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domenica 1 gennaio 2017

Hermanos di Alessandro Bogani e Edoardo Pozzoli [Rating 6]


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Titolo: 
    Hermanos


Autore:  Alessandro Bogani e Edoardo Pozzoli


Genere: Western

Prezzo: Euro 1,99

Rating: 6

Sinossi: America, fine dell’ottocento. Un pistolero eccellente poco riflessivo e molto esuberante, uno stratega infallibile e di poche parole, un ex-soldato americano pavido e pigro ed un medico senza le giuste qualifiche alla ricerca della propria strada, si ritrovano in fuga dall’Arizona verso il Messico.
Ricercati con l’accusa di furto di un carico d’oro sia dall’esercito Americano che da quello Messicano e con la certezza della fucilazione in caso di cattura, si vedono costretti a mettersi sulle tracce dei veri responsabili che li hanno volontariamente cacciati in quella spiacevole situazione.
Una volta scoperta la reale destinazione dei lingotti e dei veri ladri, il gruppo apparentemente improvvisato avrà ancora il coraggio di cercare vendetta per la falsa accusa e di provare ad impossessarsi dell’oro?

Recensione: 
Come oramai i lettori fissi del blog sapranno, nutro una passione smodata per i western e ogniqualvolta mi capita un romanzo di questo genere non posso far altro che sbranarlo al volo, alla faccia dell’immane coda di lettura che ho sul groppone. Chiedo venia quindi ai vari autori che mi hanno mandato fiduciosi il loro testo per una recensione, ma “Hermanos” salta la fila.
Il romanzo di Alessandro Bogani e Edoardo Pozzoli è un testo breve in realtà, di 150 pagine circa. Il fatto che l’abbia letto in un paio di giorni indica chiaramente che il testo si lasci leggere senza problemi, ciò non toglie che alla fine dei giochi avrei sperato in qualcosa di meglio. Intendiamoci, come detto la storia scorre fluida e senza intoppi, anche se alcune scene mi sono parse non sempre credibilissime e un po’ tirate per i capelli. Non scendo nei particolari per non rovinarvi la scoperta della trama, diciamo solo, ad esempio, che mi riesce difficile credere che un covo di rivoluzionari non abbia delle sentinelle capaci di avvistare un intero battaglione di soldati, prima che questi facciano irruzione all’interno del loro campo, posto peraltro su un promontorio roccioso. Detto questo, forse sono io che vado troppo per il sottile.
Più in generale posso dire che i due giovani autori hanno le carte in regola, hanno il coraggio per presentare un romanzo western, genere che certo non trova il favore delle masse dei lettori, ma forse peccano ancora di inesperienza. La definizione sintetica che mi verrebbe da utilizzare per Hermanos è di un testo ancora acerbo.
Si nota la voglia di caratterizzare ogni personaggio in modo particolare, ma l’obbiettivo a mio avviso è riuscito solo parzialmente, forse anche per la durata contenuta dell’opera che non permette di svolgere appieno gli intenti programmati. La trama è ben studiata e presenta quegli intrecci di vicende tipici del genere con tradimenti, ripicche, vendette e faide che donano al tutto imprevedibilità e buone dosi di piombo e sangue. La prosa è essenziale e pulita, pochi i refusi da segnalare. Gli autori non si perdono mai in lunghe descrizioni, e forse questo in alcuni tratti è un peccato, perché a mio avviso il genere richiede delle “pause di riflessione” e i paesaggi maestosi dove sono ambientate le vicende contribuirebbero a rendere più profonda l’esperienza di lettura. Anche perché quando ci si mettono gli autori mostrano di saperci fare, ma pare diano per scontate alcune “immagini” che un amante del western ama invece ritrovare, possibilmente approfondite con qualche tocco di originalità, almeno per quel che mi riguarda.
Altro punto dolente sono i dialoghi, un po’ moscetti a mio parere. Questi rudi banditi alle volte sembrano un po’ troppo “azzimati” e “profumati”, quando ci si attenderebbe puzzassero di porcilaia, se capite quello che intendo.
Qua e là fanno capolino delle citazioni che di certo non sfuggiranno ai più smaliziati, e che fanno sempre piacere, strappandoci un sorriso malinconico al ricordo dei grandi classici del passato.
Non vorrei dare l’idea di non aver gradito l’intrattenimento offerto da “Hermanos”, anzi, data la carenza di romanzi del genere, l’ho apprezzato, solo ho l’impressione che i margini di miglioramento per gli autori siano ampi e forse con un maggiore impegno in fase di editing, il prodotto finito sarebbe potuto essere migliore, limando dove necessario e aggiungendo qualche frasetta giusto per contestualizzare meglio il tutto, o donare maggior carattere (e carisma) ad alcuni dei personaggi.
Voto 6, nella speranza gli autori perseverino nella loro passione e possano offrirci testi ancora migliori. 
Sono certo che abbiano le doti per farlo. In bocca al lupo e al prossimo romanzo e visto che ci siamo aggiungo anche un buon anno a tutti!

domenica 18 settembre 2016

Manituana di Wu Ming



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Sinossi:


1775, all'alba della rivoluzione che generò gli Stati Uniti d'America. Lealisti e ribelli si contendono l'alleanza delle Sei Nazioni irochesi, la più potente confederazione indiana. Nella valle del fiume Mohawk, indigeni e coloni convivono da decenni. Scelte laceranti travolgono il futuro di una comunità meticcia: il viaggio deve cominciare, fino alla capitale dell'Impero, e la via del ritorno è già sentiero di guerra. Un cacciatore irochese abbandona i boschi e i romanzi di Voltaire. Un guerriero del Clan del Lupo interrompe la traduzione del Vangelo e imbraccia il fucile. Un baronetto di Sua Maestà compare nei sogni di bianchi e indiani. Una donna guida il suo popolo attraverso le fiamme. Dopo anni di ricerche e scrittura, la nuova narrazione dell'officina di cantastorie nota coi nomi "Luther Blissett" (ieri) e "Wu Ming" (oggi). Un romanzo epico sulla nascita di una nazione e lo sterminio di molti mondi possibili.


Recensione:

Spinto dal fascino del periodo trattato da questo scritto, ho appena ultimato la lettura di Manituana, un romanzo storico ambientato durante la rivolta delle colonie americane contro la madrepatria Inghilterra.
Manituana è un’opera partorita dal collettivo Wu Ming. Per chi non conoscesse questo gruppo e la loro interessantissima, e forse irripetibile storia, rimando direttamente al loro bel sito, stracolmo di materiale di sicuro interesse.
In questa sede mi limiterò a dirvi che l’ebook è liberamente scaricabile in tutte le possibili varianti, mentre il cartaceo è edito da Einaudi.
Come potete ben capire la cosa è del tutto eccezionale e rappresenta un esperimento di marketing unico nel suo genere. Noi però non siamo qui per questo, quanto per analizzare il romanzo in sé.
Un romanzo corposo, in alcuni tratti un po’ lento forse, ma sicuramente evocativo e ben scritto. Ottimo il lavoro di editing e testo praticamente privo di refusi, quindi non occorre perdere altro tempo a riguardo.
Le vicende si dipanano sfruttando innumerevoli punti di vista. I personaggi che ci prestano il loro sguardo per scandagliare questo scorcio della storia umana spaziano in luoghi affascinanti che vanno dal nuovo mondo ai grandi laghi del Canada, per transitare nel vecchi continente, in Inghilterra, nei suoi palazzi che trasudano ricchezza e nobiltà, bizzarria e romanticismo.
Un lavoro di ricostruzione storica affascinante, privo di facili ipocrisie, capace di affrontare nella sua durezza tematiche spinose come la triste sorte delle popolazioni indiane, senza arretrare d’un passo innanzi alla brutalità commesse da ambedue le parti.
Le diverse linee narrative sono abilmente congeniate in modo tale da mostrarci i diversi punti di vista, le diverse motivazioni, tutte lecite agli occhi dei rispettivi protagonisti, in un contesto complesso nel quale gli interessi delle diverse parti in causa non lasciavano spazio al dialogo, ma solo all’uso delle armi. Mai vengono dati giudizi, né più né meno velati, e questo a me piace parecchio, lasciando libero il lettore di farsi la propria idea.
Mi ha colpito il modo in cui, in quest’epoca e in queste lande, i destini potevano mutare repentinamente grazie a una semplice carovana di botti di whisky utilizzata per corrompere una tribù, piuttosto che per il capriccio di un ufficiale di sua maestà in vena di compiere gesti più o meno eroici. Questa aleatorietà degli eventi, che invece nei libri storici vengono sempre dipinti come fatti assodati e imprescindibili, frutto spesso delle capacità quasi soprannaturali di capi illuminati, viene trasposto splendidamente dagli autori e risulta oltre che più credibile, è molto più affascinante e non certo meno istruttivo.
Ci sono personaggi ricchi di carisma, così come interessanti sono gli usi e costumi ricostruiti con maestria nel corso della narrazione. Insomma non c’è da annoiarsi anche se forse il ritmo non è sempre incalzante. Discorso opposto vale per quanto riguarda la descrizione degli scontri e delle battaglie che ho trovato decisamente ben fatti e adrenalinici.
Non ho gradito più di tanto i capitoli dedicati alla gang degli “indiani d’Inghilterra”, trovandola un po’ sconnessa rispetto al filo narrativo e fine a se stessa, compreso la modifica del linguaggio utilizzato, a mio gusto eccessivamente artefatto, uno slang che ho trovato, forse per mia ignoranza, poco calzante. Si tratta comunque di gusto personale, intendiamoci.
Ad ogni modo che dire, un ottimo romanzo in download gratuito, capace di invogliare ad assaporare altre produzioni Wu Ming e di esplorare un epoca storica non certo abusata e pertanto ancor più godibile e tutta da scoprire.

domenica 22 maggio 2016

Il collare di fuoco di Valerio Evangelisti

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Sinossi:


In questo libro Valerio Evangelisti abbandona temporaneamente la sua creatura più celebre, l'inquisitore Eymerich, per regalarci un romanzo storico di amplissimo respiro che narra in chiave avventurosa la formazione del Messico come Stato moderno.

Il racconto inizia nel 1859, quando un possidente messicano guida in Texas una rivolta contro le discriminazioni cui i suoi connazionali sono sottoposti, per poi ampliare lo sguardo e raccontare la lotta di Benito Juárez contro Massimiliano d'Austria, la dittatura di Porfirio Díaz, la modernizzazione forzata del paese, le rivolte contadine, le stragi e le deportazioni di indigeni, fino al 1890. Filo conduttore, il rapporto contraddittorio, di odio e amore, tra Messico e Stati Uniti (il "collare di fuoco" del titolo, secondo l'espressione di un uomo politico ottocentesco); ma anche il lento formarsi di un'identità nazionale e di una cultura unitaria adatta a darle espressione. Il tutto visto attraverso le vicende di molti personaggi, tutti realmente vissuti, che a tratti intrecciano le loro esistenze e che verranno profondamente trasformati dalla grandiosa epopea di cui sono attori non sempre consapevoli.



Recensione:

Valerio Evangelisti è uno degli autori italiani che prediligo, e non tanto per il suo più famoso personaggio, l’Inquisitore Eymerich, quanto per le serie “minori” che l’autore romagnolo ha partorito, il suo ciclo western con il personaggio del palero messicano Pantera su tutti.
Forte di questa preferenza mi sono imbarcato nella lettura de “Il Collare di Fuoco” con grandi aspettative. Da troppo tempo svernava nel mio lettore ebook.
Devo dire subito che mi sono trovato innanzi a qualcosa di molto diverso. Una tipologia di romanzo totalmente differente dalle precedenti esperienze con Evangelisti.
Il Collare di Fuoco è un romanzo privo di personaggi principali, dove abbondano invece innumerevoli trame che necessitano di molte pagine per essere assorbite, e che mano a mano vanno a formare un ordito piacevole e complesso sia nella progettazione che nella fruizione da parte del lettore finale.
I personaggi fanno la loro comparsa più o meno fugace, ritornano e si ritrovano fra loro con lo scorrere delle pagine che scandisce anni di grande travaglio per il Messico. Una nazione che cerca la propria strada verso lo sviluppo e il progresso, triturando speranze e annegando sogni nel sangue delle continue ribellioni e rivoluzioni che la percorrono da nord a sud.
Profondo e denso, il racconto di Evangelisti sfiora i connotati di un saggio romanzato. Una rivisitazione storica carica di sottesi, un approfondimento su vicende non certo conosciute ai più che lasciano il lettore da principio spiazzato, ma che alla lunga lo sanno colpire e coinvolgere con continui ribaltamenti di sorte, bagni di sangue e tradimenti.
Ogni personaggio coinvolto condensa in se spezzoni di realtà brutale, smascherando le ipocrisie che velano le diverse azioni intraprese per alti ideali ma che celano istinti e scopi ben più bassi e caratteristici del genere umano. Microcosmo e macrocosmo si guardano allo specchio così come le ambizioni prive di scrupoli dei singoli si riverberano nelle potenze coloniali Europee così come nella mano armata degli Stati Uniti, sempre pronti a garantire il loro “aiuto” ai fratelli messicani.
Ammetto di non conoscere così a fondo le vicissitudini del Messico del XIX secolo, ma ne sono rimasto affascinato.
Le descrizioni dell’autore sono ficcanti, sempre pertinenti, capaci di evocare un passato carico di lezioni da apprendere e rileggere in chiave moderna per spiegare ciò che accade anche ai giorni nostri, spesso con i medesimi protagonisti.
Ci troviamo innanzi a un tourbillon di potenze più o meno influenti, di piccoli e medi signori locali, bandoleros e malavitosi, ricchi che si atteggiano a monarchi, di posse furiose che calano sullo scenario della vicenda come orde demoniache. Queste forze contrastanti e sempre pronte alla pugna, si alternano alle vite dei singoli, ai loro problemi quotidiani e aspirazioni più o meno arriviste, originando un epopea del tutto particolare.
Superato l’inizio effettivamente piuttosto caotico e pesante, la storia prende, facendoci palpitare e portandoci a conoscere brani di storia ai più poco noti.
Tutto sommato quindi non ci si può lamentare di quest’opera, certo l’importante, come spesso accade, è sapere sin da principio a cosa si va incontro. Un’opera ad ampio respiro, senza un protagonista principale cui affezionarsi, né un nemico cui fare il “tifo contro”. La prosa dell’autore è quella di sempre, semplice e diretta, ma mai banale, un piacere insomma.
Io lo consiglio, soprattutto a chi ama l’ambientazione polverosa e violenta del vecchio west, rivista in una chiave nuova e originale.

venerdì 22 aprile 2016

Tex-Zagor: La Valle Nascosta di Moreno Pavanello [Rating 6]

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Titolo: 
  Tex-Zagor: La Valle Nascosta


Autore:  Moreno Pavanello

Genere: Western

Prezzo: Free

Rating: 6

Sinossi: Zagor viaggia verso sud, diretto al grande raduno dei capi Cherokee. Tex sale al nord, all'inseguimento di un malvivente. Si ritrovano a passare nello stesso luogo, separati dall'abisso del tempo. La fitta foresta sul fondo della valle appare antica, e silenziosa. Persino gli animali tacciono. Come per non disturbare. Eppure a volte, la notte, si possono udire dei sussurri... Riusciranno Tex e Zagor a svelare il mistero de La valle nascosta?

Recensione:
Oggi vi presento un racconto breve, gratuito ed al quale non ho potuto resistere.
Perchè? Perché ha l’ambizione di unire due personaggi mitici, due colossi del fumetto italiano, nonché i miei preferiti in assoluto: Tex Willer e Zagor.
L’idea di fondo è molto carina, con le trame che coinvolgono i nostri due eroi che si dipanano parallelamente una all’altra, ma in epoche distinte. 
Luoghi e incontri in qualche maniera convergono, gestiti in modo ineccepibile dall’autore, accomunando i nostri campioni in avventure dai tratti similari ma imprevedibili. Quindi lo spunto è pregevole e anche ben trasposto, quello che però non mi ha convinto appieno è la prosa dell’autore.
Lo stile del Pavanello rimane piuttosto piatto, senza slanci di particolare effetto. Ho notato anche qualche problemino con la consecutio temporum e il fatto stesso che lo abbia notato io, che tendo a perdermi se la storia mi coinvolge, trascurando errori e problemi, è da solo un indicatore che qualcosa non sia andato per il verso giusto. 
Purtroppo, aggiungo io.
La cosa mi ha sorpreso ancor più, quando sono andato a spulciare internet in cerca di informazioni sull’autore e ho scoperto trattarsi di un “cavallo di razza”, dal pedigree di tutto rispetto, con premi a concorsi vari. 
Opto quindi per l’ipotesi che abbia scritto questo racconto con una certa fretta, limitandosi forse a fare il compitino senza approfondire più di tanto, oppure che il supporto dell’editing esterno sia stato sottovalutato.
Ripeto, la struttura del testo e l’idea che ne sta alla base è pregevole, così come l’ambientazione che riesce a calarci nel vecchio west pur avendo a che fare con gli spazi limitati dovuti al genere letterario del racconto, eppure la sensazione che il risultato finale sarebbe potuto essere ben altro è molto vivida.
Dialoghi sbrigativi e un po’ posticci non contribuiscono a valorizzare il racconto, anzi ne accentuano l’impressione che la fase di rifinitura sia saltata.
Pregevole il tocco di “bizzarro” che viene inserito nel testo e che contribuisce ad agevolare l’allaccio delle due vicende distinte e che nel complesso non stona per nulla conferendo anzi quel pizzico di originalità in più.
Insomma, per ora una sufficienza, in attesa magari di una versione rivista capace di limare le sbavature conquistandosi così un punticino in più.
Ad ogni modo, essendo uno dei pochi testi western in circolazione, imperdibile per gli amanti del genere.
Dello stesso autore segnalo anche il racconto, a sua volta offertoci gratuitamente 

"Attento Trinità... Arrivano i vampiri!"






domenica 17 marzo 2013

"Five Fingers" di Luca Barbieri [Rating 6]





TITOLO: "Five Fingers"
AUTORE: Luca Barbieri
GENERE: Weird Western
PAGINE: 172
RATING: 6/10
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Riprendo il sentiero che mi ha condotto ad esplorare il panorama weird western italico, presentandovi l’antologia di Luca Barbieri dal titolo Five Fingers.

Si tratta di una raccolta edita da Il Foglio Letterario, in cui verremo condotti nel west più selvaggio, dove il confine fra realtà e soprannaturale è più tenue, e le leggende più cupe non hanno difficoltà a sostituirsi ad una realtà gia di suo cruenta e spaventosa.

·       Polvere di legno nero
·       L'antico credo degli insepolti
·       Vivere da uomini, morire da topi
·       Cicatrici di roccia sopra l'anima di un assassino
·       Ciò che il Banshee porta con sè

Cinque racconti dedicati alle cinque dita utilizzate per impugnare una colt.
Un avviso: non c’è argine alla brutalità delle descrizioni offerteci dall’autore presentandoci racconti che possono essere annoveranti come veri e propri horror calati in una scenografia western, quindi meglio per i deboli di cuore tenersi alla larga.
Prima di tutto però un paio di appunti che non posso esimermi dal muovere al prodotto confezionato dal “Foglio Letterario”.


domenica 6 gennaio 2013

"Il destino attende a Canyon Apache" di Laura Costantini e Loredana Falcone [Rating 7]



Titolo: Il destino attende a Canyon Apache
Autore: Laura Costantini e Loredana Falcone
Genere: Western
Pagine: 328
Rating: 7/10
Linkacquisto (3,99€ ebook)






 
Proseguo sul sentiero che mi sta consentendo di esplorare il panorama western italico (weird o meno che sia), presentandovi un interessante testo proposto dalla Las Vegas Edizioni, giovane casa editrice non a pagamento: Il destino attende a Canyon Apache di Laura Costantini e Loredana Falcone.In estrema sintesi: un testo interessante e di piacevole lettura, cui però manca il guizzo di genialità per svettare sul coro.

sabato 8 dicembre 2012

"Six shots" di Alfredo Mogavero [Rating 8]


 

Titolo: Six Shots
Autore: Alfredo Mogavero
Editore: Edizioni XII
Pagine: 170 ca
Rating: 8/10
Genere: Weird Western
Link acquisto (13€ cartaceo) | Amazon (11,05€ cartaceo)

 





Come sapete scrittorindipendenti.com, pur prediligendo ebook in download gratuito o a prezzo “sensato”, non ha pregiudizi di sorta purchè si tratti di autori emergenti.
Faccio questa premessa perché mi accingo a recensire una raccolta di racconti disponibile solo in cartaceo e al prezzo stratosferico di 13 Euro. E qui non posso esimermi dal criticare le scelte di XII Edizioni di non mettere a disposizione neppure l’ebook di tutte le proprie opere.
Mi chiederete allora perchè ve la proponga.