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lunedì 20 marzo 2017

Disfida nr. 34: ARMA INFERO II di Fabio Carta


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Titolo: "ARMA INFERO – I Cieli di Muareb"
 
Autore: CARTA Fabio
 
 
Data di uscita: 17 Maggio 2016
 
ISBN: 9788894182002
 
Genere: Fantascienza (sub: distopico, military sci-fi, hard sci-fi, space opera, planetary romance)
 
Prezzo: € 1,99 (€2,49 su Google Playstore) 
 
Formato: ebook (ePub, Mobi)
 
Pagine: 700 ca
         
Sinossi:

Quello era il cielo di Muareb, quello vero, senza polvere e venti, terso, pulito, brillante. Non ho mai potuto narrare di questo a nessuno finora. Lo farò a voi.”
 
Lakon e Karan sono divisi. Karan, con l'amata Luthien, si trova a sud nell'esotica e rigogliosa Gargan mentre, Il Mastro di Forgia, prosegue la sua ricerca nelle remote lande boreali. Pur così lontani i nostri protagonisti vedranno intrecciarsi nuovamente le loro storie sullo sfondo di una guerra civile dove, la furia cieca dell’uomo, scatena il potere di nuove e terribili armi. Contro queste barbarie, la cavalleria coloniale, è costretta ad evolversi crescendo e diventando qualcosa di diverso e migliore. Tra intrighi e lotte interne, la Falange, potrà trovare la forza di levarsi sopra le bassezze e i tradimenti del nemico solo grazie a Lakon e alla sua arcana sapienza che la porteranno su in alto fino a solcare i cieli di Muareb.

Note/commenti dell'autore:
Come molti della mia generazione ho subito il fascino del mondo fantasy ed in particolare della narrativa di fantascienza pura e della space opera. La crescente passione per questi generi, ha fatto nascere in me l’ispirazione e la voglia di riversare tutte le mie idee e fantasie su carta che si sono trasformate nel mondo di Arma Infero.
Un mondo immaginifico, lontano, inospitale e brutale; ma state tranquilli, è un mondo che non esiste, perché è fatto solo di parole. Io amo le parole. Per questo sono uno scrittore.
Queste per me sono come i colori sulla tavolozza di un pittore. Si può essere bravissimi ad immaginare racconti come a disegnare opere d'arte ma, ma senza colori nel proprio vocabolario il risultato non potrà che essere banale, ripetitivo, povero. Tutti sono bravi a immaginare e a sognare, tutti riusciamo più o meno ad esprimerci, talvolta persino a gesti. Ma raccontare – e farlo bene – è tutt’altra cosa. Io c’ho provato.
Amo sognare ed evadere da quanto v’è di noioso e banale e squallido. Se proprio devo voltarmi e rivoltarmi in un mondo pessimo, ebbene faccio in modo che quel mondo l’abbia creato io. Muareb, pianeta roccioso nella costellazione dell’Altare, un mondo che non c’è ma che è quanto più verosimile ci possa essere, rispettoso quanto meno delle elementari leggi della scienza, non campato in aria. Fatto di parole e di fantasia, ma seriamente: fantascienza.
La fantascienza è da sempre il crogiolo di ogni mio interesse, l'ambito dove riverso le mie passioni, uno stimolo per le idee, un contenitore intellettuale e il collante fondamentale delle mie ispirazioni, che mi permette di fondere assieme tutte le mie riflessioni quotidiane su tematiche complesse e leggere, generali e particolari. Di tutti i vari generi, categorie e universi creati, la fantascienza è sicuramente quella che maggiormente riesce a dare sfogo al mio estro creativo. E poi sognare come un bimbo di mondi lontani tra le stelle, popolati da mostri alieni e cavalieri spaziali è...semplicemente fantastico. Magico!
Magia? Ma non si parlava di scienza, per quanto fantastica? Eppure persino il maestro della hard sci-fi, Arthur C. Clarke disse una volta: "...Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia”. Amen.
Ebbene, la scienza è la mia personale magia, è lo strumento fantasy dei miei mondi fantascientifici, con cui sogno di meraviglie impensabili cercando però di rimanere coi piedi ben piantati nel prosaico terreno della verosimiglianza. Come scrittore di sci-fi la scienza ha per me un ruolo fondamentale, collocandosi come il pilastro alla base delle mie idee, il filo principale di tutte le trame e gli intrighi dei miei racconti. L’universo di Arma Infero è l’esempio perfetto del mio rapporto con la scienza, dove ogni mezzo o strumento tecnologico, per quanto fantasmagorico, si basa su solidi principi scientifici che gli conferiscono un senso di realtà e tangibilità; principi che ho dovuto approfondire in lunghe ricerche e non senza difficoltà. Ciò nonostante i risultati ottenuti mi hanno soddisfatto, perché non c'è nulla di più magico di una scienza in grado di meravigliare. Una scienza che non deve per forza essere solo una tra le nobili scienze naturale (c.d esatte).
Secondo me questa è la fantascienza: non si può evocare un prodigio tecnologico senza darne conto al lettore amante del genere, razionalista e curioso per antonomasia, che brama dettagli e spiegazioni! Perché sarebbe come volerne insultarne l'intelligenza sbattendogli sotto il naso uno sciocco gioco di prestigio, quello sì per definizione volto solo a meravigliare con la pretesa di non svelare nessun segreto. Arma Infero è nato di getto, dalla mia personale necessità di metter ordine ad una moltitudine di pensieri ed idee che da molto tempo turbinavano nella mia testa. Il mondo di Muareb è sorto infatti dal desiderio di coniugare due tra le mie più grandi passioni: i miei studi universitari in storia, sociologia e geopolitica con i miei interessi più frivoli e ludici, ossia film, videogiochi, fumetti e romanzi. Mi è sempre piaciuto creare storie, ovviamente di genere fantastico, cosa che fino a questo momento avevo concretizzato solo nei miei giochi di ruolo adolescenziali e in qualche racconto qua e là. Ho sempre scritto per la semplice voglia di raccontare e per la stesura iniziale di Arma Infero non è stato differente.
Poi sono riuscito a pubblicare il Mastro di Forgia, primo episodio di un’ampia cronaca planetaria; e adesso il secondo Volume – I Cieli di Muareb – in attesa del Terzo. L’universo di Arma Infero ha ancora molte tematiche, riferimenti e contesti che saranno approfonditi. State pur certi che c'è ancora molto da dire, ancora molto da raccontare su Muareb.
BIO: Carta Fabio, classe 1975; appassionato di fantascienza ma anche dei classici della letteratura, come i romanzi del ciclo bretone e cavallereschi in generale; laureato in Scienze Politiche in indirizzo Storico - Politico, ha scritto “I Cieli di Muareb” dopo il fortunato esordio con il suo primo romanzo, “Il Mastro di Forgia”, primo volume della saga di Arma Infero. Impiegato, marito e padre di due figli; nei ritagli di tempo concessi dal lavoro e dalla famiglia - abituata a tollerare pazientemente i suoi momenti di evasione nel remoto spazio siderale – Fabio prosegue indefesso nella stesura della sua saga, gettando complotti, guerre ed eroi dalla tastiera sullo schermo del pc, fantasticando sul giorno in cui potrà eleggere la sua passione a professione.


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