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giovedì 22 giugno 2017

Linearkey: Gente di Upcity di Bianca Brenna [Rating 7]


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Titolo: Linearkey, Gente di Upcity


Autore:  Bianca Brenna

Genere: Fantascienza, Cyberpunk

Prezzo: Euro 2,99

Rating: 7

Sinossi: Aprile 2131.
In un pianeta completamente desertificato da secoli di esasperato sfruttamento delle risorse e, infine, devastato dalle Guerre dell’Indigenza, Upcity, l’unica metropoli sopravvissuta, salvando l’umanità, le ha concesso un nuovo inizio.
Una Cupola di protezione, invalicabile, difende quest’ultimo baluardo di civiltà e, grazie al livello tecnologico straordinario raggiunto dalla città, per i superstiti del Nuovo Mondo si prospetta un sempre più radioso futuro.
Nel caldo umido di uno degli appartamenti cubici di Downcity, la città sotterranea dove si ammassa il numero più elevato di abitanti, le persistenti domande senza risposta del visionario A.R., operaio manutentore della WhiteIron, il desiderio di rivincita di Lin, ingegnere informatico del Palazzo HT e il profondo senso di giustizia di Key, musicista alternativo senza un’occupazione riconosciuta, plasmeranno giorno dopo giorno il progetto che potrebbe rappresentare l’unico fuori programma della routine accuratamente schedulata di Upcity.
Intanto la Celebrazione del centenario della fondazione si avvicina…

Recensione: Oggi vi presneto il romanzo dell’autrice Bianca Brenna dal titolo Linearkey: Gente di Upcity.
Iniziamo a dire cosa non troverete in questo testo, onde evitare fuorvianti interpretazioni del genere trattato, indicatomi dall'autrice come romanzo cyberpunk. Linearkey non è un romanzo d’azione nel quale orde di uomini con impianti meccanici e creste fluorescenti vanno in giro a devastare città semidistrutte dall’iperindustrializzazione e soffocate da nubi tossiche, o semplici afrori da venefici inquinanti industriali. Upcity al contrario è una perfetta e super organizzata metropoli, all’interno della quale le persone conducono un esistenza “normale” (secondo i moderni parametri), ognuno con il proprio posto nella società, con il proprio ruolo/lavoro, e dove è assente praticamente ogni forma di criminalità, in quanto tutto è sotto controllo dal sistema computerizzato impostato (e imposto) dal Governo centrale. D’altronde il pericolo dei predoni che vivono all’esterno di Upcity è una minaccia molto pubblicizzata, anche se mai realmente provata...
Ci troviamo quindi innanzi ad un romanzo che non fa dell’azione vera e propria la leva capace di catturare il lettore, ma di un lavoro che mira a far riflettere, presentandoci una realtà accuratamente ricostruita dall’autrice, a immagine e somiglianza peraltro della nostra attuale.
Diciamo subito che la prosa della Brenna è piacevole, sempre e comunque. I dialoghi sono fluidi, ben plasmati e adattati alla perfezione ai diversi personaggi coinvolti nelle vicende, quindi non mi soffermerò più a lungo su questo aspetto, “promuovendola” nel mio piccolo a pieni voti. Anche la scenografia orchestrata risulta credibile e ben fatta, Upcity e la sua “torre di controllo”, il Palazzo HT, sono ben resi, senza eccessi di tediose descrizioni, ma comunque ben delineati e capaci di risultare chiari alla mente del lettore.
Ammetto che per i miei personalissimi gusti, l’inizio è un po’ lento, ma si scoprirà che le diverse trame sono state accuratamente pianificate e credo di poter dire anche in modo piuttosto originale.
Per quanto riguarda i messaggi veicolati attraverso il romanzo non posso che schierarmi pienamente al fianco dell’autrice, condividendoli appieno. Non si fatica a trovare le similitudini che legano Upcity alla moderna società occidentale, la complessità artificiosamente costruita per il semplice fatto di dover creare posti lavoro e aumentare il pil sono solo un esempio, così come la creazione della minaccia per giustificare manovre restrittive alla libertà delle persone. Insomma, nulla di nuovo. Il valore aggiunto di questo romanzo risiede tutto nella sensibilità ed eleganza offertaci dalla Brenna nell’esporre la vicenda, accompagnate alla sua preparazione, che immagino sia anche parecchio profonda e tecnica in campo informatico. I sentimenti dei personaggi, le loro aspirazioni e ambizioni, riempiono di contenuti questa storia, finendo con il coinvolgere anche un rude barbaro come il sottoscritto, regalandoci del pregevole intrattenimento. Anche la varietà dei soggetti che compongono il gruppo d’azione è ben riuscita e non mancheranno le sorprese, ben orchestrate e realmente tali, mai scontate.
Qualche info sull’assemblaggio del “prodotto” ebook per finire: impaginazione ok, refusi pressoché inesistenti, cover piacevole, prezzo adeguato. Complimenti all’autrice quindi e un consiglio di lettura per tutti voi seguaci del blog. Voto 7, altra autrice indie da tenere sott’occhio!

sabato 17 giugno 2017

Teutoburgo di Valerio Massimo Manfredi




Sinossi:
È un giorno di sole quando Armin chiama suo fratello Wulf, per mostrargli un prodigio: la costruzione della "strada che non si ferma mai". Una meraviglia che li lascia senza fiato, il miracolo tecnico dei nemici romani, capaci di creare dal nulla una strada che attraversa foreste, fiumi, paludi e non devia nemmeno davanti alle montagne.
Improvvisamente i due sentono dei rumori: è una pattuglia romana. Armin e Wulf sono catturati dai soldati. Nel loro destino però non c'è la morte, né la schiavitù.
Perché Armin e Wulf sono figli di re. Sigmer, il loro padre, è un guerriero terribile e fiero, principe germanico rispettato e amato dalla sua tribù. La sua sola debolezza era l'amicizia segreta con Druso, il grande nemico, il generale romano precocemente scomparso, che Sigmer, di nascosto, ha imparato a conoscere e ad ammirare. Ma di questa ammirazione nulla sanno i due giovani. Devono abbandonare la terra natale e il padre, per essere condotti a Roma. Sono principi, per quanto barbari. Saranno educati secondo i costumi dell'Impero, fino a diventare comandanti degli ausiliari germanici delle legioni di Augusto.
Sotto gli occhi dell'inflessibile centurione Tauro, mezzosangue germano convertito all'amore e alla fedeltà verso Roma, impareranno una nuova lingua, adotteranno nuove abitudini, un modo diverso di pensare.
E come possono Armin e Wolf, cresciuti nei boschi, non farsi incantare dai prodigi di Roma? Non solo la strada, ma anche gli acquedotti, i templi, i palazzi meravigliosi. I due ragazzi diverranno Arminius e Flavus, il biondo, cittadini romani, due giovani guerrieri, stimati da tutta Roma, capaci di conquistarsi la fiducia dello stesso princeps Augusto.
Ma il richiamo del sangue è davvero spento in loro? La fedeltà agli avi può portare alla decisione di tradire la terra che li ha adottati a favore di quella che li ha generati?
Valerio Massimo Manfredi torna al romanzo e racconta, unendo alla perfezione esattezza storica e respiro epico, la storia straordinaria e mai narrata prima di due fratelli, due guerrieri, le cui scelte hanno portato a Teutoburgo, lo scontro decisivo tra Romani e Germani, la battaglia che ha cambiato il destino dell'Impero Romano e del mondo.


Recensione:
Teutoburgo è uno dei molti romanzi storici del prolifico e poliedrico autore e studioso Valerio Massimo Manfredi. Inutile dire che, trattandosi del mio periodo storico prediletto, non ho potuto resistere alla tentazione di far mio questo testo. Dico subito che ho apprezzato parecchio la versione orchestrata da Manfredi, che per non far apparire il tutto troppo simile a una lezione di storia, si permette alcune “licenze”, aggiungendo quel minimo di mistero capace di arricchire una vicenda già di per se alquanto intrigante.
Una fra le maggiori sconfitte dell’Urbe viene riproposta in questa versione focalizzando l’attenzione sui due figli del capo dei Cherusci, Arminuius e Flavius, questi i nomi romanizzati a seguito della cattura degli stessi da parte delle legioni spintesi in territorio germanico. Seguiremo così la vita dei due pueri, istruiti ed educati con tutti gli onori, ed i rigori, riservati all’aristocrazia romana. Il bello starà proprio nel vedere la diversa reazione scaturita negli animi dei fieri “barbari” alle attenzioni riservate loro da Roma e le conseguenze che queste avranno per i rispettivi popoli.
Non c’è molto da dire sulla prosa dell’autore, che personalmente trovo molto piacevole, e grazie alla quale spesso mi trovo a pensare che, per quanto possano essere bravi i traduttori contemporanei, leggere in lingua originale fornisca sempre un valore aggiunto.
La vicenda comunque scorre bene con intrecci studiati, capaci di presentarci alcuni fra i più influenti personaggi storici dell’epoca con tutto il loro fascino. 
Dallo scritto traspare inoltre tutto l’amore del Manfredi per Roma e la sua epopea, senza per questo celare le critiche per coloro che hanno contribuito alla sua caduta, offrendoci stralci capaci di commuovere come ad esempio le descrizioni delle gesta del condottiero Druso espresse da un veterano.
Manfredi, pur rimanendo credibile nel farlo, ci fa capire cosa volesse dire all’epoca essere cittadino romano, cosa questo comportasse a livello di orgoglio, alterigia e arroganza anche, forse, ma comunque l’amore per un paese che stava realmente cambiando la storia delle terre conosciute e che senza questo forte senso di appartenenza non avrebbe certo potuto raggiungere i successi ottenuti nel corso dei secoli. Per questo mi piace riportare quanto detto dall’autore nei saluti finali: con la sconfitta di Teutoburgo Roma ha perso la Germania, ma la Germania ha perso per sempre Roma, con tutto quello che ciò comporta.
Un lettura consigliata insomma!

sabato 10 giugno 2017

Disfida nr 40: Il Torto (Le Cronache di Tharamys Vol. 1) di Andrea Venturo


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  • Titolo opera: Il Torto
  • Serie: Le Cronache di Tharamys Vol. 1
  • Autore: Andrea Venturo
  • Formato: Solo Ebook, 52 pagine
  •  Genere: Fantasy
  • Prezzo: € 2,99
  • Sinossi: Il mago Flantius Mijosot sta per morire e intraprende un viaggio per allontanare questo triste destino dalla propria, augusta, persona. I suoi amici sono con lui e con lui concludono quel viaggio nel peggiore dei modi... o nel migliore, dipende da come si considera l'esito. Quattrocento anni più tardi Conrad Musìn si ritrova accusato di un furto che non ha commesso e dovrà subire una punizione che non merita. Nel cercare di discolparsi scoprirà che il destino viene scritto giorno per giorno con l'alfabeto delle proprie azioni e, come un adulto che si rispetti, compirà le proprie scelte in piena consapevolezza. Quindi sì, troverà i veri colpevoli, ma troverà anche molto altro e dovrà decidere, anche in fretta, cosa è più importante: la vita dei suoi cari, il proprio onore o il tornaconto personale. Una scelta complessa quando si hanno solo 12 anni come il protagonista e una rabbia esplosiva contro il proprio genitore, come Conrad. E il mago scomparso? Leggere fino alla fine per scoprire cosa ne è stato, ovvio. 
  • Note/commenti/finalità dell'Autore: Mi ero stufato dei "soliti" scontri epici tra bene e male. Il fantasy è pieno di materiale diverso dal Signore degli Anelli: Ashton-Smith, Lovecraft, Vance, Campbell, Van Vogt, Paul Anderson; White, Shaw, Doyle, Powers e decine di altri autori dai quali ho avuto il piacere di trarre ispirazione.
    Amo le commistioni, per cui all'ambientazione fantasy si aggiunge il contributo di altri generi: thriller, ucronia, distopia, romance...  nel romanzo che sto finendo di editare in questi giorni c'è qualche contaminazione romantica, scontri magici, duelli all'arma bianca e di cervelli e chi ha pensato alla storia fantastica, be' non ha sbagliato di molto, ma c'è pure un po' di Heinlein. E... no: Non c'è solo lui. Izergrend dalla forgia infinita e Ger-Mazin dal maglio invincibile, padri della nobile stirpe Nanica, mi siano testimoni che ho lasciato spazio anche per Tomino, Miyazaki e Go Nagai, come pure per Rostand e Dumas.
    Il libro  è autoconclusivo: sebbene sia una sorta di "episodio pilota" per introdurre le avventure di Conrad e il mondo di Tharamys, ogni storia di questa collana può essere letta indipendentemente dalle altre. 
  • BIG da sfidare: Clive Cussler, cui pure devo moltissimo. Tutte le sue storie iniziano sempre con un bel disastro causato da un "problema" col quale il protagonista, prima o poi, deve fare i conti se vuole superare vivo la fine della storia. 


Adoro gli incipit di Cussler e chi leggerà il Torto troverà qualche citazione anche dei suoi lavori: il protagonista ha i capelli neri e gli occhi verdi. 


domenica 28 maggio 2017

La nave infernale di Claudio Foti [Rating 7,5]


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Titolo: 
   La Nave Infernale


Autore:  Claudio Foti

Editore: Delos Digital

Genere:  Horror

Prezzo: Euro 1,99

Rating: 7,5

Sinossi: RACCONTO LUNGO (38 pagine) - HORROR - Quando il vascello dei morti arriverà, per il mondo sarà la fine...

Un vorticoso vento si alzò improvviso. Fu allora che vide le unghie. Centinaia, migliaia, milioni, miliardi di unghie che componevano la chiglia. Il ponte. Le murate. Unghie nere, unghie rotte, unghie decrepite. Unghie adunche... 

Claudio Foti è nato a Roma nel 1967, scrive e pubblica da oltre vent'anni. Inventore di mondi inquietanti, ricercatore delle verità nascoste è un autore poliedrico che ha scritto numerosi romanzi, racconti e saggi tra cui il romanzo heroic fantasy "Dobb gli adoratori di Fenrir" (Premio Elsa Morante Roma, Di Salvo 2003), il romanzo storico fantastico "Ombre su Campo Marzio" (Premio Le Ali della Fantasia-ex premio Tolkien, Ortona 2006 ed. Solfanelli 2008), "Nereolie ("Alcheringa 2014), "Romagick" (Arpeggio Libero 2014). Diversi i racconti pubblicati "Lycaonia ("Alacran 2005)," I Vampiri di Piazza Vittorio ("Chichill 2012 per il mercato tedesco di lingua italiana) e "La Centesima Scimmia ("Enigma 2015), e tra i saggi "Il Codice Voynich" (Eremon edizioni 2010), "Defixiones le tavolette magiche nell'Antica Roma ("Eremon, 2014), "I Segreti del Necronomicon" (Enigma 2015), "Il Dio Anfibio" (Fenix 2016) e "Guida alla Barcellona esoterica e magica ("Mursia 2016).

Recensione: 
Altro racconto breve made in Delos Digital. Pare che ultimamente gli autori di questo editore ci abbiano segnato sul loro taccuino e ci tartassino con il loro materiale: ben vengano, siamo qui per questo, e per fortuna si tratta per la maggior parte di buoni lavori, meritevoli del piccolo contributo di visibilità che possiamo offrire loro.
A conferma di quanto affermato, anche “La Nave Infernale” di Claudio Foti si rivela un testo di piacevole lettura. Breve, un racconto di una cinquantina di pagine, ma ricco di stralci evocativi. 
L’ambientazione è la fredda landa patria dei vichinghi, nella quale ci troviamo a seguire le gesta di un archeologo e di un mercante d’arte intenti a cercare di trafugare qualche reperto appartenuto al popolo dei possenti razziatori.
Come se la notte fredda, nevosa e tempestosa, non fosse sufficiente a generare incubi oscuri, oltre che geloni e ipotermia, ci si metteranno le leggende legate al popolo vichingo, alle loro necropoli ed ai miti piuttosto lugubri, ma al contempo straordinariamente evocativi. In questo contesto assistiamo all’avida ricerca dei protagonisti di un bottino da saccheggiare, a costo di profanare luoghi sacri, e assisteremo ad una ridda di eventi che lentamente trasformeranno questo viaggio in una vera e propria discesa negli inferi.
I personaggi sono ben costruiti e credibili, tenendo conto della brevità del racconto, per cui ciò che maggiormente li caratterizza sono, giustamente, i dialoghi, che risultano piacevoli e mai artefatti.
Alcune scene sul finale mi hanno molto colpito, risultando decisamente evocative, così come gli stralci presentati come incipit di ogni capitolo, capaci di rievocare il mito del popoli dei guerrieri norreni e di calarci in uno stato emotivo decisamente ricettivo per tutto quello a cui avremmo presto assistito. Insomma niente male davvero per un racconto breve che riesce a lasciare il segno, anche per l'originalità del soggetto trattato.
Prosa gradevole, pochi refusi e gran finale, fanno di questo lavoro un testo che merita sicuramente di essere letto e vissuto appieno con tutta la tensione narrativa che riesce a trasmettere. Voto 7,5 e vivissimi complimenti all’autore.  

giovedì 25 maggio 2017

Disfida nr 39: Linearkey, Gente di Upcity di Bianca Brenna


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  • Titolo opera: Linearkey: Gente di Upcity
  • Autore: Bianca Brenna
  • Formato: ebook
  • Genere: Fantascienza
  • Prezzo: € 2,99
  • Sinossi:
Aprile 2131.
In un pianeta completamente desertificato da secoli di esasperato sfruttamento delle risorse e, infine, devastato dalle Guerre dell’Indigenza, Upcity, l’unica metropoli sopravvissuta, salvando l’umanità, le ha concesso un nuovo inizio.
Una Cupola di protezione, invalicabile, difende quest’ultimo baluardo di civiltà e, grazie al livello tecnologico straordinario raggiunto dalla città, per i superstiti del Nuovo Mondo si prospetta un sempre più radioso futuro.
Nel caldo umido di uno degli appartamenti cubici di Downcity, la città sotterranea dove si ammassa il numero più elevato di abitanti, le persistenti domande senza risposta del visionario A.R., operaio manutentore della WhiteIron, il desiderio di rivincita di Lin, ingegnere informatico del Palazzo HT e il profondo senso di giustizia di Key, musicista alternativo senza un’occupazione riconosciuta, plasmeranno giorno dopo giorno il progetto che potrebbe rappresentare l’unico fuori programma della routine accuratamente schedulata di Upcity.
Intanto la Celebrazione del centenario della fondazione si avvicina…
  • Note/commenti/finalità dell'Autore:
Linearkey: Gente di Upcity è un romanzo cyberpunk, raccontato attraverso i diversi punti di vista dei protagonisti. Facendo uso di uno stile narrativo che riprende la tecnica del flusso di coscienza, segue il percorso frastagliato dei cinque personaggi principali verso la conoscenza di sé e verso la presa di coscienza sulle regole che muovono il loro mondo. Upcity, il mondo ristretto nel quale si svolge la vicenda, è stata costruita per rappresentare un ipotetico apogeo di squilibri culturali, economici, tecnologici e sociali a noi già noti.

  • BIG da sfidare: 
 



Phil Dick di “Una Svastica sul Sole” 

sabato 20 maggio 2017

Risveglio. Con esercizi delle antiche scuole esoteriche di Salvatore Brizzi


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Sinossi: Questo è il terzo titolo della serie "La trilogia della trasmutazione" - gli altri due sono "Officina alkemica" e "La porta del mago" - che Salvatore Brizzi ha voluto portare a termine con il fine di "consegnare un sistema di risveglio completo a chiunque voglia divenire qualcosa di più di un burattino nelle mani della società". Anche questo può essere letto come un libro a sé, in quanto illustra in maniera completa il lavoro dal punto di vista teorico e, soprattutto, pratico. Il testo è una sintesi del "Corso di risveglio della coscienza" che Brizzi propone in diverse città d'Italia, e contiene tutti i relativi esercizi settimanali di "ricordo di sé". Preziosi gli scambi domande/risposte con i partecipanti al corso, che sono riportati alla fine di ogni capitolo. Un libro da mettere in pratica giorno dopo giorno fino alla completa trasformazione di sé.

Recensione: Come avrete capito Salvatore Brizzi è un autore che gradisco parecchio, visto che questa è l'ennesima delle sue opere che recensisco.
Non ho sufficienti conoscenze delle materie trattate per potermi permettere di confermare o confutare molti degli assunti dell'autore in merito alla eprovenienza più o meno mitica degli esercizi da lui proposti, ma di certo posso garantire che quanto esposto nel testo risulti assolutamente di buon senso e allo stesso tempo non sia per nulle facile da applicare. 
Come promesso dalla sinossi, questo volume si sofferma sugli esercizi pratici che ognuno di noi dovrebbe provare sulla propria pelle, nel quotidiano, se non altro per rendersi conto di quanto poco ognuno di noi abbia il controllo non solo sul proprio corpo, ma neppure sulla propria mente. 
Anche fosse "solo" questo il risultato della lettura del libro, non sarebbe certo un  obbiettivo da poco quello raggiunto dal Brizzi. Eppure la sensazione che ne ho ricavato dopo aver letto quasi tutte le sue opere, è di avere innanzi un autore preparato, ma mai arrogante, inflessibile magari, ma coerente e di certo non uno di quei grotteschi maestri che pretendono l'asservimento e la venerazione dai propri discepoli.
In questo l'autore è molto diverso, il suo obbiettivo è quello di formare attraverso la pratica degli esercizi proposti, dei Guerrieri che abbiano nel proprio intimo la forza, il Vril, il Fuoco Sacro che li renda del tutto indipendenti e consapevoli, senza necessità quindi di dipendere da nessuno, men che meno da un Maestro.
Insomma, un testo che unisce alla forza delle asserzioni mistiche, tutta una serie di esercizi pratici per sviluppare la coscienza di se in modo concreto e pragmatico. Per chi è interessato a questi argomenti, assolutamente da provare.

mercoledì 17 maggio 2017

Disfida nr. 38: Mir'Antis Insidiae di Eleonora Capodimonti


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Titolo opera: Mir'Antis Insidiae




Formato: Cartaceo ed ebook


Genere: Fantasy


Prezzo: Cartaceo 17,90 ebook 0,99



Sinossi: Del Cartaceo:"Selene era una piccola luna bella e superba, ma la bellezza fu la sua rovina. La giovane Stella Blu attorno alla quale orbitava le tesseva lodi maestose, la vezzeggiava. Selene si convinse dell’amore sincero della Stella Blu. La sua stoltezza fu grande, a nulla servirono le preghiere e le suppliche della sorella Artemide, che la esortava alla prudenza. Selene si avvicinò tanto alla Stella Blu da poterla quasi toccare, ma la sua gioia si tramutò in orrore quando, surriscaldata dall’eccessivo calore, esplose in milioni di frammenti incandescenti.
La disperazione e la solitudine della sorella fu inenarrabile. Un giorno una Stella Rossa entrò nell’orbita della sua vita. Artemide e la Stella Rossa ballarono come se l’intero universo non fosse che per loro soltanto. Ma poiché tutto è destinato a mutare, un giorno la Stella Rossa scomparve.
Dall’amore tra Artemide e la Stella Rossa nacquero quattro figli, le quattro Terre. La fredda distesa di ghiaccio del Nord, la mite regione dei laghi del Sud, le calde lande di sabbia dell’Ovest e la terra dei boschi a Est."

Del formato ebook: "Un pianeta morente. La disperazione di un popolo, trascinato sull’orlo dell’estinzione. Una storia di coraggio, di pochi temerari disperati che cercano il proprio destino oltre i confini del pianeta natale. Una storia lontana nel tempo che si lega al presente nei sogni di una giovane ninfa. E ancora storie di guerra, disperazione, amore e amicizia tornano a vivere nel “il Libro”, Mir’Antis. Un manufatto di inestimabile valore, che custodisce e riporta fedelmente, avvenimenti lontani nello spazio e nel tempo, storie di cavalieri, di elfi, di ninfe e di uomini, che si intrecciano e prendono vita, che si susseguono a ritmo incalzante in un avvicendarsi di colpi di scena, complotti e tradimenti, prove d’amore e di lealtà".

Note/commenti/finalità dell'Autore: Si tratta del primo capitolo di una saga di libri pensata come una trilogia. Un romanzo che si avvia con più storie apparentemente distinte e separate, ma che via via andranno a fondersi, sopratutto a partire dal secondo capitolo della trilogia. Ho scritto questo libro per mettermi alla prova, per dare forma e vita alle mie passioni: per il combattimento, per alcune serie televisive come star trek, once upon a time,
games of thrones, e la passione per il gioco di ruolo dal vivo. Ho cercato di fondere insieme due generi letterari a cui sono particolarmente legata: il fantasy e il fantascientifico. Per questo motivo il romanzo è strutturato su più piani temporali, con tecnologie e ambientazioni sicuramente diverse. Spero di essere riuscita nel mio intento: quello di appassionare il lettore!

BIG da sfidare: 



"Le cronache del mondo Emerso" di Licia Troisi


sabato 13 maggio 2017

Xpo Ferens di Alessandro Forlani [Rating 7]


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Titolo: 
  Xpo Ferens


Autore:  Alessandro Forlani

Editore: Acheron Books

Genere:  Weird piratesco

Prezzo: Euro 4,49

Rating: 8

Sinossi: Il giovane Cristoforo Colombo e suo fratello Bartolomeo, mercanti e navigatori, a seguito di un attacco di pirati saraceni raggiungono una strana isola dove rinvengono la mappa di un continente sconosciuto, situato al di là dell'Oceano Atlantico.
I due fratelli decidono quindi di partire alla scoperta del misterioso continente. Braccato dall'Inquisizione, e alla guida di un bizzarro manipolo di marinai provenienti da mezzo mondo, Cristoforo Colombo troverà il sostegno del più pericoloso armatore che si possa immaginare, e che sembra molto interessato alla meta finale: Abdul Alhazred, l'Arabo Pazzo...
Orrende negromanzie, equipaggi zombeschi, relitti di navi impossibili popolati da creature antidiluviane... il genio weird di Alessandro Forlani, premio Urania 2012, ci trasborda in una navigazione da incubo, che mescola e reinventa le suggestioni del fantasy avventuroso, del romanzo storico e dell'horror lovecraftiano!

Recensione: 
Ci sono casi nei quali una sinossi non lascia scampo al potenziale lettore, costringendolo a gettarsi immediatamente nella lettura, senza se e senza ma. "Xpo Ferens" di Alessandro Forlani nel mio caso ha avuto questo potere. 
L’epoca delle esplorazioni navali su larga scala, personaggi del calibro di Cristoforo Colombo e dell’Arabo Pazzo, autore del Necronomicon, sono stati troppo allettanti per non mollare tutto e intraprendere immediatamente l’avventura della lettura. 
Si tratta di un romanzo breve, un centinaio di pagine in tutto, ma denso di avvenimenti e trovate interessanti. I 4,49 Euro del prezzo di copertina potrebbero apparire ad alcuni un po' eccessivi per un racconto lungo, ma l'originalità a mio avviso merita questo contributo. Il prodotto è confezionato bene, bella cover, impaginazione ed editing ineccepibili, cosa che non dovrei neppure segnalare visto che il testo è prodotto da una casa editrice, ma che invece non si può più dare per scontata, neppure al cospetto di editori anche di maggiori dimensioni. Ma torniamo al contenuto che è quello che maggiormente ci interessa scoprire: la vicenda, che prende appunto spunto dal vissuto reale di Colombo, presenta sin da subito scenari epici e bizzarri, nei quali il misticismo dell’epoca, la paura dell’ignoto e la violazione delle sacre leggi dell’Inquisizione, si mescolano originando un’avventura mozzafiato.
Il ritmo si fa sin da subito incalzante, e i personaggi catturano l’interesse del lettore grazie alle loro peculiari caratteristiche. L’ambientazione marinara e portuale è molto ben resa dal Forlani e riesce a catapultarci in un mondo dal sicuro fascino e dalla pericolosità palpabile.
Mano a mano che la “magia” prende il sopravvento, con il dispiegarsi di forze che vanno oltre l’umana comprensione, ci troveremo a confrontarci con scene visionarie molto suggestive, anche se alcune, a mio avviso vanno un po’ “troppo oltre”, generando qualche problema nel seguire lo svolgersi degli eventi. Del tutto particolare infatti risulta anche la prosa adottata dall’autore per imbastire il suo racconto, con l’utilizzo di termini desueti e con una costruzione delle frasi volta a evocare testi antichi, che inizialmente spiazza e che nei momenti di maggior enfasi narrativa tende a rendere piuttosto caotiche le scene. 
Ad ogni modo tale scelta stilistica risulta a mio parere calzante e ben orchestrata nella maggior parte del testo.
In conclusione ci troviamo innanzi ad un autore con solide basi e dal curriculum di tutto rispetto (date un'occhiata alla sua bibliografia), non certo ad un novizio, e ciò risalta non solo da questi artifici “tecnici” ma anche dal ritmo imposto alla narrazione e dai dialoghi, che seppur ridotti al minimo, risultano sempre ficcanti e finalizzati a caratterizzare meglio i personaggi.
Un bel 7 pieno è il mio voto finale, con un paio di considerazioni finali. La prima riguarda i consigli per gli acquisti, ossia l’indicazione che il testo non mi pare adatto agli amanti dello “scriver facile”, la seconda sulla casa editrice Acheron Books, la quale, a mio parere, merita di essere tenuta sott’occhio in quanto capace di annoverare fra le proprie fila alcuni fra i migliori autori del fantastico in circolazione.
Alla prossima!

martedì 9 maggio 2017

Disfida nr. 37: Il Divoratore d’Ombra di Gianluca Villano


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Titolo: Il Divoratore d’Ombra Vol.1 
Titolo della saga: Saga della Corona delle Rose
Autore: Gianluca Villano
Formato: Ebook e cartaceo
Genere: Fantasy classico
Numero pagine: 272
Prezzo ebook: 2,99 €
Prezzo cartaceo: 15,00 €

Sinossi: Crios e Logren sono amici d’infanzia, cresciuti insieme nell’Asher, il vecchio asilo delle Levatrici. Crios, il giovane Oblato, è vigoroso e bello e sta per essere consacrato, attraverso una Cerimonia Solenne, come Divoratore d’Ombra, mentre Logren, mite, sensibile, ha una grande interiorità che rischia di farlo vacillare tra raziocinio e fantasia. Ma sarà solo l’immaginazione di Logren a fargli vedere cose che gli altri non riescono a percepire? Sarà la fervida fantasia a fargli avere sogni e visioni tanto intense e vivide da turbarlo anche nella veglia? Coinvolti in mirabolanti avventure e misteri soprannaturali, i due protagonisti scopriranno l’inesorabile fato che avanza.

Note, commenti, finalità dell’autore:
Ho vissuto gran parte della mia infanzia in una piccola casa nel centro storico di Palombara Sabina e dovendo ricreare una città medioevale per Il Divoratore d'Ombra mi sono ispirato a ciò che conoscevo. Di quegli anni ricordo le scorribande di carnevale, di notte, armati di uova e siringhe d'acqua, tra i vicoli stretti e poco illuminati; oppure le avventure all'interno del Castello, che a quei tempi era incustodito. Ricordo degli amici per i quali inventavo realtà immaginarie e successivamente le sessioni giornaliere e notturne di giochi di ruolo che si tenevano in un'antica stalla, adibita a forno e poi in cantina, priva di corrente elettrica, nella quale dovevamo accendere le candele per poter giocare, allarmando le ignare signore che abitavano nei pressi. In Muelnor, la Città descritta ne Il Divoratore d'Ombra, sono celati molti luoghi a me cari di Palombara.

Il tempo... non il tempo che scorre in modo naturale, ma quello che ci viene rubato. Tutta la saga ne è influenzata, così come il potere degli Adoratori, che prosciugano letteralmente gli anni dei giovani Custodi a favore delle vanità, prepotenze e abusi della società iniqua dell'Haorian, l'uomo che si è autoproclamato dio.
Ma da cosa è scaturita questa riflessione? Aldilà di quello che accade nella nostra società e che abbiamo tutti sotto gli occhi: dei bambini defraudati del loro tempo di gioco, nel periodo in cui ho iniziato la stesura de Il Divoratore d'ombra è morto mio nonno, al quale ero molto legato.

Rose... Nella Saga della Corona delle Rose questo fiore meraviglioso è menzionato spesso. La Corona del Re di Arbor è composta da 10 gemme di rose; i simboli degli Angeli che servono Horomos, il Creatore, sono Rose di colori diversi. Il Sigillo dell'Unicorno, che indossa Logren, ha una parte composta da una Rosa Verde, che è il simbolo dell'Angelo delle Virtù. Ma da dove nasce questo mio interesse particolare per le rose? L'unico motivo è la mia predilezione per San Francesco d'Assisi.

Big da sfidare: 








La Spada di Shannara di Terry Brooks 








domenica 7 maggio 2017

"Non prima che siano impiccati" di Joe Abercrombie


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Sinossi:
Come si fa a difendere una città accerchiata dai nemici e zeppa di traditori, quando non puoi fidarti dei tuoi alleati e il tuo predecessore è svanito nel nulla senza lasciare traccia? Ce n'è abbastanza da far venire all'Inquisitore Glokta una gran voglia di darsela a gambe, se non dovesse appoggiarsi al bastone anche solo per stare in piedi. Eppure il torturatore dovrà rimanere e trovare le risposte di cui ha bisogno prima che l'esercito dei Gurkish arrivi a bussare alla sua porta. Gli Uomini del Nord hanno violato il confine dell'Angland e ora stanno mettendo a ferro e fuoco quella gelida terra. Intanto il Principe Ereditario Ladisla si prepara a ricacciarli indietro e a guadagnarsi la gloria eterna. C'è solo un problemino: il suo è l'esercito peggio equipaggiato, addestrato e comandato del mondo intero. Nel frattempo Bayaz, il Primo Mago, guida una spedizione di avventurieri in missione fra le rovine del passato. La donna più odiata del Sud, l'uomo più temuto del Nord e il ragazzo più egoista dell'Unione formano proprio una strana compagnia, ma se solo non si disprezzassero l'un l'altro così tanto sarebbero letali. Antichi segreti verranno rivelati. Saranno perse e vinte sanguinose battaglie. Acerrimi nemici riceveranno il perdono, ma non prima che siano impiccati.

Recensione:

Molto tempo è trascorso dall’ultimo romanzo di Joe Abercrombie che ho avuto il piacere di leggere, Il Richiamo delle Spade. Poco importa che fosse il primo di una trilogia (La Prima Legge) già bella e ultimata dal prolifico Joe, perché evidentemente molti altri libri, soprattutto di autori indie, hanno preteso la precedenza. E’ però con grande piacere che mi sono accostato al seguito di “Il richiamo delle spade”, dal pregevole titolo “Non prima che siano impiccati”, romanzo capace sin dalle prime pagine di riportarmi alla mente quanto accaduto nel primo tomo. Già questo, considerando la mia pessima memoria, combinata al tempo trascorso, è indice inconfutabile dell’abilità dell’autore di generare storie e personaggi appunto “indimenticabili”.
Se lo scopo dell’autore era, così come da lui affermato, stravolgere il genere del fantasy classico, non possiamo che affermare che con i suoi personaggi dissacranti, e la realtà mostrata in tutta la propria crudezza, ci sia in buona parte riuscito. I suoi sono romanzi collettivi, nei quali diversi filoni narrativi si intrecciano, o corrono paralleli, per imbastire una trama complessa e dar vita a un mondo ben definito e originale. La magia in questo mondo ricopre una parte del tutto marginale e serve fondamentalmente per aggiungere mistero alla storia. In questo episodio trovano un po’ di spazio “i testapiatta”, creature assimilabili ad una sorta di orchetti, ma lo spazio per stramberie e creature bizzarre è limitato a questo. Per il resto la realtà è quella che tutti noi conosciamo, sporca, brutta, spietata e cattiva, senza spazio per miracoli od eroi.

A mio avviso i personaggi sono il cuore e il gioiello delle opere di Abercrombie. Sono essi a garantire valore aggiunto alle vicende, che di per sé non hanno nulla di particolarmente innovativo ed originale, ma interpretate da questi “fenomeni” assumono uno spessore di tutto rilievo. La caratterizzazione peculiare per ognuno di essi è un dono innato dell’autore, che grazie a dialoghi e a descrizioni mai tediose, riesce in un’impresa che pare del tutto naturale,mentre ad altri autori necessiterebbe di dozzine e dozzine di pagine senza peraltro riuscire a raggiungere questi livelli.
Se nel primo capitolo della saga, avevo avuto modo di lamentarmi per l’assenza di “azione” e di ritmo, auspicando che l’autore si fosse limitato a predisporre tutte le carte sul tavolo per proporci un gran secondo tomo, posso confermare che la sostanza abbonda in questo episodio. Non mancheranno schermaglie, assedi e battaglie, senza tralasciare comunque l’evoluzione dei rapporti fra i protagonisti. Colpi di scena che si inanelleranno senza mai avere il sentore che l’autore stia forzando la mano. E poi che dire, un personaggio su tutti, l’inquisitore storpio Glotka… eccezionale!
Un romanzo che riscatta appieno il primo volume, che intendiamoci non era per nulla male, ma che presentava appunto una carenza d’azione. Consigliato quindi a tutti gli amanti del fantasy maturo, ossia a tutti quelli che pensano di non rimaner sconvolti dalle descrizioni realistiche di una ferita da ascia e delle sue terribili conseguenze sul fragile corpo umano.
Confesso di scalpitare in attesa del capitolo finale, "L'ultima ragione dei re", già caricato sul mio e-reader.