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martedì 14 febbraio 2017

KIZIL ELMA - Storie di Costantinopoli di Isabel Giustiniani [Rating 7]


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Titolo: KIZIL ELMA - Storie di Costantinopoli

Autore: Isabel Giustiniani

Genere: raccolta racconti storici

Prezzo: Gratis

Rating: 7/10


Sinossi: Kizil Elma significa Mela Rossa nella lingua turca. Tale appellativo era stato dato dagli Ottomani alla città di Costantinopoli. Questo ebook raccoglie, in una nuova veste rieditata e corredata di informazioni storiche, tre racconti incentrati su alcune figure e leggende turche che ruotarono attorno alla città di Costantinopoli e al processo che portò alla sua conquista. Due di queste storie sono state ospitate sul portale del Centro Studi Bizantini Magnaura e un'altra nella rivista Basileia, dedicata anch'essa a Bisanzio. In aggiunta, troverete come "special guest" uno spaccato narrativo della vita nella Costantinopoli di fine XIV secolo, vista attraverso la vicenda dell'incontro con un argiroprata. Il brano fa parte del romanzo thriller storico "L'ombra del Serpente". Racconti: - IL CANNONE DI ORBAN: la storia della nascita della famosa bombarda che ebbe un ruolo determinante durante l'assedio di Costantinopoli nel 1453. - LA BATTAGLIA DELLA PIANA DEI MERLI (KOSOVO POLJE): racconto dell'epico scontro nel 1389 tra la coalizione serbo-bosniaca, guidata dal principe di Serbia Lazar Hrebeljanovic, e l'esercito del sultano Murad I. Battaglia durante la quale salirà al potere il sultano Bayazid I, detto La Folgore, assassinando il fratello. - LA LEGGENDA DI BALIKLI: due nobili spagnoli, nella Istambul del 1860, viaggiano alla scoperta delle rovine di Costantinopoli. Verranno a conoscenza della leggenda legata alla fonte sacra di Balikli e all'ultimo imperatore della città, Costantino XI. L'autrice: Isabel Giustiniani è un'appassionata di Storia innamorata di Bisanzio. Gestisce storiedistoria.com, sito dove si parla di narrativa storica, saggistica, personaggi ed eventi del passato.


Recensione: 
Mi sono accorto che è passato parecchio dall'ultima volta che vi ho presentato un testo free, quindi mi sono sguinzagliato nei negozi online a caccia di qualcosa che facesse al caso nostro. Purtroppo, o per fortuna, la battuta di caccia si è conclusa fin troppo presto. Non appena ho visto il testo di Isabel Giustiniani non ho potuto far a meno di sceglierlo, mettendo da parte ogni ulteriore velleità predatoria.
Isabel Giustiniani è l'autrice de “L'ombra del serpente”, la cui recensione potete trovare qui e che tanto mi aveva colpito per passione e originalità. Va da se quindi la scelta di accaparrarmi questo Kizil Elma.
In questo caso, come da sinossi, ci troviamo innanzi ad una raccolta di racconti, l'ultimo dei quali non è altro che uno stralcio del romanzo sopracitato e che serve appositamente per invogliare all'acquisto.
Non posso che riconfermare la mia prima valutazione invitandovi a sperimentare quest'autrice di sicuro talento.
Passando ai primi tre racconti, ognuno dei quali sapientemente preceduto da una breve introduzione storica che ci aiuta ad inquadrare gli eventi, non posso che ribadire quelle che sono le caratteristiche della Giustiniani che mi hanno maggiormente colpito. Prima fra tutte la preparazione storica che fornisce ad ogni racconto la giusta profondità e accuratezza, accompagnata però da una prosa scorrevole e mai pedante, cosa a mio avviso assolutamente doverosa per accontentare ogni lettore di romanzi storici. Quello che poi traspare, pur nella brevità di questi racconti, è la passione dell'autrice per il contesto storico narrato e che ci fa percepire le vicende in modo quanto mai reale e coinvolgente. Aggiunta a questo c'è l'originalità delle situazioni narrate, eventi storici di indubbia rilevanza ma non certo abusati, e per me del tutto nuovi e interessanti.
Prosa lineare, ma non banale, dialoghi credibili e scorrevoli, personaggi ben tratteggiati considerando la brevità degli spazi concessi dalla tipologia narrativa prescelta, quindi tutto in regola.
Non posso che consigliarvi vivamente di scaricare questa raccolta gratuita per assaporare in prima persona quelle che a mio avviso sono doti innegabili, accompagnate da un prodotto assolutamente professionale, privo di refusi, con una bella cover, e quindi da sponsorizzare pienamente e che, come mi piace sottolineare in questi casi, porta lustro a tutta la categoria degli autori indie.
Voto 7, per il semplice motivo che trattandosi di racconti non vado mai oltre a questo voto.

domenica 2 ottobre 2016

I Cavalieri del Nord di Matteo Strukul



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Sinossi:


Salvato, ancora bambino, in una notte di luna e lupi, Wolf è diventato un giovane cavaliere teutone. Cresciuto sotto la guida di Kaspar von Feuchtwangen, suo mentore e maestro, il ragazzo intraprende insieme ad altri settanta cavalieri crociati un lungo viaggio dalla Russia alla Transilvania, per raggiungere e difendere il castello di Dietrichstein, ultimo avamposto della fede cristiana in una terra ormai in preda a orde di barbari e diaboliche forze oscure. Lungo la via, fra terre addormentate in un inverno infinito, Wolf incontra Kira, che tutti credono una strega, ma che in realtà nasconde una storia di ribellione e violenza nei bellissimi occhi color temporale. La sua è una figura che getta scompiglio nella schiera teutone, poco avvezza alla presenza femminile, che reagisce con sospetto e rabbia, ritenendo la donna responsabile delle molte sventure che costellano il lungo viaggio. Ma niente è come sembra nell’Europa del 1240. Fra magia e religione, passioni e tradimenti, Wolf conoscerà se stesso attraverso il sacrificio e il coraggio, fino ad affrontare una terribile guerriera che si fa chiamare La Madre dei Morti, un diabolico negromante e un Re senza corona, mentre l’amore per Kira martella il cuore aprendo ferite: perché Wolf è un cavaliere dell’Ordine e la Regola proibisce di amare una donna, soprattutto quando è una creatura irresistibile. A meno che...


Recensione:


I Cavalieri del Nord, quante aspettative avevo su questo romanzo!
Ho atteso l’estate per poter godere appieno di questo libro sotto l’ombrellone, e ora che il sole è solo un lontano ricordo, rompo gli indugi, confessandovi che ne sono rimasto deluso.
Sin dal prologo ho capito quanto fosse meglio demolire immediatamente i castelli in aria che mi ero fatto. Tutta l’epica e il mistero che copertina e sinossi avevano ingenerato in me, sono state spazzate via sin dalle prime righe. Poche paginette capaci di lasciarmi di stucco… un vero colpo mortale.
Avevo letto fior fior di recensioni su diversi blog, e il prodotto stesso allestito dalla multiplayer edizioni è quello delle grandi occasioni: volume rilegato con magnifica cover, copertina cartonata e sovracoperta, bella mappa iniziale, carta di pregio, numerose illustrazioni anche all’interno del libro, alcune addirittura a colori, insomma, non si è trascurato proprio nulla. Se non ricordo male anche bello stand niente meno che a Lucca Games 2015 con presentazione in pompa magna.
La cover in particolare, frutto di un concorso appositamente allestito, a me piace un sacco, sicuramente l’aspetto migliore di questo prodotto. Eccezionale ed evocativa.
Eppure appena iniziato qualcosa ha rotto l’incanto.
La prosa dell’autore è particolare, ho impiegato alcuni capitoli per adeguarmici e non senza qualche problemino iniziale. La sensazione è che sia migliorata anche con l’andare delle pagine. Che dire, a mio avviso a tratti non certo fluida, una sorta di trattore rimbrottante per intenderci. Alcuni dialoghi sono oggettivamente stucchevoli, così come alcune similitudini azzardate e frasi fatte a bizzeffe. Diverse parole a dir poco desuete buttate qua e là a intervalli regolari, vanno a “impreziosire” un testo che definirei adolescenziale, non in senso dispregiativo, intendiamoci, ma come vero e proprio riferimento a quello che dovrebbe essere il suo target. E qui iniziano le mie colpe, che si mescolano a quella dell’editore di voler far credere “I Cavalieri del Nord” un romanzo storico maturo dalle vaghe sfumature fantasy, mentre si tratta di un fantasy per giovani adulti senza alcuna velleità storica.
Il problema quindi è proprio questo secondo me: definire chiaramente il pubblico cui il testo si rivolge. Ok forse avrei dovuto indagare meglio sull’autore e sul target delle sue precedenti opere. Altro errore mio. Ad ogni modo, ora che mi sono letto il suo super curriculum comprendo che con questa recensione mi farò molti nemici, ma non è mia abitudine cambiare opinione in base al lignaggio dell’autore che mi trovo innanzi, ma solo in base alle sensazioni che lo scritto mi ha saputo trasmettere.
Ad ogni modo, volenti o nolenti, la ridda di incongruenze, imprecisioni e mancate spiegazioni di eventi calati dall’alto, non lo rendono di certo un libro adatto ad un pubblico adulto. Pestilenze che vanno e vengono senza ragione, traditori che spuntano dal nulla, eventi calati dall’alto in perfetto stile deus ex machina, dubbi sulla congruenza fra età dei protagonisti e loro background e non vado oltre per non spoilerare troppo.
Le parti migliori in effetti sono quelle dei combattimenti. Ben descritte e capaci di attirare l’attenzione, anche se pure in questi casi si deve soprassedere sul contesto più generale che non fornisce informazioni chiare né sui numeri coinvolti, né sugli intenti di alcuni dei protagonisti, come nel caso dei traditori teutoni, per i quali non esiste una ragione razionale che possa spiegare il loro operato, se non un insano desiderio di suicidio.
Peccato per l’ambientazione splendida oggetto del tutto che da sola non riesce a ridare lustro al prodotto. I paesaggi innevati, gelidi e crepuscolari sono lo scenario perfetto per le vicende descritte, contribuendo a donare un po’ di “cattiveria” a una vicenda altrimenti moscia.
La sensazione è proprio di una grave mancanza di approfondimento sotto tutti i punti di vista, una mancanza forse voluta quindi. Personaggi appena tratteggiati, luoghi e vicende senza particolare spessore, sentimenti accennati e descritti, ma mai realmente percepiti come autentici.
Non fraintendiamoci, alla luce della giusta collocazione di target, “I Cavalieri del Nord” può risultare una lettura leggera e gradevole, capace di “iniziare” giovani menti indirizzandole verso romanzi storici seri o fantasy maturi, piuttosto che verso altre tipologie di testi stile “giovani vampiri bellocci”. In quest’ottica quindi il testo è valido e utile, purtuttavia presentato così com’è non è certo adatto a vecchi marpioni fanatici di Erikson, Martin & company e questo andrebbe specificato esplicitamente onde evitare di trarre in errore. Il fatto stesso che a livello di recensioni nei diversi store on line molti siano i lettori che lamentano lo stesso problema, evidenzia che qualche svarione a livello di promozione/lancio del libro ci deve essere stato, e non si tratti solo di un mio accanimento, tanto più che Strukul mi è molto simpatico, considerato che si dichiara anche tifosissimo di hockey su ghiaccio, una delle mie più grandi passioni!
Come avrete capito però non sono solo le aspettative tradite a portarmi a questa recensione critica, ma anche il constatare come a livello italico gli autori del fantastico che riescono ad emergere siano in realtà sempre quelli che sfornano testi “leggerini” (penso ai vari Lothar Basler di Marco Davide, La stirpe del vento di Matthias Graziani, oltre a quelli ancor più blasonati i cui sacri nomi mi guardo ben dal proferire ecc..), mentre ottimi testi autoprodotti rimangano confinati nel loro “ghetto”. E visto che preferisco parlare schietto, vi invito a leggere autori quali Francesco Bertolino, Il Pozzo degli Dei di Gianluca Turconi o i lavori di Mirco Tondi, o Irene Grazzini o Isabel Giustiniani se siete appassionati di romanzi storici. Tutti testi di spessore, dove l’autore ha realmente qualcosa da dire e lo fa con una prosa degna di nota.
Sfido chiunque di voi, compresi i talent scout delle varie Multiplayer edizioni, Armenia e Nord a dirmi in sincerità chi butterebbero giù dalla torre in una sfida testa a testa fra gli autori che vi ho citato e quelli pubblicati da Case Editrici. La mia risposta già la sapete, senza neppure un attimo di esitazione. Mi piacerebbe conoscere le vostre, o perlomeno capire quelle che potrebbero essere secondo voi le strategie occulte delle CE che io non riesco a cogliere e che le indirizzano verso scelte per me insondabili.

domenica 18 settembre 2016

Manituana di Wu Ming



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Sinossi:


1775, all'alba della rivoluzione che generò gli Stati Uniti d'America. Lealisti e ribelli si contendono l'alleanza delle Sei Nazioni irochesi, la più potente confederazione indiana. Nella valle del fiume Mohawk, indigeni e coloni convivono da decenni. Scelte laceranti travolgono il futuro di una comunità meticcia: il viaggio deve cominciare, fino alla capitale dell'Impero, e la via del ritorno è già sentiero di guerra. Un cacciatore irochese abbandona i boschi e i romanzi di Voltaire. Un guerriero del Clan del Lupo interrompe la traduzione del Vangelo e imbraccia il fucile. Un baronetto di Sua Maestà compare nei sogni di bianchi e indiani. Una donna guida il suo popolo attraverso le fiamme. Dopo anni di ricerche e scrittura, la nuova narrazione dell'officina di cantastorie nota coi nomi "Luther Blissett" (ieri) e "Wu Ming" (oggi). Un romanzo epico sulla nascita di una nazione e lo sterminio di molti mondi possibili.


Recensione:

Spinto dal fascino del periodo trattato da questo scritto, ho appena ultimato la lettura di Manituana, un romanzo storico ambientato durante la rivolta delle colonie americane contro la madrepatria Inghilterra.
Manituana è un’opera partorita dal collettivo Wu Ming. Per chi non conoscesse questo gruppo e la loro interessantissima, e forse irripetibile storia, rimando direttamente al loro bel sito, stracolmo di materiale di sicuro interesse.
In questa sede mi limiterò a dirvi che l’ebook è liberamente scaricabile in tutte le possibili varianti, mentre il cartaceo è edito da Einaudi.
Come potete ben capire la cosa è del tutto eccezionale e rappresenta un esperimento di marketing unico nel suo genere. Noi però non siamo qui per questo, quanto per analizzare il romanzo in sé.
Un romanzo corposo, in alcuni tratti un po’ lento forse, ma sicuramente evocativo e ben scritto. Ottimo il lavoro di editing e testo praticamente privo di refusi, quindi non occorre perdere altro tempo a riguardo.
Le vicende si dipanano sfruttando innumerevoli punti di vista. I personaggi che ci prestano il loro sguardo per scandagliare questo scorcio della storia umana spaziano in luoghi affascinanti che vanno dal nuovo mondo ai grandi laghi del Canada, per transitare nel vecchi continente, in Inghilterra, nei suoi palazzi che trasudano ricchezza e nobiltà, bizzarria e romanticismo.
Un lavoro di ricostruzione storica affascinante, privo di facili ipocrisie, capace di affrontare nella sua durezza tematiche spinose come la triste sorte delle popolazioni indiane, senza arretrare d’un passo innanzi alla brutalità commesse da ambedue le parti.
Le diverse linee narrative sono abilmente congeniate in modo tale da mostrarci i diversi punti di vista, le diverse motivazioni, tutte lecite agli occhi dei rispettivi protagonisti, in un contesto complesso nel quale gli interessi delle diverse parti in causa non lasciavano spazio al dialogo, ma solo all’uso delle armi. Mai vengono dati giudizi, né più né meno velati, e questo a me piace parecchio, lasciando libero il lettore di farsi la propria idea.
Mi ha colpito il modo in cui, in quest’epoca e in queste lande, i destini potevano mutare repentinamente grazie a una semplice carovana di botti di whisky utilizzata per corrompere una tribù, piuttosto che per il capriccio di un ufficiale di sua maestà in vena di compiere gesti più o meno eroici. Questa aleatorietà degli eventi, che invece nei libri storici vengono sempre dipinti come fatti assodati e imprescindibili, frutto spesso delle capacità quasi soprannaturali di capi illuminati, viene trasposto splendidamente dagli autori e risulta oltre che più credibile, è molto più affascinante e non certo meno istruttivo.
Ci sono personaggi ricchi di carisma, così come interessanti sono gli usi e costumi ricostruiti con maestria nel corso della narrazione. Insomma non c’è da annoiarsi anche se forse il ritmo non è sempre incalzante. Discorso opposto vale per quanto riguarda la descrizione degli scontri e delle battaglie che ho trovato decisamente ben fatti e adrenalinici.
Non ho gradito più di tanto i capitoli dedicati alla gang degli “indiani d’Inghilterra”, trovandola un po’ sconnessa rispetto al filo narrativo e fine a se stessa, compreso la modifica del linguaggio utilizzato, a mio gusto eccessivamente artefatto, uno slang che ho trovato, forse per mia ignoranza, poco calzante. Si tratta comunque di gusto personale, intendiamoci.
Ad ogni modo che dire, un ottimo romanzo in download gratuito, capace di invogliare ad assaporare altre produzioni Wu Ming e di esplorare un epoca storica non certo abusata e pertanto ancor più godibile e tutta da scoprire.

mercoledì 6 gennaio 2016

L'ombra del Serpente di Isabel Giustiniani [Rating 7,5]

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Titolo: 

 L'ombra del Serpente (File JE60754 saga Vol. 1)


Autore: Isabel Giustiniani

Genere: Thriller storico

Prezzo: Euro 2,99

Rating: 7,5


Sinossi:  Cairo, Gennaio 2011. L’egittologa inglese Amberlee Braxton, nel corso del progetto The Global Egyptian Museum, si imbatte in una vecchia scatola sulla quale riconosce la calligrafia del celebre archeologo Howard Carter. Lo splendido serpente in oro e gemme preziose, celato in seguito a uno scandalo insabbiato durante la scoperta della tomba di Tutankhamon e che Amberlee cataloga come reperto JE 60754, si rivela essere un individuo dotato di coscienza.

Inizia così il racconto del più insospettabile testimone degli eventi della Storia, viaggiatore millenario accanto ai protagonisti del passato, ora al seguito dei crociati di re Sigismondo d’Ungheria, ora al polso della giovane Salomè. Pugnale tra le mani di santi e peccatori - vittima e carnefice egli stesso - passa da mercanti di schiavi, cavalieri e spie, fino a guardare negli occhi il basileus Manuele II, imperatore di Costantinopoli. Un viaggio nei secoli il cui unico scopo è ritrovare il Dio Che Cammina Tra Gli Uomini, quel Gesù di Nazareth incontrato tanto tempo prima sulle rive del Mare di Galilea.

Ma i moti di insurrezione in Egitto, a lungo sopiti, arrivano a travolgere le vite di tutti, esplodendo nelle manifestazioni in Piazza Tahrir e portando alla deposizione del presidente Hosni Mubarak. Il Museo Archeologico del Cairo è vittima di un clamoroso furto durante il quale vengono trafugati vari oggetti appartenuti al più famoso dei faraoni. Nella stessa notte il Serpente scompare e il file JE60754 viene cancellato. Amberlee ne possiede però l’unica copia completa e, sullo sfondo della primavera araba, inizierà una fuga sulla scia insanguinata di omicidi e manovre di poteri occulti disposti a tutto pur di entrare in possesso del segreto del Serpente.


Recensione:

Eccoci alla prima recensione di questo 2016. Niente di meglio quindi di un bel thriller storico che lascia il lettore con un solo rimpianto: dover attendere che l’autrice scriva il seguito.
L’idea di attribuire il ruolo di  voce narrante per ampi spezzoni del romanzo al braccialetto/pugnale serpente è, oltre a una trovata originale, magnificamente trasposta, con la staticità che questo assume in determinate circostanze e la neutralità della sua visione in altre. Un narratore anomalo, capace di offrire punti di vista inusuali e sempre diversi. Ho trovato questo espediente molto ben gestito e affascinante, a maggior ragione visto che il lavoro per la Giustiniani non deve essere stato per nulla semplice. Complimenti all’autrice quindi.
L’evoluzione stessa nella percezione degli eventi circostanti e il progressivo nascere di nuovi sentimenti nell’animo del serpente, sono l’aspetto del romanzo che più colpisce, secondo solo alla potenza della storia che attraverso gli occhi di metallo di questo ci giunge con grande realismo.
Ottima ed elegante la trasposizione dei sentimenti della creatura che ci sorprende con la propria sensibilità e ci lascia ancor più sbalorditi quando le scene descritte invece virano verso la violenza più selvaggia e senza censure. Anche in questi frangenti l’autrice non mostra imbarazzi, esplorando senza remore la brutalità che ha permeato alcuni degli scenari descritti.
Lascia indubbiamente colpiti la capacità della Giustiniani di mostrare bravura equivalente sia nella descrizione delle efferatezze più spietate, che nella sensibilità tenera e struggente dell’amore che risiede nel cuore del reperto JE 60754.
Battaglie a fil di spada e sentimenti profondi trovano il giusto equilibrio in questo romanzo, offrendo un ampio raggio emozionale che piacerà sicuramente al vasto pubblico.
La moltitudine di vicende in contesti diversi, accomunati solo dalla vivida passione dell’autrice per la storia, sarebbe un motivo sufficiente per leggersi questo romanzo. E’ proprio l’amore viscerale che la Giustiniani (che non a caso gestisce un sito di storia: http://www.isabelgiustiniani.com/) deve avere per le vicende narrate, traspare in modo imponente nelle descrizioni dei luoghi e dei costumi, donando spessore all’opera.
L’abbondanza delle descrizioni è giustificata dalla loro forza evocativa e contribuisce a calarci alla perfezione nell’ambientazione storica trattata. La varietà delle epoche invece, oltre a sottolineare la preparazione dell’autrice, rende ancor più appagante il nostro viaggio.
La Giustiniani scrive bene, la sua prosa è fluida nonostante la ricercatezza delle descrizioni e dei termini.  D’altro canto questa porta a farci rivivere i tempi andati in modo quantomai realistico e coinvolgente. L’altra faccia della medaglia ci mostra che questo amore ha forse forzato la mano alla scrittrice, il cui lavoro è maggiormente sbilanciato sugli aspetti narrativi del passato, piuttosto che sul descrivere la vicenda attuale della ricercatrice, Amberlee Braxton, relegandola in secondo piano.
Forse questa è l’unico appunto che si possa muovere al testo.
Ricordiamo ad ogni modo che questo è solo il primo volume della serie e riteniamo che nei prossimi lo scettro da protagonista dovrà passare indubbiamente alla professoressa, aumentando l’appeal per gli amanti del thriller vero e proprio. 
Un ottimo romanzo quindi, che in questo primo episodio soddisferà ancor più gli amanti della storia. Rating 7,5 in attesa, spasmodica, possiamo dirlo data la chiusura un po’ brusca del finale, del seguito che speriamo possa uscire quanto prima. La curiosità è tanta.

lunedì 2 novembre 2015

La Vendetta di Augusto di Roberto Genovesi

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Oggi vi presento il romanzo storico di Roberto Genovesi intitolato “La Vendetta di Augusto”, seguito de “La Legione Occulta”, testo che personalmente ho trovato assolutamente imperdibile. Chi fosse interessato lo può trovare qui a un prezzo imperdibile, Euro 0,99.





















Sinossi:
La Legione Occulta è tornata per combattere una nuova battaglia decisiva per le sorti dell'impero. Nel 14 d.C. muore Ottaviano Augusto. Poco tempo prima il suo esercito di sacerdoti - la leggendaria Legio Occulta- era stato sterminato da una congiura di palazzo ordita dai pretoriani. Tutto sembra perduto. Ma l’imperatore, in punto di morte, ordina a Victor Iulius Felix, il suo ragazzo fortunato, di trafugare dal Tempio di Apollo i libri sibillini che raccolgono tutte le più importanti profezie sul futuro di Roma. Tra le righe degli oracoli si nasconde un grande segreto che potrebbe avere conseguenze devastanti per l’impero. Accompagnato da un allievo balbuziente e dai fantasmi del passato, il comandante della Legio Occulta intraprenderà un lungo viaggio che lo porterà dalla Moesia all’Africa Superior, dalle regioni ribelli della Germania fino alle montagne della Dacia, guidato dall’invisibile itinerario tracciato dagli antichi versi delle sibille. Sul suo cammino troverà spie e assassini, prostitute e traditori ma, soprattutto, una nuova compagnia di eroi che lo seguiranno fino alla scoperta dell’incredibile verità, custodita da un uomo che non può più parlare.

lunedì 21 luglio 2014

"Finché morte non ci riunirà" di Matteo Freddi [rating 8]

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Titolo: Finché morte non ci riunirà
Autore: Matteo Freddi
Genere: Romanzo storico











Sullo sfondo del celebre Assedio di Malta, si intrecciano le vite dei protagonisti di “Finché morte non ci riunirà”, un meraviglioso spaccato storico cinquecentesco arricchito da personaggi realmente esistiti e protagonisti fittizi, legati tra loro da un sottilissimo filo conduttore che coinvolgerà il lettore sino alle ultime, roboanti, battute finali.
Il pretesto storico è semplicemente perfetto: Solimano il Magnifico, sultano del vasto impero ottomano, ha un solo desiderio: conquistare l'Europa delle signorie ed estirpare per sempre la cristianità. Il suo esercito, infatti, è giunto ad un soffio da Vienna, nel cuore del vecchio continente, mentre le sue navi hanno ormai da anni il controllo del Mediterraneo, nonostante una piccola isola, a poche miglia dalla penisola italica, sia ancora indipendente e per nulla arrendevole.
Spinto fortemente dal parere dei propri sottoposti - nonché dai capricci della preferita tra le sue figlie - Solimano rinuncia all'idea di attaccare la terraferma e vira bruscamente le sue forze verso l'isola di Malta, divenuta l'ultima frontiera di resistenza tra l'invasione islamica ed il mondo occidentale.
Guidata dall'ammiraglio Piale Pascià e dal generale Lala Mustafà, in perenne conflitto tra loro, l'avanzata turca impatterà contro la strenua opposizione dei cavalieri di Malta, guidati dal gran maestro La Valette.

domenica 6 aprile 2014

"I Signori dei Cavalli" di Irene Grazzini [Rating 8]



Titolo: I Signori dei Cavalli
EditoreLibromania Editore
Autore: Irene Grazzini
Genere: Storico/Fantasy
Rating: 8/10
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Oggi vi presentiamo un romanzo storico con contaminazioni fantasy, dall'ambientazione particolare, forse unica: siamo ai tempi di Ramses, ma a sorpresa, (e per fortuna) non ci troveremo nuovamente al cospetto dell'Egitto, dei suoi splendidi Templi e delle sue tradizioni, ma di uno dei Regni confinanti: l'impero ittita del Re Muwatalli (XIII secolo a.C. circa).
L'autrice è Irene Grazzini, da noi gia recensita nel testo fantascientifico"Mutation", che ha ottenuto anche il nostro Marchio diQualità, e che questa volta pubblica per Libromania Editore (confidiamo di avere qualche riscontro dall'autrice su questa nuova esperienza).