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venerdì 9 maggio 2014

"Rebis" di Karl Jannsen [Rating 6]

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Titolo: Rebis
Autore: Karl Jannsen
Genere: Thriller/Urban fantasy
Rating: 6/10








Chris si sveglia in un letto di ospedale. Per un po’ ricorda solo sprazzi della sua vita passata. Il viaggio in macchina con i suoi genitori, lo strano incidente... e la disperazione di chi si rende conto di essere solo al mondo.
Diciassette anni e la misteriosa capacità di colpire le persone intorno a lei, Chris si rende conto che l’incidente non è stato casuale. C’è qualcuno che la sta cercando per ucciderla, qualcuno che sa chi è davvero e cosa è in grado di fare. Così, con l’aiuto dell’infermiera Gina, del giovane immigrato Adam e della affascinante Carla, studiosa di fisica quantistica e investigatrice privata, Chris parte per un viaggio che da Milano la porta in Sicilia alla ricerca di risposte sul suo passato e sui suoi poteri che possono cambiare il mondo per sempre.

Il romanzo esordisce come un thriller, di cui ha tutti gli elementi: incidente che fin da subito sembra un omicidio, strane morti, una protagonista il cui passato è avvolto nel mistero. Ma già dopo poche decine di pagine, si sente che la storia devia bruscamente e inesorabilmente verso il fantasy. Un urban fantasy nostrano e un po’ particolare, senza angeli, demoni e vampiri, che utilizza spiegazioni fisiche e fantascientifiche per definire il suo background. Ricorda un po’ le tematiche di “Sliding Doors”, sempre molto affascinanti.
L’autore sembra conoscere bene ciò di cui parla, eppure manca qualcosa, una fluidità a un’ambientazione che risulta un po’ macchinosa, perché spiegata tutta insieme e forse fin troppo nei particolari.

La trama presenta qualche gap, soprattutto nella parte finale, e alcuni passaggi sembrano forzati. Il problema principale però è nei personaggi, che ruotano tutti intorno alla protagonista e sembrano privi di una caratterizzazione propria, finendo sullo sfondo come “aiutanti” o comparse. Questo soprattutto per il personaggio maschile di Adam. Chris è il fulcro indiscusso del romanzo, ma anche lei a volte agisce in modo poco coerente e forzato. La sua capacità di attirare tutti (anche dal punto di vista sessuale) è un po’ troppo rimarcata e le scene di sesso, che in realtà aggiungono ben poco alla trama, in alcuni momenti sono così dettagliate da risultare quasi volgari. D’accordo, in questo momento “Cinquanta sfumature di grigio” e il genere erotico vanno per la maggiore, ma questo non significa che si debba inserire queste tematiche in ogni romanzo.


Nel complesso, l’idea di fondo è buona, e ben scritto è soprattutto l’inizio, ma l’autore si perde spesso in elucubrazioni pesanti e dovrebbe approfondire i personaggi, rendendo la narrazione più fluida e mirata alla “storia” vera e propria.


Irene Grazzini






1 commenti:

Karl Jannsen ha detto...

Ringrazio (con ritardo, e me ne scuso!) Irene per aver letto il racconto nonostante tutto.
I suoi commenti sono assolutamente corretti e se avrò la forza di riprendere in mano "la penna" ne farò tesoro.
Karl

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