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sabato 14 luglio 2018

Recensione: V.I.T.R.I.O.L. (L'Artigliatore) di Vito Ditaranto [Rating 7,5]


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Titolo opera: V.I.T.R.I.O.L. (L'Artigliatore)

Autore: Vito Ditaranto


Collana: Ossessioni

Formato: cartaceo e ebook

Genere: thriller

Prezzo: ebook 4,99 / cart. 10,96

Sinossi: 
Joshua Tree, uno studioso della Cabala Ebraica, ricerca in una inesplicabile Venezia l'erede a cui trasmettere le sue conoscenze sulla Cabala, ma il suo progetto è ostacolato da un oscuro essere: "L'artigliatore". Questa misteriosa entità si dimostrerà materiale e non solo "spirituale" e, lentamente, ma inesorabilmente diventerà sempre più pressante ed insistente fino a far cadere il protagonista in una paranoia totale. Dopo aver scoperto di essere gravemente malato, Joshua non avrà molto tempo a disposizione per portare a termine il compito che si è prefisso, ovvero trascrivere tutti i suoi segreti e le "formule magiche" che ha imparato a utilizzare in tantissimi anni di studio. In un viaggio tra passato presente e futuro, un antico manoscritto risalente a Jacob Frank, cabalista ebreo di nazionalità polacca nato nel 1726, consigliere del re Augusto III re di Polonia, farà luce sull'intera vicenda, riaccendendo la luce di Prometeo.

Recensione:
Oggi presentiamo un romanzo molto particolare, ricercato ed elegante direi, edito da Le Mezzelane Casa Editrice. Essendo il primo testo di questo editore che recensiamo sul blog diamo uno sguardo all’oggetto libro. 
Il volumetto che ci troviamo fra le mani si presenta ben fatto, con una cover accattivante e capace di incuriosire con i suoi svariati simboli carichi di mistero e l’abbinamento cromatico blu cobalto/oro che riporta alla mente al contempo la tunica di un mago e le pagine di un testo minato proveniente da un’altra realtà, oltre a ricordare gli ori e gli sfarzi tanto in voga nella Serenissima, vista l’ambientazione lagunare del romanzo. Impaginazione e cura dello scritto di ottima fattura (un paio di refusi in tutto) e prezzo adeguato chiudono il cerchio in modo soddisfacente. 
Ma veniamo al contenuto, che alla fin fine è ciò che maggiormente ci interessa. Bello e ben scritto Vitriol di Vito Ditaranto cattura il lettore e lo tiene avvinghiato per tutto l’arco della narrazione grazie al dubbio perenne sulla reale natura del protagonista. Già è proprio Joshua, studioso dell’occulto ed esperto di cabala, il protagonista assoluto dello scritto. Un protagonista finalmente originale, capace di inquietare il lettore per la sua dedizione stoica ai propri studi a dispetto di tutto. Eppure capace di intenerirsi per un cucciolo al punto da rimanere in bilico fra la decisione di salvare questo piuttosto che il testamento costituito da decenni di studi. 
Insomma, un personaggio sopra le righe, bizzarro il giusto da risultare credibile, borderline per così dire e affascinante. 
Il dubbio di trovarsi innanzi a un pazzo furioso dimentico solo di indossare la propria camicia di forza prima di uscire, permane sino al gran finale, trascendendolo quasi. Non voglio rischiare di cadere in spoiler che rovinerebbero inevitabilmente il piacere della lettura, ma posso garantire di aver trovato il testo decisamente appagante. Non è solo l’originalità della storia e dei personaggi ad aver reso piacevole la lettura, ma anche la prosa dell’autore, capace di far scorrere le pagine in maniera fluida senza mai banalizzare linguaggio e toni. Non mi soffermo più di tanto sulla preparazione dell’autore in ambito mistico/misterico in quanto non sono in grado di giudicare, ma i testi citati sono diligentemente riportati in nota, e non posso che confermare la bontà e capacità degli stessi di stuzzicare la mia curiosità donando all’ambientazione profondità e quell’alone di straniamento che le calle veneziane già da sole riescono a fornire. Questo influisce anche nella positiva caratterizzazione del personaggio, facendolo apparire profondo e di spessore, non un ipotetico studioso, ma un reale esperto, ossessionato dalle proprie competenze e dai propri studi sulla via dell’Illuminazione. 
Ho apprezzato molto il fatto che Joshua sia in là con gli anni, cosa che di rado avviene in romanzi volti a far apparire il protagonista un eroe senza debolezze, mentre il nostro presenta tutte le fragilità del caso e nonostante le condizioni drammatiche che lo funestano riesce, grazie alla sua perseveranza e determinazione, a perseguire quelli che sono i suoi obbiettivi. Un percorso quello di Joshua capace di mutare nell'arco della narrazione in modo credibile e commuovente quasi, e ve lo dice un barbaro dal cuore di pietra come il sottoscritto 
Affascinante anche la figura dell’antagonista, l’Artigliatore, e la libertà che viene concessa al lettore a riguardo dell’interpretazione possibile da dare al suo ruolo. Mentre narravo alla mia bimba di quasi 7 anni una versione più light del romanzo del Ditaranto mi sono trovato a rielaborare la vicenda, a riflettere se questa sorta di presenza non potesse essere un guardiano interiore, un custode deciso a non far circolare conoscenze proibite perché pericolose. Insomma, credo che un altro pregio del romanzo sia proprio quello delle molteplici interpretazioni possibili e della poliedricità delle soluzioni ai dilemmi sparsi lungo la via.  
Insomma, per tirare le fila e arrivare a una sintesi numerica, direi che un 7,5 possa tranquillamente essere assegnato a quest’opera che mi sento di consigliare a tutti, senza particolari distinzioni, riuscendo la stessa a valicare diversi generi senza perdersi per strada i pregi dei singoli.
Complimenti all’autore per l'ottimo lavoro!

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