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domenica 10 aprile 2016

Waterloo di Bernard Cornwell

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Oggi vi presento Waterloo di Bernard Cornwell.
Ok, non si tratta di un romanzo, andremo quindi leggermente fuori tema rispetto allo spirito del blog, ma ritengo che il libro proposto da Cornwell sia una lettura capace di entusiasmare, facendo galoppare la fantasia pur trattandosi di una sorta di saggio storico solo leggermente romanzato. Si perché lo stile dell’autore non è mai pesante, le descrizioni degli eventi sono rese magnificamente con l’innesto al fianco delle testimonianze dei diretti partecipanti, dell’indole “frivola” del romanziere che riesce a stemperare ogni dato, ogni sterile enumerazione di morti e feriti, con digressioni e commenti capaci di rendere più concreti i meri numeri o eventi della grande battaglia.
Non che questi non siano da soli capaci di esaltare, con rapidi capovolgimenti di fronte, assedi sanguinosi, assalti alla baionetta, cariche di corazzieri e grandinate di palle di piombo e granate dirompenti, eppure il background dell’autore, divenuto famoso per i suoi romanzi, riesce ad arricchire ancor più il tutto.
L’uso di testimonianze dirette dei protagonisti, autobiografie, memorie, corrispondenze e lettere d’epoca, sia riferite a ufficiali, che alla “soldataglia”, è abbondante e contribuisce non poco a farci rivivere vividamente le vicissitudini degli eserciti. Non ci vengono risparmiati neppure i particolari più truculenti di chi ha visto la morte in faccia e ne è rimasto chiaramente sconvolto.
Scoprirete tuttavia anche chicche sfiziose, a partite dall’avvinazzato condottiero Prussiano, fino a sondare il carattere snob dell’aristocratico Duca di Wellington, capace però di un coraggio non comune, mostrandosi ai suoi uomini sempre lì dove maggiore era il bisogno e il pericolo.
Finte e messinscene, trucchi, rapporti non sempre facili fra i gerarchi dei diversi schieramenti e pregiudizi fra gli alleati stessi, sono solo alcuni degli ingredienti.
Cornwell è abile a mettere in mostra ogni aspetto dello scontro e a demolire ogni immagine romantica che il lettore moderno possa avere di uno scontro ben pianificato e organizzato nei minimi dettagli: Waterloo è stata, al pari di ogni altra battaglia, un evento sul quale ha spadroneggiato il Dio del Caos.
Non solo la fortuna ha giocato un ruolo determinante, ma anche le condizioni atmosferiche e l’esito di singoli dispacci andati smarriti nella bolgia degli eventi. La “nebbia di guerra” ha avuto un peso ancor più rilevante data la mancanza di informazioni certe sia da parte di Wellington che di Napoleone sulla posizione dei rispettivi alleati e distaccamenti. 
Non sono mancate le vittime per fuoco amico, né i tentativi estremi di gabbare i propri stessi soldati spacciando per rinforzi amici le truppe in arrivo in lontananza per tentare di tenerne alto il morale.
Per non parlare delle manie del grande condottiero francese e del suo innato ottimismo, che spesso sfocia nell’arroganza più cristallina e controproducente.
Insomma, attorno al campo di battaglia ruotano infinite situazioni, circostanze fortuite, coincidenze capaci di minare i piani orchestrati da menti brillanti. Azioni sconsiderate premiate dal successo si mescolano a fallimentari interpretazioni di dispacci o deliberate manovre contrarie alle direttive.
Mi ha stupito leggere il contenuto di alcuni ordini inviati dal sommo stratega francese ai suoi sottoposti, scoprendoli assurdamente nebulosi, e latori di direttive tutt’altro che certe. 
Peggio dell’oracolo di Delfi in concreto.
Non c’è da stupirsi che i poveri ufficiali in causa spesso si siano ritrovati nel posto sbagliato e al momento sbagliato.
Altrettanto sbalorditivo è il rapporto teso vigente all’interno della coalizione fra giubbe rosse e prussiani. Per un soffio, e forse solo grazie all’energia prorompente del condottiero 74enne prussiano, non è andato tutto storto.
La battaglia, pur nel rigore della sua ricostruzione, sarà il trampolino per immergerci in un mondo andato, carico di fascino e sorprese, da rivivere nitidamente grazie alla maestria e originalità con cui ci viene proposto.
Non credo ci sia modo migliore per scoprire la storia e in questo caso specifico penso si tratti di una lettura ancor più fondamentale per tutti gli aspiranti scrittori che volessero confrontarsi con la stesura di un romanzo che contenga battaglie, in qualsiasi epoca possano essere ambientate. 
Un trattato imprescindibile nella sua genuinità e semplicità, ma denso di spunti e informazioni per chiunque voglia mettere in piedi un romanzo di guerra, sia su scala tattica che strategica.
Ovviamente Waterloo di Bernard Cornwell non è una lettura che consiglio solo a questi, ma a chiunque fosse interessato ad approfondire un evento che ha influito pesantemente sul corso della Storia, e lo voglia fare con un pizzico di brivido in più rispetto a un saggio tradizionale.

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