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mercoledì 16 gennaio 2013

Strategia di Scrittura n°1 – Inizia le frasi con soggetto e verbo




  Strategie di scrittura - Strumenti essenziali per ogni scrittore
Salve a tutti, aspiranti scrittrici e scrittori in fasce! 
Ansiosi di scrivere come dei veri professionisti?
Non vedete l’ora di stupire amici e parenti con i fluidi volteggi della vostra penna?
Beh, a chi lo dite!
La formula magica non esiste, lo sappiamo. E neanche la ricetta pronta. O il martello dorato. Nada. Nisba.
Che fare, allora?
Non tutto è perduto!
Con un briciolo di pazienza e molta buona volontà, possiamo impadronirci di tecniche in grado di cambiare il volto dei nostri testi.
Un gradino alla volta, come afferma la cara vecchia metafora.
Roy Peter Clark - il geniale autore del manuale “Writing Tools” su cui baseremo i nostri articoli - lo ammette sin dalle prime battute: sono appena “viti e bulloni”.
Ma in fondo in fondo, non è fatta di viti e bulloni persino la Torre Eiffel?
Propongo un patto: il sottoscritto farà del suo meglio per masticare i concetti sciorinati dall’autore e sfornare un articoletto per ciascuno, con un occhio di riguardo alla sintesi e agli esempi pratici.
Voi, in cambio, arricchirete ogni articolo con una bella sfilza di commenti, critiche, esempi, contro-esempi, e così via. Bello, vero? Abbiamo tutti da guadagnarci, per il bene nostro, dei nostri parti letterari, e soprattutto dei poveri lettori...
Non ci sono regole, a parte le due di sempre: educazione e buon senso.
Mano agli attrezzi, montiamo la nostra torre!
 
 
Strategia nº1 – Inizia le frasi con soggetto e verbo
Una frase chiara e semplice dovrebbe sempre iniziare con soggetto e verbo, seguiti dagli elementi subordinati: il significato principale viene a galla prima delle parti secondarie.
Ecco qualche esempio dove il soggetto, il verbo e l’eventuale complemento esprimono fin da subito il concetto chiave. Gli elementi secondari stanno in coda.
Korbak soppesò la lancia, forgiata nel fuoco eterno dagli antichi Maestri dell’Acciaio.
Thalita balzò sul dorso della bestia, senza porsi troppe domande sullo sciame di mosche e sul tanfo di carne putrida.
Ti guardo e mi chiedo se anche tu mi hai visto.
Scrittori di una certa abilità possono riempire pagine su pagine con questa identica struttura. Chiarezza ed energia narrativa fluiscono da una frase alla successiva, producendo un continuum di gradevole lettura.
Si svegliò all’alba. Aveva lavorato due giorni interi senza sosta, ma preferì non pensarci. Preparò una tazza di caffè forte, nero, come piaceva a lei, prima che lo mollasse per quell’idiota. Afferrò un cracker e lo spezzò sul fondo della tazza. Magari fosse stato il collo dell’idiota.
L’occasionale, breve formula introduttiva tiene lontana la monotonia:
Dall'alto dei bastioni, vidi compiersi il miracolo.
Sulla collina calò un silenzio senza fine.
Inatteso, un urlo di guerra squarciò la tela della notte.
Soggetto e verbo sono spesso separati nella prosa. Questo ritardo, anche quando esiste per una precisa ragione, rischia di confondere il lettore.
Per esempio:
Thalita, dai riccioli neri intrisi d’olio profumato, vibranti come minuscole serpi intorno al perfetto ovale del viso, gli conficcò la spada nello stomaco.
potrebbe diventare:
Thalita gli conficcò la spada nello stomaco. I suoi riccioli neri, intrisi d’olio profumato, vibrarono come minuscole serpi intorno al perfetto ovale del viso.


Qualcuno apprezzerà di più la prima versione, e perché no, in fondo la lettura è un atto soggettivo. Io continuo a difendere la seconda: la trovo più agile e comprensibile, come diretta conseguenza della prossimità tra soggetto e verbo.
Se si vuol creare suspense, o aumentare il livello di tensione del testo, o stimolare a più non posso la curiositá del lettore, o guidarlo lungo un viaggio zeppo di meravigliose descrizioni, o magari costringerlo a leggere, leggere, e ancora leggere fino a fargli perdere del tutto il filo, si può lasciare soggetto e verbo in fondo. Come ho appena fatto.
Esempio:
Giù, sempre più giù, in fondo al pozzo di Ethel, dove la luce non poteva arrivare, dove l’aria era solida ed il calore soffocante, dove il pensiero della libertà era soltanto una tortura crudele, il gigante giaceva in catene.
Potevo iniziare dalla frase principale, ma avrei gettato al vento l’occasione di stimolare il lettore con un briciolo di sana suspense - fin troppa, diciamo la verità, al terzo “dove” avrei gettato il libro dal balcone!
Per finire, un paio di consigli ed esercizi suggeriti dal nostro amico Roy:
  • prendi un articolo di giornale o un libro: verifica la posizione di soggetti e verbi nel testo;
  • ripeti l’esercizio con un tuo scritto;
  • ripeti con un testo che ancora stai scrivendo;
  • la prossima volta che la genesi di una frase ti darà il mal di testa, prova a riscriverla iniziando da soggetto e verbo;
  • per ottenere una variazione di ritmo, utilizza una frase con soggetto e verbo nel finale.
E questo è quanto, in attesa dei vostri contributi. Mi raccomando, limitatevi all’argomento “soggetto e verbo”, perché nelle prossime settimane avremo molta altra carne da mettere al fuoco...
Buono studio!
Lone.Wolf 
  
Image courtesy of digitalart / FreeDigitalPhotos.net

7 commenti:

valeottantadue ha detto...

questi articoli sono meravigliosi..lo scrivere non è sempre immediato,a meno che non sia un talento naturale. ma sono del parere che tutto si può imparare..li leggerò volentieri:)

Lone.wolf ha detto...

Grazie valeottantadue! Proprio così, i "fondamentali" contano nella scrittura come in qualsiasi altra attività. Vale anche per Messi e George Martin :)

Il Sire Oscuro ha detto...

Ben fatto Wolf! Aggiungerei che le frasi brevi ti permettono di gestire al meglio il ritmo del paragrafo.

Lone.Wolf ha detto...

Giustissimo Sire! Tante frasi brevi per gestire al meglio il ritmo, poi una lunga per quell'improvvisa variazione...
Argomento degno di un intero articoletto, contateci!

Anonimo ha detto...

Basta che non ci si riduca al livello di Peter Hamilton, che rovina i suoi romanzi con frasi dalla sintassi. Inesistente. Come quella. Che ha questo periodo. Non esagero.

Francesco

Lone.wolf ha detto...

Vero. Anche. Questo. :)
Grazie Francesco!
Il troppo stroppia, che siano frasi eccessivamente corte o eccessivamente lunghe. Meglio riservarne l'uso a casi specifici, quando cerchiamo un "effetto speciale" che colpisca il lettore.

Oscar Tsename ha detto...

Aspirante, mai stanco di imparare. Ammetto che questa tecnica mi riusciva bene, naturale. Ma non la sapevo ancora e ora, quando mi ritroverò di fronte a frasi illegibili, farò tesoro di questi consigli, in modo da poterne usufruire al massimo.
Grazie, Egidio

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