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giovedì 23 agosto 2018

Recensione: SAMSARA: L'Isola degli Urlanti di Caleb Battiago (Alessandro Manzetti) [Rating 8]



recensione romanzo caleb battiago
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TITOLO OPERA: SAMSARA: L'Isola degli Urlanti



FORMATO: Ebook e Cartaceo


GENERE: Horror, postapocalittico

PREZZO:  Euro 4,99 - 16,50 €

SINOSSI: 

Grande Canada, Moosonee. Sono trascorsi 16 anni dallo schianto di Uxor 77 e da allora la città è assediata dalla Milizia governativa, impegnata a sterminare i figli della Peste Bianca, sopravvissuti contaminati, mostri di nuova generazione. Nessuno deve uscire dai recinti di quarantena. L’ordine è chiaro, ma c’è chi si ribella. A bordo della Homeless Doll, un gruppo di disperati tenta la fuga verso il Trash Vortex 147, un’isola di plastica, un enorme accumulo di spazzatura galleggiante che non figura nemmeno sulle mappe. 
Ma sarà davvero un posto sicuro o si rivelerà l’ennesimo girone di un inferno che non ammette via d’uscita? 
Un viaggio di speranza e perdizione in cui passato e futuro s’incontrano in una spirale di violenza, cannibalismo, perversione, chiudendo il cerchio di un Samsara apocalittico. 
Ormai è tempo di azzerare il vecchio mondo e prepararsi al nuovo che avanza, col pelo lucido e la lunga coda; un mondo da ripensare, comunque vada a finire…


RECENSIONE:
Samsara, termine sanscrito che evoca la dottrina inerente al ciclo di vita, morte e rinascita, è il terzo volume ambientato nell’universo iniziato da Naraka e proseguito con Shanti. In realtà, come scritto in sinossi, questo romanzo rappresenta l’anello di congiunzione di questo uroboro narrativo ritraente l’umanità che verrà, anzi che ci scruta dall’angolo buoi del vicoletto nel quale stiamo svoltando. E lo fa con occhi gonfi di sadica aspettativa in quanto il carrozzone della civiltà moderna  non pare intenzionato a cambiare rotta, o forse ha smarrito proprio la capacità anche solo per sterzare. Samsara comincia da dove ci eravamo lasciati per compiere un giro della morte capace di riportarci al punto di partenza. Ben fatto, originale, dirompente.
Che dire, ogni romanzo del Battiago riesce a turbarmi. E non solo per i contenuti spinti, estremi e per l’abilità con la quale l’autore riesce a metterli in scena, ma per l’atipicità del suo scrivere. La capacità di distinguersi che caratterizza le penne maestose, che non può non incantare chi come me si balocca con la scrittura e non può che rimanere ammirato e ammettere l’invidia profonda per una tale capacità. Non siamo innanzi a un mero esercizio di stile di chi possiede classe e si perde nel mettersi in mostra, non è certo questo il caso, la narrazione procede magniloquente, roboante, sopra le righe dal principio alla conclusione, ma la storia rimane, gli intrecci si svelano ridestando il lettore oramai rapito e ipnotizzato da questo universo andato letteralmente a puttane.
A mio avviso si tratta di un’opera completa, di spessore oltre che magistralmente scritta. Un vortice di delirio lucido, cinico, aberrante in quanto prossimo alla realizzazione, con o senza la compartecipazione di asteroidi o aiuti esterni. L’umanità lanciata verso la mutazione in una non-umanità dissennata, succube delle proprie passioni smodate e non certo appaganti, per quanto spinte ai limiti. 
Azione, orrore e pianificazione subdola e diabolica. Nulla è lasciato al caso nella ricostruzione di questo universo devastato e perverso. Non potrete rimanere indifferenti. Alcune scene hanno una potenza tale da turbare nel profondo. Il ritmo si mantiene costantemente ad alto voltaggio rendendo pressoché impossibile staccarsi dalle pagine e i colpi di scena si susseguono incalzanti colmando il lettore di una sensazione di impotenza perdurante: al peggio non può esserci mai fine, un infinito cosmico di dolore in continua e permanente espansione. Non lo posso consigliare a tutti, intendiamoci, ma per nessuna ragione al mondo sono disposto ad andare sotto un 8 pieno per un lavoro eccellente.
Unica nota stonata, a mio parere le 3-4 tavole inserite all’interno del romanzo. Data la peculiarità del romanzo di puntare molto sull’atmosfera splendidamente ricreata, non le ho trovare coerenti. Non mi sarei soffermato su questo punto se non fosse proprio che stonano a mio avviso, intaccando e stridendo con le immagini generate nella mente del lettore.
Cover invece assolutamente spettacolare. Insomma, non perdete tempo e cacciate la grana, il romanzo merita!

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