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mercoledì 29 novembre 2017

Disfida nr. 50: Il giudizio della notte - Parte I: Di toghe e d'orgoglio di Vin Santo


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  • Titolo opera: Il giudizio della notte - Parte I: Di toghe e d'orgoglio
  • Autore: Vin Santo
  • Formato: ebook
  • Genere: Thriller/Legal/Spy-story/Mistero
  • Prezzo: € 2,99
  • Sinossi: Federico Agrò è uno dei tanti giovani che in giacca e cravatta ogni mattina affollano i corridoi del Palazzo di Giustizia di Palermo. La sua è una vita tutto sommato tranquilla: gli amici, una ragazza di cui è innamorato e una famiglia che gli permette di vivere decorosamente nell’attesa che realizzi le comuni aspettative divenendo un avvocato a tutti gli effetti. La sparizione di uno dei titolari dello studio in cui fa da praticante sarà però la scintilla che innescherà una serie di eventi inaspettati, quanto pericolosi, in cui Federico si troverà coinvolto essendo venuto in possesso per beffa del caso di documenti che non dovrebbero esistere. La fuga del colonnello Kappler, responsabile dell’eccidio delle fosse ardeatine, e i salvacondotti vaticani verso il Sudamerica per i nazisti; l’omicidio Pisciotta e quello di Albino Luciani, personaggi così diversi, ma ugualmente scomodi, entrambi avvelenati con un caffè; il tentato golpe Borghese, il terrorismo rosso e quello nero e nel mezzo Moro, la Gladio e l’onnipresente CIA; gli anni novanta, i corpi dilaniati di due giudici integerrimi e della loro scorta, le commemorazioni, gli applausi della folla e l’accordo Stato-Mafia a mettere fine alla stagione delle stragi; la fine della Prima Repubblica, il controllo mediatico delle masse e il piano di rinascita democratica della P2 e del suo vero gran maestro. Queste alcune delle pagine trovate, tra le più buie della storia d’Italia. Dove finisce la storia e dove iniziano le dietrologie, le strumentalizzazioni, gli insabbiamenti, i miti? Quid est veritas? La vita del praticante così come quella dei suoi cari è ora in pericolo, minacciata dagli emissari dell’Anello, un servizio segreto creduto estinto e invece ancora potente e pronto a qualsiasi cosa pur di mantenere segreta la verità. Sentendosi braccato il ragazzo crede di poter trovare riparo nella massoneria, dove persone già conosciute diventano compagni e maestri, accogliendolo nel loro circolo e facendo di lui un apprendista. Davanti a Federico si disvelano ora miraggi di grandezza e oscuri pericoli, che si compongono come in una scacchiera dove bianco e nero si alternano e dove ciascuno può essere pedina più o meno consapevole di un terribile complotto, che pare inghiottire tutto dal basso sotto lo strato di una luminosa apparenza. Tutto diventa scenario dove simboli, volti e verità più o meno verosimili fanno da teatrino all’opera di misteriosi pupari. Federico si muove così lungo il filo sospeso che separa necessità e desiderio e dovrà arrivare fino in fondo al percorso per scoprire cosa nasconde e cosa ha in serbo per lui, mettendo in gioco sé stesso e il suo mondo. Tornare indietro è impossibile, pena perdere la posta. Pena la vita.
  • Note/commenti/finalità dell'Autore:  
    Nell’ 800 per sopperire ai forti costi di stampa molti autori ricorsero al feuilleton; com’è noto, si trattava di pubblicazioni a ”puntate” su giornali e riviste. L’intento di costoro era raggiungere il pubblico e tenerlo legato a sé attraverso una trama avvincente, dei personaggi ben caratterizzati a cui il lettore potesse affezionarsi, e utilizzando la suspense e altri espedienti narrativi.

Il successo di pubblico fu enorme e rendeva contenti tutti: gli editori, le cui vendite avevano raggiunto picchi altissimi; i lettori, che evitavano così di pagare per intero il prezzo dell’opera; e, naturalmente, gli scrittori stessi.
Questo meccanismo segnò il successo, commerciale oltre che artistico, di mostri sacri della letteratura. Basti citare Dostoevskij, Dickens, o Dumas. Quest’ultimo, in particolare, fu spesso criticato come prezzolato: i detrattori affermavano che la sua produzione era dettata più che da ragioni artistiche, da ragioni di marketing, per utilizzare un termine moderno. Tuttavia, due secoli dopo, sappiamo con certezza che il Conte di Montecristo o I tre moschettieri sono pietre della letteratura senza tempo.
Oggi, complici le infinite possibilità offerte da internet, dai social e dalle piattaforme di distribuzione online che hanno permesso lo sdoganamento a livello mondiale del self-publishing, il feuilleton è tornato. Oggi si parla di serial, che dalle serie TV o sul web sta pian piano (ri)contaminando la produzione letteraria.
Come autore ho scelto anch’io la serialità. Senza ipocrisia alcuna confesso di essermi convinto anche sulla base di studi di mercato e di costume, seri e accreditati: gli italiani (non tutti eh!) leggono poco e hanno una scarsa soglia di attenzione secondo le statistiche, tanto da vere paura di opere troppo voluminose; i ragazzi under 25 sono incapaci di mettere da parte i loro dispositivi, smartphone o tablet, per cui prediligono il formato elettronico; anche gli adulti, a fronte del minor costo di e-pub e mobi rispetto al cartaceo, scelgono il secondo solo se si tratta di un acquisto “sicuro” e da tenere in libreria, prediligendo i primi nel caso di un autore da scoprire.
Vi sono poi -e non sono certo le ultime in ordine di importanza- ragioni puramente legate all’opera. Il mio romanzo “Il giudizio della notte” è un thriller, ma non puro, avendo contaminazioni di più generi: vi sono elementi del legal, dei romanzi di mistero e della spy-story. Considerando anche l’evolversi della trama (ma evitiamo gli spoiler!) anche elementi del romanzo di ambientazione storico-contemporaneo, ripercorrendo alcuni importanti e oscuri avvenimenti degli ultimi cinquant’anni del secolo scorso della storia d’Italia. Mi piace pensare che non sia un’opera facilmente etichettabile. Per quanto possa apparire inusuale che un thriller esca “a puntate” ho voluto incentrare ognuna delle tre parti in cui è diviso in un determinato contesto. La Parte I, “Di toghe e d’orgoglio”, è ambientata nel mondo dell’avvocatura palermitana e nei corridoi del Palazzo di Giustizia. Ho voluto scegliere di caratterizzare i personaggi (almeno quelli finora comparsi) nel loro contesto, evitando di tenerlo sullo sfondo, affinché il lettore possa immedesimarsi e capirne più compiutamente gli stati d’animo, oltre che le azioni, sperando di innescare una certa empatia.
La Parte II, "L'apprendista", - giusto per fare una piccola anticipazione- sarà invece incentrata sull’ambiente della massoneria e delle lobby elitarie in cui la storia si addentrerà. Sparizioni, misteri e altri colpi di scena saranno il filo conduttore lungo cui si svilupperà la trama e attraverso cui raccontare e, in un certo senso, analizzare gravi episodi storici di cui ad oggi non è dato conoscere la verità attraverso lo sguardo dei personaggi del romanzo.
Voglio da ultimo anticipare una domanda che mi potrebbe legittimamente essere posta: perché dare un prezzo alla parte di un romanzo e non pubblicarlo gratuitamente, magari su Wattpad? Perché la pubblicazione esiste sul mercato e il mercato ha dei costi: correzione di bozze, editing, copertina, formattazione e conversione del testo fatti bene costano. Soldi o energie, ma costano. Pubblicare gratuitamente significa, spesso, dare da leggere un prodotto non finito, stilisticamente non gradevole e, talora, anche con errori di sintassi e refusi di grammatica.
A mia difesa dico che mai utilizzerò espedienti poco ortodossi; mai commissionerò recensioni imbonite o peggio acquisterò (o farò acquistare per mio conto) copie per scalare le classifiche degli store. Mai farò altre porcherie del genere. Scrivo senza nessuna velleità e scrivo dietro uno pseudonimo a cui permetto il lusso di essere sincero, anzitutto con sé stesso, e di sognare; lusso che forse non potrei permettermi utilizzando il mio vero nome. Certe porcherie le lascio volentieri ad altri.


  • BIG da sfidare: 


    dopo quanto detto sopra non posso che "sfidare" Alexandre Dumas padre, sperando che D'Artagnan non vi veda un affronto e non mi passi a fil di spada.
I Tre Moschettieri


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