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sabato 11 agosto 2018

Recensione: I due Regni: La Città Intera di Alessia Palumbo [Rating 7,5]


recensione romanzo fantasy
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Titolo opera: I due Regni: La Città Intera


Editore: EDIKIT

Formato: cartaceo e ebook

Genere: fantasy

Prezzo: ebook 1,99 / cart. 18,00

Sinossi: 
In un regno devastato dai conflitti fra maghi e guerrieri, la Città Intera è sorta, baluardo nella lotta contro chiunque possieda sangue magico.
In questo scenario si muove Farwel, decisa a riportare pace ed equilibro in un luogo dove imperversa solo timore e morte.
In un fantasy, certamente non canonico, si muove la sfera umana dell’interiorità e di ogni sua sfumatura, non trovando il malvagio o il corrotto in un mostro da debellare o in una antica maledizione che pende sul capo indistinto della razza umana, ma dentro quegli stessi personaggi che creano e distruggono.
Parallelamente alla vicenda, altri filoni narrativi si intrecciano, mostrando eventi del passato privi del dolore della Città Intera, ma carichi già di un nefasto presagio.


Recensione: 
I due Regni: La Città Intera di Alessia Palumbo è il primo volume di una saga fantasy, dal tono epico, ricca di colpi scena e mai prevedibile. Ad oggi, ho notizia soltanto di un secondo volume intitolato “Le porte di Aisha". Questo romanzo è poco distribuito in versione ebook (solo su Amazon) e quindi non è facile da acquistare. È un vero peccato, perché la storia è bella!
  
Un libro scritto davvero bene, in cui si intrecciano perfettamente tre differenti storie. La principale riguarda la protagonista, Farwel, una potente incantatrice che durante tutto il romanzo diventa sempre più sicura di sé e delle proprie capacità. Così il libro racconta anche il cammino di una giovane che cerca il proprio posto nella società e infine lo trova. Essere una grande maga, tuttavia, non è affatto semplice per lei che si ritrova a essere il punto di riferimento di tutti i maghi del Delaher nella guerra che li contrappone ai Custodi (dediti al male e al potere). Fin qui la trama non avrebbe nulla di speciale visto che, come avviene in molte storie fantasy, il Bene si oppone al Male. 
Il racconto si dipana su tre differenti piani: la protagonista viene guardata, in ogni singolo momento del romanzo, sia nel presente che nel passato. In tal modo memorie e decisioni da prendere s’intrecciano in modo magistrale tenendo il lettore  incollato alle pagine. Il terzo e ultimo piano da considerare è quello inerente un misterioso volume che la giovane maga riceve in dono da un’amica: apparentemente si tratta di una scialba storia romantica (il cui titolo è cancellato dagli anni) ma che sembra avere una grande importanza per lo sviluppo futuro della storia. Anche i capitoli di questo volume, infatti, vengono inclusi nel testo e segnano dei momenti di svolta.  
I personaggi secondari sono anch’essi credibili e di buon spessore. Un romanzo che ci sentiamo quindi di consigliare, voto finale 7,5

Carla Ioppolo

giovedì 9 agosto 2018

Recensione: La materia del cosmo di Cixin Liu


Recensione libro Cixin Liu



SINOSSI:
L'universo è un'immensa foresta abitata da feroci predatori. Nascondersi significa sopravvivere, rivelarsi significa diventare prede. È quello che ha fatto la Terra, e ora i predatori stanno arrivando. Impiegheranno 400 anni, attraverso gli spazi siderali, e la Terra tenta di organizzare una disperata resistenza. I terrestri che avevano cercato di collaborare con i Trisolariani sono stati sconfitti, ma sul pianeta sono presenti i sofoni, particelle subatomiche in grado di dare agli alieni accesso istantaneo a tutte le conoscenze umane: ciò comporta che i piani difensivi sono a totale disposizione del nemico. Solo la mente umana rimane inaccessibile: è questa l'unica speranza di salvezza attorno a cui si costruisce il Progetto Asceti Impenetrabili, un audace programma che garantisce enormi risorse e affida poteri straordinari a quattro persone perché trovino una strategia difensiva efficace: tre sono importanti uomini politici e scienziati. Il quarto è un oscuro, mite astronomo e sociologo cinese, stupito che abbiano voluto affidargli quell'incarico. Eppure è proprio lui quello che gli invasori Trisolariani vogliono morto…


RECENSIONE:
Credo che La materia del cosmo di Liu Cixin sia il primo romanzo di un autore cinese che leggo e devo dire che ne sono rimasto molto soddisfatto. Certo ho impiegato del tempo a familiarizzare con i nomi cinesi dei protagonisti, ma forse questo particolare è dovuto anche alla mia proverbiale scarsa memoria… in compenso lo scritto di Cixin mi ha molto colpito. 
Alcune considerazioni, sparse qua e là fra le righe del romanzo, sono decisamente acute e profonde, al limite dei grandi quesiti filosofici e che non ci si aspetta di trovare in un’opera di fantascienza. In realtà questo non è proprio vero, anzi, tutt’altro a ben vedere, ma solo nei casi dei grandi autori, e credo di poter affermare che Cixin sia fra questi a pieno titolo. Il romanzo mi ha ricordato per certi versi il Ciclo delle Fondazioni del grande Maestro Asimov, il che non è poco...
L’idea di fondo è geniale, non tanto in se, quanto per le conseguenze che comporta ai fini della narrazione. Il nemico destinato a far scomparire il genere umano arriverà solo fra 4 secoli, ma arriverà con certezza, e pare inarrestabile. Ciò che questa sentenza di morte comporta per gli uomini, e per i loro spiriti, è affascinante e ci viene esposto dall’autore in modo brillante e intelligente, con considerazioni sempre calzanti e capaci di farci riflettere a pieno regime. 
La questione della supremazia della tecnica/tecnologia (bloccata dagli invasori alieni) rispetto a tutte le altre arti umane è uno specchio fedele dell’attualità e costringe i protagonisti a scervellarsi per scoprire vie alternative, non solo in campo militare. 
Bello, interessante, originale. 
L’arco narrativo copre quindi i fatidici (ultimi?) 400 anni di storia umana. L’evoluzione della società ci viene narrata dall’autore in modo credibile, la sua ricostruzione fantascientifica ha solide basi scientifiche e tecniche, riuscendo a farci apparire quanto da lui immaginato assolutamente plausibile e quindi ancor più godibile. L’autore si concentra moltissimo sugli aspetto sociali e psicologici scatenati dalla consapevolezza del volgere a conclusione dell’esistenza umana. Il concetto di estinzione non è poca cosa da far digerire alle masse, così come alle gerarchie dominanti.
La materia del cosmo non è un romanzo pieno d’azione, intendiamoci, è bene specificarlo per chi si attende questo da un romanzo fantascientifico. Niente scontri aerospaziali a profusione, né battaglie campali con marine più o meno corazzati e imbottiti di tecnologie sfavillanti e incredibili. Certo, i colpo di scena non mancheranno, così come le stragi violente, ma il taglio dato da Cixin è prettamente storiografico: una ricostruzione di scenari apocalittici dal punto di vista più globale. Il testo, un totale di 520 pagine, presenta a mio avviso dei cali di ritmo narrativo nella zona centrale, rischiando di perdersi per strada alcuni lettori, ma riserva un gran finale, da non perdere.
Insomma, con le dovute cautele per gli amanti dell’azione spasmodica, un testo che andrebbe letto da chiunque. Consigliato!

martedì 7 agosto 2018

Disfida nr. 71: Ti guarderò morire di Filippo Semplici


delos digital
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Compralo da La Bancarella di scrittorindipendenti


Titolo: Ti guarderò morire.


Editore: Delos Digital

Formato: ebook.

Genere: thriller.

Prezzo: 3,99 euro (Adesso in offerta a 1,99 Euro)

Sinossi:
Quando Orlando parte per una vacanza in Toscana insieme a Elise, la sua compagna, ha la testa piena di idee: buon vino, campeggi, divertimento. Ma è sulla strada del ritorno, durante una sosta a Borgoladro, che qualcosa cambia. In quel piccolo paese arroccato tra le colline, abitato da vecchi in pensione, si respira unatmosfera ambigua. Quella gente è strana, e Orlando non tarderà a scoprire sulla sua pelle la loro vera natura omicida. Braccato, ferito, strappato dalle braccia di Elise, sarà costretto a una sfida contro il tempo e se stesso, se vorrà salvarla dalla furia bestiale degli abitanti. Ma mentre dovrà fare i conti con dolore e paura, troppi interrogativi emergono inquietanti: come mai quelle persone sembrano abituate a uccidere? E chi sono quelli là”? E soprattutto, cosa si nasconde davvero dietro lapparente quiete di un sonnacchioso paese toscano?
Perché tra i tanti misteri, una sola cosa è certa: a Borgoladro, nulla è quello che sembra.

Note/Commenti/Finalità dell’autore:
Da un po’ di tempo mi sono reso conto che la mattina, quando mi sveglio, sono due le cose più urgenti che faccio: spegnere la sveglia, e accendere il cellulare. Dopo pochi minuti sono già indaffarato con posta elettronica, social e messaggi vari.
Sono già connesso.
E lo resto per quasi tutta la giornata, senza rendermene conto.
Come me, molte altre persone. Siamo diventati internet-dipendenti.
Ma cosa c’entra questa presentazione con un romanzo che parla di un branco di vecchi assassini?
C’entra. C’entra eccome.
Perché a Borgoladro nulla è quello che sembra, la mostruosità vera si cela dietro una maschera di apparente follia, che in realtà segue una logica ben precisa. Precisa e perversa. Il male che affiora non è quello definitivo, è solo di facciata; serve a nascondere quello vero, reale, che davvero è in grado di uccidere.
Ho scritto questo libro spinto da due motivi: la rabbia verso le ingiustizie, e i pericoli della rete.
Troppe volte, oggi, ascoltiamo notizie di cronaca in cui le vittime delle più brutali aggressioni non ricevono mai la giustizia che meritano, per colpa di una legge che sembra favorire solo i carnefici. Ebbene, nel mio libro questo non succede.
Nel mio libro, ci potete contare, i cattivi la pagano cara.
E internet? Be’, internet è l’invenzione più rivoluzionaria degli ultimi decenni, ma nessuno di noi ha la reale percezione del pericolo che si trascina dietro.
Siamo ostaggio dei social network, dei media, siamo “l’esercito dei selfie", ma ci siamo mai chiesti dove finisce il materiale che postiamo, condividiamo, pubblichiamo con tutti? In mano a chi?
Mi sono fatto questa domanda, e ho iniziato a scavare.
Sono arrivato a una conclusione allarmante, e soprattutto ho incontrato una realtà che speravo non esistesse, ma che c’è. E non si può ignorare. Una realtà sotterranea fatta di mostri umani, miseria, rabbia, follia, che la maggior parte di noi non conosce.
Per questo ho deciso di affrontarla nel libro e, almeno in parte, portarla alla luce.
Qualcuno dei miei lettori ha detto che il romanzo contiene un forte attacco alla società. Non lo so, di sicuro toglie un velo su certi argomenti che sarebbe meglio non conoscere; la mia speranza è indurre a riflettere sul futuro che ci aspetta, che aspetta i nostri figli, sempre più connessi, sempre più internauti.
L’ho detto: Borgoladro è il male di facciata. Nasconde quello vero, fatto di occhi che spiano, morbosità, perversioni al limite dell’umanità.
È un romanzo violento, in cui però non troverete sangue a fiumi. Non mi piace descrivere la violenza fine a se stessa; basta accendere la TV per andare in overdose. I vostri stomaci, quindi, possono stare tranquilli.
Ma i vostri cervelli spero riescano a sintonizzarsi sulla storia perché, anche se romanzata e totalmente inventata, parla di una verità che esiste, che c’è, e che ogni tanto si porta via qualcuno di noi. Per davvero.
In silenzio.
Nell'ombra.
Mentre altri stanno a guardare.


BIG da sfidare:

romanzo horror king



Sapendo già di perdere, direi… il Re in persona: Stephen King.









domenica 5 agosto 2018

Recensione: Squadra Demolizioni: Side A di Enrico Lanzalone [Rating 6]


recensione steam-fantasy
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Titolo opera: Squadra Demolizioni


Editore: Indipendente

Formato: cartaceo e ebook

Genere: steam-fantasy

Prezzo: ebook 1,99 / cart. 17,00

Sinossi: Su Aend l'epopea fantasy è morta da un pezzo.
A Bluren, poi, è in avanzato stato di decomposizione. Un coacervo di razze diverse si ammassa entro i confini mutevoli della metropoli, dove tecnologia e arcano si mescolano insieme. La mafia delle fatine klix domina i bassifondi, i demoni gestiscono le assicurazioni, i nonmorti sintetizzano nuovi tipi di stupefacenti, mentre la nobiltà degli orecchie a punta vive nel lusso della città alta.
Ma questo fragile equilibrio sta per spezzarsi.
Un misterioso terrorista, armato di ferrei ideali e esplosivi ad alto potenziale, sta seminando il caos nella città. Mentre l'altaguardia brancola nel buio, l'ispettrice Rethién si trova davanti un'unica alternativa: se gli eroi preferiscono firmare gli autografi a ragazzine urlanti, solo il peggio offerto da Bluren può affrontare la nuova minaccia. Una squadra di folli; una squadra capace di far tremare le fondamenta della metropoli; in poche parole: "La Squadra Demolizioni".

Recensione: QUANDO LA FAVORITA INSULTA L’ARBITRO

Il libro in breve.
In una città fantasy che fonde medioevo e modernità un gruppo raffazzonato di pasticcioni e decerebrati deve indagare sugli attentati bombaroli che stanno minando l’ordine costituito.
Mettiamo le carte in tavola, “Squadra Demolizioni” con me partiva in discesa. Ambientazione steam-fantasy, vicenda investigativa, taglio ironico, tre elementi che in un’opera mi mandano in visibilio e che da soli facevano partire da 8 il voto della recensione. Una vittoria facile, in stile nazionale che gioca contro la squadra dell’oratorio, con l’arbitro connivente. Poi purtroppo la favorita insulta l’arbitro.
Sia chiaro: parliamo comunque di un libro divertente, con alcune trovate geniali, un’ambientazione originale che richiama a tratti il sommo Prachett, purtroppo zavorrato da una scrittura non troppo pulita e qualche buco di trama. Ah…è solo una prima parte.

Punti di Forza.
L’ambientazione è senza ombra di dubbio il fiore all’occhiello del romanzo. Fresca, pulsante, affronta quasi ogni luogo comune del fantasy in maniera dissacrante, con un’ironia tra il non-sense e il demenziale che sfiora la parodia. Decine di razze, dalle più comuni (elfi) a quelle mai sentite prima (gatti zombi mannari) popolano la città in maniera caotica, divisi in classi sociali, intessendo relazioni disfunzionali che danno vita a una criminalità stratificata ed esilarante. Magia usata come droga, frigoriferi muniti di mitragliatrici, mafia delle fatine, lampi di genialità dell’assurdo con cui Lanzalone infarcisce il suo mondo. Su tutti brilla la razza dei richir, la gente piccola, una genia di ladri, tagliagole, contrabbandieri e qualsiasi altro lavoro infranga la legge, perché per un richir le regole sono un’usanza curiosa delle razze primitive.

Note Dolenti     
A fronte di numerose idee spumeggianti purtroppo organizzazione del romanzo e tecnica di scrittura non sono così curate. In primo luogo i protagonisti sono almeno sette e si alternano come voce narrante senza soluzione di continuità all’interno dei capitoli. Questo porta due problemi: uno, alcuni protagonisti sono davvero troppo deboli come narratori, rendendo fiacchi i loro pezzi, due, troppo spesso l’autore salta a un altro personaggio prima che l’azione del precedente sia conclusa, facendoci sapere come è andata a finire tramite racconti fuori scena; alla lunga questa cosa a me ha infastidito molto. Per essere un giallo la trama procede un po’ troppo per coincidenze, con un oggetto magico molto potente inserito a metà del libro come Deus Ex Machina. Viene infine il vero colpo basso, lo sgambetto all’arbitro con annessa gomitata quando è a terra: il libro è solo una prima parte, il lato A di un vinile come si capirà meglio in chiusura. 
La questione non sarebbe di per se un demerito, se però la vicenda arrivasse a una qualche conclusione almeno parziale. Invece no, senza preparare il lettore, senza che si arrivi almeno a una situazione di stallo, una sorta di “save point”, la narrazione si interrompe di punto in bianco, lasciando nel sottoscritto un senso di fastidio che ha avvelenato il ricordo dell’esperienza. Un vero peccato, perché questo fastidio è indice che l’affezione ai personaggi c’era, la voglia di continuare anche.

Voto: 6    

giovedì 2 agosto 2018

Recensione: Perdido Street Station di China Miéville


china mieville, perdido street station
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SINOSSI: 
La metropoli di New Crobuzon si estende al centro di un mondo sbalorditivo. Umani, mutanti e razze arcane si accalcano nell’oscurità fra le ciminiere, lungo fiumi indolenti alimentati da rivoli innaturali, tra fabbriche e fonderie che pulsano nella notte. Per piú di mille anni il Parlamento e la sua brutale milizia hanno governato su una moltitudine di operai e artisti, spie e maghi, ubriachi e prostitute. Ma uno straniero è giunto con le tasche piene d’oro e ha imposto una richiesta inverosimile, scatenando l’incredibile. La città, l’immensa capitale, la sterminata New Crobuzon cade in preda a un terrore sconosciuto: il destino di milioni dipende da un gruppo di emarginati in fuga da legislatori e signori del crimine. Il paesaggio notturno diviene un territorio di caccia, mentre le battaglie infuriano all’ombra di costruzioni immense e bizzarre. Una resa dei conti è prevista nel cuore della città, nello smisurato edificio che si chiama Perdido Street Station. Ormai, per chiunque viva a New Crobuzon, è troppo tardi per scappare… 

Romanzo di straripante magia, Perdido Street Station è al di fuori dei generi: un esempio di come la letteratura fantastica contemporanea possa dare vita a una fantasmagoria colossale e immaginativa, sospesa tra critica sociale e gusto dell’avventura, tra scienza e alchimia, tra l’orrore e la meraviglia.


RECENSIONE:
Oggi recensiamo un romanzo che mi ha dato del filo da torcere e non solo a causa delle sue 800 e passa pagine, ma per la densità delle stesse. Sto parlando di Perdido Street Station, il romanzo che mi ha fatto conoscere China Mièville e che da un po’ avevo nel mirino. Ero conscio che si sarebbe rivelata una lettura tosta, ma non credevo sino a questo punto. Un romanzo che alla fine mi ha lasciato più di un dubbio, nonostante non stenti a definire l’autore capace di apportare qualcosa di realmente nuovo e originale. 
Perdido Street Station è un romanzo atipico, difficile da incasellare in un genere ben preciso. Ci sono elementi steampunk, horror, fantascientifici e weird, innestati su una struttura tipicamente fantasy. Il tutto è gestito in modo magistrale, riuscendo nella non semplice impresa di non partorire un aborto caotico e sconclusionato, ma generando un mondo parallelo con le proprie regole e scenari coerenti. 
L’autore ci fa immergere nella sua caleidoscopica immaginazione calandoci nella megalopoli di New Crobuzon, un agglomerato di quartieri abitati da personaggi bizzarri, razze aliene, uomini cactus, strani insettoidi con molti caratteri umani e persone come noi. Un mix che Mièville riesce a gestire in modo esemplare, senza che mai ci venga in mente qualche incongruenza nella realtà prospettataci. 
Dico subito che ciò che maggiormente impressiona è proprio l’assoluta originalità, sia dell’ambientazione che dello sviluppo della trama, non certo lineare, ma efficacemente complessa e arzigogolata. 
Ma allora cosa ha reso la lettura così ardua?
Lo stile dell’autore è particolare, il lessico ricercato, le costruzioni barocche, le descrizioni alle volte spossanti. Le prime duecentocinquanta pagine non presentano nulla di particolarmente rilevante dal punto di vista della trama, assolvendo la sola funzione di introdurci nell’ambientazione. Ero quasi sul punto di abbandonare l’impresa, e ora, giunto alla conclusione, so che me ne sarei pentito. 
Certo, molti diranno che se si vuole creare un mondo bizzarro, credibile e originale, si deve pur avere il tempo per farlo, ma a tutto c’è un limite. O perlomeno si può tentare di agevolare il lettore utilizzando per questo lungo preambolo una prosa più leggera e fluida. Parere personale, intendiamoci, sulla classe dell’autore non si discute, sul fatto che avrebbe potuto gestire diversamente il ritmo secondo me sì. 
Ad ogni modo la cura per i personaggi e il loro ambiente è per lo meno ben spesa e ci permette di accrescere l’empatia nei loro confronti di pagina in pagina. Ho apprezzato molto l’evoluzione del protagonista, che colpito duro dagli eventi, riuscirà a maturare in modo originale e scevro dal buonismo che affligge solitamente gran parte dei protagonisti. Qui ci troviamo innanzi un uomo in carne e ossa, con i propri difetti e le proprie incoerenze. L’ho molto apprezzato. Alcuni comprimari invece, anche se dotati di spazio sufficiente per poter emergere, tendono a sparire e defilarsi senza quasi che si riesca ad accorgersene, ma tant’è.
Ad ogni modo il clima claustrofobico di New Crobuzon lascia il segno, questo è indubbio e costituisce un viaggio potenzialmente interessante per ogni lettore che gradisca esser trasportato alla scoperta di un mondo diverso, lugubre, sotto l’occhio vigile della milizia sempre pronta a punire in modo esemplare e brutale i trasgressori. Già perché per quanto l’ambientazione sia bizzarra e aliena il tema di fondo rimane molto legato alla realtà che stiamo vivendo, con chiari rimandi ai sistemi totalitari, alla corruzione, all’ecologia e all’integrazione razziale. Insomma ci sono diversi livelli di lettura, come in ogni romanzo d’evasione che si rispetti. Per concludere quindi che dire, dovessi sintetizzare con un voto darei un 7, principalmente per l’originalità del tutto, cattivi di turno inclusi. Non vado oltre nella valutazione perché ritengo che troppe pagine delle totali 800 siano state un puro esercizio stilistico da parte dell’autore che avrebbe potuto tranquillamente evitare. 


martedì 31 luglio 2018

Disfida nr. 70: Sopra, ma non a Nord di Sopra ma non a Nord


romanzi Carl Sagan
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    • Titolo opera: Sopra, ma non a Nord

    • Autore: Sopra, ma non a Nord (Nota dell'autore: per un esperimento, avevo deciso di indicare come autore lo stesso titolo, in modo che risultasse più un "contenitore" anche per altre storie che scriverò)

    • Editore: Self

    • Genere: Fantascienza

    • Prezzo: Euro 0,99 ebook; cartaceo 12,38 

   • Sinossi: Cosa accadrebbe se l'ennesima sfigatella del pianeta Terra ricevesse l'ennesimo superpotere? No, stavolta niente forze sovrumane, autocombustioni, guarigioni miracolose o giochi con l'elettricità, il fuoco, l'acqua e la magia. Stavolta si tratta di una "direzione".
"Sopra, ma non a Nord", dice la Sfera al Quadrato di Flatlandia, nel vano tentativo di illustrargli dove si trova la Dimensione Superiore...
In un mondo ostile, pieno di sfruttatori senza remore, l'inetta Desirée trova la pace soltanto in casa di Arianna, l'amica astrofisica, e in un frammento di meteorite acquistato sul web. Il piccolo minerale diventerà presto il suo amico segreto: Malstrom, capo dell'Osservatorio dove lavora Arianna, è intenzionato a recuperare ogni resto dell'antico meteorite sepolto sotto strati di ghiaccio e trafugato dai collezionisti. Le eccessive attenzioni che l'uomo rivolge alla sua scoperta iniziano a diventare sospette, si vocifera perfino di bizzarri esperimenti sulla sua originale struttura chimico-fisica. L'animo sognatore di Desirée non può resistere: il meteorite diventa un'ossessione, l'unico chiarore della sua squallida esistenza. È proprio il disagio esistenziale a condurla oltre i confini, in antri spaventosi e proibiti, che metteranno alla prova la sua forza d'animo e la costringeranno a confrontarsi con nuove assurde prospettive.

  • Note/commenti/finalità dell'autore: La storia nasce dal mio interesse verso alcuni temi di "fantafisica" quali le extra-dimensioni spaziali. Ho immaginato come potesse impattare sulla psiche umana un contatto con questi universi totalmente al di fuori dalla nostra portata; è probabile che si modifichi in maniera irreversibile anche la nostra visione dell'esistenza. Per certi versi la storia della protagonista ricorda quella dei supereroi della Marvel, personalità introverse e dalla vita difficile che si trovano a fronteggiare eventi inconcepibili, con superpoteri che da un lato avvantaggiano e dall'altro creano conflitti e problematiche inaspettate... 

  • Big da sfidare:


Contact di Carl Sagan, per l'analogia con il viaggio extra-dimensionale e le sue implicazioni sulla psiche umana.









domenica 29 luglio 2018

Recensione: Il Fuoco Segreto di Altea; Gli Arconti Ombra di Isabel Harper [Rating 7,5]


recensione romanzo steampunk
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Titolo opera: Gli Arconti Ombra

Saga: Il Fuoco Segreto di Altea

Autore: Isabel Harper

Editore: Edicart

Formato: cartaceo e ebook

Genere: fantasy, steampunk

Prezzo: ebook 6,54 / cart. 12,90

Sinossi: Ailan e Marill, amici inseparabili e compagni di scuola, si trovano coinvolti in un’avventura mozzafiato per contrastare il potere del malvagio Victor Vimperion e ritrovare la Fiamma da cui dipende la vita di tutta Altea. Tra prigioni e palazzi reali, pericolosi marchingegni, misteriosi tecnomaghi, gendarmi in velocipede, tradimenti e nuove amicizie, i due amici dovranno scoprire la verità e tentare di ritrovare il Prisma stellato, il prezioso scrigno in cui è racchiusa la Fiamma di Altea.


Recensione: 
Il Fuoco Segreto di Altea - Gli Arconti Ombra è il primo volume di una tetralogia (2° Il tesoro di Vjnlan, 3° La regina di Keola, 4° La Nuova Fiamma) scritta da una coppia di autori milanesi che pubblica con lo pseudonimo di Isabel Harper. E’ un romanzo di piacevole lettura, dedicato a giovani e giovanissimi, che mi ha ricordato la serie La bussola d’oro di Philip Pullman. Si tratta di una fiaba capace di far galoppare la fantasia, aggiungendo ottime dosi di originalità grazie a un’ambientazione steampunk e a creature bizzarre e dalle caratteristiche realmente innovative. 
Il volumetto edito da Edicart si presenta con una veste grafica pregevole con copertina cartonata, una bella mappa del mondo generato dalla fantasia degli autori e contraddistinto da un’ottima cura in fase di editing. Refusi praticamente inesistenti e un carattere ampio rendono il libro perfetto anche per i più giovani e per chi, come il sottoscritto, non ama testi troppo fitti e font troppo piccoli per risparmiare sul costo finale. Costo che nel caso de Gli Arconti Ombra riesce a rimanere del tutto contenuto per l’ottimo prodotto che ci si trova fra le mani. 
Ma veniamo al contenuto che è quello che maggiormente ci interessa. La storia scorre che è un piacere e non vedo l’ora di narrarla alla mia piccola. 
Si tratta a tutti gli effetti di una favola capace di avvincere il lettore trascinandolo in mezzo ai fumi delle fabbriche e industrie “a vapore” di Altea. Nella ricostruzione di questa sorta di città stato, per quanto volta ai più giovani, gli autori non hanno trascurato nulla e Altea risulta del tutto credibile e realistica, anche se impreziosita dalla presenza di creature particolari e originali. 
L’ambientazione vittoriana, anche per quanto riguarda abbigliamenti di gente comune e gendarmi, i feriflammi, è azzeccata e ben gestita. Il testo risulta gradevole anche per i più grandi che saranno in grado di cogliere livelli differenti di lettura, comprendendo quanto il mondo fantastico non sia altro che una trasposizione appena velata di quello che ci circonda.
La critica a un progresso scriteriato, gli accenni ai problemi legati all’ecologia sempre più trascurata e alle macchinazioni di palazzo rappresenta un’occasione preziosa per trattare questi argomenti con i più piccoli in modo naturale e interessante senza assumere toni da pesante lezione scolastica. 
I personaggi sono ben strutturati, credibili ed è facile entrare in sintonia con loro. Il fatto che Ailan e Marill siano i soliti due predestinati non inficia l’originalità di un’avventura capace di coinvolgere e avvincere perché non presenta esagerazioni fini a se stesse, ma si mantiene saldamente nei binari del plausibile, donando maggiore spessore alla vicenda. 
Ho molto apprezzato Dedalus e la sua officina/bazar, ricca di oggetti bizzarri e ben pensati, così come il serraglio del malvagio Victor Vimperion, stracolmo di creature bislacche e capaci di strappare un sorriso anche ai più smaliziati lettori. 
Apriamo quindi il capitolo relativo ai cattivi di turno. Anche gli antagonisti sono ben strutturati e per nulla da sottovalutare. Non risultano grotteschi come spesso accade in questa tipologia di romanzi volti anche ai più giovani, ma tramano e agiscono con la giusta dose di cattiveria e cinismo per risultare effettivamente dei nemici probanti, anche se sono accompagnati da figuri più sconclusionati, per soddisfare e gratificare anche i più piccoli. Insomma, un mix azzeccato a mio parere.
I dialoghi sono fluidi, ben congegnati e a loro volta credibili, mai artefatti  e inutilmente pomposi. Insomma, ben fatto, i due autori mostrano tutta la loro bravura e preparazione riuscendo a imbastire una storia che piace, a prescindere dall’età del lettore. 
Voto 7,5 e un complimento sentito a Isabel Harper!

venerdì 27 luglio 2018

Recensione: I padroni dell'acciaio I padroni dell'acciaio di Gabriele Zweilawyer Campagnano


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Descrizione: I Padroni dell’Acciaio vuole raccontare le battaglie e le imprese di dieci soldati, condottieri e uomini d’arme del XV e XVI secolo attraverso monografie accurate e avvincenti e illustrazioni prestigiose (20 opere originali e oltre 30 mappe).

I protagonisti del volume sono Giorgio Castriota Scanderbeg, Pier Gerlofs Donia, Pregianni de Bidoux, Ettore Fieramosca, Giovanni delle Bande Nere, Enrico V di Brunswick, Alberto Alcibiades, Jean de La Valette, Astorre Baglioni e Franz Schmidt.

Oltre a una bibliografia generale commentata alla fine del volume, ogni monografia è dotata di una specifica bibliografia commentata.

Recensione: I Padroni dell’Acciaio di Gabriele Zweilawyer Campagnano, edito da Zhistorica, è un saggio storico volto a narrare le gesta di 10 uomini d’arme del XV e XVI secolo.
Francesco Saverio Ferrara impreziosisce quest’opera con una ventina di illustrazioni dedicate che personalmente trovo meravigliose. Le espressioni degli eroi ritratti sono mozzafiato. Complimenti vivissimi!
Ho apprezzato molto lo scritto, pur non essendo certo un esperto della materia e quindi non avendo neppure le capacità per disquisire su una ricostruzione piuttosto che su un’altra. 
Le vicende narrate, dedicando un capitolo a ogni soggetto, hanno dell’incredibile e questo le rende, per quel che mi riguarda, una fonte d’ispirazione preziosissima. La determinazione, la forza (fisica e d’animo) di questi eroi fanno impallidire le vicende narrate in molti libri fantasy, 
E’ questo l’aspetto che maggiormente affascina. Spesso si sente dire che un buon fantasy debba trovare il giusto equilibrio fra “senso della meraviglia” e “verosimiglianza degli eventi”, ma cosa si dovrebbe pensare dopo aver appreso il tenore delle vite di questi personaggi storici? Combattenti sopravvissuti a ferite letali e capaci di proseguire gli scontri ed essere in grado di ispirare i propri uomini. Condottieri capaci di respingere orde di nemici con la sola forza della loro tempra morale, vanificando assedi dall’esito scontato. Strateghi in grado di volgere le sorti di scontri impari, architettando di volta in volta l’impensabile. Navigatori imprevedibili, corsari, la cui avventatezza ed il cui coraggio potevano scompaginare blocchi navali ritenuti invincibili. Eroi capaci di immolarsi per la causa contrapposti ai più spietati mercenari dediti al solo culto del Dio Denaro. C’è di tutto in questo saggio, e ancor più, data l’abilità di narratore di Gabriele Zweilawyer. C’è soprattutto la sua passione per quest’epoca, che traspare da ogni pagina in modo lampante. 
La storia non è mai stata così avvincente. Inutile aggiungere che ne consiglio la lettura a tutti, compresi gli aspiranti scrittori di fantasy e romanzi storici. La mole di materiale e di spunti d’ispirazione è già di per sé una valida ragione, ma come accennavo poc'anzi, quello che ci può regalare questo saggio è proprio la percezione di quanto si possa osare nella generazione di un personaggio per un romanzo senza esser tacciati di mancanza di aderenza alla realtà. 
Quello che può raggiungere un uomo determinato è a un passo dalla leggenda, e questi personaggi sono qui per darcene una prova diretta. 
Credo di poter affermare che anche per gli appassionati e più esperti di questo periodo storico, il saggio possa essere un utile strumento di approfondimento, anche per le innumerevoli fonti citate a chiusura dei singoli capitoli. D’altronde Zhistorica è di per se una garanzia di qualità a riguardo.   




domenica 22 luglio 2018

Recensione: I 7 demoni reggenti: 1 di Tamara Deroma [Rating 7]


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Compralo da La bancarella di scrittorindipendenti

Titolo opera: I 7 Demoni Reggenti

Autore: Tamara Deroma


Collana: Imaginarium

Formato: cartaceo e ebook

Genere: fantasy-horror

Prezzo: ebook 11,99 / cart. 11,20 (non chiedeteci quale sia la politica dell'editore che fa pagare l'ebook più del cartaceo, ma è proprio così)

Sinossi: Una ragazza normale, come tante altre.O almeno questo era ciò che Eileen credeva di essere, prima di scoprire di far parte del clan più potente dell’Inferno e di essere rinata in veste mortale nel Purgatorio, a causa di una dura condanna imposta da Lucifero.All’oscuro dei ricordi appartenenti alla sua vita passata, Eileen cercherà in ogni modo di sfuggire al suo destino, ma a darle la caccia, oltre i suoi stessi fratelli, ci saranno anche i demoni al servizio del terribile e potente Gujrhah, pronto a tutto per mettere la parola fine al dominio dei Sette, all’Inferno.Una storia avvincente ed imprevedibile che esalterà il lato più nascosto dei sentimenti umani ed inconsapevolmente, anche il giusto senso della distinzione fra Bene e Male...


Recensione: 
Si tratta del primo volume di una pentalogia (I 7 Demoni Reggenti, Il portale oscuro, Il Salvatore, L'alba dell'Apocalisse, Essenth) mai come in questo caso, saperlo è davvero importante perché il finale del libro lascia veramente con il fiato sospeso. 
Se come me conoscete un poco la Bibbia e la storia di Lucifero e degli angeli caduti, vi sarete certo chiesti che fine hanno fatto e forse anche che tipo di “vita” si vive all’inferno. 
Nulla fino ad ora sapevamo riguardo ai demoni, certo la loro esistenza è nota e già trattata in letteratura; ma qui è su di loro che si pone la lente d’ingrandimento. Anche tra i diavoli esistono gerarchie e differenti compiti. 
I 7 peccati capitali prendono vita e diventano  personaggi che agiscono in prima persona. Il male sulla terra non è dovuto a loro direttamente ma alle debolezze dell’umanità che loro sfruttano. 
La logica domanda conseguente è: ”Come si può combattere il male?” 
Lo fanno tre amiche. L’amicizia è infatti incrollabile e non retrocede neppure difronte al fatto che una di loro si rivela essere l’incarnazione del peccato capitale della lussuria. 
La storia si snoda sempre imprevedibile e ricca di colpi di scena davvero inaspettati che inseriscono le protagoniste direttamente nelle guerre intestine infernali. 
Unico serio difetto di questo fantasy-horror è la lunghezza che causa, in alcuni momenti, dei forti cali di tensione narrativa. Questo perché l’autrice vuole necessariamente inserire la sua narrazione nella vita di tutti i giorni. 
Di fatto il tempo nel romanzo sembra snodarsi in modo non lineare e non è sempre chiaro l’oggetto del focus del momento. Questa tecnica narrativa, tuttavia, tiene il lettore incollato alle pagine fino alla loro conclusione. 
Voto 7.

CARLA IOPPOLO

sabato 21 luglio 2018

Comunicazione: Compri un libro Le Mezzelane e ti regalano un ebook della stessa collana


Visto che abbiamo di recente recensito il romanzo Vitriol edito da Le Mezzelane Editore e lo abbiamo apprezzato molto, siamo certi di fare cosa gradita segnalandovi l'iniziativa intrapresa da questa giovane casa editrice:




I libri si trovano su tutti negozi online, da IBS ad Amazon ecc...
Se l'acquisto invece dovesse essere effettuato direttamente dal sito dell'editore sarà sufficiente postare una recensione in uno qualsiasi dei suddetti negozi e comunicare il link della recensione, per ricevere l'ebook prescelto in omaggio. 

Una bella iniziativa, approfittiamone!