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mercoledì 9 gennaio 2013

Steven Erikson - Deadhouse Gates




Titolo: Deadhouse Gates [The Malazan Book of the Fallen #2]
Autore: Steven Erikson
Genere: epic/military fantasy
Pagine: 960
Editore: Bantam
Rating: 10/10
Link Acquisto (5,46€ ebook)





Deadhouse Gates” (DG) è il secondo volume della serie Malazan, scritto dall'autore canadese Steven Erikson. Vi invito a leggere la recensione del primo libro, se ancora non l'avete fatto. 
Adesso vi starete preparando mentalmente per il seguito del ciclo più complesso mai scritto. Già vi immagino mentre cercate di riportare alla mente le decine di personaggi incontrati, tutte le sotto-trame e la marea di informazioni sul mondo che saggiamente Erikson ci ha offerto. Un sorriso vi appare sulle labbra: il primo libro è certamente difficile da comprendere, ma siete fiduciosi che il caos incontrato (peraltro solo apparente) troverà risposte e comprensione grazie a questo secondo volume della serie.
Non è così. Non vi ho propinato incessantemente la litania “serie più complessa mai scritta” per ragioni futili o inventate. Vi stavo preparando per quello che dovrete affrontare, perchè il grado di sfida, con “Deadhouse Gates” si innalza ulteriormente. 



Trama
Nel vasto dominio delle Sette Città, nel Deserto Santo di Raraku, la veggente Sha'ik e i suoi seguaci si preparano ad affrontare l'insurrezione da lungo tempo predetta con il nome di Vortice di Vento. Questa tempesta, che non conosce precedenti in quanto a proporzioni e a furore, trascinerà l'Impero di Malazan nel conflitto più sanguinoso che abbia mai conosciuto, forgiando il destino di molti e dando origine a imperiture leggende... Sullo sfondo di una terra buia e desolata, sconvolta dalla guerra e da inesplicabili magie un romanzo di guerra intrighi e tradimenti.

Disorientati? Probabilmente non è la trama che stavate aspettando.
DG è solo marginalmente legato a Gardens of the Moon. Ci troviamo su un continente nuovo, "Seven Cities", con personaggi nuovi e con una storyline che inizia a causa degli eventi che si stanno svolgendo su Genabackis (il continente in cui è ambientato il primo romanzo).
Si avvicina l'anno dell'Apocalisse e Seven Cities si sta trasformando in un calderone di rivoluzioni. La veggente Sha'ik ha formato la propria armata per cacciare l'Impero Malazan dalle terre sacre e ciò non poteva capitare in un momento peggiore. L'Impero infatti sta subendo perdite consistenti su Genabackis, a causa dell'alleanza formata da Daruijistan, Crimson Guard e Anomander Rake. Quindi ha pochi uomini (e donne) da assegnare alla difesa di Seven Cities e i nativi sfruttano al volo l'occasione.


Abbiamo 4 vicende principali di cui seguiremo gli sviluppi.
  • Felisin, la sorella del Capitano Paran, incontrata brevemente nel primo romanzo, viene inviata come schiava nelle miniere di Otataral, nel nord del continente. Insieme a lei ci sono l'ex sacerdote di Fener, Heboric, a cui sono state amputate le mani e un personaggio enigmatico di nome Baudin.
  • Seguiremo le vicende di 4 personaggi del primo libro, potrete indovinare chi sono se avete finito di leggere Gardens of the Moon.
  • Una delle storyline più belle è quella che riguarda Mappo e Icarium. Nessuno dei due è un essere umano: il primo è un Trell, il secondo un mezzosangue Jaghut. La loro storia verrà svelato man mano nel corso del romanzo. Abbiamo già sentito parlare di Icarium nel primo romanzo, essendo il costruttore di un congegno che segna il tempo nella città di Daruijistan. Tenete a mente questo particolare.
  • La vicenda principale è quella che riguarda Coltaine, i Wickan e la 7a armata Malazan. Signori, giù il cappello di fronte al genio di Erikson per quello che ci ha regalato con questo libro. Tutte le trame sono di alto livello, ma quella di Coltaine e Duiker è una delle migliori che abbia mai visto. Dolore, tristezza, gioia, onore, dovere. La “Chain of Dogs” è destinata a diventare leggendaria tanto nel mondo Malazan quanto nel nostro reale. Capiremo perchè l'esercito Malazan è considerato il più forte tra quelli delle popolazioni mortali, perchè questa serie è da considerarsi a tutti gli effetti military fantasy
 
Dopo aver finito il libro ripensate a Coltaine e al miracolo che ha fatto, mentre ascoltate la colonna sonora creata appositamente per la sua marcia:




Decisamente toccante.
Se già l'intreccio delle trame non bastasse, abbiamo un altro evento che destabilizza il caos di Seven Cities, il “Path of Hands”. La ricerca dei mutaforma Soletaken e D'ivers del sentiero che conduce all'Ascensione, per diventare una divinità e dominare i propri simili. Questo sentiero è stato abilmente creato da una vecchia conoscenza, indovinate chi è?

Il world building, come al solito, è eccezionale. Il continente di Seven Cities è ispirato al nostro medio-oriente, quindi il clima è torrido, l'acqua scarseggia e la popolazione è composta da persone dure come l'acciaio. Nei meandri di queste terre inospitali trovano rifugio magie antichissime e rovine archeologiche descritte magistralmente da Erikson, essendo stato lui stesso un archeologo.
Finalmente riusciamo a capire qualcosa in più dei misteri del mondo Malazan. Ad esempio ci vengono fornite altre informazioni sui shapeshifters e sulla guerra T'lan Imass-Jaghut, scopriamo che i Warren non sono così semplici come pensavamo e che l'Azath è un mistero ben più grande e antico degli Dei stessi.
Per ogni risposta ottenuta, purtroppo, si creano 10 nuove domande. Questo è uno dei motori della saga, che piaccia o meno. 
 
La scrittura di Erikson è migliorata notevolmente. Adesso dovrete fare attenzione ad ogni frase, ad ogni dialogo e descrizione che leggerete, se ancora non l'avevate capito con il primo libro. Dovrete accendere e far funzionare il cervello, questi non sono libri che rendono facile la vita del lettore.
Il metodo di scrittura di Erikson si potrebbe definire “cinematografico”, con frasi ridotte all'osso e scelte minuziosamente che creano delle potenti immagini nella lettura. Forse troppo forti in certi casi...

I personaggi, anche qui, sono esemplari. Il cast è quasi del tutto rinnovato, solamente 5-6 li abbiamo già incontrati. Le nuove aggiunte sono fantastiche. Tanto per fare qualche nome:
Coltaine, Mappo, Icarium, Heboric, Iskaral Pust, Duiker, Mogora, Karpolan Demesand, Gesler, Stormy, Mallick Rel.
Hanno un ruolo attivo anche i cani. Non so più che parole usare per lodare Erikson, basta leggersi le parti in cui entrano in scena i cani della “Chain of Dogs” per capire che ci troviamo di fronte ad un capolavoro.
  
Deadhouse Gates è un libro in tutto e per tutto migliore del primo romanzo, cosa rara nel fantasy. Vi farà immergere nel fantastico mondo di Malazan, vi farà ridere, vi farà piangere, vi creerà dei grattacapi grazie alla sua complessità.
E' una sfida all'intelligenza, alla pazienza e alla perseveranza. Siete pronti ad accettarla?


Traduzione italiana
Il libro è stato tradotto dalla Armenia e proposto in hardcover al prezzo di circa 16€. Il titolo è “La Dimora Fantasma”. Lo trovate su Amazon.

2 commenti:

M.T. ha detto...

L'opera di Erikson è di uno spessore impressionante. Non è una lettura facile né immediata, ma è densa, s'addentra attraverso strati di comprensione che si fanno sempre più largo nel lettore. Davvero un capolavoro, come lo è d'altronde la sua intera saga.

Andrea Zanotti ha detto...

"La Dimora Fantasma" è il military fantasy per antonomasia. Quella di Coltaine è una cavalcata indimenticabile, una marcia di sofferenza ed eroismo capaci di risvegliare il cuore del più temprato dei lettori.
Erikson è un maestro. Spunti infiniti inoltre per tutti gli aspiranti scrittori di fantasy. A mio parere il più grande insegnamento dell'autore canadese è che non ci si debba porre mai limiti quando si scrive. Pensare alla grande insomma, ma pensarci bene. Si perchè i suoi scritti sono complessi e questa complessità garantisce una soddisfazione e una prodondità dell'esperienza di lettura che è difficile trovare altrove.

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