Pages

lunedì 5 aprile 2021

Recensione: Sotto la città e altre storie di Stefano Frigieri [Rating 7] - recensione a cura di Peg Fly

 



Opera: Sotto le città e altre storie - Racconti

Autore: Stefano Frigeri

Editore: Giovane Holden Editore 

Genere: Horror

Target: Young/adult 

Sinossi:

Stefano Frigieri si addentra in una dimensione del terrore che non è fatta di paura, ma di ombre e ambiguità, di coincidenze inquietanti e misteri irrisolvibili. Si serve del fascino dell’anormale e del misterioso per avvincere il lettore e tenerlo inchiodato alla pagina, all’erta e pronto a reagire se alzando lo sguardo incontra quello di uno sconosciuto che lo osserva a sua volta… 

È il fascino proprio di un evento bizzarro, di quel qualcosa di indefinito che pare essere in procinto di verificarsi facendosi beffa della nostra razionalità. Un fascino a cui sottrarsi è impossibile perché in ognuno di noi c’è il mostro cattivo relegato al sicuro in una stanzetta a tenuta stagna che ambisce a confrontarsi coi suoi simili. E solo noi ne siamo la chiave. Lo scrittore ci offre le indicazioni per trovare la porta. Oltre quella porta, creature che si nutrono di cellule umane, di sudari, che sopravvivono grazie a trasfusioni di sangue giovane, in agguato per vendicarsi di un torto, spiriti che ritornano dall’aldilà, che non riescono ad abbandonare i propri affetti, una strega che frequenta lo studio di un medico e un frate che dà fuoco alla propria abbazia... Dieci racconti per una silloge che chiama in gioco le nostre più ataviche paure e ci invita a prudenti riflessioni su quella realtà oltre il visibile a cui si può decidere di prestare attenzione oppure no.

Trama:

Noi viviamo nella certezza che il mondo sia racchiuso dentro quello che riusciamo a percepire con i nostri sensi. Ma è proprio così? Magari c'è altro: altri mondi, altre realtà oltre la nostra, non meno vere e concrete.

O addirittura il mostro è qualcuno di noi, che si nasconde alla luce del sole e non siamo in grado di riconoscere?

Un ragazzo scopre che il suo animaletto non è proprio innocuo; un essere di pura vendetta striscia nel ventre della città alla ricerca della sua vittima; un vecchio giapponese divorato dai rimorsi trova rifugio nel mondo degli yokai; un occasionale incidente risveglia antiche energie sopite da secoli; il ricordo di un atavico peccato riaffiora nella memoria del mondo; vampiri arcaici o moderni; demoni indolenti; streghe capricciose: dieci racconti che sono dieci spiragli su altre realtà possibili, su mondi alternativi, paurosi perché si nascondono alla luce del sole.

Come direbbe Sherlock: tolto l'impossibile ciò che resta, per quanto improbabile, è la verità.

Siamo proprio sicuri che sia quella che percepiamo?


Recensione:

Sotto la città e altre storie è un’antologia di racconti di Stefano Frigieri. 

Recensirlo devo dire che è stato gradevole, anche perché a dire la verità, amo il genere horror – si intende – se è scritto bene. Ma ora veniamo a noi e parliamo dei dieci racconti, uno completamente diverso dall’altro.

La prima cosa che mi è saltata agli occhi, nonché alla mente, è stata la fluidità della scrittura. Mi sembra giusto specificare, che lo stile semplice e realistico mi ha introdotto d’amblè a ogni racconto, ai periodi ben ordinati e soprattutto ben delineati in ogni loro parte, senza errori, senza perifrasi inutili che avrebbero potuto appesantirne la scorrevolezza.

L’autore si è rivelato molto accorto nella ricerca dei periodi storici, non commettendo incongruenze, che molto spesso troviamo negli sbalzi temporali o i cosiddetti Flashback di cui sono amante. 

 Ho apprezzato la serietà con la quale l’autore racconta con competenza adeguata, ma senza strafare per dimostrare al lettore: “Vedi quanto sono bravo?”. Un’umiltà che ammiro molto negli autori. 

Ora veniamo ai personaggi, che ho rivelato essere a tutto tondo, non piatti. Progrediscono man mano che le storie vanno avanti mostrando coraggio e senso di chi riesce a risolvere le problematiche più gravose; a volte, come è giusto che sia, in ogni racconto aleggia la giusta suspense. Una proporzionata paranormalità ricca di ombre e di demoni interiori, i quali rapiscono, uccidono l’anima e saltano da una dimensione all’altra senza avvertimento e con uguale misura di horror alla Lovecraft.  Non c’è male per un autore esordiente, no? 

Inoltre, in ogni racconto, c’è quella punta di mistero paranormale che adombra alcuni passaggi, e tu, lettore, ti chiedi in che mondo sei finito, in che realtà parallela sei precipitato, per risvegliarti poi nella tua realtà visibile.

Chi mi conosce, sa che non mi piace fare spoiler. Io, di solito, quando devo recensire lavoro in questo modo: leggo e man mano sottolineo le frasi, i passaggi e gli errori che evidenzio nel testo. Poi tiro le conclusioni, inserendo poi il mio giudizio finale. 

Ecco, leggendo questi racconti, si ha come l’impressione che la nostra mente venga catapultata lontano dalla realtà, e trasportata in un processo psichico illusorio e fantastico, dove le percezioni e le sensazioni di paure e timori si amplificano, anche se sappiamo non essere reali e inspiegabili, almeno non per noi comuni mortali.  

E come affermava Joyce: “È nel materiale che si manifesta il divino”.

In conclusione, descriverei la raccolta di racconti dell’autore, oltre che frizzante, anche ben curata nei dettagli. Quindi, non posso solo che dire: bravo Stefano.

Consigliato a chi vuole provare del brivido vero, non un surrogato del genere horror.

Voto: 7

Peg Fly


1 commento:

  1. Grazie davvero. Non si puo' che essere soddisfatti quando il proprio lavoro suscita un'attenzione cosi' ricca e profonda. E' lo sprone che serve a continuare e a migliorarsi.

    RispondiElimina