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domenica 10 aprile 2022

Recensione: Armilla Meccanica 1: Nel Cielo Formato Kindle di Carta Fabio [Rating 7] - recensione a cura di Peg Fly

 


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Opera: Armilla Meccanica 1: Nel Cielo 

Autore: Carta Fabio  

Editore: Inspired Digital Publishing (4 novembre 2021)

Genere: fantascienza

Rating: 7

Target: Young/adult

Prezzo: ebook 2,99

Sinossi:

“I Meka incarnavano un’idea, quasi un’ideologia in verità, quella del gigantismo meccanico dell’umanità alla conquista delle stelle. Troppo grande l'universo per affrontarlo con le sole piccole membra fornite all’uomo dalla natura”. 

Su una remota miniera extrasolare Geuse, un vecchio mek-operaio, giorno dopo giorno vede i frutti del suo duro lavoro sfumare a causa di una crisi economica senza precedenti, che coinvolge tutte le colonie della Via Lattea. Come molti altri medita di prendere ciò che gli spetta e di cambiare vita. Ma non è così facile.

Ad anni luce da lì la Metrobubble, la capitale finanziaria della galassia, è stravolta dallo slittamento temporale tra sistemi planetari, dai disordini e dalle rivoluzioni. Ora a regnare è un feroce dittatore che si fa chiamare Meklord. I nativi del pianeta, i queer, gli fanno guerra per quanto possono, mentre attendono l’aiuto della Terra o di chiunque avrà il coraggio di sfidare per loro le maree del tempo e le armate meccaniche del tiranno.

Un liberatore, un pirata, un avventuriero… o anche solo un semplice operaio


Recensione:

Oggi vi parlo della serie “Armilla Meccanica”, il cui primo romanzo ha per titolo “Nel cielo”; una narrazione fantascientifica che ha alcuni passaggi abbastanza complicati.

Geuse è un mek-operaio di una certa età ma ancora in grado di comandare la sua nave. Geuse è affiancato da un co-pilota del quale Geuse non si fida e da una ragazza che invece è invaghita del suo comandante e pronta a obbedire a ogni suo comando gettandosi nella lotta come una vera dea della guerra. 

Tuttavia, al peggioramento economico che incombe minaccioso a Metrobubble, la capitale finanziaria della galassia, si aggiunge anche lo slittamento temporale tra sistemi planetari, dai disordini e dalle rivoluzioni. La crisi economica incombente sul pianeta, coinvolge e sconvolge le varie colonie situate nella via lattea. I piani di Geuse vengono così scombinati, ma nonostante questi ostacoli, il protagonista, grazie al suo animo predisposto all’arte della meditazione, riesce negli anni ad affinare la percezione sensoriale che gli permetterà di captare un messaggio da parte di una donna che lo confonderà sulla sua reale esistenza e sulle sue intenzioni. Chi sono? Che cosa sono? (Per esplorare una parte della mente umana come faceva il filosofo Nietzsche in – “Ecce homo”).

Come ogni romanzo di qualsiasi genere, anche in Armilla Meccanica abbiamo l’antagonista, re della capitale finanziaria della galassia, il dittatore Meklord. La capitale è nel caos per i disordini sociali. I nativi del pianeta cercano di contrastare la politica dittatoriale di Meklord con tutte le loro forze. I queer, nel frattempo, sperano e aspettano che sopraggiungono i terrestri in loro aiuto o di altri abitanti della galassia per sfidare e porre fine così alla tirannia di Meklord.

Ed ecco che a questo punto entra in scena Geuse, il ribelle salvatore, un mek-operaio ma che cerca di agire nell’ombra, senza farsi scoprire e soprattutto non far scoprire quali sono le sue vere intenzioni e i suoi propositi.

Comincio col dirvi che si tratta di una storia ambientata in un futuro lontano, nel quale però ho trovato diversi contatti con la nostra realtà storica. Sicuramente è un libro che offre diversi spunti di riflessione su tematiche come la segregazione razziale, il crollo economico e l’autoritarismo.

Devo dire che l’autore è stato abile nell’immaginare una storia complessa e al contempo notevole. La suspense è al centro degli sviluppi scenici e delle azioni che accompagnano i personaggi sino al finale carico di aspettative nel lettore che viene perseguitato dalla curiosità di cosa accadrà nel prosieguo della storia. 

Per dirla in una frase: Un libro che ti mette le ali e ti fa volare con la fantasia.

Un romanzo direi molto originale, dovuto soprattutto all’idioma studiato nei mini dettagli dall’autore nonché ottimo per l’originalità dei nomi assegnati ai protagonisti e ai vari strumenti ultra planetari, futuristici descritti nell’intreccio. Un romanzo fantascientifico che scaraventa il lettore a chilometri lontano anni luce dalla realtà terrena, per rendervi l’idea, un viaggio interplanetario tipo: “Il Sopravvissuto” di Andy Wear

E con i personaggi di questo stupendo romanzo, anche la nostra mente vola con l’immaginazione, grazie soprattutto alla bravura dell’autore che introduce la storia in media res, così, d’emblée, sebbene la miriade dei termini scientifici e tecnologici ti disorientano all’inizio obbligandoti a fare marcia indietro per comprendere bene di cosa si sta parlando, il romanzo merita davvero di essere letto.

Diciamo che nell’incipit ho avuto qualche difficoltà, proprio per il linguaggio specifico al quale, diciamocelo pure, non sono avvezza. 

Ciò nonostante, posso affermare che questa storia è stata una piacevole scoperta e sono certa che lo sarà anche per tutti i lettori che si accingeranno a leggerla, proprio perché la trama risulta molto interessante e intrigante, nella quale si affrontano temi di una società che versa, se vogliamo, nella stessa realtà terrestre contemporanea, database che spiano la privacy del comune cittadino, politiche dittatoriali, (sappiamo bene quanti ne sono passati nel corso della storia sul nostro pianeta...) e chi più ne ha più ne metta! 

Scorrendo tra le pagine di questo romanzo, ho trovato la scrittura molto attenta, spesso impegnativa ma che non annoia. 

Una storia coinvolgente, suggestiva che trascina il lettore a riflettere su cosa ci circonda e cosa c’è al di là del nostro sistema solare, per affrontare un possibile nemico e deviare il triste destino del genere umano.

Alla fine abbiamo un duello tra il protagonista e l’antagonista a passo della marcia di Radetzky che avvolge e chiude il romanzo simile al rombo di un tuono. 

Premetto che non leggo molto i romanzi di fantascienza, ma questo libro ha saputo catturare la mia attenzione, soprattutto i passaggi dialogici nei quali i protagonisti esprimono i loro stati d’animo e l’autoanalisi che ognuno di loro riesce a fare su sé stesso, valutando i propri errori, ma con i quali acquisiranno esperienza che probabilmente li farà meditare per non commetterne altri.

L’unico appunto che posso fare, è nella lentezza tra una scena e l’altra con cui si descrivono le azioni dei protagonisti, forse dovuta alle esagerate esposizioni, e per alcuni personaggi che non hanno avuto il tempo nella storia di essere caratterizzati a livello psicofisico, ma che tuttavia risultano essere per lo più interessanti tra i quali Geuse, l’antagonista dittatore Meklord (che più malvagio è, più conflitto e climax ascendente abbiamo nella storia) e Ahanata.

Per il resto, Armilla Meccanica: Nel cielo di Fabio Carta mi ha fatto veramente lievitare la mente, trasportandomi in un mondo utopistico che tutti gli esseri umani sognano prima o poi di esplorare. 

Ora non mi resta che aspettare cosa ci racconterà l’autore con il sequel.

Lo consiglio anche ai non amanti del genere.

Voto: sette con la “V” maiuscola.


Peg Fly

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