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giovedì 17 febbraio 2022

Recensione: Il Dio indifferente. Il primo racconto del Testimone di Steven Erikson

 


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Sinossi:

Sono passati molti anni da quando tre guerrieri Teblor hanno portato il caos e lo sterminio a Silver Lake. Ora le tribù del nord non si avventurano più nelle terre del sud. La città si è ripresa e tuttavia l’eredità del passato rimane. In effetti, uno dei tre, Karsa Orlong, è ora venerato come un dio, anche se indifferente. 

In verità, molte nuove religioni sono emerse nel mondo di Malazan. Numerosi sono gli adoratori di Coltaine, il Signore dalle ali nere, mentre il culto di Iskar Jarak, Guardiano dei Morti, è popolare tra i soldati dell’Impero. Rispondendo alle notizie di un crescente disagio tra le tribù oltre il confine, una legione di fanti Malazan di marina marcia verso Silver Lake. Non sono del tutto sicuri riguardo a ciò che li attende, ma, mentre l’esercito di Malazan si è evoluto e questi non sono più i fanti di marina di un tempo, qualcosa non è cambiato: si occuperanno di qualunque sfida debbano affrontare. O moriranno provandoci...


Recensione:

Quando mesi e mesi or sono ho appreso dell’imminente uscita di un nuovo tomo di Steven Erikson non potevo credere ai miei occhi. Avevo dato per scontato che dopo aver ultimato l’immane saga Il Libro Malazan dei Caduti, il mio idolo supremo avesse deciso di appendere la penna al chiodo, invece vengo a scoprire di questa sorta di sequel dedicato all’ascensione, presunta o meno, di Karsa Orlong, uno dei personaggi più incredibili dell’intero ciclo. 
In realtà questo primo volume della trilogia del Testimone non tratta nello specifico di Karsa, ma dei suoi “lasciti”, seguenti a una delle sue scorribande nella zona di Silver Lake. Verremo così catapultati una decina di anni dopo gli eventi della saga principale, ai confini dell’impero. Un impero che in questi anni è cambiato, così come il mondo che si trova a governare. 
Anche la magia muta nel tempo, ed al Mazzo dei Draghi, si affiancano ora nuove fonti, simili alle Rune che tutti noi conosciamo. Ciò che rimane immutato sono invece i fanti di marina Malazan, forse solo un po’ più disincantati. Sempre che questo sia possibile!
Che dire, le 600 pagine scorrono con la solita rapidità, fiondandoci in vicende che Erikson non si perde mai a spiegare fino in fondo, lasciando che siano fatti e intuito del lettore a colmare i vuoti volutamente lasciati sul cammino. 
Inutile sottolineare che il romanzo possa risultare di difficile lettura per chi non ha alle spalle la splendida avventura costituita dai precedenti dieci volumi, in quanto luoghi, razze, divinità e alcuni dei personaggi dell’attuale vicenda, vengono prelevati dalla fonte principale. A questi se ne aggiungeranno molti altri, così come da tradizione dell’autore, che fa della sovrabbondanza di protagonisti e punti di vista l’aspetto più rilevante delle sue narrazioni. 
L’immensità dell’immaginario trattato e il senso di realismo cinico, unito all’imprevedibilità assoluta degli eventi, fanno delle storie di Erikson qualcosa di memorabile, molto simile per potenza immaginifica ai miti dell’antichità, in quanto a profondità di contenuti, o almeno questo è quello che mi resta dopo ogni lettura. 
Non posso negare che dopo aver scoperto questo autore il fantasy per me ha assunto una nuova dimensione. Dopo di lui ho letto pochissimi testi capaci di raggiungere vette così sublimi di coinvolgimento. 
Questo primo volume ha molti dei pregi presenti nei suoi illustri predecessori, anche se ammetto non mi abbia convinto interamente, lasciandomi comunque una gran voglia di leggere il seguito. Non fraintendetemi, la promozione è piena, solo le aspettative erano talmente elevate che probabilmente erano impossibili da raggiungere appieno.    
Non manco scontri memorabili, tradimenti, gesti eroici, eventi tragici e spietati, magie devastanti, divinità bizzarre, oltre i classici battibecchi fra veterani che tanto hanno reso famosi i fanti di marina. Insomma, per gli appassionati del genere un testo imprescindibile, per tutti gli altri consiglio, come inizio, di rifarsi al primo volume della Saga principale, I Giardini della Luna.

Andrea Zanotti

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