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mercoledì 9 dicembre 2020

Recensione: L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón

 




Sinossi:

Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all'oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell'anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra.


Recensione:

L’Ombra del Vento di Carlos Ruiz Zafon è un romanzo con l’anima, questa è la prima cosa che mi è venuta in mente, non appena giunto all’ultima pagina. Non sono incline alla commozione ed ai sentimentalismi, ma quest’opera è stata capace di toccare pure un barbaro cinghialoso come il sottoscritto. 
Zafon mostra grande abilità, sotto ogni punto di vista. La trama è ben pianificata, con una giusta dose di mistero. Fili narrativi in grado in alcune occasioni di evocare il fascino di elementi soprannaturali, per poi rimanere invece ben ancorata alla realtà, che come spesso accade risulta foriera di mostri ben peggiori di quelli delle favole.
La vicenda dello scrittore maledetto e del mistero della sparizione dei suoi libri affascina tanto il protagonista del romanzo quanto il lettore, per il quale sarà pressoché impossibile accantonare il libro. 
E che dire dell’idea del cimitero dei libri? A me è piaciuta moltissimo. 
Anche gli attori della vicenda non sono da meno, così come lo è l’ambientazione, collocata nella Barcellona del periodo intercorrente fra le due guerre mondiali. E per finire, il personaggio di Fermìn Romero de Torres. Un capolavoro, capace di sorprendere in ogni occasione, essendo un condensato di saggezza e intuito animalesco, di sacro e profano in grado di incantare. Nonché di offrire un’infinità di spunti di riflessione. Delizioso. 
Ad ogni modo tutta la schiera dei protagonisti, principali e non, sono curati e dettagliati sin nei minimi particolari e riescono a conquistare per consistenza reale e tangibile. 
Questo mix di elementi vincenti è accompagnato da un carico di sentimenti importanti, che vanno dall’amore giovanile al bisogno viscerale di vendetta e all’arrivismo mosso da diaboliche pulsioni.
Un bestseller che a mio parere merita il successo che ha ottenuto, e non è cosa scontata da dirsi.  
 Un libro da consigliarsi senza esclusioni di sorta.


2 commenti:

Temistocle ha detto...

La prima volta che lessi questo libro, regalatomi da un amico, non lo trovai granché. Forse perché le mie erano letture più 'forti': fantascienza, giallo ... . Però mi aveva lasciato qualcosa dentro, come un uncino che non smetteva di tenermi attratto. Poi in un mercatino trovai un altro libro di Zafon, e lo comprai, forse più perché costava un paio di euro che per altro. Non ricordo qual era, ma iniziando a leggerlo capì che la magia de L'ombra del vento si stava ripetendo. E così ho cominciato a sentirmi attratto da Zafon in modo mirabile. Penso di aver letto tutti i suoi libri e in ognuno ho ritrovato la magia del suo mondo, che non è eclatante, ma vive di sottofondi dell'anima e di vita vera.

Andrea Zanotti ha detto...

Ecco, grazie Temistocle, quindi non sono stato l'unico, bene. Una dote non certo comune a molti autori.

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