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mercoledì 16 marzo 2022

Recensione: Circe di Madeline Miller

 



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Sinossi:

Ci sembra di sapere tutto della storia di Circe, la maga raccontata da Omero, che ama Odisseo e trasforma i suoi compagni in maiali. Eppure esistono un prima e un dopo nella vita di questa figura, che ne fanno uno dei personaggi femminili più fascinosi e complessi della tradizione classica. Circe è figlia di Elios, dio del sole, e della ninfa Perseide, ma è tanto diversa dai genitori e dai fratelli divini: ha un aspetto fosco, un carattere difficile, un temperamento indipendente; è perfino sensibile al dolore del mondo e preferisce la compagnia dei mortali a quella degli dèi. Quando, a causa di queste sue eccentricità, finisce esiliata sull'isola di Eea, non si perde d'animo, studia le virtù delle piante, impara a addomesticare le bestie selvatiche, affina le arti magiche. Ma Circe è soprattutto una donna di passioni: amore, amicizia, rivalità, paura, rabbia, nostalgia accompagnano gli incontri che le riserva il destino – con l'ingegnoso Dedalo, con il mostruoso Minotauro, con la feroce Scilla, con la tragica Medea, con l'astuto Odisseo, naturalmente, e infine con la misteriosa Penelope. Finché – non più solo maga, ma anche amante e madre – dovrà armarsi contro le ostilità dell'Olimpo e scegliere, una volta per tutte, se appartenere al mondo degli dèi, dov'è nata, o a quello dei mortali, che ha imparato ad amare. Poggiando su una solida conoscenza delle fonti e su una profonda comprensione dello spirito greco, Madeline Miller fa rivivere una delle figure più conturbanti del mito e ci regala uno sguardo originale sulle grandi storie dell'antichità.


Recensione: 

Un romanzo di grande successo con protagonista Circe? Come potevo procrastinare ancora la sua lettura? La fila delle prenotazioni in biblioteca era effettivamente parecchio lunga, solo questo posso dire a mia discolpa. Peccato solo che tutta questa attesa non sia stata ripagata da un prodotto all’altezza della fama ottenuta presso il grande pubblico. 

Lo dico subito, per evitarvi sgradite sorprese. Il testo della Miller non mi ha convinto per nulla. Spesso annoiato, questo sì. La sua Circe è decisamente troppo lamentosa per i miei gusti, la sua storia troppo complessa in fatto di elucubrazioni mentali, estenuanti, ripetitive, monocorde. 

Una figura capace di battere in astuzia Atena, di sconfiggere dei, mostri e titani, capace di ammansire lupi e leoni, di sopraffare ciurme di bruti e la stessa solitudine impostale dall’esilio sulla sua isola, ma immancabilmente fragile e titubante quando si tratta di amore. Una scena che si ripete con costanza in questo romanzo, così come da classico stereotipo della donna indecisa, capace di costruire torri di dubbi e castelli di paturnie, salvo poi finire immancabilmente nel letto dell’uomo dalle mani callose di turno. L’ho trovato stucchevole e non in linea con la figura della Circe dell’immaginario collettivo.

Non posso che ammettere di aver provato il forte desiderio di ultimarlo e accantonarlo. Parere personale, di certo. Non si tratta di un pessimo romanzo, intendiamoci, ma nulla di memorabile, forse col solo grande pregio di avvicinare qualcuno alla mitologia rivisitata e proposta dall’autrice. Incuriosire qualcuno ad approfondire questi miti è di certo un merito da non trascurare, per cui complimenti alla Miller. Di certo fatico a spiegarmi l’immenso successo riscosso presso il grande pubblico dal romanzo in sé, ma è evidentemente è un mio problema.


Andrea Zanotti

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