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mercoledì 3 luglio 2013

Strategia di Scrittura nº14: Sintonizza la tua voce


Gran parte del materiale di questo articolo - esempi esclusi - è tratto e/o riadattato dal manuale “Writing Tools” dell’insegnante di scrittura Roy Peter Clark, che ringrazio immensamente!

Di tutti gli effetti creati da uno scrittore, nessuno è più importante ed elusivo della qualità conosciuta come voce. I buoni scrittori, lo si dice e lo si ripete, vogliono trovare la propria voce, e vogliono che questa voce sia autentica (parola che non a caso ne richiama altre due: autore e autorità).

Ma cos’è questa dannata voce, e come faccio ad acchiapparla?!?

Usiamo una definizione di Don Fry: "La voce è la somma di tutte le strategie utilizzate per creare l’illusione che lo scrittore stia parlando, dalla pagina, direttamente con il lettore." La voce fa sì che il messaggio scritto raggiunga il lettore tramite le orecchie, benché in realtà lo stia assorbendo per mezzo degli occhi.

Se la voce è una somma di strategie di scrittura, quali di esse sono essenziali per generare l’illusione del "messaggio orale"? Proviamo a immaginare un equalizzatore applicato alla scrittura, per modulare la nostra voce utilizzando una serie di levette e interruttori. Qui di seguito, riporto alcune delle funzioni più gettonate del nostro magico apparecchio.

Qual è il livello del mio linguaggio?
Uso lo slang di strada o le argomentazioni logiche di un professore di metafisica? Tengo i piedi ben saldi sui primi gradini della scala dell’astrazione, o volteggio lassù in cima? Posso muovermi su e giù quando mi va, o sono bloccato in una determinata posizione?

In che "persona" mi esprimo?
Prima persona, terza persona, o magari la seconda, come nei compianti LibriGame?

Qual è la fonte delle mie allusioni?
Attingo da una cultura di basso livello, alto livello, o entrambe? Cito teologi medievali o lottatori di wrestling?

Quanto spesso faccio uso di metafore e altre figure retoriche?
Voglio sembrare un poeta dal linguaggio immaginifico e opulento, o piuttosto un cronista parco di effetti speciali?

Qual è la lunghezza e la struttura di una mia frase tipica?
Uso frasi corte e semplici, dritte al punto? Lunghe, complesse e arzigogolate, come una danza d’accoppiamento di rari uccelli tropicali? Un mix delle due?

A che distanza mi colloco dalla neutralità?
Cerco di essere obiettivo oppure partigiano? Appassionato oppure neutro?

Che tipo di approccio prediligo, nei soggetti e nella forma?
Sono convenzionale nella scelta degli argomenti, uso strutture tradizionali e consolidate, oppure cerco di essere originale e iconoclasta, affrontando temi scottanti e avventurandomi in forme sperimentali?

Questi sono appena alcuni degli strumenti annessi al nostro prezioso equalizzatore. Aggiungine altri a piacere, per sintonizzarti sul tono giusto!

Proviamo a inventarci qualche mini-esempio:

(dialogo da strada)
- Provaci e ti spacco il c**o.
- Che c***o hai detto?
- Che ti spacco il c**o, brutto f****o!

(dialogo tutto sommato civile)
- Provaci e ti spacco le ossa.
- Cos’hai detto?
- Che ti spacco le ossa, disgraziato!

(dialogo da fighetti imparruccati)
- Tentate pure, se non temete le conseguenze.
- Perché non provate a ripetere tali vuote minacce?
- Continuate e non risponderò delle mie azioni, insolente!

Giovanni schizzò su come se avesse le ali. (allusione papale papale)
Giovanni saltò su come come un cavallo alato. (allusione più elaborata)
Giovanni balzò per aria come un novello Pegaso. (allusione mitologica)

La polizia ha affrontato i manifestanti. (neutro)
La polizia ha aggredito i manifestanti. (sono dalla parte dei manifestanti)
La polizia ha massacrato i manifestanti. (amo i manifestanti e odio la polizia)
La polizia ha trattenuto i manifestanti. (sono dalla parte della polizia)
La polizia ha messo in riga i manifestanti. (amo la polizia e odio i manifestanti)

Per mettere alla prova la tua voce, lo strumento più potente che hai a disposizione è, guarda caso... la lettura ad alta voce!

Sembra ridicolo, ma non lo è affatto. Hai appena scritto qualcosa? Leggilo forte per capire se ha il suono giusto, se suona come te. Hai dubbi sulla necessità di conservare una frase in apparenza inutile? Leggila ad alta voce e scopri che effetto avrebbe, sul ritmo, la sua rimozione. Se ne hai modo, fatti leggere il testo da una persona di fiducia - qualcuno che non sfrutti l’occasione per deriderti e umiliarti in pubblico, per carità :))

Qualche esercizio pratico per avventurarci alla ricerca della nostra voce:
  • Leggi un tuo testo, ad alta voce, ad un amico. Chiedigli se suona davvero come una cosa tua.
  • Metti giù una lista di aggettivi che ritieni definiscano la tua voce: pesante, aggressiva, giocosa, seducente… Adesso scova nei tuoi testi le prove concrete che ti hanno spinto a queste conclusioni.
  • Considera la voce di uno scrittore che ammiri. In che modo è simile alla tua? In che modo è differente? Scrivi un pezzo "a mano libera" cercando di imitare il più possibile la sua voce.

Image courtesy of digitalart / FreeDigitalPhotos.net

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