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mercoledì 5 maggio 2021

Disfida nr. 138: L'uomo che affittava i libri di Giancarlo Catania VS Ernest Hemingway



Titolo: L'uomo che affittava i libri


Editore: Pubblicazione indipendente

Genere: narrativa contemporanea

Prezzo: eBook € 0,50 - Cartaceo € 14,49

Sinossi:
Un dirigente lascia improvvisamente la splendida carriera per mettersi alla ricerca della sconosciuta dimensione ideale; acquista un motocarro destinato alla pressa, lo carica dei suoi tanti romanzi mai letti e inizia a girare per i piccoli paesi del circondario, fermandosi nelle piazze per affittare i libri. 

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Così scopre nuove realtà, ragiona sui sentimenti, sulle sensazioni e viene in contatto con tante caratteristiche umane: rabbia, ingenuità, indifferenza ma conosce anche l'amicizia, emozione quasi mai provata e l'amore, attentamente evitato nella sua vita precedente. 
Una fotografia dai toni morbidi sulla società contemporanea, prendendo spunto dagli eventi, dagli atteggiamenti, dalle situazioni che fanno così parte della vita quotidiana da essere quasi invisibili.

Note: 
Sono un genovese a riposo, dopo tanti anni passati nel porto di Genova come scaricatore. Le mie passioni sono la lettura, la fotografia, la musica bella, cioè tutta quella che merita d'essere ascoltata e, naturalmente, la scrittura, passione che occupa quasi tutto il mio tempo. 
Sono nuovamente sposato e felice d'averlo rifatto. Questo è il primo libro che pubblico.

Big da sfidare: 





Una sfida quasi impossibile da vincere, Ernest Hemingway, Il vecchio e il mare - Link Acquisto Amazon







 

domenica 2 maggio 2021

Recensione: Il Messaggero dei Cinque di Niccolò Cortini [Rating 7] - recensione a cura di Peg Fly

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Opera: Il messaggero dei cinque

Autore: Niccolò Cortini

Editore: Pubblicazione indipendente

Genere: Fantasy

Target: Young/adult

Rating: 7

Prezzo: cartaceo euro 9,99

Sinossi:

In un’isola sperduta in mezzo al Grande Blu del mare, gli uomini vivono tranquilli fin dall’inizio del tempo, non conoscendo altro all’infuori di quella terra. Il piccolo Mondo (Numba nella lingua antica) non ha mai conosciuto dolore, tristezza o malattia, ma solo serenità e abbondanza, grazie alla guida del Credo e alla protezione degli Antichi Dei.

Saviel è un “pescatore” dall’animo inquieto, che guarda l’acqua immensa che circonda la sua isola, e vede riflesso il mistero delle sue origini, oltre alla promessa di nuovi mondi. Agitato da una forte tensione spirituale, il giovane verrà scelto dal Maestro Janus per entrare nell’Accademia dei Messaggeri di Altovillaggio. Inizierà così un lungo percorso di maturazione e allenamento, che lo porterà ad eccellere sia nella Dolce Danza che nel Maneggio degli Elementi, raggiungendo risultati leggendari. Quando un uomo scende dal cielo e si proclama Re dell’isola, l’equilibrio si spezza.

Riusciranno Saviel e quel piccolo Mondo ad affrontare le sfide del Progresso senza perdere la Felicità?

Il Messaggero dei Cinque è una “fiaba” a sfondo ecologico-spirituale, che mescola i tratti tipici del fantasy con i temi moderni della sostenibilità ambientale, della solidarietà, dei diritti civili e del capitalismo senza limiti.


Recensione:

Salve lettori indipendenti! Oggi vi parlo de: “Il Messaggero dei Cinque” di Niccolò Cortini, un romanzo, che come stile si avvicina molto a un climax fiabesco, le cui tematiche principali sono la salvaguardia dell’ambiente e la religione deistica. Ma la fa da padrona anche la solidarietà, l'uguaglianza, e soprattutto la guerra contro il capitalismo.

C’è chi, nell’attesa, ha progettato come reinventarsi quando fosse arrivato il momento della ripartenza. E chi ancora ha tradotto la riflessione in scrittura creativa per impegnare il proprio tempo. L’autore, Niccolò Cortini sorprende, perché durante il look down, è riuscito a occupare il suo tempo a scrivere e ideare un fantasy come “Il Messaggero dei Cinque”, non è male per uno che se ne sta a casa a riflettere... visto che è anche il suo primo fantasy. 

Le tematiche affrontate dall’autore nel suo primo libro sono tante: capitalismo, inquinamento a causa del petrolio, religione ecc. C’è un’isola dove si muovono diversi personaggi. “Che cosa succederà?” Diciamo che possiamo parlare benissimo di simbolismo di ciò che avviene oggi in una società come la nostra, dove il rispettò per il prossimo è venuto meno. Si odia nei social, si discrimina senza ritegno, si odia in strada, ci si urla contro parole offensive perché ci si reputa dei diversi; e questo perché non ci rendiamo conto di avere innanzi altri esseri umani, dei quali va rispettata la scelta di vivere come pare e piace loro. Rispettare il loro punto di vista sebbene sia diverso dal nostro, non vi sembra sarebbe sensato? 

Per i suoi contenuti, il libro ha una caratteristica unica, e posso affermare, senza troppi giri di parole, o come dicono i più colti dei letterati: “perifrasi” che la storia si rivela molto originale. L’autore, magistralmente, ci conduce in un mondo fantastico e affascinante. Man mano che ho proceduto con la lettura, mi sono resa conto che non riuscivo a smettere. Avrei finito anche prima di recensirlo, se non avessi un carico di lavoro sulle spalle non indifferente.

Ora veniamo a noi!

C’è un’isola lontano dalle coordinate terrestri, dove vive un popolo la cui felicità non manca. Infatti, il nome non lo smentisce: i Feliciani. Perché vi starete chiedendo, questo popolo vive felice? Beh, semplice, perché non è stato contaminato da altre civiltà, e l’unico mondo che conosce è la propria isola, che appunto chiamano: “Mondo”. I Feliciani vivono a stretto contatto con la natura, la rispettano e la venerano e pregando i loro dei; i cosiddetti: Cinque. Non vorrei fare spoiler, ma questo passaggio mi ricorda, anche se alla lontana, i romanzi della Atwood.

Sull’isola si sono formate diverse città tra cui quella delle conchiglie dove vive uno dei protagonisti: Saviel. Il ragazzo non conosce il suo passato, sa solo che a crescerlo sono i suoi due padri adottivi. Saviel passa le sue giornate pescando, ma in modo del tutto diverso da come il lettore se lo immagina: ossia pregando i propri dei, e onorandoli con danze originali tribali. Per le sue caratteristiche innate, il ragazzo viene notato dal direttore dell’Accademia dei Messaggeri, e dunque gli viene proposto di frequentare la scuola, dove potrà imparare ad assoggettare un elemento al potere della preghiera, e diventare così uno dei Cinque Messaggeri degli dei.

Dunque, cari lettori, non vi aspettate personaggi con superpoteri, o altro, è ben chiaro, che tutto si basa sull’aiuto della preghiera agli dei, per far sì che possano aiutarli a domare gli elementi della natura. Questo è il punto clou dove l’autore si sofferma: il rispetto per la natura tutta, e non posso dire il contrario. Un’originalità che di solito non troviamo nei romanzi moderni intrisi di magia, superpotere, etc. 

Dopo aver frequentato l’Accademia, Saviel viene insignito dagli dei come Messaggero di tutti e cinque… ma cominciano ad accadere cose piuttosto preoccupanti sull’isola. In questa storia, un Re arriva dal cielo, poi segue la morte della Regina e l’amica di Saviel, sparisce. Che succede, si chiederà il lettore a questo punto?

L’equilibrio dell’isola sta vacillando e così anche la sua felicità?

Stop, mi fermo. Se volete sapere il seguito o come va a finire, leggetelo.

Mi è piaciuto come l’autore descrive la venuta del Re, ambientando la scena ai tempi del colonialismo, ma ai giorni nostri. Ci sono idee che mi hanno lasciato un po’ perplessa, esempio la struttura delle ambientazioni, nelle quali al lettore sembra di viaggiare attraverso videogiochi. Ma non per questo l’autore non è riuscito a creare dei mondi fantastici; anzi, è stato in gamba a manipolare perfettamente e a definire gli scenari in cui i suoi personaggi si muovono.

Passiamo allo Stile di scrittura

La storia scorre sotto gli occhi al ritmo della Cavalleria rusticana; adatta a un target di età molto giovane, ma credo, che anche gli adulti non lo disdegneranno. Il romanzo ha dei colpi di scena azzeccati, imprevedibili anche al più esperto dei lettori. Lo stile è riepilogativo, ma  comunque riesce ad arrivare a chi legge, efficace, colloquiale, con il quale riesce a tratteggiare in modo essenziale ma schematico, gli ambienti. Lo stile adottato dall’autore, in questo caso, riesce chiaro, soprattutto nei passaggi in cui ci illustra le usanze tribali dei Feliciani. La descrizione dei personaggi in alcuni punti è sommaria, almeno secondo la sottoscritta. Se fossero stati aggiunti alcuni dettagli in più, non avrebbero che giovato alla storia.

Ora passiamo ai punti deboli: a volte, l’autore si lascia andare a descrizioni generali superflue che ne rallentano la narrazione; i personaggi avrebbero avuto maggior rilievo se fossero stati approfonditi nelle loro caratteristiche psicofisiche. L’eroe della storia: A mio modesto parere, mai scrivere che il protagonista es: “è l’unico che può risolvere la situazione”. Perché, gli altri sono meno capaci?  (Potrebbe risultare antipatico).

L’eroe, come tale, dovrebbe essere visto come un antieroe, imbranato, un essere mortale che riflette un po’ tutti quanti noi. Quando si scrive di un eroe, lo deve dimostrare con azioni concrete, dare fondo a queste abilità, per far conoscere meglio il personaggio. Tuttavia, leggendo tra le righe, si intende come l’autore abbia scelto il personaggio principale in Saviel, non per essere il vero eroe, ma è solo un tramite, di modo che possa dare l’opportunità ai Cinque Messaggeri ad agire. Una coralità che soddisfa in parte le caratteristiche di questa storia. 

Nella storia ci sono altri personaggi di rilevo, tra i quali: Clynt, il quale spesso si sente di non appartenere ad alcune razze che abitano l’isola, altre, invece, non sa cosa scegliere tra le diverse etnie. Un po’ complicato a livello psichico come personaggio. Il professor Mavel, personaggio riflessivo nel prendere le sue decisioni e in continua trasformazione psichica. Un po’ Mr. Jackil e Mr. Haide. Poi c’è Lei... Lisanna, amica carissima di Saviel che lui aiuta a fuggire... 

Le due fonti di ispirazione che hanno inciso nel dare a questa storia da parte dell’autore, almeno così racconta, è stata la spiegazione dello storico Alessandro Barbero sull’impero romano e l’autorità esercitata senza limiti dall’imperatore romano, inteso come padrone del mondo, da qui nasce il personaggio della regina dell’isola, che rappresenta il Tutto. 

Per quanto riguarda, invece, la struttura della storia, la seconda ispirazione è stata influenzata da un servizio tv su una tribù dell’Amazzonia che sa contare solo fino a cinque. Da qui il numero delle cinque leggi della Felicità e dei cinque Messaggeri dell’isola.

In conclusione, direi che la storia è stata interessante e gradevole, soprattutto come l’autore presenta al lettore il mondo dove si muovono i personaggi. Narrata molto bene anche la prevaricazione degli invasori. Molto ben delineato il confine tra il bene e il male, poiché si sa, più c’è conflitto tra antagonista e protagonista, più il climax è alto, e dunque maggiore è la tensione.

Un punto spiacevole, è il finale, risolto in modo forse un po’ troppo repentino, tuttavia, c’è la forza dell’amore a compensare tale mancanza, che poi vera carenza, a pensarci bene, non è.  Perché l’autore cita spesso quanto sia importante la forza dell’amore, scartando a priori la forza bruta della guerra e della vendetta.

Conclusioni: Un fantasy equilibrato, in alcuni passaggi, addirittura toccante. Una bellissima storia al passo coi tempi.  Consigliabile a tutti, anche a chi di fantasy non è appassionato.

Voto: sette


mercoledì 28 aprile 2021

Recensione: Sandokan alla riscossa di Emilio Salgari

 

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Sinossi:

Yanez, divenuto Re dell’Assam, è pronto a lottare nuovamente al fianco di Sandokan che rivendica la restituzione del proprio regno usurpatogli dagli inglesi. Sandokan e Yanez si battono, nuovamente insieme, contro i terribili tagliatori di teste del Borneo e contro gli intrighi del greco Teotokris. Dopo molte avventure, lotte con caimani, pitoni e scampati miracolosamente alle frecce avvelenate, i nostri eroi riusciranno comunque a spuntarla anche questa volta grazie all’aiuto prezioso della tribù di negritos, addestrata dall'amico Kammamuri. Nuove avventure e mille intrighi si susseguono in questo romanzo, tra il grido di vendetta dei pirati e l’isola di Mompracem, sempre nei loro cuori. Le vicende narrate in questo romanzo fanno parte del Ciclo dei pirati della Malesia composto anche da I misteri della jungla nera, I pirati della Malesia, Le tigri di Mompracem, Le due tigri, Il Re del Mare ed altri romanzi scritti da Salgari.


Recensione:

Complice la recente pubblicazione della collezione delle opere di Salgari a cura di RBA Italia, mi sono trovato fra le mani il pregevole volume Sandokan alla riscossa. 

Visto che sono passati qualcosa come venticinque anni, o forse più, dall’ultimo romanzo dell’autore veronese che ho letto, non ho saputo resistere. Beh, che dire, non ricordo neppure più se questo episodio di Sandokan l’avessi già letto, ciò che posso affermare è che si è trattato di uno splendido balzo nel passato, una rimpatriata bella, come ritrovare vecchi amici dopo lunghi anni. 

Sandoka, Tremal-Nike, i tigrotti di Mompracem e il mio preferito, Yanez erano lì, pronti a riprendere le loro avventure dove li avevo lasciati lustri e lustri fa. E devo dire che li ho trovati molto in forma, nonostante i lunghi anni trascorsi, durante i quali ho avuto modo di approfondire parecchi autori, storie e racconti più o meno contemporanei al papà di penna di Sandokan. Poco da dire, a mio avviso un vero fuoriclasse, che per fantasia e poliedricità nulla ha da invidiare ad autori ben più blasonati e riconosciuti a livello internazionale. 

Per tornare all’avventura specifica, troviamo i nostri eroi intenti a riprendersi il trono dei genitori di Sandokan, cercando di strapparlo dalle grinfie del rajah che aveva assassinato la sua famiglia. Ci troveremo immersi in avventure mozzafiato, dal ritmo sorprendentemente elevato e dall’ambientazione rigogliosa e splendida delle selvagge jungle tropicali. Non mancheranno animali feroci e cacciatori di teste pronti a tutto, nonché i “soliti” europei vendicativi e capaci di ogni tradimento. Avventura e divertimento nudi e crudi, accompagnati dall’inconfondibile ironia, a volte splendidamente macabra, dei condottieri della spedizione. I dialoghi risentono naturalmente del secolo abbondante che si portano sul groppone, ma risultano piacevoli contribuendo a calarci in un atmosfera del tutto particolare dal fascino di quegli anni andati, anni nei quali l'eroismo era forse la prassi e una vita fatta di paure come quella odierna non sarebbe neppure stata concepibile. Insomma, un ritorno di fiamma. Consigliatissimo e da far leggere alle nuove leve.

Ah, l’edizione della RBA è spettacolare, con le tavole di G. D’Amato ad impreziosire il testo completando un’opera davvero da collezione.

 Andrea Zanotti



domenica 25 aprile 2021

Recensione: Quando Borg poso' lo sguardo su Eve di Annarita Stella Petrino [Rating 7] - recensione a cura di Peg Fly

 

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Opera: Quando Borg posò lo sguardo su Eve

Autore: Annarita Stella Petrino   

Editore: Tabula Fati edizione

Collana: Sci-Fi collection

Genere: Fantascienza   

Rating: 7

Prezzo: Euro 14,25

Sinossi:

Nella Sedicesima Primavera gli esseri umani non sono l'unica specie dominante. Dopo il cataclisma che ha quasi ucciso il pianeta, vivono sottomessi ai borg che loro stessi hanno creato quando il mondo devastato da guerre e pestilenze aveva bisogno di tornare a essere popolato. Un Governo borg e leggi borg regolamentano la nuova società, i cui ideali sembrano discostarsi di poco da quelli che avevano fatto precipitare quella vecchia. Di quei giorni è rimasto un Partito, ora l'unico tentativo organizzato degli esseri umani per riaffermare la propria autonomia. La lotta per la libertà è un cammino lungo e costellato di vittime, ed è in questo scenario che si muove Lilandra Nassir, una giovane borg erede di una potente famiglia. Nella lunga e faticosa ricerca delle proprie origini e della sua sfaccettata identità, Lilandra attraverserà il nuovo mondo borg per scoprire che la diversità fra le razze è solo dettata dall'errata convinzione di un'inesistente superiorità di una sull'altra.

Recensione:

La prima cosa che salta all’occhio durante la lettura è l’impronta visiva che l’autrice ha voluto dare alle molteplici sfumature delle location. Il lettore è ammaliato subito da questi scenari, trascinato all’interno delle mille tonalità di ambientazioni, in cui l’autrice inserisce con minuzia di particolari ogni piccolo dettaglio. 

Nella storia, troviamo i soliti temi tra i quali: partito totalitario, amore contrastato perché lei, Lilandra Nassir, è per metà erede di una nobile famiglia Borg proprietaria di una grande tenuta e molto potente, è innamorata di un umano, Luka, servitore della tenuta Borg. Ma i due ragazzi si amano lo stesso.

Tuttavia, la diversità di rango e di razza ostacola l’amore dei due.

La diversità, il razzismo, la guerra, il riscatto, l’impegno, l’intelligenza artificiale, la troviamo sempre e comunque in questo tipo di romanzo, è ovvio, perché sono le azioni stesse a rammentarcelo.

Quello che ho trovato interessante, sono i messaggi nascosti nella trama, segnali che l’autrice invia ai più attenti dei lettori.

Quali vi chiederete? 

 La differenza delle razze, in primis, che guerreggiano l’un l’altra per il dominio e l’espansione del proprio territorio e potere, per arrivare a sottomettersi senza esclusioni di colpi.

I personaggi sono vari e i Pov ben delineati a livello psicofisico: nazisti, uomini primitivi, Borg cyborg, uomini con muscoli biomeccanici tipo il telefilm: L’uomo bionico. 

Il tema centrale della storia è la sopraffazione di due razze, nonché l’amore di due personaggi la cui natura diversa, li condiziona e li porta a dover nascondere i veri sentimenti l’uno per l’altro. 

 In questa storia, l’autrice ci rammenta gli errori ed orrori che si ripetono in letteratura come si sono perpetrati nel corso della storia. Situazioni che, in qualsiasi momento storico, continueremo a leggere, e ci verranno ricordati attraverso le pagine, anche di romanzi come questo, nel quale vengono citate le angherie subite nei lavori forzati, simili a quelli nei campi di sterminio nazisti, o nelle miniere di diamanti in Congo.

In questa storia, l’autrice ci fa riflettere, che mai, per natura effimera ed egocentrica, l’uomo ha imparato dagli errori del passato; l’unica cosa che l’essere umano è riuscito a creare dopo la distruzione della Terra, è stato quello di realizzare una razza biomeccanica affinché potesse rimediare agli errori commessi. Un’intelligenza artificiale che ricorda, in alcuni passaggi, certi film tra cui Metropolis di Fritz Lang, o i più recenti; Black Mirror (2011-2019) i cui robot rubano il lavoro agli umani, riuscendo a insinuarsi nella nostra vita tanto da toglierci parte dell’umanità e infine impossessandosi del mondo.

Una storia veramente affascinante, con note che si rifanno al passato, ispirandosi alle grandi storie letterarie trascorse, ma mai passati di moda. 

Di fondo l’ho trovato un buon romanzo, soprattutto per le tematiche trattate, tra cui la ricerca della propria identità, passaggi dialogici intermezzati da pause riflessive, che a volte rallentano la narrazione, di per sé già lenta, ma che non cade nel noioso.

Devo ammettere che amo leggere qualsiasi genere letterario, anche se un po’ meno quello fantascientifico, però, visto che qui abbiamo anche una componente distopica, con caratteristiche umane e meditative dei contenuti, ammetto che questo mi ha entusiasmato.

Ora passiamo a qualche pecca: La storia d’amore non è abbastanza approfondita, scorre troppo veloce tra una scena e l’altra, ma questa mancanza, direi che viene compensata egregiamente dal modo fluido e trascinante narratologico dell’autrice.

Consigliato, voto 7.

Peg Fly


mercoledì 21 aprile 2021

Disfida nr. 137: Ombre di Valentino Appoloni VS Jorge Luis Borges

 



TITOLO OPERA: Ombre

AUTORE: Valentino Appoloni

EDITORE: Pubblicazione indipendente 

GENERE: Fantastico, realismo magico

PREZZO: Cartaceo € 15,50 E-book € 0,99

SINOSSI:
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 Sono racconti in cui i protagonisti si cimentano con un mondo indecifrabile per la semplice razionalità umana. 

 Occorre l’azzardo della fantasia e dell’irrazionalità per trovare la maglia rotta e salvarsi dalla pesantezza delle ombre. 

 Il libro narra vicende surreali che affascinano: il mondo immaginario diventa uno specchio che riflette l’uomo e la sua vita. 
 I molteplici aspetti dell’esistenza si fondono in sogni allucinati.  C’è la paura della morte, la forza degli incantesimi, c’è la descrizione dell’uomo fragile, delle sue cattiverie, dei suoi più nascosti desideri. 

 Il destino, beffardo e onnipresente, ha un ruolo fondamentale e tiene tutti sotto stretta sorveglianza con il suo occhio multiplo.

 
FINALITA’ DELL’AUTORE:
Inserirsi nel filone del realismo magico di Buzzati, Kafka, Gogol', Borges.


BIG DA SFIDARE: 





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