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domenica 5 settembre 2021

Recensione: Inno cannibale di Andrea Zanotti [Rating 7,5] - recensione a cura di Fantom Caligo

 

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Opera: Inno Cannibale

Autore: Andrea Zanotti 

Editore: DZ Edizioni

Genere: storico, weird western

Rating: 7,5

Formato: cartaceo 14,90

Sinossi:

Black Mamba, donna-medicina a capo della tribù dei Senza-lingua, ha convocato il cerchio degli Elders, gli anziani capi di tutte le genti pellerossa. Nuovi alleati sono disposti ad aiutare le tribù contro i visi pallidi, è sufficiente unirle per innalzare l’inno cannibale. Poco conta se l’intero ordine del creato verrà sconvolto dal rito, dato che Black Mamba vuole risvegliare Yužáža, «Colui che sgozza gli Dei». 

Le grandi manovre dei selvaggi non passano inosservate. Il colonnello Souther, gerente della Clinica psichiatrica federale nr. 51 sarà il primo ad accorgersene. Sta a lui risolvere il problema dei «musi rossi». Ma chi spedire in Sierra Nevada, nel covo della sciamana? 

La scelta cade su Marc Trementina De La Cruz, il suo compare Jo Occhiomoscio e il resto della loro improbabile banda di antieroi. Solo serpi di quella risma potranno resistere a ciò che li attende in quelle lande infestate: Wendigo, Skinwalker, Si-Te-Caha e tutte le leggende da incubo dei nativi, riportate in vita dalle malie di Black Mamba.

Recensione:

Se cercate un romanzo dove l’avventura la fa padrona, in un selvaggio west dove le sparatorie e risse si mischiano a pericolosi riti sciamanici, Inno Cannibale è il libro che fa per voi.

Marc Trementina De la Cruz e il suo socio Jo Occhiomoscio sono due banditi che si troveranno loro malgrado coinvolti nella lotta tra indiani e visi pallidi, obbligati in una missione speciale affibbiata loro dal colonello Souther. 

Il romanzo è un tipico plot driven dove avventure, combattimenti e intrighi sono il motore della vicenda. Molti sono i personaggi della compagnia che dovrà cercare di fermare Black Mamba e sebbene, come tipico dei romanzi plot driven, non siano molto approfonditi, ognuno ha una sua personalità riconoscibile e un ruolo all’interno della vicenda.

Il confine tra il bene e il male non è sempre così chiaro. Il romanzo ha inoltre il grande pregio di alternare momenti noir/horror e parti più comiche che si mischiano in maniera armoniosa tanto che nessuna delle due risulta fuori luogo.

Tra le righe si può leggere la tematica della colonizzazione e la brutalità delle guerre dove i combattenti si trasformano in mostri.

Perché questa è una delle caratteristiche che ho notato nel libro. Non preoccupatevi, le parti horror/spiritiche compariranno, ma leggendo il romanzo si ha l’impressione che i mostri non siano solo quelli evocati da Black Mamba. Il libro contiene scene crude, ma non descritte in maniera manicale.

Una difficoltà che ho avuto nella lettura è stato l’utilizzo di molti soprannomi per la stessa persona, cosa che all’inizio genera un po’ di confusione. Ma dopo pochi capitoli ho familiarizzato con i personaggi e ciò non mi ha più dato problemi.

Il finale lascia intuire che potrebbe esserci un seguito.

Consigliato agli amanti delle avventure ambientate nel west, cui si aggiunge l'elemento fantasy. Rating 7,5

Fantom Caligo


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