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domenica 15 novembre 2015

Shanti: La Città Santa di Caleb Battiago [Rating 7,5]

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Titolo:  
Shanti, la Città Santa

Autore: Caleb Battiago (Alessandro Manzetti)


Genere: Horror

Rating: 7,5

Prezzo: Euro 2,99









Sinossi:

Justine e Juliette, rimaste orfane, vengono affidate alle “cure” del collegio Sainte Marie di Madame Desroches, nera matrona di Parigi Sud 5. Le due sorelle saranno affidate, o meglio, vendute, alle fauci del mondo, e inizierà a un viaggio su due binari diversi. Justine e Juliette diventeranno prede e predatrici di un mondo brutale e senza speranza, dove l’unica meta è rappresentata da Shanti, la Città Santa, l’ultima diga della deriva universale, esistenziale, politica ed ecologica. Due destini, due prospettive che evolveranno tra una Parigi apocalittica, con i suoi quartieri bordello e i ristoranti di carne umana, il deserto, i cantieri e i serragli sub-umani della repubblica Mesoamericana. 
Una entità, sopravvissuta al tempo, tiene le fila di tutto, del paradiso artificiale di Shanti e di tante speranze. Ma la malavita della Nuova Francia, guidata da Big Blue, e la potente multinazionale New Moon Corporation, vogliono mettere le mani sulla città santa, farne un business a un livello globale. Entrano in gioco killer professionisti e giochi di potere, torna in azione la sensuale e letale Kiki Léger, la protagonista di Naraka - L’inferno delle scimmie bianche, affiancata da un uomo dai mille volti e nature, Messerschmitt. Un intreccio di protagonisti e personaggi che porterà alla deflagrazione finale e a una inaspettata prospettiva. 


Recensione:

Terza recensione sui lavori di Alessandro Manzetti sulle pagine di scrittorindipendenti.com.
Questa volta è il turno di "Shanti – La città santa" che al contrario di quanto scritto nella recensione di Naraka, non ne è il seguito, bensì un prequel.

Shanti esiste, basta avere i crediti necessari per acquistarne la residenza, e Shanti è un vero paradiso, l’unico in un mondo alla deriva. Non si tratta di una semplice promessa, non è un mito da
scoprire post mortem (pagando però subito l’obolo salvifico), ma un paradiso reale, con cancelli (ben presidiati), pronti a spalancarsi innanzi alla giusta mole di denari.

In quest’opera è il piacere, distorto o meno che sia, a regnare incontrastato. La passione sfrenata dell’uomo in ogni sua più laida declinazione. Perversioni divenute ordinarie abitudini, riservate a
chi se le può permettere ovviamente.

Sono le sorelline sedicenni Justine e Juliette a farne le spese, a vivere e seguire ognuna la propria strada buia, per giungere, non senza sorprese, alla destinazione che il Fato ha riservato loro.
Tanto debole, sognatrice e sottomessa l’una, quanto l’altra è scaltra, scafata e dominatrice. Chi la spunterà? Chi ci regalerà i più grandi colpi di scena?

La terra descritta nel romanzo non è andato ancora così “avanti” come in Naraka, per cui i piaceri della carne sono ancora più simili a come li intendiamo ai giorni nostri, anche se estremizzati, lasciando il cannibalismo in secondo piano. Una moda ancora per una ristretta elitè
insomma, niente produzioni di massa.

Il marchio di fabbrica del Manzetti è dato dalla sua prosa inconfondibile. C’è poco da aggiungere a riguardo rispetto alle due recensioni precedenti: la sua capacità di ricreare ambienti ed
atmosfere cupe e prive di speranza è davvero invidiabile.

Un lavoro certosino il suo, calibrando ogni termine, ogni paragrafo in modo tale da giungere a imbastire un costrutto tenebroso e suggestivo che non può lasciare indifferenti.
Ripeto, il testo non è adatto a tutti. Innanzi alla brutalità di alcune scene alcuni potrebbero storcere il naso, ma il pregio della schiettezza e l’assenza di censure, a mio avviso sono il modo migliore
per valorizzare le doti dell’autore.

Ritroveremo anche Kiki, alle prese con il suo esordio nella professione di killer.
Una menzione per i predoni che volteggiano nel circondario di Shanti come veri e propri avvoltoi pronti a cibarsi dei suoi rifiuti e a contenderle le risorse con azioni di guerriglia. Spietati e brutali
assassini, pronti a divorarsi fra loro, selvaggi e criminali capaci di ogni misfatto, né più né meno che i mercenari al soldo delle multinazionali che governano il mondo del Manzetti, né più né meno dei
ricchi che possiedono la residenza a Shanti e di quelli che a tale riconoscimento ancora ambiscono, andando a creare un universo nel quale non esiste nulla di incorrotto.

Un mezzo voto in meno a questo romanzo rispetto a Naraka dove forse venivano meglio sviscerati alcuni temi di grande interesse, che pur rimanendo in secondo piano costringevano a una riflessione più approfondita. Shanti è più volta al materiale, al passionario e al concreto, al caos e all’istinto piuttosto che alla ragione. E’ la fase esplosiva del mondo generato dalla mente dell’autore, una fase che precede la razionalizzazione che porterà all’evoluzione agghiacciante del “Naraka”.
Ad ogni modo ci troviamo innanzi a un romanzo capace di lasciare il segno, un’autoproduzione di lusso, capace di dar lustro all’intera categoria di chi prova a farcela senza affidarsi a una casa editrice sfornando un prodotto professionale e ottimamente realizzato.

Splendida come sempre la cover dell’ebook, impaginazione ed editing curatissimi e prezzo irrisorio per la qualità del tutto, rendono un vero peccato mortale farsi sfuggire questo romanzo.

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