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giovedì 9 agosto 2018

Recensione: La materia del cosmo di Cixin Liu


Recensione libro Cixin Liu



SINOSSI:
L'universo è un'immensa foresta abitata da feroci predatori. Nascondersi significa sopravvivere, rivelarsi significa diventare prede. È quello che ha fatto la Terra, e ora i predatori stanno arrivando. Impiegheranno 400 anni, attraverso gli spazi siderali, e la Terra tenta di organizzare una disperata resistenza. I terrestri che avevano cercato di collaborare con i Trisolariani sono stati sconfitti, ma sul pianeta sono presenti i sofoni, particelle subatomiche in grado di dare agli alieni accesso istantaneo a tutte le conoscenze umane: ciò comporta che i piani difensivi sono a totale disposizione del nemico. Solo la mente umana rimane inaccessibile: è questa l'unica speranza di salvezza attorno a cui si costruisce il Progetto Asceti Impenetrabili, un audace programma che garantisce enormi risorse e affida poteri straordinari a quattro persone perché trovino una strategia difensiva efficace: tre sono importanti uomini politici e scienziati. Il quarto è un oscuro, mite astronomo e sociologo cinese, stupito che abbiano voluto affidargli quell'incarico. Eppure è proprio lui quello che gli invasori Trisolariani vogliono morto…


RECENSIONE:
Credo che La materia del cosmo di Liu Cixin sia il primo romanzo di un autore cinese che leggo e devo dire che ne sono rimasto molto soddisfatto. Certo ho impiegato del tempo a familiarizzare con i nomi cinesi dei protagonisti, ma forse questo particolare è dovuto anche alla mia proverbiale scarsa memoria… in compenso lo scritto di Cixin mi ha molto colpito. 
Alcune considerazioni, sparse qua e là fra le righe del romanzo, sono decisamente acute e profonde, al limite dei grandi quesiti filosofici e che non ci si aspetta di trovare in un’opera di fantascienza. In realtà questo non è proprio vero, anzi, tutt’altro a ben vedere, ma solo nei casi dei grandi autori, e credo di poter affermare che Cixin sia fra questi a pieno titolo. Il romanzo mi ha ricordato per certi versi il Ciclo delle Fondazioni del grande Maestro Asimov, il che non è poco...
L’idea di fondo è geniale, non tanto in se, quanto per le conseguenze che comporta ai fini della narrazione. Il nemico destinato a far scomparire il genere umano arriverà solo fra 4 secoli, ma arriverà con certezza, e pare inarrestabile. Ciò che questa sentenza di morte comporta per gli uomini, e per i loro spiriti, è affascinante e ci viene esposto dall’autore in modo brillante e intelligente, con considerazioni sempre calzanti e capaci di farci riflettere a pieno regime. 
La questione della supremazia della tecnica/tecnologia (bloccata dagli invasori alieni) rispetto a tutte le altre arti umane è uno specchio fedele dell’attualità e costringe i protagonisti a scervellarsi per scoprire vie alternative, non solo in campo militare. 
Bello, interessante, originale. 
L’arco narrativo copre quindi i fatidici (ultimi?) 400 anni di storia umana. L’evoluzione della società ci viene narrata dall’autore in modo credibile, la sua ricostruzione fantascientifica ha solide basi scientifiche e tecniche, riuscendo a farci apparire quanto da lui immaginato assolutamente plausibile e quindi ancor più godibile. L’autore si concentra moltissimo sugli aspetto sociali e psicologici scatenati dalla consapevolezza del volgere a conclusione dell’esistenza umana. Il concetto di estinzione non è poca cosa da far digerire alle masse, così come alle gerarchie dominanti.
La materia del cosmo non è un romanzo pieno d’azione, intendiamoci, è bene specificarlo per chi si attende questo da un romanzo fantascientifico. Niente scontri aerospaziali a profusione, né battaglie campali con marine più o meno corazzati e imbottiti di tecnologie sfavillanti e incredibili. Certo, i colpo di scena non mancheranno, così come le stragi violente, ma il taglio dato da Cixin è prettamente storiografico: una ricostruzione di scenari apocalittici dal punto di vista più globale. Il testo, un totale di 520 pagine, presenta a mio avviso dei cali di ritmo narrativo nella zona centrale, rischiando di perdersi per strada alcuni lettori, ma riserva un gran finale, da non perdere.
Insomma, con le dovute cautele per gli amanti dell’azione spasmodica, un testo che andrebbe letto da chiunque. Consigliato!

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