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domenica 13 marzo 2022

Recensione: Attacco alla Federazione di Roger Munny [Rating 6,5] - recensione a cura di Andrea Zanotti

 


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Titolo opera: Attacco alla Federazione

Autore: Roger Munny

Editore: Delos Digital

Collana: Dystopica

Genere: Fantascienza distopica

Prezzo: ebook 1,99€

Sinossi:

Anno 307 della nuova era. La Federazione domina l'umanità con pugno di ferro e falsi sorrisi. Un piccolo gruppo di persone si è accaparrata il potere e lo gestisce in maniera autoritaria su una società ormai troppo debole per ribellarsi.

La Corporazione, con il beneplacito della Federazione, spadroneggia sulla popolazione spaziale imponendo una sorta di schiavismo legalizzato.

Tasse, deportazioni lavorative e condizioni di vita esasperanti flagellano un'umanità spezzata a metà, allargando ogni giorno il divario tra chi vive di finzione e chi deve sopravvivere.

Non tutti però accettano passivamente lo status quo. La Società lavora in segreto per indebolire la Federazione, costruendo una catena di eventi che moltiplicheranno le connessioni rivoluzionarie fino all’auspicata implosione del sistema.

Il recente attacco terroristico ai laboratori della LifeSpan Corp., sulla stazione orbitale Nexus, ha innescato la risposta decisa della Federazione, che ha irrobustito i controlli negli spazioporti delle stazioni orbitali e può fare affidamento sulla potente rete di spie e informatori della Corporazione per la cattura degli agenti rivoluzionari.

Dal canto suo, la Società sta organizzando una migrazione di una massa di lavoratori esclusi dal grande disegno produttivo e di reietti di ogni tipo verso altri lidi della Federazione, con l’intento di destabilizzare il sistema. Inoltre, per accelerare il processo rivoluzionario, la Società ha sguinzagliato i migliori agenti operativi per colpire la Corporazione con nuovi attacchi ravvicinati.

Ma non ha fatto i conti con il potere della Corporazione, decisa a ribattere colpo su colpo.


Recensione:

Attacco alla Federazione di Roger Munny è un racconto distopico edito da Delos Digital e pubblicato nella collana Dystopica, dedicata specificamente a questo genere. 

Che dire, si tratta di un racconto che si legge con piacere, tutto d’un fiato. Una lettura che scorre rapida e piacevole, con la voglia di scoprire l’esito dei piani dei protagonisti. In questo l’autore è molto abile, così come lo è nel tratteggiare una società distopica, appena un passo oltre l’attuale, anche se qualcuno potrebbe affermare senza sbagliarsi di troppo, che oramai la realtà odierna è la medesima. 

Come sapete ritengo che padroneggiare l’arte del racconto sia molto complesso. Io non mi cimento quasi mai, e mai sono pienamente soddisfatto di quanto scrivo. Personalmente fatico a godere appieno di questa forma letteraria, amo maggiormente gli ampi spazi del romanzo, che facilitano l’approfondimento di situazioni e personaggi. Detto questo a mio avviso l’autore possiede una buona prosa, piacevole e godibile grazie alla quale riesce a tratteggiare bene le circostanze e a presentare anche spunti interessanti, tuttavia la vicenda non mi ha colpito in modo significativo. O meglio, avrebbe avuto bisogno di più margini per poter essere sfruttata appieno.

Per la sua storia Munny ricorre all’utilizzo del tempo presente, per far immedesimare il più possibile il lettore, catapultandolo nel vivo della narrazione, ma facendolo in terza persona invece che in prima. Questa tecnica non mi ha convinto e l'intento di coinvolgermi maggiormente nel mio caso non è riuscito appieno, anzi l'ho trovata piuttosto innaturale e artificiosa. Non saprei se l'effetto possa essere il medesimo in altri lettori, ma di certo un aspetto che ha influito nella mia valutazione finale. Sono curioso di avere vostri pareri a riguardo. 

Detto questo, un testo che permane piacevole. Tuttavia mi ha lasciato l’impressione che l’autore abbia nelle sue corde ben altro da regalarci. Voto 6,5.


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