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venerdì 22 luglio 2016

Ibrido di Isa Thid [Rating 7]

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Titolo: Ibrido

Autore: Isa Thid

Editore: GDS

Genere: Urban fantasy

Rating: 7

Prezzo: Euro 2,99



Sinossi
Il Mondo Specchio e il Mondo Umano si sono dissolti originando l’Ibrido.
Lara ha un potere sconfinato, ma nella sua mente ospita un abominio. Vera è la giovane tatuata della Profezia, ma il suo destino le è sconosciuto. Lucia si unisce alla resistenza, ma non può rinunciare alla magia.
Le storie si intrecciano e un mondo nuovo prende forma.

Recensione: Oggi vi presento un urban fantasy dell’autrice Isa Thid edito da GDS edizioni: Ibrido.
Un mondo parallelo chiuso in uno specchio, un mondo nel quale la magia non solo è possibile, ma rientra nelle regole del gioco. Ebbene questo mondo si sta per congiungere al nostro, originando qualcosa di nuovo e imprevedibile, con conseguenze potenzialmente assai pericolose per gli ignari umani.
Un romanzo agile, dalla scrittura fresca e diretta, senza tanti fronzoli, pulita e efficiente. Potrei definirla una fiaba dark, con una trama lineare e un finale inquietante.
Una lettura leggera e appassionante, adatta a chi voglia trascorrere qualche ora di sano intrattenimento senza troppe pretese di approfondimento sul mondo ricreato dall’autrice.
I personaggi sono a loro modo tutti interessanti, ben caratterizzati anche se non sempre i rapporti fra loro sono gestiti in modo cristallino. Per questo dico che a mio avviso il romanzo va preso senza soffermarsi troppo sulla razionalità dei comportamenti dei giovani coinvolti e sul realismo dell’ambientazione. L’attribuzione della fiducia concessa ad amici e rivali è un po’ troppo “alla buona” a mio avviso, così come alcune scelte specifiche lasciano spazio a dubbi, ad esempio le armi in possesso ai giovani ribelli e quant’altro. Questo mi spinge a ritenere che il giusto target per quest’opera sia quello di  un pubblico che ricerca intrattenimento puro, senza troppe elucubrazioni fuori luogo.
La storia infatti riesce a coinvolgere e a questo contribuisce molto la prosa piacevole dell’autrice, capace di imbastire dialoghi sempre credibili e frizzanti, conducendoci sino al finale senza pause inopportune. L’ambiente della Torino magica è un palcoscenico perfetto e anche la ricostruzione degli atteggiamenti delle giovani wiccan mi pare ben fatto, indice forse di un particolare interesse della Thid per questi argomenti.
L’idea del mondo specchio è interessante anche se non viene approfondito più di tanto e gli intrighi, anche se gestiti superficialmente (in senso buono e volutamente non troppo approfonditi), contribuiscono a rendere imprevedibile il tutto senza mai spezzare il ritmo.
Diciamo subito che per un appassionato di mondi fantastici dall’architettura complessa e amante delle dinamiche sociali strutturate e intricate, non posso dire sia il mio genere prediletto, ciò non toglie che per il target giusto, “Ibrido” costituisca un romanzo completo e ben congeniato, capace di mettere in luce i rapporti fra giovani adulti e creare situazioni di sentimenti contrastanti che coinvolgono il lettore. Propendo per un bel 7 quindi, soppesando i vari elementi e tenendo a mente quanto detto pocanzi.
Ho avuto esperienza diretta con la casa editrice GDS (l’antologia Dreamscapes 2 contiene il mio racconto Il Nuovo Dio e l’Abisso) e personalmente non posso dire di essermi trovato bene, spero l’autrice abbia avuto maggior fortuna.
Copertina azzeccata e prezzo sostanzialmente corretto. Il testo presenta poche sbavature, indice che un certo editing deve esserci stato, o che l’autrice sia stata particolarmente accorta di suo. Non so quindi dove finiscano i meriti di GDS e inizino quelli della Thid. Mi piacerebbe avere un suo riscontro in merito e più in generale capire cosa l’abbia spinta ad optare per questa via piuttosto che per l’autopubblicazione.

martedì 19 luglio 2016

Disfida nr 24: L'ultimo demone di Mirco Tondi

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Titolo: L'Ultimo Demone

Autore: Mirco Tondi

Genere: fantasy postapocalittico

Editore: autopubblicato con Streetlib

Prezzo: 1.99 E


Sinossi:
Tanti nella propria vita, specialmente da piccoli, hanno avuto un supereroe in cui credere. Sperando, desiderando, soprattutto nei momenti di difficoltà, che comparisse e si mettesse al loro fianco, proteggendoli, confortandoli, guidandoli.
Tutti sanno che questo è e rimarrà soltanto un sogno. Un sogno da bambini.
Ma se fosse possibile? Se non fosse solo una fantasticheria, ma un desiderio realizzabile, cosa cambierebbe nella propria esistenza? E come si trasformerebbe la realtà circostante?
In una Terra post-apocalittica dominata dalla violenza e dall’orrore, dove è impensabile che ci sia posto per le favole, dove sembra impossibile che possa esserci luce nelle tenebre dilaganti create dai Vizi, una fiammella brilla ancora e cresce d’intensità, attirando a sé chi non vuole più essere intrappolato in un modo di vivere bestiale, dove il massimo cui si può aspirare è la sopravvivenza.
In una storia sempre più oscura e sempre più luminosa, un piccolo gruppo di uomini, donne e bambini prende il testimone lasciato da Maestro e Guerriero, continuando la lotta per liberare il mondo e l’umanità dal dominio dei Demoni, nella speranza di arrivare a dare il via a un’epoca migliore. Un’epoca dove il mondo sarà forgiato dai sognatori e non più da burocrati, politici e persone volte a interessi economici e di potere per il solo vantaggio personale. Un’Era di Utopie, di Creatori, dove nuovi mondi, nuovi universi nasceranno e la vita acquisirà il suo reale senso d’esistenza.

Note/commenti/finalità dell'Autore:
L’Ultimo Demone, secondo romanzo del ciclo fantasy post-apocalittico I Tempi della Caduta, è il seguito diretto di L’Ultimo Potere: gli eventi si svolgono poco dopo i fatti del primo volume. Prima di continuare a parlare dell'opera faccio un piccolo salto indietro nel tempo, riportando un pezzo che ho postato sul mio sito un paio di anni fa.
"Ancora una volta, lo scrittore s’incammina, scoprendo strada facendo dove lo conduce il cammino che sta percorrendo, accorgendosi cosa il percorso gli ha tenuto in serbo. Certo, sa da dove è partito e dove vuole arrivare, ma cosa incontrerà nel viaggio è una sorpresa anche per lui: alle volte sa quello che accade perché lo va a cercare. Altre volte invece è lui a essere trovato e non può fare altro che raccontare cosa ha visto e vissuto. Ma alla fine del viaggio, avrà vissuto un’esperienza che l’ha cambiato, magari maturato: di certo gli ha conferito uno sguardo diverso sul mondo.
Così scrivevo nel giugno del 2013, allorché cominciavo a mettere giù le idee per scrivere quanto non era stato narrato in L’Ultimo Potere (stesura che sarebbe cominciata ad agosto); l’idea iniziale, quando iniziai a scrivere di quest’ultimo, era di realizzare un romanzo unico, ma nello sviluppare la storia mi sono trovato dinanzi a un’opera più ampia di quella che avevo preventivato. Non mi spaventa realizzare romanzi di mille pagine, l’ho già fatto con Storie di Asklivion, ma non è stato questo a farmi riflettere sul creare due volumi invece di uno unico, quanto di dare a ogni parte il suo spazio. Anche se appartenenti allo stesso tempo e mondo, anche se legate da diversi fili, le storie da narrare dovevano essere due, dove ognuna doveva fare il suo percorso singolarmente; una separazione giusta non solo per quanto appena scritto, ma anche per una questione tecnica, dato che sarebbe risultato difficile riuscire ad amalgamare nell’intreccio di un solo volume i diversi elementi, rischiando di divenire confusionaria per la troppa carne al fuoco, troppa frammentarietà con gli eventi e i punti di vista.
La scelta si è rivelata giusta: concentrandomi su una parte per volta ho potuto fare un lavoro più approfondito, dove, libero del preoccuparmi di una storia o dell’altra, ho avuto maggiore spazio per la creatività, per il suo sviluppo. Partito con la stesura del secondo romanzo, ero dell’idea che sarebbe stato sulle duecento pagine: quando ho terminato l’epilogo, mi sono trovato dinanzi un lavoro di uguale lunghezza del precedente (tra le quattro e le cinquecento pagine). Come già scritto nell’altro post, si può programmare, si possono gettare le basi del progetto, ma durante i lavori si possono incontrare delle modifiche, ci si può espandere e andare verso direzioni inaspettate come se il progetto avesse vita propria.
Attraverso esso mi sono focalizzato sugli effetti generati dalle cause e di come essi determinino l’andamento della storia e del mondo (e si sa che per mondo non s’intende solo il pianeta in senso fisico, ma la mentalità che pervade una civiltà, che la guida e la condiziona). Da questo è nato L’Ultimo Demone, romanzo che riprende i punti lasciati in sospeso e non chiariti di L’Ultimo Potere: ambientato qualche mese dopo i fatti narrati dal suo predecessore, è un’opera più corale, che mostra ancora di più gli effetti dei Vizi sulla natura umana. Mentre L’Ultimo Potere era concentrato prevalentemente su Guerriero, L’Ultimo Demone mostra la realtà da più punti di vista: è più articolato e se si vuole meno lineare del precedente, permettendo alla storia di essere più varia e più ricca. Questo apparteneva già al progetto di partenza, ma nello scrivere pagina dopo pagina, i capitoli si sono arricchiti di personaggi secondari che sono diventati primari e di nuovi personaggi che all’inizio del viaggio non pensavo nemmeno d’incontrare, figurarsi di averci a che fare: è stato un buon incontro, perché hanno dato una sfumatura diversa alle vicende, una freschezza che altrimenti non ci sarebbe stata, permettendo di tirare i fili che altrimenti sarebbero stati lasciati indietro. Chi era una comparsa nel precedente volume in questo ha uno spazio importante e chi era stato protagonista farà la sua apparizione, ma avrà un ruolo marginale, perché la sua parte nei fatti salienti è conclusa, passando il testimone ad altri per arrivare alla fine del percorso."

Che cosa aggiungere a quanto scritto in precedenza?
Che questa volta tra i protagonisti ci sono dei bambini. L’idea c’era già, ma doveva essere usata in un altro romanzo; succede però che le storie prendono piede da sé, in maniera alle volte quasi naturale, e si sviluppano inaspettatamente. In questa parte mi è piaciuto prendere ispirazione dal gruppo degli Spettri mostrati da Terry Brooks in La Genesi di Shannara: è una delle ultime parti veramente ben realizzate dallo scrittore americano, andato purtroppo in discesa in fatto di qualità di trame e personaggi negli ultimi anni. Mi è piaciuta l’atmosfera del gruppo, come vivevano all’interno delle città in rovina, come cercavano di trovare qualcosa che rendesse la loro vita più sopportabile: per questo, benché in maniera diversa, ho voluto dare spazio a un gruppo nel quale c’erano anche dei bambini, con le loro diversità, i loro problemi, i loro sogni. E grazie alla loro presenza è nato un altro protagonista, un personaggio con una capacità particolare, inusuale e in apparenza fuori luogo in un mondo come la Terra post apocalittica in cui si svolgono le vicende, ma non per questo meno importante, perché la parola ha un ruolo importante, se usata nel modo giusto.
Ho parlato di un punto d’ispirazione, ma non è stato l’unico. Una parte di un certo rilievo nella storia ce l’hanno i fumetti, ma non nel senso che mi hanno ispirato, nel senso che c’è un personaggio che è attratto da essi, al punto da credere che siano qualcosa di vero (come si svilupperà questa cosa, la lascio al lettore, se vorrà scoprirla). Un’altra parte di rilievo ce l’ha la figura mitologica del Leviatano. Altro spunto è venuto dal cinema (La sfida del samurai di Akira Kurosawa).
Naturalmente ci sono i Demoni, con le loro caratteristiche, i loro Vizi: questa volta ho voluto addentrarmi nell’oscurità del loro animo e mostrarla, perché il male non è qualcosa che nasce per capriccio, ma c’è sempre un’origine, una causa al suo scatenarsi. In questo romanzo saranno affrontati i Vizi rimasti e naturalmente non può mancare quello della Lussuria. E come promesso nella disfida di L’Ultimo Potere…sesso sfrenato! Senza limiti, senza confini, senza ritegno! Gente, accorrete a leggere un vortice di sfrenata passione, piacere ed estasi! Dimenticatevi di Rocco Siffredi, John Holmes, del fantomatico e leggendario superdotato Mozambo che camminava con la pura forza della sua terza gamba e del mitico Ublala Pung: il sesso come mai l’avete conosciuto!*
Ora i lettori dovrebbero essere contenti di aver avuto quello che più vogliono. Ma bisogna fare attenzione a quello che si vuole, perché lo si potrebbe ottenere…(e a diventare dei Posseduti non è mai una buona cosa…)
Chiusa la parentesi goduriosa, due piccole note per concludere.
Una sulla copertina, sempre realizzata da me. L’immagine non solo è bella e suggestiva (ho avuto il merito di essere al posto giusto al momento giusto, di aver colto l’attimo fotografando, ma il gran merito di tutto ciò è della natura e va ringraziata per lo spettacolo cui ha dato vita), ma è pertinente a quanto avviene in L’Ultimo Demone: chi avrà modo di leggere il romanzo lo capirà, basta pensare al colore e alla forma delle nubi. Ho già dato abbastanza indizi: a chi lo vorrà, il resto della scoperta.
L’altra sulla dedica, breve, ma significativa: “Per chi è e vuole essere libero.” Non credo si debba aggiungere altro.


BIG da sfidare:
Visto che l’ho citato, I Figli di Armageddon di Terry Brooks. 
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In fondo trattiamo lo stesso tema: umanità allo sbando e ridotta ai minimi termini, mondo devastato, civiltà sparita, Demoni…Ma c’è una piccola differenza: io non faccio saltare fuori elfi all’improvviso, dicendo che sono sempre esistiti sulla Terra, solo che non si facevano vedere. 
Maledetta pigrizia e cercare le vie facili: questo mai uno scrittore dovrebbe fare. Può sembrare un voler vincere facile dato quanto Brooks negli ultimi anni è andato in declino, eppure con I Figli di Armageddon sembrava essersi ripreso e tornare ai fasti di Le Pietre Magiche diShannara, sua opera migliore. E per metà libro è davvero così: le parti di Tom Logan e degli Spettri sono molto buone. Ecco, la sfida la voglio fare con questa parte; il resto (quello che riguarda gli elfi) lo lascio perdere. Non c’è gusto a competere con qualcosa di scarso.


venerdì 15 luglio 2016

Neopaganesimo. Perché gli dèi sono tornati di Francesco Dimitri

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Sinossi:

Jung pensava che gli dèi della Grecia, di Roma e dell'India, relegati dal mondo moderno ai margini della vita sociale, si fossero trasformati in malattie, tensioni psicologiche, processi inconsci. Oggi Jung vedrebbe invece che Artemide Cacciatrice scorrazza a braccetto con la dea Kali nelle metropoli di tutto il mondo, e che i miti celtici, romani ed egizi sono quanto di più ricercato da giovani tecnocrati e internettiani. Cosa sta succedendo? Chi sono i Neopagani? In quante correnti si suddividono? Cosa li distingue dai satanisti e dalle sette misteriche? Cos'è la Wicca? Questo libro è una guida aggiornata e documentata su un fenomeno che sarà in costante espansione nei prossimi anni.

Recensione:

Altra incursione nel mondo delle tradizioni religiose e dell’occulto, reale e non romanzato, anche se l’autore, Francesco Dimitri, è anche un ottimo romanziere. Qui trovate la recensione che ho fatto al suo “Pan” per il blog http://evasioneletteraria.blogspot.it, romanzo assolutamente imperdibile a mio modo di vedere e nel quale l’autore infonde molte delle sue conoscenze del campo rendendo il tutto ancor più appetitoso e realistico.
Oggi però vi presento un suo saggio molto interessante, intitolato “Neopaganesimo”.
L’argomento trattato è piuttosto di nicchia e viene affrontato con un rapido excursus su quelli che sono i protagonisti ed i pilastri sui quali questa dottrina multiforme basa le proprie origini, che siano effettivamente o meno di antica memoria.
Crowley, i wiccan,  i discordiani, la magia del caos,  sono solo alcuni degli argomenti che introducono a una rielaborazione originale del Dimitri, volta a mostrare la varietà del panorama e la diversità fra le multicolori correnti del paganesimo in salsa moderna.
Religione e magia, realtà immaginate e realtà plasmate dalla volontà di chi detiene “potere” spirituale, molti sono gli spunti di riflessione legati alle argomentazioni addotte dall’autore e ricca è la bibliografia che viene analizzata. 
Mi sono ritrovato ad appuntarmi un sacco di testi che mi piacerebbe leggere, anche se non so quando mai troverò il tempo necessario.
Aneddoti illuminanti, vicende reali e un’infinità di spunti, un tesoro per chi come me ama condire i propri scritti attingendo ai credi del nostro mondo per riportali nei mondi immaginati e per renderli più credibili, ma non solo, anche spunti di riflessione per affrontare la realtà, per fugare i preconcetti che spesso accomunano pagani e satanisti con grande superficialità. 
Il solo fatto che gli adepti di queste religioni/filosofie di pensiero/stili di vita, mostrino un grande rispetto per la natura e le tematiche ambientaliste dovrebbe far riflettere chi sostiene invece la pericolosità di questi culti alternativi.
“Neopaganesimo” è un saggio che consiglio a tutti i curiosi, a tutti coloro che intendono accostarsi a un mondo culturale differente, che mescola antichi saperi e conoscenze, a nuove teorie capaci di accomunare la vita nelle moderne giungle metropolitane a quella delle foreste dei primordi, dove l’uomo si trovava a confrontarsi con le forze ancestrali capaci di vessarlo ma anche di risvegliarne l’innata spiritualità.
Consigliatissimo, anche per le ridotte dimensioni, come introduzione a un mondo di visioni alternative e che potrebbe destare più di una coscienza sopita. 
Se sentite nell’anima un briciolo di curiosità a gettare una fugace occhiata a una realtà diversa da quella che vi circonda con suo subdolo meccanismo del produci-consuma-crepa, Neopaganesimo è il testo che fa per voi.

domenica 3 luglio 2016

Disfida nr. 23:Fughe di Mario Pacchiarotti

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Titolo: FUGHE

Autore: Mario Pacchiarotti

Genere: Raccolta di racconti di fantascienza e dintorni

Editore: Sad Dog Project

Prezzo: 2,99 € ebook, 9,99 €cartaceo 

Sinossi: Si tratta di un totale di quattordici racconti, alcuni dei quali già pubblicati in varia forma, sia con editori che come indie, altri del tutto inediti. Ho utilizzato in vario modo l’ambientazione fantastica per giocare con le situazioni, spesso ribaltandole, cercando così di coinvolgere il lettore nella ricerca di risposte alle domande che mi interessava affrontare.
Ho cercato di utilizzare l’ironia come una nota costante nella maggior parte di queste storie anche se in alcune ho abbandonato la mia consueta leggerezza per affrontare temi più impegnativi. Il sorriso allora tende a farsi amaro, nonostante un’eco canzonatoria rimanga comunque percettibile.
Tutto gira intorno ai difetti dell’uomo: razzismo, odio, passioni carnali, guerre, avidità e sfruttamento, egocentrismo. Per ogni situazione, per ogni racconto, un piccolo stralcio di fantastico viene creato solo per accogliere la storia che voglio raccontare.
Questo perché penso che porsi domande fuori dagli schemi, immaginare situazioni diverse da quelle che affrontiamo tutti i giorni, mettersi nei panni degli altri, siano tutti passi imprescindibile per la ricerca di qualsiasi risposta. Specialmente di quelle che coinvolgono l’animo umano e le sue mille sfaccettature.
Spero che troverete queste letture divertenti ma allo stesso tempo che vi diano modo di trovare spunti di riflessione.
Ecco di seguito qualche nota sui singoli racconti inclusi, da leggere se siete curiosi di sapere cosa mi ha spinto a scriverli.

Come ai vecchi tempi nasce dalla mia completa sfiducia nell’idea che Dio, ammesso che esista, abbia un qualsiasi connotato umano: ira, dispetto, compiacimento, riconoscenza. Niente di meglio quindi che fare ironia supponendo invece di avere di fronte un Dio che sia proprio così.
Il racconto è stato pubblicato da Historica Edizioni in un’antologia dedicata a racconti di autori dell’area romana, “Racconti Capitolini”.

Teutovirus prende per il naso l’idea che gli uomini si possano giudicare per categorie razziali, piuttosto che religiose o di altro tipo. Lo fa alla maniera dei matematici, assumendo che la genetica davvero determini senza fallo i comportamenti umani. Ho pubblicato questo racconto nella collana “Short Dogs” del Sad Dog Project.

Dente per dente ha avuto origine dal fastidio che provo ogni volta che, di fronte a certe situazioni, reati, violenze, sento le persone parlare di contrappasso. Qui creo la situazione perfetta per applicare questa legge e dimostro, spero, quanto sia in realtà difficile essere giusti anche avendo a disposizione un’arma così potente. Il racconto si è classificato secondo nell’edizione 35 del Premio Writers Magazine ed è stato pubblicato nel numero 43 di quella rivista.

Cena Vegana è uno dei tanti giochi sul cibo, un tema che mi affascina molto, in special modo nei suoi estremi, sia in eccesso che in difetto. La domanda riguarda più in generale le passioni assopite e il prezzo che si è disposti a pagare per rianimarle. Con un pizzico di follia e ironia, naturalmente.

La soluzione è una mia farneticazione sulla guerra e le sue armi. La tentazione di sfruttare la propria presunta superiorità e l’estremo distacco che la tecnologia ci può garantire mentre si uccidono altri esseri umani sono temi centrali e pongono domande difficili. La tecnologia che descrivo temo potrebbe diventare prima o poi fin troppo realistica.

La valigia color ciclamino e Acqua su Marte rientrano nella mia abitudine di prendere un po’ in giro la supponenza di certi potenti. L’idea molto diffusa in certi popoli di essere al centro di tutto. Scoprire che non lo siamo può essere piuttosto duro.

Macellai ha di nuovo a che fare con il cibo. Rimango basito quando le persone, per difendere una posizione non violenta, dimostrano odio nei confronti di altri esseri umani. C’è una evidente incoerenza che tuttavia costoro non sembrano percepire. Questa storia non fa che esasperare il problema e mostrarne le conseguenze finali. Rappresenta anche, come di certo avrete colto, un omaggio a un cantautore che amo molto.

La preda perfetta racconta la brutta fine di un predatore sessuale che qui rappresenta tutta la classe dei predatori, quelli che usano la forza, qualsiasi forza, come mezzo per ottenere quello che si vuole senza riguardo per gli altri. A loro si ricorda che, per quanto si possa essere forti, esiste sempre un predatore più grosso e cattivo di noi.
Lo stesso tema è ripreso nel racconto Il cacciatore, dove un diverso genere di predatore si trova di fronte qualcuno più feroce e spietato di lui. Anche qui i ruoli vengono scambiati, un po’ per gioco, un po’ per far riflettere sul modo in cui trattiamo questo nostro pianeta e le specie con cui coabitiamo.

Inshallah affronta un tema molto attuale, quello del grande esodo di profughi che investe l’Europa, ma lo fa ancora una volta ribaltando il tavolo. Una glaciazione abbraccia la Terra e stavolta sono gli europei, un tempo più ricchi e fortunati, a dover fuggire per salvare la propria vita. E su tutto spira forte il tema del karma.

Paleocoder è una storia dove, con toni spero divertenti, descrivo un possibile futuro remoto attraverso il quale raccontare un nostro probabile futuro prossimo. Qui il gioco assume un suo ruolo importante ma molti elementi che hanno una valenza comica rappresentano anche spunti di riflessione sul nostro mondo e le sue follie. È il più recente dei miei racconti e si coglie qualche sprazzo di quello che potrebbe arrivare in seguito.


Infine ho inserito nella raccolta anche Madre Terra e La Strada, due vecchi racconti già presenti nella mia prima pubblicazione indie. Mostrano il mio stile di scrittura degli anni novanta dello scorso secolo. Considerateli come un bonus aggiuntivo.

  • Note/commenti/finalità dell'Autore:
L'intento è quello di riunire e pubblicare i racconti che ho scritto negli ultimi due anni e che sono stati in parte pubblicati, hanno partecipato con vari esiti a premi letterari o semplicemente sono stati messi da parte in attesa di trovare una collocazione. Sono racconti che spaziano molto ma hanno in comune la voglia di ribaltare le situazioni e mostrare il mondo da un punto di vista diverso. In alcuni casi sono più orientati al puro divertimento, in altri alla riflessione.
  • BIG da sfidare:
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Le grandi storie della Fantascienza a cura di Isaac Asimov

Mi rendo conto che è la regola del gioco trovare un big con cui confrontarsi, ma ho qualche difficoltà a fare un nome preciso. Quasi tutti i racconti che ho inserito in questa raccolta hanno un approccio molto "classico" quindi mi verrebbe da dire che un elemento di confronto potrebbero essere le raccolte che curava Asimov ai bei tempi, mettendo insieme quanto di meglio veniva pubblicato in termini di racconti brevi. Io non credo di essere all'altezza di quei grandi, ma è il tipo di "oggetto" che ho preso a riferimento in questa operazione.

domenica 19 giugno 2016

Il Male della Galassia di Marco Alfaroli [Rating 8]

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Titolo: Il Male della Galassia

Serie: Saga di Archon - volume 2


Genere: Sci-fi

Rating: 8

Prezzo: Euro 1,99



SinossiIl pianeta Bhlyss fu conquistato dall’Impero prima che questo crollasse consumato da una guerra civile. Oggi la Terra ha finalmente ritrovato la democrazia e il Presidente del sistema solare fa alleanze con i sistemi vicini per costruire l’ambita Federazione dei pianeti uniti. Ma una nuova minaccia irrompe all’improvviso nella Galassia e sarà necessario l’impegno di tutti per fronteggiarla.


Recensione: 
"Il male della galassia" è un libro sci-fy/ fantasy (nella descrizione troverete anche horror, ma personalmente non ne ho trovato traccia) ambientato in una galassia abitata da diverse razze. L'impianto dell'ambientazione si basa sull'idea , ormai quasi classica, di un impero terrestre che ha colonizzato, grazie alle armi, diversi pianeti, su cui ha imposto il suo volere con la forza. Successivamente però, sia grazie ad una smodata sete di potere dell'imperatore, che spinto dalla sua brama ha diviso troppo le sue forze militari per conquistare tutto più in fretta, sia grazie alla nascita di moti rivoltosi , la politica terrestre cambia rotta e passa ad una diplomazia parlamentare sulla falsariga di quella americana.
Il cambiamento di ideologia, sopratutto nella "politica estera", porterà le forze terrestri ad intervenire in aiuto alle ex colonie, ora ufficialmente alleate (anche se con molto riserbo da parte delle diverse specie aliene).
Uno dei centri nevralgici della trama (nonche ambientazione maggioritaria) è il pianeta Bhlyss , abitato da tre diverse specie intelligenti dalle forme associabili ai serpenti. Le tre specie sono avversarie tra loro, ma teoricamente complementari. C'è quella guerriera, quella basata sulla scienza e sullo sviluppo tecnologico e quella basata sulla mimesi e sullo spionaggio. La loro caratterizzazione è piuttosto intelligente e rende le tre razze interessanti ed accattivanti. Tutte le caratteristiche (fisiche, cultuali e mentali) sono state strutturate per andare d'accordo con il loro ruolo nella storia e per dare un senso "evolutivo" alla razza ed alle loro peculiarità.
Anche l'ambiente naturale di Bhlyss sembra essere stato strutturato per rimanere coerente con il tipo di creature che lo abitano. L'atmosfera è molto simile a quella tropicale terrestre ed il ciclo giorno/notte è alterato dalla presenza di due soli (uno più caldo dell'altro) che si alternano costantemente. Tale alternanza permette ai bhlyssiani, totalmente a sangue freddo, di mantenere una temperatura corporea sufficientemente alta per muoversi anche di notte.
Nel complesso, quindi, l'ambientazione presenta tanti dettagli (ce ne sono altri, oltre quelli citati, ma non ho intenzione di mettermi ad elencarli) che, singolarmente, risultano, nel migliore dei casi, piacevoli attenzioni, ma che messi insieme danno un senso di coerenza interna piuttosto alto.
Passando ai personaggi, il gruppo di protagonisti è piuttosto variegato ed ha almeno una rappresentanza per ogni specie coinvolta. I protagonisti alieni, nello specifico, svolgono il ruolo di esemplare di riferimento per la loro razza, ovvero incorporano le caratteristiche più peculiari della loro specie di appartenenza e tramite loro il lettore ha modo di esplorarne i modi di fare e le particolarità culturali. Non è un caso, infatti, che in due casi su tre gli alieni del gruppo sono anche i leader del loro popolo.
Per quanto riguarda i due protagonisti umani, ho avuto l'impressione che la loro presenza sia dovuta, perlopiù, per la creazione di una maggiore immedesimazione del lettore in figure più familiari. In questo libro, infatti, agli umani non è dato molto spazio. Ci sono, e sono caratterizzati anche bene, compresi i personaggi secondari , ma sono quasi trascinati dagli eventi e non sono mai i fautori delle soluzioni. Partecipano, danno il loro meglio e si sacrificano, buona parte della narrazione è incentrata sugli eventi sulla Terra, sul passato dei terrestri e su quello che fanno per ripagare dei loro errori, ma la figura dei leoni è tutta delle razze aliene. Per qualcuno questa scelta d'impostazione può risultare un difetto, io la vedo come un pregio. Trovarsi difronte al solito sci-fy pieno di razze aliene interessanti che fanno semplicemente da spalla agli eroici e potenti umani sarebbe stato noioso, quindi ho preferito questo approccio. Gli umani ci sono, hanno il loro spazio narrativo ma sono gli alieni a farla da padroni.
Passando ad un livello più tecnico, la narrazione è piuttosto scorrevole. Il libro, di per sé, non è particolarmente lungo, ma è denso di fatti su cui ci si sofferma per un tempo ben calibrato, il necessario per capire senza dar l'impressione di andare di corsa. I momenti morti sono quasi del tutto assenti. Se c'è narrazione è sempre puntata su un evento di una certa importanza, che sia per la trama o per lo sviluppo dei personaggi. Non sono presenti descrizioni arzigogolate, ma sempre di breve durata ed efficaci a dar l'idea di cosa stia succedendo o di come sia fatto un particolare elemento.
La coerenza narrativa è di buon livello. Gli eventi chiave hanno ripercussioni su quelli successivi, anche in maniera indiretta ed alcune informazioni presentate durante la narrazione hanno un valore maggiore di quello che ci si aspetta. Ogni collegamento tra gli eventi è logico e sensato, frutto di un "causa-effetto" ben pensato.
Di per sé la trama non è nulla di particolarmente originale ( riassumibile in "diversi popoli, tra di loro nemici, uniscono le forze per combattere una minaccia comune), ma presente spunti e dettagli originali che la rendono interessante, sopratutto perché fa molto perno sulla curiosità di capire chi o che cosa ci sia dietro gli attacchi. C'è da aggiungere che, nonostante il libro sia il secondo di una saga di (almeno) tre, la storia può essere letta anche in maniera autoconclusiva, senza dover per forza andare alla ricerca di altri libri o rischiare di non comprendere gli eventi narrati.
Chiudiamo con il prezzo di copertina di 1,99 euro per la versione ebook, e 10,40 euro per il cartaceo, per circa 150 pagine. Siamo nello standard.
La copertina è ben disegnata e permette di avere un'idea più solida del tipo di creature presenti su Bhlyss (tra l'altro è disponibile, per chi fosse interessato, anche l'artbook sulla saga).


domenica 29 maggio 2016

Entombed di Riccardo Giacchi [Rating 7]

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Titolo: Entombed


Genere: Sci-fi

Rating: 7

Prezzo: Euro 3,99


Sinossi
Un romanzo apocalittico, dalle sfumature noir. Entombed è una storia di disfatta e rivincita, un techno thriller in cui il senso dell’onore e del sacrificio fanno da sfondo all’invasione di una razza spietata. L’Autore, con una sapiente serie di salti temporali, ci racconta il destino degli umani, costretti a vivere in bunker sotterranei per sopravvivere, attraverso la storia del maggiore Garrison. Un eroe che lotta sotto la bandiera dell’unità dei popoli e che farà luce su un mistero, quello della Vergine di Ferro, che lascerà il lettore col fiato sospeso fino al colpo di scena finale. Consigliato agli amanti del genere e a coloro che amano le storie ritratte sullo sfondo catastrofico di un pianeta distrutto.”
Nel 2054 una nuova ondata di sangue scorre sulla Terra, come mai prima di allora. Nessuna guerra tra gli uomini l'ha causata, ma l'arrivo lesto e brutale dei nuovi arrivati. Dopo la caduta del meteorite Luxifer, inabissatosi nell'Atlantico, essi sciamano nelle vie disseminando morte e caos. La disperazione fa sì che i governi si uniscano sotto un'unica bandiera in nome della sopravvivenza comune. Quando ormai si teme il peggio e l'invasione sembra incontenibile, sorge un vecchio programma di combattimento: i Giant 02, mastodontiche macchine da guerra riadattate per il rastrellamento della feccia mostruosa. A comandare lo squadrone è il maggiore Garrison, le cui gesta eroiche faranno affiorare sconvolgenti verità, poiché il misterioso ordine della Vergine di Ferro, che si credeva scomparso, è tornato...

Recensione:
Non saprei dire se si tratti di un racconto lungo o di un romanzo breve, ma di certo Entombed di Riccardo Giacchi è una storia arrembante, un concentrato di furore guerriero, un coacervo roboante di esplosioni, lamiere distorte e frattaglie aliene.
Basterebbe questa indicazione per indirizzare i potenziali lettori. Alle volte non servono lunghe disquisizioni per convincere o meno qualcuno a leggersi un romanzo, si tratta semplicemente di aspettative.
Certo, in Entombed affiora qualche flebile spiraglio di sentimento, ma sempre volto a giustificare l’azione conseguente. Odio, rabbia, furore e coraggio, ogni pagina trasuda di epicità, il ritmo si mantiene sempre alto e il volume del testo è tale per cui la cosa non dia affatto noia, catapultandoci nella disperata resistenza in cui si trova calata la nostra terra a poche decine d’anni da noi.
Ho apprezzato la mancanza di descrizioni più complete e approfondite del nemico alieno, escamotage che permette ad ognuno di  colmare questa assenza con i propri peggiori incubi personali.
Il testo presenta qualche errorino qua e là, ma nulla che possa inficiare il valore del tutto.
L’autore non ci concede tregua, gettandoci nel cuore della pugna sin dall’inizio e non lasciando mai la presa sul dispenser dell’adrenalina. Siete avvisati quindi, se cercate approfondimenti politici, arabeschi tecnologici o trame macchiavelliche, questo non è il testo che fa per voi. Qui c’è da salvare il genere umano, con il coltello fra i denti e poco spazio viene concesso a tutto ciò che non è finalizzato a tale scopo. 
Il romanzo è imbastito con cura seguendo questa linea guida e non si può certo dire che l’autore non riesca nel suo intento. L’azione si mantiene coinvolgente, le battaglie interessanti dall’inizio alla fine, la presenza dei Mech è ben trasposta, insomma nulla da ridire. La maestosità di alcune scene è memorabile e alcuni guizzi interessanti impreziosiscono una prosa già di suo molto scorrevole.
Per aumentare l’effetto di coinvolgimento verso il lettore, quasi a volerlo stordire con la brutalità e la velocità dell’azione, il Giacchi ricorre all’utilizzo della narrazione in prima persona, cosa che ho apprezzato molto. L’autore deve aver pianificato con dovizia ogni aspetto di questa sua creatura, o almeno questa è l’impressione che ne ho avuto. Nulla è stato lasciato al caso e la cosa stride con alcune cadute di stile che ho notato in un paio di punti del testo con l’utilizzo di vocaboli poco appropriati. Sviste, un paio di occasioni in tutto, ma che guastano l’atmosfera ansiogena sapientemente costruita. Errori di gioventù probabilmente e nulla più.
Non è il primo autore che pesco nel panorama degli autoprodotti ad attingere a piene mani dal panorama musicale metal per quanto concerne nomi e spunti e per tributare omaggio ai propri gruppi prediletti, ma è il primo caso nel quale la cosa non mi abbia infastidito. Le scelte sono ben calibrate ed azzeccate. Che dire, lunga vita al Metal!
Un prodotto ben confezionato quindi, capace d’intrattenerci a dovere e che si merita un bel 7 pieno e un autore che deve essere tenuto d’occhio, in attesa dei prossimi lavori. Non vado oltre questo voto perché ritengo si sarebbe potuto fare qualcosina in più per esplorare il carattere dei personaggi principali. Mi rendo conto che il rischio di spezzare il ritmo con divagazioni del genere avrebbe potuto inceppare la mitraglia dell’azione, ma visto che qualche spunto a tal riguardo è stato dato (soprattutto nel finale), avrei gradito un pizzico di approfondimento in più, giusto per evitare di percepirlo come una forzatura.
Ad ogni modo per gli amanti dell’avventura, dello scontro mozzafiato e dei colpi di scena (il finale è proprio una bella botta), non ho motivo per non consigliarvelo vivamente!

domenica 22 maggio 2016

Il collare di fuoco di Valerio Evangelisti

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Sinossi:


In questo libro Valerio Evangelisti abbandona temporaneamente la sua creatura più celebre, l'inquisitore Eymerich, per regalarci un romanzo storico di amplissimo respiro che narra in chiave avventurosa la formazione del Messico come Stato moderno.
Il racconto inizia nel 1859, quando un possidente messicano guida in Texas una rivolta contro le discriminazioni cui i suoi connazionali sono sottoposti, per poi ampliare lo sguardo e raccontare la lotta di Benito Juárez contro Massimiliano d'Austria, la dittatura di Porfirio Díaz, la modernizzazione forzata del paese, le rivolte contadine, le stragi e le deportazioni di indigeni, fino al 1890. Filo conduttore, il rapporto contraddittorio, di odio e amore, tra Messico e Stati Uniti (il "collare di fuoco" del titolo, secondo l'espressione di un uomo politico ottocentesco); ma anche il lento formarsi di un'identità nazionale e di una cultura unitaria adatta a darle espressione. Il tutto visto attraverso le vicende di molti personaggi, tutti realmente vissuti, che a tratti intrecciano le loro esistenze e che verranno profondamente trasformati dalla grandiosa epopea di cui sono attori non sempre consapevoli.



Recensione:

Valerio Evangelisti è uno degli autori italiani che prediligo, e non tanto per il suo più famoso personaggio, l’Inquisitore Eymerich, quanto per le serie “minori” che l’autore romagnolo ha partorito, il suo ciclo western con il personaggio del palero messicano Pantera su tutti.
Forte di questa preferenza mi sono imbarcato nella lettura de “Il Collare di Fuoco” con grandi aspettative. Da troppo tempo svernava nel mio lettore ebook.
Devo dire subito che mi sono trovato innanzi a qualcosa di molto diverso. Una tipologia di romanzo totalmente differente dalle precedenti esperienze con Evangelisti.
Il Collare di Fuoco è un romanzo privo di personaggi principali, dove abbondano invece innumerevoli trame che necessitano di molte pagine per essere assorbite, e che mano a mano vanno a formare un ordito piacevole e complesso sia nella progettazione che nella fruizione da parte del lettore finale.
I personaggi fanno la loro comparsa più o meno fugace, ritornano e si ritrovano fra loro con lo scorrere delle pagine che scandisce anni di grande travaglio per il Messico. Una nazione che cerca la propria strada verso lo sviluppo e il progresso, triturando speranze e annegando sogni nel sangue delle continue ribellioni e rivoluzioni che la percorrono da nord a sud.
Profondo e denso, il racconto di Evangelisti sfiora i connotati di un saggio romanzato. Una rivisitazione storica carica di sottesi, un approfondimento su vicende non certo conosciute ai più che lasciano il lettore da principio spiazzato, ma che alla lunga lo sanno colpire e coinvolgere con continui ribaltamenti di sorte, bagni di sangue e tradimenti.
Ogni personaggio coinvolto condensa in se spezzoni di realtà brutale, smascherando le ipocrisie che velano le diverse azioni intraprese per alti ideali ma che celano istinti e scopi ben più bassi e caratteristici del genere umano. Microcosmo e macrocosmo si guardano allo specchio così come le ambizioni prive di scrupoli dei singoli si riverberano nelle potenze coloniali Europee così come nella mano armata degli Stati Uniti, sempre pronti a garantire il loro “aiuto” ai fratelli messicani.
Ammetto di non conoscere così a fondo le vicissitudini del Messico del XIX secolo, ma ne sono rimasto affascinato.
Le descrizioni dell’autore sono ficcanti, sempre pertinenti, capaci di evocare un passato carico di lezioni da apprendere e rileggere in chiave moderna per spiegare ciò che accade anche ai giorni nostri, spesso con i medesimi protagonisti.
Ci troviamo innanzi a un tourbillon di potenze più o meno influenti, di piccoli e medi signori locali, bandoleros e malavitosi, ricchi che si atteggiano a monarchi, di posse furiose che calano sullo scenario della vicenda come orde demoniache. Queste forze contrastanti e sempre pronte alla pugna, si alternano alle vite dei singoli, ai loro problemi quotidiani e aspirazioni più o meno arriviste, originando un epopea del tutto particolare.
Superato l’inizio effettivamente piuttosto caotico e pesante, la storia prende, facendoci palpitare e portandoci a conoscere brani di storia ai più poco noti.
Tutto sommato quindi non ci si può lamentare di quest’opera, certo l’importante, come spesso accade, è sapere sin da principio a cosa si va incontro. Un’opera ad ampio respiro, senza un protagonista principale cui affezionarsi, né un nemico cui fare il “tifo contro”. La prosa dell’autore è quella di sempre, semplice e diretta, ma mai banale, un piacere insomma.
Io lo consiglio, soprattutto a chi ama l’ambientazione polverosa e violenta del vecchio west, rivista in una chiave nuova e originale.

domenica 15 maggio 2016

Codice H: Un Black Bloc in fuga di Fabio Casto [Rating 6]

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Titolo: Codice H: Un Black Bloc in fuga

Autore: Fabio Casto

Genere: Introspettivo

Rating: 6

Prezzo: Euro 2,99






Sinossi:
La storia di X, un giovane Black Bloc che scappa dall'Europa in seguito a un attacco terroristico da lui stesso pianificato, inseguito dalla sua stessa coscienza. Dopo una breve tappa a Londra X sceglie di nascondersi in un non meglio specificato paese del Sud Est Asiatico, per poi approdare su un'isola dove crederà di trovare rifugio, ma troverà solo altri guai, altri conflitti: costretto a nascondersi in una piccola baia sperduta, a costruirsi una capanna, tagliato fuori dal mondo e dai contatti umani, dovrà affrontare i suoi incubi.
Parallelamente, gli interventi fuori luogo di chi in passato ha scritto la storia di X.



     Recensione:
A dispetto di quanto ci si potrebbe attendere dalla sinossi del romanzo, Codice H è un testo che potremmo definire introspettivo.
Il black bloc che troviamo come protagonista è tutto all’infuori del giovane violento e scavezzacollo che il fuoco di fila dei mass media ci ha abituato a ritenere. Certo X, il protagonista, è un pentito, un “cattivo” che cerca di espiare i propri peccati. Sopraffatto dalle conseguenze (forse impreviste) di un’azione intrapresa, parte per un viaggio in fuga da tutto e da tutti, grazie al quale tenterà di bandire dalla propria esistenza ogni forma di rabbia e violenza.
Una sorta di viaggio spirituale oltre che fisico, condito da diversi spunti poetici e di riflessione.
Insomma è bene sapere quello a cui andrete incontro, questo è forse l’unico appunto che posso muovere all’autore: una maggior chiarezza a riguardo eviterebbe spiacevoli soprese a chi si avvicina al testo. Se siete in cerca di avventura ed adrenalina, non è il romanzo che fa per voi, non è stato scritto con questi fini.
Detto questo passiamo all’analisi del testo.
La prosa dell’autore è pulita e scorrevole. Non fatevi ingannare dalla brevità del testo, le 125 paginette del quale si compone sono dense e pregne di argomenti e riflessioni, molto bene gestite dall’autore.
Lo stesso X risulta credibile, anche se forse il cambiamento repentino del carattere che scatena il tutto è difficile da interpretare, ma data la gravità dell’evento scatenante il cambiamento, possiamo ritenerla un’evoluzione almeno plausibile. Ad ogni modo questa metamorfosi di sentimenti è ben gestita e coerente.
Il testo scorre fluido e gli eventi che movimentano il racconto si mescolano alla routine della nuova vita di X, fino a condurci alla conclusione ad effetto, più o meno riuscita diciamo. 
Non ho trovato pienamente funzionante il meccanismo del narratore “esterno” che parallelamente segue la vicenda scritta di X, ma questo lo lascio giudicare a voi.
E’ il secondo testo di Casto che leggo e personalmente lo ritengo meno riuscito rispetto a “Bruciate Lentamente”, forse perché le tematiche trattate in questo mi sono meno care e quindi il coinvolgimento è stato minore. Codice H è ugualmente accomunato al succitato per l’approfondimento del carattere e dei sentimenti del protagonista. Mi sarei atteso però una trattazione più approfondita sulle tematiche care ai black bloc, altrimenti non riesco bene a comprendere il motivo per la scelta di questa “professione” per il protagonista del romanzo.
A mio gusto personale il testo latita in eventi capaci di scuotere il lettore. Il ritmo tende a divenire un po’ troppo piatto e l’originalità ne risente.
E’ evidente che in un romanzo introspettivo come questo, il lettore sia tanto più coinvolto quanto i sentimenti in ballo gli siano vicini, pertanto nel mio caso forse non l’ho sentito sufficientemente coinvolgente. 
Per correttezza ci tengo a precisare che questa tipologia di testi non è il mio genere prediletto. Ad ogni modo la scrittura e la precisione nella cura del prodotto/pacchetto ebook, nonché la bontà dei dialoghi, gli fanno raggiungere tranquillamente la sufficienza piena, con la precisazione che lo stesso sicuramente potrà essere apprezzato maggiormente da chi è più vicino alle realtà descritte ed ha un animo più ricettivo e pronto a cogliere gli spunti poetici offerti dall’autore.