Sinossi:
Tanti nella propria vita,
specialmente da piccoli, hanno avuto un supereroe in cui credere.
Sperando, desiderando, soprattutto nei momenti di difficoltà, che
comparisse e si mettesse al loro fianco, proteggendoli,
confortandoli, guidandoli.
Tutti sanno che questo è e
rimarrà soltanto un sogno. Un sogno da bambini.
Ma se fosse possibile? Se non
fosse solo una fantasticheria, ma un desiderio realizzabile, cosa
cambierebbe nella propria esistenza? E come si trasformerebbe la
realtà circostante?
In una Terra post-apocalittica
dominata dalla violenza e dall’orrore, dove è impensabile che ci
sia posto per le favole, dove sembra impossibile che possa esserci
luce nelle tenebre dilaganti create dai Vizi, una fiammella brilla
ancora e cresce d’intensità, attirando a sé chi non vuole più
essere intrappolato in un modo di vivere bestiale, dove il massimo
cui si può aspirare è la sopravvivenza.
In una storia sempre più oscura
e sempre più luminosa, un piccolo gruppo di uomini, donne e bambini
prende il testimone lasciato da Maestro e Guerriero, continuando la
lotta per liberare il mondo e l’umanità dal dominio dei Demoni,
nella speranza di arrivare a dare il via a un’epoca migliore.
Un’epoca dove il mondo sarà forgiato dai sognatori e non più da
burocrati, politici e persone volte a interessi economici e di potere
per il solo vantaggio personale. Un’Era di Utopie, di Creatori,
dove nuovi mondi, nuovi universi nasceranno e la vita acquisirà il
suo reale senso d’esistenza.
Note/commenti/finalità
dell'Autore:
L’Ultimo Demone, secondo
romanzo del ciclo fantasy post-apocalittico I Tempi della Caduta, è
il seguito diretto di L’Ultimo Potere: gli eventi si svolgono poco
dopo i fatti del primo volume. Prima di continuare a parlare
dell'opera faccio un piccolo salto indietro nel tempo, riportando un
pezzo che ho postato sul mio sito un paio di anni fa.
"Ancora
una volta, lo scrittore s’incammina, scoprendo strada facendo dove
lo conduce il cammino che sta percorrendo, accorgendosi cosa il
percorso gli ha tenuto in serbo. Certo, sa da dove è partito e dove
vuole arrivare, ma cosa incontrerà nel viaggio è una sorpresa anche
per lui: alle volte sa quello che accade perché lo va a cercare.
Altre volte invece è lui a essere trovato e non può fare altro che
raccontare cosa ha visto e vissuto. Ma alla fine del viaggio, avrà
vissuto un’esperienza che l’ha cambiato, magari maturato: di
certo gli ha conferito uno sguardo diverso sul mondo.
Così scrivevo nel giugno del
2013, allorché cominciavo a mettere giù le idee per scrivere quanto
non era stato narrato in L’Ultimo Potere (stesura che sarebbe
cominciata ad agosto); l’idea iniziale, quando iniziai a scrivere
di quest’ultimo, era di realizzare un romanzo unico, ma nello
sviluppare la storia mi sono trovato dinanzi a un’opera più ampia
di quella che avevo preventivato. Non mi spaventa realizzare romanzi
di mille pagine, l’ho già fatto con Storie di Asklivion, ma non è
stato questo a farmi riflettere sul creare due volumi invece di uno
unico, quanto di dare a ogni parte il suo spazio. Anche se
appartenenti allo stesso tempo e mondo, anche se legate da diversi
fili, le storie da narrare dovevano essere due, dove ognuna doveva
fare il suo percorso singolarmente; una separazione giusta non solo
per quanto appena scritto, ma anche per una questione tecnica, dato
che sarebbe risultato difficile riuscire ad amalgamare nell’intreccio
di un solo volume i diversi elementi, rischiando di divenire
confusionaria per la troppa carne al fuoco, troppa frammentarietà
con gli eventi e i punti di vista.
La scelta si è rivelata giusta:
concentrandomi su una parte per volta ho potuto fare un lavoro più
approfondito, dove, libero del preoccuparmi di una storia o
dell’altra, ho avuto maggiore spazio per la creatività, per il suo
sviluppo. Partito con la stesura del secondo romanzo, ero dell’idea
che sarebbe stato sulle duecento pagine: quando ho terminato
l’epilogo, mi sono trovato dinanzi un lavoro di uguale lunghezza
del precedente (tra le quattro e le cinquecento pagine). Come già
scritto nell’altro post, si può programmare, si possono gettare le
basi del progetto, ma durante i lavori si possono incontrare delle
modifiche, ci si può espandere e andare verso direzioni inaspettate
come se il progetto avesse vita propria.
Attraverso esso mi sono
focalizzato sugli effetti generati dalle cause e di come essi
determinino l’andamento della storia e del mondo (e si sa che per
mondo non s’intende solo il pianeta in senso fisico, ma la
mentalità che pervade una civiltà, che la guida e la condiziona).
Da questo è nato L’Ultimo Demone, romanzo che riprende i punti
lasciati in sospeso e non chiariti di L’Ultimo Potere: ambientato
qualche mese dopo i fatti narrati dal suo predecessore, è un’opera
più corale, che mostra ancora di più gli effetti dei Vizi sulla
natura umana. Mentre L’Ultimo Potere era concentrato
prevalentemente su Guerriero, L’Ultimo Demone mostra la realtà da
più punti di vista: è più articolato e se si vuole meno lineare
del precedente, permettendo alla storia di essere più varia e più
ricca. Questo apparteneva già al progetto di partenza, ma nello
scrivere pagina dopo pagina, i capitoli si sono arricchiti di
personaggi secondari che sono diventati primari e di nuovi personaggi
che all’inizio del viaggio non pensavo nemmeno d’incontrare,
figurarsi di averci a che fare: è stato un buon incontro, perché
hanno dato una sfumatura diversa alle vicende, una freschezza che
altrimenti non ci sarebbe stata, permettendo di tirare i fili che
altrimenti sarebbero stati lasciati indietro. Chi era una comparsa
nel precedente volume in questo ha uno spazio importante e chi era
stato protagonista farà la sua apparizione, ma avrà un ruolo
marginale, perché la sua parte nei fatti salienti è conclusa,
passando il testimone ad altri per arrivare alla fine del percorso."
Che cosa aggiungere a quanto
scritto in precedenza?
Che questa volta tra i
protagonisti ci sono dei bambini. L’idea c’era già, ma doveva
essere usata in un altro romanzo; succede però che le storie
prendono piede da sé, in maniera alle volte quasi naturale, e si
sviluppano inaspettatamente. In questa parte mi è piaciuto prendere
ispirazione dal gruppo degli Spettri mostrati da Terry Brooks in La
Genesi di Shannara: è una delle ultime parti veramente ben
realizzate dallo scrittore americano, andato purtroppo in discesa in
fatto di qualità di trame e personaggi negli ultimi anni. Mi è
piaciuta l’atmosfera del gruppo, come vivevano all’interno delle
città in rovina, come cercavano di trovare qualcosa che rendesse la
loro vita più sopportabile: per questo, benché in maniera diversa,
ho voluto dare spazio a un gruppo nel quale c’erano anche dei
bambini, con le loro diversità, i loro problemi, i loro sogni. E
grazie alla loro presenza è nato un altro protagonista, un
personaggio con una capacità particolare, inusuale e in apparenza
fuori luogo in un mondo come la Terra post apocalittica in cui si
svolgono le vicende, ma non per questo meno importante, perché la
parola ha un ruolo importante, se usata nel modo giusto.
Ho parlato di un punto
d’ispirazione, ma non è stato l’unico. Una parte di un certo
rilievo nella storia ce l’hanno i fumetti, ma non nel senso che mi
hanno ispirato, nel senso che c’è un personaggio che è attratto
da essi, al punto da credere che siano qualcosa di vero (come si
svilupperà questa cosa, la lascio al lettore, se vorrà scoprirla).
Un’altra parte di rilievo ce l’ha la figura mitologica del
Leviatano. Altro spunto è venuto dal cinema (La sfida del samurai di
Akira Kurosawa).
Naturalmente ci sono i Demoni,
con le loro caratteristiche, i loro Vizi: questa volta ho voluto
addentrarmi nell’oscurità del loro animo e mostrarla, perché il
male non è qualcosa che nasce per capriccio, ma c’è sempre
un’origine, una causa al suo scatenarsi. In questo romanzo saranno
affrontati i Vizi rimasti e naturalmente non può mancare quello
della Lussuria. E come promesso nella disfida di L’Ultimo
Potere…sesso sfrenato! Senza limiti, senza confini, senza ritegno!
Gente, accorrete a leggere un vortice di sfrenata passione, piacere
ed estasi! Dimenticatevi di Rocco Siffredi, John Holmes, del
fantomatico e leggendario superdotato Mozambo che camminava con la
pura forza della sua terza gamba e del mitico Ublala Pung: il sesso
come mai l’avete conosciuto!*
Ora i lettori dovrebbero essere
contenti di aver avuto quello che più vogliono. Ma bisogna fare
attenzione a quello che si vuole, perché lo si potrebbe ottenere…(e
a diventare dei Posseduti non è mai una buona cosa…)
Chiusa la parentesi goduriosa,
due piccole note per concludere.
Una sulla copertina, sempre
realizzata da me. L’immagine non solo è bella e suggestiva (ho
avuto il merito di essere al posto giusto al momento giusto, di aver
colto l’attimo fotografando, ma il gran merito di tutto ciò è
della natura e va ringraziata per lo spettacolo cui ha dato vita), ma
è pertinente a quanto avviene in L’Ultimo Demone: chi avrà modo
di leggere il romanzo lo capirà, basta pensare al colore e alla
forma delle nubi. Ho già dato abbastanza indizi: a chi lo vorrà, il
resto della scoperta.
L’altra sulla dedica, breve, ma
significativa: “Per chi è e vuole essere libero.” Non credo si
debba aggiungere altro.
BIG da sfidare:
Visto che l’ho citato, I Figli
di Armageddon di Terry Brooks.
In fondo trattiamo lo stesso tema:
umanità allo sbando e ridotta ai minimi termini, mondo devastato,
civiltà sparita, Demoni…Ma c’è una piccola differenza: io non
faccio saltare fuori elfi all’improvviso, dicendo che sono sempre
esistiti sulla Terra, solo che non si facevano vedere.
Maledetta
pigrizia e cercare le vie facili: questo mai uno scrittore dovrebbe
fare. Può sembrare un voler vincere facile dato quanto Brooks negli
ultimi anni è andato in declino, eppure con I Figli di Armageddon
sembrava essersi ripreso e tornare ai fasti di Le Pietre Magiche diShannara, sua opera migliore. E per metà libro è davvero così: le
parti di Tom Logan e degli Spettri sono molto buone. Ecco, la sfida
la voglio fare con questa parte; il resto (quello che riguarda gli
elfi) lo lascio perdere. Non c’è gusto a competere con qualcosa di
scarso.