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venerdì 19 dicembre 2014

"Il Cavaliere del Tempio" di Gianluca Turconi [Rating 8]

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Titolo: Il Cavaliere del Tempio
Autore: Gianluca Turconi
Genere: Science Fantasy
Serie: Saga del Pozzo
Prezzo ebook: Euro 1,56






Sinossi:

Anno 817 dopo Cristo.
Sono trascorse tredici estati da quando Loki, il Dio Ingannatore, è tornato nel Tempo, sconvolgendo l'Europa medievale e dando inizio all'Era del Ritorno. Un solo elemento impedisce la sua piena reincarnazione: la ferita infertagli da Rollant di Bretagna durante la Battaglia dei Due Picchi che gli ha spillato sangue e lo obbliga all'incompletezza nel corpo e nel potere.



Dal suo rifugio nei pressi dell'apertura del Pozzo, in Dania, l'Ingannatore deve quindi attendere che la Ricerca del Sangue giunga al termine in suo favore, mentre mantiene ben stretto il giogo sui Popoli del Nord vichingo, per mezzo delle mostruose creature evocate tramite la fede di quegli uomini sottomessi.
Tuttavia, altre popolazioni ancora resistono.
In Hispania, i Cristiani asturiani e i Pagani sassoni sono anch'essi alla ricerca del Sangue per ostacolare Loki, grazie ai Cercatori, non disdegnando di servirsi del medesimo potere del Pozzo sfruttato dall'Ingannatore per le evocazioni, pur di salvare il Regno delle Asturie da vicini ostili.
I primi tra essi sono i principati islamici, dall'Emirato di al-Andalus in Occidente fino al Califfato di Baghdad in Oriente. Seguendo una fede pura, i Musulmani non attingono al potere del Pozzo per combattere Loki. Ricercano invece una soluzione definitiva per sconfiggerlo nella conoscenza, su antichi testi, in particolare presso la Bayt al-Hikma, la Casa della Sapienza di Baghdad, e ciò li porta a perseguire tanto i Cercatori quanto gli Evocatori.
Ma la resistenza contro Loki non avrebbe conquistato tempo per i propri tentativi se, dalla settentrionale Saxonia fino ai Pirenei nell'estremo sud, in terre un tempo appartenute al Regno dei Franchi di Carlo Magno, non si fosse scatenato il caos dopo il Ritorno dell'Ingannatore. Dallo sfaldamento dei legami feudali e religiosi, sono emersi i Cavalieri del Tempio della Fede nell'Uomo, guidati da uno spietato e misterioso comandante, conosciuto solo con l'appellativo che esprime i suoi fini: il Senza Dio.
Egli ha un unico scopo, estirpare con ogni mezzo qualsiasi fede, per porre un freno alle evocazioni legate al potere del Pozzo e forzare sulla difensiva Loki, insieme a qualunque altro Evocatore.
Questo precario equilibrio tra le diverse fazioni in lotta è però destinato a spezzarsi, perché oscuri personaggi si muovono dietro le quinte, con propri scopi imperscrutabili e sufficiente potere per conseguirli.
Sullo sfondo di tutto ciò, colpevolmente ignorato, lo "strumento di Dio" - come i monaci cristiani chiamano la macchina che ha annullato Tempo e Spazio, riaprendo il Pozzo - è ancora nelle lande fantasma di Aquitania, appartenenti ai domini dei Cavalieri del Tempio...


Recensione:

Oggi parliamo del secondo volume della saga di Gianluca Turconi.
Qui sopra la ricca sinossi, capace di catturare appieno la mia attenzione. Parto dal voto, perché era un bel po’ di tempo che non trovavo un bel romanzo autoprodotto e stavo veramente disperando: un 8 pieno per questo autore dotato di immaginazione e preparazione.
Mi alleggerisco subito dall’unica ombra che aleggia sul testo e sulla mia valutazione: la prosa dell’autore.
La prosa è infatti quella riscontrata ne “Gli Dei del Pozzo”, forbita e dotta, che al tempo stesso è pregio e difetto del Turconi e che lo caratterizza inequivocabilmente. Termini aulici ed evocativi ricreano lo scenario storico alternativo nel quale è calata la vicenda de “I Cavalieri del Tempio” e potranno deliziare gli appassionati o far storcere il naso ai fautori dello “scrivere semplice”.
La scelta di utilizzare alcuni vocaboli particolari, desueti forse, è rimasta.
Personalmente appartengo alla prima categoria, ritenendo che ogni genere necessiti del giusto lessico e della giusta “cornice espositiva”. Lo scriver semplice, diretto e conciso va bene per un poliziesco o un trhiller, meno per un fantasy o storico o una declinazione del fantastico. Ad ogni modo il romanzo scorre veloce senza intoppi, offrendo magari l’occasione di arricchire il proprio vocabolario.
Fatta questa doverosa premessa, dico subito che il romanzo di Turconi a me è piaciuto molto, così come avevo apprezzato il suo predecessore.
La trama è avvincente e ben congegnata, mai banale.
Le idee brillanti con le quali l’autore ha coniugato l’ambientazione storica con il pantheon modificato delle civiltà coinvolte è affascinante. I riferimenti alle mitologie sono numerosi e all’occorrenza le credenze dei popoli vengono piegate al servizio della reinterpretazione delle vicende attuata dall’autore in modo naturale e razionale, ma al contempo originale.
Numerosi saranno i colpi di scena e le scelte non saranno mai scontate. Un pregio questo che si va ad aggiungere alla complessità della trama.
L’idea stessa della fede pura dei Musulmani calza a meraviglia nel contesto generato dal ritorno “incompleto” di Loki.
Veramente intuizioni brillanti, supportate da una costruzione ben fatta e da una preparazione dell’autore che rende il romanzo uno dei migliori testi autoprodotti in circolazione.
Anche in questo caso viene da chiedersi le grandi case editrici dove diavolo abbiano gli occhi.
Ci sono diverse linee narrative, una più avvincente dell’altra e i personaggi proposti sono ben congegnati e esplicitati in modo efficace. Che dire del Senza Dio, posto a capo di questa versione rivisitata dei Cavalieri del Tempio? Eccezionale. Sicuramente mi rimarrà a lungo in memoria.
La storia riprende alcuni protagonisti del primo volume, ma nel mentre sono passati più di dieci anni, il mondo è mutato profondamente, l’inverno e la carestia flagellano tutti i Regni.
Lo scenario è cupo e i presagi per quanto concerne il futuro ancor più. Nuove figure intervengono nella disputa che vede coinvolti Sassoni, i Pelle di Lupo, Vichinghi e Valchirie, e fra queste La Ladra di Ricordi e le Erranti sono solo alcune delle figure che subentrano in modo prorompente a stravolgere l’operato dei mortali.
A questi si uniscono Druidi Celti ed Evocatori, messi in competizione fra loro per arginare la furia dell’Ingannatore.
Difficile recensire questo testo senza addentrarsi nell’immaginario che vi sta dietro, rischiando di rovinare le sorprese che si sveleranno lungo il cammino fatto di scontri cruenti, ma anche di scene “visionarie” capaci di far viaggiare la mente del lettore verso un universo ben più complesso di quello che potrebbe immaginare, in cui spazio e tempo assumono connotati molti lontani da quelli cui siamo abituati.
Il Pozzo, i Sigilli, Le Porte, il Piano del Destino… insomma c’è da sbizzarrirsi, senza che l’autore perda mai di vista il vissuto quotidiano e i sentimenti “terreni” dei protagonisti, offrendo diversi livelli di lettura, sempre all’altezza e coinvolgendo il lettore nel profondo.
Bello, veramente bello, e al prezzo simbolico di un caffè (sì, qui a Bolzano costa oramai 1,50...).
Rimaniamo quindi in attesa del capitolo finale della trilogia, dal titolo “La Cappella Nera” e rinnoviamo i complimenti a Gianluca Turconi che fa onore alla categoria degli autori indipendenti. 

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