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mercoledì 8 settembre 2021

Recensione: Il codice, quando la genetica superò ogni limite di Giuliano Parisi [Rating 8] - recensione a cura di PegFly

 

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Opera: Il Codice: quando la genetica superò ogni limite

Autore: Parisi Giuliano

Genere: Fantascienza Apocalittica

Target: Young/adult

Editore: Pubblicazione indipendente.

Rating: 8

Formato: ebook Euro 2,49

Sinossi:

Per molti lustri gli astronauti osservarono l’inquinamento di alcune zone del pianeta terra dallo spazio. Non nel duemila e quarantacinque sul continente Europeo, un Eden densamente popolato senza soluzione di continuità, plasmato fortemente dalla green economy; le nazioni Europee prosperano come non mai, qui c’è la Felicità: È l’America. Questa civiltà orgoglio di ogni bravo cittadino assennato, è assediata da un male crudele ereditato dal passato, gli scienziati chiamano esso: Bioaccumulo da inquinanti. Questo fenomeno provoca patologie sanitarie gravissime e mortali a circa il trenta per cento dei nascituri di ogni nuova generazione, tuttavia questi bambini nonostante le loro malattie crescono e diventano adulti ... nonché ingranaggi degli ospedali, meccanismi di un’enorme macchina medica che li mantiene in vita. Nel duemila e quarantacinque un astronauta osserva l’Europa dallo spazio, non vede più i drappi di grigio smog a coprire la pianura padana Italiana, il south East Inglese o parte del Belgio e dei paesi bassi. Sembra tutto solamente bello, ma non lo è. Quei drappi si sono abbassati fino a toccare il terreno, l’acqua e il verde, ogni animale. Si sono infilati nella catena alimentare, scorrono nel nostro sangue.


Recensione:

Comincio con le descrizioni di alcuni personaggi, che sinceramente mi sono piaciute.

“Le ultime mammelle che guardo sono la quinta straripante della Caterina Rossi, due palloni da calcio capaci di dare la felicità a una specifica categoria di uomini, per i quali le tette grandissime sono oggetto di misticismo”. 

Non c’è che dire, il filo dell’intreccio viaggia a meraviglia, gli scenari apocalittici sono ben descritti, tanto che al lettore sembra di essere proiettato al loro interno. Ci sono alcuni errori ortografici come alcuni “po” senza apostrofo, alcuni “se” senza accento sulla “e”, ma poco importa se la storia avvince e ti rende partecipe sino alla parola fine.  Passiamo ora al registro linguistico: simpatico e colloquiale; infatti, l’autore sembra che parli con amici ai quali sta raccontando le sue vicissitudini. «Smettila di pigolare, sei giovane stai imparando ancora cosa vuoi dalla vita».

I pov dei personaggi sono ben delineati, ben modellati, - come avrebbe detto Leonardo da Vinci -, nella sua interezza, e soprattutto non ti rimangono sullo stomaco, ovvero, non risultano affatto antipatici. Questo, per un autore, è un grande traguardo. 

Ottimi i cambi di scena tra un passaggio e l’altro. Ottima la parte, dove l’autore spiega il meccanismo degli ingranaggi di un enorme macchina Biomedica, con la quale si riesce a tenere in vita le persone, neonati compresi, negli ospedali, perché affetti da patologie sanitarie gravissime e mortali, dovute dal Bioaccumulo degli inquinanti, plastica compresa... e la scena in cui due dei personaggi: Jessica e Riccardo spiegano elettrizzati agli altri il modo sublime in cui si riesce a fare all’amore in divani  simili a cubi di Rubik soprannominati del “coito”, perché, come riporta giustamente l’autore nella scena: “l'amore è arte”...

Ottima la spiegazione scientifica che l’autore da al lettore sulla genetica, come ad esempio il passaggio, in cui ci dice che: grazie alla scoperta scientifica dei geni attivatori presenti nel nostro corpo si è riusciti ad attivare il programma della nanomacchina virus, scatenando l'infezione virale, a differenza dei geni inibitori che rendono le nanomacchine innocue, letargiche, immondizia biologica da espellere tramite il sudore, l'urina o le feci. Ma ci dice anche, che purtroppo i geni inibitori sono rari, e quindi si è potuto solo ottenere dei codici genetici in grado di produrre una risposta immune costante nella persona, con la quale sono riusciti a far ammalare una parte della popolazione, non combattendo i virus con altri virus, ma producendo virus che dentro a determinate persone integrano il codice genetico della persona infettabile con informazioni genetiche che poi rendono quella stessa persona immune per sempre dall’azione della nanomacchina virus; che il protagonista e il suo capo, sono arrivati perfino alla malattia che immunizza grazie allo studio delle catene genomiche aventi delle parti uguali alle catene dei geni inibitori, così, quando i geni attivatori vengono sfruttati da una malattia distruttiva causata da nanomacchine virali e le nanomacchine virali prolificano nel corpo del malcapitato, la malattia autoimmune si scatena, annientando qualsiasi cosa di alloctono (in etnologia, essere umano nativo di un luogo differente del luogo in cui vive: sinonimo di straniero) vi sia in quel corpo umano. 

Comprese le spiegazioni delle mutazioni da esseri umani a mostri coperti di eczema putridi di colore violaceo in tutto il corpo; creature deformate orrendamente, mangiati dall'infezione, invecchiate di decenni in pochi minuti, soldati sbudellati etc. Pensiamo al coronavirus e tutte le sue varianti e ai vaccini che ci hanno somministrato per contrastarlo. Beh, non credete che l’autore abbia precorso i tempi e abbia azzeccato appieno la tematica, visto che il romanzo risale all'epoca pre-covid?

Io credo proprio di sì.

Spero solo, che anche su di noi, il coronavirus non possa avere la capacità di trasformarci in mostri, anche perché, alcune persone facenti parte della nostra specie, già dimostrano di esserlo!

Consiglio vivamente di leggere questo autore, che la sa lunga in fatto di narrazione di genere fantascientifico, dove comunque sono toccati temi politici, flussi economici territoriali, di legislazione, e di future catastrofi ambientali in modo intelligente, che si amalgamano ad altri argomenti più leggeri, tra i quali: sesso droga e Rock and Roll.

Nel libro sono riportati alcuni Link, che il lettore può andare a visitare, così, giusto per dare un’occhiata...

Voto: 8

Peg Fly 


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