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mercoledì 21 febbraio 2018

Disfida nr. 55: L'orologio a pendolo di Luca Franceschini


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  • Titolo opera: L'orologio a pendolo
  • Formato: ebook
  • Genere: horror
  • Prezzo: € 2,49
  • Sinossi:
Le lancette correvano, gli organi dell'orologio reclamavano il loro spazio. Alfredo, agente bancario oggi, e Girolamo, orologiaio a metà del 1800. Due vite parallele, lontane nel tempo, vicine nel destino. Messe in contatto dai rintocchi di un misterioso orologio, costruito secondo le indicazioni di un blasfemo testo di magia nera.

  • Note/commenti/finalità dell'Autore:
Il male si ripete, sempre. Quando dopo poco, quando dopo molti anni, riesce a collegare mondi ed epoche solo in apparenza lontane tra loro. Lo scorrere del tempo è solo una misura dell'uomo, una convenzione di cui prendersi gioco. La dimensione della morte non ha bisogno di paletti o razionalizzazioni, ma solo di una fedele e rassegnata comprensione del ciclico ritorno del male. Un eterno ritorno.

  • BIG da sfidare: 

  Gustav Meyrink



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domenica 18 febbraio 2018

Recensione: Metro 2033 di Dmitry Glukhovsky


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Sinossi:

L’anno è il 2033. Il mondo è ridotto ad un cumulo di macerie. L’umanità è vicina all’estinzione. Le città mezze distrutte sono diventate inagibili a causa delle radiazioni. Al di fuori dei loro confini, si dice, solo deserti e foreste bruciate. I sopravvissuti ancora narrano la passata grandezza dell’umanità. Ma gli ultimi barlumi della civiltà fanno già parte di una memoria lontana, a cavallo tra realtà e mito. Più di vent’anni sono passati dall’ultimo decollo di un aeroplano. I binari ferroviari, abbandonati, portano verso il nulla. L’etere è spento e laddove prima suonavano le frequenze delle maggiori radio mondiali, da Tokyo a New York fino a Buenos Aires, ora regna solo il silenzio.

L’uomo è stato sostituito da altre forme di vita, mutate dalle radiazioni e più idonee a vivere nella nuova arida terra. Il tempo dell’uomo è finito.

Poche migliaia di esseri umani sopravvivono ignorando il destino degli altri. Vivono nella Metropolitana di Mosca, la più grande del mondo. E’ l’ultimo rifugio dell’umanità. Le stazioni sono diventate dei piccoli stati, la gente riunita sotto idee, religioni, filtri dell’acqua o semplicemente per difendersi. E’ un mondo senza domani, senza spazio per sogni, piani e speranze. I sentimenti hanno lasciato spazio all’istinto di sopravvivenza, ad ogni costo. VDNKh è la stazione più a nord, una volta la più bella e più grande. Oggi la più sicura. Ma oggi una nuova minaccia si affaccia all’orizzonte. Artyom, un giovane abitante di VDNKh, è il prescelto per addentrarsi nel cuore della Metro, fino alla leggendaria Polis, per avvisare tutti dell’imminente pericolo e ottenere aiuto. E’ lui ad avere le chiavi del futuro nelle sue mani, dell’intera Metro e probabilmente dell’intera umanità.

Metro 2033 prima di essere videogioco, è un fenomeno librario unico nel suo genere.

La metropolitana di Mosca è una delle metropolitane più grandi e suggestive del mondo. Ha ispirato molte menti nell’ultimo secolo e non ultimo, proprio il giovane Glukhovski. Classe 1979, si dice che abbia immaginato il romanzo già a 12 anni, dovendo attraversare ogni giorno per l’intera larghezza la metro di Mosca.

A ogni stazione una storia, un personaggio, un’idea. Maturato un po’, ma non troppo, nel 2002, alla giovane di età di 23 anni, Dmitry Glukhovski scrive Metro 2033 a puntate sul suo sito internet, prima di darlo ad un editore tradizionale che ha venduto mezzo milione di copie in pochissimo tempo.


Recensione:

Sono rimasto affascinato dall’idea avuta dall’autore, che ho colto appieno non appena mi sono trovato fra le mani il volume con il retro copertina riportante la piantina della Metro di Mosca con le diverse stazioni e relative icone di appartenenza alle diverse fazioni. Devo dire molto ben fatto, complimenti quindi anche a Multyplayer Edizioni per la realizzazione del prodotto-libro. Ma non solo l’oggetto libro è ben realizzato, anche il romanzo ha il suo fascino e l’ambientazione oltre ad essere originale ha un carisma tutto suo, che si esplicita in ambienti lugubri, circoscritti, blandamente illuminati e soprattutto claustrofobici. Tunnel e tunnel di metropolitane abbandonate nei quali può accadere di tutto. L’uomo ci ha messo del suo, presidiando solo alcune stazioni della Metro e lasciando il resto allo sfascio. In alcuni casi sono stati eventi “difficilmente spiegabili” a costringere i sopravvissuti a far crollare intere sezioni per difendersi dal terrore che viene dal buio. Insomma l’autore è abile a calarci in questa realtà post apocalittica del tutto originale ed alla quale riesce a donare spessore offrendoci innumerevoli quadri a seconda della stazione nel quale il protagonista si verrà a trovare. E visto che la vicenda comprende una sorta di odissea potete ben immaginare quante località differenti avremo modo di scoprire. Ovviamente alcune sono più credibili delle altre, se proprio ci si vuole soffermare sulla plausibilità e probabilità relativa agli sviluppi socio/economici che potrebbe avere una popolazione venutasi a trovare in uno scenario del genere. 
Solo per farvi un esempio, vi troverete innanzi a gruppi di stazioni della metropolitana organizzate come antiche poleis greche, oppure alcune nelle quali viene orgogliosamente riproposto il comunismo, ma anche zone più eccentriche come quella in mano ai satanisti, che schiavizzano i nuovi arrivati al fine di scavare un buco fino al centro della terra, dove ritengono troveranno gli inferi e il loro tanto amato Padrone! Non mancheranno neppure stravaganti pagani dediti al culto del Grande Verme… 
Possiamo quindi dire che l’autore sfoggi fantasia e descrizioni sempre calzanti. Il pregio maggiore rimane la sua abilità a creare il clima ansiogeno tipico delle passeggiate al buio tra una stazione e l’altra. Complimenti!
Anche i dialoghi fra i veterani della vita sotterranea sono ben fatti e caratterizzano in modo efficace questi rudi post-umani contribuendo al successo del prodotto finito.
Purtroppo l’autore ha il vizio di dilungarsi in descrizioni e narrazioni da parte del narratore onnisciente un po’ troppo marcate, contravvenendo al dogma del “show don't tell”. Da questo punto di vista io non sono un fondamentalista, intendiamoci, spesso amo essere trasportato in descrizioni capaci di far rivivere ciò che l’autore vede con i propri occhi, ma Glukovsky ogni tanto eccede, oggettivamente.
Le scene d’azione, al contrario di quanto ci si potrebbe attendere, sono assai limitate. La cosa non mi ha disturbato, anzi, visto appunto l’abilità dello scrittore nel ricreare suspense e batticuore senza ricorrere a inutili bagni di sangue (che sono pur sempre presenti, anche se in piccola parte). C’è anche spazio per considerazioni più “filosofiche” sulle motivazioni che hanno spinto l’umanità sull’orlo, ed oltre, il baratro. Devo dire che le ho trovate puntuali e ben calate nel contesto.  
Il volume è bello lungo, quasi 700 pagine, ed a mio avviso avrebbe potuto essere compattato per eliminare alcuni punto nei quali si ha la sensazione che l’autore voglia allungare la “brodaglia”, senza presentare elementi realmente importanti per l’evoluzione della vicenda, ad ogni modo un bel romanzo, originale e dall’ambientazione veramente eccellente. Da provare!
Ultimo appunto sull’edizione della Multiplayer che purtroppo, devo segnalarlo, presenta diversi refusi, che aumentano in modo vistoso con l’incedere della vicenda, divenendo sul finale realmente fastidiosi. Non ci troviamo innanzi ad un'autopubblicazione per cui sono problemi che non dovremmo essere costretti a segnalare. 


giovedì 15 febbraio 2018

News: “Non c’era una volta”, antologia di fiabe in chiave moderna


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L’8 febbraio è uscita un’antologia di racconti curata dall’Associazione Seu (Scrittori emergenti uniti), alla quale hanno partecipato 7 autori. L’antologia è stata curata dallo staff, i racconti valutati da un gruppo di lettori e blogger e l’editing seguito da Franca Turco.
Ecco la scheda che vi presenta in breve l’antologia, il cui tema sono le fiabe rivalutate in chiave moderna.


Titolo: “Non c’era una volta”
Autori: Raffaele Della Corte, Irene Ducaena, Fedor Galiazzo, Jessica Maccario, Eleonora Monti, Max Penna, Andrea Zanotti
Pagine: 150
Disponibile in ebook su Amazon e in Kindle Unlimited.


Le fiabe sono state scelte e interpretate dagli autori nel genere che più si preferiva. Ecco quali trovate all’interno del libro:



"Cappuccetto Rosso, l'Ingannatore e la Dea Buona" di Andrea Zanotti
Fondatore del sito www.scrittorindipendenti.com e prolifico scrittore, ha pubblicato diversi racconti e romanzi, tra i quali: la trilogia fantasy Mondo Uno composta dai volumi "Forze Ancestrali" (Download free), "La Regina Nulla" e "I Pretoriani Bianchi"; "Mondi in divenire", raccolta di racconti che spaziano dal weird fantasy al western alternativo; la trilogia fantasy Mondo Due composta dai volumi "Il Nuovo Quarto" (Download free), "Qilana la Pura" e "Lo Sterminatore di Mondi"; "La Battaglia di Aquirama" (Download free), romanzo autoconclusivo, prequel al "Mondo Due"; "Il Mesmerista", romanzo urban fantasy.

"Alice nel paese delle non meraviglie" di Raffaele Della Corte
Letteralmente cresciuto sognando le avventure del film “La storia infinita”, si appassiona fin da subito al mondo Fantasy. Nel gennaio 2015 pubblica il suo primo romanzo fantasy “La fonte di Vahalon”, a cui segue “Il sigillo di Atlas”, di prossima uscita.

"La Sirenetta al College" di Jessica Maccario
Ha esordito nel 2013 con il romanzo “Insieme verso la libertà”, scelto da Bibliotheka edizioni durante un concorso. A questi sono seguiti in self il secondo capitolo della serie, “La spada deglielfi”, la duologia romance composta dai libri “In volo con te” e “Questo viaggio è per sempre”, il romantic suspense “Io ti libererò” e il racconto natalizio “Un amore coi fiocchi”. Di prossima uscita il romanzo che conclude la trilogia fantasy, “L’amore non si arrende”.

"Campanula Oscura" di Eleonora Monti
Ha pubblicato diversi libri: il saggio “La natura oltre natura” con suggerimenti e tecniche pratiche per riavvicinarsi ad essa e una raccolta di piante con tanto di leggende, curiosità e tradizioni che seguono ai principali rimedi officinali; i romanzi fantasy della serie La casa dell’acqua: Impasse, Empreinte e Touché; l’antologia di poesie “Segreti oltre lo specchio” insieme all’autore Daniel Di Benedetto.

"Il gatto con gli stivali (e le pistole)" di Irene Ducaena (Alessia Francone)
Nel 2016 pubblica in modo indipendente su Lulu “Lamaga di Reinkar, il suo primo libro, che raccoglie i tre racconti La maga della luna, Lo Specchio del Silenzio e Il rivale, primi episodi della saga ambientata nel mondo di Reinkar. A questo segue il romanzo “I nemici di Reinkar”, che comprende i tre racconti autoconclusivi Il Lupo NeroLa Perla di Fuoco e La belva.

"Piccola, la fiammiferaia" di Fedor Galiazzo
Il cavaliere di bronzo, un fantasy medievale, è il suo primo romanzo, uscito nel 2017 in una nuova versione con la casa editrice Le Mezzelane. Pubblica in seguito un breve racconto intitolato “Ultima chiamata Terra”.

"Pineye" di Max Penna
Le sue continue ricerche e gli studi inerenti la fisica quantistica, la filosofia, la medicina alternativa, la spiritualità, l’economia e la psicologia, gettano le basi per la formulazione di un particolare pensiero: la scienza non è lontana dallo spirito ma, anzi, entrambe sembrano essere indissolubilmente legate. Questo si ritrova anche nei suoi romanzi di fantascienza “La Cospirazione degli Involuti” e “Dimensioni Coesistenti”.




S.E.U. è una giovane associazione nata come gruppo su Facebook nel giugno 2014, composta da autori italiani emergenti che si sono uniti per collaborare, facendosi pubblicità a vicenda, dividendo risorse e informazioni, mettendo a disposizione le proprie esperienze e conoscenze e dividendo le spese per partecipare a fiere letterarie. L’Associazione è nata ufficialmente nel 2015. Il S.E.U. ha già partecipato ad altre importanti fiere come il Salone di Torino, il Pisa Book Festival, il Modena Buk, il CUSplay Pisa e il Torino Comics.
Per avere informazioni sull’Associazione e sugli autori che vi fanno parte è possibile consultare il sito:

domenica 11 febbraio 2018

Recensione: Drax: La Rinascita degli Haurrak di Elvira Mastrangelo


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Titolo: Drax: La Rinascita degli Haurrak



Genere: Fantasy

Prezzo: Ebook 0,99 

Rating: 6

Sinossi: Gli Haurrak sono tornati, rinati da ciò che restava delle loro ceneri. Una razza potente e primitiva, selvaggia e indomabile, gli unici in grado di vivere in simbiosi con i maestosi draghi, perseguitati e sterminati nel corso della Grande Guerra.
Ora, sovrastano il cielo della città umana di Als, nel suo giorno più buio in cui è assediata ferocemente dall’immenso esercito dello Stregone, riuscendo a salvare gli abitanti da morte certa.
Desiderosi di ricostruire la loro stirpe gli Haurrak, fanno ritorno a Drax l’antica roccaforte dei draghi, ma l’inimicizia degli uomini schiavizzati in passato dalle razze magiche e l’ostilità dello Stregone li seguirà fin dentro le mura della loro città.
Tra vecchi amori, nuove consapevolezze, giochi di potere, lotte personali e desiderio di rivalsa, lo scontro è all’orizzonte e le diverse popolazioni iniziano a schierarsi influenzando drasticamente l’equilibrio del mondo. Nulla di ciò che è esistito esisterà ancora.

Recensione: Oggi ci occupiamo del romanzo fantasy Drax: La Rinascita degli Haurrak di Elvira Mastrangelo edito da Inspired Digital Publishing Sas
Questa volta inizio con il voto finale, una sufficienza risicata, frutto di una media ponderata fra la bontà della trama e l’insufficienza per la cura del prodotto. 
Non ho idea di chi si sia occupato della revisione del testo e dell’editing, ma chiunque sia stato, ha fatto un pessimo lavoro. Sempre che qualcuno l’abbia fatto, ben inteso. E’ un peccato a mio avviso, perché la storia, che come sapete è la parte a fare la differenza, è piacevole, ben articolata e complessa, con diverse fazioni e regni con le rispettive caratteristiche. In questo la Mastrangelo si mostra capace e ben preparata, imbastendo un canovaccio solido e piacevole da scoprire evitando soprattutto stucchevoli divisioni fra buoni e cattivi. L’ho apprezzato veramente molto e per questo pubblico questa recensione, nonostante le critiche che mi appresto a fare. 
Ah, prima di iniziare a togliermi i sassolini dalla scarpa, vi segnalo che questo è il primo volume di una serie, quindi non attendetevi un finale risolutivo. E’ sempre bene saperlo in anticipo.
Ok, siamo arrivati al dunque. La prosa a mio avviso è ancora acerbe a avrebbe necessitato di un editing serio prima che il romanzo giungesse in commercio. Lo dico perché credo che la saga creata dalla Mastangelo valga veramente la pena di essere letta, avendo parecchi spunti di originalità, altrimenti non mi ci sarei neppure soffermato. Invece ci tengo a sottolineare quelli che sono a mio parere aspetti oggettivamente “stonati” e che avrebbero garantito al romanzo, se solo rintuzzati e corretti, di avere il successo che si meriterebbe. 
Ho l’impressione che l’autrice stessa sia molto migliorata nel corso della stesura del romanzo. La prima parte del libro infatti presenta la maggior serie di problemi, con alcuni dialoghi che appaiono forzati e innaturali, oltre l’immancabile punto esclamativo a fine affermazione. No, non bene. 
Ad ogni modo il problema vero è, a mio avviso, la qualità non omogenea nel corso della narrazione, con alcuni tratti molto ben scritti, altri che presentano ripetizioni di parole e parole proprio fuori posto. Spesso il verbo viene anteposto al sostantivo creando un effetto barocco che alla lunga può appesantire la narrazione. 
Un aspetto che personalmente non ho gradito, ma opinione personalissima in questo caso, è il concentrarsi ossessivo sull’abbigliamento dei personaggi. Descrizioni anche minuziose e ben fatte, ma che se ripetute così spesso, finiscono con lo spezzettare il ritmo della narrazione. 
Non vorrei apparire troppo duro con l’autrice, anzi vorrei sottolineare quanto gran parte delle problematiche segnalate, avrebbero dovuto essere limate da chi ha curato la revisione del testo. Ripeto, mi sono dilungato nell’evidenziare quelli che sono a mio avviso i limiti del romanzo, solo perché controbilanciati da una storia veramente eccellente, come ammetto di averne incontrate ben poche ultimamente da parte di autori nostrani. Anche i personaggi sono ben tratteggiati, alcuni dei quali originali, altri carichi di mistero. Mi sono piaciuti anche i Fis, anche se sin troppo simili ai Tuareg. Quindi che dire per concludere se non in bocca al lupo alla Mastrangelo per il seguito, sperando che riesca ad affidarsi a un editor più professionale. 
Voto 6.

lunedì 5 febbraio 2018

Segnalazione: Blog Mia Fantascienza


Oggi vi segnalo un blog ricco di materiale gratuito e dal quale traspare a colpo d'occhio la passione degli amministratori per i temi trattati:




Racconti e libri di fantascienza in PDF, gratis, liberamente scaricabili ma protetti da Copyleft, contenuti di blogging sulla storia della Fantascienza e riviste di Pulp Mags, links di fantascienza per risorse in Free Download, serie televisive e film di fantascienza in streaming gratis, svariate risorse gratuite per autori italiani di science fiction.

venerdì 2 febbraio 2018

Recensione: Heroic Fantasy Italia Tales 2017



Titolo: Heroic Fantasy Italia Tales 2017

Autore: AA.VV.

Genere: Fantasy

Prezzo: Gratis

Rating: 8

Recensione:  Oggi recensisco un’antologia offertaci gratuitamente dal (bel) sito Heroic Fantasy Italia.
Dieci racconti, alcuni brevissimi, nessuno dei quali delude. La prima cosa che posso confermare è che in circolazione ci sono un sacco di buone penne. Lascia veramente perplessi la mediocrità di quelli che sono alcuni fantasy che ci propinano le grandi case editrici, soprattutto inconcepibili risultano le scelte adottate nel far emergere alcuni autori italiani rispetto a molte belle opere autoprodotte che mi sono trovato per le mani in questi anni. 


Ad ogni modo non è questo il contesto per questa tipologia di filippiche. Dedichiamoci quindi all’antologia targata HFI. 

L’antologia inizia con il racconto “IL RITORNO DELL’ALCHIMISTA” di Fabio Andruccioli, che ne costituisce l’ideale incipit. Ben scritto e capace di creare un’atmosfera cupa e affascinante e che mi auguro possa costituire il seme dal quale far scaturire una storia più lunga e articolata. Bello.

Segue “L’IDOLO DAGLI OCCHI DI TOPAZIO” di Laura Silvestri, a sua volta ben fatto e capace, seppur nella sua brevità, di creare suspens e curiosità per le sorti del “tombarolo” protagonista della vicenda.

Il terzo racconto, “LA CARTA PIU’ ALTA” di Jack Sensolini, è uno fra quelli che ho preferito. Bello l’intreccio e la caratterizzazione dei personaggi. L’ironia e l’originalità della storia mi hanno portato alla mente gli scritti del grande Joe Abercrombie. Con questo credo di aver detto tutto. 


Invece con “LA CITTA’ DELLA FAME PURPUREA” di Luca Mazza, ho avuto qualche problema. Non posso negare l’originalità e la ricercatezza della prosa, ma confesso che non mi sia garbato più di tanto, finendo con l’apparirmi come un mero esercizio di stile.

Bello e coinvolgente invece IL DESTINO DELLA SPOSA” di Lorenzo Davia, capace di ricreare un’ambientazione particolare, ricca e ben riuscita. Prosa forse un po’ acerba, ma racconto nel complesso molto gradevole.

IL SEGNO DEL SERPENTE” di Riccardo Brunelli costituisce un’interessante incursione nel weird western, genere che io adoro. Qualche refuso da rivedere, per il resto racconto godibile e coinvolgente.

GRIDA NELLA NOTTE” di Fabio Andruccioli, è un racconto assai breve, che ammetto non mi abbia colpito più di tanto. D'altra parte si parla veramente di un mini racconto di un paio di pagine.

Giungiamo così ad un altro racconto che mi ha conquistato: “LE CRONACHE DELLA LANCIA NERA (Parte I) – Anime ghermite” di Giuseppe Recchia. L’autore ci catapulta nel mezzo della mitologia ellenica e nello specifico nelle tetre lande dell’Ade, al cospetto del Traghettatore di Anime Caronte, figura che mi affascina da sempre. Racconto ben scritto e ben congegnato, basato sul desiderio di vendetta capace di trascendere persino la morte.


Come poteva mancare in un’antologia dedicata al fantastico un richiamo a Re Artù e al suo intramontabile mito? “RITORNO AD AVALON” di Monica Serra ci offre una piacevole rivisitazione delle sorti di Morgana e Merlino. Niente male davvero!

L’antologia si conclude con il raccontoLO SPECCHIO DI DAMA ALBIANA” di Laura Silvestri, che pure mi ha colpito per originalità e spregiudicatezza. Non sarebbe male ritrovare le protagoniste all’interno di un romanzo loro dedicato.

Insomma, che posso aggiungere? Da leggere assolutamente, anche perché l’antologia, lo ricordo, è offerta in download gratuito quied ogni racconto è corredato da una bella illustrazione dedicata, ad opera di GinoCarosini. 
Iniziativa pregevole del sito Heroic Fantasy Italia, cui vanno i miei personali complimenti. 
Rating 8

lunedì 29 gennaio 2018

Disfida nr. 54: Ipnagogica di Christian Sartirana


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Titolo: Ipnagogica

Editore: Acheron Books

Genere: Horror

Prezzo: 3,20 edizione Kindle, 10,00 paperback

Pagine: 89

Trama:
 Cinque racconti horror che vi  condurranno lungo le strade perdute del Piemonte da incubo di Christian Sartirana, dove si incrociano fantasmi di vecchi carri funebri, bambini con gli occhi cuciti, porte che si aprono su luoghi sbagliati, e mani deformi dotate di vita propria...

"Creare incubi, distillare i succhi acidi delle nostre cattiverie, cercare il fascino freddo delle ombre più scure e malate, indagare la metà oscura di luoghi e anime, vedere la realtà (e in particolare quella della provincia italiana) con gli occhi acuti di chi, con la fantasia e le parole, sa comporre mosaici d'inquietudine e percorsi nella follia, nella fobia e nel terrore. Questo fa Christian Sartirana, e lo fa bene."
Eraldo Baldini 


Note/commenti/finalità dell'Autore: 
5 storie del terrore ambientate in Piemonte, improntate sull’atmosfera e sull’inquietudine. Gli argomenti sui quali si sviluppano i racconti sono i seguenti: deformazioni fisiche e mentali, gusto per il male e stregonerie moderne, fanatismi religiosi e ossessione per la purezza, l’incontro con un dipinto molto particolare e, per concludere, una ghost story nostrana dall’effetto claustrofobico, con tanto di carro funebre fantasma. 
Le mie storie si pongono come obiettivo quello di rielaborare in modo più inquietante e originale le strutture classiche del racconto del terrore. Mi piace lavorare sulle ossessioni umane, e porre la percezione del lettore in un punto imprecisato tra incubo e realtà. Non amo né il sangue, né la violenza gratuiti. Punto tutto sull’atmosfera e sull’effetto perturbante di piccole leve invisibili. Uso un linguaggio asciutto e molto diretto per scelta. E naturalmente ambiento tutto nei luoghi in cui sono cresciuto. 


Big da sfidare:



La faccia che deve morire di Ramsey Campbell



domenica 21 gennaio 2018

Recensione: Lo Spirito e l’Isola di Simone Giudici


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Titolo: Lo Spirito e l'Isola

Autore: Simone Giudici

Genere: Thriller

Prezzo: Ebook 0,99 - Cartaceo 11,90

Rating: 7,5

Sinossi: Chestertown, Maryland, 1889. Ernest Christian Reiche, bizzarro inventore di origini tedesche, costruisce la prima tavola Ouija della storia, allo scopo di dare il via ad una lucrosa attività commerciale. Quando però la proverà per la prima volta, ne verrà lui stesso terrorizzato. 


Isola di Marettimo, estate 1989. La giovane Annele Morris manda avanti da sola la pensione “Stella Marina”, aperta anni prima dalla mamma e dal nonno, morti misteriosamente quindici anni prima. La notte di San Lorenzo Annele acquista da un misterioso individuo una vecchia tavola Ouija e grazie al fortuito ritrovamento del prezioso diario di guerra del nonno Alfred , riuscirà finalmente a svelare il mistero che avvolge da tempo la sua famiglia e liberare la magia che si cela da più di un secolo nella tavola Ouija. 



Da Monterey a Baltimora, attraverso l’infernale deserto del Marocco, fino alla magica Isola di Marettimo: questo libro vi terrà incollati alle sue pagine fino all’imprevedibile e sconvolgente rivelazione finale.

Recensione: Lo Spirito e l’Isola di Simone Giudici è un romanzo particolare, sin dal principio. Dopo una ventina di pagine avevo già valutato l’autore degno del massimo rispetto. Sono sorpreso al pensiero che questo possa essere il suo primo romanzo, sia per quanto riguarda la fluidità della prosa, che per l’abilità con la quale riesce a gestire gli intrecci assunti dalla trama nel corso della narrazione. Ammetto che, a mio parere, in alcuni tratti l’amore per l’isola di Marettimo, che traspare chiara e forte nel testo, abbia preso un po’ la mano all’autore, facendolo dilungare in narrazioni che rallentano il ritmo del romanzo. In compenso credo nessuna agenzia viaggi possa vantare un lavoro altrettanto capace di invogliare una visita a questa piccola realtà siciliana. Io vivo in mezzo ai monti, ma amo il mare, e a quanto pare Marettimo rappresenta il paradiso terrestre per quelli che sono i miei personali gusti.
Tornando a noi, e alla storia narrataci dal Giudici, possiamo dire che per gran parte del romanzo, il soprannaturale rimane ai margini della narrazione. Ogni tanto viene richiamato qualche evento particolare, ma rimane confinato (sapientemente) a distanza da quelli che sono gli avvenimenti narrati.
Ci troveremo catapultati al seguito dei parà americani durante la seconda guerra mondiale, grazie alla lettura delle pagine del diario del nonno della protagonista, così come in posti remoti per assimilare la peculiarità delle origini della tavola Ouija, di cui alla sinossi, ma la gran parte degli eventi avviene nei ristretti confini dell’isola di Marettimo. 
Avremo così modo di assistere alla storia della giovane Annele che ci verrà narrata con una sensibilità straordinaria da parte del Giudici. Confesso che ero certo di trovarmi al cospetto di un’autrice donna, data la marcata delicatezza e raffinatezza estetica di alcune scene, e all’analisi dei sentimenti della fanciulla. Invece ho scoperto trattarsi di un Simone, quindi complimenti doppi a lui, non perché gli autori maschi siano tutti rozzi barbari, ma non è certo da tutti una tale acutezza di sguardo sulle vicende del mondo e la capacità di trasporla su pagina con tale eleganza e finezza.
Nel testo sono presenti alcuni refusi, ma nulla in grado di inficiare la bontà di un romanzo che si mantiene interessante dall’inizio all'epilogo. La versione dell’ebook che ho letto non presenta problemi, impaginazione a regola d’arte, cover a tema e prezzo simbolico di 0,99 Euro.
Non sono un grande esperto di gialli e thriller, non sono quindi in grado di affermare con certezza che gli indizi sparsi nel testo e la costruzione della trama siano del tutto originali, ma posso garantire che la storia appare razionale nella sua peculiarità e invoglia ad andare avanti senza soste.
Buon esordio quindi per Simone Giudici e un bel rating di 7,5. 
Complimenti!





mercoledì 10 gennaio 2018

Recensione: Autoiniziazione alla Vecchia Religione di Dragon Rouge


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Sinossi: 

La presente opera contiene un vero e proprio percorso iniziatico basato sulla trasformazione interiore e nasce con il preciso scopo di permettere a chiunque sia interessato a sperimentare e ad apprendere gli insegnamenti della Vecchia Religione, di poterlo fare in maniera del tutto solitaria e autonoma.


Recensione:

Autoiniziazione alla Vecchia Religione edito da Aradia Edizioni, è il secondo volume della Trilogia che Dragon Rouge ha dedicato a tutti i viandanti interessati a perseguire un percorso di crescita spirituale legato a quelle che sono le Credenze ancestrali della nostra terra. Si tratta quindi di un saggio religioso/esoterico di un centinaio di paginette ben scritte. Se con il primo volume, La Vecchia Religione, l’autore si è concentrato sulle argomentazioni storico/teorico/filosofiche che stanno alla base di queste Tradizioni, in questo capitolo passa decisamente alla parte pratica, illustrando quelli che sono i pilastri veri e propri di un Culto che non concede spazio alla fede cieca, ma che si propone come finalità quella di mostrare all’adepto risultati concreti. 
Certo, non aspettatevi che quelli offerti da Dragon Rouge siano dei trucchetti per compiere magie e sbalordire il prossimo con effetti speciali: si tratta “semplicemente” di una serie di lezioni che implicano una costanza e un’assiduità nella propria ricerca che non fanno sconti. Dalla meditazione allo sviluppo dell’intuito, dall’incubazione dei sogni all’allestimento di vere e proprie cerimonie per ingraziarsi gli Antichi.
Queste sono le tappe che un cercatore dovrà raggiungere se vorrà arrivare alla vera e propria cerimonia di auto-iniziazione, così come ci viene proposta nei capitoli finali dall’autore.
Chi si approccia a questi testi lo fa spesso per curiosità, chi per un desiderio di ampliare la propria cultura, ma in questo caso il testo è esplicitamente rivolto a chi sente realmente il desiderio di compiere un percorso volto alla conoscenza di sé, al miglioramento, e devo dire che mi ha molto colpito l’approccio pragmatico offertoci dall’autore ed i risvolti pratici e “documentabili” che egli ci promette. 

"Ogni persona ha la sua simbologia personale ed è unica, in quanto non esistono esperienze perfettamente identiche, al massimo possono esistere esperienze analoghe o similari, ma non saranno mai uguali. Ad ognuno di noi quindi l'arduo compito di scoprire, nel tempo, il significato dei suoi simboli."

L’influsso di testi “classici” come quello di Franz Bardon, Introduzione alle Dottrine Ermetiche, sono spesso presenti, ma l’autore effettua una rielaborazione (ed una semplificazione) originale di quelli che sono gli esercizi proposti nei diversi livelli del Bardon, tali per cui credo sia interessante dargli una letta, soprattutto per comprendere quella che può essere l’elaborazione di una propria “dottrina”, partendo dagli elementi comuni, e basilari, per ogni novizio. Credo possa essere un testo interessante anche per tutti quegli autori interessati ad approfondire un minimo questi argomenti, in vista di una possibile trattazione in un loro romanzo.