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mercoledì 30 gennaio 2013

Strategia di Scrittura nº3 - Varia la lunghezza dei paragrafi




Gran parte del materiale di questo articolo - esempi esclusi - è tratto e/o riadattato dal manuale “Writing Tools” dell’insegnante di scrittura Roy Peter Clark, che ringrazio immensamente!


“Il paragrafo è in essenza un’unità di pensiero, non un’unità di lunghezza”, afferma il grammatico britannico H.W.Fowler (“Modern English Usage”). Questa dichiarazione implica che tutte le frasi di un paragrafo dovrebbero riguardare lo stesso argomento e muoversi in sequenza, creando coesione.

Un paragrafo troppo lungo può essere suddiviso in paragrafi più corti, specie se non segue la stessa unità di pensiero:


Guardai fuori dalla finestra e vidi sei anatroccoli in fila dietro a mamma anatra. Mi venne in mente la prima volta che avevo osservato una scena del genere, quando ancora vivevo in campagna e da allora non ho mai smesso di amare i paperi! [spezzare qui!] Dietro la collina era spuntato un bellissimo arcobaleno, segno che aveva smesso di piovere e potevo finalmente uscire. [spezzare qui...] Calzai gli stivali rossi, quelli che mamma mi aveva regalato per il mio sesto compleanno e che sembravano usciti da un libro illustrato per bambini. [...o magari qui!] Che strano, erano secoli che non ci pensavo. Mi chiedo dove siano finiti , ma forse sono sempre giù in garage, nascosti sotto una pila di scartoffie.

Possiamo fondere paragrafi molto corti in uno solo, per evitare dispersione:


Il sole sorse dietro le montagne.
[Unire!] La luce si distese sulla valle come un drappo dorato.
[Unire!] Si posò sui tetti e sui comignoli, sui campi d’erba umida, sui dorsi candidi dei buoi.


Attenzione però a non legare assieme paragrafi corti e privi di connessione!


Il sole sorse dietro le montagne.
Jack si affacciò alla porta della stalla, coprendosi gli occhi con un braccio.
Nella locanda, al lato opposto del villaggio, Tara dormiva ancora della grossa.

“Lo scopo dei paragrafi è quello di far riposare un po’ il lettore, domandargli: - Tutto chiaro fin qui? Possiamo continuare?” (H.W.Fowler). Ma di quanto riposo ha bisogno un lettore? Dipende dall’argomento, dal genere, dalla voce dell’autore? Purtroppo non esiste una risposta preconfezionata.


Proviamo qualche effetto interessante - attenzione, da usare con scrupolo e parsimonia!

Per mezzo di un paragrafo lungo, lo scrittore può sviluppare un argomento o costruire una narrativa mediante una successione di immagini correlate.


Quando guardo un uovo fritto, il tuorlo finisce sempre al centro delle mie attenzioni. Quella cupoletta giallo-arancio, quasi perfetta, mi ricorda i riflessi liquidi del sole sulla cupola del Grande Tempio di Awani. Dicono sia stata costruita con le scaglie del leggendario Drago d’Autunno, ma l’idea mi fa sorridere. Ho udito di rami e foglie tramutati in materiale di costruzione, metalli di ogni tipo, persino ossa e cristalli. Le scaglie di un drago mai, ve lo posso garantire. Sarebbe triste, il re dei cieli ridotto a tegole e grondaie.

Si può usare un paragrafo corto, specie dopo uno lungo, per costringere il lettore a una brusca, drammatica frenata.


La forchetta trivella il tuorlo e sprizza sangue di drago, caldo, denso e dorato. Ho perso l’appetito.

Molto simile a quanto discusso nella Strategia nº 2 riguardo alla lunghezza delle frasi, vero?

Un paragrafo “solido” e unificato può fungere da mini-narrativa, un aneddoto con una svolta improvvisa.


Mi avrebbero ammazzato come un cane, glielo leggevo in faccia. Il circolo mi si strinse attorno come un cappio, dodici uomini, dodici paia d’occhi inespressivi, dodici canne lucenti di pistola puntate sul mio cuore. Imprecai ad alta voce e sguainai l’Ammazzatutti. La lama ripudiò la luce delle stelle, ferro vecchio e  pesante annerito dal sangue di diecimila uomini. Sui volti dei miei assassini, intagliati nel granito, si allungò l’ombra del dubbio. Chissà perché, avevano perso del tutto l’entusiasmo.

Paragrafi del genere permettono di creare una storia dentro la storia, completa di esposizione, complicazione, risoluzione e premio finale.
Troppi paragrafi di questo tipo, tuttavia, sradicano lo spazio bianco dalla pagina, cosa da evitare: lo spazio bianco è un ottimo amico tanto del lettore come dello scrittore.

Per citare ancora H.W.Fowler, “Disporre i paragrafi serve anche ad appagare l’occhio. Un lettore si sente più fiducioso fin dall’inizio, se nota che di quando in quando avrà il tempo di respirare. Se invece gli piazziamo davanti un percorso di maratona...”


E a proposito di maratona... esercizi!
  • Cerca un paragrafo mooolto lungo in un libro. Riusciresti a dividerlo in paragrafi più corti? Quali sarebbero le tue ragioni?
  • Considera un tuo lavoro recente. Cerca sequenze di paragrafi lunghi e corti. Riesci a spezzare qualche paragrafo lungo in unità più corte? Ci sono paragrafi di una sola frase? Sono abbastanza correlati da poterli fondere in un unico paragrafo?
  • Durante le tue letture, presta attenzione alla lunghezza dei paragrafi, soprattutto quelli molto lunghi o molto corti. Cerca di intuire l’obiettivo dell’autore, caso per caso.
  • Osserva l’effetto di “ventilazione” creato dallo spazio bianco, specialmente alla fine di un paragrafo. Quante volte l’autore sfrutta quel preciso punto per creare enfasi?

Image courtesy of digitalart / FreeDigitalPhotos.net

1 commenti:

Anonimo ha detto...

bravi

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