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domenica 22 novembre 2015

Dagger - La luce alla fine del mondo di Walt Popester [Rating 6,5]

Link Amazon (dow. gratuito)




Titolo: Dagger, la Luce alla Fine del Mondo

Autore: Walt Popester

Genere: Dark Fantasy

Rating: 6,5

Prezzo: Gratis









Sinossi:

Figlio di un dio, cresciuto come un ladro. Nascosto da tutti, cercato da ognuno. Il potere dentro si sta svegliando. Sei pronto?

Dagger è un ragazzino di strada, in una città governata da un brutale totalitarismo, venuto al mondo attraverso un rito blasfemo per riportare in vita suo padre. Peccato che il padre in questione è un dio sanguinario la cui anima è stata esiliata all'alba dei tempi per opera del suo fratello e rivale, il dio Angra. Viene nascosto in una gilda di piccoli farabutti, dove una ragazzina albina è l'unico essere che non lo considera un mostro a causa dei suoi occhi rossi. Ma quando i Gorgor, servi del dio esiliato, danno fuoco all'intera città dove è stato nascosto per stanarlo, Dagger capisce che non esiste alcun rifugio per lui.
Sin troppo presto, capirà anche che nessuno può combattere contro se stesso.



Nota da parte dell'autore:

Ho scritto un Dark fantasy il cui scopo fosse spezzare con la tradizione, indirizzando la narrazione verso tematiche più esistenziali rispetto alla vecchia e abusata formula del male contro il bene. In Dagger la lotta del bene contro il male non è netta, né facilmente individuabile, ma è un processo tormentato, interno al protagonista, il cui esito è difficile da prevedere. Non vendo messaggi precotti al lettore, ho preferito creare un testo che si aprisse a più chiavi di lettura.


Recensione:
Una premessa doverosa: mi sono accostato al romanzo di Walt Popester proprio dopo aver letto la sua nota in merito alla rottura rispetto ai classici schemi della letteratura fantasy, quindi le miei aspettative erano piuttosto elevate.
Il testo mantiene ciò che l’autore promette? Sveliamo subito il mio punto di vista: ni.
Il mondo ricreato dall’autore, o meglio i mondi, sono effettivamente cupi e tenebrosi, la crudeltà spietata dei guerrieri si trova in ambo gli schieramenti, ma è nel protagonista che a mio avviso manca quel tocco di cattiveria che lo avrebbe reso più adatto agli scopi dell’autore. Certo Dagger è un tipo scaltro, dalla lingua tagliente e che fa dell’ironia un’arma da imbracciare per difendersi dalle avversità delle quali il destino gli ha lastricato il percorso di vita, ma in sostanza non si discosta di molto dal solito predestinato dall’animo buono. Ok, c’è anche da aggiungere che in questo primo volume Dagger è ancora giovincello, quindi dovremo attendere il seguito per scoprire l’evoluzione effettiva del suo carattere.   
Non mi convince la profusione di parolacce nei dialoghi, che a mio avviso non rendono usate così, quasi fossero dei semplici intercalari. Non mi convincono nemmeno i nomi affibbiati ai personaggi e attinti dal panorama musicale metal, ma è un fattore del tutto personale e chi non conosce queste realtà neppure ci farà caso. Ad ogni modo non ho trovato azzeccata la scelta dell’autore rispetto ai discorsi diretti, sia del protagonista Dagger, che di alcuni personaggi secondari. E’ una scelta ben precisa infatti quella del Popester, perché le doti dell’autore sono evidenti nelle descrizioni e nell’abilità linguistiche applicate alla narrazione, mentre nei dialoghi il tono e i registri mutano drasticamente. L’effetto a mio parere è quello di snaturare eccessivamente l’ambientazione e l’epica del racconto, con toni a volte troppo “frivoli” rispetto al contesto e un sarcasmo che non sempre centra l’obbiettivo.
Gusti personali, intendiamoci.
Sicuramente la scelta effettuata dell’autore porta a un testo che differisce dai classici fantasy che all’opposto presentano sovente discorsi stucchevoli e carichi di “epica artefatta”. A mio avviso una giusta via di mezzo sarebbe stata più azzeccata, perché estremizzando troppo dialoghi/caratteristiche dei personaggi si rischia di sfociare nel grottesco ed alle volte anche una sola caduta può inficiare un intero testo.
Ma allora il romanzo è da cestinare?
Assolutamente no, e lo dimostra il fatto che lo si legge spediti e con la giusta dose di patemi per le sorti del giovane protagonista. In questo l’autore è molto bravo con descrizioni di ambienti, luoghi e situazioni che non si inceppano mai, prive di fronzoli eccessivi ma non per questo banali.
Vengono offerti buoni spunti di riflessione, l’immortalità, il senso del divino, la dedizione e il sacrificio ecc., ma sembra quasi che l’autore in questo caso invece tema di eccedere, mantenendosi più prudente e preferendo concentrarsi sull’azione e sul cinismo lasciando però intravvedere quello che sarebbe potuto essere e invece non è.
E’ questo che mi resta maggiormente impresso dopo la lettura del testo, il sentore che l’autore abbia molte più potenzialità e preparazione di quelle che ha voluto lasciar trasparire dalle pagine di Dagger, forse per venire incontro a un pubblico più vasto, chissà. Ad ogni modo il seguito “Fratelli di Sangue” potrà chiarirci il dubbio, fornendo maggiori lumi a riguardo.
Risultano originali alcune trovate, sicuramente interessanti gli sviluppi che potrà prendere la vicenda e il rapporto tra padre (dio esiliato) e figlio (destinato al martirio), e alcune scene di scontro magistralmente descritte. Anche alcuni dei personaggi che accompagnano Dagger mi sono piaciuti, seppur alle volte anche loro estremizzati fino al parossismo.
Testo curato, cover evocativa, impaginazione perfetta e refusi ai minimi. Nulla da ridire dal lato progettazione e realizzazione, ebook assolutamente professionale.
In conclusione un 6,5 di voto e un consiglio di assaggiare il testo, anche perché offerto in download gratuito. Lo stile dell’autore si coglie sin dalle prime pagine mantenendosi costante per l’intero romanzo, quindi chi lo troverà di proprio gusto potrà godersi appieno un testo a costo zero senza spiacevoli sorprese.
Fatemi sapere poi come è andata!

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