Gran parte del
materiale di questo articolo - esempi esclusi - è tratto e/o riadattato dal
manuale “Writing Tools” dell’insegnante di scrittura Roy Peter Clark, che
ringrazio immensamente!
Di tutti gli effetti creati da uno scrittore, nessuno è
più importante ed elusivo della qualità conosciuta come voce. I buoni scrittori, lo si dice e lo si ripete, vogliono
trovare la propria voce, e vogliono che questa voce sia autentica (parola che non a caso ne richiama altre due: autore e autorità).
Ma cos’è questa dannata voce, e come faccio ad
acchiapparla?!?
Usiamo una definizione di Don Fry: "La voce è la
somma di tutte le strategie utilizzate per creare l’illusione che
lo scrittore stia parlando, dalla pagina, direttamente con il
lettore." La voce fa sì che il messaggio scritto raggiunga il lettore tramite
le orecchie, benché in realtà lo stia assorbendo per mezzo degli occhi.
Se la voce è una somma di strategie di scrittura, quali
di esse sono essenziali per generare l’illusione del "messaggio
orale"? Proviamo a immaginare un equalizzatore applicato alla scrittura,
per modulare la nostra voce utilizzando una serie di levette e interruttori.
Qui di seguito, riporto alcune delle funzioni più gettonate del nostro magico
apparecchio.
Qual è il livello
del mio linguaggio?
Uso lo slang di strada o le argomentazioni logiche di un
professore di metafisica? Tengo i piedi ben saldi sui primi gradini della scala
dell’astrazione, o volteggio lassù in cima? Posso muovermi su e giù quando mi
va, o sono bloccato in una determinata posizione?
In che
"persona" mi esprimo?
Prima persona, terza persona, o magari la seconda, come
nei compianti LibriGame?
Qual è la fonte
delle mie allusioni?
Attingo da una cultura di basso livello, alto livello, o
entrambe? Cito teologi medievali o lottatori di wrestling?
Quanto spesso
faccio uso di metafore e altre figure retoriche?
Voglio sembrare un poeta dal linguaggio immaginifico e
opulento, o piuttosto un cronista parco di effetti speciali?
Qual è la
lunghezza e la struttura di una mia frase tipica?
Uso frasi corte e semplici, dritte al punto? Lunghe,
complesse e arzigogolate, come una danza d’accoppiamento di rari uccelli
tropicali? Un mix delle due?
A che distanza mi
colloco dalla neutralità?
Cerco di essere obiettivo oppure partigiano? Appassionato
oppure neutro?
Che tipo di
approccio prediligo, nei soggetti e nella forma?
Sono convenzionale nella scelta degli argomenti, uso
strutture tradizionali e consolidate, oppure cerco di essere originale e
iconoclasta, affrontando temi scottanti e avventurandomi in forme sperimentali?
Questi sono appena alcuni degli strumenti annessi al
nostro prezioso equalizzatore. Aggiungine altri a piacere, per sintonizzarti
sul tono giusto!
Proviamo a inventarci qualche mini-esempio:
(dialogo da strada)
- Provaci e ti spacco il c**o.
- Che c***o hai detto?
- Che ti spacco il c**o, brutto f****o!
(dialogo tutto sommato civile)
- Provaci e ti spacco le ossa.
- Cos’hai detto?
- Che ti spacco le ossa, disgraziato!
(dialogo da fighetti imparruccati)
- Tentate pure, se non temete le conseguenze.
- Perché non provate a ripetere tali vuote minacce?
- Continuate e non risponderò delle mie azioni,
insolente!
Giovanni schizzò su come se avesse le ali. (allusione
papale papale)
Giovanni saltò su come come un cavallo alato. (allusione
più elaborata)
Giovanni balzò per aria come un novello Pegaso.
(allusione mitologica)
La polizia ha affrontato i manifestanti. (neutro)
La polizia ha aggredito i manifestanti. (sono dalla parte
dei manifestanti)
La polizia ha massacrato i manifestanti. (amo i
manifestanti e odio la polizia)
La polizia ha trattenuto i manifestanti. (sono dalla
parte della polizia)
La polizia ha messo in riga i manifestanti. (amo la
polizia e odio i manifestanti)
Per mettere alla prova la tua
voce, lo strumento più potente che hai a disposizione è, guarda caso... la
lettura ad alta voce!
Sembra ridicolo, ma non lo è
affatto. Hai appena scritto qualcosa? Leggilo forte per capire se ha il suono
giusto, se suona come te. Hai dubbi sulla necessità di conservare una frase in
apparenza inutile? Leggila ad alta voce e scopri che effetto avrebbe, sul
ritmo, la sua rimozione. Se ne hai modo, fatti leggere il testo da una persona
di fiducia - qualcuno che non sfrutti l’occasione per deriderti e umiliarti in
pubblico, per carità :))
Qualche esercizio pratico per
avventurarci alla ricerca della nostra voce:
- Leggi un tuo testo, ad alta voce, ad un amico. Chiedigli se suona davvero come una cosa tua.
- Metti giù una lista di aggettivi che ritieni definiscano la tua voce: pesante, aggressiva, giocosa, seducente… Adesso scova nei tuoi testi le prove concrete che ti hanno spinto a queste conclusioni.
- Considera la voce di uno scrittore che ammiri. In che modo è simile alla tua? In che modo è differente? Scrivi un pezzo "a mano libera" cercando di imitare il più possibile la sua voce.
Image courtesy of digitalart / FreeDigitalPhotos.net



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