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mercoledì 10 gennaio 2018

Recensione: Autoiniziazione alla Vecchia Religione di Dragon Rouge


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Sinossi: 


La presente opera contiene un vero e proprio percorso iniziatico basato sulla trasformazione interiore e nasce con il preciso scopo di permettere a chiunque sia interessato a sperimentare e ad apprendere gli insegnamenti della Vecchia Religione, di poterlo fare in maniera del tutto solitaria e autonoma.


Recensione:


Autoiniziazione alla Vecchia Religione edito da Aradia Edizioni, è il secondo volume della Trilogia che Dragon Rouge ha dedicato a tutti i viandanti interessati a perseguire un percorso di crescita spirituale legato a quelle che sono le Credenze ancestrali della nostra terra. Si tratta quindi di un saggio religioso/esoterico di un centinaio di paginette ben scritte. Se con il primo volume, La Vecchia Religione, l’autore si è concentrato sulle argomentazioni storico/teorico/filosofiche che stanno alla base di queste Tradizioni, in questo capitolo passa decisamente alla parte pratica, illustrando quelli che sono i pilastri veri e propri di un Culto che non concede spazio alla fede cieca, ma che si propone come finalità quella di mostrare all’adepto risultati concreti. 
Certo, non aspettatevi che quelli offerti da Dragon Rouge siano dei trucchetti per compiere magie e sbalordire il prossimo con effetti speciali: si tratta “semplicemente” di una serie di lezioni che implicano una costanza e un’assiduità nella propria ricerca che non fanno sconti. Dalla meditazione allo sviluppo dell’intuito, dall’incubazione dei sogni all’allestimento di vere e proprie cerimonie per ingraziarsi gli Antichi.
Queste sono le tappe che un cercatore dovrà raggiungere se vorrà arrivare alla vera e propria cerimonia di auto-iniziazione, così come ci viene proposta nei capitoli finali dall’autore.
Chi si approccia a questi testi lo fa spesso per curiosità, chi per un desiderio di ampliare la propria cultura, ma in questo caso il testo è esplicitamente rivolto a chi sente realmente il desiderio di compiere un percorso volto alla conoscenza di sé, al miglioramento, e devo dire che mi ha molto colpito l’approccio pragmatico offertoci dall’autore ed i risvolti pratici e “documentabili” che egli ci promette. 

"Ogni persona ha la sua simbologia personale ed è unica, in quanto non esistono esperienze perfettamente identiche, al massimo possono esistere esperienze analoghe o similari, ma non saranno mai uguali. Ad ognuno di noi quindi l'arduo compito di scoprire, nel tempo, il significato dei suoi simboli."

L’influsso di testi “classici” come quello di Franz Bardon, Introduzione alle Dottrine Ermetiche, sono spesso presenti, ma l’autore effettua una rielaborazione (ed una semplificazione) originale di quelli che sono gli esercizi proposti nei diversi livelli del Bardon, tali per cui credo sia interessante dargli una letta, soprattutto per comprendere quella che può essere l’elaborazione di una propria “dottrina”, partendo dagli elementi comuni, e basilari, per ogni novizio. Credo possa essere un testo interessante anche per tutti quegli autori interessati ad approfondire un minimo questi argomenti, in vista di una possibile trattazione in un loro romanzo.

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