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mercoledì 27 febbraio 2013

Strategia di Scrittura nº6: Attenzione agli avverbi!

Gran parte del materiale di questo articolo - esempi esclusi - è tratto e/o riadattato dal manuale “Writing Tools” dell’insegnante di scrittura Roy Peter Clark, che ringrazio immensamente!

Lo scoppio rovinò completamente la torre. Thorvald ne ricavò un dito interamente tagliato, sotto gli occhi della povera Gwenda che osservava furtivamente dai cespugli.
Bruttino, vero?

Ok, l’esempio è un po’ esagerato, ma evidenzia quanto gli avverbi possano risultare inutili e appesantire la prosa. Se usati al meglio, riescono al massimo a rafforzare un verbo o un aggettivo. Spesso non fanno che ribadirne il significato, senza aggiungere nulla di nuovo.

Proviamo a ripulire l’esempio:

Lo scoppio rovinò la torre. Thorvald ne ricavò un dito tagliato, sotto gli occhi della povera Gwenda che osservava dai cespugli.
Maledizione: il testo scorre fluido, ma abbiamo perso delle informazioni! Riproviamo, utilizzando verbi più efficaci:

Lo scoppio rase al suolo la torre. Thorvald ne ricavò un dito troncato, sotto gli occhi della povera Gwenda che spiava dai cespugli.
Meglio! Le frasi sono più corte e vanno dritte al punto, senza fiaccare il lettore e senza tralasciare informazioni. Sostituire verbo + avverbio con un verbo più adeguato è sempre un’ottima pratica:

Scese rapidamente al piano terra. -> Corse al piano terra.
“Vattene!” disse ad alta voce. -> “Vattene!” esclamò.
Gwenda guardò di nascosto dal buco della serratura. -> Gwenda origliò dal buco della serratura. (-> Gwenda origliò dalla toppa. :))
Esistono avverbi buoni, oltre a quelli cattivi? In un certo senso, sì.

Per capire la differenza, considera queste frasi: “Gwenda sorrise allegramente” e “Gwenda sorrise tristemente”. Quale delle due funziona meglio? La prima neanche tanto, perché il verbo “sorrise” già racchiude in sé il significato di “allegramente”. “Tristemente” invece ribalta il senso del verbo, dando vita a un effetto interessante (anche se stra-utilizzato, nel caso specifico dell’esempio :)).

“Killing me softly”? Ottimo!
“Killing me fiercely”? Buuuuuuu!!

Attenzione infine all’uso eccessivo di avverbi durante i dialoghi, nelle attribuzioni ai personaggi:

Cosa credi di fare? domandò Thorvald aggressivamente.
Non è quello che pensi! rispose Gwenda timidamente.
Anche qui l’uso di verbi più efficaci può risolvere il problema:

Cosa credi di fare? sbraitò/ruggì/grugnì Thorvald.
Non è quello che pensi! mormorò/sussurrò/bisbigliò Gwenda.
E adesso, imprescindibilmentevolmente, gli esercizi:
  • Va’ a caccia di avverbi nei tuoi testi e prova a cancellarli: come suonano le frasi, più forti o più deboli?
  • Cerca quegli avverbi che modificano il significato del verbo invece di replicarlo. Stai utilizzando bene questa risorsa?
  • Cerca le combinazioni verbo + avverbio e tenta un verbo più adatto. Verifica se la frase scorre meglio.
  • Ultimo ma non ultimo: insegna all’autore di questo articolo come evitare l’uso epidemico di “finalmente” e “improvvisamente”! Te ne sarà eternamente grato... (ehm, l’avverbio mi è scappato, giuro!)
Image courtesy of digitalart / FreeDigitalPhotos.net

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