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martedì 19 luglio 2016

Disfida nr 24: L'ultimo demone di Mirco Tondi

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Titolo: L'Ultimo Demone

Autore: Mirco Tondi

Genere: fantasy postapocalittico

Editore: autopubblicato con Streetlib

Prezzo: 1.99 E


Sinossi:
Tanti nella propria vita, specialmente da piccoli, hanno avuto un supereroe in cui credere. Sperando, desiderando, soprattutto nei momenti di difficoltà, che comparisse e si mettesse al loro fianco, proteggendoli, confortandoli, guidandoli.
Tutti sanno che questo è e rimarrà soltanto un sogno. Un sogno da bambini.
Ma se fosse possibile? Se non fosse solo una fantasticheria, ma un desiderio realizzabile, cosa cambierebbe nella propria esistenza? E come si trasformerebbe la realtà circostante?
In una Terra post-apocalittica dominata dalla violenza e dall’orrore, dove è impensabile che ci sia posto per le favole, dove sembra impossibile che possa esserci luce nelle tenebre dilaganti create dai Vizi, una fiammella brilla ancora e cresce d’intensità, attirando a sé chi non vuole più essere intrappolato in un modo di vivere bestiale, dove il massimo cui si può aspirare è la sopravvivenza.
In una storia sempre più oscura e sempre più luminosa, un piccolo gruppo di uomini, donne e bambini prende il testimone lasciato da Maestro e Guerriero, continuando la lotta per liberare il mondo e l’umanità dal dominio dei Demoni, nella speranza di arrivare a dare il via a un’epoca migliore. Un’epoca dove il mondo sarà forgiato dai sognatori e non più da burocrati, politici e persone volte a interessi economici e di potere per il solo vantaggio personale. Un’Era di Utopie, di Creatori, dove nuovi mondi, nuovi universi nasceranno e la vita acquisirà il suo reale senso d’esistenza.

Note/commenti/finalità dell'Autore:
L’Ultimo Demone, secondo romanzo del ciclo fantasy post-apocalittico I Tempi della Caduta, è il seguito diretto di L’Ultimo Potere: gli eventi si svolgono poco dopo i fatti del primo volume. Prima di continuare a parlare dell'opera faccio un piccolo salto indietro nel tempo, riportando un pezzo che ho postato sul mio sito un paio di anni fa.
"Ancora una volta, lo scrittore s’incammina, scoprendo strada facendo dove lo conduce il cammino che sta percorrendo, accorgendosi cosa il percorso gli ha tenuto in serbo. Certo, sa da dove è partito e dove vuole arrivare, ma cosa incontrerà nel viaggio è una sorpresa anche per lui: alle volte sa quello che accade perché lo va a cercare. Altre volte invece è lui a essere trovato e non può fare altro che raccontare cosa ha visto e vissuto. Ma alla fine del viaggio, avrà vissuto un’esperienza che l’ha cambiato, magari maturato: di certo gli ha conferito uno sguardo diverso sul mondo.
Così scrivevo nel giugno del 2013, allorché cominciavo a mettere giù le idee per scrivere quanto non era stato narrato in L’Ultimo Potere (stesura che sarebbe cominciata ad agosto); l’idea iniziale, quando iniziai a scrivere di quest’ultimo, era di realizzare un romanzo unico, ma nello sviluppare la storia mi sono trovato dinanzi a un’opera più ampia di quella che avevo preventivato. Non mi spaventa realizzare romanzi di mille pagine, l’ho già fatto con Storie di Asklivion, ma non è stato questo a farmi riflettere sul creare due volumi invece di uno unico, quanto di dare a ogni parte il suo spazio. Anche se appartenenti allo stesso tempo e mondo, anche se legate da diversi fili, le storie da narrare dovevano essere due, dove ognuna doveva fare il suo percorso singolarmente; una separazione giusta non solo per quanto appena scritto, ma anche per una questione tecnica, dato che sarebbe risultato difficile riuscire ad amalgamare nell’intreccio di un solo volume i diversi elementi, rischiando di divenire confusionaria per la troppa carne al fuoco, troppa frammentarietà con gli eventi e i punti di vista.
La scelta si è rivelata giusta: concentrandomi su una parte per volta ho potuto fare un lavoro più approfondito, dove, libero del preoccuparmi di una storia o dell’altra, ho avuto maggiore spazio per la creatività, per il suo sviluppo. Partito con la stesura del secondo romanzo, ero dell’idea che sarebbe stato sulle duecento pagine: quando ho terminato l’epilogo, mi sono trovato dinanzi un lavoro di uguale lunghezza del precedente (tra le quattro e le cinquecento pagine). Come già scritto nell’altro post, si può programmare, si possono gettare le basi del progetto, ma durante i lavori si possono incontrare delle modifiche, ci si può espandere e andare verso direzioni inaspettate come se il progetto avesse vita propria.
Attraverso esso mi sono focalizzato sugli effetti generati dalle cause e di come essi determinino l’andamento della storia e del mondo (e si sa che per mondo non s’intende solo il pianeta in senso fisico, ma la mentalità che pervade una civiltà, che la guida e la condiziona). Da questo è nato L’Ultimo Demone, romanzo che riprende i punti lasciati in sospeso e non chiariti di L’Ultimo Potere: ambientato qualche mese dopo i fatti narrati dal suo predecessore, è un’opera più corale, che mostra ancora di più gli effetti dei Vizi sulla natura umana. Mentre L’Ultimo Potere era concentrato prevalentemente su Guerriero, L’Ultimo Demone mostra la realtà da più punti di vista: è più articolato e se si vuole meno lineare del precedente, permettendo alla storia di essere più varia e più ricca. Questo apparteneva già al progetto di partenza, ma nello scrivere pagina dopo pagina, i capitoli si sono arricchiti di personaggi secondari che sono diventati primari e di nuovi personaggi che all’inizio del viaggio non pensavo nemmeno d’incontrare, figurarsi di averci a che fare: è stato un buon incontro, perché hanno dato una sfumatura diversa alle vicende, una freschezza che altrimenti non ci sarebbe stata, permettendo di tirare i fili che altrimenti sarebbero stati lasciati indietro. Chi era una comparsa nel precedente volume in questo ha uno spazio importante e chi era stato protagonista farà la sua apparizione, ma avrà un ruolo marginale, perché la sua parte nei fatti salienti è conclusa, passando il testimone ad altri per arrivare alla fine del percorso."

Che cosa aggiungere a quanto scritto in precedenza?
Che questa volta tra i protagonisti ci sono dei bambini. L’idea c’era già, ma doveva essere usata in un altro romanzo; succede però che le storie prendono piede da sé, in maniera alle volte quasi naturale, e si sviluppano inaspettatamente. In questa parte mi è piaciuto prendere ispirazione dal gruppo degli Spettri mostrati da Terry Brooks in La Genesi di Shannara: è una delle ultime parti veramente ben realizzate dallo scrittore americano, andato purtroppo in discesa in fatto di qualità di trame e personaggi negli ultimi anni. Mi è piaciuta l’atmosfera del gruppo, come vivevano all’interno delle città in rovina, come cercavano di trovare qualcosa che rendesse la loro vita più sopportabile: per questo, benché in maniera diversa, ho voluto dare spazio a un gruppo nel quale c’erano anche dei bambini, con le loro diversità, i loro problemi, i loro sogni. E grazie alla loro presenza è nato un altro protagonista, un personaggio con una capacità particolare, inusuale e in apparenza fuori luogo in un mondo come la Terra post apocalittica in cui si svolgono le vicende, ma non per questo meno importante, perché la parola ha un ruolo importante, se usata nel modo giusto.
Ho parlato di un punto d’ispirazione, ma non è stato l’unico. Una parte di un certo rilievo nella storia ce l’hanno i fumetti, ma non nel senso che mi hanno ispirato, nel senso che c’è un personaggio che è attratto da essi, al punto da credere che siano qualcosa di vero (come si svilupperà questa cosa, la lascio al lettore, se vorrà scoprirla). Un’altra parte di rilievo ce l’ha la figura mitologica del Leviatano. Altro spunto è venuto dal cinema (La sfida del samurai di Akira Kurosawa).
Naturalmente ci sono i Demoni, con le loro caratteristiche, i loro Vizi: questa volta ho voluto addentrarmi nell’oscurità del loro animo e mostrarla, perché il male non è qualcosa che nasce per capriccio, ma c’è sempre un’origine, una causa al suo scatenarsi. In questo romanzo saranno affrontati i Vizi rimasti e naturalmente non può mancare quello della Lussuria. E come promesso nella disfida di L’Ultimo Potere…sesso sfrenato! Senza limiti, senza confini, senza ritegno! Gente, accorrete a leggere un vortice di sfrenata passione, piacere ed estasi! Dimenticatevi di Rocco Siffredi, John Holmes, del fantomatico e leggendario superdotato Mozambo che camminava con la pura forza della sua terza gamba e del mitico Ublala Pung: il sesso come mai l’avete conosciuto!*
Ora i lettori dovrebbero essere contenti di aver avuto quello che più vogliono. Ma bisogna fare attenzione a quello che si vuole, perché lo si potrebbe ottenere…(e a diventare dei Posseduti non è mai una buona cosa…)
Chiusa la parentesi goduriosa, due piccole note per concludere.
Una sulla copertina, sempre realizzata da me. L’immagine non solo è bella e suggestiva (ho avuto il merito di essere al posto giusto al momento giusto, di aver colto l’attimo fotografando, ma il gran merito di tutto ciò è della natura e va ringraziata per lo spettacolo cui ha dato vita), ma è pertinente a quanto avviene in L’Ultimo Demone: chi avrà modo di leggere il romanzo lo capirà, basta pensare al colore e alla forma delle nubi. Ho già dato abbastanza indizi: a chi lo vorrà, il resto della scoperta.
L’altra sulla dedica, breve, ma significativa: “Per chi è e vuole essere libero.” Non credo si debba aggiungere altro.


BIG da sfidare:
Visto che l’ho citato, I Figli di Armageddon di Terry Brooks. 
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In fondo trattiamo lo stesso tema: umanità allo sbando e ridotta ai minimi termini, mondo devastato, civiltà sparita, Demoni…Ma c’è una piccola differenza: io non faccio saltare fuori elfi all’improvviso, dicendo che sono sempre esistiti sulla Terra, solo che non si facevano vedere. 
Maledetta pigrizia e cercare le vie facili: questo mai uno scrittore dovrebbe fare. Può sembrare un voler vincere facile dato quanto Brooks negli ultimi anni è andato in declino, eppure con I Figli di Armageddon sembrava essersi ripreso e tornare ai fasti di Le Pietre Magiche diShannara, sua opera migliore. E per metà libro è davvero così: le parti di Tom Logan e degli Spettri sono molto buone. Ecco, la sfida la voglio fare con questa parte; il resto (quello che riguarda gli elfi) lo lascio perdere. Non c’è gusto a competere con qualcosa di scarso.


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