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Titolo:
Ti guarderò morire.
Autore:
Filippo Semplici.
Editore: Delos Digital
Formato:
ebook.
Genere:
thriller.
Prezzo:
3,99 euro (Adesso in offerta a 1,99 Euro)
Sinossi:
Quando
Orlando parte per una vacanza in Toscana insieme a Elise, la sua
compagna, ha la testa piena di idee: buon vino, campeggi,
divertimento. Ma è sulla strada del ritorno, durante una sosta a
Borgoladro, che qualcosa cambia. In quel piccolo paese arroccato tra
le colline, abitato da vecchi in pensione, si respira un’atmosfera
ambigua. Quella gente è strana, e Orlando non tarderà
a
scoprire sulla sua pelle la loro vera natura omicida. Braccato,
ferito, strappato dalle braccia di Elise, sarà
costretto
a una sfida contro il tempo e se stesso, se vorrà
salvarla
dalla furia bestiale degli abitanti. Ma mentre dovrà
fare
i conti con dolore e paura, troppi interrogativi emergono
inquietanti: come mai quelle persone sembrano abituate a uccidere? E
chi sono “quelli
là”?
E soprattutto, cosa si nasconde davvero dietro l’apparente
quiete di un sonnacchioso paese toscano?
Perché
tra
i tanti misteri, una sola cosa è certa: a Borgoladro, nulla è
quello che sembra.
Note/Commenti/Finalità
dell’autore:
Da
un po’ di tempo mi sono reso conto che
la
mattina, quando mi sveglio, sono due le cose più urgenti che faccio:
spegnere la sveglia, e accendere il cellulare. Dopo pochi minuti sono
già indaffarato
con
posta elettronica, social e messaggi vari.
Sono
già connesso.
E
lo resto per quasi tutta la giornata, senza
rendermene
conto.
Come
me, molte altre persone. Siamo diventati internet-dipendenti.
Ma
cosa c’entra
questa
presentazione con un romanzo che parla di un branco di vecchi
assassini?
C’entra.
C’entra eccome.
Perché
a Borgoladro nulla è quello che sembra, la mostruosità vera si
cela
dietro
una maschera di apparente
follia,
che
in realtà segue
una logica ben
precisa. Precisa e
perversa. Il male che affiora non è quello definitivo, è solo di
facciata; serve
a nascondere quello vero, reale, che davvero è in grado di uccidere.
Ho
scritto questo libro spinto da due motivi: la rabbia verso le
ingiustizie, e i pericoli della rete.
Troppe
volte, oggi, ascoltiamo notizie di cronaca in cui le vittime delle
più brutali aggressioni non ricevono mai la giustizia che meritano,
per colpa di una legge che sembra favorire solo
i
carnefici. Ebbene,
nel
mio libro questo non
succede.
Nel
mio libro, ci
potete
contare, i
cattivi la pagano cara.
E
internet? Be’, internet è l’invenzione più rivoluzionaria degli
ultimi decenni, ma nessuno di noi ha la reale percezione del pericolo
che si trascina
dietro.
Siamo
ostaggio dei social network, dei media, siamo “l’esercito
dei selfie",
ma ci siamo mai
chiesti dove finisce il
materiale che postiamo, condividiamo, pubblichiamo
con tutti? In mano
a
chi?
Mi
sono fatto questa domanda, e ho iniziato a scavare.
Sono
arrivato a una
conclusione
allarmante,
e
soprattutto
ho incontrato una realtà che speravo non esistesse, ma che c’è.
E non si può ignorare. Una realtà sotterranea fatta di mostri
umani, miseria,
rabbia,
follia, che la maggior parte di noi non conosce.
Per
questo ho deciso di affrontarla
nel libro e, almeno in parte,
portarla
alla luce.
Qualcuno
dei miei lettori ha detto che il romanzo contiene
un
forte attacco alla società. Non lo so, di sicuro toglie un
velo
su certi
argomenti che sarebbe meglio non
conoscere;
la mia speranza
è
indurre
a riflettere sul futuro che
ci
aspetta, che aspetta i nostri figli, sempre più connessi, sempre più
internauti.
L’ho
detto: Borgoladro è il male di facciata. Nasconde quello vero,
fatto di occhi che spiano, morbosità, perversioni al limite
dell’umanità.
È
un romanzo violento, in cui però non troverete sangue a fiumi.
Non
mi piace descrivere la violenza fine
a se stessa; basta
accendere la TV per
andare
in overdose. I vostri stomaci, quindi, possono stare tranquilli.
Ma
i vostri cervelli spero riescano a sintonizzarsi sulla storia perché,
anche se romanzata e totalmente inventata, parla
di una
verità che esiste,
che c’è, e che ogni tanto si porta via qualcuno di noi.
Per davvero.
In
silenzio.
Nell'ombra.
Mentre
altri stanno a guardare.
BIG
da sfidare:
Sapendo
già di perdere, direi… il Re in persona: Stephen King.




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