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domenica 25 settembre 2016

L'Ultimo Demone di Mirco Tondi [Rating 8]



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Titolo: L'Ultimo Demone


Autore:  Mirco Tondi

Genere: Fantasy postapocalittico

Prezzo: Euro 1,99

Rating: 8

Sinossi:  Tanti nella propria vita, specialmente da piccoli, hanno avuto un supereroe in cui credere. Sperando, desiderando, soprattutto nei momenti di difficoltà, che comparisse e si mettesse al loro fianco, proteggendoli, confortandoli, guidandoli.

Tutti sanno che questo è e rimarrà soltanto un sogno. Un sogno da bambini.
Ma se fosse possibile? Se non fosse solo una fantasticheria, ma un desiderio realizzabile, cosa cambierebbe nella propria esistenza? E come si trasformerebbe la realtà circostante?
In una Terra post-apocalittica dominata dalla violenza e dall’orrore, dove è impensabile che ci sia posto per le favole, dove sembra impossibile che possa esserci luce nelle tenebre dilaganti create dai Vizi, una fiammella brilla ancora e cresce d’intensità, attirando a sé chi non vuole più essere intrappolato in un modo di vivere bestiale, dove il massimo cui si può aspirare è la sopravvivenza.
In una storia sempre più oscura e sempre più luminosa, un piccolo gruppo di uomini, donne e bambini prende il testimone lasciato da Maestro e Guerriero, continuando la lotta per liberare il mondo e l’umanità dal dominio dei Demoni, nella speranza di arrivare a dare il via a un’epoca migliore. Un’epoca dove il mondo sarà forgiato dai sognatori e non più da burocrati, politici e persone volte a interessi economici e di potere per il solo vantaggio personale. Un’Era di Utopie, di Creatori, dove nuovi mondi, nuovi universi nasceranno e la vita acquisirà il suo reale senso d’esistenza.


Recensione: 

Di Mirco Tondi ho avuto il piacere di leggere e recensire “L’Ultimo Potere”, del quale il presente “L’Ultimo Demone” è il naturale proseguimento.
Mi sono riletto la precedente recensione per cercare di darle continuità e riprendere il filo del discorso, pertanto vi invito a fare altrettanto, giusto per comprendere appieno a cosa andrete incontro affrontando questo romanzo.
Dico subito che ho trovato “L’Ultimo Demone” più fluido e scorrevole, sin da subito, nonostante l’elevato numero di protagonisti che ci vengono presentati ad inizio lavoro. I problemini cui accennavo nella precedente recensione (descrizioni minuziose, dialoghi non sempre “spontanei”) sono oramai acqua passata e la prosa dell’autore colpisce sin da subito per la sua profondità, senza però appesantire minimamente la fruibilità del testo.
Inutile girarci attorno, gli scritti di Tondi mi piacciono proprio. Mi rendo conto che alle volte il troppo “ragionare a voce alta” da parte dei protagonisti possa risultare per qualcuno un difetto, ma la profondità di quello che hanno da dire, a mio parere, sopperisce ampiamente a questa tecnica narrativa di per sé piuttosto rischiosa.
Nel romanzo non troverete scontri adrenalinici a bizzeffe, buttati lì giusto per attizzare l’immaginazione e il lato oscuro e sanguinario del lettore, ma solo quelli strettamente necessari allo sviluppo della vicenda. Ciò che invece non mancherà mai saranno le riflessioni profonde, travestite però molto abilmente. Volendo si potrebbe spogliare la vicenda dai veli imbastiti dall’autore e ricavare un vero e proprio saggio colmo di misticismo, ma Mirco Tondi è abilissimo a fornire un contesto credibile ed avvincente in cui calare la sua “Lezione”. Una lezione con la “L” maiuscola, colma di saggezza, ma mai spocchiosa. Consigli e spunti di riflessione che coinvolgono l’intera società moderna e i suoi vizi che inevitabilmente ci condurranno a rivivere l’olocausto descritto nel romanzo se l’Evoluzione del genere umano non sboccerà al più presto, cosa ad oggi piuttosto poco probabile.  
L’ambientazione è quella della scorsa volta, apocalittica e trasudante disperazione e assenza assoluta di speranza per il genere umano. A costo di ripetermi, l’autore riesce a plasmare questo mondo pullulante di creature distorte in modo da renderlo originale rispetto alle svariate ambientazioni di questa tipologia. Non che ci siano innovazioni particolari, ma la sua abilità consiste proprio nel far percepire la brutalità di questo mondo in modo concreto. A questo si aggiungono le caratteristiche dei Poteri di cui alcuni dei protagonisti sono dotati.
C’è tutto in questo romanzo. Una rielaborazione completa di molte dottrine mistiche e chissà quante altre ce ne saranno senza che io le abbia riconosciute.
Se proprio devo trovare qualche ombra che appesantisca quest’opera, non posso che andare a cercare sulla forma esteriore della stessa, quella meno rilevante, anche se in realtà molti lettori basano la scelta del libro da scegliere proprio su questa: la copertina. Ecco, le cover delle due opere di Mirco Tondi che ho recensito non mi ispirano più di tanto. Le trovo un po’ insipide rispetto a quello che in realtà si cela all’interno degli ebook che nascondono.
Ad ogni modo, a parte questo, voto 8, consigliatissimo a tutti quei lettori che non si accontentano di trovare in un romanzo apocalittico/fantascientifico/fantastico una bella storiella per passare qualche ora in santa pace, ma che pretendono di trovare un autore di genere che abbia realmente qualcosa da dire e lo dica imbastendoci attorno una bella Storia. In questo caso Mirco Tondi ha veramente molto da dirci.   

domenica 18 settembre 2016

Manituana di Wu Ming



Link Acquisto Amazon (cartaceo)

Link download gratuito (ebook)


Sinossi:

1775, all'alba della rivoluzione che generò gli Stati Uniti d'America. Lealisti e ribelli si contendono l'alleanza delle Sei Nazioni irochesi, la più potente confederazione indiana. Nella valle del fiume Mohawk, indigeni e coloni convivono da decenni. Scelte laceranti travolgono il futuro di una comunità meticcia: il viaggio deve cominciare, fino alla capitale dell'Impero, e la via del ritorno è già sentiero di guerra. Un cacciatore irochese abbandona i boschi e i romanzi di Voltaire. Un guerriero del Clan del Lupo interrompe la traduzione del Vangelo e imbraccia il fucile. Un baronetto di Sua Maestà compare nei sogni di bianchi e indiani. Una donna guida il suo popolo attraverso le fiamme. Dopo anni di ricerche e scrittura, la nuova narrazione dell'officina di cantastorie nota coi nomi "Luther Blissett" (ieri) e "Wu Ming" (oggi). Un romanzo epico sulla nascita di una nazione e lo sterminio di molti mondi possibili.


Recensione:

Spinto dal fascino del periodo trattato da questo scritto, ho appena ultimato la lettura di Manituana, un romanzo storico ambientato durante la rivolta delle colonie americane contro la madrepatria Inghilterra.
Manituana è un’opera partorita dal collettivo Wu Ming. Per chi non conoscesse questo gruppo e la loro interessantissima, e forse irripetibile storia, rimando direttamente al loro bel sito, stracolmo di materiale di sicuro interesse.
In questa sede mi limiterò a dirvi che l’ebook è liberamente scaricabile in tutte le possibili varianti, mentre il cartaceo è edito da Einaudi.
Come potete ben capire la cosa è del tutto eccezionale e rappresenta un esperimento di marketing unico nel suo genere. Noi però non siamo qui per questo, quanto per analizzare il romanzo in sé.
Un romanzo corposo, in alcuni tratti un po’ lento forse, ma sicuramente evocativo e ben scritto. Ottimo il lavoro di editing e testo praticamente privo di refusi, quindi non occorre perdere altro tempo a riguardo.
Le vicende si dipanano sfruttando innumerevoli punti di vista. I personaggi che ci prestano il loro sguardo per scandagliare questo scorcio della storia umana spaziano in luoghi affascinanti che vanno dal nuovo mondo ai grandi laghi del Canada, per transitare nel vecchi continente, in Inghilterra, nei suoi palazzi che trasudano ricchezza e nobiltà, bizzarria e romanticismo.
Un lavoro di ricostruzione storica affascinante, privo di facili ipocrisie, capace di affrontare nella sua durezza tematiche spinose come la triste sorte delle popolazioni indiane, senza arretrare d’un passo innanzi alla brutalità commesse da ambedue le parti.
Le diverse linee narrative sono abilmente congeniate in modo tale da mostrarci i diversi punti di vista, le diverse motivazioni, tutte lecite agli occhi dei rispettivi protagonisti, in un contesto complesso nel quale gli interessi delle diverse parti in causa non lasciavano spazio al dialogo, ma solo all’uso delle armi. Mai vengono dati giudizi, né più né meno velati, e questo a me piace parecchio, lasciando libero il lettore di farsi la propria idea.
Mi ha colpito il modo in cui, in quest’epoca e in queste lande, i destini potevano mutare repentinamente grazie a una semplice carovana di botti di whisky utilizzata per corrompere una tribù, piuttosto che per il capriccio di un ufficiale di sua maestà in vena di compiere gesti più o meno eroici. Questa aleatorietà degli eventi, che invece nei libri storici vengono sempre dipinti come fatti assodati e imprescindibili, frutto spesso delle capacità quasi soprannaturali di capi illuminati, viene trasposto splendidamente dagli autori e risulta oltre che più credibile, è molto più affascinante e non certo meno istruttivo.
Ci sono personaggi ricchi di carisma, così come interessanti sono gli usi e costumi ricostruiti con maestria nel corso della narrazione. Insomma non c’è da annoiarsi anche se forse il ritmo non è sempre incalzante. Discorso opposto vale per quanto riguarda la descrizione degli scontri e delle battaglie che ho trovato decisamente ben fatti e adrenalinici.
Non ho gradito più di tanto i capitoli dedicati alla gang degli “indiani d’Inghilterra”, trovandola un po’ sconnessa rispetto al filo narrativo e fine a se stessa, compreso la modifica del linguaggio utilizzato, a mio gusto eccessivamente artefatto, uno slang che ho trovato, forse per mia ignoranza, poco calzante. Si tratta comunque di gusto personale, intendiamoci.
Ad ogni modo che dire, un ottimo romanzo in download gratuito, capace di invogliare ad assaporare altre produzioni Wu Ming e di esplorare un epoca storica non certo abusata e pertanto ancor più godibile e tutta da scoprire.

venerdì 16 settembre 2016

Il Maestro a Lucca Games 2016!






Questa news non potevo proprio risparmiarvela, abbiate pazienza. 
Chi conosce un minimo il sottoscritto e questo blog, avrà oramai la nausea a suon di sentir parlare di Steven Erikson e del suo ciclo fantasy "Libro Malazan dei Caduti", ebbene è di qualche giorno fa la notizia che il mio autore prediletto sarà a Lucca Games 2016 in occasione del lancio italiano dell'ultimo volume della sua creazione:




Cosa ancor più sfiziosa, il mister si metterà a disposizione per due educational posti in essere dagli organizzatori, nei quali fornirà agli avidi aspiranti scrittori come me, inestimabili consigli su come tentare di emularlo nella creazione di epopee fantasy altrettanto spettacolari.
Per maggiori dettagli vi giro il link pubblicato dalla sua casa editrice italica, l'Armenia, e quello sugli incontri educativi del sito di Lucca Games.
Se qualcuno dovesse andarci non esiti a mettersi in contatto con me, che magari una birretta a fine lavori ce la possiamo anche concedere!

martedì 13 settembre 2016

Uno non basta: racconti soprannaturali di C. Romolo [Rating 6]



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Titolo: Uno non basta: racconti soprannaturali

Autore: C.Romolo

Genere: Raccolta racconti horror, paranormale

Rating: 6

Prezzo: Euro 1,35 ebook



Recensione: 

Oggi è il turno di una raccolta di tre racconti, per una sessantina di paginette complessive: Uno non basta, racconti soprannaturali di C.Romolo che vi abbiamo presentato nella Disfida nr. 25.


-I Senza Radici (pubblicato anche singolarmente) 

A Emanuele e Angelica, che gestiscono un albergo sulle Alpi lombarde, gli affari vanno male: pur essendo ormai inverno inoltrato, della neve non c'è nemmeno l'ombra. 

Emanuele, che mal sopporta le lamentele degli ospiti dell'albergo, decide di scaricare la tensione con una passeggiata lungo il Sentiero Senza Radici, uno dei tanti itinerari offerti dai suoi splendidi monti. 

Percepisce subito che c'è qualcosa di sbagliato, ad esempio il sentiero, che aveva già percorso in precedenza, sembra essersi spostato.


Questo primo racconto, pur lasciando il lettore, o perlomeno il sottoscritto, con una certa inquietudine di fondo, non mi ha colpito particolarmente. C’è un eccesso di descrizioni, non tanto paesaggistiche quanto in merito alla caratterizzazione dei personaggi. Questo è un peccato che, pur attenuato dalla forma narrativa del racconto, che certo non agevola l’autore concedendogli spazi angusti per espandere il carattere delle proprie creature, non può comunque essere sottaciuto in sede di recensione.
La prosa non mostra particolari problemi, né la forma presenta refusi o sviste che possano infastidire il lettore. Oltre al problema succitato, però a stonare è la storia in se del racconto, che non mi convince del tutto.
I presupposti sono interessanti, ma lo svolgimento è a tratti confusionario, con accelerazioni improvvise che rischiano di far perdere il filo del discorso al lettore o che, quantomeno lo costringono a prestare tanta, forse troppa attenzione. Parere assolutamente personale, intendiamoci.
Rimane il pregio del clima ansiogeno che C. Romolo riesce comunque a creare, lasciando ben sperare per future pubblicazioni, in quanto i problemi evidenziati possono essere cancellati prestando maggiore cura al tutto.


- La loro ultima spiaggia (pubblicato anche singolarmente) 

Nicolas, un uomo introverso e solitario, è il titolare della 'Tuffo nel blu' e accompagna i turisti in escursioni subacquee nei pressi dell'isola dove vive. La moglie Marina è morta suicida un anno prima e vede la figlia solo durante le vacanze scolastiche. 

Durante un'immersione l'uomo scorge il volto di una donna che lo osserva dal fondo del mare e desidera disperatamente che appartenga a Marina. 

La singolare esperienza gli permetterà di conoscere Tea, una giovane donna che vive con il figlio Nemo, un misterioso bimbo. 

Una storia ben costruita, dove il confine tra realtà e magia è impercettibile. I numerosi misteri verranno svelati a poco a poco, ma senza spezzare completamente la dimensione surreale che la caratterizza. 


Secondo racconto anche leggermente confusionario, almeno a tratti. Nella ricerca di sorprendere e stupire il lettore, C. Romolo a mio avviso eccede nel celare particolari e indizi, ottenendo il risultato ricercato ma ingenerando al contempo attimi di smarrimento. Ad ogni modo il racconto risulta piacevole e interessante da “scoprire” sino al finale. Buona la prosa e assenti i problemi riscontrati nel precedente racconto. E’ più lungo de “I senza radici” e questo concede a C. Romolo di poter approfondire maggiormente il carattere dei personaggi in modo naturale, senza forzature o descrizioni posticce superflue. Interessanti e ben descritti i sentimenti forti presenti nella vicenda, a beneficio del coinvolgimento del lettore.
Il migliore dei tre, indubbiamente.



-Esprimi un desiderio (racconto breve, inedito) 

Chiara, una ragazzina di undici anni, subisce le angherie di quella che credeva essere la sua migliore amica. Un pomeriggio trova il giaciglio di un senzatetto e una strana matita in cima a uno scivolo...


Sul racconto conclusivo, in realtà un mini racconto di poche pagine, non ho nulla di rilevante da dire. Troppo breve la vicenda, e forse è un peccato vista l’originalità dell’idea di fondo, ma sviluppata in uno spazio così risicato risulta una mezza occasione persa.


Una raccolta che raggiunge la sufficienza, ma non va oltre. A mio parere nell’opera di C. Romolo si intravvedono ottime doti narrative, perfette per il genere trattato peraltro, perché la sensazione è che le atmosfere angosciose ricreate siano potenzialmente molto buone, ma occorre maggior attenzione sia alla realizzazione che alla pianificazione della trama.
Ammetto di non essere un amante dei racconti, preferendo di gran lunga concedermi il tempo di entrare in sintonia con i personaggi, cosa possibile solo avendo a disposizione gli spazi adatti, quindi forse la mia analisi è viziata da questo mio limite. Ad ogni modo, non è per nulla facile inculcare nello smaliziato lettore moderno quel senso di inquietudine che questi racconti riescono tuttavia a lasciare, per cui mi complimento con C. Romolo, segnalando però quelle che sono a mio avviso delle lacune che andrebbero colmate.

venerdì 9 settembre 2016

Disfida nr. 27: Grifo, l'Eresia di Isa Thid




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Titolo opera: Grifo, L'Eresia

Autore: 
Isa Thid

Editore: Lettere Animate

Formato (ebook e/o cartaceo): ebook e cartaceo

Genere: 
fantasy medievale

Prezzo: 
1,99 € (ebook), 16,15 € (cartaceo)

Sinossi: 
La guardia personale del principe cadetto
Irio dei Gastaldi, secondogenito di Re Fero, brama di salire al trono. Manipolatore sfacciato, stringe alleanze segrete con l'Ecclesia (che intimorita dall'eresia vuole affidare lo scettro del Grifo Bianco a un uomo malleabile) e con l'eresia (tenuta nascosta anche ai suoi più stretti collaboratori). Per portare a termine i suoi piani raduna attorno a sé una guardia personale composta da Rea, guardia reale; Nineve, maga dell'aria;
Linetta, ragazzina guaritrice e Crono, sedicente incantatore dal carattere instabile. La guardia personale del principe cadetto seguirà la pista degli spettri per scoprire che vengono generati da incantatori dai capelli d`argento al servizio dell'eretico Clodoveo Ventonero.
L`Ecclesia ortodossa
I Figli dei Dodici Dei dell'ortodossia hanno dettato legge nel regno di Grifo al pari del sovrano fino a pochi anni prima. Da qualche tempo, tuttavia, il potere del Re è debole e l'unità del regno minacciata dalle spinte indipendentiste dei marchesati e delle contee. Altro più serio motivo di preoccupazione è un'eresia del nord, soprattutto per Evaldo da Nivefonti detto il Vecchio Inquisitore, Figlio della Dea Iusmet della Giustizia.
Al fianco di Sisismonda la furiosa e Gioele il mite, Evaldo partirà verso nord per scoprire quanto più possibile sull'eresia Clodovingia. Giunto a Crincorvo, città situata sul valico montano che separa il sud ortodosso dal nord scismatico, apprende che l'eretico ha conquistato un'importante fortezza del nord e sta scendendo a sud con un`armata di spettri.
L`eresia Clodovingia
Clodoveo detto il Ventonero, Profeta del Dio dai Sette Volti, ha radunato un'armata per conquistare un regno alla sua fede. Assieme a un incantatore reietto ha riscoperto l'arte a lungo dimenticata di generare spettri, creature incorporee che portano alla follia a causa del terrore che infondono. Grazie alla dedizione del suo esercito e agli spettri al suo servizio, Clodoveo riesce a conquistare Caletra e Crona nell'estremo nord, prima che al sud l'Ecclesia e il Re ricevano notizie e preparino le difese sul valico di Crincorvo.
Clodoveo porterà il suo esercito a sud e conquisterà Crincorvo per poi occupare il regno di Grifo e mettere sul trono il suo alleato segreto, Irio dei Gastaldi.

Note/commenti/finalità dell'Autore: 
Volevo scrivere una storia d'avventura in cui i personaggi non fossero né buoni né cattivi, magari anche un po' persi nella vita, aggrappati ai loro valori ma disposti a rivederli all'occorrenza. Credo che sia venuta fuori una storia leggera ma a volte tragica, divertente ma a volte seria.


BIG da sfidare: 




La Saga di Darkover - La Signora delle Tempeste, Marion Zimmer Bradley

domenica 4 settembre 2016

Porta del mago: La magia come via di liberazione di Salvatore Brizzi



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Sinossi:
Continua l'opera di divulgazione della conoscenza ermetica portata avanti da Salvatore Brizzi, da anni impegnato nello studio e nella sperimentazione personale in campo esoterico. In questo libro ci spiega, in maniera chiara e alla portata di tutti come è nel suo stile, attraverso quali metodi possiamo risvegliare la nostra coscienza a un nuovo stato dell'essere. La magia diventa quindi un mezzo per "costruire" la propria anima e raggiungere la serenità interiore. Gli argomenti trattati sono i più vari: l'osservazione, il ricordo di sé, il non-giudizio, l'imminente salto vibrazionale della terra, gli episodi di follia che occupano le nostre cronache, come agiscono le forze diaboliche, la magia nera, il corretto uso dell'energia sessuale per scopi evolutivi.


Recensione:
La Porta del Mago di Salvatore Brizzi è un ottimo testo, capace di fornire una visione alternativa della realtà che ci circonda e donare un’infinità di spunti d’approfondimento. Chi si attende di trovare formule magiche o rituali specifici capaci di dar corpo alla Magia resterà deluso, in quanto la Magia di cui si parla è quella alla quale tutti noi dovremmo ambire, ossia quella capace anzitutto di permettere ad ognuno di controllare le proprie emozioni, il proprio Mondo Interiore.
Sin dalle prime pagine l’autore si impegna a farci capire quanto in realtà ogni uomo e donna siano schiavi dei propri pensieri e delle proprie emozioni e quindi non possano certo aspirare a controllare gli eventi esterni, quando non sono neppure in grado di farlo con quelli interiori. Gli esempi che l’autore porta sono del tutto concreti e di facile comprensione, cosa assolutamente utile e adatta ai novizi come il sottoscritto. Il primo passo è la comprensione della situazione di obnubilamento nella quale siamo costantemente immersi. 
Devo dire che a tratti ho trovato il testo realmente “illuminante”, in grado di far aprire gli occhi gettando luce su realtà che una volta svelate risultano del tutto credibili.
Vengono presentati tutta una serie di esercizi pratici di facile riproduzione, ma non certo di facile soluzione. L’impegno richiesto è grande, così come grandi sono gli obbiettivi prefissati. Niente rituali complessi e astratti, ma esercizi pragmatici, da compiersi tutti i giorni, anche alla luce del sole, ossia senza finire con l’essere guardati dagli atri come un folle che fa cose bizzarre. Esercizi capaci tuttavia di modificare profondamente il nostro modo di rapportarci con la realtà, se svolti con perseveranza e convinzione.
Un testo che consiglio a tutti, amanti o meno del genere, e che conferma quelle che sono le basi comuni alle diverse discipline che spaziano dalla meditazione alla spiritualità e religiosità di antica memoria, passando per il cristianesimo e le religioni monoteiste. 
Un testo che pur mantenendosi ad ampio respiro, e pertanto non certo esaustivo, contribuisce grandemente alla formazione del singolo, aiutandolo a spalancare porte che con tutta probabilità prima neanche vedeva.
Dopo un interessante excursus sulla magia sessuale, una volta conquistata la nostra fiducia, Brizzi si lancia con la parte finale del testo ad esporre teorie più o meno condivisibili, certamente in grado di spiegare l’andamento attuale della società. L’autore non lesina neppure nello sbilanciarsi con alcune interessanti profezie, dai risvolti piuttosto inquietanti. Noi però siamo uomini duri, guerrieri della luce e pertanto cercheremo di fare in modo di sconvolgere le previsioni dell’autore per il bene nostro e di tutti i nostri simili!
Buona lettura.

martedì 30 agosto 2016

Disfida nr. 26: Nel battito del colibrì di Giuseppe Turchi



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Titolo opera: Nel Battito del Colibrì

Autore: 
Giuseppe Turchi

Formato (ebook e/o cartaceo): 
cartaceo

Genere: 
narrativa generale affine al morality play

Prezzo: 
12€ (10,80 su Amazon)

Nota Biografica Autore: Giuseppe Turchi, nato a Parma il 12/04/1989, è diplomato come perito informatico ed è laureato in filosofia. È stato relatore nel pomeriggio della giornata interateneo di filosofia, nel 2014, con una relazione dal titolo Il clavicembalo sensibile. L’uomo come macchina vivente. Nel 2016 pubblica il suo primo romanzo breve, Nel battito del Colibrì, con la casa editrice free Edizioni La Gru e un articolo scientifico sulla rivista RIFAJ dal titolo Per un naturalismo pluralistico e (realmente) non antiscientifico.

Sinossi:  Passato, Presente e Domani sono i tre protagonisti che incarnano la coscienza di un uomo. Il primo è un vecchio rugoso ed elegante, custode della memoria e della storia. Il secondo, che subisce in prima persona ciò che l’uomo vive, è un ragazzino vestito con un pigiama che cambia sempre colore a seconda delle emozioni. Il terzo, Domani, è un manichino dalle forme appena abbozzate, sempre triste perché non riesce a dare senso al proprio essere.
I protagonisti osservano il mondo reale all’interno di uno stanzone bianco e risentono in modo diverso degli eventi a cui assistono. Una serie di circostanze sfortunate porta Passato a diventare grande e violento, mentre Presente risponde al dolore con l’apatia. Entrambi vorrebbero una vita migliore eppure, nonostante i moniti di Domani, non riescono a costruire un futuro felice. A un certo punto, Passato diventa così forte da sottomettere i fratelli e impadronirsi della coscienza dell’uomo. Le cattive memorie cancellano ogni sentimento positivo, la voglia di crescere scompare e la depressione riempie il vuoto di un’esistenza alla deriva.
Solo l’intervento di un amore inaspettato permette a Presente di risollevarsi e colorare il suo pigiama di tinte bellissime. Grazie a un pastello fatto di sogni, il ragazzino comincia a disegnare una forma a Domani e finalmente costruisce il suo futuro. Purtroppo per loro, però, Passato non ha perso la sua forza e vuole riprendere il controllo. Egli è l’infelice custode dei complessi d’inferiorità e dei crolli dell’autostima, due elementi capaci di distruggere qualunque relazione.
L’ultima sfida vede la stasi opporsi al cambiamento, il male di vivere contro l’energia positiva donata dalle persone amate. Ancora una volta Presente e Domani subiscono i colpi del loro passato, ma quando il ragazzino capisce come trasformare il fratello cattivo in un mentore speciale, un’eterna canzone di serenità irrompe nello stanzone bianco e irradia i protagonisti di pace. La coscienza dell’uomo, finalmente ricomposta, porta in sé i nomi dell’amore e della gratitudine.

Note/commenti/finalità dell'Autore: il libro prende spunto dalla tragedia greca ma ne differisce per il finale positivo. La domanda che mi ha mosso a scrivere è stata: quanto può influire un cattivo passato sulle nostre emozioni, i comportamenti e il modo di affrontare la vita? "Tanto", è la mia personale risposta. Così tanto da impedirci di costruire un futuro. Così tanto da sommergere le nostre potenzialità sotto tonnellate di depressione e pessimismo. In questo modo, il passato diventa qualcosa che ci sta sempre addosso come un'ombra, che ci abbatte, finché non lo prendiamo per quello che realmente è: un'occasione per imparare e migliorare. Un'impresa che può riuscire solo se intrapresa su un terreno coltivato d'amore e d'amicizia, perchè l'uomo non è capace di trovare felicità nella solitudine.

BIG da sfidare: 




Il Gabbiano Jonathan Livingston


venerdì 19 agosto 2016

Baby Boomers: Siamo la goccia che diventa mare di Mario Pacchiarotti [Rating 7,5]



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Titolo: Baby Boomers: Siamo la goccia che diventa mare


Genere: Azione

Rating: 7,5

Prezzo: Euro 2,99 ebook

SinossiAnni Venti del terzo millennio.

L’Italia è dominata dalla Fratellanza, un partito con pericolose tendenze assolutiste che ha ottenuto incredibili risultati elettorali. Vengono approvati provvedimenti iniqui, eppure popolari, come la legge che priva gli ultraottantenni del diritto di voto.

In questo clima autoritario e distopico, dove la corruzione è ormai pervasiva, c’è qualcuno che decide di ribellarsi. Si tratta dei Baby Boomers, sei affiatati vegliardi che decidono di sferrare un colpo al sistema di governo. Congegnando un piano minuzioso e audace, i rivoltosi organizzano un attacco terroristico contro il Nuovo Palazzo del Parlamento, centro nevralgico di un potere arrogante e insaziabile

I Baby Boomers sono l’ultimo afflato di coraggio in una società assuefatta alla corruzione, l’emblema di una generazione che rischia tutto nel tentativo di risvegliare le coscienze, il gesto estremo e simbolico di un’età non avvezza al consenso: sono la goccia che diventa mare.


Recensione: 
Oggi vi presento un testo cui certo non possiamo dire manchi originalità. L’ambientazione è collocata in un’Italia del futuro prossimo, fra una decina d’anni per intenderci, ed i protagonisti sono un gruppo di agguerriti “anzianotti”. Il bello è che a questa divertente (ma pericolosa) combriccola viene affidato il ruolo inaspettato di salvatori della patria, svegliando le coscienze sopite della popolazione

E, cosa ancor più sorprendente, questi non lo faranno andando di casa in casa a pietire un po’ d’ascolto, o girovagando di ospizio in ospizio per blandire i loro “simili”, ma come dei veri e propri terroristi, capaci di prendere in ostaggio niente meno che un gruppone di deputati nella nuova sede iperprotetta del parlamento.
Il testo, dopo un inizio un po’ lento, adibito alla presentazione dello stato d’essere della nostra nazione del futuro, scorre che è un piacere.
Gli anni trascorsi rispetto ai giorni nostri non hanno fatto altro che accentuare quelli che sono i problemi attuali, quindi non faticheremo certo a riconoscere la situazione e non ci troveremo per nulla spaesati. 
Trascorsa questa breve fase preparatoria, nella quale ci vengono tratteggiati anche i profili dei componenti del gruppo “terroristico”, gli eventi si susseguono a ritmo incalzante, alternando i punti di vista dei rivoluzionari e delle forze dell’ordine impegnate nel tentativo di arginare la loro azione.
Ogni capitoletto è scandito dal luogo e dall’orario degli eventi che narrerà, contribuendo al ritmo serrato e avvincente.
Intendiamoci, il testo non è un thriller dall’azione mozzafiato, ma un racconto più sottile, che ci lascia col dubbio dell’obbiettivo reale dei vecchietti sino in fondo, giocando abilmente sul temperamento focoso di alcuni dei protagonisti per tenerci sul filo del rasoio e costringerci a proseguire senza pause verso il gran finale.
Credibile e realistica l’evoluzione dei diversi personaggi, alcuni invero molto pittoreschi ed originali, capaci di infrangere lo stereotipo dei vecchietti pronti alla pensione con trovate originali sempre al limite, ma che mai scadono nel grottesco e nel parossismo. L’esperienza dei nonnini è quantomai variegata e nel complesso del gruppo riesce a limare le lacune dei singoli presentandoceli come una vera task force al completo.
Oltre ad essere una bella storia, Baby Boomers vuole parlare alla coscienza della gente, e lo fa in modo elegante e capace di far riflettere. 
Si potrebbe definirlo un testo a finalità iniziatiche, che mostra una possibile via, e soluzioni più o meno realizzabili. Ogni lettore, così come i diversi protagonisti di questa avventura, potrà giungere alle proprie conclusioni. I più sognatori non potranno che innamorarsi del gruppetto di vecchietti mentre anche i più smaliziati non potranno esimersi dall’innescare qualche dubbio nella propria mente arrivando forse a mutare la propria filosofia di vita.
Ho trovato molto ben congeniata anche la doppia azione intrapresa dai terroristi, sia nel campo reale che in quello virtuale, dove sono soliti trovarsi per uno dei giochi di massa più in auge nell’epoca descritta dal romanzo. Originale e ben gestito questo doppio binario, che verrà ancor più apprezzato da chi come me non è digiuno da gilde e congreghe ruolistiche varie e che ben conosce la rilevanza e la popolarità che i migliori riescono ad ottenere in questi mondi virtuali. Anche in questa scelta l’autore mostra di non aver mai perso d’occhio il realismo di fondo della sua opera.
In un mondo nel quale si sta sempre più smarrendo il rispetto per le persone più in là con gli anni, è bello trovare un romanzo capace di rilanciarne l’immagine, soprattutto visto che si tratta di un lavoro realmente originale, una ventata d’aria fresca capace di conquistare.
Voto finale quindi 7,5 condito dai più sentiti complimenti all’autore e l’augurio che il suo testo possa effettivamente farci divenire le gocce che diventano mare.

venerdì 12 agosto 2016

Il divoratore d'ombra. Saga della corona delle rose di Gianluca Villano [Rating 9]



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Titolo: Il Divoratore d'Ombra

Serie: Saga della Corona delle Rose


Genere: Dark fantasy

Rating: 9

Prezzo: Euro 12,75 (cartaceo), 0,99 ebook



Sinossi
Arbor potrebbe essere come il tuo Mondo... Muelnor potrebbe essere come la tua città... e quando la vita dei suoi abitanti è minacciata dall'iniquità, quando ogni valore, ogni giustizia, ogni libertà, diviene menzogna, arriva il tempo della venuta del Profeta. Ma se non trovasse il coraggio, se non dovesse accettare il suo destino, o il suo animo divenisse cieco e sordo alla falsità, allora un'ombra e una cupa disperazione potrebbero segnare il principio della schiavitù eterna.


Recensione: "Il divoratore d'ombra" è il primo libro, di una saga, il cui genere d'appartenenza è inquadrabile nel fantasy dai forti toni tra il dark ed il gotico ( nonostante nello store è indicato come horror )
La trama di questo primo libro ruota intorno alla figura di un "profeta" ovvero un prescelto che ha il compito di guidare l'umanità alla salvezza. Il libro si struttura come un enorme prologo. Le 270 pagine ,circa, di cui è composto narrano di un arco temporale di un paio di giorni in cui avviene il risveglio di questo "profeta" e la sua presa di coscienza di quali siano le sue facoltà ed il suo ruolo. Gli eventi che si scatenano all'interno di questo breve lasso temporale, infatti, hanno lo scopo di avere un "profeta" completamente consapevole di se stesso e dare il via a tutto quello che accadrà nei prossimi libri delineando, al contempo, tutti i personaggi che spalleggeranno il protagonista.
Rimanendo in tema personaggi,la loro caratterizzazione è affidata , in gran parte, al loro aspetto fisico. Le descrizioni fisiche sono piuttosto dettagliate e suggestive, cadendo , peró, sul lato della personalità, spesso solo accennata. Eccezione a questa "regola" sono i personaggi principali a cui viene dato tempo di mostrarsi per quello che sono e di maturare e cambiare con l'avanzare degli eventi. Le scelte fatte dai protagonisti si dimostrano realistiche ( per il contesto in cui sono immersi), tanto da avermi creato un momento di delusione a causa di alcune aspettative che mi ero fatto sull'agire del "profeta", aspettandomi un personaggio più attivo e capace nel ruolo(una specie di super eroe improvvisato). Ragionandoci sopra, però, mi sono trovato concorde con le scelte narrative dell'autore in quanto la storia parla di una persona comune che, nell'arco di poco tempo si ritrova con poteri che non padroneggia, non capisce e sono l'unica cosa che possono salvarlo.
Parlando dell'ambientazione, credo che rappresenti il punto forte del libro. L'autore ci mostra , con grande capacità descrittiva, un mondo fantasy in cui tutto è immerso in un'atmosfera distopica. Una grande città medievale dalle decorazioni cupe e spaventose, un forte potere politico/religioso che tiranneggia il popolo, una cultura sociale che vede in riti e ruolo disumanizzanti il massimo delle aspirazioni possibili, una prospera normalità pagata con sangue, dolore e disinteresse. L'esempio che meglio rappresenta la sensazione data dall'atmosfera è di pensare alla prospera Berlino ai tempi del nazismo, per poi inquadrarla nel suo periodo storico ed agli eventi dello stesso.
La mitologia del racconto è piuttosto interessante, articolata e strutturata su un background che la rende credibile. Questo primo libro, inoltre, ci permette di conoscere i dettagli del violento culto che domina la città/ambientazione. Particolarmente apprezzata è stata l'idea di personificare alcuni elementi naturali per poi gestirli come personaggi a se stanti, sfruttandone i punti di vista per narrare eventi che, altrimenti, avrebbero richiesto continui cambi di personaggio.
La trama, nonostante sia riassumibile in un cliché di genere, risulta originale grazie alla presenza di diversi elementi che la discostano dalla classica storia del prescelto, e trascina il lettore grazie a diverse svolte di trama e domande a cui rispondere. La narrazione, per quanto scorrevole e piena di elementi suggestivi, risulta appesantita da una presenza massiccia di neologismi ( nomi di oggetti, razze, clan, entità,ecc...) che si presentano in maniera costante nel racconto, creando problemi a chi non ne ha ben inquadrato i significati ( o non li ricorda). Un glossario a fine libro sarebbe risultato molto comodo.
Una cosa che ho notato (e che nel caso venisse confermata risulterebbe decisamente positiva ) è la presenza di un sottotesto nascosto tra le righe, piccole critiche sociali lasciate qua e là nel racconto. La città, ad esempio, ricorda, in alcuni punti una moderna città industriale trasposta in un contesto fantasy, cittadini indifferenti al dolore ed alle ingiustizie su cui vengono costruite le basi della loro prosperità, ecc. Forse è solo una mia lettura di alcuni elementi del testo, ma credo sia comunque il caso di mettere questa cosa in evidenza.
Parliamo, infine, di prezzi. Il libro è disponibile solo in versione cartacea al prezzo di circa 15 euro (anche se, al momento in cui sto scrivendo la recensione, il prezzo è scontato ed arriva a quasi 13 euro). Messo in confronto con libri simili (per lunghezza e materiali usati ) il costo risulta leggermente più alto, ma va considerato che è un libro autopubblicato (fattore che tende a far rialzare in prezzi per cercare di recuperare i costi di produzione). Una nota positiva va data per la copertina veramente ben fatta.
In definitiva "il divoratore d'ombra" risulta essere un libro interessante, con una sua personalità ed una ambientazione accattivante e dal prezzo, tutto sommato, ragionevole. Qualche timore è riservato ai libri successivi della saga data la scomparsa ( per motivi di trama ) di alcuni degli elementi più interessanti della storia, ma dove qualcosa se ne va altro potrebbe subentrare, quindi rimane solo da aspettare.
Voto riassuntivo 9