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domenica 17 gennaio 2016

L'Ultimo Potere di Mirco Tondi [Rating 7]

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Titolo: L'Ultimo Potere


Autore:  Mirco Tondi

Genere: Fantasy postapocalittico


Prezzo: Euro 1,99

Rating: 7

Sinossi:  
L’umanità è caduta. La civiltà è andata in frantumi. O meglio, quella che si credeva civiltà: quanto realizzato dall’uomo è stato invece il mezzo che ha fatto precipitare il mondo in un abisso di desolazione. Tra i suoi ruderi, creature figlie di esperimenti scorrazzano impazzite seguendo la legge del più forte. Demoni e Posseduti la fanno da padroni, imponendo il loro giogo spietato su quanti sono caduti sotto il loro dominio.
In uno scenario apocalittico dove ogni equilibrio è perduto, un uomo, un guerriero della strada, viaggia da una città all’altra, covando la speranza di trovare un modo per fuggire all’inferno che è divenuto la Terra. In lui è forte la convinzione che Luna Azzurra sia da qualche parte, in attesa di essere trovata per dare rifugio a chi ha ancora un’anima non corrotta dai vizi. Come è forte la consapevolezza che non è facile sopravvivere a schiere di mutantropi e chimere, tanto meno pianificando d’abbattere l’egemonia demoniaca.

Si prenda l’ambientazione postapocalittica (e la pazzia che la imperversa) di Interceptor, Il guerriero della strada di George Miller, la ferocia e la brutalità di Devilman di Go Nagai nel mostrare la realtà umana, la lucida e profonda consapevolezza che nasce dal viaggio all’Inferno nella Divina Commedia di Dante Alighieri nel mostrare la natura dei vizi e del lato oscuro dell’animo umano, si aggiungano le teorie di Cesare Lombroso, gli archetipi, il romanzo Orizzonte Perduto di James Hilton e l’idea che dietro ai culti e alle religioni ci siano entità che non hanno nulla di salvifico per l’umanità, e ci si ritroverà dinanzi a L’Ultimo Potere, primo romanzo del ciclo I Tempi della Caduta.


Recensione:

Un libro indubbiamente particolare e ricercato, e come in questi casi non per tutti. 
Niente mezze misure. 
Un testo coraggioso, un autore che sarà odiato o amato, ma che di certo non lascerà indifferenti.
Testo corposo sulle 450 pagine. Inizio con qualche appunto prima di perdermi nell’analisi del contenuto vero e proprio, che in fin dei conti è la parte che più mi interessa.
Ogni tanto appare qualche frase la cui costruzione mi lascia qualche dubbio. Un buon editing avrebbe sistemato questi sporadici scivoloni, che data l’abilità e la preparazione dell’autore non possono che essere frutto di un problema in sede di rilettura.
Mirco Tondi scrive bene, anche se a mio avviso qualche limatina per rendere più fluidi i dialoghi ancora si potrebbe fare. Per quanto riguarda il resto invece nulla da eccepire. Alcune descrizioni degli ambienti, molto vari, anche se principalmente in toni tetri e apocalittici, sono realmente memorabili e degne di nota.
Ad ogni modo chi avrà la pazienza di calarsi nel mondo ricreato dall’autore, superando una partenza piuttosto farraginosa, si troverà catapultato in qualcosa di particolare e ben riuscito.
Una sorta di viaggio iniziatico che, attraverso il personaggio di Guerriero, spalancherà nuovi orizzonti al lettore.
Io l’ho trovato assolutamente affascinante, anche se non certo frivolo. Chi fosse interessato a un testo tutto azione, è meglio che cerchi altrove. Qui traspare invece tutta la preparazione dell’autore, che ripropone e analizza pensieri e teorie provenienti dalle diverse discipline mistiche e misteriche.
Tematiche affascinanti, di sicura presa, affrontate di petto e con l’intensità accusatoria che meritano ma che forse, proprio per la loro intensità, potranno far storcere il naso a chi non le sente proprie.
Personalmente le condivido appieno.
Accusa alla vuotezza della vita moderna, all’idolatria di valori privi di significato trasposti nelle società descritte e appena un passo oltre la nostra, indirizzata oramai inevitabilmente a fare quella fine.
Le lunghe dissertazioni filosofiche relative all’attuale società (anche se alle volte camuffate con vestigia appartenenti a epoche più o meno lontane), rallentano il ritmo, ma per chi, come il sottoscritto, è interessato a un testo che faccia anche riflettere, non è un problema. E’ giusto però sapere a cosa si va incontro.
Non c’è quindi solo azione ne “L’Ultimo Potere”, anzi si può dire che il romanzo in sé sia il mezzo attraverso il quale Tondi faccia filtrare le proprie riflessioni e considerazioni, assolutamente lucide e calzanti, su quanto stia accadendo attorno a noi.
Il pregio è che nel testo gli esiti sono sempre originali.
Il racconto dell’evoluzione graduale del nostro Mondo in quello che ci ritroviamo ne “L’Ultimo Potere” è gestito in modo non banale. I vari passaggi intermedi ed i diversi risultati sono sicuramente credibili e al contempo brillanti intuizioni. L’ho trovato molto ben fatto.
Alle volte non ho gradito il troppo “ragionare a voce alta” da parte del protagonista. Certo trovandosi in alcuni frangenti in assoluta solitudine, “dargli voce” è stato quasi un obbligo, ma alcune riflessioni mi sono parse un po’ forzate. Nulla di trascendentale, intendiamoci, ma è uno spunto di possibile miglioramento per un autore che mi ha colpito per la propria preparazione e abilità nel mescolare generi e ambientazioni, culti e conoscenze, creando qualcosa di originale e pulsante, capace veramente di rapire.
Anche l’evoluzione (e la sua credibilità) nei personaggi è svolta in modo magistrale e seppur al cospetto di “superpoteri” ci troviamo a confrontarci con uomini con tutte le proprie debolezze. Questo aiuta l’immedesimazione e il coinvolgimento diretto di ogni lettore.
Ben fatto insomma.
Oltre ai testi citati in sinossi, a me sono tornati in mente capolavori come la Torre Nera di Stephen King o il cartone culto di Ken il Guerriero. Non male, insomma.
Per concludere, un testo non adatto a tutti, ma che darà grandi soddisfazioni a chi non intende spaventarsi innanzi a un percorso di “illuminazione” vissuto attraverso una storia ben congeniata e entusiasmante in alcuni suoi tratti.
Dovendo rimanere il più obbiettivo possibile e riprendendo quanto detto nella prefazione alla presente, taglio la testa al toro dando un 7 come voto, anche se, a mio gusto del tutto personale, sarebbe ben più alto, ma mi rendo conto che le peculiarità del testo richiedano una maggior prudenza.
Un autore da tenere comunque sott’occhio!

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