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domenica 23 giugno 2019

Recensione: L'Era del Serpente di Andrea Gualchierotti [Rating 7,5] - recensione a cura di Andrea Zanotti


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Titolo: L'Era del Serpente

Autore: Andrea Gualchierotti

Curatore: Francesco La Manno

Editore: Italian Sword&Sorcery Books

Formato: digitale

Genere: sword and sorcery

Prezzo: 3,30 euro

Con i saggi di Francesco La Manno e Marco Maculotti

Sinossi: L’Era del Serpente, ambientato nei tempi remoti prima della storia ufficiale, è il racconto sanguinoso della gloria e del declino dell’Impero Rettile, e della lotta primordiale fra figli dell’uomo e stirpe di Set. In un affresco che alterna le gesta di stregoni e sacerdoti non  umani  alle imprese di signori della guerra primevi, viene così mostrata nel suo tramonto un’epoca di meraviglie terrificanti, un’era dimenticata dove regnano la magia nera e l’intrigo, e a dominare sul globo è ancora la razza primigenia creata dagli dèi oscuri: gli Uomini Serpente!

Recensione:
Una decina di giorni addietro abbiamo segnalato l'ultima uscita per Italian Sword&Sorcery Books e oggi passiamo alla recensione, visto che non abbiamo resistito alla tentazione di leggerlo all'istante. E come sarebbe potuto essere altrimenti? La cover è uno spettacolo e la trama non è certo da meno.
Il romanzo di Andrea Gualchierotti ci propone come protagonisti assoluti della vicenda i Figli di Set, l'ancestrale Dio Serpente, archetipo presente in una moltitudine di mitologie, che avremo la possibilità di approfondire nei saggi presenti all'interno dell'ebook, come previsto dal consolidato format della casa editrice. 
Il lettore sarà quindi calato nel punto di visuale appartenente a una razza generalmente relegata nelle vesti del "nemico". Un settaggio iniziale originale che l'autore sfrutta per allestire un costrutto originale e ben riuscito. 
Abbiamo avuto modo di conoscere il Gualchierotti e la sua indubbia preparazione storica grazie alle opere che precedentemente abbiamo recensito e che se vorrete, trovate qui elencate, e anche in questa occasione le elevate aspettative non vengono deluse.
La struttura sociale coniata dall'autore per far rivivere l'orgogliosa stirpe del Serpente è molto ben riuscita e caratterizzante. Le trame e i continui voltafaccia sono molto efficaci nell'offrirci un'idea chiara, e credibile, di una società al contempo ricca, evoluta, altezzosa e decadente, una struttura ingessata in rituali e classi immutabili e poco incline a reagire all'evoluzione del tempo. 
L'idea di fondo di contrapporle un regno di uomini selvaggi che cala dalle fredde e inospitali terre del freddo nord è brillante e perfetta per creare il clima di attesa che si respira all'inizio del romanzo. 
Orde di creature poco più evolute delle scimmie (a detta degli Ofidi figli di Set), che contro ogni probabilità riescono a inceppare il perfetto meccanismo millenario capace di far prosperare l'Impero dei Serpenti. 
La resa è ottimale, gli eventi si susseguono a ritmo incalzante, impreziositi dalla perizia dell'autore nel ricostruire usi e costumi delle classi dominanti. 
Come da cover, il Gualchierotti si rifà a una rivisitazione delle tradizioni immaginifiche del mesoamerica, con grandi piramidi a gradoni teatro di efferati rituali volti a ingraziarsi una divinità che pare essersi dimenticata dei propri accoliti. 
Avremo anche rapidi aggiornamenti di quanto accade negli accampamenti delle bellicose creature umane, capaci di moltiplicarsi come locuste, e come queste di sciamare verso le terre del Serpente lasciandosi dietro solo devastazioni. 
Tra tranelli, congiure e stregoneria sarà però la caccia al potere fine a se stesso l'elemento predominante. 
Alla fine le due razze, per quanto diverse, si scopriranno afflitte dai medesimi tarli, ritrovandosi più simili di quanto credessero.    

Alcuni refusi questa volta sono sfuggiti ai solitamente attenti ediotor della casa editrice, ma si tratta pur sempre di sporadici errori di battitura che non danneggiano la fruibilità della storia e non ne spezzano l'atmosfera di tutto pregio.
Insomma, altro colpo messo a segno da Italian Sword&Sorcery Books, che mi sento di consigliare a tutti gli appassionati del genere. Voto 7,5


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