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mercoledì 20 settembre 2017

Disfida nr. 45: Caccia mortale di Stefano Marguccio


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  • Titolo opera: Caccia Mortale - Cronache dei Due Mondi
  • Autore: Stefano Marguccio
  • Formato: Ebook e cartaceo
  • Genere: Fantasy
  • Prezzo: 3,99 ebook 16,00 cartaceo
  • Sinossi: Il cielo di Arkandia è avaro di nuvole quanto la sua terra lo è di giustizia. Delion di Rubra, primicerio del monastero di Urd il Profeta, è un senza cognome. Nel sistema corrotto della Confederazione uno come lui conta zero. Per questo ha deciso di unirsi a una società segreta che promette di rovesciare l'ordine costituito per sostituirlo con uno più equo, guidato da un uomo solo, come ai tempi dei re. Il suo sogno di cambiamento, però, vive il tempo di una notte. Un terremoto distruttore rade al suolo la città in cui vive, rimescolando le carte della sua partita con il destino. Un demone lo scruta dalle tenebre di una stanza gelida. Una fanciulla dai capelli immacolati trascrive tutto quello che dice e fa. La caccia è appena iniziata, e i mondi che sono stati separati presto saranno uniti di nuovo. Segui le avventure di Delion di Rubra nel ciclo delle Cronache dei Due Mondi!  
  • Note/commenti/finalità dell'Autore: Caccia Mortale è il primo libro di una saga che vuole essere la via italiana al fantasy classico. Coniuga gli archetipi del viaggio dell'eroe con un'ambientazione originale a cui ho cercato di dare profondità e complessità. I personaggi sono curati, i dialoghi croccanti come il pane appena sfornato, il ritmo serrato. Ci ho messo tre anni a riscriverlo accidenti! Troverete il sapore dell'oriente e dell'occidente e qualche elemento tutto italiano, come le rovine e i monasteri. Niente nani, elfi o maghi, ma un tentativo di creare un'atmosfera di realtà sospesa, di mistero credibile e di magia. La prima volta l'ho scritto per me. La stesura che leggerete l'ho scritta per voi. Per farvi passare qualche ora in un altro mondo. Anzi in due.
  • BIG da sfidare: 



Millennio di Fuoco Cecilia Randall


domenica 17 settembre 2017

Mi innamoravo di tutto: Storia di un dissidente di Stefano Zorba [Rating 7]

Oggi pubblichiamo la prima recensione della nostra nuova collaboratrice EMMA, alla quale diamo il benvenuto nello staff di scrittorindipendenti. EMMA ci presenta:


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Titolo: 
 
Mi innamoravo di tutto: Storia di un dissidente


Autore: Stefano Zorba

Casa Editrice: Edizioni Alternative

Genere: Narrativa

Prezzo: Euro 4,99

Rating: 7

Sinossi: Un sotterraneo anonimo. Un pavimento in calcestruzzo, polvere, pilastri nudi e vecchi. E sangue.
Un imprecisato servizio segreto italiano ha un prigioniero, un dissidente che si chiama Coda di Lupo. E vuole farlo parlare, con ogni mezzo necessario.
E Coda di Lupo parla, si racconta, scandendo la sua vita sulle note dell’omonima canzone di Fabrizio De André, dall’infanzia e il G8 di Genova fino agli ultimi, disperati anni di resistenza in Val Susa.
Un romanzo che parla di lotta, di resistenza, di Stato, di sofferenza, di morte. E della gioia di lottare, nonostante tutti i sacrifici che questo comporta.

Recensione: Un uomo giace raggomitolato su un pavimento, alla mercé di aguzzini che lo picchiano selvaggiamente. Inizia per lui un lungo calvario di sopraffazione, di violenza, sempre più atroce, e ancora e ancora, perché parli e riveli i nomi degli altri. E’ un terrorista, un no-TAV, e fra una tortura e l’altra, raccontate con minuzia di particolari, ripensa alla propria vita.
Struggente e quasi lirico il passaggio dalla giovinezza felice alla rabbia distruttrice: il ragazzo che si innamorava di tutto, subisce una repentina trasformazione in cui tutto l’amore diventa rabbia, grande, immensa, distruttrice. Tanto grande era l’amore, e tanto feroce l’odio e la rabbia, quando realizzerà che il suo futuro è scippato, “fottuto”. La parte iniziale, molto credibile e ben scritta, ricorda i fatti, purtroppo realmente accaduti e documentati, delle torture subite dagli arrestati nella caserma di Bolzaneto, a Genova, durante il G8 del 2001. Qui l’empatia è tutta per il protagonista, Coda di lupo il suo nome di battaglia. Pian piano il contesto cambia; Coda di lupo è in acque molto peggiori, non ci sarà più libertà per lui, sa che lo tortureranno a morte, e che prima o poi parlerà. La narrazione diventa meno credibile, l’empatia del lettore si allontana, non tanto per la vicenda raccontata, terribile, quanto per le motivazioni, o la mancanza di motivazioni, del protagonista, che man mano ricorda la sua vita: la partecipazione alle proteste del G8, a Genova, poi la vita borghese (con tanto di moglie aspirante modella in abitino griffato Valentino e prime alla Scala), lo schifo per la sua nuova vita borghese, l’incontro con i no-TAV e la sua adesione alla causa. Le ragioni del disagio emergono qua e là, marginali, superficiali, un po' trite (la globalizzazione, i grandi del mondo, bulimici e sfruttatori, i Cattivi Americani di Ustica e del Cermis, e chi più ne ha più ne metta). Ma non c’è passione in queste motivazioni che appaiono sempre sullo sfondo, un po' sbiadite, mentre la passione c’è, e tutta quanta, al calor bianco, nella lotta in sé, ed è in questo che l’autore dà il meglio di sé.
Insomma, dopo un inizio sfolgorante, il racconto non convince.
Avrebbe potuto raccontarci per davvero e con passione le battaglie dei no-Tav, convincerci che esiste veramente quel muro di silenzio che nemmeno il WEB coi suoi molti occhi riesce a sfondare, che nulla è come sembra ma come vogliono che sembri, ma nel complesso le affermazioni di Coda di Lupo non convincono. Tutta la seconda parte della narrazione punta, forse intenzionalmente, al vuoto, vuoto di idee, vuoto di motivazioni, vuoto di pensiero. Peccato, perché l’autore sa scrivere e sa scrivere bene. Preferiamo quando ci appassiona, non quando ci lascia nel vuoto...
Voto 7.
                                                                                                                 EMMA

domenica 10 settembre 2017

I ragazzi di Anansi di Neil Gaiman


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Descrizione:
Quando il papà di "Ciccio Charlie" dava un nomignolo a qualcosa, quel nomignolo rimaneva. Come quando chiamò Ciccio Charlie "Ciccio Charlie", appunto. Anche adesso, vent'anni dopo Charlie Nancy non riesce a liberarsi di questo fastidioso appellativo, uno dei tanti imbarazzanti "doni" che il padre gli ha fatto prima di cadere stecchito su un palco di karaoke, segnando così l'inizio del disfacimento della vita del povero Ciccio. Mr. Nancy ha lasciato a Ciccio Charlie delle "eredità", come l'estraneo alto e di bell'aspetto che compare alla porta di Charlie e che si scopre essere il fratello che lui non ha mai conosciuto. Un fratello completamente diverso da Charlie che gli insegnerà a lasciarsi andare e a divertirsi, proprio come faceva il caro papà.

Recensione:
Oggi vi presento un romanzo di Neil Gaiman: I Ragazzi di Anansi. Certo non sarà famoso come “American Gods”, che a me è piaciuto veramente molto, e del quale mi sento di consigliarvi anche la recentissima serie tv, realizzata a mio parere in modo eccellente e piacevolissima a vedersi, ma anche questo suo “fratello minore” non è niente male.
A donare valore a quest’opera è anzitutto l’abilità dell’autore, che possiede a mio avviso una prosa capace da sola di far innamorare il lettore dei suoi testi. E’ uno di quei rari casi nei quali, a prescindere dalla storia narrata, l’abilità dello scrittore, il suo modo di presentarci le vicende, sono da soli capaci di soddisfare il lettore e convincerlo di aver speso bene il proprio tempo. Le vicende sono narrate con estrema fluidità, i personaggi sono ben realizzati, caratterizzati in modo originale eppur credibile, anche quando hanno ben poco di umano, essendo delle vere e proprie deità. Certo poi si scopre che i loro vizi sono tutt’altro che distanti da quelli dei comuni mortali, quindi non si fatica ad immedesimarsi.
C’è abbondanza di ironia negli scritti di Gaiman e le vicende lasciano ampi margini di riflessione al lettore attento e deciso a cogliere quelli che sono gli aspetti più profondi e che vanno oltre l’innegabile appagamento legato alle vicissitudini narrate. 
E’ un romanzo il cui genere mi è difficile da definire, in quanto ci troviamo effettivamente al cospetto di un ambientazione moderna nella quale vengono calate delle divinità umanizzate e lontanissime da quelli che sono gli stereotipi di entità sovrannaturali, ma che alla fine dei conti hanno pur sempre delle caratteristiche che le rendono superiori all’uomo. Indubbiamente urban fantasy, anche se la componente fantasy è a mio avviso molto risicata, almeno per buona parte del testo. Già perché per oltre metà del testo la vita dei protagonisti scorre più o meno tranquilla, certo il fratello di Ciccio Charli, Ragno, è piuttosto bizzarro, ma chi può affermare di non annoverare fra i propri parenti qualche figura al limite dell’inquietante? Solo in un secondo momento la componente più marcatamente fantasy, che nel caso di Gaiman assume vestigia legate alla mitologia politeista dell’antichità e dei riti stregoneschi, si fa avanti con maggior vigore, trasportando il lettore in regni “altri”, nei quali incontrare Dei dalle forme animalesche, ma dai connotati caratteriali palesemente umani. Insomma, come accennavo in precedenza ci sono vari spunti di riflessione a completare un testo d’intrattenimento puro e di buon livello. Unico neo a mio avviso è nella gestione della trama e nelle sequenze degli incontri che appaiono forzati, anche se l’autore potrebbe certamente rispondere che siano gli Dei stessi a pilotare le gesta dei loro prediletti.
Il bello ad ogni modo sta proprio nell’osservare come i comuni mortali si rapporteranno a questi esseri fuori dall’ordinario, come potranno accettare l’inverosimile e l’inconoscibile ad essi legato. CI saranno scene capaci di strappare sorrisi e altre che ci faranno correre un brivido lungo la schiena.  Insomma, divertimento garantito per tutti e testo consigliato!

giovedì 7 settembre 2017

Disfida nr. 44: Le lame scarlatte di Rob Himmel


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Titolo: Le lame scarlatte
Autore: Rob Himmel
Formato: Cartaceo ed eBook
Genere: Fantasy
Prezzo: 14,90 € cartaceo 2,99 € eBook
Sinossi: Quando Lynx, il più celebre assassino di Ganderia, fa ritorno nella capitale dopo dieci anni di assenza, gli equilibri di potere vengono infranti. Le otto organizzazioni che gestiscono nell’ombra la vita della città abbandonano il loro torpore e ricominciano a tessere intrighi. Re Nuldest è disposto a qualunque cosa pur di scoprire perché, dopo tutto questo tempo, l’uomo sia ricomparso in città e non indugia a mobilitare l’Ordine. Ed Eel non esiterà a rincorrere il suo sogno: divenire il miglior assassino della storia, facendosi un nome sulla pelle di Lynx… Persino Regina è pronta a calare le sue carte. Il gioco degli intrighi è cominciato. Chi trionferà?

Note/commenti/finalità dell’autore: Un romanzo ricco di colpi di scena, intrighi, combattimenti e personaggi carismatici che saprà sorprendervi positivamente. La storia lascia qualche spunto di riflessione: sulla sete di potere, sull’amicizia, sulla necessità, a volte, di trovare un compromesso; ma, soprattutto, sull’importanza dei legami umani che, anche per un uomo spietato come Lynx, sono essenziali e possono dare speranza anche nei momenti più bui. Inoltre sfido chiunque a capire e anticipare i molti colpi di scena, ci riuscirete?


BIG da sfidare: 

Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin

domenica 3 settembre 2017

Raggruppamento Spada di Matteo Marchisio [Rating 7]


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Titolo: 
Raggruppamento Spada


Autore: Matteo Marchisio

Casa Editrice: Delos Digital

Genere: Azione, Guerra

Prezzo: Euro 2,99

Rating: 7

Sinossi: Romanzo breve (84 pagine) - Rieke Hatefield lavora in una ditta di legnami di Addis Abeba, in Etiopia. Le battaglie nella savana rodesiana sono diventate un ricordo, come i volti delle persone care perdute laggiù. In un viaggio di lavoro a Torino scoprirà quanto la Guerra Fredda imperversi ancora in Europa. Nel caos di una nuova avventura si aggiunge la notizia che, forse, suo padre è ancora vivo, prigioniero nella Libia del Raìs. Liberarlo vorrebbe dire recuperare quello che credeva di aver perso per sempre.
Dopo essere sfuggiti alla guerra decolonialista rodesiana, Rieke e Katie sono stati accolti in Etiopia dal vecchio amico Barba. Vivono di nuovo una vita tranquilla, come commerciali di una ditta di legnami. Sarà durante un viaggio di lavoro a Torino che realizzeranno come per loro non sia ancora arrivato il momento di smettere di combattere, rimanendo incastrati tra scandali al metanolo, golpisti, legionari corrotti. Girano voci che il padre di Rieke creduto morto si ancora vivo, prigioniero in Libia. Rieke rimarrà incastrato tra la volontà di ritrovare il padre creduto scomparso per sempre e la devozione agli impegni presi con l’uomo che lo ha accolto dopo la fuga dalla Rodesia, trattandolo come un figlio. Sembra che dietro gli eventi che lo circondano ci sia l’ombra di un’unità dei servizi di informazioni italiani chiamata Raggruppamento Spada. Nessuno la conosce. Tutti sembrano sue pedine.

Recensione: 
Terzo episodio della serie di Matteo Marchisio dedicato alla coppia di avventurieri formata dal giovane Rieke e dalla sua affascinante compagna Katie, anche se in questo capitolo la fanciulla rimarrà relegata in disparte.
Nella recensione del precedente romanzo breve, "Nowaland", mi ero dichiarato meno favorevolmente rispetto al mio solito verso lo scritto di questo autore, che abbiamo imparato a conoscere molto bene. Avevo avuto l’impressione che la storia fosse stata buttata giù un po’ frettolosamente e, perlomeno a mio personalissimo parere, non mi aveva convinto come al solito. Dico subito che “Raggruppamento Spada” mi è piaciuto, garantendomi ore di svago. Ripeto, si tratta sicuramente in gran parte di gusto personale, anche se alcuni aspetti oggettivi mi pare di poterli trovare: in questo caso la prosa pare più curata, le descrizioni più ricercate, quindi non solo la storia mi ha maggiormente convinto, ma anche la sua realizzazione.
L’ambientazione muta, ci ritroveremo catapultati dall’Etiopia all’Italia, con i nostri eroi coinvolti in azioni clandestine che spaziano dal commercio di beni proibiti al terrorismo di destra (avete presente Terza Posizione negli anni 80?). Insomma, le atmosfere al limite del “paranormale” di "Sezione NKZ-68" sono lontane anni luce dai complotti internazionali del tutto terreni e realistici che viviamo in questo “Raggruppamento Spada”, ma la cosa non peserà sul buon esito del tutto.

L’azione è sempre concitata, sorretta da dialoghi riuscitissimo, così come i nuovi personaggi che si affiancano al protagonista riescono a farci approfondire la conoscenza della personalità di Rieke, donando spessore al personaggio. Un racconto che ripropone il meglio dell’autore, capace di mantenere un ritmo serrata dall’inizio alla fine, senza per questo scadere nel poco credibile o nel sensazionalistico, senza trasformare in concreto il protagonista in un supereroe dai poteri sovrannaturali. In questi casi il rischio infatti è proprio quello di dar vita a dei grotteschi immortali che non fanno altro che screditare il personaggio agli occhi del lettore. Marchisio invece è bravissimo nel mostrare le debolezze dell’uomo e nel far percepire tutta la vulnerabilità dello stesso, aumentando di conseguenza la curiosità per lo sviluppo degli eventi.
Romanzo consigliato quindi, senza se e senza ma. Voto 7. 


mercoledì 30 agosto 2017

Disfida nr. 43: Dannato Malloppo! di Mario Micolucci


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Titolo opera: DANNATO MALLOPPO!


Formato: ebook e cartaceo

Genere: Western all'italiana

Prezzo: cartaceo 9,99 euro – e-book 2,99

Sinossi:
In quel letamaio di Little Pit, è un giorno come tanti altri; quando giunge un ceffo a cavallo. L'uomo ha un gran fretta, ma anche un grosso fagotto. Hugg Badfinger non resiste alla tentazione di appurare cosa ci sia dentro. Così, fa fuori il tizio e manda il suo moccioso a requisirlo. Dopo un po', padre e figlio montano in sella e schizzano via dal villaggio come se avessero il diavolo alle calcagna. Cosa avranno trovato?

Note/commenti/finalità dell'Autore:
Ho indirizzato lo sforzo creativo nel ricreare le atmosfere, il linguaggio e il “sapore” dei film western italiani degli anni sessanta e settanta. Per realizzare quest'intento, ho raccolto a piene mani sia dai cosiddetti spaghetti western che, in dosi più circostanziate, dai fagioli western - quelli di Bud Spencer e Terence Hill, per intenderci -; ma non solo, essendo personalmente convinto che questo particolare genere sia figlio della commedia, ho attinto anche da lì. Quindi non aspettatevi un romanzo tutto azione, poiché i dialoghi giocano un ruolo molto importante nella narrazione.

BIG da sfidare:

Essendo ispirato alla filmografia citerò dei registi.


Tutti i film di Sergio Leone e soprattutto la Trilogia del Dollaro; 



La Collina con gli Stivali di Giuseppe Colizzi; 




Lo Chiamavano Trinità di E.B. Clutcher; 










L'Armata Brancaleone 






e I Soliti Ignoti di Mario Monicelli; 


Totòtruffa 62 e La Banda degli Onesti di Camillo Mastrocinque








domenica 27 agosto 2017

L’ ultimo Paleologo di Emanuele Rizzardi [Rating 7,5]


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Titolo: 
 L'Ultimo Paleologo



Casa Editrice: Cavinato Editore

Genere: Storico

Prezzo: Euro 5,99 Ebook, 21,25 Euro Cartaceo

Rating: 7,5

Sinossi: “L’ ultimo Paleologo” di Emanuele Rizzardi, scrittore legnanese che propone un romanzo storico ambientato durante l’assedio di Costantinopoli.
1453, Ancona. Quattro galee italiche prendono il mare per soccorrere Costantinopoli, assediata dal geniale e terribile sultano Maometto II.
Chi le comanda è Alessio, bastardo della casata dei Paleologi, di ritorno a casa dopo un lungo esilio a causa di un turpe delitto.
Dopo aver umiliato le navi dell’ammiraglio turco Baltoglu, Alessio sperimenta la durezza dell’assedio e gli attriti fra occidentali e bizantini in una città agonizzante e prossima alla capitolazione.
Nella disperata ricerca di alleati, il basileus Costantino XI lo invierà nel Caucaso, presso il regno di Georgia, per portare a compimento una promessa matrimoniale rimandata troppo a lungo. Inseguito da vecchi nemici in cerca di vendetta, giungerà alla corte del duca di Kutaisi dove prenderà parte alla lunga e intricata guerra civile per conquistare il trono di “Re dei Re”, signore di tutta la Georgia.


 Recensione: 
Oggi vi presento un romanzo storico edito da Cavinato Editore: L’ ultimo Paleologo di Emanuele Rizzardi. Si tratta di un testo di piacevole lettura, corposo e dalle solide basi storiche. Visto che Emanuele è diventato un membro dello staff di scrittorindipendenti, mi trovo costretto ad essere più severo del solito, per fugare ogni dubbio di “essere di parte”, anche se confido oramai i lettori mi conoscano ed abbiano capito che difficilmente mi astengo dal dire ciò che penso. 
A parte tutto, il romanzo merita davvero, quindi non ho dubbi in proposito al voto che intendo attribuirgli, né in merito alla soddisfazione che darà a tutti quelli che vorranno concedergli una chance.
E’ il primo romanzo dell’autore e questo giustifica alcuni aspetti a mio avviso un po’ acerbi e che avrebbero dovuto essere smussati in sede di editing da parte della casa editrice, ma di questo avrò modo di parlarvi, e lamentarmi,  più avanti. Si tratta di peccati veniali, intendiamoci, e non certo capaci di inficiare la portata di un romanzo che rimane sicuramente da leggere, non fosse altro per l’originalità dell’ambientazione trattata, che dopo la prima parte dedicata all’assedio della maestosa Costantinopoli, assolutamente affascinante, ci trasporta nelle regioni “inesplorate” (dalla letteratura d’evasione, almeno da parte mia) del Caucaso, presso il regno di Georgia.
Togliamoci quindi subito i sassolini dalla scarpa. Mi riferisco principalmente ai dialoghi che, soprattutto, nella prima parte del testo, appaiono a mio parere, un po’ ingessati ed innaturali e che a mio avviso avrebbero dovuto essere resi più fluidi. Altro elemento che mi pare abbia stonato è l’incontro “casuale” dell’ex ammiraglio del Sultano con Alessio, all’inizio della missione di questo verso il Regno di Georgia. Una forzatura difficile da far digerire agli esigenti lettori dei romanzi storici. Ecco, tutto qui, perché per il resto il romanzo è molto ben orchestrato e per questo il voto finale è quello che vedrete ed il consiglio è quello di seguire attentamente questo giovane autore. Già perché le descrizioni che riesce a fornirci nel corso degli eventi sono molto ben fatte ed evocative, l’azione ed i combattimenti sono resi splendidamente e sembrerà effettivamente di partecipare alle mischie furibonde che si verranno a creare, con l’aggiunta di trovate strategiche ottimamente rese. 
Credibili, ben descritte, storicamente ineccepibili e che dire dei personaggi? Anche questi sono ben fatti, profondi, caratterizzati in modo da rimanere nell’immaginario del lettore, sia i principali che quelli secondari, alcuni dei quali è veramente riduttivo definire tali in quanto meritano di essere elevati ad una categoria superiore. 
I giochi di potere, i sotterfugi, i tradimenti e le vicissitudini dei Regni coinvolti vengono allestiti dal Rizzardi in modo magistrale, riuscendo nel non facile intento di ottenere il giusto equilibrio fra i capitoli dedicati all’azione e quelli volti alla costruzione della sua opera, facendoci scoprire peraltro quanto accaduto in quegli anni nel Caucaso in modo avvincente e mai pedante.
Anche l’evoluzione dei personaggi è svolta in modo credibile e con la giusta dose di sorprese, capaci di tenere il lettore sempre avvinghiato al testo nonostante la sua corposità, cosa che personalmente ho apprezzato, in quanto agevola la naturale empatia che viene a crearsi con i protagonisti. Un autore che sa gestire con egual bravura gli aspetti più crudi della guerra e quelli più sublimi dell’amore fraterno fra camerati e quello che sorprendentemente può sbocciare anche a seguito di matrimoni dinastici pianificati a tavolino.
Insomma una lettura consigliata, anche se l’ultimo appunto lo voglio riservare all’editore: l’editing di un testo non è un optional e ritengo intollerabile trovare così tanti refusi (frutto dell’utilizzo di correttori automatici, a giudicare dalla tipologia di errori) in un testo che dovrebbe essere stato passato al vaglio dagli addetti di una casa editrice seria. Non conosco le sbalorditive strategie promozionali che possa mettere in campo l’editore, per compensare al mediocre lavoro di editing svolto, ma se così non fosse, a mio parere, è preferibile rimanere indipendenti, anche perché così facendo si avrebbe maggiore libertà per impostare un prezzo inferiore e rendere il romanzo ancor più appetibile per il vasto pubblico che merita.  
Voto 7,5

mercoledì 23 agosto 2017

Il Dio Storpio: Una storia tratta dal Libro Malazan dei Caduti di Steven Erikson


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Descrizione:
I Cacciatori di Ossa marciano alla volta di Kolanse, guidati dall'Aggiunto Tavore. Là quest'ultima, priva di doti magiche o di carisma, e incapace d'instillare fedeltà nel suo esercito, sfiderà i Forkrul Assail, che vogliono imporre al mondo una purificazione devastante. Sempre che le sue truppe ribelli non la uccidono prima... Nel regno di Kurald Galain, in cui si nasconde la città perduta di Kharkanas, i rifugiati guidati da Yedan Derryg attendono la caduta della Cascata di Luce e l'avvento di Tiste Liosan. In questa guerra che non possono vincere, moriranno in nome di una città deserta e di una regina senza sudditi? Altrove tre Dei Antichi tramano per spezzare le catene che vincolano Korabas, il Drago Otataral. Contro la sua forza distruttrice, nessun mortale potrà opporre resistenza. Nel frattempo, alle porte di Starvald Demelain, la Casa degli Azath che sigilla il portale sta morendo. Presto giungeranno gli Eleint, la stirpe dei draghi e il cataclisma finale...


Recensione:
Eccoci giunti al Gran Finale.
L’epopea di Erikson trova la sua conclusione con il romanzo (1200 e passa pagine) dal suggestivo titolo: Il Dio Storpio. Mi sono conquistato pure la dedica e la foto ricordo all’ultimo Lucca Games, ma come sapete era assolutamente il minimo visto che considero il ciclo di quest’autore il meglio che esista in circolazione. Ora che ho letto il finale posso ribadire la mia convinzione, visto che Erikson è riuscito (incredibilmente data la mole di sottotrame) a imbastire un finale (abbastanza) sensato e assolutamente godibile.
Ci sono volute centinai di pagina per riuscire a scoprire qualche tassello in più di quest’epopea composta da 10 tomi, l’adrenalina non ha mai smesso di pompare nelle vene, neanche quando a prendere la parola sono stati (sorprendentemente) nuovi personaggi, cosa che di certo mai mi sarei atteso, visto che in ballo ce n’erano già a centinaia. Ah, quando dico centinaia, non scherzo perché in questo finale trovano posto (quasi) tutti i personaggi conosciuti nel corso di questa lunga ed epica cavalcata. Inutile sottolineare quanto, guardandomi alle spalle, ritrovando questi vecchi amici, o semplicemente sentendo rievocare le loro gesta da chi è sopravvissuto loro, non possa che corrermi un brivido lungo la schiena. Basterebbe questo a far capire quanto Erikson sia riuscito a centrare il proprio obbiettivo, ma la grandezza del ciclo di Malazan a mio avviso va ben oltre le pure emozioni che essa è riuscita a trasmettere. E’ un prodotto ambizioso e il fatto stesso che l’autore abbia faticato inizialmente a trovare un editore, pur parlando di paesi decisamente più evoluti dell’Italia in campo editoriale, ci fa capire quanto maestosa (e quindi rischiosa per un editore) sia la sua costruzione letteraria. Ci troviamo innanzi a qualcosa di unico e come tale non adatto a tutti. Sarà comunque sufficiente leggere il primo volume di quest’opera per capire se sarete fra chi amerà quest’autore o fra chi lo considererà semplicemente un povero pazzo furioso, per quanto visionario.
Devo ammettere che non avevo idea di come avrebbe potuto chiudere il cerchio e, comprensibilmente, se vogliamo andare a cercare il pelo nell’uovo, per correttezza intellettuale, dobbiamo ammettere che qualche piccola incongruenza ci sia, almeno secondo il mio punto di vista. Scoprire dopo 10.000 pagine circa che il nemico capace di costituire il vero pericolo per l’umanità spunti praticamente dal nulla, senza avere un background di spessore e costruito mano a mano nel corso della narrazione, mi ha lasciato un retrogusto amaro. Ciò non toglie che quella che in altri casi sarebbe stata una pecca invalidante, nel caso dell’epopea di Malazan non può che risultare un neo del tutto secondario. La drammaticità degli eventi finali e il ricordo stesso del lungo cammino trascorso con personaggi indimenticabili, ci consentono di passar sopra agilmente a qualsiasi artificio, anche se stiracchiato, messo in atto dall’autore per concedere al tutto una degna conclusione. Inoltre, anche per i personaggi che non hanno trovato una fine “esplicita”, c’è da sottolineare che l’autore ha in programma diversi spin off che dovrebbero venirci incontro per colmare le inevitabili lacune.
Il mio augurio è che l’Armenia trovi la forza di tradurre anche i libri di Ian Esslemont, che costituiscono parte integrante della saga di Erikson. Incrociamo le dita, anzi cerchiamo di farci sentire con la casa editrice, contattiamoli e chiediamogli informazioni in merito, chissà che rendendosi conto dell’interesse possano infine rompere gli indugi.
Buona lettura!

martedì 8 agosto 2017

ŠRDN - Dal Bronzo e dalla Tenebra di Andrea Atzori [Rating 8]


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Titolo: 
ŠRDN - Dal Bronzo e dalla Tenebra


Autore: Andrea Atzori

Casa Editrice: Acheron Books

Genere: Fantasy,

Prezzo: Euro 4,50 Ebook, 11 Euro Cartaceo

Rating: 8

Sinossi: Età del Bronzo. Il bacino del Mediterraneo è un crogiuolo di civiltà, dèi, culture, traffici e battaglie, e dai lidi di S’ard, l’isola tempio, gli Shardan, il Popolo del Mare, veleggiano su navi da guerra per sfidare i propri nemici in onore del Dio Maimon. Sono in Egitto, nel 1278 a.C., pronti a piegare il delta del Nilo e a conquistare la Terra dei Faraoni. Ma non riusciranno mai nell'impresa: a un passo dalla vittoria si fermeranno all'improvviso, torneranno sulla loro isola, e il loro nome sprofonderà nella tenebra e verrà dimenticato dalla Storia.
Qui si narra che cosa accadde.


Recensione:
Oggi vi presento un altro romanzo edito da Acheron Books: ŠRDN - Dal Bronzo e dalla Tenebra di Andrea Atzori.
Dico subito che il tema trattato mi ha conquistato ancor prima di iniziare a leggere il romanzo. Chi mi segue da tempo saprà già il peso rilevante che attribuisco a un’ambientazione originale ed azzeccata: per me la storia è l’elemento di gran lunga più importante, anche rispetto ad una prosa eccelsa, ed in questo caso, l’originalità del periodo scelto e l’accuratezza della ricostruzione storica si accompagnano alle buoni doti stilistiche dell’autore, quindi siamo al top.
Ci troviamo in un periodo, quello dell’età del bronzo, le cui fonti storiche sono piuttosto confuse, ed il popolo descritto dall’autore, quello degli Sherdan o Shardan, ricopre un ruolo a cavallo fra storia e mito assieme agli altri “predoni dei mari” loro contemporanei. A tal proposito vi segnalo un testo: “Shardana. I popoli del mare” di Leonardo Melis, che sicuramente l’autore avrà utilizzato per documentarsi. Sta di fatto che la ricostruzione dell’Atzori, sia della parte di “vita quotidiana”, che della religiosità dell’epoca, è molto evocativa e ben fatta, capace di calarci in uno scenario di devozione e “timore reverenziale” che mi ha colpito molto e che molto ha contribuito alla mia personalissima valutazione finale. La storia non presenta in sé sviluppi particolarmente complessi o arzigogolati, ma grazie all’ambientazione e alla “fede” che traspare dall’agire dei personaggi, riesce a conquistare il lettore, trasportandolo letteralmente in un epoca fatta di (giusti) timori reverenziali verso le forze ancestrali, qui splendidamente trasposte dagli Incubi della tradizione sarda, i Mamuthones e dalle Janas, una sorta di connubio fra streghe e fate, o meglio di sacerdotesse dalla tradizione isolana. Mi soffermo su questi aspetti perché li ho trovati veramente ben realizzati, originali e capaci di valorizzare quello che è il patrimonio di tradizioni, miti e leggende prettamente italici e che molto poco spazio trovano nella letteratura moderna e nell’editoria tradizionale. Anche per questo un complimento alla Acheron Books che si mostra per l’ennesima volta coraggiosa oltre che abilissima nello scovare i propri talentuosi autori.
In SRDN non mancano certo l’azione e l’adrenalina, anzi gli scontri sono numerosi e ben descritti, sanguinari quanto basta a tenerci incollati alle pagine sino alla conclusione, ricca di drammaticità e epica. Insomma come avrete capito il romanzo mi è piaciuto parecchio, a tratti mi ha realmente entusiasmato, anche perché non conoscevo i miti evocati relativi all’isola, con i suoi misteriosi nuraghe, visti come sigilli/sentinelle delle porte degli inferi. Affascinante la trasposizione che ne fa l’autore, utilizzando anche inflessioni dialettali nei dialoghi che ho trovato piacevolissime. Bello, bello veramente. Anzi, ammetto che non mi sarebbe dispiaciuto se il romanzo fosse stato più corposo, magari concedendo maggior spazio alla presentazione dei numerosi personaggi, mentre ancora impegnati nella campagna di conquista dell’Egitto, altro scenario a dir poco mozzafiato, ma tant’è. Consigliatissimo, voto 8.

domenica 6 agosto 2017

La vendetta nel vento di Roberto Ciardiello [Rating 7]

Esordio come recensore del nostro nuovo membro dello staff, Emanuele che ci presenta:

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Titolo: 
  La Vendetta nel Vento


Autore: Roberto Ciardiello

Genere: Horror

Prezzo: Euro 1,90

Rating: 7

Sinossi: Fabiana ha quattordici anni e un vuoto di memoria.
In una tranquilla mattina di maggio si ritrova in mezzo a un prato, circondata dalla solitudine, un manto di nebbia a offuscarle la mente. Dovrebbe essere a scuola a conquistare gli ultimi ottimi voti prima delle vacanze estive, eppure è da tutt'altra parte, senza sapere come sia arrivata lì, cosa sia successo la notte appena passata. Si è incamminata verso casa dopo aver festeggiato il compleanno dell'amica Cristina; il resto è stato inghiottito da un buco nero.

Quando i ricordi le piombano addosso, il peso di un'orrenda verità la schiaccia. Le torna in mente nonna Maria, le sue parole, perché tra l'erba ha visto un soffione curvarsi sotto il vento in arrivo dal mare, oltre lo strapiombo.
"Esprimi un desiderio, piccola, e soffia forte forte..."
E allora Fabiana lo fa. Soffia e aspetta.
Perché anche gli animi più docili possono covare rancore.
E desiderio di vendetta.

Recensione: 
Come prima recensione per i lettori di “scrittorindipendenti” devo ammettere di non essermi trovato di fronte ad un lavoro facile, nel bene o nel male.

La capacità di scrittura dell'autore è innegabile, il ritmo è moderatamente serrato e i personaggi caratterizzati, in particolare quello di Fabiana che subisce una grande evoluzione a causa degli eventi che la colpiscono, facendola passare da bambina innocente a... non facciamo spoiler. 
Il romanzo in sé è molto breve ma riesce comunque a delineare un quadro credibile e ben strutturato, senza perdersi via eccessivamente e mantenendosi coerente nella narrazione, è un horror molto psicologico che fa del suo cavallo di battaglia le sensazioni dei protagonisti prima e dopo gli eventi centrali della narrazione.
La storia non è particolarmente complicata o innovativa ma l'ho trovata sensata e interessate, mi ha anche messo la dovuta angoscia in un paio di punti. La scrittura nei momenti giusti è macabra, violenta e molto psicologica ma senza esserlo gratuitamente o per il puro gusto di impressionare il lettore perché ci si sente di farlo.
Se dovessi elencare delle pecche, a mio avviso a volte lo scendere troppo in un particolare superficiale (come il ripetere più volte modello e marca di una vettura o la sigla di una società), tende a spezzare il ritmo della lettura e questo è ancora più sentito in un romanzo la cui brevità è grandissima. Questa brevità è ancora più forte se si pensa che gli eventi narrati sono fondamentalmente X e la conseguenza di X. Personalmente avrei preferito conoscere meglio i retroscena dei personaggi piuttosto che quanto elencato, ma immagino siano scelte di stile.
In definitiva “la vendetta nel vento” è un buon romanzo breve horror, concentrato più che altro su aspetti psicologici, con un'ambientazione italiana e uno stile narrativo molto particolare. È consigliato sicuramente agli amanti del genere e a chi si vuole lasciar tentare da qualcosa di insolito.

Voto 7