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venerdì 19 aprile 2019

Recensione: Lesione Straniera di Stefania Vairelli [Rating 8] - recensione a cura di Gianfranco Pereno


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Titolo: Lesione straniera


Editore: Pubblicazione indipendente

Genere: narrativa

Prezzo: Ebook Euro 3,99 

Sinossi: 
Sandro Ferri è uno scrittore. Alle spalle: un matrimonio fallito. Nel presente: una figlia piccola, che fa
domande esistenziali, ed un equilibrio precario riconquistato con fatica. 
Ma la vita è pronta ad offrirgli una seconda possibilità, per riscattarsi dalla banalità del quotidiano in cui ormai nuota senza stimoli. Una sera, Sandro, conosce una giovane donna di colore, che lo travolgerà con
la sua storia, trasportandolo in acque molto profonde. E qui o si nuota con vigore per raggiungere la riva, o ci si lascia affondare.
Per Sandro è l’occasione per continuare quel viaggio interiore già intrapreso da tempo, ma che ancora non aveva raggiunto la meta finale.
Altri personaggi, con le loro vicende private, partecipano al coro della storia, dando vita ad una particolare famiglia allargata: una sorella che vive a Londra e che potrà finalmente mostrare a tutti la sua diversità, un
vecchio critico culinario dal carattere burbero ma dal cuore generoso, un oste dal senso pratico, una ex moglie ed un ex migliore amico con cui Sandro deve ancora fare i conti, una madre dall’affetto travolgente ma dalle idee antiquate, ed un padre che ha ritrovato il valore della vita portando il suo sostegno in Africa.
Lesione Straniera è un’esplorazione di mondi diversi, dove i sentimenti sono messi a nudo, dove non c’è più bisogno di nascondersi, né di fuggire. Un romanzo introspettivo ed estroverso nello stesso tempo. Un romanzo che ci mette dinnanzi ad un tempo presente: il nostro tempo.

Recensione: 
Avevo aperto il file per iniziare la recensione e avevo anche incominciato a leggiucchiare le prime righe con una mela in mano… tre ore dopo l’avevo terminato.
E’ vero che dovevo solo fare una recensione, ma sarebbe successo ugualmente anche se il romanzo lo avessi acquistato in libreria, visto che è uno di quei libri che, a meno di catastrofi improvvise, chiudi solo quando lo hai letto tutto.
Premettendo che pur non essendo esattamente il mio genere, dal momento che leggendo e scrivendo prevalentemente thrillers, se non c’è almeno un morto ammazzato non mi diverto, devo però ammettere che con “Lesione Straniera”, l’Autrice mi ha subdolamente accalappiato, trascinandomi in una storia romantica da cui istintivamente, più tentavo di allontanarmi, più ne ero incuriosito.
I pezzi sulla scacchiera ci sono tutti: Lui figo, problemi economici zero, scrive il primo romanzo e diventa famoso, poi eccede nell’inevitabile ego e la moglie si consola tra le lenzuola del suo migliore amico, ma mica perché disinvoltamente fedifraga, no! Ambedue sinceramente innamorati da sempre! Poi l’inevitabile crisi del protagonista che si risolve con il volontariato in Africa con un padre altrettanto figo e quindi l’incontro guarda caso, inaspettato, con un nuovo amore, nero, illegale, con un passato tragico alle spalle e un futuro altrettanto tragico nel sottobosco dell’immigrazione clandestina, dove però il culmine della tensione non avviene sui marciapiedi tra schiavitù, prostituzione e siringhe ma nel dialogo stupido e scontato di una coppia qualunque e nella crisi ancora più scontata di una madre altrettanto borghese. 
In più, improvvisamente tutti fanno a gara a chi è più altruista e così assistiamo addirittura a lasciti milionari completamente disinteressati e quindi bisogna per forza mettere in campo la paura della felicità per gettare giustamente in crisi i protagonisti a cui si aggiungono pure omosessualità femminili, adozioni internazionali, uteri in affitto…
Non c’è che dire, i presupposti per un polpettone rosa ci sono tutti… solo che l’Autrice è brava, tanto brava e sa scrivere!
E da quello che inevitabilmente aveva tutte le qualità per essere l’ennesimo mattone, ne viene invece fuori un racconto gradevolissimo, dove l’Autrice con abilità non alza mai il piede dall’acceleratore, non perde mai il ritmo e mantiene costantemente l’attenzione del lettore sul protagonista e sul mondo che lo circonda.
Quindi, per una volta, suggerisco di dimenticarci disinvoltamente del colesterolo e di lanciarci in una abbuffata rigenerante di dolcezza, dove tutto, come dovrebbe sempre essere, va giustamente a finire bene, compreso il finale da fiaba.
Devo ammettere che mi  rendo conto solo ora, di aver letto l’intero romanzo non con l’ottica del protagonista, ma con gli occhi di Ada, la figlioletta, l’unica che nella sua innocenza trova tutto normale, compresi i visi dai colori differenti di chi le sta attorno e dove realtà, sogno e fantasia sono una cosa unica nella quotidianità della sua vita. E questo è un bene!
Pro: Editing perfetto, notevolissima padronanza dello stile.
Contro: A volte si ha l’impressione che non padroneggi sempre a fondo gli argomenti e che si rifugi in “Un sentito dire comune”.
Voto: otto

martedì 16 aprile 2019

Nuove uscite: True Legends. Reclutamento di C. Gaita – S. Mastrillo – R. Vezza – S. Vita

Oggi vi segnalo una nuova uscita targata Robin Edizioni che mi ha particolarmente colpito per l'originalità dell'argomento trattato. 
Ecco a voi Ture Legends - Reclutamento:

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“Master Bomber, a pochi minuti dal termine,
spinto dalla disperazione si era lanciato in un’accelerazione delle sue,
bruciando tutti e ricevendo il pallone sul piede.
Aveva messo a sedere mezza difesa avversaria
e si era ritrovato tutto solo davanti alla porta.
La cannonata che sferrò avrebbe bucato un muro vero.”


Il libro. È il primo atto di una storia basata sul gioco del calcioIn un futuro distopico nel quale i terrestri dominano buona parte della Via Lattea e hanno colonizzato decine di pianeti, le dispute per l’accaparramento delle risorse non sono più risolte tramite le armi, bensì per mezzo di un torneo interplanetario denominato True Legends, che si tiene ogni quattro anni su un satellite artificiale detto “Cittadella”. A capo di questa società interplanetaria è posta un’organizzazione monopolistica che dispone della tecnologia più avanzata, capace di orientare le masse attraverso l’informazione mediatica, detta Network, la cui filiale terrestre è la FIFA. Il romanzo è ambientato sul pianeta Terra, profondamente mutato a seguito di sconvolgimenti naturali indotti per cause tutt’ora ignote ai più. Il nostro pianeta è ormai relegato in una posizione secondaria e provinciale, del tutto subordinata ai dettami del Network e nessuna selezione terrestre è mai riuscita a vincere i True Legends, né ad aggiudicarsi le risorse necessarie per risorgere. In questo contesto l’ambiguo Johnny Fresco, ex stella calcistica terrestre, e diventato quasi per caso un magnate dell’industria itticoalimentare, decide, in una sorta di sfida al Network e alla FIFA, di fondare un proprio club con cui tentare la sorte nel torneo. Inizia così il reclutamento: ogni capitolo del romanzo è dedicato a un componente della squadra e alla sua storia, dallo 0 che parla dell’allenatore al 23, che chiude con la prima seduta di allenamento con la squadra al completo.

Gli autori. Cristian Gaito nato a Formia nel 1981, laureato in lettere e filosofia, ha lavorato come archivista presso enti e fondazioni culturali. Appassionato di fantasy e fantascienza, ha pubblicato diversi racconti per riviste e piccole case editrici nazionali.

Sergio Mastrillo nato a Minturno nel 1976. Per anni è stato lavapiatti all’estero e manovale al suo ritorno in patria. Passando da un lavoro all’altro, ha sempre preferito la letteratura, la montagna e il calcio a qualsiasi altra distrazione. Attualmente lavora come guardia giurata presso un istituto di vigilanza. Fin da ragazzo adorava le poesie di Jim Morrison e ne scriveva di proprie. Immerso tra le letture di William Blake, John Milton e Baudelaire, attraversò il mondo fantastico di Tolkien e della Le Guin, passando ai romanzi di Gary Jennings e Umberto Eco, fino allo studio del sincretismo religioso e della filosofia.

Riccardo Vezza nato a Formia nel 1974, laureato in giurisprudenza, attualmente lavora come guardia giurata in un istituto di vigilanza e in uno studio legale. Folgorato da R.E. Howard e dal suo Conan, nel tempo ha ampliato il panorama delle proprie letture includendo le opere di Tolkien, Martin, Moorcock, Herbert, Asimov, Dumas, Hugo. Ha iniziato a scrivere all’età di ventidue anni.

Salvatore Vita nato a Formia nel 1980, laureato in lettere e filosofia, lavora come insegnante di italiano e storia. Appassionato di letteratura fantasy, fumetti e manga, nonché di tutto ciò che ruota intorno alla filmografia degli anni ’80.


In libreria
Collana i Robin&sons - Euro € 18,00 - Pagg. 496 - ISBN 978-88-7274-405-5



domenica 14 aprile 2019

Recensione: L'occhio e la spada di Marco Dollera [Rating 6,5]


recensione romanzo fantasy
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Titolo: L'occhio e la spada

Autore: Marco Dollera

Editore: Plesio Editore

Genere: Fantasy

Prezzo: Ebook Euro 3,49 - Cartaceo Euro 10,20

Sinossi: 
Zei ed Arlei sono amici dalla più tenera età. Riflessivo uno, più passionale l'altro, nessuno dei due avrebbe immaginato di dover lasciare le Terre Verdi. Ma i soldati del re elimineranno tutti i loro affetti, costringendoli alla fuga. Inizia così un duro viaggio, una folle caccia che li trascinerà in un vortice di dolore, speranza e vendetta. Ma avranno bisogno di aiuto, perché il nemico è più forte di loro. Lui impugna un Dono degli Dei.

Recensione:
Ad esclusione dei grandi autori che hanno fatto la storia della letteratura, ritengo che tutti gli altri comuni mortali con la passione per la scritture debbano trovare la giusta nicchia per far apprezzare i propri lavori. Non si può pensare ci piacere a tutti, così come non si può evitare di concentrarsi sul veicolare le giuste informazioni attraverso cover, sinossi, quarta di copertina, per facilitare il proprio pubblico nel  trovare la “preda” giusta. Faccio questo preambolo poiché nel mio caso, occupandomi per passione di recensire opere di autori esordienti/emergenti/non ancora famosi che spaziano nell’intero arco della letteratura d’evasione, alle volte capita di trovarsi fra le mani un testo “non nelle proprie corde”. A questo punto cercherò di mantenermi il più oggettivo possibile, sperando di fornire il miglior servizio possibile ai nostri lettori. 
Il testo odierno è L’occhio e la spada di Marco Dollera, edito da Plesio Editore. Si tratta di un romanzo fantasy. Adottando l’ottica del target specifico del pubblico, lo ritengo un buon romanzo, un lavoro capace di far avvicinare nuovi lettori al genere, in modo graduale, senza traumatizzarli con dozzine di strane razze o centinaia di fazioni e linee narrative diverse. Sempre rifacendosi al target, va da se che non mi sentirei di consigliarlo invece a vecchi marpioni del genere, che ne rimarrebbero probabilmente delusi. 
Il punto è che Dollera scrive bene, ha nella prosa il suo punto di maggior forza: semplice, diretta e pulita conduce il lettore nel viaggio dei suoi giovani eroi senza tentennamenti, mantenendo una qualità costante. Data questa ottima dote del giovane autore viene naturale per i più esigenti e smaliziati attendersi qualcosa di più a livello di trama. Intendiamoci, ci sono colpi di scena e tradimenti, doppi e tripli giochi, ma è l’originalità a latitare. La storia è sicuramente adatta ad un pubblico giovane e a chi non ha già battuto in lungo e in largo il genere, che potrà godere appieno delle avventure dei protagonisti. 
Un romanzo per chi cerca un’avventura ben scritta, senza farsi troppi pensieri su quello che sta dietro ai personaggi, sulle loro motivazioni profonde, e che non ha interesse per l’approfondimento e la scoperta di un mondo fantastico che in questo caso fa da mero scenario, senza pretesa di rubare spazi e far perdere tempo all’evolversi della vicenda, guastandone il ritmo.      
Le ultime considerazioni prima di passare al voto finale, sono dedicate al “prodotto fisico libro”. 
La cover, che peraltro mi pare decisamente sotto gli standard cui Plesio ci ha abituati, non credo contribuisca a veicolare il giusto messaggio per il potenziale lettore, messaggio che ritengo fondamentale in un testo dal target specifico come questo. Nulla da eccepire invece in merito a editing e assenza quasi totale di refusi.
Voto 6,5 

martedì 9 aprile 2019

Nuove pubblicazioni: Millaria - Il tempo dell'inganno di Dada Montarolo

E' sempre un grande piacere per noi di scrittorindipendenti poter annunciare una nuova uscita frutto della fantasia di un membro del nostro staff. Oggi è il turno di Millaria - Il tempo dell'inganno di Dada Montarolo, romanzo sci-fantasy edito da Delos Digital nella collana Odissea Wonderland:

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Sinossi: 

Raino è costretto da un ricatto a fingere di morire in un incidente di volo e restare in esilio, ma l’amore per una donna e per la sua terra lo spingono ad affrontare prove e mondi inquietanti pur di tornare indietro. Mentre il tempo si dilata e si contrae intorno a lui, la sfida con il destino inizia.

Una relazione clandestina e un enorme debito di gioco costringono Raino, pilota militare di Millaria, a cedere al ricatto di Wornat, potente consigliere del presidente, e accettare la farsa di una finta morte. Scampato a stento a quella vera, trova aiuto e rifugio nel mondo sotterraneo di Dulvana, affronta la misteriosa Foresta delle Domande, cerca e scopre nella Terra di Loro, nemica di Millaria, un’orribile verità: chi lo ha allontanato con l’inganno sta per rendere schiava la sua patria. Per difenderla e cercare Esan, la donna amata e perduta, dovrà tornare indietro e sfidare il destino.




L'autrice: 
Dada Montarolo è stata giornalista, caporedattore e corrispondente dall’estero (Australia, Stati Uniti, Oriente) per alcuni quotidiani nazionali (Corriere dello Sport, Avvenire, La Nazione), ghostwriter e copywriter. Affianca all’attività di scrittore quella di editor e curatore di traduzioni di romanzi in lingua straniera. Ha pubblicato il romanzo storico Le battaglie di Giulio Cesare (1981), ed. Varesina; il romanzo Alter (2003), ed. Campanella; i romanzi Golfavolando – storie vere di un circolo immaginario (2008) e Golfavolando – le nuove storie (2012), ed. Mursia; la raccolta di racconti Mixing – dodici storie dentro un bicchiere, i racconti Pensione Paradiso, Il figlio del Re, Le continuità della morte in ebook, ed. Pelide; il romanzo Nessun Messaggio Nuovo (2017), ed. Gabriele Capelli, che ha vinto la targa speciale della critica al concorso letterario Città di Stresa 2017. Ha scritto per il teatro le commedie Il Moglio e Il Maliardo, e per il teatro canzone La Valigia.


domenica 7 aprile 2019

Recensione: La tomba del canarino di Isabel Giustiniani [Rating 8]


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Titolo: La tomba del canarino


Editore: Pubblicazione indipendente 

Genere: Romanzo storico

Prezzo: Ebook Euro 1,99 - Cartaceo Euro 8,99

Sinossi: Il sepolcro di Tutankhamon ha ancora un segreto.

Nell’ottobre 1922 Howard Carter fa ritorno a Luxor dall’Inghilterra recando con sé un canarino affinché il canto della bestiola possa allietare le sue giornate. Il cuore dell’uomo, infatti, è colmo di preoccupazione: ad Highclere il suo magnate e finanziatore lord Carnarvon gli ha comunicato l’intenzione di terminare gli scavi in Egitto dopo quell’ultima stagione. 

L’uccellino giallo, novità in quella terra, riscuote la meraviglia degli operai egiziani tanto da meritarsi l’appellativo di “uccello d’oro” e venire considerato foriero di grandi ricchezze. Quando, solo qualche giorno più tardi, uno scavatore si imbatte nel primo gradino che porterà al sepolcro di Tutankhamon con i suoi immensi tesori, per gli operai il ritrovamento non potrà essere altro che “la tomba del canarino”. 

Ben presto la felicità per tale scoperta si trasforma in un incubo quando un serpente si insinua nella gabbia del piccolo pennuto, divorandolo. L’azione del cobra, simbolo per eccellenza dei faraoni, è per i nativi il chiaro messaggio dell’ira del defunto il cui sonno è stato turbato. 

Da quel momento Carter si troverà a combattere contro la superstizione del popolo, le accuse di furto e l’ingerenza del governo egiziano che vede nella sensazionale scoperta un motivo per alimentare il nazionalismo. L’assillo dei giornalisti dopo la morte di Carnarvon - sempre alla ricerca di scoop per accrescere le dicerie sulla maledizione del faraone - le battaglie legali e il disperato amore per lady Evelyn, travolgeranno l’archeologo portandolo a ignorare le parole del suo fedele assistente Na’im. Quella ormai lontana notte di novembre in cui, assieme a Carnarvon e alla figlia, sono entrati per primi di nascosto nella tomba, il giovane egiziano ha visto qualcosa alla quale l’archeologo non crede. Oppure finge di non credere. 

Recensione: 
Aperto, letto d’un fiato e chiuso a malincuore.
Come lettore non posso che essere soddisfatto, come scrittore invece, una punta d’invidia mi serpeggia lungo la schiena, quasi che quel serpentello che si cela costantemente tra le pagine del libro sia veramente un qualcosa di più di uno splendido monile.
Il constatare, una volta di più, che si può essere scrittori indipendenti senza minimamente scadere nel dilettantismo, non può che far bene sia agli amanti della lettura che a quelli che osano prendere una penna in mano, e non mi rimane che far tanto di cappello alla bravura dell’Autrice.
Affrontare un romanzo storico è qualcosa di veramente difficile, non solo ci vuole una grande passione personale, cosa relativamente facile da riscontrare in molti Autori, ma soprattutto la capacità di gestire la montagna di dati e informazioni che vengono raccolti sul tema trattato, cosa che in genere si tramuta il più delle volte in un penoso elenco di date e citazioni, intervallate da tentativi più o meno riusciti di imbastire il tutto con trame e dialoghi che dovrebbero apparire appropriati.
Per essere credibili la regola principale è scrivere di cose che si conoscono e a meno che uno non sia un valente archeologo di professione, raccontare da vicino, come in questo caso, una delle più grandi scoperte del ‘900 non è cosa da poco.
Ma qui l’Autrice  ha quel tocco di genio che ha dato vitalità al famoso serpentello dell’invidia di poco prima.
La trovata di un narratore non solo è vincente, ma preclude anche la banalità del sotterfugio utilizzato con la scelta del personaggio di Na’im. In un colpo solo l’Autrice non solo si mette al riparo dall’inevitabile inadeguatezza professionale e tecnica verso il mondo dell’archeologia, ma grazie proprio al ruolo di semplice inserviente ricoperto dal narratore, si tutela anche dall’affrontare troppo da vicino le implicazioni sociali, politiche e religiose che hanno condizionato pesantemente l’intera vicenda.
Libera da quei lacci, l’Autrice può solo dedicarsi a narrare con passione una storia che chiaramente l’affascina, trascinando il lettore nella sua visione di un’avventura emozionante, dove la sua preparazione e la cura dei particolari storici si adatta perfettamente alla trama, regalandoci una visione di personaggi e di luoghi accattivante, dove i dialoghi sono naturali e ben congegnati, sempre perfettamente credibili.
Affrontare inoltre la cultura egizia, pregna di misteri e di anacronismi, senza pesare eccessivamente sul racconto, ma affidando a un semplice monile il compito di diffondere mistero e magia è un’altra piccola perla di questo bel libro, che ha una sola pecca, quello di essere troppo breve.
Da leggere! 
Pro:  ottimo editing  e perfetta scelta dei dialoghi.
Contro: forse troppa lentezza nelle prime 50 pagine, ma poi il ritmo prende vigore e si arriva alla fine d’un balzo.
Il racconto meriterebbe più spazio, la personalità dei personaggi principali potrebbe essere più approfondita, nonostante sia indubbiamente accurata, o forse è solo che sono così bene presentati che uno vorrebbe conoscerli meglio.
Voto: Otto pieno!