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venerdì 22 aprile 2016

Tex-Zagor: La Valle Nascosta di Moreno Pavanello [Rating 6]

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Titolo: 
  Tex-Zagor: La Valle Nascosta


Autore:  Moreno Pavanello

Genere: Western

Prezzo: Free

Rating: 6

Sinossi: Zagor viaggia verso sud, diretto al grande raduno dei capi Cherokee. Tex sale al nord, all'inseguimento di un malvivente. Si ritrovano a passare nello stesso luogo, separati dall'abisso del tempo. La fitta foresta sul fondo della valle appare antica, e silenziosa. Persino gli animali tacciono. Come per non disturbare. Eppure a volte, la notte, si possono udire dei sussurri... Riusciranno Tex e Zagor a svelare il mistero de La valle nascosta?

Recensione:
Oggi vi presento un racconto breve, gratuito ed al quale non ho potuto resistere.
Perchè? Perché ha l’ambizione di unire due personaggi mitici, due colossi del fumetto italiano, nonché i miei preferiti in assoluto: Tex Willer e Zagor.
L’idea di fondo è molto carina, con le trame che coinvolgono i nostri due eroi che si dipanano parallelamente una all’altra, ma in epoche distinte. 
Luoghi e incontri in qualche maniera convergono, gestiti in modo ineccepibile dall’autore, accomunando i nostri campioni in avventure dai tratti similari ma imprevedibili. Quindi lo spunto è pregevole e anche ben trasposto, quello che però non mi ha convinto appieno è la prosa dell’autore.
Lo stile del Pavanello rimane piuttosto piatto, senza slanci di particolare effetto. Ho notato anche qualche problemino con la consecutio temporum e il fatto stesso che lo abbia notato io, che tendo a perdermi se la storia mi coinvolge, trascurando errori e problemi, è da solo un indicatore che qualcosa non sia andato per il verso giusto. 
Purtroppo, aggiungo io.
La cosa mi ha sorpreso ancor più, quando sono andato a spulciare internet in cerca di informazioni sull’autore e ho scoperto trattarsi di un “cavallo di razza”, dal pedigree di tutto rispetto, con premi a concorsi vari. 
Opto quindi per l’ipotesi che abbia scritto questo racconto con una certa fretta, limitandosi forse a fare il compitino senza approfondire più di tanto, oppure che il supporto dell’editing esterno sia stato sottovalutato.
Ripeto, la struttura del testo e l’idea che ne sta alla base è pregevole, così come l’ambientazione che riesce a calarci nel vecchio west pur avendo a che fare con gli spazi limitati dovuti al genere letterario del racconto, eppure la sensazione che il risultato finale sarebbe potuto essere ben altro è molto vivida.
Dialoghi sbrigativi e un po’ posticci non contribuiscono a valorizzare il racconto, anzi ne accentuano l’impressione che la fase di rifinitura sia saltata.
Pregevole il tocco di “bizzarro” che viene inserito nel testo e che contribuisce ad agevolare l’allaccio delle due vicende distinte e che nel complesso non stona per nulla conferendo anzi quel pizzico di originalità in più.
Insomma, per ora una sufficienza, in attesa magari di una versione rivista capace di limare le sbavature conquistandosi così un punticino in più.
Ad ogni modo, essendo uno dei pochi testi western in circolazione, imperdibile per gli amanti del genere.
Dello stesso autore segnalo anche il racconto, a sua volta offertoci gratuitamente 

"Attento Trinità... Arrivano i vampiri!"






domenica 17 aprile 2016

Voodoo e candomblé. Riti magici, poteri, spiriti e misteri di Stella Noctis

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Mi piace spaziare con le letture e visto che al momento non ho recensioni di autori autoprodotti sotto mano (a tal proposito se ci fosse qualche anima pia disponibile ad aiutarmi in questo arduo compito, ho materiale propostomi da diversi autori indie per i prossimi 3-4 anni), oggi vi propongo un testo particolare: Voodoo e Candomblè.
Non siamo proprio nel nostro abituale perimetro, ma quando si ha a che fare con mitologia, religioni antiche o meno che siano, si rimane pur sempre in un ambito che lambisce il fantastico, giusto?
Non per niente l'Antico Testamento potrebbe tranquillamente essere agli occhi di un non credente un ottimo romanzo fantasy, non certo privo di scene truculente.
Detto questo, oggi ci occupiamo di una religione, il Voodoo appunto, perché per quanto molti l'associno alla magia nera, di questo stiamo parlando, una religione vera e propria, che è peraltro religione di stato ufficiale in alcune nazioni come il Benin e in molti paesi africani viene insegnata nelle scuole.
Il Candomble è una delle molte varianti del Voodoo, o perlomeno ha con questa diversi punti di contatto ed è praticata da milioni di persone in America centro e meridionale.
Non stiamo parlando quindi di fenomeni di nicchia, ma di vere e proprie tradizioni misteriche di vecchia data, che hanno ancora la loro rilevanza al giorno d'oggi e forse, data la loro genuinità, una forza attrattiva crescente.
Voodoo e Candomble di Stella Noctis si presenta in formato agile, un tascabile di 150 paginette circa, molto ben fatto.
L'ho trovato interessante dalla prima all'ultima pagina che comprende in sintesi estrema tutto quello che si può cercare sull'argomento per una prima infarinatura del caso, anche se sono presenti nello specifico anche i diversi riti propiziatori per chi volesse cimentarsi in prima persona.
Sfatiamo subito il mito del voodoo brutto e cattivo.
Si tratta di una religione i cui Loa, i cui spiriti, o divinità, sono molto legati all'uomo e vengono invocati per aiutarlo e non per lanciare fatture o robaccia simile. Ci sono rami secondari del voodoo che si occupano di questi aspetti, ma non è certo il cuore di questa disciplina.
I Loa sono vicini agli uomini, non sono potenze distaccate, non si sono autoesiliati nell'alto dei Cieli o sull'Olimpo. Sono spiriti memori delle sofferenze e difficoltà umane in quanto a loro volta avi dell'uomo e per questo sono più disponibili ad ascoltarne le suppliche. Hanno amato e sofferto per amore, hanno desiderato la salute e patito la malattia, hanno bramato il potere, la ricchezza il successo e da questi sono stati traditi, sopraffatti o delusi. Insomma divinità molto umane, e questo agevola i conoscitori delle giuste pratiche nel poterne godere dei benefici.
Stella Noctis è abile a descriverci questa realtà tanto diversa dalla nostra, indagandone sinteticamente sia le origini che gli sviluppi.
Nel testo traspare quella che sembra una passione autentica per la materia trattata, capace di trasmettersi al lettore. Insomma una lettura piacevole, questo posso garantirlo. Sulla bontà dei rituali trattati invece non mi sbilancio perché ancora non ho avuto modo di provarli. La mia via verso l'illuminazione è ancora lunga e irta di ostacoli, per ora quanto appreso mi servirà solo per dar vita ad un personaggio di uno dei miei futuri romanzi che avrà a che fare con il voodoo.

Alla prossima!

domenica 10 aprile 2016

Waterloo di Bernard Cornwell

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Oggi vi presento Waterloo di Bernard Cornwell.
Ok, non si tratta di un romanzo, andremo quindi leggermente fuori tema rispetto allo spirito del blog, ma ritengo che il libro proposto da Cornwell sia una lettura capace di entusiasmare, facendo galoppare la fantasia pur trattandosi di una sorta di saggio storico solo leggermente romanzato. Si perché lo stile dell’autore non è mai pesante, le descrizioni degli eventi sono rese magnificamente con l’innesto al fianco delle testimonianze dei diretti partecipanti, dell’indole “frivola” del romanziere che riesce a stemperare ogni dato, ogni sterile enumerazione di morti e feriti, con digressioni e commenti capaci di rendere più concreti i meri numeri o eventi della grande battaglia.
Non che questi non siano da soli capaci di esaltare, con rapidi capovolgimenti di fronte, assedi sanguinosi, assalti alla baionetta, cariche di corazzieri e grandinate di palle di piombo e granate dirompenti, eppure il background dell’autore, divenuto famoso per i suoi romanzi, riesce ad arricchire ancor più il tutto.
L’uso di testimonianze dirette dei protagonisti, autobiografie, memorie, corrispondenze e lettere d’epoca, sia riferite a ufficiali, che alla “soldataglia”, è abbondante e contribuisce non poco a farci rivivere vividamente le vicissitudini degli eserciti. Non ci vengono risparmiati neppure i particolari più truculenti di chi ha visto la morte in faccia e ne è rimasto chiaramente sconvolto.
Scoprirete tuttavia anche chicche sfiziose, a partite dall’avvinazzato condottiero Prussiano, fino a sondare il carattere snob dell’aristocratico Duca di Wellington, capace però di un coraggio non comune, mostrandosi ai suoi uomini sempre lì dove maggiore era il bisogno e il pericolo.
Finte e messinscene, trucchi, rapporti non sempre facili fra i gerarchi dei diversi schieramenti e pregiudizi fra gli alleati stessi, sono solo alcuni degli ingredienti.
Cornwell è abile a mettere in mostra ogni aspetto dello scontro e a demolire ogni immagine romantica che il lettore moderno possa avere di uno scontro ben pianificato e organizzato nei minimi dettagli: Waterloo è stata, al pari di ogni altra battaglia, un evento sul quale ha spadroneggiato il Dio del Caos.
Non solo la fortuna ha giocato un ruolo determinante, ma anche le condizioni atmosferiche e l’esito di singoli dispacci andati smarriti nella bolgia degli eventi. La “nebbia di guerra” ha avuto un peso ancor più rilevante data la mancanza di informazioni certe sia da parte di Wellington che di Napoleone sulla posizione dei rispettivi alleati e distaccamenti. 
Non sono mancate le vittime per fuoco amico, né i tentativi estremi di gabbare i propri stessi soldati spacciando per rinforzi amici le truppe in arrivo in lontananza per tentare di tenerne alto il morale.
Per non parlare delle manie del grande condottiero francese e del suo innato ottimismo, che spesso sfocia nell’arroganza più cristallina e controproducente.
Insomma, attorno al campo di battaglia ruotano infinite situazioni, circostanze fortuite, coincidenze capaci di minare i piani orchestrati da menti brillanti. Azioni sconsiderate premiate dal successo si mescolano a fallimentari interpretazioni di dispacci o deliberate manovre contrarie alle direttive.
Mi ha stupito leggere il contenuto di alcuni ordini inviati dal sommo stratega francese ai suoi sottoposti, scoprendoli assurdamente nebulosi, e latori di direttive tutt’altro che certe. 
Peggio dell’oracolo di Delfi in concreto.
Non c’è da stupirsi che i poveri ufficiali in causa spesso si siano ritrovati nel posto sbagliato e al momento sbagliato.
Altrettanto sbalorditivo è il rapporto teso vigente all’interno della coalizione fra giubbe rosse e prussiani. Per un soffio, e forse solo grazie all’energia prorompente del condottiero 74enne prussiano, non è andato tutto storto.
La battaglia, pur nel rigore della sua ricostruzione, sarà il trampolino per immergerci in un mondo andato, carico di fascino e sorprese, da rivivere nitidamente grazie alla maestria e originalità con cui ci viene proposto.
Non credo ci sia modo migliore per scoprire la storia e in questo caso specifico penso si tratti di una lettura ancor più fondamentale per tutti gli aspiranti scrittori che volessero confrontarsi con la stesura di un romanzo che contenga battaglie, in qualsiasi epoca possano essere ambientate. 
Un trattato imprescindibile nella sua genuinità e semplicità, ma denso di spunti e informazioni per chiunque voglia mettere in piedi un romanzo di guerra, sia su scala tattica che strategica.
Ovviamente Waterloo di Bernard Cornwell non è una lettura che consiglio solo a questi, ma a chiunque fosse interessato ad approfondire un evento che ha influito pesantemente sul corso della Storia, e lo voglia fare con un pizzico di brivido in più rispetto a un saggio tradizionale.

domenica 3 aprile 2016

A.R.C.A. Il risveglio di Pito di Matteo Marchisio [Rating 6]

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Titolo: 
 Il Risveglio di Pito



Serie: A.R.C.A. Armature robotizzate per combattimento aggressivo


Autore:
  Matteo Marchisio

Genere: fantascienza

Prezzo: Euro 0,99 (Cartaceo Euro 16,92)

Rating: 6

Sinossi: È solo una diceria che i nobili Mokter, signori indiscussi del volo spaziale, abbiano attaccato il sistema Lex, culla dell’umanità. Le vittime sono troppe perché possa essere accaduto senza che nessuno si sia accorto di nulla. Lo spazio intorno a Lex V però è pieno di detriti e parti di navi da combattimento dell’Armata Comune totalmente devastate. “Boss” Basosky guiderà la Decima Robotizzata contro un nemico furente, inarrestabile e mosso dalla sete di vendetta più velenosa. Intanto nel giovane Lucifer sembra essersi risvegliata un’energia sconosciuta, tanto misteriosa da ricordare le divinità mitologiche che popolano le storie dei vecchi spazionauti. I destini di molti si incrociano. Le lame di alcuni si scontrano. Che ne sarà dell’umanità alla fine di questa guerra?

Recensione: Il Risveglio di Pito di Matteo Marchisio è il primo volume di una saga sci-fi al quale a malincuore ho dato un voto che supera di poco la sufficienza.
A malincuore ripeto, e il perché voglio subito spiegarvelo, visto che il romanzo in sé mi è piaciuto veramente molto.
Il voto risente pesantemente di un aspetto che per un autore autoprodotto è imprescindibile: la cura nell'editing.
Purtroppo il testo è ricco di sviste, errori di battitura, articoli mancanti e mille altre piccole incertezze che ne intaccano la professionalità.
E' un vero peccato vista la disponibilità di beta reader a costo zero in giro per internet.
A questo problema oggettivo, aggiungo una considerazione personale: il finale.
Come dico io in questi casi, trattasi di finale “tagliato con l'accetta”. Non ho nulla contro le saghe, però l'episodio di una saga deve avere almeno una conclusione parziale per potersi definire tale e non essere semplicemente un punto imposto dall'autore per dividere un'opera in parti diverse. Altrimenti ci si abbassa ai livelli della Mondadori e di tante altre case editrici che stravolgono romanzi interi dividendoli in più parti a casaccio solo per lucrarci. Esempio su tutti Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.
Ora che mi sono tolto i sassolini dalla scarpa possiamo partire con la recensione vera e propria, perché a dispetto di questi problemini, il testo di Marchisio è veramente di piacevole letture.
L'autore ha la capacità di catapultarci sin dalle prime pagine in un mondo fantascientifico credibile e avvincente, originale e adrenalinico.
Marchisio ci scaglia nel bel mezzo di un conflitto interstellare, e la cosa, invece di destabilizzare, e forse compromettere la lettura, riesce invece a incuriosire e ad accalappiare l’attenzione del lettore. L'azione si fa sin da subito rapida e coinvolgente, senza che l'ambientazione ne risenta, grazie all'abilità del Marchisio di farcela scoprire mano a mano.
Nulla è lasciato al caso nella costruzione di questo universo e la soddisfazione per il lettore aumenta mano a mano che ci si addentra nello scoprire i retroscena che portano ai numerosi scontri, sempre ben descritti e spettacolari.
Il fatto che divinità antiche ci mettano lo zampino a me è piaciuto parecchio, donando imprevedibilità e originalità al tutto senza mai tralasciare gli aspetti più tecnici e bellici specifici del genere e padroneggiati dall'autore in modo evidente.
I personaggi sono ben costruiti, i rapporti all'interno del gruppo d'assalto ARCA ben gestiti e sviluppati con dialoghi sempre pertinenti e esplicativi delle relazioni cameratesche esistenti.
Un testo d'intrattenimento validissimo
Infine, nota di merito anche per il grafico delle copertine, veramente belle, capaci di rievocare i fasti del cartoon battletech per chi se lo ricordasse.
Insomma come avrete capito la storia meriterebbe ben più della sufficienza che mi appresto a dare, quindi non posso che lasciarvi esprimendo l'augurio che il seguito di questo romanzo, che di certo leggerò a breve, sia stato curato maggiormente nella sua parte più formale, perché sono sicuro che per quanto riguarda storia e personaggi non avrò di certo da lamentarmi.
Complimenti all'autore, ma la raccomandazione di non sottovalutare l'importanza di un testo pulito e ben editato.