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domenica 18 ottobre 2015

"La Guerra del Vespro" di Nadia Anostini [Rating 8]

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Titolo: 
  La Guerra del Vespro

Autore:
 Nadia Anostini


Editore: Cavinato Editore

Genere: Fantasy

Rating: 8
Prezzo: Euro 5,99







Sinossi:

La Guerra del Vespro è una trilogia di genere epico-fantastico, ambientata in un universo popolato da Mortali, Immortali ed entità incorporee primordiali, i Numi. Le gesta di questi ultimi si intersecano nella realtà in maniera spesso segreta. Il loro fine è quello di condurre luniverso verso la totale separazione del bene dal male, in modo che entrambi possano godere della massima espressione senza piùinterferire l'uno con l'altro. Al tempo della storia, seppur legemonia sia ampia e prospera, i semi del male non sono ancora stati estirpati dal pensiero collettivo. La lotta che si verrà a creare fra le due forze non sarà tuttavia rappresentata da entità agenti per la luce o per l'ombra, ma dalle azioni più semplici che ogni individuo può fare proprie. La guerra, di fatto, scaturirà fra i due principali esponenti che da sempre hanno condotto i regni sotto la medesima luce. Il loro improvviso scontro porterà allo sfaldamento di ogni credo, in modo che nessuno possa più aggrapparsi alla fede per identificarsi, e sarà quindi costretto ad agire seguendo la propria coscienza. La realtà verrà così infranta, dimostrando la propria fallacità, cosicché possa rinascere dalla verità oggettiva. Il disegno finale del grande scontro prevede che le anime di ognuno imbocchino liberamente la via che conduce allorigine di sé: il bene o il male.


Recensione:
La sinossi del libro ci da una buona mano nel comprendere (in linea generale) la trama. Solo basandoci su questa, però, si potrebbe pensare che sia, semplicemente, la storia di una classica lotta tra bene e male, ma non è così. Il punto forte della trama di questo libro è l’atteggiamento e le motivazioni dei personaggi in confronto all’imminente evento mondiale che si sta per scatenare. Nessuna delle fazioni vuole la distruzione dell’altra, ne ha un motivo per entrare in conflitto. Entrambe le macro fazioni presenti nella storia cercano di evitare lo scontro diretto. Perché combattono, quindi? Perché è la loro natura.



Il mondo è presentato come tendente alla perfezione ed alla stabilità massima. Contiene in sé, sia persone dall’animo buono che oscuro e gli dei di questo mondo vogliono che ognuno viva nel contesto più appropriato alla propria natura. Il funzionamento del mondo è semplice, ma basato su un concetto quasi filosofico che è più facile da capire una volta immersi nel racconto. Tutto ha un motivo ed il destino è praticamente tangibile. L’intera trama poggia su pilastri noti, praticamente dei clichè del fantasy (predestinati, eletti, scontro tra bene e male), ma gestite in maniera interessante ed originale.
C’è il classico scontro? Si, ma non si sa chi sia il cattivo (e se c’è). Con il tempo ti viene dato qualche indizio, ma non la certezza. Ci sono i personaggi comuni ma che nascondono un potenziale/destino eccelso? Sì, ma c’è un motivo per cui sono così e per cui giocano il loro ruolo nella storia (quindi non sono “predestinati” perché fa figo o per pigrizia dell’autrice). Va aggiunto che questi personaggi vengono catapultati in un contesto particolare.
Normalmente gli eroi fantasy hanno ben chiaro quale sia il loro obiettivo e quali saranno le conseguenze delle loro azioni (Frodo, ad esempio, porta l’anello al monte Fato perché altrimenti Sauron, il signore oscuro, prevarrà). In questa storia la faccenda è più complicata.
Non essendo ben chiaro l’effettivo schieramento delle parti e non essendoci un “cattivo” che trama piani malvagi, l’effettiva influenza delle scelte dei protagonisti non è chiara, come non è prevedibile il percorso che essi faranno. 
Parlando sempre del mondo, va specificato che, il tutto, è ambientato in un medio evo fantasy, ispirato ai classici del genere, ma impregnato di un suo carattere. Qui esistono solo tre razze principali: i mortali, gli immortali e gli spiriti ( o numi). I mortali sono i classici umani; gli immortali sono riconducibili agli elfi (immortali, saggi, abili e dalle capacità percettive portentose) ma, sia negli atteggiamenti che nel loro status, sembrano ricordare molto creature angeliche (sono discendenti delle entità superiori di questo mondo, hanno contatti con loro e gestiscono la terra come emanazioni di queste divinità).
Una cosa che ho trovato interessante nella gestione degli immortali all’interno della storia e la loro “umanità”. Ti vengo presentati come creature sagge, benevole, quasi paterne nei confronti degli umani, ma i loro retroscena storici ti permettono di vederli con occhi diversi. Gli immortali sono fallaci quanto gli umani stessi, hanno avuto solo molto più tempo per comprendersi e migliorarsi.
Se dovessi descrivere con una parola l’elemento chiave del mondo di questo libro, questa sarebbe “magnificenza”. Ogni cosa è descritta alla perfezione con termini ricercati e che rievocano l’immagine di un mondo spettacolare. L’atmosfera è pregna di epicità e di fiabesco. La mancanza di una vera controparte oscura rende difficile ricordarsi che il mondo intero sta andando incontro ad una guerra. La terra in cui viaggiano i protagonisti sembra un eden che lentamente, in maniera subdola, si corrompe facendo affacciare la crudeltà e la tragedia solo di tanto in tanto, quel che basta per spezzare l’idillio a cui ci si è abituati.
La struttura della storia mostra una coerenza interna stabile. Potremmo non capire le motivazioni di alcuni personaggi, ma i comportamenti di questi rimarranno coerenti e li caratterizzeranno. Le regole stesse che reggono questo mondo fantastico fanno da impalcatura della storia e si rendono presenti nel bene e nel male, dando giustificazione ad alcune scelte o ad alcuni eventi.
La caratterizzazione dei personaggi è tipica da epopea epica, dove i valori, gli ideali ed il coraggio motivano spesso l’agire dei personaggi. È d’obbligo un chiarimento: nessuno di loro è perfetto, ma tendono ad essere moralmente più “elevati” della media. Questa caratteristica è ancor più valida negli immortali. Questo modo di improntare i personaggi può non piacere (questa è l’epoca degli anti eroi), ma non può essere considerato in nessun modo un difetto. Il libro è un “fantasy epico” ed è chiaramente indicato come tale. Se non ti piacciono gli eroi, cerca altri generi.
Parlando del ritmo della narrazione, devo dire che è piuttosto fluida. C’è una mole importante di descrizione scenica, ma è generalmente ben calibrata. Devo appuntare, però, che c’è un eccesso di situazioni in cui i personaggi rimangono “ a bocca aperta”. A prescindere dalla situazione che stanno vivendo, fin troppo spesso i protagonisti si ritrovano davanti scene dalla bellezza “indescrivibile” che li distraggono e li costringono a rimirare il paesaggio/evento (anche più volte di seguito nella stessa scena), risultando ripetitive (soprattutto se sei curioso di sapere come va avanti la storia di un determinato personaggio).
Della storia e della sua originalità ho già parlato (e non mi ripeterò), ma non della sua capacità di attrarre l’attenzione. Sappiate che la trama non coinvolge subito. Potete rimanere affascinati/e dalle descrizioni, incuriositi/e dalla sinossi, ma prima che gli eventi interessanti si mettano in moto ci vuole un po’ di tempo (ma una volta partiti fanno effetto valanga).
Gli spunti di interessa, i cambiamenti e gli eventi di trama importanti incrementano esponenzialmente con l’andare delle pagine facendoti passare da una semplice curiosità ad un vero e proprio interesse per l’intreccio. Bisogna solo saper aspettare.
Parlando del livello più tecnico, non c’è nulla da eccepire. Stiamo parlando di un ebook sotto etichetta editoriale che ha subito il suo bel lavoro di editing e correzione professionale. Se mai ci fossero stati errori nella bozza originale, non se ne presentano (se non per qualche veniale e raro errore di “stampa”) in quella commercializzata.
Unica nota dolente (a mio avviso) è la scelta con cui sono state impostate le traduzioni di alcune frasi. Nella storia sono frequenti frasi nella lingua degli immortali.
Non ho idea se sia l’elfico originale (quello creato da Tolkien) od un linguaggio creato dall’autrice, ma alcuni discorsi (fortunatamente non quelli più lunghi o più importanti ai fini della trama) vengono scritti in questa lingua. Ogni volta che questo accade, di fianco alla frase è presente un link alla traduzione (presente a fine capitolo). L’andare alla traduzione per poi tornare indietro spezza (a mio avviso) l’atmosfera e può risultare scomodo con alcuni lettori di ebook. Avrei preferito una nota a piè pagina, ma è un mio gusto personale.
Ultimo punto in esame: relazione qualità/prezzo.
L’ebook è acquistabile al prezzo di 5,99 euro. Personalmente il limite che mi pongo per l’acquisto di un ebook (solo dell’ebook, non della versione cartacea) è di 5 euro e tendo a guardar strano quelli che la superano poiché (di solito) costi superiori a quella soglia sono ingiustificati (a mio avviso).
Qui c’è da fare un discorso un po’ particolare per cercare di essere il più possibile oggettivi. La differenza tra la (mia) soglia limite ed il prezzo non è così grande (giusto un euro). Si sta, però, parlando di un libro di 430 pagine piene (quindi senza veri tempi morti o riempimenti inutili) che ha subito un processo di controllo da parte di una casa editrice professionista (editing, controllo dei testi, formattazione, ecc…) e quindi dalle qualità strutturali superiori ai classici ebook di autori emergenti (o facenti parte del circuito di distribuzione ebook).
Quindi? Comprare o non comprare?
Io l’ho apprezzato tantissimo, quindi, sì, compratelo se siete amanti del genere. Nel frattempo io attendo e spero in una versione cartacea. 
Voto: 8

1 commenti:

edhilyen ha detto...

Daniele, sono l'autrice del libro, volevo ringraziarti personalmente per la tua recensione così approfondita ed accurata.
Sono davvero felice che il testo sia stato di tuo gradimento!

Intanto che passo per di qui, aggiungo un piccolo appunto:
la lingua parlata dagli Immortali (Endorea) è una lingua di mia creazione, la cui grammatica ed il cui vocabolario sono stati progettati in collaborazione con il mio compagno Simone Lapan, un linguista con un'infinita passione per le lingue di ogni sorta.

Di nuovo grazie, a rileggerci!

A. Nadia

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