e/o giovanissimi, è ben scritto e costituisce un testo introduttivo ad una saga fantascientifica che si comporrà di diversi capitoli. Magari l'autore potrà venirci incontro regalandoci qualche anticipazione a riguardo.  La prosa semplice e diretta è l’ideale per una vicenda piuttosto lineare, adatta a catturare nuovi lettori da indirizzare alla scoperta della letteratura sci-fi, senza complicare loro troppo l’impatto con questo genere narrativo.
L’azione è concitata sin dai primi istanti, coinvolgendo il lettore senza costringerlo a tonnellate di di informazioni sullo stato politico/socio/econimico dell’universo nel quale viene calato.
La lettura risulta quindi coinvolgente e immediata e le poco meno di 100 pagine si divorano in un baleno. 
Riporto quello che è a mio parere l’unico limite di questa pubblicazione: l’originalità. E’ proprio questa carenza che mi porta ad individuare il target di pubblico di quest’opera. I giovani predestinati protagonisti della vicenda non hanno caratteristiche peculiari tali da differenziarsi dai tanti presenti in testi di questa tipologia e cari anche al genere fantasy.
Confidiamo che i prossimi capitoli della saga possano offrire occasioni di maggiore originalità. Ad ogni modo, complice la fluidità nei dialoghi e la pulizia del testo che non eccede mai in descrizioni superflue, il giudizio è positivo, un 7 direi, consigliandolo sicuramente a chi volesse approcciare il genere sperimentando qualcosa di rapido ben scritto e a chi cerca un’occasione di evasione e intrattenimento senza friggersi il cervello sotto l’ombrellone nel tentativo di ricordare pianeti, fazioni, modelli di astronavi e quant’altro. Un testo che invece non posso consigliare a chi preferisce masticare universi e galassie dagli ordinamenti complessi in stile Herbert, Asimov o Simmons, per intenderci. 


giovedì 7 giugno 2018

Recensione: Sikelia. La Sicilia orientale nel periodo bizantino di Susanna Valpreda


recensione saggio storico
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Titolo: Sikelia. La Sicilia orientale nel periodo bizantino

AutoreSusannaValpreda

Editore: Bonanno

Formato: cartaceo

Genere: saggio storico

Prezzo: 13,60 euro

Valutazione: Positiva

Descrizione:
La cultura fiorita nell'Impero di Bisanzio, che affondava le sue radici nella filosofia greca, dando vita alle sottili speculazioni teologiche, era lontana ed estranea all'Occidente, ma non alla Sicilia; la tendenza a concepire la vita monastica come isolamento ascetico dal mondo accomunava i monaci siciliani e quelli greci; tutte le manifestazioni artistiche prodotte in Sicilia, dall'architettura alla miniatura, dall'oreficeria alla scultura, anche le meno raffinate, erano molto più simili alle opere prodotte dai popoli mediorientali che non a quelle più europee della penisola italiana, dominata prima dai goti, poi dai longobardi e dai franchi. Diviene perciò plausibile considerare la Sicilia di quel periodo come l'estrema propaggine dell'Impero bizantino piuttosto che della penisola italica.

Valutazione:
Questo è il primo saggio che mi è capitato di recensire, e chiaramente i metri di valutazione rispetto ad un romanzo di narrativa sono molto diversi, certamente più complessi. Anche esprimere una valutazione in cifre sarebbe stato per me impossibile, perché se un lavoro è ben fatto non ho di certo la competenza per stabilire se si tratta di 8 o 10, quindi ho preferito lasciare un generico “approvato”.
Ma andiamo al sodo e parliamo del testo. Il libro è una revisione della tesi di laurea dell’autrice, trasformata in libro vero e proprio. Purtroppo la natura stessa dello scritto non lo rende così corposo quanto avrei sperato, ma questa è solo una piccola precisazione personale.
Riguardo lo stile di scrittura, la Valpreda è capace di rendere l’idea di quello che sta scrivendo con precisione e marziale senso di serietà, senza mai risultare troppo pesante o boriosa, infatti non mi è capitato neanche una volta di voler saltare qualche riga per “arrivare al sodo”. Il volume tratta, come detto, della Sicilia bizantina abbracciandola però a tutto tondo, anche nelle arti, strutture, liturgia e monetazione, perciò non aspettatevi un saggio monolitico come descrizioni su descrizioni di nomi di esarchi, generali e simili. Lo spezzare il ritmo in capitoli diversi, che si occupano di fatti differenti ma comunque collegati, da un lato genera una forte visione d’insieme, dall’altro non stanca e differenzia lo scritto da un qualunque saggio storico generico. Se vi state domandando “ma quanto ci posso capire io, lettore non esperto, dell’argomento trattato?”, bene, la risposta che vi do è che la Valpreda non ha imbastito un testo per professionisti, a mio parere, ma comprensibilissimo anche da un profano o da un curioso che si vuole avvicinare per la prima volta al mondo bizantino in Occidente.
Riguardo le fonti, chiaramente non posso dire molto al di fuori che sono numerosissime e ben inserite, perciò non è un testo fatto a braccia dalle conoscenza dell’autore, ma una vera e propria ricerca storica che segue i migliori criteri. Nonostante la Valpreda non sia una storica di professione, il suo lavoro è certamente professionale.
Arrivando al punto, cosa vorrà mai comunicarci questo saggio. Quello che mi ha trasmesso è la voglia di scoprire e approfondire le bellezze della Sicilia medioevale, che troppo spesso passano in secondo piano e anzi non ricevono la giusta valorizzazione.
Concludendo: un saggio ben strutturato e solido, per stuzzicare la curiosità del lettore, con una visione a trecentosessanta gradi sul mondo siculo-bizantino, scorrevole e di facile lettura.


martedì 5 giugno 2018

Disfida nr. 65: Cuore di tufo di Giuseppe Chiodi


dark zone editore

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    • Titolo opera: Cuore di Tufo

    • Autore: Giuseppe Chiodi

    • Editore: Dark Zone

    • Genere: Urban/dark fantasy

    • Prezzo: 2,99 ebook & 12,90 cartaceo

   • Sinossi:
Ossessione, superstizione e magia nera. È il vortice in cui sprofonda Pietro Cimmino, il proprietario di un negozio di antiquariato, nel tentativo di riprendersi sua moglie. La separazione l’ha fatto impazzire; l’incontro con Dafne, studentessa beneventana, gli riaccende la fiducia in sé stesso.
Ma quella misteriosa ragazza scatena la gelosia della Bella ‘Mbriana, a cui l’uomo è devoto. E quando la piccola Sonia, figlia di Pietro, viene coinvolta dalle forze oscure scoperchiate dal padre, egli varca la linea che separa la realtà dall’immaginazione, la città dal sottosuolo, per salvare lei e sé stesso.
Una fiaba dark fatta di riscatto e identità. C’è solo un avvertimento di cui tener conto: non fidatevi del monacello.

    • Note/commenti/finalità dell'Autore:
Cuore di Tufo è stato definito «troppo originale» da un certo editore, e me ne fregio (citando Petrolini). Si tratta di un Dark fantasy con elementi Urban/New weird in cui i miti popolari e il folklore occulto napoletano sono raccontati, per la prima volta, in chiave moderna. Cioè cruda, realistica, avvincente. È una modalità inedita per tale soggetto. In particolare, la figura della Bella ‘Mbriana non è mai stata oggetto della narrativa contemporanea, che io sappia.
Gli elementi tradizionali, invece, risiedono nella struttura mitica che sottostà al romanzo, un tipico viaggio dell’eroe nel Mondo straordinario dell’inconscio e, parallelamente, della fiaba. Inoltre, il fantasy che pesca dalla cultura italiana si sta affermando da alcuni anni, ormai, sul solco della ripresa delle nostre peculiarità. È il caso, per esempio, dei romanzi di Luca Tarenzi, ŠRDN - Dal bronzo e dalla tenebra di Andrea Atzori eccetera.
Cuore di Tufo è ambientato a Napoli. È la città in cui vivo e si prestava alla perfezione per ciò che avevo in mente. Napoli è tutt’oggi ricca di luoghi occulti, segreti, magici per i tanti superstiziosi, ed è da sempre uno dei poli esoterici d’Italia. Per di più, ha una storia millenaria in cui i misteri irrisolti abbondano (come gran parte d’Italia, per altro).
L’ambientazione s’ispira principalmente al sottosuolo napoletano. Per chi non lo sapesse, Napoli è attraversata da più di un milione di metri quadrati di cunicoli sotterranei, scavati a più riprese durante la sua storia e utilizzati nei modi più disparati. Dalle case sotterranee delle popolazioni antiche alle cave e gli ipogei funerari dei Greci, agli acquedotti dei Romani (ben 400 km), ai depositi di veicoli, le vie di fuga, i rifugi antiaerei eccetera.
La storia è nata dalla mia voglia di raccontare una realtà. Il fatalismo. Il senso di smarrimento. E i mezzi attraverso i quali superarlo, che sono tutt’intorno a noi. Occorre realizzare che non siamo soli, che non siamo soltanto individui. Siamo parte di qualcosa di grande in cui tutto è collegato.
Napoli, la mia città. Le sue leggende assurde e numerosissime, che ancora oggi la animano. L’Italia, che amo da morire, nelle sue infinite declinazioni culturali. Ma anche Sonia, la figlia di Pietro, ovvero ciò che abbiamo fatto con le nostre mani. Volevo parlare di radici e di azione: le fondamenta, secondo me, per realizzarsi.
Ed ecco perché sfido American Gods di Neil Gaiman. Si tratta di un classico del genere, ora portato alla ribalta grazie alla serie tv. Un romanzo che opera un’americanizzazione fortissima sui miti nostrani e non solo, così da metterli alla portata di tutti gli Americani. Il mio, invece, è il tentativo di mettere il folklore partenopeo e l’urban fantasy alla portata degli Italiani.

    • BIG da sfidare:


American Gods, di Neil Gaiman


domenica 3 giugno 2018

Recensione: LA MANTIDE REGINA Di Fabrizio Braggion [Rating 6]


recensione fantascienza
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TITOLO: La Mantide Regina

AUTORE: Fabrizio Braggion

EDITORE: Lulu

PREZZO: PDF 4 Euro

PAGINE: 40

GENERE: fantascienza

RATING: 6

SINOSSI: 
Los Angeles: un gruppo di Mantidi Religiose, subiscono una violenta metamorfosi a causa di una forte esposizione radioattiva, che ne dilata in maniera sproporzionata i tessuti, trasformandosi in pericolose cannibali. Una di esse, si autoproclama Regina della sua specie, e rivelandosi dotata di una straordinaria intelligenza, inietta a sé e alle sue compagne, cellule staminali umane, dando vita a delle creature ibride dalle sembianze simili alle donne comuni, incredibilmente forti e resistenti. Il suo scopo finale, è annientare gli umani, ritenuti colpevoli di averle trattate senza il minimo rispetto utilizzandole come semplici cavie da laboratorio.
Toccherà al Dottor David Curtis, l’entomologo responsabile del Centro dov’è avvenuta la mutazione, trovare un rimedio per invertire la metamorfosi, per fermare lo sterminio di massa, sfidando giganteschi insetti mutati geneticamente, assetati di sangue e vendetta.


RECENSIONE: 
Oggi vi presento un racconto di una quarantina di pagine dal titolo “La Mantide Regina”. Definirei il racconto scritto da Fabrizio Braggion un omaggio a quelle produzioni tv che andavano di moda negli anni ‘80 con mostri giganti di cartapesta, o almeno questo è quanto mi ha riportato alla mente. Il racconto comincia infatti con il classico “problemino in un laboratorio di ricerche sperimentali” a causa del quale l’umanità dovrà confrontarsi con una nuova specie di mantidi giganti. Insomma, non certo il massimo dell’originalità…
L’utilizzo della prima persona per narrare la vicenda “in tempo reale” contribuisce indubbiamente a calare il lettore maggiormente nella storia e ad aumentare l’empatia verso il protagonista. Sicuramente una scelta vincente in questo tipo di narrazione. I dialoghi, a mio parere, potrebbero invece essere migliorati. Non sempre fluidi e naturali, appaiono in alcuni casi artefatti e forzati.  

La prosa dell’autore è semplice e diretta, adatta al target di pubblico al quale il racconto si rivolge, costituito a mio avviso da giovani e giovanissimi, interessati ad una storia d’azione rapida senza particolari approfondimenti e senza lungaggini descrittive, sia ambientali che dei nessi causa-effetto. Oltre naturalmente agli appassionati delle succitate trasmissioni tv!
Pregevole l’arco di sviluppo che contraddistingue le nuove società di mantidi e aracnidi e l’inevitabile parallelo a quello dell’umanità tutta, con lotte al vertice per il potere e desiderio di vendetta.
Finale adatto agli amanti delle sorprese e che sa di grottesco, almeno per me, parlando da padre di una bimba, così come il protagonista del racconto. Ecco diciamo che indubbiamente il finale è  originale, nessuno potrà sostenere il contrario.
Infine un appunto sul prezzo dell’ebook. 4 Euro per un racconto di 40 pagine è un prezzo assolutamente fuori mercato, anche alla luce del fatto che stiamo parlando di un PDF... 
Tutto considerato, fattore prezzo fuori luogo, l’indisponibilità di file diversi dal PDF, la cover non propriamente professionale, non posso andare oltre al 6 per questo racconto.


giovedì 31 maggio 2018

Recensione: Viking. Le ossa di Ardal di Linnea Hartsuyker


vikinghi, recensione romanzo storico

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SINOSSI:
Da quando il padre è morto in battaglia, Ragnvald si è battuto duramente per difendere la sorella e attende la maggiore età per recuperare le terre che gli spettano. Quando il capitano della sua nave tenta però di ucciderlo mentre tornano da una scorreria, Ragnvald capisce che è stato il patrigno a ordire l’agguato. Non è facile avere giustizia nella Norvegia vichinga, dove centinaia di piccoli re competono per un lenzuolo di terra. E se da Ragnvald ci si aspetta che sia disposto a morire per il proprio onore, dalla sorella Svanhild ci si aspetta un buon matrimonio. Non è questo però il destino che lei desidera e quando Solvi, l’acerrimo nemico del fratello, le offre l’opportunità di sfuggire alla crudeltà del patrigno, Svanhild deve compiere l’estrema scelta: famiglia o libertà. 

Attingendo alle saghe islandesi, Hartsuyker racconta la vera storia di Ragnvald di Møre, braccio destro di Harald I Bellachioma, primo re di Norvegia, e della sorella Svanhild, assetata di libertà in una società in cui al crescere del potere del fratello cresce il valore di lei come pedina politica. Una grande saga che piacerà tanto agli appassionati di storia quanto ai lettori delle Cronache del ghiaccio e del fuoco.


RECENSIONE:
Ricordo che quando c’era un bel temporale il mio vicino di casa era solito uscire sul balcone e gridare a squarciagola: Odino! Odiiiiino!!!
Ebbene, quel grido conteneva molta più passione di quanta riesca a trasmettercene l’autrice in 570 pagine di romanzo.
Senza nulla voler togliere alla Linnea Hartsuyker, mi viene spontaneo chiedermi come la Giunti /# possa essere andata col lanternino a ricercare proprio quest’autrice di origini scandinave che può far risalire il proprio albero genealogico fino ad Harald Bellachioma, primo re di Norvegia? Insomma, quello che intendo dire è che non trovo tutta questa eccellenza nel romanzo, mentre dietro l’angolo ci sono un bel po’ di autori italiani che meriterebbero a mio parere un posto sullo stesso palcoscenico concesso alla Hartsuyker. I primi che mi vengono in mente sono Emanuele Rizzardi e Isabel Giustiniani.
Ma veniamo alla recensione, così vi spiego meglio il mio punto di vista.
Viking è un romanzo storico corposo e dall’aspetto gradevole sia di cover che di sottocoperta:

Un libro di pregio, piacevole al tatto insomma. Quello però che non mi garba è che la trama, che si snoda per quasi 600 pagine è fondamentalmente un susseguirsi continuo di giri su e giù per i fiordi novegesi, neppure tanto ben descritti, senza mai giungere a un esito di rilievo. Il testo sembra sempre pronto a decollare per il gran botto, invece non accade fondamentalmente nulla.
Possibile che il massimo che sappiano fornire quest’orda di duri e temprati guerrieri sia qualche scaramuccia fra i diversi clan per qualche sgarro interno alle diverse famiglie? Insomma, da un punto formativo non c’è nulla da dire. La ricostruzione degli ambienti famigliari vichinghi e i diversi rapporti fra i piccoli Re locali e le gerarchie interne alle famiglie è interessante, ma mi sarei atteso qualcosa di ben più epico.
Non fraintendetemi, Viking non è un brutto romanzo, ma non va oltre una sufficienza abbondante.
Ammetto che in alcuni momenti si rischia anche di perdere la bussola fra le dozzine e dozzine di nomi scandinavi non certo facili da memorizzare e lo dico da appassionato di questa tipologia di romanzi, nei quali la mole degli attori in campo è molto rilevante. In questo caso però i vari Re, al confronto dei quali quelli che si contendono il trono di spade di Martin appaiono un ben sparuto drappello, sono pressoché impossibili da memorizzare, visto che i rami dinastici delle diverse famiglie vichinghe si intrecciano fra loro e che questi figuri amano definirsi re anche quando il loro regno è costituito da una manciata di casette di contadini in qualche sperduto fiordo norvegese.
Piacevole l’alternanza fra le vicende dei due fratelli, volta a mettere in mostra le diversità fra la vita di una fanciulla, seppur ribelle e ben decisa a uscire dagli schemi, e il fratello desideroso di diventare un guerriero nobile e degno del Valhalla. L’autrice si sofferma sulle scelte e decisioni struggenti che affliggono i personaggi, che si dibattono fra grandi ideali, onore, giuramenti e tradimenti, analizzando la loro sfera psicologica e di conseguenza anche i rapporti fra uomo e donna negli anni in cui Re Harald cercava di unificare la Norvegia. Molto spazio è lasciato all’aspetto politico e diplomatico, ma alla lunga questo tende ad annoiare, anche perché non si presentano mai stravolgimenti e colpi di scena capaci di giustificare tale profusione di dettagli a discapito dell’azione, che invece viene lasciata ai margini.
Un romanzo nella media insomma, ma quello che mi preme in casi come questo è ripetere come esistano svariati autori nostrani, anche autopodotti, che non hanno assolutamente nulla da invidiare all’autrice e che purtroppo non arriveranno mai a beneficiare di una vetrina così di spicco. Sono cose che mi lasciano sempre con l’amaro in bocca purtroppo.





martedì 29 maggio 2018

News: Comunicato Stampa - Serie Elohim, Glagon in Fiamme



ebook fantasy, serie Elohim
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COMUNICATO STAMPA - NOVITÀ EBOOK DELOS DIGITAL

Glagon in fiamme

di Andrea Zanotti

Fantasy - Racconto lungo

"Glagon in fiamme" è il seguito del racconto "Progetto Elohim". Il Glagon versa nel caos tra le atrocità commesse dai soldati di re Karl e le mire delle diverse Corporazioni. A farne le spese sono i Nilbog decisi però a respingere gli invasori. In questo contesto sarà un gioco da ragazzi per la mezzelfa Corinna realizzare le proprie ambiziose mire.

Nonostante il disastroso fallimento della prima spedizione, la Corporazione dei Mercanti è pronta a investire nuove risorse per braccare il nano capace di inventare gli Elohim, macchine da guerra seconde solo agli Dei. La missione è affidata nuovamente al Capitano Keller, al quale viene affiancata una figura misteriosa. È l'assassina mezzelfa a doversi occupare di rintracciare l'inventore, ma le sue vere intenzioni si discostano dagli ordini ricevuti dalla Corporazione e i suoi piani vanno ben oltre al riportare Groulx dai suoi avidi padroni. A un anno di distanza molte cose sono mutate nel Glagon. I soldati di Re Karl mettono a ferro e fuoco interi villaggi Nilbog per stanare l'inventore e a dettar legge è il maggiore Dan Braku, un ufficiale che non esita a ingaggiare mercenari spietati pur di far rispettare i propri voleri. I ribelli Nilbog non sono disposti però a perire senza combattere strenuamente. In questo contesto la mezzelfa avrà vita facile per realizzare le proprie ambiziose mire.



L'autore

AndreaZanotti è nato a Bolzano l'11 maggio del 1977. Dopo la maturità scientifica completa gli studi presso la Libera Università degli Studi di Trento, conseguendo la laurea in economia e commercio. Ha lavorato per quindici anni all'ufficio Studi, ricerche e tariffe, presso un'azienda operante nel mercato dell'energia elettrica. Dal gennaio 2018 si dedica alle proprie passioni, scrittura e trading di borsa, a tempo pieno.
Appassionato lettore, amante di wargames, giochi di società e di universi fantasy, ha fondato il sito Scrittorindipendenti al fine di promuovere e recensire gli autori indie meritevoli.

Tra il 2012 ed il 2015 pubblica le due Trilogie fantasy, Mondo Uno e Mondo Due, delle quali i primi volumi sono in download gratuito.

Nel 2016 pubblica La battaglia di Aquirama, romanzo auto conclusivo, prequel al Mondo Due.

Con GDS Edizioni ha pubblicato la novella fantasy Il nuovo dio e l'abisso.

Con Il Club degli Audiolettori ha pubblicato l'audiolibro fantasy Forze ancestrali.

Glagon in fiamme è il seguito del racconto Progetto Elohim già uscito nella collana Fantasy Tales.



domenica 27 maggio 2018

Recensione: Il diavolo dentro di Roberto Ottonelli [Rating 7]


recensione diavolo
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TITOLO: Il Diavolo Dentro


EDITORE: Delos Digital

PREZZO: ebook 2,99 Euro

PAGINE: 173

GENERE: horror

RATING: 7

SINOSSI: Un salto all’inferno, fin nelle sue viscere, al ritmo veloce e assordante del metallo pesante. Vi sentirete smarriti, ma non potrete fare a meno di arrivare fino all’uscita… sempre che esista. Una storia molto più vera di quanto possa sembrare. 
Manuela e Andrea si conoscono in un istituto per minori in un incontro che sembra superficiale e tipico di quell'età. La vicenda umana dei due ragazzini, che nel frattempo percorrono strade differenti, si intreccia con quella di tanti personaggi che conducono Manuela verso l’abisso morale e materiale, incapace di qualsiasi reazione, fino a convincersi di non poter meritare nulla di meglio. Entra a far parte di un gruppo dedito a rituali di ispirazione satanica, che sembra implicato in una serie di nefandezze orribili, da cui non riesce a liberarsi. Il male penetra in profondità nelle anime. Manuela è un essere disilluso e senza speranza, ma, proprio quando tutto sembra perduto, trova, inaspettata, una luce.


RECENSIONE: 
Oggi è il turno del romanzo di Roberto Ottonelli, Il Diavolo Dentro edito da Delos Digital nella collana Horror Story. Come ci si può immaginare dal titolo ci troviamo al cospetto di un romanzo horror, capace di far realmente paura in quanto ci metterà di fronte alla realtà dei fatti, o perlomeno una ricostruzione romanzata, della vicenda legata alle Bestie di Satana che tante pagine hanno riempito nei giornali degli anni a cavallo fra fine vecchio millennio e inizio nuovo.
Non so se capiti anche a voi, ma tra i vari romanzi e film dell’orrore quelli capaci di turbarmi sono quelli che mostrano gli abissi nei quali può precipitare l’uomo, e/o far precipitare i propri simili, senza l’intervento di entità esterne più o meno trascendentali e aliene. Ebbene nel romanzo di Ottonelli indagheremo questi aspetti più cupi della mente umana, quelli capaci di partorire Demoni incontrollabili. Verremo catapultati nelle difficili esistenze di alcuni fanciulli e li vedremo crescere, sballottati fra istituti e case famiglia spesso incapaci di fornire loro alcun sostegno nella inevitabile caduta verso l’abisso.
Si tratta di storie al limite, e come tali mi è capitato più di una volta di fermarmi e domandarmi se potesse essere plausibile ciò che stavo leggendo, se realmente una vita possa essere così alla deriva, segnata sin dalla giovane infanzia e in caduta libera senza che mai una via di fuga si possa presentare. Sensazioni che con il procedere della narrazione hanno però lasciato il posto alla curiosità per l’avvincente racconto.
Ho avuto qualche difficoltà a inquadrare le diverse linee narrative, diciamo che mi sono sentito un po’ sballottato da un personaggio all’altro senza aver avuto la possibilità di famigliarizzare appieno con lo stesso, un po’ come i protagonisti quando erano costretti a trasferirsi da una famiglia a una nuova. Ad ogni modo, superata questa iniziale, e forse personale difficoltà, il romanzo procede spedito nelle sue 170 pagine dense di eventi e azioni efferate.
Una corsa sfrenata fra alcool, droghe e musica metal in una parabola di delirio crescente che non può che concludersi con uno schianto finale. Almeno questo è quello che ci si può razionalmente attendere, ma siccome non sono qui per fare spoiler alcuno, non nego, né confermo.
Diciamo che mi sarei atteso qualcosa in più su eventuali rituali, o qualche riferimento a testi “eretici”, insomma sul lato esoterico del tutto, ma l’autore ha preferito concentrarsi maggiormente sullo spaccato nudo e crudo di una realtà che usava il riferimento al maligno come maschera dietro la quale non c’era altro che orge sfrenate a base di sesso, soprusi e droghe per indurre allucinazioni.
Un romanzo che inquieta, che getta luce su realtà avvolte dall’ombra, di nicchia e dove la disperazione rimane confinata in una sorta di ghetto silenzio, perché scomoda e orribile. Un romanzo duro, perfettamente in sintonia con la prosa asciutta dell’Ottonelli che non si perde mai in commenti fuori luogo, che non lascia mai trapelare un minimo di empatia e speranza verso i protagonisti del dramma da lui imbastito, costruendo un solido scenario da apocalisse moderna.
Voto 7 e un consiglio di lettura non solo per gli amanti del genere, ma anche per chi volesse fare una capatina negli inferni quotidiani che ci circondano.