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martedì 8 agosto 2017

ŠRDN - Dal Bronzo e dalla Tenebra di Andrea Atzori [Rating 8]


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Titolo: 
ŠRDN - Dal Bronzo e dalla Tenebra


Autore: Andrea Atzori

Casa Editrice: Acheron Books

Genere: Fantasy,

Prezzo: Euro 4,50 Ebook, 11 Euro Cartaceo

Rating: 8

Sinossi: Età del Bronzo. Il bacino del Mediterraneo è un crogiuolo di civiltà, dèi, culture, traffici e battaglie, e dai lidi di S’ard, l’isola tempio, gli Shardan, il Popolo del Mare, veleggiano su navi da guerra per sfidare i propri nemici in onore del Dio Maimon. Sono in Egitto, nel 1278 a.C., pronti a piegare il delta del Nilo e a conquistare la Terra dei Faraoni. Ma non riusciranno mai nell'impresa: a un passo dalla vittoria si fermeranno all'improvviso, torneranno sulla loro isola, e il loro nome sprofonderà nella tenebra e verrà dimenticato dalla Storia.
Qui si narra che cosa accadde.


Recensione:
Oggi vi presento un altro romanzo edito da Acheron Books: ŠRDN - Dal Bronzo e dalla Tenebra di Andrea Atzori.
Dico subito che il tema trattato mi ha conquistato ancor prima di iniziare a leggere il romanzo. Chi mi segue da tempo saprà già il peso rilevante che attribuisco a un’ambientazione originale ed azzeccata: per me la storia è l’elemento di gran lunga più importante, anche rispetto ad una prosa eccelsa, ed in questo caso, l’originalità del periodo scelto e l’accuratezza della ricostruzione storica si accompagnano alle buoni doti stilistiche dell’autore, quindi siamo al top.
Ci troviamo in un periodo, quello dell’età del bronzo, le cui fonti storiche sono piuttosto confuse, ed il popolo descritto dall’autore, quello degli Sherdan o Shardan, ricopre un ruolo a cavallo fra storia e mito assieme agli altri “predoni dei mari” loro contemporanei. A tal proposito vi segnalo un testo: “Shardana. I popoli del mare” di Leonardo Melis, che sicuramente l’autore avrà utilizzato per documentarsi. Sta di fatto che la ricostruzione dell’Atzori, sia della parte di “vita quotidiana”, che della religiosità dell’epoca, è molto evocativa e ben fatta, capace di calarci in uno scenario di devozione e “timore reverenziale” che mi ha colpito molto e che molto ha contribuito alla mia personalissima valutazione finale. La storia non presenta in sé sviluppi particolarmente complessi o arzigogolati, ma grazie all’ambientazione e alla “fede” che traspare dall’agire dei personaggi, riesce a conquistare il lettore, trasportandolo letteralmente in un epoca fatta di (giusti) timori reverenziali verso le forze ancestrali, qui splendidamente trasposte dagli Incubi della tradizione sarda, i Mamuthones e dalle Janas, una sorta di connubio fra streghe e fate, o meglio di sacerdotesse dalla tradizione isolana. Mi soffermo su questi aspetti perché li ho trovati veramente ben realizzati, originali e capaci di valorizzare quello che è il patrimonio di tradizioni, miti e leggende prettamente italici e che molto poco spazio trovano nella letteratura moderna e nell’editoria tradizionale. Anche per questo un complimento alla Acheron Books che si mostra per l’ennesima volta coraggiosa oltre che abilissima nello scovare i propri talentuosi autori.
In SRDN non mancano certo l’azione e l’adrenalina, anzi gli scontri sono numerosi e ben descritti, sanguinari quanto basta a tenerci incollati alle pagine sino alla conclusione, ricca di drammaticità e epica. Insomma come avrete capito il romanzo mi è piaciuto parecchio, a tratti mi ha realmente entusiasmato, anche perché non conoscevo i miti evocati relativi all’isola, con i suoi misteriosi nuraghe, visti come sigilli/sentinelle delle porte degli inferi. Affascinante la trasposizione che ne fa l’autore, utilizzando anche inflessioni dialettali nei dialoghi che ho trovato piacevolissime. Bello, bello veramente. Anzi, ammetto che non mi sarebbe dispiaciuto se il romanzo fosse stato più corposo, magari concedendo maggior spazio alla presentazione dei numerosi personaggi, mentre ancora impegnati nella campagna di conquista dell’Egitto, altro scenario a dir poco mozzafiato, ma tant’è. Consigliatissimo, voto 8.

domenica 6 agosto 2017

La vendetta nel vento di Roberto Ciardiello [Rating 7]

Esordio come recensore del nostro nuovo membro dello staff, Emanuele che ci presenta:

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Titolo: 
  La Vendetta nel Vento


Autore: Roberto Ciardiello

Genere: Horror

Prezzo: Euro 1,90

Rating: 7

Sinossi: Fabiana ha quattordici anni e un vuoto di memoria.
In una tranquilla mattina di maggio si ritrova in mezzo a un prato, circondata dalla solitudine, un manto di nebbia a offuscarle la mente. Dovrebbe essere a scuola a conquistare gli ultimi ottimi voti prima delle vacanze estive, eppure è da tutt'altra parte, senza sapere come sia arrivata lì, cosa sia successo la notte appena passata. Si è incamminata verso casa dopo aver festeggiato il compleanno dell'amica Cristina; il resto è stato inghiottito da un buco nero.

Quando i ricordi le piombano addosso, il peso di un'orrenda verità la schiaccia. Le torna in mente nonna Maria, le sue parole, perché tra l'erba ha visto un soffione curvarsi sotto il vento in arrivo dal mare, oltre lo strapiombo.
"Esprimi un desiderio, piccola, e soffia forte forte..."
E allora Fabiana lo fa. Soffia e aspetta.
Perché anche gli animi più docili possono covare rancore.
E desiderio di vendetta.

Recensione: 
Come prima recensione per i lettori di “scrittorindipendenti” devo ammettere di non essermi trovato di fronte ad un lavoro facile, nel bene o nel male.

La capacità di scrittura dell'autore è innegabile, il ritmo è moderatamente serrato e i personaggi caratterizzati, in particolare quello di Fabiana che subisce una grande evoluzione a causa degli eventi che la colpiscono, facendola passare da bambina innocente a... non facciamo spoiler. 
Il romanzo in sé è molto breve ma riesce comunque a delineare un quadro credibile e ben strutturato, senza perdersi via eccessivamente e mantenendosi coerente nella narrazione, è un horror molto psicologico che fa del suo cavallo di battaglia le sensazioni dei protagonisti prima e dopo gli eventi centrali della narrazione.
La storia non è particolarmente complicata o innovativa ma l'ho trovata sensata e interessate, mi ha anche messo la dovuta angoscia in un paio di punti. La scrittura nei momenti giusti è macabra, violenta e molto psicologica ma senza esserlo gratuitamente o per il puro gusto di impressionare il lettore perché ci si sente di farlo.
Se dovessi elencare delle pecche, a mio avviso a volte lo scendere troppo in un particolare superficiale (come il ripetere più volte modello e marca di una vettura o la sigla di una società), tende a spezzare il ritmo della lettura e questo è ancora più sentito in un romanzo la cui brevità è grandissima. Questa brevità è ancora più forte se si pensa che gli eventi narrati sono fondamentalmente X e la conseguenza di X. Personalmente avrei preferito conoscere meglio i retroscena dei personaggi piuttosto che quanto elencato, ma immagino siano scelte di stile.
In definitiva “la vendetta nel vento” è un buon romanzo breve horror, concentrato più che altro su aspetti psicologici, con un'ambientazione italiana e uno stile narrativo molto particolare. È consigliato sicuramente agli amanti del genere e a chi si vuole lasciar tentare da qualcosa di insolito.

Voto 7

mercoledì 2 agosto 2017

Disfida nr. 42: Della Morte, Dell’Amore. (e una confessione) di Alex Briatico


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  • Titolo opera: Della Morte, dell’Amore (e una Confessione)
  • Autore: Alex Briatico
  • Formato: Sia ebook che cartaceo
  • Genere: Fantastico / raccolta di racconti
  • Prezzo: 10 € cartaceo, 3,99 € ebook
  • Sinossi: Undici racconti slegati tra loro ma che seguono un filo conduttore nei temi. I personaggi racconteranno le loro storie finali ruotando attorno ai temi della Morte e dell’Amore, della follia e della vendetta. Ma anche della vita, perché è dipingendo il buio che si parla della luce.
  • Note/commenti/finalità dell'Autore: Questo è uno dei classici libri che l’autore ama e odia allo stesso tempo; perché sebbene nel romanzo ci mette tutta la sua forza volontà, è nel racconto che si apre e parla più di un aspetto di sé nascondendosi dietro i volti dei personaggi e il fantastico “che tutto può”. Non si riesce, infatti, a porsi nella giusta prospettiva con libri del genere per paura di esporsi troppo o troppo poco. In genere, ogni autore, ha il suo cassettino nascosto pieno di racconti segreti che, a volte, lo chiamano invocando a gran voce il diritto di essere letti. Irrimediabilmente lui, prima o poi, cederà. Per me è stato strano perché, prima di dedicarmi a qualcosa di più grande e impegnativo, ho voluto far pace con quelle storie, pubblicandole. Almeno qualcuna perché in quel cassettino nascosto ce ne sono ancora. Ogni tanto sento le loro grida sollevarsi dal profondo. Sono undici racconti che si prestano a quelle letture serali, magari mentre fuori piove. Così, giusto per rimanere in tema e “far dentro come fuori”.
  • BIG da sfidare: Punto in alto e vado sul classico: Guy de Maupassant. Quello più noir dei “racconti fantastici”. 

venerdì 21 luglio 2017

Juggernaut: Terminal War di Alan D. Altieri


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Sinossi: 
La guerra è finita. Così è scritto su un monumento battuto dalla pioggia tossica, davanti a un edificio-simulacro. Non ci sono vincitori, dopo la guerra, non ci sono vinti, soltanto vittime. In un mondo in cui un’unica mega-corporazione chiamata Gottschalk possiede il dominio assoluto, la guerra, semplicemente, è diventata finanziariamente inutile. Un mondo senza più Stati, senza più nazioni, senza più eserciti. Un mondo dove le città sono «ecumenopoli», metastasi urbane da decine, a volte centinaia di milioni di abitanti, nelle quali «chi ha vive, chi non ha muore». Luoghi dove le scintillanti enclaves dei potenti sono assediate dalla tenebra delle undercities dei reietti, nelle quali l'unica legge è quella della strada. Perché la fine della guerra non significa affatto il tramonto della ferocia. Qualcuno, là fuori, continua a combattere. Sono gli Hunter/Killer, gli ultimi guerrieri, reliquie di un passato cancellato, araldi di un futuro di morte annunciata. E qualcun altro, dall'interno di un nucleo ad altissima tecnologia, ha bisogno degli Hunter/Killer. Un'entità subdola e multiforme decisa a individuare il guerriero terminale, ovunque esso si trovi. Sulla Terra, la guerra è finita, certo. Ma da qualche parte, in qualche «altro» luogo, c’è un nuovo nemico. In attesa. In agguato. 
Terminal War: Juggernaut è il romanzo di apertura di una nuova, esplosiva saga futuribile che porta il livello dello scontro oltre, ben oltre «i limiti estremi» dell’inumano. 

Recensione: 
Sergio “Alan” Altieri se ne è andato nel mese di giugno scorso. Per quel che mi riguarda un grande autore, unico nel suo genere, di sicuro a pieno titolo nel mio personalissimo pantheon degli scrittori che più amo.
Come spesso accade quando si hanno mille libri da voler leggere e che scalpitano per intrufolarsi nell’e-reader, quest’ultima trilogia di Altieri, inaugurata da Juggernaut, mi era completamente sfuggita. Solo mettendo piede nella mia libreria preferita, il romanzo, con la sua copertina semplice e pulita, mi è balzato all’occhio e subito l’ho fatto mio. Anzitutto vi lascio il link al significato della parola Juggernaut, che da sola riesce a dare un’idea di ciò che vi attende. Chi non conosce i lavori di Altieri rimarrà sicuramente colpito. Alcuni lo ameranno alla follia, altri arriveranno a addirittura a domandarsi se i suoi scritti non siano un crogiuolo di errori grammaticali, licenze poetiche volte a scardinare leggi divine quali la consecutio temporum o quant’altro.
La prosa dell’autore è sicuramente particolare, spesso pare di assistere a componimenti poetici (parecchio dark…), con frasi brevi, disarticolate, cariche di riferimenti volti a stordire i sensi. Un’esperienza unica, capace di far torcere le budella agli amanti dello scriver semplice.
Tecnicismi forniti a piene mani, capaci di rendere il costrutto perfettamente realistico, una carrellata di notizie asettiche nella loro brutalità, che ci mostrano tutta la preparazione e passione di uno scrittore che spazia nei vari generi senza difficoltà alcuna. Colgo l’occasione per segnalarvi la trilogia che mi ha fatto innamorare di questo autore, quella di Magdeburg composta da L'eretico, La furia, Il demone.
Ciò che crea Altieri è capace di smuovere le coscienze in risposta alla maestosità aberrante della realtà narrata, che è frutto non di bizzarro vaticinio campato in aria, quanto logica conseguenza dell’andamento della società attuale, dei limiti imposti dal buon senso oramai alle spalle, infranti, esplosi in mille pezzi e impossibili da rimettere in sesto.         
In questo Juggernaut non si discosta dalla visione di Altieri e dal suo modus operandi. Il testo è suddiviso in capitoli volti a presentarci didascalicamente il mondo immaginato, fornendoci quindi tutte le informazioni relative agli sviluppi delle Ecumenopoli, al Morbo Nero e quant’altro ci troveremo ad affrontare nel corso della narrazione, e i capitoli d’azione vera e propria. Questa suddivisione a mio avviso, potrebbe far storcere il naso a prima vista, invece è un artificio che si rivelerà vincente, sia per concedere delle pause, indispensabili al lettore, rispetto al crescendo vorticoso del ritmo degli eventi, sia perché risulta un piacere osservare come l’autore abbia ricreato un mondo assolutamente credibile e plausibile, capace non solo di far riflettere, ma forse anche di annichilire e riempire i nostri animi di sano terrore. D’altro canto qualcuno realmente crede che lo scenario descritto dall’Altieri sia poi così fantascientifico? A mio avviso, considerata la vastità del concetto di “Tempo”, direi che tale scenario è giusto dietro l’angolo…
Personaggi originali e accattivanti, pur nella loro “follia omicida”. Ho gradito parecchio lo slang utilizzato dalle classi “meno abbienti”, composto dalla mescolanza di diversi idiomi e frutto del generale imbarbarimento della società. Bella trovata e di certo efficace nel rendere più concreto il mondo generato anche perché i dialoghi sono sempre concisi, caustici e… memorabili.
Poco da dire, un testo consigliato anche se forse, per essere sinceri fino in fondo, in questo primo episodio, la storia non presenta in se elementi di particolare originalità, ma la prosa stessa dell’Altieri è di per se elemento sufficiente per colmare questa piccola lacuna.
Per chi già conosce l’autore quindi si va sul sicuro, per tutti gli altri si tratta di un’occasione per entrare in contatto con uno scrittore che si discosta decisamente dal gregge, per cui almeno un’occasione va concessa, magari scoprirete che anche voi entrerete nelle schiere dei suoi fan.

martedì 18 luglio 2017

News: S.E.U. Scrittori Emergenti Uniti alla Fiera dell’Unicorno di Vinci



Vi annunciamo che il 21, 22 e 23 luglio l'Associazione S.E.U. (Scrittori Emergenti Uniti) parteciperà alla 13° edizione della Fiera dell’Unicorno di Vinci, in provincia di Firenze, una delle più importanti fiere del fantasy in Italia!
Tre giorni ricchi di eventi, gare cosplay, aree tematiche tutte da vedere e tanti stand di libri e fumetti da non perdere. Inoltre vi aspettano incantevoli manifestazioni come la Disfida di Arti Magiche, il Matrimonio Elfico, il Contest Miglior Creatura Fantastica, le Sireneidi e la Parata degli Elfi, spettacoli serali e ospiti internazionali come Tom Felton.
L’Associazione “Scrittori Emergenti Uniti” sarà presente tutti e tre i giorni della fiera, ospite dello stand “L'arte di Jury”, presso il quale verranno realizzati gli spettacoli dei Sireneidi.

Qui troverete libri pubblicati da autori emergenti provenienti da tutta Italia, molti dei quali a tema fantasy, ma non mancheranno anche altri generi come la fantascienza, i libri per bambini e ragazzi, le fiabe, il romanzo storico e il fumetto. Sarà possibile inoltre conoscere alcuni degli autori partecipanti, scoprire nuove letture e avere informazioni riguardanti i soci autori, soci lettori e soci professionisti che vi fanno parte.



Di seguito, gli autori che partecipano e i loro libri:
Franca Adelaide Amico, Simona Busto, Cinzia Del Bigallo, Alessio Del Debbio, Alessandro Del Gaudio, Raffaele Della Corte, Teresa Di Gaetano, Aurora Filippi, Angela Gagliano, Fedor Galiazzo, Micol Giusti, Jessica Maccario, Eleonora Monti, Max Penna, Chiara Perina, Elisa Rolfo, Graziella Salterini, Laura Santella, Enrico Santodirocco, Monica Schianchi, Stefania Siano, Mala Spina, Franca Turco, Gianluca Villano e Giorgio Zanzi, Andrea Zanotti.




Cos’è il S.E.U?

S.E.U. è una giovane associazione nata come gruppo su Facebook nel giugno 2014, composta da autori italiani emergenti che si sono uniti per collaborare, facendosi pubblicità a vicenda, dividendo risorse e informazioni, mettendo a disposizione le proprie esperienze e conoscenze e dividendo le spese per partecipare a fiere letterarie. L’Associazione è nata ufficialmente nel 2015. Il S.E.U. ha già partecipato ad altre importanti fiere come il Salone di Torino, il Pisa Book Festival, il Modena Buk, il CUSplay Pisa e il Torino Comics.
Per avere informazioni sull’Associazione e sugli autori che vi fanno parte è possibile consultare il sito:
Vi aspettiamo numerosi!!

domenica 16 luglio 2017

Il Ritornante, Vol. 1: Il Primo Ritorno di Lorenzo Manara [Rating 7,5]


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Titolo: 
 Il Ritornante: Il Primo Ritorno


Autore: Lorenzo Manara

Genere: Fantasy

Prezzo: Euro 2,99

Rating: 7,5

Sinossi: In una città fuori dal mondo, dove i fumi industriali annebbiano i vicoli e i particolati carboniosi oscurano il sole, sta per scoppiare il conflitto. I capoguerra hanno chiamato a raccolta i seguaci, i tamburi hanno suonato, le bande sono pronte alla battaglia.
Nero vive rinchiuso nel suo appartamento, lontano dalla strada, lontano dai ricordi. È un ragazzo normale, o quantomeno è convinto di esserlo, che trascorre le giornate nell'apatia, in attesa. Vorrebbe cambiare vita, ma si ritrova invischiato in un mistero che va al di là della guerra fra bande. Un marchio compare sul suo petto, il simbolo di un quadrato che rivela la sua vera natura: Nero è un ritornante, un essere condannato a scontare una terribile maledizione...

Recensione: Il libro di cui sto per parlarvi è il primo di una saga fantasy dallo stile particolare. Il libro ruota intorno a due figure principali : i "ritornanti", persone che hanno il potere di resuscitare ( anche se con particolari limitazioni) e dei cubi capaci di guarire ogni danno (ma ad un costo).
Nello specifico, questo libro vede la propria trama svolgersi in territorio italiano, ma in due differenti epoche: nel 1500 seguiamo le orme di Jacopo Salviati e Giovanni de'Medici, i primi due ritornanti che ci vengono presentati, la cui storia sembra fare da anticipazione ad eventi ed incontri futuri, come se loro facessero parte di un contesto più grande ed importante di quello del vero protagonista di questo libro; nel 1888, invece, possiamo seguire le vicende di Nero de'Medici, uno scrittore squattrinato che vive in città durante il boom della rivoluzione industriale.
Questa seconda ambientazione è l'effettiva storia principale di questo volume e vede Nero ritrovarsi impelagato all'interno di una guerriglia intestina alla città, dove bande di criminali (piuttosto pittoreschi) la fanno da padrone. Il fulcro di molti degli eventi è legato al possesso di un particolare cubo dai mistici poteri, controbilanciati da terribili maledizioni. Se da una parte il cubo può curare qualsiasi cosa, lo fa convertendo il male guarito in sostanza solida, in un mostro feroce e letale. Il potere del cubo cela un altro potere: consumando tutto il potere dell'oggetto si può trasformare una persona in un "ritornante". Un ritornante è una persona che riceve il "dono" dell'immortalità ma per mantenerla deve pagare la sua esistenza con la vita di altri essere umani (o morire definitivamente). 
L'idea è piuttosto interessante ed il funzionamento del "ritornante" è congeniato abbastanza bene. Questa maledizione ha dei benefici ma le limitazioni la rendono gestibile. I ritornanti possono fare cose fuori dal comune, possono essere un modo per permettere ai personaggi di fare cose altrimenti infattibili, ma non sono invincibili.
Passando allo stile, il libro ne ha due diversi, separati da un punto specifico della trama (la trasformazione di Nero in un ritornante). Prima dell'evento c'è azione, ma il pericolo è palpabile, le minacce sono più pericolose e lo stealth cerca di farla da padrone. Dopo l'evento, invece, la condizione di "ritornante", e la sua meccanica di ricarica tramite uccisioni, permette situazioni più frenetiche, scelte di approccio più avventate, che mostrano effettivamente cosa è in grado di fare un "ritornante" (limiti compresi).
Parlando delle descrizioni, le ho trovate piuttosto accurate. Il clima soffocante della città, l'idea di un ambiente grigio e malsano, tipico degli inizi dell'era industriale (e che in alcune parti ancora persiste) è reso perfettamente. Stessa cosa vale per i personaggi che godono, oltre di una buona descrizione, di una caratterizzazione memorabile (come fai a scordati di un tipo come Rembrant?).
Passando al capitolo "scorrevolezza" ci sono alcune note negative da mettere in risalto. Il libro scorre e prende ma ci sono troppi intermezzi che spezzano la narrazione. Il libro parte con Jacopo Salviati e Giovanni de'Medici, ti presentano i personaggi, gli eventi che li porteranno ad essere dei "ritornanti", pensi che siano loro i protagonisti e poi si passa a Nero. Non sai chi sia, quali siano i legami di Nero con gli eventi dei primi capitoli e ti fai mille storie sul perché sia stata fatta tutta quella premessa, perché ti sia stata raccontata la storia di Jacopo e Giovanni, una storia che, per tutto il libro, ho trovato più dannosa che utile. Immagino servirà per eventi che accadranno in altri libri, ma costringe la storia a partire due volte. Oltre a questo, la trama dei due "ritornanti" spiega alcune cose che poi verranno spiegate, di nuovo, nella storia di Nero, cancellando la suspance e la curiosità sul perché o sul come avvengono determinati eventi. L'idea che ci si fa non è quella di due storie narrate per convergere, ma di due trame separate, due libri diversi ma inseriti nello stesso libro per fare massa.
Altra nota negativa che ho notato è la presenza di alcune forzature di trama. Nero si trova spesso coinvolto in determinati eventi per sua scelte. Sembra sempre alla ricerca del modo migliore per farsi ammazzare. Sfida più e più volte il pericolo perché cerca informazioni utili al suo lavoro. Quale lavoro lo costringe a rischiare la vita? È un giornalista? È un detective? No, è un romanziere. Capisco la ricerca della verità, ma chi è che per scrivere un libro di narrativa è disposto a rischiare, più volte, di prendersi una pallottola in testa? Fortunatamente, a metà libro circa, le motivazioni diventano più credibili e questa pseudo scusa viene accantonata, ma risulta comunque fastidiosa.
Passiamo alla parte più "materiale" della recensione.
Il libro si presenta bene. La sinossi è molto chiarificatrice della trama (qualche informazione in più e si sarebbe potuto parlare di spoiler) e dell'ambientazione. La coperina è bellissima e mette in primo piano il volto del protagonista (quando diventa un ritornante). Davvero molto ispirata.
Riassumendo, il libro è molto valido anche se presenta delle scelte narrative (a mio dire) discutibili. Originale nell'ambientazione e nelle meccaniche del potere concesso al protagonista, presenta anche diversi personaggi interessanti. I tempi della narrazione sono quelli tipici di una storia di "origini". Nero deve essere presentato, il lettore deve comprendere chi è il protagonista e come ragiona, deve capire quale sarà il cambiamento che dovrà affrontare nel momento in cui riceverà la maledizione, senza dimenticare tutto quello che è il contesto in cui si dovrà muovere.
In definitiva il libro convince ed intrattiene durante le sue 350 (circa) pagine (la storia parallela nel passato non è molto voluminosa, quindi, anche senza di quella ci si aggirerebbe comunque sulle 300 pagine) ed i 3 euro di prezzo sono più che meritati. Lo consiglio a chi cerca un impegno letterario a lungo termine, chi cerca una saga da iniziare, data l'impronta molto marcata da libro di "origini". La storia è godibilissima anche a sé stante, ma il finale aperto ed i difetti di cui ho parlato vengono ampiamente smussati intendendola come facente parte di una trama di più ampio respiro.
Piccola parentesi sul genere. Ho definito questo libro come "fantasy" anche se non sono riuscito a trovare la catalogazione decisa dall'autore. In altre recensioni è stato definito in mille generi (da un accettabile "horror" ad un incomprensibile "fantascienza"). Ho deciso di incapsularlo nel fantasy dato che si concentra sulla maledizione del "ritornante" in quanto elemento magico/potere sovrannaturale intrinseco di quel mondo, (elemento narrativo tipico del fantasy, appunto).
Voto
7.5/10

martedì 11 luglio 2017

Disfida nr. 41: Benvenuti a Lexington: A Better Human Being di JPK Dike


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Titolo opera: Benvenuti a Lexington

Autore: JPK Dike

Formato: ebook, Cartaceo e Kindle Unlimited

Genere: avventura Post-Apocalisse

Prezzo: 1 Euro digitale, 7 cartaceo (quando l'autore aggiornerà la versione aggiungendo illustrazioni il prezzo aumenterà a 8 euro)



Sinossi: Le società umane si sono dissolte. Nel corso degli anni la natura ha reclamato il possesso di ogni landa disabitata e gli esseri umani vivono in società eterogenee, stipati entro i confini delle vecchie città, trasformate in città-stato e spesso in guerra tra loro. 

Il protagonista vive a Lexington, piccola città disabitata della Virginia, situata ai piedi degli Apalachi. Il posto è isolato e raramente visitato da anima viva. La sua posizione a ridosso di due grandi interstatali la pone in piena zona rossa. Sono infatti le interstatali del vecchio stato federale le strade usate dagli invasati. Esseri selvaggi e crudeli che hanno dimenticato la loro natura umana.
L'arrivo in città di una ragazzina sperduta lo costringerà ad abbandonare la sua vita isolata e sicura, portandolo a rischiare tutto per il bene di un'altra persona.



Note/commenti/finalità dell'Autore: Questa non è un storia epica. Non c'è male e non c'è bene. Se la perfezione è ciò che cercate "Benvenuti a Lexington" non fa per voi. Su certe cose sono stati scritti molti e migliori libri. Comprarlo vorrebbe dire buttare via i vostri soldi. I miei personaggi vivono la loro vita senza grandi aspettative. Cercano di restare in vita giorno dopo giorno, andando a dormire con lo stomaco pieno quando va bene, e accontentandosi di sopravvivere il restante delle volte. La realtà è una costante dell'esistenza. Cambiarla non è una possibilità. 

Tutto ciò che resta da fare è adattarsi, cercare sprazzi di quotidianità. Trarre tranquillità da ciò che è familiare, e felicità da una vita ordinaria. Dimenticandosi solo per un attimo di coloro che vorrebbero mangiarti perché divertente.



BIG da sfidare: non ho nessun libro di riferimento. Forse solo The Hunger Games per lo stile narrativo in prima persona. 











La storia invece è nata basandosi su due prodotti non letterari: 





Fallout 3 










The Last Of Us

venerdì 7 luglio 2017

Nowaland di Matteo Marchisio [Rating 6]


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Titolo: 
Nowaland


Autore:  Matteo Marchisio

Editore: Delos Digital

Genere: Azione

Prezzo: Euro 2,99

Rating: 6

Sinossi: ROMANZO BREVE (75 pagine) - THRILLER - Una nuova missione nella savana rodesiana, sul finire del '79. Questa volta nel Nowaland, un minuscolo rettangolo di continente nero attraversato da cannibali e mercenari di ogni tipo. Rieke Hatefield deve tornare in azione. Mentre lui e Katie si fanno largo tra nuovi armamenti in mano ai ribelli, la situazione politica in Rodesia arriva nella sua parte più buia, fatta di massacri strada per strada fra coloni e indigeni. La disfatta è inevitabile. L'unico obbiettivo è contenere le perdite...

Sono trascorsi solo una manciata di mesi da quando Rieke Hatefield ha scelto di aiutare il proprio paese come uomo dello Special Branch, i servizi segreti rodesiani, dopo l'avventura narrata nel romanzo "Sezione NKZ-68" (Delos Digital). I gruppi armati rivoluzionari stanno iniziando a raffinare gli attacchi al confine rodesiano, sfoggiando tecnologie oltre l'avanguardia per arrivare direttamente alle sedi del governo nel cuore della nazione. Il dissolvimento della Rodesia è iniziato, e nessuno può porvi limite. A Rieke e Katie tocca tentare di tappare le falle. Per farlo dovranno risalire le tracce degli assalitori nell'angolo più pericoloso, un lembo di terra chiamato Nowaland compreso tra Rodesia, Zambia e Mozambico. Arriveranno al loro limite estremo, scoprendo quanto ampio sia l'appoggio ai nemici della loro nazione e difficile tornare a casa, se non per denunciare quanto scoperto, almeno per salvarsi la pelle. 

Recensione: Nuova recensione per un lavoro dell’autore Matteo Marchisio, che oramai abbiamo imparato a conoscere molto bene, essendo ospite fisso del nostro blog. Il romanzo breve di cui ci occupiamo oggi è “Nowaland”, che costituisce in concreto un nuovo episodio per la coppia di protagonisti che abbiamo conosciuto nel precedente Sezione NKZ-68 (qui la recensione).
Devo ammettere che Nowaland mi ha dato l’impressione di essere stato portato a termine con un po’ troppa fretta, e non solo per la presenza di alcune sviste e refusi, ma anche per alcuni passi meno felici del solito nella prosa del Marchisio. Magari è solo un’impressione, intendiamoci, e il testo scorre via rapido e piacevole come al solito, eppure il sentore che il dedicarci una dose di tempo in più l’avrebbe potuto far maturare meglio, mi rimane.
L’ambientazione è quella già conosciuta in NKZ-68, solo temporalmente in una fase più avanzata, con il paese in preda ai cambiamenti che l’hanno trasformato da Rodesia a Zimbawe. Anche in questo caso parliamo di avventura, spionaggio e azione, solo che lo scenario e la vicenda risulta, a mio personalissimo gusto, meno riuscita del solito.
Considerando comunque gli standard elevali cui il Marchisio ci ha abituati, il racconto risulta ad ogni modo gradevole e meritevole di una sufficienza piena, ma diciamo che il mistero e le particolarità che avevano caratterizzato il predecessore, non sono state pareggiare da questo Nowaland.
I dialoghi permangono sempre ad ottimi livelli, naturali e frizzanti il giusto, senza mai dare l’impressione di forzature o quant’altro, e questo contribuisce a ravvivare una vicenda che appunto risulta meno “elettrizzante” di quanto siamo stati abituati.
Ho appreso dall’autore l’esistenza di un terzo episodio nel quale saranno nuovamente presenti i protagonisti, vedremo se riusciranno a tornare ai fasti dell’esordio. Sono certo di sì! 
I racconti brevi, come il presente, sono spesso rischiosi in quanto la vicenda è unica, o prende o no, non ci sono vie di mezzo, né seconde occasioni. Ad ogni modo, al prezzo di 2,99 euro di Nowaland, imposta dall’editore Delos Digital, preferisco consigliare di acquistate i romanzi della serie A.r.c.a. autoprodotti dallo stesso autore in modo indipendente. 
A voi la scelta!

giovedì 22 giugno 2017

Linearkey: Gente di Upcity di Bianca Brenna [Rating 7]


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Titolo: Linearkey, Gente di Upcity


Autore:  Bianca Brenna

Genere: Fantascienza, Cyberpunk

Prezzo: Euro 2,99

Rating: 7

Sinossi: Aprile 2131.
In un pianeta completamente desertificato da secoli di esasperato sfruttamento delle risorse e, infine, devastato dalle Guerre dell’Indigenza, Upcity, l’unica metropoli sopravvissuta, salvando l’umanità, le ha concesso un nuovo inizio.
Una Cupola di protezione, invalicabile, difende quest’ultimo baluardo di civiltà e, grazie al livello tecnologico straordinario raggiunto dalla città, per i superstiti del Nuovo Mondo si prospetta un sempre più radioso futuro.
Nel caldo umido di uno degli appartamenti cubici di Downcity, la città sotterranea dove si ammassa il numero più elevato di abitanti, le persistenti domande senza risposta del visionario A.R., operaio manutentore della WhiteIron, il desiderio di rivincita di Lin, ingegnere informatico del Palazzo HT e il profondo senso di giustizia di Key, musicista alternativo senza un’occupazione riconosciuta, plasmeranno giorno dopo giorno il progetto che potrebbe rappresentare l’unico fuori programma della routine accuratamente schedulata di Upcity.
Intanto la Celebrazione del centenario della fondazione si avvicina…

Recensione: Oggi vi presneto il romanzo dell’autrice Bianca Brenna dal titolo Linearkey: Gente di Upcity.
Iniziamo a dire cosa non troverete in questo testo, onde evitare fuorvianti interpretazioni del genere trattato, indicatomi dall'autrice come romanzo cyberpunk. Linearkey non è un romanzo d’azione nel quale orde di uomini con impianti meccanici e creste fluorescenti vanno in giro a devastare città semidistrutte dall’iperindustrializzazione e soffocate da nubi tossiche, o semplici afrori da venefici inquinanti industriali. Upcity al contrario è una perfetta e super organizzata metropoli, all’interno della quale le persone conducono un esistenza “normale” (secondo i moderni parametri), ognuno con il proprio posto nella società, con il proprio ruolo/lavoro, e dove è assente praticamente ogni forma di criminalità, in quanto tutto è sotto controllo dal sistema computerizzato impostato (e imposto) dal Governo centrale. D’altronde il pericolo dei predoni che vivono all’esterno di Upcity è una minaccia molto pubblicizzata, anche se mai realmente provata...
Ci troviamo quindi innanzi ad un romanzo che non fa dell’azione vera e propria la leva capace di catturare il lettore, ma di un lavoro che mira a far riflettere, presentandoci una realtà accuratamente ricostruita dall’autrice, a immagine e somiglianza peraltro della nostra attuale.
Diciamo subito che la prosa della Brenna è piacevole, sempre e comunque. I dialoghi sono fluidi, ben plasmati e adattati alla perfezione ai diversi personaggi coinvolti nelle vicende, quindi non mi soffermerò più a lungo su questo aspetto, “promuovendola” nel mio piccolo a pieni voti. Anche la scenografia orchestrata risulta credibile e ben fatta, Upcity e la sua “torre di controllo”, il Palazzo HT, sono ben resi, senza eccessi di tediose descrizioni, ma comunque ben delineati e capaci di risultare chiari alla mente del lettore.
Ammetto che per i miei personalissimi gusti, l’inizio è un po’ lento, ma si scoprirà che le diverse trame sono state accuratamente pianificate e credo di poter dire anche in modo piuttosto originale.
Per quanto riguarda i messaggi veicolati attraverso il romanzo non posso che schierarmi pienamente al fianco dell’autrice, condividendoli appieno. Non si fatica a trovare le similitudini che legano Upcity alla moderna società occidentale, la complessità artificiosamente costruita per il semplice fatto di dover creare posti lavoro e aumentare il pil sono solo un esempio, così come la creazione della minaccia per giustificare manovre restrittive alla libertà delle persone. Insomma, nulla di nuovo. Il valore aggiunto di questo romanzo risiede tutto nella sensibilità ed eleganza offertaci dalla Brenna nell’esporre la vicenda, accompagnate alla sua preparazione, che immagino sia anche parecchio profonda e tecnica in campo informatico. I sentimenti dei personaggi, le loro aspirazioni e ambizioni, riempiono di contenuti questa storia, finendo con il coinvolgere anche un rude barbaro come il sottoscritto, regalandoci del pregevole intrattenimento. Anche la varietà dei soggetti che compongono il gruppo d’azione è ben riuscita e non mancheranno le sorprese, ben orchestrate e realmente tali, mai scontate.
Qualche info sull’assemblaggio del “prodotto” ebook per finire: impaginazione ok, refusi pressoché inesistenti, cover piacevole, prezzo adeguato. Complimenti all’autrice quindi e un consiglio di lettura per tutti voi seguaci del blog. Voto 7, altra autrice indie da tenere sott’occhio!

sabato 17 giugno 2017

Teutoburgo di Valerio Massimo Manfredi




Sinossi:
È un giorno di sole quando Armin chiama suo fratello Wulf, per mostrargli un prodigio: la costruzione della "strada che non si ferma mai". Una meraviglia che li lascia senza fiato, il miracolo tecnico dei nemici romani, capaci di creare dal nulla una strada che attraversa foreste, fiumi, paludi e non devia nemmeno davanti alle montagne.
Improvvisamente i due sentono dei rumori: è una pattuglia romana. Armin e Wulf sono catturati dai soldati. Nel loro destino però non c'è la morte, né la schiavitù.
Perché Armin e Wulf sono figli di re. Sigmer, il loro padre, è un guerriero terribile e fiero, principe germanico rispettato e amato dalla sua tribù. La sua sola debolezza era l'amicizia segreta con Druso, il grande nemico, il generale romano precocemente scomparso, che Sigmer, di nascosto, ha imparato a conoscere e ad ammirare. Ma di questa ammirazione nulla sanno i due giovani. Devono abbandonare la terra natale e il padre, per essere condotti a Roma. Sono principi, per quanto barbari. Saranno educati secondo i costumi dell'Impero, fino a diventare comandanti degli ausiliari germanici delle legioni di Augusto.
Sotto gli occhi dell'inflessibile centurione Tauro, mezzosangue germano convertito all'amore e alla fedeltà verso Roma, impareranno una nuova lingua, adotteranno nuove abitudini, un modo diverso di pensare.
E come possono Armin e Wolf, cresciuti nei boschi, non farsi incantare dai prodigi di Roma? Non solo la strada, ma anche gli acquedotti, i templi, i palazzi meravigliosi. I due ragazzi diverranno Arminius e Flavus, il biondo, cittadini romani, due giovani guerrieri, stimati da tutta Roma, capaci di conquistarsi la fiducia dello stesso princeps Augusto.
Ma il richiamo del sangue è davvero spento in loro? La fedeltà agli avi può portare alla decisione di tradire la terra che li ha adottati a favore di quella che li ha generati?
Valerio Massimo Manfredi torna al romanzo e racconta, unendo alla perfezione esattezza storica e respiro epico, la storia straordinaria e mai narrata prima di due fratelli, due guerrieri, le cui scelte hanno portato a Teutoburgo, lo scontro decisivo tra Romani e Germani, la battaglia che ha cambiato il destino dell'Impero Romano e del mondo.


Recensione:
Teutoburgo è uno dei molti romanzi storici del prolifico e poliedrico autore e studioso Valerio Massimo Manfredi. Inutile dire che, trattandosi del mio periodo storico prediletto, non ho potuto resistere alla tentazione di far mio questo testo. Dico subito che ho apprezzato parecchio la versione orchestrata da Manfredi, che per non far apparire il tutto troppo simile a una lezione di storia, si permette alcune “licenze”, aggiungendo quel minimo di mistero capace di arricchire una vicenda già di per se alquanto intrigante.
Una fra le maggiori sconfitte dell’Urbe viene riproposta in questa versione focalizzando l’attenzione sui due figli del capo dei Cherusci, Arminuius e Flavius, questi i nomi romanizzati a seguito della cattura degli stessi da parte delle legioni spintesi in territorio germanico. Seguiremo così la vita dei due pueri, istruiti ed educati con tutti gli onori, ed i rigori, riservati all’aristocrazia romana. Il bello starà proprio nel vedere la diversa reazione scaturita negli animi dei fieri “barbari” alle attenzioni riservate loro da Roma e le conseguenze che queste avranno per i rispettivi popoli.
Non c’è molto da dire sulla prosa dell’autore, che personalmente trovo molto piacevole, e grazie alla quale spesso mi trovo a pensare che, per quanto possano essere bravi i traduttori contemporanei, leggere in lingua originale fornisca sempre un valore aggiunto.
La vicenda comunque scorre bene con intrecci studiati, capaci di presentarci alcuni fra i più influenti personaggi storici dell’epoca con tutto il loro fascino. 
Dallo scritto traspare inoltre tutto l’amore del Manfredi per Roma e la sua epopea, senza per questo celare le critiche per coloro che hanno contribuito alla sua caduta, offrendoci stralci capaci di commuovere come ad esempio le descrizioni delle gesta del condottiero Druso espresse da un veterano.
Manfredi, pur rimanendo credibile nel farlo, ci fa capire cosa volesse dire all’epoca essere cittadino romano, cosa questo comportasse a livello di orgoglio, alterigia e arroganza anche, forse, ma comunque l’amore per un paese che stava realmente cambiando la storia delle terre conosciute e che senza questo forte senso di appartenenza non avrebbe certo potuto raggiungere i successi ottenuti nel corso dei secoli. Per questo mi piace riportare quanto detto dall’autore nei saluti finali: con la sconfitta di Teutoburgo Roma ha perso la Germania, ma la Germania ha perso per sempre Roma, con tutto quello che ciò comporta.
Un lettura consigliata insomma!