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domenica 31 gennaio 2016

Luna Coyote di Samuel Marolla [Rating 7,5]

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Titolo: Luna Coyote


Autore:  Samuel Marolla

Genere: Weird western
Prezzo: Euro 0,99

Rating: 7,5

Sinossi:  California, selvaggio (e weird) West. Le avventure del pistolero maledetto Dirk Blackfull sono una leggenda e il solo nominare il suo nome incute assoluto terrore nei peggiori pendagli da forca a ovest del Pecos. Alcune Dime Novel in odore di zolfo ne raccontano le misteriose avventure, come quella delle miniere abbandonate di Silverado, nel 1880, preda del maleficio di una defunta bruja messicana e della sua diabolica creatura: Remero, il Cavallo dell'Inferno...

Recensione:
Questa volta mi sono concesso una breve escursione in uno dei generi letterari che prediligo, ma che purtroppo, almeno nel nostro idioma, non brilla certo per abbondanza di materiali: il weird western.
Luna Coyote è una novella di una cinquantina di pagine. Robba buona.
Inutile dire che se si fosse trattato di un romanzo bello corposo sarei stato ancor più lieto, infatti, nel testo di Samuel Marolla, l'unica pecca riscontrabile è proprio il fatto di finire troppo presto.
L'ambientazione nella quale lì'autore riesce a calarci è realizzata in modo perfetto.
Al Marolla non sono necessarie lunghe e tediose descrizioni per evocare un perfetto paesaggio western, cupo, polveroso e popolato di brutti ceffi. A questi l'autore aggiunge con grande abilità un retroterra di riti esoterici misteriosi, solo richiamati ma molto efficaci.
Stregoneria indiana e magia messicana si mescolano a lame e piombo.
La prosa dell'autore accompagna l'evolversi dell'azione con maestria, raggiungendo l'apoteosi nelle scene in cui Remero, il cavallo demoniaco protagonista della maledizione messicana, calca la scena.
Il furore belluino della creatura traspare prepotente e la sfida di questo con il pistolero è il classico duello all'ultimo sangue rivisto in chiave weird, ma non per questo meno epico e coinvolgente per il lettore. Mai avrei pensato di poter provare una paura così profonda per un quadrupede, garantito, nonostante la magnifica cover che ne ritrae bene lo spirito.
Marolla è un autopubblicato atipico, avendo pubblicato sia con Edizioni XII che con Mondadori, essendo sceneggiatore della Bonelli, nonchè responsabile editoriale della casa editrice Acheron Books. Ad ogni modo la sua scelta di di ricorrere anche all'autopubblicazione non può che far piacere a tutti gli autori che hanno scelto questa via poiché porta lustro a tutta la categoria. Le sue doti non sono in discussione e Luna Coyote lo dimostra appieno. Un racconto breve nel quale l'autore riesce ugualmente a fornire personaggi di spessore, scene memorabili e atmosfere da brividi. Ottimo lavoro insomma all'irrisorio prezzo di un caffè. Consigliatissimo, rating 7,5.

mercoledì 27 gennaio 2016

Enciclopedia degli autori self

Per chi non si ricordasse a cosa diavolo si riferisce il titolo di questo post, vi ricordo questo annuncio.
Sono stato contattato da Nico Menchini, il quale mi ha comunicato di aver spostato la data per l'invio dei dati per tutti gli autori che volessero far parte del suo progettino "Enciclopedia degli autori self".
Per tutti i ritardatari quindi, avete tempo fino a FINE FEBBRAIO.
Nel post richiamato poc'anzi troverete tutte le specifiche relative al materiale da inviare per aderire a quest'iniziativa che a nostro parere andrebbe premiata e che potrebbe tornare utile a tutti come forma di promozione alternativa.


Tutto qui per ora, intanto a presto per la prossima recensione, che posso già svelarvi in anteprima, sarà dedicata a "Luna Coyote" di Samuel Marolla.


domenica 24 gennaio 2016

Venti di Morte (2a parte) di Steven Erikson

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Eccoci giunti alla recensione della 2a parte di Venti di Morte di Steven Erikson.
Cosa aggiungere dopo le sviolinate su questo autore che ho portato avanti nelle precedenti occasioni? Di certo anche questo romanzo non è da meno, confermando non solo l'acume del romanziere canadese, ma anche un'invidiabile capacità di non fallire mai un colpo.

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Le dozzine di linee narrative (lo ammetto, non ne ho tenuto il conto preciso, impossibile) stanno convergendo inevitabilmente verso il gran finale, svelando mano a mano la grandiosità del costrutto di Erikson. 
Ma della maestosità ed epicità dell'universo immaginato dall'auotre vi ho gia parlato esaustivamente nelle precedenti recensioni, sia qui che su evasioneletteraria.com, e non voglio tediarvi oltre su questo punto. Allora vi parlerò dei personaggi e del modo assolutamente peculiare che ha Erikson di trattarli. Ripeto, per me questo scrittore ha una marcia in più e non teme rivali, almeno per quanto concerne il fantasy. I personaggi da lui creati, e gestiti, sono centinaia. E non parlo di mere comparse ma del nugolo di semi-protagonisti o co-protagonisti che appaiono dall'inizio del ciclo. 
Ebbene fra tutti questi non ne esiste nessuno che puzzi di fotocopia o di gia visto. L'originalità è assoluta, e cosa ancor più sbalorditiva, gran parte della caratterizzazione non si basa certo sui mere descrizioni fisiche, anzi tutt'altro.
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Erikson fa un lavoro eccezionale nell'arte dei dialoghi, riuscendo nell'impresa di rendere riconoscibili molte sue creature non appena aprono bocca. I toni della soldataglia sono a mio parere irresistibili, contribuendo a forgiare personaggi indimenticabili e del tutto credibili e dall'evoluzione altrettanto studiata e coerente nel corso dei diversi episodi.
Il tutto risulta epico e senza rivali.
In questo capitolo, come negli altri alcuni avvenimenti resteranno scolpiti indelebilmente nella mente di ogni appassionato. L'avanzata per squadroni separati sul terreno Letheri, o la grande battaglia orchestrata da Maschera Rossa, con relativi colpi di scena, sono solo la punta dell'iceberg della serie di avvenimenti che caratterizzano quella che è alla fine una lunga e sanguinosa campagna militare degli eserciti Malazan. 
Qualcosa di mai proposto da nessun altro autore e che temo nessun altro riuscirà mai ad eguagliare.
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Ma bando ai sentimentalismi, vi consegno subito un'ottima notizia: la casa editrice Armenia che pubblicava questa serie e che è stata sull'orlo del fallimento, o forse oltre, è stata acquisita da il Castello Editore, che garantirà le traduzioni della serie fino alla sua conclusione e che ha visto bene di rilanciare l'intera epopea ripubblicandola dall'inizio e dotandola finalmente di copertine degne di questo nome, che diligentemente ho riportato lungo queste righe, con relativi link d'acquisto, perché dovete assolutamente provare in prima persona questo autore! Certo il prezzo dell'ebook mi pare piuttosto elevato, ad ogni modo la qualità dell'opera potrebbe arrivare a giustificarlo, caso più unico che raro. 

Confido tuttavia che quest'operazione possa portare nuove orde di lettori ad avvicinarsi a quella che ritengo la miglior saga fantasy mai scritta.
Buona lettura e fateci sapere il vostro parere!
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domenica 17 gennaio 2016

L'Ultimo Potere di Mirco Tondi [Rating 7]

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Titolo: L'Ultimo Potere


Autore:  Mirco Tondi

Genere: Fantasy postapocalittico


Prezzo: Euro 1,99

Rating: 7

Sinossi:  
L’umanità è caduta. La civiltà è andata in frantumi. O meglio, quella che si credeva civiltà: quanto realizzato dall’uomo è stato invece il mezzo che ha fatto precipitare il mondo in un abisso di desolazione. Tra i suoi ruderi, creature figlie di esperimenti scorrazzano impazzite seguendo la legge del più forte. Demoni e Posseduti la fanno da padroni, imponendo il loro giogo spietato su quanti sono caduti sotto il loro dominio.
In uno scenario apocalittico dove ogni equilibrio è perduto, un uomo, un guerriero della strada, viaggia da una città all’altra, covando la speranza di trovare un modo per fuggire all’inferno che è divenuto la Terra. In lui è forte la convinzione che Luna Azzurra sia da qualche parte, in attesa di essere trovata per dare rifugio a chi ha ancora un’anima non corrotta dai vizi. Come è forte la consapevolezza che non è facile sopravvivere a schiere di mutantropi e chimere, tanto meno pianificando d’abbattere l’egemonia demoniaca.

Si prenda l’ambientazione postapocalittica (e la pazzia che la imperversa) di Interceptor, Il guerriero della strada di George Miller, la ferocia e la brutalità di Devilman di Go Nagai nel mostrare la realtà umana, la lucida e profonda consapevolezza che nasce dal viaggio all’Inferno nella Divina Commedia di Dante Alighieri nel mostrare la natura dei vizi e del lato oscuro dell’animo umano, si aggiungano le teorie di Cesare Lombroso, gli archetipi, il romanzo Orizzonte Perduto di James Hilton e l’idea che dietro ai culti e alle religioni ci siano entità che non hanno nulla di salvifico per l’umanità, e ci si ritroverà dinanzi a L’Ultimo Potere, primo romanzo del ciclo I Tempi della Caduta.


Recensione:

Un libro indubbiamente particolare e ricercato, e come in questi casi non per tutti. 
Niente mezze misure. 
Un testo coraggioso, un autore che sarà odiato o amato, ma che di certo non lascerà indifferenti.
Testo corposo sulle 450 pagine. Inizio con qualche appunto prima di perdermi nell’analisi del contenuto vero e proprio, che in fin dei conti è la parte che più mi interessa.
Ogni tanto appare qualche frase la cui costruzione mi lascia qualche dubbio. Un buon editing avrebbe sistemato questi sporadici scivoloni, che data l’abilità e la preparazione dell’autore non possono che essere frutto di un problema in sede di rilettura.
Mirco Tondi scrive bene, anche se a mio avviso qualche limatina per rendere più fluidi i dialoghi ancora si potrebbe fare. Per quanto riguarda il resto invece nulla da eccepire. Alcune descrizioni degli ambienti, molto vari, anche se principalmente in toni tetri e apocalittici, sono realmente memorabili e degne di nota.
Ad ogni modo chi avrà la pazienza di calarsi nel mondo ricreato dall’autore, superando una partenza piuttosto farraginosa, si troverà catapultato in qualcosa di particolare e ben riuscito.
Una sorta di viaggio iniziatico che, attraverso il personaggio di Guerriero, spalancherà nuovi orizzonti al lettore.
Io l’ho trovato assolutamente affascinante, anche se non certo frivolo. Chi fosse interessato a un testo tutto azione, è meglio che cerchi altrove. Qui traspare invece tutta la preparazione dell’autore, che ripropone e analizza pensieri e teorie provenienti dalle diverse discipline mistiche e misteriche.
Tematiche affascinanti, di sicura presa, affrontate di petto e con l’intensità accusatoria che meritano ma che forse, proprio per la loro intensità, potranno far storcere il naso a chi non le sente proprie.
Personalmente le condivido appieno.
Accusa alla vuotezza della vita moderna, all’idolatria di valori privi di significato trasposti nelle società descritte e appena un passo oltre la nostra, indirizzata oramai inevitabilmente a fare quella fine.
Le lunghe dissertazioni filosofiche relative all’attuale società (anche se alle volte camuffate con vestigia appartenenti a epoche più o meno lontane), rallentano il ritmo, ma per chi, come il sottoscritto, è interessato a un testo che faccia anche riflettere, non è un problema. E’ giusto però sapere a cosa si va incontro.
Non c’è quindi solo azione ne “L’Ultimo Potere”, anzi si può dire che il romanzo in sé sia il mezzo attraverso il quale Tondi faccia filtrare le proprie riflessioni e considerazioni, assolutamente lucide e calzanti, su quanto stia accadendo attorno a noi.
Il pregio è che nel testo gli esiti sono sempre originali.
Il racconto dell’evoluzione graduale del nostro Mondo in quello che ci ritroviamo ne “L’Ultimo Potere” è gestito in modo non banale. I vari passaggi intermedi ed i diversi risultati sono sicuramente credibili e al contempo brillanti intuizioni. L’ho trovato molto ben fatto.
Alle volte non ho gradito il troppo “ragionare a voce alta” da parte del protagonista. Certo trovandosi in alcuni frangenti in assoluta solitudine, “dargli voce” è stato quasi un obbligo, ma alcune riflessioni mi sono parse un po’ forzate. Nulla di trascendentale, intendiamoci, ma è uno spunto di possibile miglioramento per un autore che mi ha colpito per la propria preparazione e abilità nel mescolare generi e ambientazioni, culti e conoscenze, creando qualcosa di originale e pulsante, capace veramente di rapire.
Anche l’evoluzione (e la sua credibilità) nei personaggi è svolta in modo magistrale e seppur al cospetto di “superpoteri” ci troviamo a confrontarci con uomini con tutte le proprie debolezze. Questo aiuta l’immedesimazione e il coinvolgimento diretto di ogni lettore.
Ben fatto insomma.
Oltre ai testi citati in sinossi, a me sono tornati in mente capolavori come la Torre Nera di Stephen King o il cartone culto di Ken il Guerriero. Non male, insomma.
Per concludere, un testo non adatto a tutti, ma che darà grandi soddisfazioni a chi non intende spaventarsi innanzi a un percorso di “illuminazione” vissuto attraverso una storia ben congeniata e entusiasmante in alcuni suoi tratti.
Dovendo rimanere il più obbiettivo possibile e riprendendo quanto detto nella prefazione alla presente, taglio la testa al toro dando un 7 come voto, anche se, a mio gusto del tutto personale, sarebbe ben più alto, ma mi rendo conto che le peculiarità del testo richiedano una maggior prudenza.
Un autore da tenere comunque sott’occhio!

mercoledì 6 gennaio 2016

L'ombra del Serpente di Isabel Giustiniani [Rating 7,5]

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Titolo: 

 L'ombra del Serpente (File JE60754 saga Vol. 1)


Autore: Isabel Giustiniani

Genere: Thriller storico

Prezzo: Euro 2,99

Rating: 7,5


Sinossi:  Cairo, Gennaio 2011. L’egittologa inglese Amberlee Braxton, nel corso del progetto The Global Egyptian Museum, si imbatte in una vecchia scatola sulla quale riconosce la calligrafia del celebre archeologo Howard Carter. Lo splendido serpente in oro e gemme preziose, celato in seguito a uno scandalo insabbiato durante la scoperta della tomba di Tutankhamon e che Amberlee cataloga come reperto JE 60754, si rivela essere un individuo dotato di coscienza.

Inizia così il racconto del più insospettabile testimone degli eventi della Storia, viaggiatore millenario accanto ai protagonisti del passato, ora al seguito dei crociati di re Sigismondo d’Ungheria, ora al polso della giovane Salomè. Pugnale tra le mani di santi e peccatori - vittima e carnefice egli stesso - passa da mercanti di schiavi, cavalieri e spie, fino a guardare negli occhi il basileus Manuele II, imperatore di Costantinopoli. Un viaggio nei secoli il cui unico scopo è ritrovare il Dio Che Cammina Tra Gli Uomini, quel Gesù di Nazareth incontrato tanto tempo prima sulle rive del Mare di Galilea.

Ma i moti di insurrezione in Egitto, a lungo sopiti, arrivano a travolgere le vite di tutti, esplodendo nelle manifestazioni in Piazza Tahrir e portando alla deposizione del presidente Hosni Mubarak. Il Museo Archeologico del Cairo è vittima di un clamoroso furto durante il quale vengono trafugati vari oggetti appartenuti al più famoso dei faraoni. Nella stessa notte il Serpente scompare e il file JE60754 viene cancellato. Amberlee ne possiede però l’unica copia completa e, sullo sfondo della primavera araba, inizierà una fuga sulla scia insanguinata di omicidi e manovre di poteri occulti disposti a tutto pur di entrare in possesso del segreto del Serpente.


Recensione:

Eccoci alla prima recensione di questo 2016. Niente di meglio quindi di un bel thriller storico che lascia il lettore con un solo rimpianto: dover attendere che l’autrice scriva il seguito.
L’idea di attribuire il ruolo di  voce narrante per ampi spezzoni del romanzo al braccialetto/pugnale serpente è, oltre a una trovata originale, magnificamente trasposta, con la staticità che questo assume in determinate circostanze e la neutralità della sua visione in altre. Un narratore anomalo, capace di offrire punti di vista inusuali e sempre diversi. Ho trovato questo espediente molto ben gestito e affascinante, a maggior ragione visto che il lavoro per la Giustiniani non deve essere stato per nulla semplice. Complimenti all’autrice quindi.
L’evoluzione stessa nella percezione degli eventi circostanti e il progressivo nascere di nuovi sentimenti nell’animo del serpente, sono l’aspetto del romanzo che più colpisce, secondo solo alla potenza della storia che attraverso gli occhi di metallo di questo ci giunge con grande realismo.
Ottima ed elegante la trasposizione dei sentimenti della creatura che ci sorprende con la propria sensibilità e ci lascia ancor più sbalorditi quando le scene descritte invece virano verso la violenza più selvaggia e senza censure. Anche in questi frangenti l’autrice non mostra imbarazzi, esplorando senza remore la brutalità che ha permeato alcuni degli scenari descritti.
Lascia indubbiamente colpiti la capacità della Giustiniani di mostrare bravura equivalente sia nella descrizione delle efferatezze più spietate, che nella sensibilità tenera e struggente dell’amore che risiede nel cuore del reperto JE 60754.
Battaglie a fil di spada e sentimenti profondi trovano il giusto equilibrio in questo romanzo, offrendo un ampio raggio emozionale che piacerà sicuramente al vasto pubblico.
La moltitudine di vicende in contesti diversi, accomunati solo dalla vivida passione dell’autrice per la storia, sarebbe un motivo sufficiente per leggersi questo romanzo. E’ proprio l’amore viscerale che la Giustiniani (che non a caso gestisce un sito di storia: http://www.isabelgiustiniani.com/) deve avere per le vicende narrate, traspare in modo imponente nelle descrizioni dei luoghi e dei costumi, donando spessore all’opera.
L’abbondanza delle descrizioni è giustificata dalla loro forza evocativa e contribuisce a calarci alla perfezione nell’ambientazione storica trattata. La varietà delle epoche invece, oltre a sottolineare la preparazione dell’autrice, rende ancor più appagante il nostro viaggio.
La Giustiniani scrive bene, la sua prosa è fluida nonostante la ricercatezza delle descrizioni e dei termini.  D’altro canto questa porta a farci rivivere i tempi andati in modo quantomai realistico e coinvolgente. L’altra faccia della medaglia ci mostra che questo amore ha forse forzato la mano alla scrittrice, il cui lavoro è maggiormente sbilanciato sugli aspetti narrativi del passato, piuttosto che sul descrivere la vicenda attuale della ricercatrice, Amberlee Braxton, relegandola in secondo piano.
Forse questa è l’unico appunto che si possa muovere al testo.
Ricordiamo ad ogni modo che questo è solo il primo volume della serie e riteniamo che nei prossimi lo scettro da protagonista dovrà passare indubbiamente alla professoressa, aumentando l’appeal per gli amanti del thriller vero e proprio. 
Un ottimo romanzo quindi, che in questo primo episodio soddisferà ancor più gli amanti della storia. Rating 7,5 in attesa, spasmodica, possiamo dirlo data la chiusura un po’ brusca del finale, del seguito che speriamo possa uscire quanto prima. La curiosità è tanta.

venerdì 25 dicembre 2015

Natale di Libri per tutti!




Eccoci giunti al post natalizio. 
Limitarmi ai canonici auguri di rito mi pareva banale, quindi dopo lunga riflessione, a questi volevo aggiungere qualcosina che avesse le sembianze di un regalino. Dopo altrettanto lunga ricerca ho trovato qualcosa. Una chicca spero, che forse non tutti ancora conoscono: Fairbooks!

Di che si tratta?
Semplice, un applicazione che vi permette di leggere tonnellate di libri gratis.

E’ un progetto in evoluzione, ad ogni modo già perfettamente operativo. Ho provato in prima persona, sia come autore, piazzandoci alcuni dei miei romanzi, che come lettore: tutto funziona a meraviglia.


Libri free per tutti
Il meccanismo è semplice e oramai consolidato, e si regge sulle inserzioni pubblicitarie che appaiono sullo schermo e che andranno a retribuire i gestori della app e gli autori (compresi quelli indipendenti) che avranno caricato i propri lavori, mantenendo il “canone a zero” per l’utente finale.
Tali inserzioni sono a piè di pagina e per nulla invasive, garantito. 
I romanzi a disposizione aumentano di giorno in giorno e spaziano fra tutti i generi immaginabili, quindi che aspettate?
Prima di essere zavorrati dalle pantagrueliche abbuffate festive, correte a scaricarla!

Liete feste a tutti e buone letture

domenica 20 dicembre 2015

Storia di Non-Arturo Rose e altre fantastiche creature di Nico Menchini

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Titolo: 
Storia di Non-Arturo Rose e altre fantastiche creature

Autore: Nico Menchini

Genere: Fantastico

Prezzo: Euro 2,99









Sinossi:

Non-Arturo...non è un errore di stampa, si scrive proprio così! E cosa sarebbe un Non-Arturo? Tutto tranne Arturo ovviamente: un drago, un cane e qualsiasi altra cosa vi venga in mente; il tutto singolarmente o addirittura nello stesso momento. Mentre state leggendo potrebbe essere un angelo e, senza che ve ne rendiate conto, potrebbe già essere diventato un falco o qualcos'altro. Ecco, ora immaginatelo smarrito e senza ricordi (come potrebbe avere dei ricordi un "coso" del genere?) sotto l'albero di un parco. Da qui, a causa di una vecchina con poche rotelle al posto giusto che lo rapirà (come si può rapire un Non-Arturo?), affronterà una serie di rocambolesche avventure che lo porteranno a ritrovare se stesso e l'essenza del suo esistere. Si troverà persino invischiato in una disperata missione da cui dipende il destino dell'umanità stessa: affrontare e sconfiggere Lord Rassegnazione! E chi sarebbe costui? Un essere malvagio che sottrae le fantasie agli uomini, imprigionandole nel suo oscuro castello; il nostro eroe dovrà affrontarlo per ridare speranza e voglia di sognare allumanità. Viaggerà così attraverso mondi mai visti, fra i vari aspetti della realtà: dal Regno della Natura a quello degli Esseri dimenticati (quello dei personaggi delle fiabe), alla Grande Città, dove regnano l'asfalto e lo smog. Incontrerà strani personaggi: una misteriosa Voce proveniente dal nulla, animali e piante di ogni aspetto e dimensione, folletti laboriosi, un orco piagnucolone, una principessa obesa ed una vecchia fatina sfinita. Per non parlare dei nemici che lo attenderanno al castello di Lord Rassegnazione! Ma non solo nemici: durante il suo percorso troverà anche l'amore, quello con la A maiuscola.
Il secondo racconto vede per protagonista Rose, una bambina orfana che porta nel suo cuore un grande sogno: la pace tra i Due Regni, coinvolti in una guerra sanguinosa e fratricida da molti anni. Vista la purezza del suo cuore, il Re del magico popolo dei Linchetti le permetterà di realizzarlo; un'impresa non certo facile! Rose dovrà infatti affrontare un lungo viaggio tra i freddi ghiacci dei Monti Immortali per recuperare un fiore rarissimo: la stella alpina, ovvero la chiave per la realizzazione del suo sogno. Al suo fianco numerosi alleati come il popolo dei Linchetti, Galvhan comandante dell'esercito degli elfi, Arenius re dei falchi ed un misterioso Golem. Non mancheranno nemmeno i nemici, quali i temutissimi streghi: delle perfide e spietate creature nate dalla simbiosi tra uomini corrotti e malvagi demoni.
Lasciatevi sedurre dal fascino innocente delle Idrogine, bellissime creature fatte d' acqua cristallina, nella fiaba "Di come nacquero le fate" per scoprire l'origine di questi misteriosi esseri alati. In "L'avvento degli Elfi" viene rivisitata l'origine degli elfi dei boschi alla luce del patrimonio culturale della penisola Italiana, tanto ricco di creature affascinanti quanto poco conosciuto.
A concludere questa rassegna degli ultimi, eroi tanto improbabili quanto straordinaria è la grandezza del loro cuore, San Pellegrino. Rifacendosi ad una frammentaria leggenda popolare sul santo omonimo, l'autore ha saputo creare una storia articolata, ricca di particolari ed approfondimenti psicologici.
Cinque racconti per un solo filo conduttore: la necessità di ampliare gli orizzonti della fiaba e della narrativa fantasy attingendo al vasto patrimonio culturale popolare della penisola Italiana. Cique racconti fuori dal coro per esplorare l'ampio potere creativo della fantasia, cinque storie adatte a tutti: ai piccoli curiosi come ai grandi amanti delle fiabe dal gusto classico.


Recensione:

Per farla breve:
L'opera è principalmente una raccolta di fiabe, e come tale deve essere affrontata. Ma anche calandoci in questo particolare codice di lettura alcune leggerezze di troppo finiscono per zavorrare le buone idee dell'autore.

Note dolenti:
Quanti di voi hanno visto il film "La storia fantastica" ("The princess bride" in originale)?
Se siete abbastanza stagionati e fortunati da conoscere quel piccolo capolavoro sapete perché viene usato come metro di paragone della fiaba moderna. La pellicola trasporta nel ventesimo secolo gli studi di Prott sulla struttura della favola, adeguandoli al palato ormai troppo smaliziato dei bambini dalla nostra società. Chiamiamolo "fattore Inigo", in onore di uno dei personaggi più efficaci del film (se non lo conoscete cercate Inigo Montoya su you tube)
Ecco, il principale neo dell'opera di Menchini è la mancanza del fattore Inigo.
Come predetto si tratta di una raccolta di fiabe, genere legato ad una consequenzialità di vicende fortemente canonizzata ben spiegata dalle teorie di Prott. Non ci si aspetta quindi un intreccio di particolare spessore o eccezionali colpi di scena. Tuttavia sono "fiabe moderne", e proprio questo ultimo aggettivo che dovrebbe ricordare quanto i lettori (bambini compresi) siano ormai di gusto difficile.
L'aiutante magico, l'antagonista, il grande amore, solo perché figure archetipe non possono essere introdotte di punto in bianco senza una dovuta contestualizzazione, ne possono mancare di una profondità anche solo accennata. Anche il più anonimo dei pokemon ha caratteristiche e "ragion d'essere" ben definite, purtroppo lo stesso non si può dire delle figure che mano mano compaiono nei racconti della raccolta.
L'autore inoltre, muovendosi sulle orme di Calvino, utilizza un narratore onnisciente che dialoga con il pubblico. Purtroppo questa tecnica mostra il fianco nel mondo contemporaneo e le intromissioni del suddetto spezzano la narrazione con considerazioni troppo spesso fuori tema. Più di una volta il lettore si trova a dover saltare l'intermezzo per non perdere il filo della scena narrata. Persino quando l'intervento del narratore è necessario e, anzi, doveroso (per esempio nell'inizio del primo racconto in cui viene spiegata la particolare natura del Non-Arturo) l'eccessiva verbosità soffoca il messaggio che si sta cercando di trasmettere.
Ultima scelta stilistica infelice sono le iniziali di chi parla prima delle linee di dialogo. Quando il discorso diventa serrato si ha la spiacevolissima sensazione di aver di fronte un copione teatrale. In ogni corso di scrittura viene insegnato che, in un mondo perfetto, ogni personaggio dovrebbe parlare in maniera tanto personale che il lettore non ha bisogno di alcun aiuto per distinguere le frasi di uno o dell'altro. Sappiamo bene come questo sia quasi infattibile nella realtà ma tra la perfezione teorica e la scelta fatta da Menchini c'è una via di mezzo grossa come il Nord America.

Note positive:
Al netto delle difficoltà sopra evidenziate i racconti offrono però spunti interessanti che fanno pensare ad una enorme potenzialità di crescita dell'autore. L'idea di base di "Storia di Non-Arturo" odora di Neil Gaiman e Sir Terry Pratchet, delineando in maniera non scontata un personaggio dalla natura deliziosamente paradossale. In "La nascita delle fate" vengono poste le basi per una mitogenia un po' diversa dal solito e con "San Pellegrino" la mitologia italica diviene protagonista mostrando (a sprazzi) il suo potenziale epico. Sono convinto che Menchini, coltivando queste idee, possa dare alla luce opere fantasy dal taglio particolare in grado di affascinare il lettore. Ma prima è necessario cambiare l'approccio un po' ingenuo alla narrazione, troppo concentrato sulla parola "fiaba" e poco sull'aggettivo "moderna".   

Pippo Abrami

domenica 13 dicembre 2015

L'Ascesa di Horus (Warhammer 40.000) di Dan Abnett

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Sinossi:

Dopo millenni di espansioni e conquiste, l'impero degli uomini è al suo massimo sviluppo, l'Imperatore ha visto compiersi il suo sogno e si ritira sul pianeta Terra lasciando il potere nelle mani del suo braccio destro, il Signore della Guerra Horus. Ma Horus sarà forte abbastanza da controllare i suoi compagni e portare avanti il disegno dell'Imperatore, o si lascerà corrompere da un potere troppo grande?

Recensione:

Era da diverso tempo che adocchiavo questo libretto, memore degli anni in cui ero un marmocchio intento a pitturare miniature della Games Workshop.
Tra una cosa e l’altra però ho sempre pensato che questa saga fosse, come dire, un po’ leggerina, tutta volta a esplicitare le doti muscolari dei guerrieri in corazza potenziata e quindi eccessivamente sbilanciata sulla parte “azione”, senza ulteriori validi spunti.
Non so perché mi ero messo in mente quest’idea, ma quando pochi giorni fa mi sono imbattuto per caso in diverse recensioni che ne decantavano la profondità, ho voluto mettere in dubbio i mei convincimenti. A quel punto era d’obbligo testare in prima persona e che dire… ammetto che l’idea che mi ero ficcato nel cervello era del tutto fuorviante.
L’Ascesa di Horus non è niente male e le tematiche affrontate sono affascinanti e esposte in modo originale. Quanti spunti per il mio hobby da scrittore ne potrò trarre! Ora mi rimane un grossissimo rimpianto però, che è giusto condivida con quelli di voi che come me non gradiscono leggere in lingue diverse dalla propria: la cara Mondadori ha inspiegabilmente (dati i successi ottenuti in tutti i paesi del globo) tradotto solo questo primo capitolo che farebbe parte di un ciclo, “L’Eresia di Horus”, senza darne spiegazione, né chiarirne possibili sviluppi futuri. Peccato.
Il romanzo è molto piacevole e di rapida lettura. Alterna parti d’azione con interessantissimi approfondimenti sugli Astartes, ossia gli Space Marines, uomini modificati geneticamente per diventare delle vere e proprie macchine da guerra, irreggimentati in legioni e spediti alla conquista dell’universo in nome e per conto del Sacro Imperium.
Detta così potrebbe apparire la solita storiella, invece l’autore è abilissimo a trasporre in modo concreto i sentimenti che stanno alla base delle azioni di questi Astartes, ad analizzarne la disciplina, il credo e la devozione a un’idea di grandezza e onore, e a rendere il tutto molto godibile per il lettore.
I rapporti umani e camerateschi che si vengono ad instaurare fra i vari personaggi sono resi in modo superlativo, così come i dubbi che attanagliano alcuni dei più “sensibili” fra questi combattenti senza macchia. 
Sono proprio tali dubbi che vengono man mano esposti da uno di questi superuomini ad affascinare e dare spessore al romanzo. Anzitutto il rapporto della nuova umanità con la religione e i culti antichi (banditi, per poi cadere nella somma incoerenza di edificarne uno, anche se non ufficialmente riconosciuto, che vede nell’imperatore un vero e proprio Dio), ma c’è spazio anche per l’analisi dei rapporti fra gli uomini “normali” e questi guerrieri geneticamente potenziati e fra questi e gli “artisti” che li seguono nella loro crociata alla liberazione dell’universo.
A queste tematiche va aggiunta quella del “seme del caos” che va ad intaccare ogni granitica certezza di questi Astartes con un evento capace di far crollare ogni loro credo, ma non posso spingermi oltre per non rovinarvi la sorpresa.
Insomma un testo che si basa sull’azione e sulla brutalità delle guerre perpetue che finisce invece col fornire inaspettati spunti di riflessione. La cosa mi ha piacevolmente sorpreso, anche perché nonostante i risvolti più marcatamente riflessivi, le scene d’azione non mancano e sono a propria volta rese in modo eccellente, bilanciando magnificamente il tutto.
Un romanzo che consiglio quindi non solo agli appassionati di sci-fi ed a coloro che hanno avuto a che fare almeno una volta nella propria esistenza con i gli splendidi boardgame della GW, ma praticamente a tutti.
Rimane solo l’amarezza per non avere il seguito nella nostra amata lingua...

domenica 6 dicembre 2015

Pendragar - Questione di Gusti di Pippo Abrami [Rating 7,5]

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Titolo: Questione di Gusti

Autore: Pippo Abrami

Genere: Fantasy

Rating: 7,5

Prezzo: Euro 2,99









Sinossi:
Glimmerio è un nano. Può vedere al buio, percepire i metalli e apprezzarne il sapore. Purtroppo Glimmerio è stato allevato dagli umani e per questo nessuno lo considera all'altezza. In senso letterale. Quando scopre una truffa ai danni della sua famiglia dovrà lottare contro tutto e tutti per far emergere la verità. Tra un panino Gran Cinghiale, una cerva da galoppo e lo sciopero degli orchi l'indagine risulterà critica. Perché è difficile convincere chi non sente il gusto dei metalli.