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domenica 24 gennaio 2021

Recensione: Ossessione di Laura Gronchi [Rating 7] - recensione a cura di Peg FLy

 



Titolo: Ossessione


Autore: Laura Gronchi


E
ditore: Porto Seguro


G
enere: Giallo

Target: adult

Rating: 7

Prezzo: cartaceo Euro 17,90

 Sinossi:

Le vicende dell’infermiera Sara Toni e del maggiore dell’aeronautica Sergio Morelli, dopo il loro incontro in Etiopia e il ritorno a Pisa, s’intrecciano con un passato burrascoso e con il rapimento di lei da parte dei terroristi; il presente appare sereno, ma si rivela quanto mai labile, messo a rischio da un ex marito violento e da una ex fiamma talmente vendicativa da risultare patologica, mentre il futuro li riporterà in Africa, dove li attendono altre vicissitudini.

Leggendo la trama mi è venuto spontaneo riflettere a tutte le realtà dei diversi confini, dove la protagonista femminile, Sara, è rapita dai terroristi durante una missione umanitaria in Africa. Una vicenda vivida e atroce che le sconvolgerà l’esistenza e soprattutto il sistema nervoso nonché il nuovo modo di guardare alla vita.

Dopo la lunga prigionia, la protagonista viene finalmente liberata dal dottor Sergio Morelli, con il quale ha una relazione nata nella missione dove entrambi svolgono il proprio servizio.

La coppia rientra in Italia, nella loro città toscana: “Pisa”. A questo punto, Sergio chiede a Sara di trasferirsi da lui, sperando di poterle ridare un po’ di pace.

Sara accetta, ma durante la notte continua ad avere incubi che la tormentano, e per questo motivo non riesce a recuperare del tutto la lucidità mentale. Ma un’altra cosa che l’affligge, e il divorzio intrapreso con il suo ex, Marco, un giovane avvocato molto in auge, tuttavia violento e despota e principalmente determinato a non rinunciare a lei. Nondimeno, non solo Sara deve fare i conti con il suo marito stalker, anche Sergio è minacciato dalla sua ex Samantha, una donna psicologicamente fragile, la quale non riuscendo a riconquistarlo poiché innamorato di Sara, trama la sua vendetta al fine di rendere difficile la vita dei due protagonisti.

Perseguitati dai due ex Samantha e Marco, i due protagonisti Sergio e Sara vivranno l’incubo peggiore della loro vita. In questa storia i temi principiali trattati sono l’eroismo, l’amore, la gelosia, il tradimento, lo stolkeraggio folle di altrettanti personaggi in preda alla pazzia, l’attaccamento al proprio dovere; ossessioni perverse od opportuniste che siano, scivolano a volte nell’assurdo da teatro Ionescano. Un punto a favore per la descrizione psicofisica dei personaggi e delle loro ossessioni, soprattutto degli ex, capaci di cambiare aspetto e comportamenti pur di raggiungere lo scopo irrefrenabile di vendetta.


Recensione:

Inizio col dire che Il romanzo di Laura Gronchi per quanto riguarda lo stile, non mi ha lasciato indifferente. Meno soddisfatta sono rimasta in riferimento all’intreccio giallo, un po’ scontato. Piacevole invece l’ambientazione paesaggistica africana, sempre e comunque suggestiva da scegliere come location.

Non posso dire che la trama non sia buona, e che molti degli elementi del romanzo non si intreccino correttamente, ma in alcuni passaggi si evince la forzatura di una narrazione stilizzata e non proprio naturale per intenderci, alla “Bukowski”.

Un cogente narrativo, che se si fosse lasciato libero sfogo, sarebbe risultato più realistico, più vero, come appunto in taluni dialoghi stringati che sembrano essere stati studiati a tavolino.

Faccio un esempio: «Mettilo, è marzo, ma qua fa ancora freddo» l’esortò Sergio, indicando il giubbotto militare da uomo, imbottito. A parte la sintassi della frase che avrei rivisitato: Il giubbotto da uomo alla militare imbottito. «Che aspetti? Indossalo. Siamo a marzo ma qua fa ancora freddo...» Oltre alle ripetizioni superflue ad esempio come: Lei rimase a bocca aperta. «In che senso? Sono qui?» chiese, inquieta. «Certo che sono qui!» Credo che fosse umanamente logico evitare di ripetere “che sono qui” ... ecc. A parte le dimensioni e il tipo del carattere che a volte è a dodici, altre a undici, altre a otto, altre in Palatino, altre in Time new Romans “Accidenti! Dovevo immaginarmelo! Questo viaggio si sta rivelando un vero strazio! Si lagnò Sara tra sé. 

 O come questo periodo che rielaborerei: fuori si sentivano già le esclamazioni di giubilo con cui erano stati accolti i due piloti (,) che salirono di un tono quando anche lui si affacciò e iniziò a scendere con agilità, per finire dritto nelle braccia dei familiari. Eliminerei la virgola dopo “Piloti”, altrimenti sembra che siano i piloti a salire di un tono. E l’introduzione di un personaggio, un certo “Filippo” che all’inizio non si sa chi è.

Tuttavia, per questa, chiamiamola, “distrazione” non è da incolpare di certo l’autrice. Editor e casa editrice avrebbero dovuto lavorare con maggiore attenzione.

Le scene d’azione sono rappresentate egregiamente, tant’è che il lettore viene immerso in esse come se le vivesse in prima persona, aiutando l'incedere della storia.

Consigliato a chiunque per farsi una propria idea. Voto 7.

PegFly


mercoledì 20 gennaio 2021

Disfida nr. ∞ : 1984 di George Orwell VS Il Mondo Nuovo Aldous Huxley

 



Per oggi ho pensato una Disfida del tutto particolare, giusto per alimentare un po' il confronto fra gli appassionati di questi due autori. Non ci sono autori indipendenti coinvolti, ma a sfidarsi saranno infatti i due romanzi distopici che vengono citati più spesso di questi tempi. Uno è 1984 di George Orwell che per l'occasione se la vedrà con Il Mondo Nuovo di Aldous Huxley. 



Del primo posso dire poco, anche perché l’ho affrontato molti e molti anni fa. Un romanzo che tutti dovrebbero leggere a prescindere, e non perché osannato da ogni direzione, bensì proprio per farsi un’idea personale. Il romanzo di Orwell, secondo alcune fonti, fa parte della lista dei dieci libri più diffusi nel mondo. Con queste premesse, sarebbe un suicidio mediatico da parte del sottoscritto affermare che non mi sia piaciuto più di tanto, ma visto che non ho poi così tanto da perdere, non vedo perché sacrificare la sincerità che adotto in ogni mia recensione. Attenzione, non dico che non sia un romanzo scrupoloso e precursore dei tempi, intendiamoci. Anzi, il fatto che sia stato scritto nel 1948 è l’elemento fondamentale da tenere a mente nel valutare l’opera. La critica al totalitarismo, alla censura e all'utilizzo veicolato di ogni forma d'informazione sono ben resi, tuttavia qui dobbiamo fare una Disfida, e si deve pur prendere le parti per uno degli sfidanti! 
A leggerlo ai tempi d’oggi, in un contesto come l’attuale, viene quasi da sorridere all’operato del Grande Fratello descritto dall’autore. La macchina di massificazione imbastita dal regime totalitario orwelliano agisce alla luce del sole. La psicopolizia è concreta e reale e il lavaggio del cervello che mettere in pratica è diretta conseguenza dell’infrazione di regole, o delle semplici bizze del GF. Il nemico c'è, si fa sentire e quindi si può forse combattere. Trovo più spaventose le forme di controllo della massa che agiscono più subdolamente, come quelle che ti lasciano credere di avere realmente la libertà di scelta, facendo largo uso di ipocrisia e strumenti più “sottili”. 

L’opera di Huxley è del 1932. Si parla di un periodo storico che è anni luce distante da quello attuale, ben più di quanto indicato dal mero calcolo matematico. Gli ottantanove anni non rendono minimamente l’idea dell’abisso che ci separi da quell’epoca, non fosse altro che per le innovazioni tecnologiche che hanno portato a fare un balzo quantico in avanti. Che sia in meglio o in peggio, questo lo lascio a voi giudicare. 


Ebbene, mettendoci nell’ottica di un uomo del ‘32, quello partorito dall’autore rimane per me un grandissimo testo. Gli allucinogeni di cui faceva uso dovevano sicuramente essere “roba buona”, capace di spalancargli varchi verso la mente collettiva che tutto vede e tutto sa, a prescindere da passato-presente-futuro. A parte gli scherzi, ritengo la sua opera realmente visionaria, capace di fungere da vera profezia autorealizzantesi. Quella di Huxley è una società nella quale la mancanza di libertà è molto più subdola rispetto al mondo descritto da Orwell, in quanto è il popolo stesso a pretenderla, per potersi garantire una felicità ignave e stolta. Fare un parallelo con l’attuale situazione nella quale siamo disposti a privarci di ogni libertà, sino a rimanere segregati in casi, lontani dai nostri cari, per preservare la mera salute del corpo (o almeno così si continua a ripetere, a prescindere dai dati che continuano nel loro vagabondare erratico e fuori controllo dalla presunta infallibilità della scienza e dei demiurghi delle varie task force), sarebbe fuori luogo, ma oramai l’ho fatto. Non vogliatemene. 
Ad ogni modo sono entrambi testi che andrebbero studiati accuratamente sin dalla scuola.
Diamo fuoco alle polveri!  


domenica 17 gennaio 2021

Recensione: L'ora dei dannati. L'abisso di Luca Tarenzi [Rating 7] - recensione a cura di Andrea Zanotti

 




Titolo: L'ora dei dannati. L'Abisso (Vol. 1)

Autore: Luca Tarenzi


Genere: fantasy, bangsian fantasy

Target: 14+

Rating: 7

Prezzo: ebook Euro 9,99 - cartaceo 15,20

Sinossi:
Sono cinque, la feccia della razza umana. Dio li odia. Virgilio li guida. E hanno un piano: evadere dall'Inferno. Dopo aver accompagnato Dante nel suo viaggio, Virgilio, che ha intravisto la luce divina sulla montagna del Purgatorio, non può tornare nel Limbo. È destinato a restare nell'Inferno, dove può muoversi liberamente, anche se sempre alla mercé della violenza degli angeli caduti, gli Spezzati. Per questa sua peculiarità diventa un ingranaggio fondamentale nell’ambizioso piano di Pier delle Vigne, che intende raccogliere un gruppo scelto di dannati - il Conte Ugolino, Filippo Argenti e Bertran de Born - per fuggire dall’Inferno. Un fantasy ambientato in un Inferno dantesco: un racconto carcerario; una storia di redenzione piena di colpi di scena e combattimenti, fino all'incredibile finale che lascia aperto il destino dei cinque straordinari antieroi.

Recensione:
Luca Tarenzi è un autore che seguo da lungo tempo, dai tempi della mitica Asengard Edizioni, per la precisione. Si tratta di uno scrittore che stimo molto, capace di trovate realmente originali e dotato di una preparazione invidiabile. Un autore molto prolifico, per nostra fortuna. Non solo romanziere, ma anche traduttore e saggista, oltre che sciamano. Edito fra gli altri da Acheron Books e Salani Editore
Quando ho letto la notizia della sua trilogia in lavorazione per Giunti Editore sono sobbalzato sulla sedia. Anzitutto per la soddisfazione di vederlo approdare a una grande realtà come quella rappresentata da questa casa editrice, e subito dopo per l’argomento in ballo. Chi ha letto qualche mio romanzo, sa che l’argomento dell’aldilà, nelle sue possibili forme e concezioni, mi sta particolarmente a cuore, e guarda caso l’intera opera di Tarenzi per Giunti affronta proprio un’avventura con protagonista Virgilio e ambientata negli scenari danteschi. Quando poi ho visto la copertina del libro, eccezionale a dir poco, scalpitavo letteralmente al pensiero di metterci sopra le mie zampacce. 
Se volete vedere il trailer, molto evocativo, eccolo qui.
Mi sono perso in questa lunga premessa per mettere le mani avanti, e cercare di farvi capire quanto elevate fossero le mie aspettative in merito a questo lavoro. 
Ecco, purtroppo, sono costretto ad ammettere che L’Ora dei Dannati non le abbia soddisfatte appieno. Il romanzo non è niente male, alcune scene anzi sono molto ricercate e visionarie, eppure non ho riconosciuto appieno il marchio di fabbrica del Tarenzi, ossia la sua capacità di sbalordire, nonché di impressionare con slanci e fraseggi capaci di andare sopra le righe e di conquistare. Pregevole la rilettura dei personaggi danteschi, primo fra tutti Virgilio, in vesti mai viste prima. 
Lo scritto si legge in un baleno, incuriosendo il lettore a esplorare la rielaborazione dell’autore dei gironi infernali e delle condanne ai dannati, ma il ritmo a mio avviso rimane piuttosto blando e la trama troppo lineare, con la risoluzione degli ostacoli delegata sempre alle medesime risorse. Forse la pressione di scrivere per un editore così importante, oppure le direttive giunte da questo, oppure ancora il trovarsi al cospetto di un’ambientazione partorita dalla fantasia altrui, e non del primo scrittore improvvisato, ma da quello che è considerato il padre della lingua italiana, possono aver comprensibilmente frenato la fantasia del Tarenzi. Non saprei, non ho idea se possano essere ipotesi campate in aria, rimane il fatto che non ho trovato particolari slanci, quasi l’autore si fosse limitato al compitino, che grazie alla sua abilità rimane ugualmente un buon romanzo, senza forzare e correre qualche rischio capace di far spiccare il volo a quest’opera. 
Sono certo che ci sarà modo di rifarsi con il secondo volume. Ad ogni modo un romanzo da accalappiarsi, perché non capita tutti i giorni che i big dell’editoria diano spazio ad autori autoctoni con edizioni così prestigiose. 
Voto 7



mercoledì 13 gennaio 2021

Disfida nr. 130: Oltre il padre di Mimosa da Vinci VS Françoise Sagan

 




    • Titolo opera: Oltre il padre

    • Autore: Mimosa da Vinci (pseudonimo)
    
    • Editore: Pubblicazione Indipendente

    • Genere: narrativa - romanzo culinario

    • Prezzo: ebook 3,99 - cartaceo 12 euro

  • Sinossi: 
La storia si svolge tra l'inizio degli anni Settanta e la fine dei Novanta tra la provincia bergamasca e Milano ed è costruita sulla metafora del cibo.
      Il protagonista, Marco Scandella, è sposato da sempre con la bella Luisa, suo unico amore. Ha un figlio, Andrea, affetto da una disabilità fisica che gli impedisce di camminare e di usare le braccia. 
     


Il romanzo inizia quando Marco scopre di essere affetto da una malattia degenerativa che lo renderà invalido. Sconvolto dalla notizia, non sa come provvedere al futuro del figlio e teme che la moglie non intenda occuparsene per una serie di ragioni a lui non del tutto chiare ma terribili, che verranno esplicitate nel corso della narrazione.
      La parte "milanese" della storia si svolge tra l'interno del condominio in cui vivono e/o lavorano gli Scandella. Si prosegue con un flashback che parte dall'infanzia di Marco per arrivare al suo incontro con Luisa, al matrimonio, alla nascita del figlio, e al trasferimento a Milano. Qui, oltre a delineare l'ambiente della provincia bergamasca, vengono narrate le circostanze che hanno portato Marco e Luisa a diventare quelli che sono: due provinciali ossessionati dal desiderio di elevarsi socialmente in quella che all'epoca era la mitica "Milano da bere".
      La storia avrà un'accelerazione improvvisa nel momento in cui Marco scoprirà che gli resta poco da vivere e farà quello che potrà per risolvere ill problema del futuro di Andrea.
      Fanno da contorno alla vicenda altri personaggi, secondari ma importanti, tra i quali il cuoco del ristorante sotto casa Scandella, di cui Andrea si innamorerà.
      
    • Note/commenti/finalità dell'Autore: 
realizzare il suo sogno di bambina e, perché no, togliersi qualche sassolino dalle scarpe.

    • BIG da sfidare: 


Françoise Sagan, Toxique - Link Acquisto Amazon



domenica 10 gennaio 2021

Recensione: Il Sospiro del Mistero di Cristiano Venturelli [Rating 6,5] - recensione a cura di Peg Fly




Titolo: Il sospiro del mistero


Editore: Pubblicazione Indipendente

Genere: narrativa generale, horror

Target: adult

Rating: 6,5

Prezzo: ebook Euro 0,99

Sinossi:

Un padre, angosciato per la grave malattia del figlio, progetta di sopprimerlo, ma la sua mano viene fermata da un fantasma.
Un fotografo decide di seguire uno strano essere, dalle sembianze umane, alla ricerca del tesoro più prezioso che alberga nell’animo umano. Un frequentatore di escort ne incontra una tanto speciale quanto letale. Un tossicomane scopre che credersi Dio può avere delle conseguenze atroci.
Il comandante di una squadra per il recupero ostaggi viene accompagnato in quella che sarà la sua ultima missione da un angelo che lo aiuterà a dissipare i suoi dubbi esistenziali. 
Un adolescente frustrato, disposto a barare pur di entrare nell’olimpo di un videogioco, apprenderà a proprie spese il valore della lealtà. Un parroco raccoglie la confessione di un aborto dalle conseguenze tragiche. 
Le sette storie di vita ordinaria e straordinaria che compongono questa antologia, capace di spaziare nei vari generi del fantasy (dal soprannaturale all’horror, dalla fantascienza al weird) hanno una peculiarità non facile da trovare nella narrativa di questo genere: le creature fantastiche che li popolano, siano esse alieni, spettri, fantasmi o vampiri, accompagnano i protagonisti, e anche il lettore, a riflettere sul significato della morte e della vita, sul valore delle emozioni, della lealtà e dell’amore. Sette racconti attraverso i quali l’autore affronta temi reali dolorosi, difficili e talvolta proibiti.


Recensione:

Le Sette storie raccontate in questo libro fanno riflettere sulla vita e la morte del genere umano. L’autore risulta oltremodo ingegnoso nello spaziare tra i vari generi letterari. Ma quello che ha colpito di più la mia immaginazione e il mio istinto di essere umano, è stata la specificità di questa narrativa introspettiva (molto rara da trovare in alcuni generi), nonché l’abilità dell’autore ad affrontare senza tabù temi tuttora attualissimi.

Il volume “Il sospiro del Mistero” di Cristiano Venturelli, suddiviso in sei racconti, ti conduce all’interno di temi reali come l’aborto, la droga e la prostituzione, tingendoli con idee di genere fantascientifico, fantasy, horror e paranormal.
Direi che lo stile dell’autore è affascinante, anche se la correzione di alcuni refusi ed errori ortografici e sintattici avrebbero reso la raccolta più soddisfacente. A parte questa breve parentesi, posso dire che ho trovato i racconti ben organizzati, grazie anche ai contenuti piuttosto rilevanti come il riferimento alla leucemia che colpisce il figlio di uno dei protagonisti. Le ambientazioni sono ben descritte tanto che riescono a condurre il lettore in un realismo magico differente dalle solite sequenze narrative. 
In alcuni passaggi, certi racconti sono un po’ troppo descrittivi, scelta che rallenta il ritmo narrativo. 
Tuttavia, consiglio questa raccolta a tutti, anche ai non amanti del genere, perché in fondo, quello conta quando si narra una storia (o più storie), è lasciare al lettore qualcosa di positivo, e sinceramente, dentro di me questo è avvenuto.
Grazie Cristiano
Voto 6 e mezzo.