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domenica 21 novembre 2021

Recensione: Rasputin. L'ombra del monaco di Miriam Palombi [Rating 8] - recensione a cura di Andrea Zanotti

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Genere: storia alternativa, weird, neo realismo magico

Editore‏: Watson Edizioni

Collana: Ritratti

Prezzo: Cartaceo 11,40 - ebook 2,69 

Rating: 8

Sinossi:

L'esistenza di Grigorij è costellata da eventi soprannaturali. Dalla nascita, segnata tal tocco della Babajaga, alla sua appartenenza all'ordine eretico dei Flagellanti, fino ad arrivare ai fatti tragici, che la notte del 16 dicembre del 1916, lo condussero alla morte. Da quel momento l'ombra del monaco incomberà su tutti coloro che lo hanno conosciuto; dalle ceneri di Grigorij, nasce Rasputin e la sua leggenda, in bilico tra realtà e finzione. Ma cosa sarebbe accaduto se quel corpo gettato tra le gelide acque del fiume Nevka fosse rimasto incorrotto? Se la Morte avesse agito su di lui in modo misterioso. Quale terribile compito avrebbe potuto assolvere nell'Operazione Barbarossa, sotto l'egemonia del Terzo Reich? Chi riuscisse ad allearsi con le forze ataviche che popolano le terre siberiane vincerebbe ogni conflitto.


Recensione:

Ero proprio curioso di scoprire i contenuti della collana Ritratti della Watson Edizioni e ho deciso di iniziare da Rasputin, l’ombra del monaco di Miriam Palombi. Avendo già avuto modo di sperimentare le opere della prolifica autrice milanese, ammetto che l'aspettativa era elevata.
Tornando alla collana Ritratti, essa si occupa della rivisitazione in chiave “fantastica” di personaggi più o meno famosi, ma di certo capaci di imprimere un’orma indelebile sul loro tempo. Visto che, lo ammetto con un po’ di vergogna, la mia conoscenza di Rasputin e della storia della Russia è decisamente ricca di lacune, ho optato per iniziare da questo, ma devo dire che l’offerta è piuttosto ricca, e si passa da Annibale a Lombroso, da Van Gogh a molti altri. Si tratta di romanzi brevi, tascabili dalla pregevole fattura, almeno a giudicare da quello che mi trovo fra le mani. 
Detto questo però, ciò che maggiormente ci interessa è il contenuto del prodotto libro, vediamo quindi come si è comportata la Palombi. L’autrice che, come anticipato, abbiamo già recensito, e apprezzato, su queste pagine, non tradisce neppure in questa occasione, confermandosi abilissima nell’intessere scenografie cariche di elementi oscuri, quando non propriamente horror. 
Considerando la naturale inquietudine promanante dal monaco e mistico Grigorij Rasputin, dalle cupe e fredde lande delle steppe russe, e dei suoi monasteri abbandonati nel gelo, non ci sarebbe da stare allegri. Se poi vogliamo aggiungerci un progetto occulto delle schiere naziste e di loro ambiziosi e scriteriati gerarchi, possiamo ben capire come le occasioni a disposizione dell’autrice siano effettivamente state vaste, e lei non se le è lasciate di certo sfuggire. 
Un volumetto che si legge d’un fiato e che alternerà scenari onirici, con relativi orrori legati a leggende e miti dell’est, ad orrori del tutto terreni e concreti, frutto delle menti deviate di uomini corrotti dal potere e dalla bramosia di dominio. 
Insomma, un gran bel lavoro, una prosa a tratti molto ricercata e ricca di fascino. Assolutamente consigliato. Voto 8.

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