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giovedì 1 gennaio 2015

"S. La Nave di Teseo" di J.J. Abrams e Doug Dorst [Rating 8]

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Data l’eccezionalità (intesa come unicità) del libro in questione, oggi non vi parlo di un autore indipendente ma dell’ultimo lavoro di JJ Abrams, produttore, regista e sceneggiatore della fortunata serie “Lost”.
Lo faccio perché il Mister è riuscito anche questa volta a dar vita a qualcosa di veramente originale e innovativo, offrendoci (ok, costa più di 30 Euro…) questo meraviglioso oggetto: La Nave di Teseo.


Anzitutto ricordiamo da cosa origina questo libro (copio da wikipedia): Il paradosso della Nave di Teseo

Il paradosso della nave di Teseo esprime la questione metafisica dell'effettiva persistenza dell'identità originaria, per un'entità le cui parti cambiano nel tempo; in altre parole, se un tutto unico rimane davvero se stesso (oppure no) dopo che, col passare del tempo, tutti i suoi pezzi componenti sono cambiati (con altri uguali o simili).
Si narra che la nave in legno sulla quale viaggiò il mitico eroe greco Teseo fosse conservata intatta nel corso degli anni, sostituendone le parti che via via si deterioravano. Giunse quindi un momento in cui tutte le parti usate in origine per costruirla erano state sostituite, benché la nave stessa conservasse esattamente la sua forma originaria.
Ragionando su tale situazione (la nave è stata completamente sostituita, ma allo stesso tempo la nave è rimasta la nave di Teseo), la questione che ci si può porre è: la nave di Teseo si è conservata oppure no? Ovvero: l'entità (la nave), modificata nella sostanza ma senza variazioni nella forma, è ancora proprio la stessa entità? O le somiglia soltanto?
Tale questione si può facilmente applicare a innumerevoli altri casi; per esempio alla scrupolosa conservazione di alcuni antichi templi giapponesi (anch'essi principalmente in legno, come la nave di Teseo), per i quali ci si può domandare se siano ancora templi originali.
Si può anche rivolgere il paradosso riguardo all'identità della nostra stessa persona, che nel corso degli anni cambia ampiamente, sia nella sostanza che la compone sia nella sua forma, ma nonostante ciò sembra rimanere quella stessa persona.


Se il duplice obbiettivo di JJ Abrams era quello di rendere omaggio al libro come oggetto in se e “reinventarne” le modalità di fruizione, beh, già dopo poche pagine credo nessuno possa avere dubbi sul fatto che ci sia riuscito in pieno.
Appena estratta dal suo cofanetto, rompendo il prezioso sigillo che la custodisce, “La Nave di Teseo” si svela come un artefatto “magico”, una riproduzione curatissima di un libro vecchio di sessant’anni (La nave di Teseo, l’ultimo scritto pubblicato nel 1949 da V.M. Straka), con tanto di pagine ingiallite, timbri ed etichettature della biblioteca dalla quale si suppone i due lettori co-protagonisti della vicenda si siano scambiati l’oggetto.

C'è di tutto lì dentro!

Inutile negarlo, nessuno di noi può aver resistito a dare una sbirciata agli oggetti che si trovano a gonfiare le pagine del manufatto prima ancora di iniziare a leggerlo: cartoline, stampe, riproduzioni di documenti, fotografie, interi fogli protocollo ecc. impreziosiscono il contenuto del libro.
Inoltre le scritte colorate ai margini del testo, i commenti rilasciati dai due sopra citati, che in alcune pagine sono talmente fitti da costituire un vero e proprio secondo testo, balzano all’occhio incuriosendo sin da subito.
Arriviamo quindi all’inizio della lettura con aspettative innegabilmente elevate e con il velato timore che tutto questo “palco” possa finire con il deluderci brutalmente…
Cosa scopriamo quindi iniziando il cammino?
Il fatto che in giro per l’etere non si riescano a trovare recensioni mi ha colpito perché l’attesa e il clamore suscitato dall’uscita del libro è certamente notevole e sui forum non sono in pochi ad attendere pareri, più o meno autorevoli, prima di imbarcarsi nell’investimento su questo libro.
Io mi faccio coraggio e ci provo quindi anche se sospetto che siano in parecchi ad averlo finito ma ad attendere che sia qualcun altro a rompere il ghiaccio, magari stando lì ad alambiccarsi sui possibili diversi significati attribuibili alle vicende. E se invece il tutto fosse molto più semplice di quello che ci attendevamo? Certo, causa digestioni laboriose e alzate di gomito caratteristiche del periodo di feste che stiamo vivendo, potrei essermi perso qualcosa, qualche significato recondito, qualche doppio/triplo senso, qualche realtà parallela, insomma, credo che ognuno avrà una percezione diversa della storia narrata, a seconda che a prevalere sia quella dei due “commentatori” piuttosto che quella del romanzo in se o quella di Straka stesso…
Torniamo a noi, quindi senza aggiungere confusione alla confusione…
Cosa scopriamo quindi iniziando il cammino?
Anzitutto che la lettura non è per nulla semplice, nel senso che non ci sono istruzioni sul come affrontare il testo, quindi starà al singolo lettore decidere come procedere.
Leggo prima il romanzo vero e proprio e poi tutte le note? O viceversa? Oppure cerco di leggere di pari passo testo e relativi appunti? Sì perché gli appunti che il ricercatore (Eric) e la studentessa/bibliotecaria (Jen) si scambiano alle volte divagano, lasciando sin da subito intendere che questo loro rapporto “particolare” sia destinato a sfociare in qualcosa di ben più concreto, ma rendendo più arduo il compito per noi lettori.
Storie che s’intrecciano e si ripropongono su diversi livelli quindi con spunti e indizi che saltano fuori all’improvviso e che sarà bene tener presenti anche se al momento ci parranno di poco conto.
Ma cos’è quindi “La Nave di Teseo”? E’ molte cose. Una caccia all’uomo, a un’organizzazione misteriosa, a un tesoro, alla scoperta di se stessi e all’amore. Forse. Sicuramente un viaggio, capace di coinvolgerci in modo nuovo e impegnarci su diversi fronti d’indagine, in simultanea.
Questa è un’innovazione notevole e ben riuscita, che ci farà sperimentare un modo veramente nuovo di affrontare la lettura di un romanzo. La cura con cui è assemblato il tutto poi è veramente superlativa.
L’avventura si mischia alla riflessione su temi importanti, capaci da soli di accalappiare l’attenzione del lettore, e che l’autore invece si diverte a mescolare e proporre sui diversi “piani di lettura” presenti nel libro.
La prosa dell’autore è modellata a riprodurre un testo di una sessantina d’anni fa, con l’utilizzo apposito di alcuni termini desueti che contribuiscono a dar credibilità al tutto e a sottolineare le differenze esistenti fra il “tempo del testo” e quello dei commenti dei due ragazzi che parlano di mail e sms. Interessante, anche perché il linguaggio si evolve di pari passo con l’avanzamento della vicenda che si sposta in periodi differenti.     
Eppure il voto finale che mi sento di dare non supera un pur pregiato 8.
Dove stanno quindi i problemi?
Considerando che per l’oggetto in se, la cura con il quale è stato realizzato e l’idea brillante che ne sta alla base, un bel 9 non glielo avrebbe tolto nessuno, l’amaro in bocca me lo ha lasciato il romanzo vero e proprio, che a mio parere non eccelle, rimanendo un testo piuttosto piatto, quasi sempre oscurato dalle note a margine, e incapace di “mostrare i muscoli”.
L’impressione è che ciò che incita il lettore a proseguire spedito non sia la storia narrata ne “la Nave di Teseo”, ma la curiosità di scoprire gli intrecci delle vicende frutto della ricerca dei due ragazzi e delle note a piè di pagina del traduttore del testo (non posso andare oltre per non rischiare di rovinarvi le sorprese), privando il testo di una vita autonoma degna. Questa almeno è la mia personale impressione e non credo fosse una scelta voluta, bensì una carenza del romanzo in sé che manca di brillantezza e verve paragonabili all’originalità del tutto. Certo è funzionale al progetto globale, e in questa veste va bene così. Se invece avesse dovuto reggersi da solo, come un romanzo tradizionale, a mio avviso non sarebbe certo spiccato dalla massa dei romanzi in circolazione.
Il protagonista, S. come da titolo dell’opera, è un uomo senza passato e senza ricordi. Si trova catapultato in un mondo (uno solo?), che presenta le caratteristiche spazio temporali del nostro, ma nel quale s’innestano eventi/luoghi “bizzarri” che originano scelte complesse, ancor più per un personaggio privo delle basi date dalla sua esistenza precedente al “vuoto di memoria”. Si troverà così coinvolto in una sorta di rivolta collettiva contro un potente che incarna da solo l’insieme dei Poteri Forti che inquinano il nostro mondo. Su questa battaglia si snoda l’intera opera “La Nave di Teseo”, riuscendo al contempo a originare almeno tre filoni di lettura paralleli, perché la battaglia del protagonista è comune con quella che si suppone abbia combattuto Straka, così come quella che sta combattendo il ricercatore Eric (e le rispettive compagne dei tre).
Non si tratta certo di un brutto romanzo, intendiamoci, ma non a livello delle aspettative, mancando di quei guizzi, sia stilistici che di trama, tali da farlo assurgere a capolavoro in sé.
Ad ogni modo nel complesso “il pacchetto” merita indubbiamente di essere provato e il costo è giustificato sia dalla mole di allegati sia dall’unicità del prodotto.
Ho qualche dubbio sulla versione ebook che francamente dubito conceda di fruire della stessa esperienza.
Per concludere quindi consiglierei a chiunque di effettuare questo investimento per provare qualcosa di realmente diverso e coinvolgente. Sono certo che il tutto possa piacere sia a chi è in cerca di avventura, sia a chi brama una storia d’amore travagliata, oppure a chi sia incline alla speculazione e alla ricerca di significati reconditi o ami la riflessione fine a se stessa sulla natura umana e i suoi misteri.
Buona lettura quindi e fateci sapere i vostri pareri!

3 commenti:

IceAndFire ha detto...

ciao!
ho appena iniziato anche io l'avventura di questo libro, onestamente un po' timorosa di fronte alla complessità, in primo luogo meramente pratica, di destreggiarsi in una simile lettura... però terribilmente affascinante!
Non concordo con te, però, sull'osservazione in merito al romanzo principale: secondo me è ASSOLUTAMENTE calcolato il suo ruolo in secondo piano rispetto ai nostri due eroi dei giorni nostri e alle scoperte che si dipanano nel presente, altrimenti sarebbe stato, per l'appunto, un romanzo come tanti altri... non dico sia un pretesto per la storia dei margini, ma poco più ecco ;)
ad ogni modo, oggetto meraviglioso, un intero mondo, più che un libro!

A*

lorenza ha detto...

Anch'io ho appena cominciato a leggerlo e ne sono affascinata. Se alcuni libri hanno la capacità di toglierti dal quotidiano, questo "libro"(??)va decisamente oltre. Ti trasporta in una dimensione senza spazio né tempo, dinamica, quasi febbrile che nn ti permette di fermarti. Vai avanti e indietro, sopra e sotto, dentro e fuori... sei presa, perduta in un vortice , sei fuori da te stessa.... Non credo che si possa parlare di questo ("libro"??? mi sembra riduttivo, ma nn so come definirlo..) smembrandolo, sezionandolo.... non puoi chiedere al romanzo di essere "a livello delle aspettative", di avere "quei guizzi, sia stilistici che di trama, tali da farlo assurgere a capolavoro in sé". Sarebbe come parlare di un "uomo" escludendone il cervello, di un unsieme considerandone solo un settore..
Concordo con te sui dubbi per il formato ebook...
Assolutamente da avere, da toccare, da possedere.

dr.zinu ha detto...

In effetti, cara Lorenza, ad un anno di distanza, ricordo ancora con piacere l'effetto che mi fece il romanzo. Indubbiamente qualcosa di mai sperimentato, che necessiterebbe di un termine diverso da "libro" per essere descritto a dovere. A lettura ultimata magari torna a farci avere il tuo commento finale. Intanto buona lettura!

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