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mercoledì 5 giugno 2019

Recensione: Pet Sematary di Stephen King


stephen king
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Sinossi:
"La morte è un mistero e la sepoltura è un segreto". Il dottor Louis Creed ha appena accettato l'incarico di direttore sanitario dell'Università del Maine, e con un certo entusiasmo: posizione di prestigio, magnifica villa di campagna dove Eileen e Gage, i suoi bambini, possono crescere tranquilli, vicini gentili e generosi in una cittadina idilliaca lontana dal caos metropolitano. Persino Winston Churchill, detto Church, il loro pigro e inseparabile gattone, sembra subito godere dei vantaggi della nuova situazione. Ben presto, però, la serena esistenza dei Creed viene sconvolta da una serie di episodi inquietanti: piccoli incidenti inspiegabili che coinvolgono i bambini, pericolosi e giganteschi camion che sfrecciano sulla superstrada proprio sotto casa Creed, incontri diabolicamente sorprendenti e, soprattutto, sogni. Sogni oscuri e terribilmente realistici che perseguitano Louis da quando ha visitato il Pet Sematary, il cimitero dove i ragazzi di Ludlow seppelliscono da sempre i loro animali domestici. Ufficialmente. Perché oltre quella radura, nascosto tra gli alberi, c'è un altro terreno di sepoltura, ben più terrificante. Un luogo carico di presagi e di richiami, spaventosi quanto irresistibili, provenienti da un altro mondo. Un luogo dove al dottor Creed toccherà una scoperta raggelante: a volte è meglio essere morti... Pet Sematary, è un vero e proprio classico della letteratura horror, ispirato, parola di King, da un leggendario racconto popolare: "La zampa di scimmia".



Recensione:
Corrono voci che non proprio tutti i romanzi di Stephen King siano propriamente farina del suo sacco, e personalmente sono propenso a dar fede a queste dicerie. Certo un autore, per quanto immenso possa essere, può incappare in testi meno riusciti degli altri, ma nel caso del Re a mio parere è diverso. 
Ci sono alcuni dei suoi romanzi nei quali la storia prende vita con una forza tale da stordire. Non si tratta quindi solo di lavori riusciti meglio, o peggio, ma di opere dotate di Magia o meno. 
Bene, sono lieto di annunciarvi che Pet Cematary appartiene a quelle sfavillanti d'incanto. 
Il fatto che io sia padre di una piccoletta di certo ha acuito il mio coinvolgimento nella vicenda, ma credo non ci sia per nessuno la possibilità di sfuggire all’inquietudine che permea l’intera opera. 
Un lavoro straordinario, straniante e denso di quella sana tensione che si sprigiona nel modo più naturale possibile, essendo ancor più spaventosa. 
King, quando ci si mette, sa essere un vero maestro in questo. 
Adoro la sua capacità di calare il soprannaturale nelle vicende quotidiane in modo all’apparenza casuale e quindi del tutto credibile. 
Adoro la sua abilità nel creare personaggi capaci di risultare sin da subito familiari, ai quali risulta naturale voler bene nel breve tratto percorso con la lettura di una dozzina di pagine. 
Adoro la sua prosa, immediata e spontanea, con dialoghi freschi e briosi, mai ingessati.
Insomma basterebbero queste doti per sfornare un buon romanzo, ma quello che il Re sa fare meglio e colpirti basso, gettarti addosso secchiate d'acqua gelida quando poltrisci beato e rilassato sulla sdraio. 
In questo caso, come dicevo prima, essendo coinvolti dei bimbi, ho risentito ancor più degli strascichi dell’abilità di King di far lievitare l’ansia e riempire il lettore di inquietudine e sgomento. 
Non  mi è dispiaciuto neppure il finale, che spesso viene indicato come tallone d’Achille del nostro eroe, quindi un romanzo che mi sento di consigliare a tutti gli amanti del brivido. 
Buona lettura!

1 commenti:

M.T. ha detto...

Si può dire che Pet Semetary è tra le opere più inquietanti di King. Non il suo capolavoro (quello appartiene a It), ma uno dei suoi libri più tesi.

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