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domenica 12 novembre 2017

Sentieri di Sangue di Jack Ketchum


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Sinossi: 
SENTIERI DI SANGUE è la prima edizione italiana, illustrata, del breve romanzo horror/west 'The Crossings' di Jack Ketchum. Arizona, 1848. Nel piccolo Fanny Saloon di Gable’s Ferry il destino fa incontrare il giovane giornalista Marion T. Bell e il quasi leggendario John Charles Hart. Per allontanarlo dal vizio della bottiglia, Hart conduce con sé il ragazzo dall’amico Mother, e insieme si guadagnano da vivere catturando cavalli selvaggi. Fino al giorno in cui i tre, nei pressi delle rive del Colorado, si imbattono in Elena, una giovane donna messicana gravemente ferita che racconta loro di essere stata rapita, stuprata e schiavizzata assieme alla sorella Celine. I colpevoli? Le Hermanas de Lupo, le terribili sorelle Valenzura, e i loro scagnozzi, con la complicità dello spietato disertore Paddy Ryan. Sono trascorsi secoli da quando gli Antichi Dei del Messico richiedevano sacrifici umani, ma quei tempi sono davvero finiti? Traduzione di Nicola Lombardi. Copertina e illustrazioni interne di Giampaolo Frizzi. Novembre 2016 - Formato Cartaceo (166 pagine) ed eBook.

Recensione:
Nuovo romanzo western oggi, e sapete che quando si tratta di western io vado in brodo di giuggiole! 
Sono trascorsi ben pochi secondi da quando ho scorto sul sito della Indipendent Legions Publishing la bella cover con il cowboy e quella che sembra una sorta di strega, e l’acquisto su amazon del libro. Giusto il tempo di leggere la sinossi e farmi salire la voglia di averlo fra le grinfie. Che dire… se c’è qualcosa che apprezzo ancor più del western, è il weird western, e la sinossi mi dava qualche abbondante speranza in tal senso, e qui cito “Sono trascorsi secoli da quando gli Antichi Dei del Messico richiedevano sacrifici umani, ma quei tempi sono davvero finiti?”. Già immaginavo la commistione fra le sanguinarie religioni del mesoamerica e le scorribande dei rudi cowboy, aprendo scenari immaginifici mozzafiato con divinità bizzarre che si calavano nei duelli con irruenza… ebbene nulla di tutto questo. Intendiamoci, il romanzo (breve) di Jack Ketchum è molto piacevole, la sua scrittura cruda e diretta è efficientissima e calza a pennello per l’epoca trattata, ma di weid in questo testo c’è poco o nulla. Ora che ho calato l’unica critica che mi ero appuntato, ma che in realtà dipende unicamente da una mia fallata aspettativa, possiamo passare al testo vero e proprio.
Ketchum scrive bene e il suo racconto scorre che è una meraviglia. Con pochi tocchi riesce a ricreare un’ambientazione western più che appagante, condendola con personaggi che ricalcano alla perfezione gli stereotipi del genere, senza che questo ce li faccia apparire scontati, anzi dotandoli di tutto quel bagaglio fatto di frasi lapidarie e atteggiamenti spavaldi, capace di renderli memorabili. 
Come detto il romanzo è breve, poco più di un centinaio di paginette, eppure lo spessore di cui l’autore riesce a dotare le sue creature è eccellente. Una dote non da poco questa e garanzia da sola di rendere piacevole la storia, anche se non fosse accompagnata, com'è da una trama piacevole e funzionale. L’azione, infatti, scorre rapida e non si ha quasi il tempo di rendersi conto che si è già, a malincuore, giunti alla fine.
Non manca nulla a questa novella, neppure il classico duello finale. Bello, nulla da ridire. Brutalità e scene crude non vengono certo risparmiate al lettore, ma Signori, questo è il caro e vecchio West, landa per antonomasia dove la legge del più forte è l’unica ad imperare. Si potrebbe aver da ridire sulle motivazioni che spingono il trio di cowboys a imbarcarsi in un avventura dal rischio palese, senza chissà quale contropartita, se non l’onore, ma alla fine che ci importa? Chi viveva in quel tempo, e in quel posto, non poteva certo avere tutte le rotelle al posto giusto, no?
Il prezzo del cartaceo si assesta sui 14,90 Euro (ebook a E 3,99) e lo troverei un po' eccessivo in reazione al "volume" del libretto, ma dobbiamo considerare il coraggio della (piccola) casa editrice di Alessandro Manzetti nel tradurre in italiano degli ottimi romanzi di genere che altrimenti i lettori monolingui non avrebbero avuto mai l'occasione di godersi.  Inoltre nel corso del testo ci sono diverse tavole di Giampaolo Frizzi.
Ad ogni modo, assolutamente da sostenere!

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