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domenica 20 maggio 2018

Recensione: Squatter! di Gianfranco Sorge [Rating 7]


recensione ebook
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TITOLO: Squatter!


PREZZO: cartaceo 11,04; Euro, ebook 6,99 Euro

PAGINE: 183

GENERE: narrativa

RATING: 7

SINOSSI: In una Parigi ovattata, sorda e cieca al mondo degli altri, vive Luna. Abbandonata Palermo e le regole ferree della sua famiglia, ormai è una squatter e insieme ai compagni occupa un palazzo fatiscente. Divorata da continue paure e tormentata dal cibo, convinta di appartenere in realtà a una razza aliena, Luna vive le più assurde e tragiche avventure, fra sesso e abbuffate compulsivi. S’innamora di Dito, clochard greco senza le dita di una mano, che conserva in provette di vetro piene di formalina, e se lo contende con Occhio, barbona con una particolare collezione. Il vuoto interiore e la sua sete d’amore trovano un’ancora di salvezza nell’adozione a distanza di Momo. Degli eventi imprevisti rimetteranno però in discussione lo scopo della sua esistenza.

RECENSIONE: Squatter! di Gianfranco Sorge è un romanzo particolare. Esula da quelli che sono i miei personali gusti, andando ad esplorare ambienti, fisici e mentali, capaci di urtare la mia sensibilità di eterno sognatore, ma tantè, non sempre si può limitarsi a leggere romanzi fantastici e affini, si deve anche cercare di entrare in contatto con realtà meno spensierate e drammaticamente reali. 
Inizio col dire che Sorge scrive molto bene e non è certo autore alle prime armi. Le sue doti si esplicitano in una prosa ricca e piacevole, in cui non manca mai quel guizzo d’originalità capace di allietare il lettore, senza per questo appesantire la lettura. Il volumetto, che si presenta agile nelle sue poco meno di 200 pagine, è in realtà denso di avvenimenti e situazioni al limite del surreale. 
Avremo modo di esplorare a fondo la mente e l’anima della protagonista Luna, i suoi turbamenti, le sue paure, le sue fragilità, ma anche la sua capacità di reagire, di convivere e accettare concatenazioni d’eventi che avrebbero abbattuto ben più blasonati eroi. La nostra squatter parigina è dura a morire, nonostante le strane idee che compiono scorribande nella sua mente. 
I personaggi creati dall’autore, e nello specifico Luna appunto, ma anche Dito e Occhio, sono tutti ben caratterizzati e originali, bizzarri quanto basta per farci ritenere plausibili le loro azioni e scelte. Insomma, avremo modo di entrare in contatto con punti di vista ben differenti da quelli che sono i canoni della normalità, pur consci del fatto che il concetto di normalità possa andare stretto in molte occasioni, finendo spesso nell’uniformarsi ad un conformismo ipocrita e controproducente. Certo in Squatter! la realtà di questi barboni, senzacasa e senza fissa dimora, anche se loro non si ritengono tali, ma una sorta di élite di intellettuali, ci viene presentata in tutta la sua crudezza, senza voler far passare questi personaggi in alcun modo come illuminati o fieri paladini dell’anticonformismo, denunciandone anzi gli abusi e le forme di esercizio del potere che anche all’interno delle loro semplici gerarchie si vanno formando.  
Squatter! è principalmente un romanzo introspettivo, un’analisi dei meccanismi cognitivi operanti nei bizzarri protagonisti e degli eventi capaci di mandarli fuori giri. Ci sono anche scene in cui la tensione sale, e non solo quella derivante dai conflitti interiori della protagonista, ma anche per eventi esterni che coinvolgono l’intero squatt, o singoli membri dello stesso. Finestre interessanti su un mondo che i più tentando di escludere e bandire dal proprio campo visivo.
Ultime considerazioni per il prodotto libro confezionato dall’editore goWare di Firenze. Il prezzo di copertina di 12,99 Euro per un tascabile magrolino mi pare un po’ sopra la media, ma l’editing del testo è ben curato e come detto la densità degli eventi presenti nelle duecento paginette è ben superiore a quella che ci si potrebbe aspettare, per cui ben venga.
Insomma, un romanzo che non può piacere a tutti, ma che sicuramente ha diversi pregi e una prosa assolutamente godibile. Io, dopo tanto penare, ho apprezzato molto il finale. Voto 7 pieno, più che meritato.



mercoledì 16 maggio 2018

Disfida nr. 64: "I cristalli di Mithra" e "L'oscura armata di Asafe" di Micol Giusti


ebook fantasy
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Titolo: I cristalli di Mithra

Autore: Micol Giusti

Numero di pagine: 310 

Genere: Fantasy

Prezzo: Euro 0,99

Sinossi del libro:
Astrid, giovane appassionata di libri fantasy, vive da sola in un piccolo paese di periferia.
Trascorre il tempo libero a sognare un mondo diverso, avventuroso e ricco d'azione, una realtà molto simile a quella dei testi che legge.
Il suo unico amico è il vecchio custode della biblioteca, che le dà consigli e si prende cura di lei.
Un giorno, iniziato come molti altri, la sua vita cambia drasticamente a causa di un incantesimo contenuto in un antico grimorio.
Astrid verrà catapultata in un mondo che non ha niente a che fare con quello a cui è abituata, e dovrà affrontare traversie inimmaginabili per riuscire a sopravvivere e a tornare a casa.


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Titolo: L'oscura armata di Asafe

Autore: Micol Giusti

Numero di pagine: 422

Genere: Fantasy

Prezzo: Euro 1,99


Sinossi del libro: Astrid è tornata a Mithra, che ora è la sua casa, e vive tra gli Eterei, circondata dalla natura.
Un incontro inaspettato con Deino, re degli elfi oscuri, la costringerà a rendersi conto che il luogo incantevole che ha cambiato la sua vita, può trasformarsi in un inferno.
Ogni cosa cambierà mentre il susseguirsi di violenze, inganni e tradimenti creerà una situazione tale
da portare ad una sola cosa: la guerra.
Lo scontro si avvicina inarrestabile.
Riusciranno gli Eterei a sopravvivergli?


Biografia artistica:
Micol Giusti nasce il 20/08/1992 a Carrara.
Frequenta il Liceo Classico Pellegrino Rossi di Massa e si laurea in Lingue e Letterature straniere all'Università di Pisa.
La passione per la scrittura la accompagna lungo il suo percorso di studi.
Durante il liceo prende parte alla stesura del giornale scolastico e, nel tempo libero, collabora con gli organizzatori del premio letterario San Pio X, di cui diventa giudice.
Al termine del percorso universitario, inizia la scrittura del suo primo romanzo, “I cristalli di Mithra”, di genere fantasy.
Il libro verrà autopubblicato nel Gennaio del 2016, e presentato qualche mese più tardi nelle città di Massa, Pisa e Carrara.
Spinta dal discreto successo del primo volume, che vende più di 600 copie in meno di un anno, nel Dicembre 2016, Micol pubblica “L'oscura armata di Asafe”, sequel ambientato nel magico mondo di Physis.
Anche il secondo capitolo della saga viene autopubblicato utilizzando il sito internet StreetLib, che permette all'autore di occuparsi di tutte le fasi della pubblicazione (Editing, creazione dell'immagine di copertina, scrittura della sinossi, impaginazione) e di mettere in vendita il libro in formato digitale sui più famosi store internazionali.
Micol si dedica anche alla gestione del blog “Fantasie su carta” in cui pubblica interviste agli autori, segnalazioni e recensioni di libri fantasy e di fantascienza.


Note/commenti/finalità dell'Autore:
“I cristalli di Mithra” e “L'oscura armata di Asafe” sono ambientati in un mondo che ho creato esclusivamente per i miei personaggi: Physis.
È una realtà in cui convivono creature del fantasy tradizionale come elfi, draghi, centauri ma anche esseri creati da me, come il kewir, cavallo a sei zampe figlio dell'oscurità, con il potere di rilasciare scariche elettriche contro i nemici.
Physis è, sostanzialmente, il regno della Terra, che nel primo volume si contrapporrà agli altri regni elementali, in cui Astrid si avventurerà insieme agli elfi Eterei per recuperare i cristalli.
In quei mondi potrete incontrare razze tipiche del genere come fate del fuoco, Silfidi e fenici a fianco di creature che ho ripreso dalla mitologia classica, come Nereidi e Anfesibene.
Nel secondo volume invece il focus sarà sulla battaglia tra popoli elfici, e lo scontro sanguinoso mostrerà la chiara opposizione tra la brutalità degli Elfi oscuri Deorc e Kraugh e l'armonia tra gli Eterei e gli Elfi delle stelle, contrari alla guerra ma costretti a combatterla per proteggere chi amano.
In entrambi i volumi l'importanza verrà data al rapporto degli elfi con la natura, che viene protetta e rispettata ma mai dominata e sfruttata, e il tema del viaggio, concreto ed interiore, perdurerà attraverso la storia, rappresentando per la protagonista Astrid un occasione di crescita e cambiamento, anche grazie alle numerose prove che dovrà affrontare.
Quasi la totalità dei nomi dei personaggi e dei luoghi sono stati creati sfruttando i miei studi classici e utilizzando parole greche o latine che potessero trasmettere un significato preciso (Ad esempio Deino - δεινός = spaventoso; Nasteri - Ἀστέριος = stellato..).


BIG da sfidare:

romanzo fantasy

Kristin Cashore – Graceling      

Scelgo di “sfidare” questa autrice non perché le nostre storie siano simili ma solo perché il suo libro mi ha entusiasmato ed intrigato e probabilmente ha contribuito alla mia decisione di scrivere una saga tutta mia.


domenica 13 maggio 2018

Recensione: Saga della Corona delle Rose - L'Obelisco dei Divoratori - Vol. 2 di Gianluca Villano [Rating 8]


recensione romanzo fantasy
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TITOLO: L'Obelisco dei Divoratori

SAGA: Saga della Corona delle Rose


PREZZO: cartaceo 16,37 Euro, ebook 1,99 Euro

PAGINE: 326

GENERE: Fantasy

RATING: 8

SINOSSI: 
Dopo la rivelazione del vero Profeta e la distruzione di Muelnor, il mondo di illusioni e menzogne creato dall'Haor crolla progressivamente.La guerra all'Haorian non può più essere rimandata.Logren, così come il capitano Pellin e i seguaci della Nuova Dottrina si preparano allo scontro finale. Dentro se stessi dovranno trovare la fede per sperare nel sostegno di Horomos e il coraggio per affrontare l'Iniquo.


RECENSIONE: 
Proseguono le avventure di Logren e dei compagni, dopo il finale rocambolesco del primo volume della saga.
L'autore introduce fin da subito una novità: da una trama lineare, qui ci viene proposta una narrazione che si dipana su due fronti: da una parte abbiamo Logren, impegnato in un viaggio concreto e simbolico alla scoperta del suo nuovo ruolo e della sua missione; dall'altra troviamo il capitano Pellin, che da personaggio di contorno viene qui “promosso” e approfondito. La prima cosa che stupisce è come, a tratti, sia proprio quest'ultima figura a risultare predominante, sia per lo spazio effettivo dedicatole nel conto delle pagine, sia per un processo di maturazione e mutamento al quale assistiamo e che rende Pellin, a mio avviso, il personaggio più interessante e complesso della saga (almeno finora). Da un filo narrativo interamente incentrato su Logren, indiscusso protagonista della storia e del primo libro, si passa quindi a un'alternanza di POV che favorisce il capitano e quei personaggi che si muovono accanto a lui, come Angrell, Haury e Miitha. Leggendo, ho avuto come l'impressione che Logren fosse stato messo da parte, anche se, ovviamente, so che l'intento dell'autore non era questo. Tuttavia, non posso negare che la sua linea narrativa, per quanto affascinante e fondamentale, mi abbia catturata meno rispetto a quella che si sviluppa in parallelo, più dinamica e varia.
Una delle critiche che avevo mosso al primo libro riguardava l'eccessiva lentezza e la scarsità di eventi e sono lieta di affermare che questo problema non si è ripresentato. Ho comunque notato un leggero divario tra le due metà del romanzo: la prima è caratterizzata da un ritmo altalenante e risente ancora della tendenza del primo libro a riversare sul lettore una quantità fin troppo generosa di informazioni e situazioni prive di contesto (come nel caso di una grande battaglia che arriva in modo quasi inaspettato, cogliendo il lettore di sorpresa e disorientandolo un poco). Dalla metà in poi, tuttavia, la narrazione risulta più fluida e incalzante ed è un vero piacere seguire Pellin, Logren e i compagni, impegnati nelle rispettive missioni. 
Apriamo ora una parentesi sull'universo fantastico di Arbor, che questo secondo romanzo arricchisce di nuovi dettagli, di Storia, tradizioni, ma soprattutto ambientazioni. Se lo scenario principale de “Il Divoratore d'ombra” era la città di Muelnor, qui l'azione si sposta rapidamente da un ambiente all'altro, in un percorso tipico del genere fantasy. Il lettore avrà così modo di esplorare i tortuosi passaggi sotterranei delle Caverne d'Ambra, custodi di antichi segreti sepolti; il Cono rovesciato, rifugio dei seguaci della Nuova Dottrina, e infine Drelda, la città d'Acqua, magistralmente concepita e descritta dall'autore.
Per quanto riguarda i personaggi, in parte già citati, assistiamo al ritorno di figure già note (e non mancano i colpi di scena!) alle quali si aggiungono molte new entries interessanti. Personalmente, avrei preferito che un personaggio promettente come Nahily fosse più presente o che, se non altro, giocasse un ruolo più incisivo nelle vicende narrate; ma devo anche ammettere che la sua “assenza” viene colmata da un'altra figura femminile affascinante e ben riuscita: l'Animista Haury; dopo Pellin, il mio personaggio preferito.
Lo stile dell'autore si conferma la carta vincente del romanzo, con i suoi toni lirici, le descrizioni corpose e un'aura al confine tra misticismo e magia che permea ogni pagina. 
In conclusione, “L'obelisco dei Divoratori” rappresenta un passo in avanti rispetto al primo volume della saga, merito non soltanto di un ritmo più sostenuto e di nuovi personaggi convincenti, ma soprattutto del modo in cui una trama appena accennata si sia qui sviluppata e rivelata, rimandando ai canoni di un epic fantasy classico. Per dovere di cronaca, segnalo la presenza di alcuni refusi che, pur distraendo, non pregiudicano la fruizione del testo. 


La Saga della Corona delle Rose, di Gianluca Villano, è consigliata agli amanti del fantasy tradizionale. 
Chiunque fosse interessato ad entrare nel mondo di Arbor, può anche scaricare un racconto gratuito, “L'ancella di Crios”, dai principali stores. 





giovedì 10 maggio 2018

Disfida nr. 63: Vita di paese di Maria Caterina Basile


romanzo di formazione




Titolo: “Vita di paese”


Editore: Nulla Die

Formato: cartaceo

Genere: romanzo di formazione

Prezzo: 10,00 euro


Sinossi: 

Vita di paese racconta la storia di Damiano Pellegrino, trentacinquenne che, dopo diciassette anni passati a lavorare come barista in Svizzera, ritorna nella sua terra, il Salento.
Si tratta di una decisione improvvisa, motivata da una crisi profonda alla quale egli vuol mettere fine una volta per tutte. Stanco di vivere nell’incessante rimorso di non essere stato al fianco del padre la mattina che quest’ultimo era stato colto da un infarto, Damiano si mette al volante e torna al suo paese, Miraggio.
La prima persona che incontra è il suo professore di italiano alle medie, don Carlo Brigante, il quale lo aveva sempre spronato a continuare gli studi ed a coltivare il suo talento di scrittore. Damiano è sorpreso nel constatare che l’uomo non solo non ha smesso di credere in lui, ma addirittura si aspetta ancora che scriva il libro della sua vita.
Una forza misteriosa pare voler portare il protagonista a liberarsi dal rimorso che lo ha condannato alla fuga dalla terra natia e da se stesso. Pur tentando di continuare a vivere in completo isolamento, dormendo di giorno e vagando nella notte in preda a sconnessi soliloqui, pian piano egli comincia a guardarsi con occhi nuovi: quelli pieni di pietà e misericordia di chi lo circonda. Nei pochi mesi passati al paese è travolto da un vortice continuo di riflessioni interiori sull’esistenza: il cambiamento, tutto interiore, è inevitabile.


Note/commenti/finalità dell'Autore

“Vita di paese”, il mio primo romanzo, racchiude in sé tutta la mia vita e le mie esperienze letterarie. A giudicare dalle dimensioni (lo si crederebbe quasi un racconto), non si direbbe; eppure, ho espressamente voluto che fosse piccolo e intenso come i nostri paesi, che a percorrerli ci metti un attimo e a narrarli non ti basta una vita.
Il libro narra la storia di un’esperienza intimamente vissuta, di un ritorno al Sud e risente della presenza di due anni passati al Nord per ragioni di lavoro con la mia famiglia. Restandovi, avrei potuto scegliere un futuro migliore dal punto di vista lavorativo, ma ho preferito tornare. E, come scrive Vito Teti, professore di Antropologia Culturale presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria e autore di “Pietre di pane”, testo di grande ispirazione per “Vita di paese”, restare non è stato “un atto di pigrizia”, ma “un atto di incoscienza e, forse, di prodezza, una fatica e un dolore”.
Non mi dilungherò sulla mia storia personale, ma mi basti dire che mi è servita a rivalutare tutto quello che mi ero lasciata alle spalle e a cui, forse, non avevo mai dato abbastanza valore. Mi sono guardata attorno e mi sono chiesta, per dirla con Ignazio Silone: “Che fare?”, “Da dove ricominciare?”. Una voce vibrava dentro di me: “Dalla bellezza che mi resta”. Così ho iniziato a scrivere “Vita di paese”, tenendo a mente, come scrive Teti, che “dobbiamo sempre curare l’olio della lampa della vita e della speranza”.
Ho voluto contribuire, nel mio piccolo, all’odierno processo di “legittimazione” del Sud, di riconoscimento della dignità della sua identità e della sua storia. È vero che quest’ultima è, sotto molti aspetti, dolorosa, ma non è fatta solo di criminalità e disoccupazione: esistono anche valori e modi di vivere, di sentire che raramente trovano spazio nel nostro sistema d’informazione.
Questo libro mira dunque a diffondere l’idea di un altro Meridione, contrastando quella diffusa dai mass media. I protagonisti sono uomini e donne segnati dalla caducità della propria esistenza, “vinti” sul piano economico ma vincitori su quello del coraggio e della forza morale. Si tratta di personaggi che credono ancora nei valori della solidarietà, della partecipazione al dolore altrui, del soccorso da prestare a chi più ne ha bisogno, sia esso spirituale o materiale.
Per quanto concerne l’aspetto letterario, non saprei da dove iniziare, ma posso dire che dietro ogni parola c’è un poeta, uno degli scrittori che ho amato nella mia vita, da Pirandello ad Allen Ginsberg, da Mark Twain a Giovanni Verga, da Fabrizio De Andrè a Grazia Deledda. Loro mi hanno dato tanto, tantissimo, hanno rappresentato una fonte inesauribile di speranze e sogni e ho voluto rendergli omaggio attraverso la mia umile opera.
In particolar modo, il riferimento più evidente è Pirandello. Oltre alle “Novelle per un anno” e a “Uno, nessuno e centomila”, devo molto a “Il fu Mattia Pascal”: in quest’uomo separato dalla vita, dal paese, dalla famiglia, da se stesso, in quest’uomo che non vive che di distacchi, è stato facile identificarmi, così come credo lo sia per tutti i meridionali (giovani e non) che fanno su e giù per l’Italia e per il mondo.
Pirandello ha saputo descrivere magistralmente la crisi dell’idea di identità e di persona in atto nella realtà contemporanea: lo ha fatto così bene che ancora oggi ci risulta semplice immedesimarci con i suoi personaggi. Ci sentiamo schiacciati da una società di massa che ci ha ridotti a suoi meri ingranaggi: da qui la nostra debolezza, il nostro senso di smarrimento nel constatare che non siamo nessuno, non consistiamo più in un’identità. È esattamente quello che prova il protagonista del mio libro, Damiano Pellegrino, il quale, non tollerando più la sua condizione di “forestiere della vita”, sceglie di tornare a immergersi nel flusso vitale, comprendendo che l’unico modo di fronteggiare la sua impotenza di comune mortale è trovare il coraggio di “accontentarsi” della bellezza che lo circonda. Infatti, se della società e degli uomini s’impara ad accettare vizi e virtù, allora diventa più facile guardarsi con occhi compassionevoli, capire di essere parte di un’umanità imperfetta ma capace pure di misericordia infinita, di una misericordia in grado di vanificare perfino i più gravi rimorsi.


Big da sfidare


il fu mattia pascal


“Il fu Mattia Pascal”, di Luigi Pirandello












martedì 8 maggio 2018

News: Comunicato Stampa - Winchester & Voodoo


ebook horror; weird western; delos digital;
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COMUNICATO STAMPA - NOVITÀ EBOOK



Winchester & Voodoo




Horror - Racconti


Tre storie di sangue nel selvaggio west

Ecco tre storie del selvaggio west dalle tinte troppo cupe per essere riportate nei libri di storia. Storie di patti blasfemi con forze oscure, di sceriffi pavidi, di sciamani alcoolizzati e di ufficiali confederati pronti al martirio. Storie di un branco di pendagli da forca.


L'autore

Andrea Zanotti é nato a Bolzano l'11 maggio del 1977. Dopo la laurea in economia e commercio ha lavorato per quindici anni all'ufficio Studi, ricerche e tariffe, presso un'azienda operante nel mercato dell'energia elettrica. Dal gennaio 2018 si dedica alle proprie passioni, scrittura e trading di borsa, a tempo pieno.
Appassionato lettore, amante di wargame e di universi fantasy, ha fondato il sito Scrittorindipendenti al fine di promuovere e recensire gli autori indie meritevoli.
Tra il 2012 ed il 2015 pubblica le due trilogie fantasy Mondo Uno e Mondo Due, delle quali i primi volumi sono in download gratuito.

Nel 2016 pubblica La battaglia di Aquirama, romanzo autoconclusivo, prequel al Mondo Due, e il romanzo urban fantasy Il mesmerista

Con GDS Edizioni ha pubblicato la novella fantasy Il nuovo dio e l'abisso.

Con Il Club degli Audiolettori ha pubblicato l'audiolibro fantasy Forze ancestrali

Per Delos Digital è già uscito nella collana Fantasy Tales il suo racconto Progetto Elhoim.


A cura di Luigi Boccia

Pagine (stimate): 47
Data di uscita: 08/05/2018
Editore: Delos Digital
Formati: Epub, Kindle
Prezzo: Euro 1.99

domenica 6 maggio 2018

Recensione: Protocollo Genesys di Mauro Barbarito [Rating 6,5]


ebook thriller
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TITOLO: Protocollo Genesys

AUTORE: Mauro Barbarito

PREZZO: cartaceo 8,73, ebook FREE

PAGINE: 140

GENERE: Thriller

RATING: 6,5

SINOSSI: Un ingegnere insoddisfatto della sua vita, un colosso dell'industria aerospaziale e una misteriosa organizzazione sovranazionale, legati da un'arma potenzialmente devastante. L'unica certezza è che nulla è come sembra. 

RECENSIONE: Romanzo breve in lista oggi, il thriller di Mauro Barbarito, Protocollo Genesys. 
Una storia lineare, ben scritta che si legge tutta d’un fiato. L’autore non mostra incertezza alcuna, evidenziando la sua indubbia preparazione tecnica, calandoci in modo del tutto realistico nell’ambito di ambienti di ricerca e sviluppo industriali. 
I protagonisti sono una coppia di colleghi, professionisti inviati in varie società nella veste di consulenti informatici. 
Per chi ha esperienze lavorative similari sarà piacevole ritrovarsi nei quotidiani rituali di chi passa intere giornate al pc e che il Barbarito ci racconta con un pizzico di ironia e abilità. La vicenda andrà avanti per una buona metà del testo su questa falsariga, lasciandoci perplessi sulla sua classificazione fra i thriller, fino al punto di svolta, quando uno dei due protagonisti si renderà conto di essere al centro di un groviglio di spionaggio industriale. 
Aggiungo che i dialoghi e la caratterizzazione dei personaggi sono indubbiamente ben fatti. Soprattutto i dialoghi sono piacevoli, risultando sempre naturali e mai forzati.
Fin qui tutto bene, ma allora perché il rating dell’opera non supera una sufficienza, anche se abbondante?
Perché il testo, parere personale ovviamente, manca di coraggio e mordente. 
Il romanzo, come detto, è scritto bene e privo di refusi, la storia è credibile, quindi mi pare di poter dire che la parte oggettiva dell’opera non presenti problemi, andando però sull’aspetto più personale, devo ammettere che mi sarei atteso qualcosa di più “movimentato”. 
Lo sconvolgimento causato dalla scoperta di essersi ritrovato in eventi anomali, mi pare impatti in modo piuttosto blando sul protagonista e questo si riverbera sulle sensazioni del lettore, che non si trova mai a palpitare realmente per le sorti di Max. 
Essendo un romanzo autopubblicato, quindi non soggetto a restrizioni di sorta imposte da case editrici, mi sarei atteso un maggior coraggio per offrire qualcosa di più originale e impattante, anche perché le doti a questo autore non mancano di certo.
Sottolineo che il romanzo ci viene offerto dall’autore in download gratuito, quindi invito tutti a leggerlo per potersi fare la propria idea personale e magari condividerla con noi nei commenti.
Voto finale 6,5.


giovedì 3 maggio 2018

News: S.E.U. al Salone Internazionale del Libro di Torino


Siamo fieri di annunciare che quest’anno l’AssociazioneS.E.U. (Scrittori Emergenti Uniti) sarà presente al Salone Internazionale del Libro di Torino con uno stand ancora più grande e ricco di offerte!
Per quattro anni consecutivi abbiamo vissuto quest’esperienza con entusiasmo, felici d’incontrare lettori e scrittori interessati a questa realtà che un gruppo di autori, nell’aprile del 2015, decise di creare diventando a tutti gli effetti un’associazione, che ha sempre creduto nell’importanza della condivisione e della partecipazione di tutti i soci. Tante le difficoltà da affrontare, le sfide e le iniziative che siamo riusciti a proporre, tante le fiere che abbiamo avuto il piacere di esplorare girando in varie città d’Italia, come Torino, Milano, Pisa, Modena, Rosignano e Montepescali.

fiera libro torino

Dal 10 al 14 maggio ci potrete dunque trovare al Salone del Libro di Torino, una delle manifestazioni letterarie più importanti d’Italia. 
Vi aspettiamo presso il Padiglione 2 allo Stand F133, con un’offerta varia di titoli che spazia dal genere romantico a quello fantastico, dal thriller ai libri per ragazzi, dai saggi alle poesie.
Interviste e firmacopie animeranno lo stand e ogni giorno sarà possibile conoscere gli autori presenti per avere una dedica personalizzata.
Inoltre, segnatevi nel calendario questi eventi da non perdere!

Venerdì 11 maggio
Dalle ore 12,30 alle ore 13,30
Presso la Sala Avorio

Si terrà l’evento “Sogni d’inchiostro”, una staffetta multi-talent condotta da Claudio Secci. Presentano le loro opere i seguenti autori: Manuela Chiarottino con “I delicati battiti del cuore”, Alessandro Del Gaudio con “Aurora d’Inverno” (Collana Starlight), Alessia Francone con “I nemici di Reinkar”, Elena Genero Santoro con “Diventa realtà” (PubGold), Manuela Siciliani con “Rebecca Town a New York” (Vanda), Gianluca Villano con “Il divoratore d’ombra – V. 1”. A seguire firmacopie dei libri presentati.

Sabato 12 maggio
Dalle ore 11,30 alle 12,30
Presso lo Spazio Eventi
Presentazione del libro “A piedi nudi” di Claudio Secci e del libro “Un cancro chiamato ’ndrangheta” di Riccardo Gorrieri. L’evento sarà condotto da Germana Zuffanti. A seguire firmacopie dei libri presentati.

Domenica 13 maggio
Dalle ore 10,30 alle 11,30
Presso l’Area Kids
Laboratorio di Didattica delle Emozioni “Ascolto il mio cuore” con lettura animata e sonora della favola “MartUgo il ragnetto che tesse il tuo futuro”, tratta dalla raccolta “Una carezza nell’anima” di Marta Tropeano (Nep edizioni).


Cos’è il S.E.U?

S.E.U. è una giovane associazione nata come gruppo su Facebook nel giugno 2014, composta da autori italiani emergenti che si sono uniti per collaborare, facendosi pubblicità a vicenda, dividendo risorse e informazioni, mettendo a disposizione le proprie esperienze e conoscenze e dividendo le spese per partecipare a fiere letterarie. L’Associazione è nata ufficialmente nel 2015.
Per avere informazioni sull’Associazione e sugli autori che vi fanno parte è possibile consultare il sito:


martedì 1 maggio 2018

Disfida nr. 62: Il diavolo dentro di Roberto Ottonelli


horror; diavolo; bestie di satana; romanzo;
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Titolo Opera: Il diavolo dentro

Autore: Roberto Ottonelli. Nasce a Milano nel 1978. Completati gli studi di ragioniere programmatore, lavora come network engineer presso un'azienda di telecomunicazioni. Concluso il servizio civile presso la Lega Tumori di Milano si è reso conto dell'importanza di aiutare persone in difficoltà e da allora si è dedicato a diverse forme di volontariato con minori. Questo è il suo primo romanzo.

Editore: Delos Digital

Formato: Ebook

Genere: Horror

Prezzo: 2,99 Euro

Sinossi: Un salto all'inferno, fin nelle sue viscere, al ritmo veloce e assordante del metallo pesante. Vi sentirete smarriti, ma non potrete fare a meno di arrivare fino all'uscita sempre che esista. Una storia molto più vera di quanto possa sembrare.

Manuela e Andrea si conoscono in un istituto per minori in un incontro che sembra superficiale e tipico di quell'età. La vicenda umana dei due ragazzini, che nel frattempo percorrono strade differenti, si intreccia con quella di tanti personaggi che conducono Manuela verso l'abisso morale e materiale, incapace di qualsiasi reazione, fino a convincersi di non poter meritare nulla di meglio. Entra a far parte di un gruppo dedito a rituali di ispirazione satanica, che sembra implicato in una serie di nefandezze orribili, da cui non riesce a liberarsi. Il male penetra in profondità nelle anime. Manuela è un essere disilluso e senza speranza, ma, proprio quando tutto sembra perduto, trova, inaspettata, una luce.

Note/commenti/finalità dell'Autore: Il libro è liberamente ispirato alla vicenda delle Bestie di Satana. Me ne sono interessato, all'epoca dei fatti, in quanto Paolo "Ozzy" Leoni abitava a due isolati da casa mia ed era stato in classe con la mia ex moglie. Così l'ho contattato in carcere, dove poi l'ho conosciuto, ho letto migliaia di pagine di atti processuali e ho deciso di romanzare per rispetto nei confronti delle vittime, che non vanno mai dimenticate, e per raccontare in soggettiva, dal punto di vista dei diversi protagonisti. Una delle finalità che mi sono proposto è di far riflettere su quanto sia facile lasciarsi conquistare da falsi leader e rischiare di perdersi. Ho approfondito poi "dall'interno" le dinamiche di cui si è tanto parlato, dal sesso all'abuso di droghe, dal ruolo della musica metal ai veri responsabili.

BIG da sfidare: 

romanzo horror it di stephen king

Una sfida sarebbe impari, ma l'autore che più di ogni altro apprezzo come lettore è senza dubbio Stephen King.