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mercoledì 16 dicembre 2020

Recensione: Dannati di Glenn Cooper

 




SINOSSI:

Lo chiamano Oltre. Alcuni sono appena arrivati in quel mondo così simile al nostro eppure così diverso. Altri invece sono lì da secoli e sono ormai indifferenti alla perenne coltre di nubi che nasconde il sole e all'atmosfera cupa che li circonda. Ma ognuno di loro condivide lo stesso destino: dopo essere morti, sono stati condannati per l'eternità. Sia che abbiano scritto a caratteri di fuoco il loro nome nel grande libro della Storia - tiranni sanguinari, sovrani spietati, criminali di guerra - sia che nel corso della loro oscura esistenza si siano macchiati di colpe incancellabili, adesso sono tutti relegati in quel luogo maledetto. Tutti, tranne John Camp. Lui è "vivo", ed è lì per sua scelta. Perché ha giurato di salvare la donna che ama. Durante un audace esperimento di fisica delle particelle, la dottoressa Emily Loughty è scomparsa nel nulla e, quando si è deciso di ripetere il procedimento per capire cosa fosse successo, John si è posizionato nel punto esatto in cui lei era sparita e... in un attimo è stato catapultato nel mondo chiamato Oltre. E ora deve affrontare il male assoluto per ritrovare Emily e riportarla indietro. Ma il tempo a sua disposizione è poco, e tutti e due rischiano di rimanere per sempre prigionieri nella terra dei Dannati...


RECENSIONE:

Io ancora ci caso alle volte. Questo giro è il turno di Dannati di Glenn Cooper. Leggere un best seller moderno, sperando di trovare qualcosa di originale è proprio fuori luogo. 

Ok, l’idea dell’inferno così strutturato è carina, ma tutta la realizzazione della seguente trama è piuttosto monotona. Nonostante si tirino in ballo un sacco di personaggi storici, dal Caravaggio a Himmler, da Stalin a Robespierre e Garibaldi, il nocciolo del racconto rimane quello di una sorta di risiko, a blando contenuto strategico, giocato sul tabellone della terra-inferno. A parte le celle di putrefazione, nessuna chicca e trovata particolare capace di arricchire la vicenda. Insomma, una mezza delusione.

Anche la prosa dell’autore non ci regala particolari slanci, rimanendo piatta e lineare e dal ritmo cadenzato e costante. Intendiamoci, Dannati non è un brutto libro, si lascia leggere, la storia scorre liscia senza incappare in ostacoli, ma per la mole di pagine di cui è costituita poteva di certo regalare qualche approfondimento maggiore. Ci troviamo innanzi a un sacco di big della storia, ma nessuno di essi viene valorizzato a dovere. Certo, non sono loro i protagonisti, ma dato il loro lignaggio avrebbero meritato una maggiore considerazione. Non è sufficiente sparare il nome per caratterizzare la figura storica. Ad ogni modo un romanzo che può andar bene per chi legge un paio di libri l’anno, giusto per portarselo in spiaggia, senza dover neppure accendere il cervello, lasciando che le pagine scorrano in modo naturale (e anestetizzante) come le onde della risacca. Personalmente non è riuscito a convincermi a proseguire nella lettura dei rimanenti tomi della trilogia.


Andrea Zanotti

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