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venerdì 22 aprile 2016

Tex-Zagor: La Valle Nascosta di Moreno Pavanello [Rating 6]

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Titolo: 
  Tex-Zagor: La Valle Nascosta


Autore:  Moreno Pavanello

Genere: Western

Prezzo: Free

Rating: 6

Sinossi: Zagor viaggia verso sud, diretto al grande raduno dei capi Cherokee. Tex sale al nord, all'inseguimento di un malvivente. Si ritrovano a passare nello stesso luogo, separati dall'abisso del tempo. La fitta foresta sul fondo della valle appare antica, e silenziosa. Persino gli animali tacciono. Come per non disturbare. Eppure a volte, la notte, si possono udire dei sussurri... Riusciranno Tex e Zagor a svelare il mistero de La valle nascosta?

Recensione:
Oggi vi presento un racconto breve, gratuito ed al quale non ho potuto resistere.
Perchè? Perché ha l’ambizione di unire due personaggi mitici, due colossi del fumetto italiano, nonché i miei preferiti in assoluto: Tex Willer e Zagor.
L’idea di fondo è molto carina, con le trame che coinvolgono i nostri due eroi che si dipanano parallelamente una all’altra, ma in epoche distinte. 
Luoghi e incontri in qualche maniera convergono, gestiti in modo ineccepibile dall’autore, accomunando i nostri campioni in avventure dai tratti similari ma imprevedibili. Quindi lo spunto è pregevole e anche ben trasposto, quello che però non mi ha convinto appieno è la prosa dell’autore.
Lo stile del Pavanello rimane piuttosto piatto, senza slanci di particolare effetto. Ho notato anche qualche problemino con la consecutio temporum e il fatto stesso che lo abbia notato io, che tendo a perdermi se la storia mi coinvolge, trascurando errori e problemi, è da solo un indicatore che qualcosa non sia andato per il verso giusto. 
Purtroppo, aggiungo io.
La cosa mi ha sorpreso ancor più, quando sono andato a spulciare internet in cerca di informazioni sull’autore e ho scoperto trattarsi di un “cavallo di razza”, dal pedigree di tutto rispetto, con premi a concorsi vari. 
Opto quindi per l’ipotesi che abbia scritto questo racconto con una certa fretta, limitandosi forse a fare il compitino senza approfondire più di tanto, oppure che il supporto dell’editing esterno sia stato sottovalutato.
Ripeto, la struttura del testo e l’idea che ne sta alla base è pregevole, così come l’ambientazione che riesce a calarci nel vecchio west pur avendo a che fare con gli spazi limitati dovuti al genere letterario del racconto, eppure la sensazione che il risultato finale sarebbe potuto essere ben altro è molto vivida.
Dialoghi sbrigativi e un po’ posticci non contribuiscono a valorizzare il racconto, anzi ne accentuano l’impressione che la fase di rifinitura sia saltata.
Pregevole il tocco di “bizzarro” che viene inserito nel testo e che contribuisce ad agevolare l’allaccio delle due vicende distinte e che nel complesso non stona per nulla conferendo anzi quel pizzico di originalità in più.
Insomma, per ora una sufficienza, in attesa magari di una versione rivista capace di limare le sbavature conquistandosi così un punticino in più.
Ad ogni modo, essendo uno dei pochi testi western in circolazione, imperdibile per gli amanti del genere.
Dello stesso autore segnalo anche il racconto, a sua volta offertoci gratuitamente 

"Attento Trinità... Arrivano i vampiri!"






domenica 17 aprile 2016

Voodoo e candomblé. Riti magici, poteri, spiriti e misteri di Stella Noctis

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Mi piace spaziare con le letture e visto che al momento non ho recensioni di autori autoprodotti sotto mano (a tal proposito se ci fosse qualche anima pia disponibile ad aiutarmi in questo arduo compito, ho materiale propostomi da diversi autori indie per i prossimi 3-4 anni), oggi vi propongo un testo particolare: Voodoo e Candomblè.
Non siamo proprio nel nostro abituale perimetro, ma quando si ha a che fare con mitologia, religioni antiche o meno che siano, si rimane pur sempre in un ambito che lambisce il fantastico, giusto?
Non per niente l'Antico Testamento potrebbe tranquillamente essere agli occhi di un non credente un ottimo romanzo fantasy, non certo privo di scene truculente.
Detto questo, oggi ci occupiamo di una religione, il Voodoo appunto, perché per quanto molti l'associno alla magia nera, di questo stiamo parlando, una religione vera e propria, che è peraltro religione di stato ufficiale in alcune nazioni come il Benin e in molti paesi africani viene insegnata nelle scuole.
Il Candomble è una delle molte varianti del Voodoo, o perlomeno ha con questa diversi punti di contatto ed è praticata da milioni di persone in America centro e meridionale.
Non stiamo parlando quindi di fenomeni di nicchia, ma di vere e proprie tradizioni misteriche di vecchia data, che hanno ancora la loro rilevanza al giorno d'oggi e forse, data la loro genuinità, una forza attrattiva crescente.
Voodoo e Candomble di Stella Noctis si presenta in formato agile, un tascabile di 150 paginette circa, molto ben fatto.
L'ho trovato interessante dalla prima all'ultima pagina che comprende in sintesi estrema tutto quello che si può cercare sull'argomento per una prima infarinatura del caso, anche se sono presenti nello specifico anche i diversi riti propiziatori per chi volesse cimentarsi in prima persona.
Sfatiamo subito il mito del voodoo brutto e cattivo.
Si tratta di una religione i cui Loa, i cui spiriti, o divinità, sono molto legati all'uomo e vengono invocati per aiutarlo e non per lanciare fatture o robaccia simile. Ci sono rami secondari del voodoo che si occupano di questi aspetti, ma non è certo il cuore di questa disciplina.
I Loa sono vicini agli uomini, non sono potenze distaccate, non si sono autoesiliati nell'alto dei Cieli o sull'Olimpo. Sono spiriti memori delle sofferenze e difficoltà umane in quanto a loro volta avi dell'uomo e per questo sono più disponibili ad ascoltarne le suppliche. Hanno amato e sofferto per amore, hanno desiderato la salute e patito la malattia, hanno bramato il potere, la ricchezza il successo e da questi sono stati traditi, sopraffatti o delusi. Insomma divinità molto umane, e questo agevola i conoscitori delle giuste pratiche nel poterne godere dei benefici.
Stella Noctis è abile a descriverci questa realtà tanto diversa dalla nostra, indagandone sinteticamente sia le origini che gli sviluppi.
Nel testo traspare quella che sembra una passione autentica per la materia trattata, capace di trasmettersi al lettore. Insomma una lettura piacevole, questo posso garantirlo. Sulla bontà dei rituali trattati invece non mi sbilancio perché ancora non ho avuto modo di provarli. La mia via verso l'illuminazione è ancora lunga e irta di ostacoli, per ora quanto appreso mi servirà solo per dar vita ad un personaggio di uno dei miei futuri romanzi che avrà a che fare con il voodoo.

Alla prossima!

domenica 10 aprile 2016

Waterloo di Bernard Cornwell

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Oggi vi presento Waterloo di Bernard Cornwell.
Ok, non si tratta di un romanzo, andremo quindi leggermente fuori tema rispetto allo spirito del blog, ma ritengo che il libro proposto da Cornwell sia una lettura capace di entusiasmare, facendo galoppare la fantasia pur trattandosi di una sorta di saggio storico solo leggermente romanzato. Si perché lo stile dell’autore non è mai pesante, le descrizioni degli eventi sono rese magnificamente con l’innesto al fianco delle testimonianze dei diretti partecipanti, dell’indole “frivola” del romanziere che riesce a stemperare ogni dato, ogni sterile enumerazione di morti e feriti, con digressioni e commenti capaci di rendere più concreti i meri numeri o eventi della grande battaglia.
Non che questi non siano da soli capaci di esaltare, con rapidi capovolgimenti di fronte, assedi sanguinosi, assalti alla baionetta, cariche di corazzieri e grandinate di palle di piombo e granate dirompenti, eppure il background dell’autore, divenuto famoso per i suoi romanzi, riesce ad arricchire ancor più il tutto.
L’uso di testimonianze dirette dei protagonisti, autobiografie, memorie, corrispondenze e lettere d’epoca, sia riferite a ufficiali, che alla “soldataglia”, è abbondante e contribuisce non poco a farci rivivere vividamente le vicissitudini degli eserciti. Non ci vengono risparmiati neppure i particolari più truculenti di chi ha visto la morte in faccia e ne è rimasto chiaramente sconvolto.
Scoprirete tuttavia anche chicche sfiziose, a partite dall’avvinazzato condottiero Prussiano, fino a sondare il carattere snob dell’aristocratico Duca di Wellington, capace però di un coraggio non comune, mostrandosi ai suoi uomini sempre lì dove maggiore era il bisogno e il pericolo.
Finte e messinscene, trucchi, rapporti non sempre facili fra i gerarchi dei diversi schieramenti e pregiudizi fra gli alleati stessi, sono solo alcuni degli ingredienti.
Cornwell è abile a mettere in mostra ogni aspetto dello scontro e a demolire ogni immagine romantica che il lettore moderno possa avere di uno scontro ben pianificato e organizzato nei minimi dettagli: Waterloo è stata, al pari di ogni altra battaglia, un evento sul quale ha spadroneggiato il Dio del Caos.
Non solo la fortuna ha giocato un ruolo determinante, ma anche le condizioni atmosferiche e l’esito di singoli dispacci andati smarriti nella bolgia degli eventi. La “nebbia di guerra” ha avuto un peso ancor più rilevante data la mancanza di informazioni certe sia da parte di Wellington che di Napoleone sulla posizione dei rispettivi alleati e distaccamenti. 
Non sono mancate le vittime per fuoco amico, né i tentativi estremi di gabbare i propri stessi soldati spacciando per rinforzi amici le truppe in arrivo in lontananza per tentare di tenerne alto il morale.
Per non parlare delle manie del grande condottiero francese e del suo innato ottimismo, che spesso sfocia nell’arroganza più cristallina e controproducente.
Insomma, attorno al campo di battaglia ruotano infinite situazioni, circostanze fortuite, coincidenze capaci di minare i piani orchestrati da menti brillanti. Azioni sconsiderate premiate dal successo si mescolano a fallimentari interpretazioni di dispacci o deliberate manovre contrarie alle direttive.
Mi ha stupito leggere il contenuto di alcuni ordini inviati dal sommo stratega francese ai suoi sottoposti, scoprendoli assurdamente nebulosi, e latori di direttive tutt’altro che certe. 
Peggio dell’oracolo di Delfi in concreto.
Non c’è da stupirsi che i poveri ufficiali in causa spesso si siano ritrovati nel posto sbagliato e al momento sbagliato.
Altrettanto sbalorditivo è il rapporto teso vigente all’interno della coalizione fra giubbe rosse e prussiani. Per un soffio, e forse solo grazie all’energia prorompente del condottiero 74enne prussiano, non è andato tutto storto.
La battaglia, pur nel rigore della sua ricostruzione, sarà il trampolino per immergerci in un mondo andato, carico di fascino e sorprese, da rivivere nitidamente grazie alla maestria e originalità con cui ci viene proposto.
Non credo ci sia modo migliore per scoprire la storia e in questo caso specifico penso si tratti di una lettura ancor più fondamentale per tutti gli aspiranti scrittori che volessero confrontarsi con la stesura di un romanzo che contenga battaglie, in qualsiasi epoca possano essere ambientate. 
Un trattato imprescindibile nella sua genuinità e semplicità, ma denso di spunti e informazioni per chiunque voglia mettere in piedi un romanzo di guerra, sia su scala tattica che strategica.
Ovviamente Waterloo di Bernard Cornwell non è una lettura che consiglio solo a questi, ma a chiunque fosse interessato ad approfondire un evento che ha influito pesantemente sul corso della Storia, e lo voglia fare con un pizzico di brivido in più rispetto a un saggio tradizionale.

domenica 3 aprile 2016

A.R.C.A. Il risveglio di Pito di Matteo Marchisio [Rating 6]

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Titolo: 
 Il Risveglio di Pito



Serie: A.R.C.A. Armature robotizzate per combattimento aggressivo


Autore:
  Matteo Marchisio

Genere: fantascienza

Prezzo: Euro 0,99 (Cartaceo Euro 16,92)

Rating: 6

Sinossi: È solo una diceria che i nobili Mokter, signori indiscussi del volo spaziale, abbiano attaccato il sistema Lex, culla dell’umanità. Le vittime sono troppe perché possa essere accaduto senza che nessuno si sia accorto di nulla. Lo spazio intorno a Lex V però è pieno di detriti e parti di navi da combattimento dell’Armata Comune totalmente devastate. “Boss” Basosky guiderà la Decima Robotizzata contro un nemico furente, inarrestabile e mosso dalla sete di vendetta più velenosa. Intanto nel giovane Lucifer sembra essersi risvegliata un’energia sconosciuta, tanto misteriosa da ricordare le divinità mitologiche che popolano le storie dei vecchi spazionauti. I destini di molti si incrociano. Le lame di alcuni si scontrano. Che ne sarà dell’umanità alla fine di questa guerra?

Recensione: Il Risveglio di Pito di Matteo Marchisio è il primo volume di una saga sci-fi al quale a malincuore ho dato un voto che supera di poco la sufficienza.
A malincuore ripeto, e il perché voglio subito spiegarvelo, visto che il romanzo in sé mi è piaciuto veramente molto.
Il voto risente pesantemente di un aspetto che per un autore autoprodotto è imprescindibile: la cura nell'editing.
Purtroppo il testo è ricco di sviste, errori di battitura, articoli mancanti e mille altre piccole incertezze che ne intaccano la professionalità.
E' un vero peccato vista la disponibilità di beta reader a costo zero in giro per internet.
A questo problema oggettivo, aggiungo una considerazione personale: il finale.
Come dico io in questi casi, trattasi di finale “tagliato con l'accetta”. Non ho nulla contro le saghe, però l'episodio di una saga deve avere almeno una conclusione parziale per potersi definire tale e non essere semplicemente un punto imposto dall'autore per dividere un'opera in parti diverse. Altrimenti ci si abbassa ai livelli della Mondadori e di tante altre case editrici che stravolgono romanzi interi dividendoli in più parti a casaccio solo per lucrarci. Esempio su tutti Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.
Ora che mi sono tolto i sassolini dalla scarpa possiamo partire con la recensione vera e propria, perché a dispetto di questi problemini, il testo di Marchisio è veramente di piacevole letture.
L'autore ha la capacità di catapultarci sin dalle prime pagine in un mondo fantascientifico credibile e avvincente, originale e adrenalinico.
Marchisio ci scaglia nel bel mezzo di un conflitto interstellare, e la cosa, invece di destabilizzare, e forse compromettere la lettura, riesce invece a incuriosire e ad accalappiare l’attenzione del lettore. L'azione si fa sin da subito rapida e coinvolgente, senza che l'ambientazione ne risenta, grazie all'abilità del Marchisio di farcela scoprire mano a mano.
Nulla è lasciato al caso nella costruzione di questo universo e la soddisfazione per il lettore aumenta mano a mano che ci si addentra nello scoprire i retroscena che portano ai numerosi scontri, sempre ben descritti e spettacolari.
Il fatto che divinità antiche ci mettano lo zampino a me è piaciuto parecchio, donando imprevedibilità e originalità al tutto senza mai tralasciare gli aspetti più tecnici e bellici specifici del genere e padroneggiati dall'autore in modo evidente.
I personaggi sono ben costruiti, i rapporti all'interno del gruppo d'assalto ARCA ben gestiti e sviluppati con dialoghi sempre pertinenti e esplicativi delle relazioni cameratesche esistenti.
Un testo d'intrattenimento validissimo
Infine, nota di merito anche per il grafico delle copertine, veramente belle, capaci di rievocare i fasti del cartoon battletech per chi se lo ricordasse.
Insomma come avrete capito la storia meriterebbe ben più della sufficienza che mi appresto a dare, quindi non posso che lasciarvi esprimendo l'augurio che il seguito di questo romanzo, che di certo leggerò a breve, sia stato curato maggiormente nella sua parte più formale, perché sono sicuro che per quanto riguarda storia e personaggi non avrò di certo da lamentarmi.
Complimenti all'autore, ma la raccomandazione di non sottovalutare l'importanza di un testo pulito e ben editato.

lunedì 28 marzo 2016

India. E mi fissi con gli occhi di una capra di Giorgio Serafino [Rating 7]

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Titolo: 
India. E mi fissi con gli occhi di una capra


Autore:  Giorgio Serafino

Genere: narrativa di viaggio

Prezzo: Cartaceo Euro 15,00

Rating: 7

Sinossi:“ L’inespressività dei volti e dei corpi martoriati dalla fame Non suscitano in me nessun sentimento. L’unica cosa che ho in mente è di non riuscire a tornare a casa. Quello che provo e sento è solo terrore, le notti in India sono per me senza stelle e senza luna…” Con questi versi si apre il racconto, violento e spesso psichedelico, di un viaggio attraverso un'India lontana dallo stereotipo di terra incantata e spirituale dove ritrovare se stessi. L'autore viene attirato da un mondo ammaliante fatto di città antiche, templi, danze e rituali, per poi essere divorato, pezzo dopo pezzo, lungo un viaggio che diviene quasi uno strisciare, in mezzo a sguardi ambigui e minacciosi, immerso totalmente nella crudeltà umana. Da Delhi all'infuocato Rajasthan, tra sequestro, richieste di denaro e donne magiche, per "volare" poi verso l'Himalaya, all'estremo nord del paese, tra templi buddisti, strade a strapiombo e preghiere appese nel vento.

Recensione:
“India. E mi fissi con gli occhi da capra” è un romanzo di viaggio, un’avventura fuori dall’usuale e in pieno stile visionario. Non è quindi fuori luogo nel nostro blog dedicato alla letteratura d’evasione. Già perché l’India descritta dall’autore poco si discosta da un mondo “altro”, fantastico in quanto lontano anni luce dalla realtà da noi conosciuta e sperimentata quotidianamente.
La prosa dell’autore è semplice e diretta, volta a descrivere in modo crudo e spoglio tutto ciò che gli capita senza perdersi eccessivamente in lunghe descrizioni, né ambientali, né sensoriali.
Intendiamoci, si tratta di un diario di viaggio, ma Serafino ha l’abilità di spostare il baricentro della narrazione sulla personificazione stessa del paese e dei luoghi che sta percorrendo, e cosa forse sorprendente, l’India ne esce come un mostro orribile, terrificante, sporco e cattivo.
Un mostro capace però di possedere anche una seconda faccia, diametralmente opposta e perciò splendida oltre ogni comprensione umana. Un volto accesso, sorridente e dai colori cangianti come non mai. Un mostro che personifica in modo esemplare la religione indù, all’interno della quale le mille divinità possiedono sempre una duplice valenza, non essendo mai del tutto buone o cattive, ma avendo tratti mutevoli e camaleontici.
Il protagonista assoluto è, come tutti noi possiamo immaginarci, il contrasto feroce fra la povertà e la sporcizia delle megalopoli che uccidono la terra, ed i paesaggi immacolati e grandiosi dell’Himalaya e delle piccole patrie formate dai paesini rurali, ancora incontaminati.
Eppure, pur conoscendo tutti questa discrasia, l’autore è bravo a farcela percepire in modo concreto grazie alla sua esperienza personale diretta. Ho trovato il tutto ben fatto e originale, mai noioso. 
Un’avventura, con tratti horror (per chi come me non avrebbe mai il fegato di mettere piede in una delle stanze “d’albergo” descritte dall’autore), senza un finale scontato e quindi godibile dalla prima all’ultima pagina.
Una cosa che invece mi ha lasciato parecchio perplesso è la presenza della compagna dell’autore e la sua “gestione” all’interno dello scritto.
Sempre presente, ma immancabilmente silente, una sorte di testimone muto che tanto mi ha ricordato la donne indiane descritte nell’opera, tristi, meste e sottomesse, rassegnate a svolgere i propri lavori in silenzio e all’infinito in una sorta di penitenza più simile a inferno che purgatorio. Giuliana è libera, emancipata, vaga per il mondo, ma l’autore le dedica poche battute lasciandola perennemente nell’ombra.
Certo il libro è un viaggio anche interiore, un disposto stringentemente personale, però non si può evitare di notare, con una punta di fastidio, la pochezza del personaggio di Giuliana, e non sono certo un fan del femminismo intendiamoci!
Ad ogni modo l’intento forse era di focalizzare l’attenzione del lettore sullo stato mentale dell’autore, sulla sua difficile accettazione della situazione, sulla sua solitudine non solo “spirituale” ma fisica. Circondato, strattonato e soffocato dai milioni di indiani che tentano di vendergli qualsiasi cosa, il protagonista non riesce a trovare un contatto neppure con l’unica persona che dovrebbe sostenerlo, finendo quasi per considerarla una delle tante figuranti prive di un ruolo proprio. Sarei curiosi di avere il riscontro di qualche altro lettore a riguardo.
Altro punto debole di questo pregevole scritto è a mio avviso il prezzo di copertina: 15 Euro per meno di 150 paginette in formato tascabile mi sembrano un esborso eccessivo e fuori mercato. Mi spiace perché il contenuto è pregevole e di sicuro valore, però il lettore finale potrebbe non avere la tentazione di sperimentarlo trovandosi innanzi un prezzo oggettivamente elevato.
Segnalo infine all’interno del testo la presenza di alcuni spunti “poetici”. Confesso di non capirci nulla in materia, però posso dire che, a pelle, li ho trovati molto gradevoli e azzeccati, illuminanti quasi nella esplicitazione dei sentimenti del Serafino.
Suggestive infine le fotografie presenti alla fine dell’opera, anche se il bianco e nero non rendono piena giustizia alla loro maestosità, ma questo problema è facilmente risolvibile andando sul sito dell'autore. 
Insomma, un voto finale difficile da attribuire. Direi un 7 alla fin fine, con un consiglio all’autore di rendere disponibile il testo anche in ebook così da poterlo offrire a un prezzo più accessibile.
L'autore ha anche pubblicato altri testi editi da Mursia Editore, sempre estratti dai suoi viaggi in vespa in giro per il globo:






- L'America in vespa. Da Chicago a Los Angeles sulla Route 66

domenica 20 marzo 2016

La Battaglia di Aquirama - Giorno e Notte, di Andrea Zanotti [Rating 8]

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Titolo: La Battaglia di Aquirama - Giorno e Notte


Autore:  Andrea Zanotti

Genere: Military Fantasy

Prezzo: Euro 2,49 (Cartaceo Euro 11,98)

Rating: 8

Sinossi: Orde di cavalieri selvaggi del Quarto dell’Aria da una parte, Legioni del Quarto della Terra dall’altra e Aquirama nel mezzo.
La città Stato capace di mantenersi indipendente dalla sua fondazione, che la leggenda vuole sia avvenuta per opera del divino Dragone Rosso Stige, è sull’orlo del baratro. Riuscirà il Drakoi, suprema guida spiritale e militare, ad avere la meglio sui nemici esterni e su quelli che tramano all’interno stesso delle mura cittadine?
In un giorno e in una notte la storia millenaria della città verrà sconvolta.

Recensione: "La battaglia di Aquirama" è un fantasy dai toni e dalle caratteristiche piuttosto tipiche per il genere. Mancano le classiche razze (ci sono solo gli umani), ma l'ambientazione è medievale, c'è la magia (elementale), gli scontri si svolgono a suon di frecce, scudi ed armi in metallo, con occasionali usi di (rari) esplosivi rudimentali.
A grandi linee il mondo ci viene presentato diviso in quattro macro aree (quarto dell'acqua, della terra, del fuoco e dell'aria) abitate da popolazioni che, per usi e modi di fare, riflettono l'elemento a cui è associato il loro territorio. Il quarto dell' aria è formato, perlopiù, da praterie ed abitato da popoli liberi e barbarici. Il quarto della terra è abitato da una popolazione militarizzata, le cui tattiche belliche risultato più ragionate e dall'approccio piú difensivo. Il popolo del quarto del fuoco è teocratico e gestito da un culto legato ad una divinatá drago fondatrice e protettrice del regno, oltre ad aver accesso a (pochi ) esplosivi di difficile produzione. Del quarto dell'acqua non ci è dato saperne niente. Ogni popolazione (ad eccezione del fuoco) ha accesso, tramite i maghi, alla magia correlata al loro elemento, anche se sembra limitarsi all'evocazione di elementali potenti ma pericolosi anche per chi li evoca.
Descritta così l'ambientazione dà l'idea di qualcosa di banale, di già sentito, ed in effetti l'aspetto generale del mondo di questo libro è infarcito di molti clichè del genere, ma hanno un loro motivo di essere e sono stati usati in maniera intelligente. Leggendo il libro ci si rende conto che l'intento dell'autore è quello di raccontare un "piccolo" evento, concentrarsi su quello e buttare il lettore, il più velocemente possibile, al centro dell'azione. L'unico modo per fare questo è "abbozzare" uno sfondo semplice e facile da ricordare, che permetta di dare un'identità di base alle fazioni coinvolte, ma che non richiedano troppo tempo per essere descritte, ovvero usare delle fondamenta stereotipate.
I cliché usati, comunque, non vanno a minare quella che è la personalità del racconto. Con l'andare avanti della storia, infatti, alle semplici basi vengono aggiunti dettagli e rifiniture che vanno ad aggiungere carattere e peculiarità interessanti alle varie popolazioni, una storia ed una cultura. Un esempio lampante è il popolo dell'aria formato da diverse tribù unite per lo scopo finale, ma completamente diverse l'una dall'altra e tutte ben caratterizzate nell'abbigliamento e nel modo di porsi in battaglia.
L'idea di scegliere un arco narrativo e temporale ristretto, unito alla semplicità delle basi, si va a riflettere in una coerenza dell'ambientazione piuttosto alta. Personalmente non ho mai notato momenti in cui gli eventi descritti risultassero impossibili.
Passando alla trama, come già accennato, il nucleo di base su cui ruota tramite tutto il libro è piuttosto semplice: il regno di Aquirama, potente polo commerciale, la cui intoccabilità è sempre stata legata alla (ormai solo) legenda del divino drago fondatore e protettore, si trova a dover affrontare l'assalto contemporaneo, e su fronti diversi, del regno dell'aria e della terra. Partendo, peró, da questo semplice spunto, l'autore è andato ad innestare diverse sotto trame ed eventi che fanno da carburante all'intera vicenda. Nel conflitto, infatti, inizieranno a scoprirsi patti ed alleanze segrete, tradimenti tra fazioni, astuzie ed azioni di sabotaggio, che rimodelleranno le tattiche e l'andamento della guerra, ma sempre in maniera credibile (per il contesto fantasy in cui è immerso ).
La storia, in generale, prende e scorre facilmente. L'alternanza tra momenti bellici e sotterfugi permette una buona variazione della narrazione ed evita la ripetizione. Unico punto dolente, a mio avviso, è proprio nel continuo cambio di scenario. Tutta il libro regge la propria narrativa sulla struttura del romanzo corale , quindi su punti di vista diversificati e sul continuo cambio di location. L'autore ha inserito sia una mappa delle zone sia (nei titoli ) l'indice del dove e di chi si stà parlando, ma tale struttura potrebbe portare in confusione un lettore occasionale, che si ritroverà ad orientarsi più sui personaggi che sui luoghi.
Parlando dei personaggi, vale la stessa cosa che vale per il resto del libro. Essi sono figli delle basi da cui nascono ma, allo stesso tempo, vivono di vita propria. Alcuni risultano più memorabili di altri ma tutti hanno qualcosa che li caratterizza, prendendo spessore mano a mano che se ne raccontano le vicende. Non è difficile pensare di ritrovarsi a simpatizzare per uno o più personaggi ed a preferirne gli archi narrativi.
In definitiva ci troviamo davanti ad un libro di intrattenimento scritto in maniera intelligente. Dove il fantasy, di solito, parla di storie di ampio respiro cronologico e le battaglie si inseriscono nelle strorie come parentesi di viaggi e di eventi più grandi, qui ci si concentra in meno di due giorni, in un'unica battaglia, ma fatta bene, ben descritta e dagli esiti imprevedibili. Nessuno è l'oscuro signore da sconfiggere ed in ogni schieramento c'è qualcuno per cui tifare.
Il prezzo, infine, è onesto per un ebook, considerando che è acquistabile a 2,49 euro per 280 pagine abbondanti (senza tener conto della possibilità di leggere gratis i suoi libri sul suo blog).






domenica 13 marzo 2016

Disfida nr. 22: Marco Alfaroli

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Titolo: Il Pianeta di Zeist, Il Male della Galassia (1° e 2° episodio della Saga di Archon)

Autore: Marco Alfaroli

Genere: Fantascienza (per i più pignoli Science Fantasy)

Editore: autopubblicato - ebook

Prezzo: 1,99 € (cartaceo disponibile)

Sinossi:
  1. Il Pianeta di Zeist
 La Terra del 2968 è governata da una terribile dittatura nazista che, dopo aver conquistato tre sistemi stellari, è diventata un potente Impero. Un gruppo di dissidenti politici riesce a sfuggire a bordo di un’astronave mercantile e raggiunge Archon, il secondo pianeta di Proxima Centauri. Di loro non si avranno più notizie finché, trecento anni dopo, una nave spia imperiale scoprirà che sono diventati incredibilmente longevi. L’Imperatore, vecchio e malato, scatenerà la Flotta contro Archon, certo di avere a portata di mano un miracoloso Albero della Vita. Ma i dissidenti non sono soli sul mondo che li ha accolti, e gli Imperiali avranno un’amara sorpresa.

2. Il Male della Galassia

 Il pianeta Bhlyss fu conquistato dall’Impero prima che questo crollasse consumato da una guerra civile. Oggi la Terra ha finalmente ritrovato la democrazia e il Presidente del sistema solare fa alleanze con i sistemi vicini per costruire l’ambita Federazione dei pianeti uniti. Ma una nuova minaccia irrompe all’improvviso nella Galassia e sarà necessario l’impegno di tutti per fronteggiarla.



Note/commenti/finalità dell’Autore: 

Il progetto Archon è partito nel 2009, inizialmente come storia a fumetti. Si è poi evoluto in romanzo ed è stato pubblicato nel 2013 da Runa Editrice col titolo Archon. Nel 2012 ho finito di scrivere il sequel, col titolo provvisorio Mondo Bhlyss, che mi ha permesso di sviluppare ancora meglio l’intreccio intergalattico che ruota attorno al secondo pianeta di Proxima Centauri. A questo punto si è reso necessario un aggiornamento del primo romanzo, e visto che ero tornato in possesso dei diritti di pubblicazione ho deciso di apportare modifiche sostanziali. La Saga non è ancora completa, infatti gli alieni del sistema Luyten, che nei due romanzi restano ai margini della vicenda, potrebbero rappresentare la nuova minaccia per il sistema solare in un ipotetico terzo romanzo. In parallelo, come terzo volume provvisorio, ho pubblicato , che riunisce tutte le illustrazioni relative ad Archon.












BIG da sfidare: 






Robert A. Heinlein, che col suo romanzo Fanteria dello Spazio è stato il primo a descrivere soldati che combattono protetti da un esoscheletro potenziato.


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lunedì 7 marzo 2016

Italian Way of Cooking di Marco Cardone [Rating 8]

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Titolo: Italian Way of Cooking


Autore:  Marco Cardone

Editore: Acheron Books

Genere: Horror

Prezzo: Euro 3,38

Rating: 8

Sinossi: Nero è un cuoco eccezionale, ma la crisi economica non lo ha risparmiato e il suo ristorante, il Gallo Nero del Chianti, è sommerso dai debiti e prossimo al fallimento. In una notte stregata accade però un evento del tutto eccezionale che risolverà i suoi problemi... creandogliene altri ben più spaventosi! Una creatura mostruosa, antica come il mondo e affamata di esseri umani, si introduce in casa sua e minaccia i suoi bambini. Nero è costretto a ucciderla, e, attratto dall'odore delle sue carni, prova l'impulso irresistibile di cucinarle e scopre che sono squisite. Prova allora a servirle di nascosto ai clienti del ristorante, ottenendo un successo oltre qualsiasi aspettativa. Inizia così la rinascita dal Gallo Nero: tenendo celato il suo segreto, in una maliosa estate toscana il cuoco si dedica alla ricerca di altre creature mostruose per ucciderle, cucinarle e servirle agli ignari avventori. La fama del ristorante e delle sue prelibatezze cresce a dismisura, così come i problemi: in fondo si tratta di Mostri, e dar loro la caccia è un'attività estremamente pericolosa, soprattutto nel momento in cui le creature capiscono l'antifona e decidono di invertire i ruoli e far tornare la catena alimentare nel giusto ordine delle cose...! Benvenuti quindi al Gallo Nero del Chianti, grottesca sarabanda horror-culinaria fra piatti deliziosi dagli ingredienti che è meglio non rivelare, direttori di banca e serial killer, vigilesse feticiste dell'autovelox, vini pregiati e pietanze prelibate ma dagli arcani effetti collaterali, l'unico ristorante al mondo dove non si è sicuri di mangiare (cosa, poi?), o di essere mangiati... 

Il romanzo contiene in appendice il "Ricettario Mostruoso": dieci ricette per cucinare altrettante creature sovrannaturali del folklore sia italiano che internazionale, tramandate da secoli e rivisitate da dieci impavidi Horror Masterchef!

Recensione:
Era un bel po’ di tempo che non leggevo qualcosa di così originale.
Prosa semplice, immediata ed efficace, condita da dialoghi in dialetto toscano. Mistero, horror e succulente ricette culinarie si mescolano in un prodotto ben confezionato ad opera di una casa editrice digitale da tenere sott’occhio, data la scuderia d’autori di prim'ordine che riunisce sotta la propria ala.
Acheon books, schiera Samuel Marolla, Paul di Filippo e Luca Tarenzi, a me, come a molti, già noti e graditi, mentre Marco Cardone, autore di questo romanzo, lo scopro solo ora e subito si conquista tutta la mia stima.
Se al mondo ci fosse un po’ di giusta meritocrazia confido che sentiremo parlare sempre più spesso di questo editore lungimirante che ha puntato deciso sulla qualità.
Ma torniamo al romanzo prima che mi infervori lanciandomi in una inutile filippica contro l’editoria italica. Non è mia intenzione tediare oltre misura il pubblico di questo blog, che per il solo fatto di essere qui non rappresenta certo il bersaglio dei miei strali.
Nero, il ristoratore protagonista del romanzo, è un gran personaggio, un toscanaccio di quelli impossibili da non amare, il cui carattere spigoloso è acuito da una sequela di eventi sfortunati. Un combattente capace di strapparci un sorriso anche nei momenti più bui e tesi.
Confido che la mia passione per il paesaggio collinare del Chianti e della buona cucina toscana non mi abbia influenzato nel giudicare questo romanzo. Anche tralasciando questa mia peculiare predilezione, ritengo che le basi dell’opera siano solide sotto tutti i punti di vista.
Certo è che le sporadiche, ma splendide, descrizioni paesaggistiche, nonché le abili performance culinarie del protagonista, mi hanno spinto a desiderare l’abbandono della prigione costituita dalle cime montuose che rinchiudono Bolzano, la mia città natale, per tornare al più presto a fare una capata in Toscana. Ad ogni modo il cuore della narrazione imbastita dall’autore è da solo capace di conquistare, quindi è doveroso attribuirgli il merito di catturare il lettore a prescindere dall’azzeccata ambientazione prescelta.
Non solo Nero è un personaggio riuscitissimo. 
Anche l’aiuto cuoco col fiuto per gli affari è ben realizzato e sviluppato, e in coppia con Nero e Tatanka (lo spirito guida del cuoco), formano un trio spassoso e originale, carico d’inventiva e soluzioni sorprendenti.
Il confine fra pazzia, soprannaturale e immaginazione tende a confondersi in Italian way of cooking, mescolandosi al cinismo macabro e all’ironia pungente. 
Come elementi tanto diversi possano convivere e amalgamarsi alla perfezione con il docile paesaggio collinare delle valli del Chianti è tutto merito dell’autore, capace di dar vita a un romanzo palpitante, calando sapientemente dosi morigerate di soprannaturale che danno però il là ad un romanzo eccellente, capace di inquietare, insinuare il dubbio, facendoci destare nel cuore della notte con la spiacevole sensazione che qualcosa si possa celare nel buio circostante, fosse anche solo uno squilibrato armato di mozzateste
L’orrore rimane dietro le quinte ma agisce dritto dritto nel subconscio del lettore, amplificando il proprio effetto a discapito della facciata burlesca e brillante che ammanta le performance del Nero.
Originale e travolgente, da leggere tutto d’un fiato.
Non è solo un modo di dire, ma un riconoscimento di grande valore per un testo capace di catturare sul serio, di rapire, inquadrando il soprannaturale in una gabbia di razionalità credibile, divertente e innovativa. 
Non voglio certo rischiare di rovinarvi la sorpresa (la sinossi a mio parere è anche troppo esplicita a proposito), quindi posso solo garantirvi che non vi troverete innanzi a spiegazioni arzigogolate o prive di senso, ma ad un costrutto logico coerente, capace di dare spessore al testo, garantendone al contempo la scorrevolezza di trama e credibilità.   
Un romanzo eccellente, da non perdere assolutamente. Ripeto, una casa editrice che andrebbe supportata e vi invito quindi a puntare forte su questo Italian way of cooking perchè si sa, non c'è nulla di meglio del cibo italico, anche se a base di carne di mostro! Una garanzia, non ve ne pentirete. 
Voto 8.