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lunedì 29 giugno 2015

"Naraka: l'Inferno delle Scimmie Bianche" di Caleb Battiago [Rating 8]

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Titolo: Naraka: L'Inferno delle Scimmie Bianche

Serie: Naraka World

Autore: Caleb Battiago (Alessandro Manzetti)

Genere: Horror

Rating: 8

Prezzo: Euro 2,99






Sinossi:

Il Penitenziario spaziale di New Belmarsh sulla Luna, chiamato il Naraka, è un progetto pilota di detenzione aliena con finalità di controllo del crimine dilagante sulla Terra. Ma, dietro questa copertura, c’è molto altro. La sovrappopolazione, la deriva ecologica radioattiva e morale, l’indisponibilità di risorse proteiche, creano nuove esigenze, un nuovo mondo. Una nuova visione, cinica e ancestrale. 



Il Naraka diventa il primo allevamento di carne umana moderno e organizzato. Una reminiscenza di Naraka ben più antichi, che la storia ci ha presentato in tante culture. Neri protagonisti, come la sensuale killer Kiki Léger, vivranno sulla propria pelle l’evoluzione di questo delirio umano che è dietro l’angolo. Ambientato in un penitenziario dotato delle più avanzate tecnologie e in una Parigi marcia e distopica, il romanzo intreccia varie storie e vissuti estremi, suggerendo, tra le righe, riflessioni antropologiche, ecologiche, esistenziali. La sonda del lettore viene calata in un alveare senza fondo e continuerà il proprio viaggio nel vuoto, senza riuscire mai a toccare il fondo. 

Dalla Prefazione di Alan D. Altieri 
Il Naraka nel ventre nero della Luna è la prigione di massima sicurezza più agghiacciante, più bruciante, più dilaniante, (in tutti i sensi che sia mai stata concepita da mente (in) umana. Contenimento, isolamento, tormento. Ma anche molto, troppo d’altro... È attraverso questo labirinto, simultaneamente concentrico e frattale, metafisico e metastatico, che Caleb Battiago, l’inedito e inaspettato, spiazzante e lacerante Autore di “Naraka: l’Inferno delle Scimmie Bianche” - by the way, non vi sfugga la “A” maiuscola di Autore - ci guida con la pragmatica precisione di un vero e proprio Virgilio del lato oscuro. Naraka sposta l’essenza stessa della narrativa genere fanta-horror su tutto un nuovo piano concettuale, introspettivo, stilistico. Incontriamo una galleria pressoché unica di formidabili, indimenticabili dark heroes destinati a lasciare il segno in questo mondo sotterraneo da incubo senza fine: Kiki Léger, sensuale superkiller dall’etica al macero, Jorge Vallejo, famigerato “mangiatore di placente” dalla monolitica perversione, Ute Möbius, profeta della filosofia della tenebra e dispensatore di viatici meta-chimici, Sibel, erotica warden del Naraka, al tempo stesso matrigna mostruosa, amante post-vampirica e carnefice spietata. Ma quest’opera non è semplicemente un fanta-horror-thriller dell’estremo. Dalle viscere malefiche e maledette della Luna, Caleb Battiago allarga il campo alla superficie infame e infetta della Terra. Il Naraka, metaforicamente e non, estende tentacoli e artigli fino al labirinto di una Parigi distopica e macabra, emblema di una sub-società al nero sul quale incombe l’incubo peggiore di tutti: il programma sistemico terminale, nel quale l’atto del divorare finisce con l’azzannare perfino il deus-ex-machina. A tutti gli effetti, “Naraka: l’Inferno delle Scimmie Bianche” potrebbe davvero rivelarsi una nuova frontiera, non solo del fanta-horror ma della narrativa di anticipazione intesa nel senso più puro. E più oscuro. 

Recensione:

Avevamo concluso la recensione del racconto Mictlan di questo autore chiedendoci come si sarebbe comportato affrontando con il suo stile del tutto peculiare un intero romanzo, ebbene la risposta è giunta dirompente con questo Naraka, l'Inferno delle Scimmie Bianche.
Manzetti alleggerisce la sua prosa quel tanto che basta per non saturare la psiche del lettore, senza sacrificare i contenuti del suo lavoro e l'indole martellante della scrittura.
Diversi livelli di lettura caratterizzano quest'opera che senza dubbio fornisce spunti di riflessione degni dei migliori testi d'evasione letteraria. 
Lo sperpero delle risorse del pianeta, il sovrappopolamento, la funzione delle istituzioni religiose, la deriva materialista dell'umanità, la brutalità delle passioni lasciate a se stesse, e molti altri temi vengono sviscerati in modo certosino sfruttando l'ambientazione posta preoccupantemente a pochi passi temporali oltre quella attuale.
Titolo e copertina ad effetto, Naraka, ossia i mondi sotterranei buddhisti assimilabili a inferni temporanei nei quali gli esseri umani finiscono per espiare le proprie colpe, solo che il Naraka di Manzetti è definitivo: chi ci entra può uscirne solo cadavere, senza neppure godere del conforto dell'abbraccio di una cassa di frassino imbottita di velluti porpora, ma spolpato e stipato in scatolette di pollo sotto vuoto.
Homo homini lupus, mai come in questo romanzo il detto latino trova la sua applicazione nuda e cruda fino a trasmutarsi da semplice metafora a spietata realtà.
Ambiente claustrofobico e delirante, ma non solo. Prigione e allevamento di carne umana nel quale trovano un'applicazione distorta le regole del marketing e quelle delle economie moderne. L'autore è abile a dare un senso concreto alla sua invenzione orrorifica donandole solide basi di credibilità e obbligando a riflettere su quanto poco possa mancare al realizzarsi di eventi del genere ad opera di qualche multinazionale spersonificata e in quanto tale priva di scrupoli e volta solo al profitto a dispetto di tutto e tutti. Emblematica l'apposizione del rating alla qualità della carne dei singoli prigionieri.
Non se la cavano meglio però neppure i personaggi che riempiono questi ambienti: guardie che farebbero impallidire le SS naziste, sacchi d'organi e depravazioni varie, sorretti solo dal desiderio di preservare se stessi e compiacere le proprie pulsioni ancestrali.
Che personaggio splendido è il sacerdote, predicatore pazzo Ute Mobius? I suoi monologhi deliranti eppure perfetti per donare un barlume di (vana) speranza agli abitanti dell'allevamento lunare, mi ha fatto impazzire. Eccezionale!
La protagonista Kiki, un'assassina professionista, riesce a suscitare empatia nel lettore non tanto per le sue doti da eroina quanto per la spregevolezza del mondo agghiacciante che la circonda facendola apparire (quasi) un'anima candida a confronto.
Che dire, questo Naraka mi è piaciuto parecchio, e non era affatto scontato vista la prosa del Manzetti che ritenevo decisamente più adatta ai racconti e che temevo avrebbe alla lunga portato a uno stordimento eccessivo del povero lettore, invece devo ricredermi: la trovate originali ebrillanti, le descrizioni esacerbanti e dissacranti (zero censure) costringono ogni tanto a sollevare lo sguardo dalle pagine, a concedersi un attimo di respiro, come dopo una lunga permanenza sotto uno specchio d'acqua infestato di piranha, ma il desiderio di apprendere le vicissitudini di Kiki ci costringe a ritornare sotto a capofitto, a prescindere dai rischi che corriamo. 
Perversioni sessuali, devianze che affliggono psiche e costumi alimentari, suspense e adrenalina a fiumi, l'autore non concede tregue, elargendo descrizioni crude e sanguinolente, vivide e emozionanti, imbastendo un romanzo completo e appagante sotto ogni punto di vista. 
Grandi meriti quindi a questo autore e un vivo consiglio a tutti voi di non perdervi questo romanzo.
Voto 8 pieno.

Infine segnalo la raccolta "Naraka Kollection" che al prezzo di 3,99 Euro comprende questo volume e il sequel "Shanti - La città santa" e il racconto "Regnum Congo".








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