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Titolo: Cuore di Tufo
Autore: Giuseppe Chiodi
Autore: Giuseppe Chiodi
Editore: Dark Zone
Genere: Urban Fantasy; weird;
Prezzo: Cartaceo 12,49 euro; ebook 2,99 euro
Rating: 7,5
Sinossi:
Ossessione, superstizione e magia nera. È il vortice in cui sprofonda Pietro Cimmino, il proprietario di un negozio di antiquariato, nel tentativo di riprendersi sua moglie. La separazione l'ha fatto impazzire; l'incontro con Dafne, studentessa beneventana, gli riaccende la fiducia in sé stesso. Ma quella misteriosa ragazza scatena la gelosia della Bella 'Mbriana, a cui l'uomo è devoto. E quando la piccola Sonia, figlia di Pietro, viene coinvolta dalle forze oscure scoperchiate dal padre, egli varca la linea che separa la realtà dall'immaginazione, la città dal sottosuolo, per salvare lei e sé stesso. Una fiaba dark fatta di riscatto e identità. C'è solo un avvertimento di cui tener conto: non fidatevi del monacello.
Recensione:
Oggi
testiamo la casa editrice Dark Zone, della quale ho sentito parlare
un gran bene ultimamente, ma come ben sapete, finché non ficco il
mio muso irsuto fra le pagine di un loro libro non posso fidarmi appieno.
L’occasione
mi viene offerta da Cuore di Tufo di Giuseppe Chiodi, romanzo breve,
novella o racconto lungo che dir si voglia. Si tratta di un romanzo
weird, e come appreso dalla Disfida pubblicata qualche tempo addietro
si candida a sfidare niente meno che American Gods di Neil Gaiman.
Forse l’autore ignora il rischio che corre, visto che American Gods
è un romanzo capace di farmi sbavare come un bulldog
francese dopo una corsa di mezzora sotto il sole a picco.
Bene,
allora che dire, rullo di tamburi, predisponete la gogna, lustrate
madame guillotine e diamo il là alle danze!
Chiodi
è stato capace di conquistarmi sin dalle prime pagine. Bello, bello
e tosto, capace di essere lugubre quando serve, e al punto giusto.
Il
protagonista e l’ambientazione sono i punti di forza di questo
scritto. Pietro, da poco lasciatosi con la compagna, ha una bimba e
un negozio d’antiquariato cui occuparsi, ma la sua altra passione è
l’occulto. Possiamo dire che Pietro faccia della superstizione un
vero e proprio stile di vita. Una superstizione che nasconde però
una profonda conoscenza delle tradizioni e del passato, delle radici
stesse della sua famiglia e del suo popolo. Insomma, non una
superstizione becera e stolta, ma studiata e approfondita, che sarà
causa di tutti i suoi mali, ma anche fonte di salvezza.
Uno
scritto che ho apprezzato molto, sia per l’originalità e la
collocazione spaziale, che per la prosa dell’autore, che non teme
l’utilizzo prolungato di frasi brevi e concise per mantenere sempre
alto il ritmo, né una ricercatezza che vada oltre il “semplice e
pulito” che va tanto di moda oggigiorno. Ah, come dimenticare le
frasi in dialetto napoletano, imperdibili e capaci di caratterizzare
non solo i personaggi, ma l’ambiente stesso in modo unico.
Ecco,
diciamo che questo è quello che mi attendo da un autore coraggioso e
dotato di talento. Di certo, temo, il suo stile non lo porterà a
pubblicare con qualche casa editrice di primo piano, ma volete
mettere? Il suo testo non lascia indifferenti, non è il solito
scritto piatto e perfetto stilisticamente tanto da parer esser
sfornato da un automa privo di emozioni. Cuore di Tufo racchiude in
sé quello che nell’immaginario collettivo è Napoli e di rimando
il Mediterraneo e l’italianità stessa. Genio e sregolatezza,
tradizione e folclore, ben giostrati e tenuti a freno quasi fossero
una belva feroce e pericolosa, dalla penna affilata del Chiodi.
Alle
volte il vortice di eventi bizzarri dal quale veniamo travolti
finisce forse per lo stordirci, per farci perdere le coordinate
spazio/temporali della scena, ma è uno spaesamento assolutamente
piacevole, capace di farci entrare in piena sintonia con il
protagonista. Un uomo con pregi e difetti, per nulla ineccepibile
nelle sue scelte, ma per questo ancor più reale e a cui voler bene.
L’unico
dispiacere è che finisca così presto, ma forse anche questa sua
“compattezza” contribuisce a mantenerlo inebriante per tutto il
corso della narrazione, da leggersi tutta d’un fiato per non
perdere il clima che riesce a creare. Ripeto, proprio un bel lavoro,
sia dell’autore che della Dark Zone, capace di presentare un testo
pulito da refusi e con una cover, a mio parere, molto ben fatta e
azzeccata.
Voto
7,5 con l’aggiunta che non vedo l’ora di leggere qualcos’altro
da parte di questo autore, il cui parto non sfigura con l’American
Gods della Disfida succitata. Un bello scontro, nulla da dire.
Complimenti vivissimi a Giuseppe Chiodi quindi e un consiglio a tutti
voi di fiondarvi a comprore Cuore di Tufo!



1 commenti:
un romanzo affascinante e frutto di un'intuizione geniale. Uno scrittore da tenere d'occhio. Spero di leggere presto qualche altra sua opera. Complimenti inoltre a chi ha realizzato la cover.
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