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domenica 27 marzo 2022

Recensione: Gli Eredi di Naétole - La Prima Luna di Nick Lost [Rating 7] - recensione a cura di Peg Fly

 


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Titolo opera: Gli Eredi di Naétole - La Prima Luna 

Autore: Nick Lost 

 Editore: Pubblicazione indipendente
      
 Rating: 7
      
 Genere: High Fantasy – Heroic Fantasy – Portal Quest Fantasy
      
 Prezzo: 3,99 euro ebook; 18 euro cartaceo
      
 Sinossi:

Gli Eredi di Naétole è un romanzo fantasy ambientato in parte nel nostro mondo e in parte nel Mondo delle Tre Lune, terra di draghi, Potere e antichi popoli.
Qui vivono Aren e Ariste, due giovani guerrieri ai quali viene affidata una missione segreta: recuperare gli Occhi di Lëmasi, un misterioso tesoro perduto da tempo.
Guidati solo da echi di memorie, frammenti di leggende e dall'incrollabile fiducia nel loro Maestro, i due discepoli si preparano ad affrontare un viaggio pericoloso che li conduce fino al Portale di Naétole.
Intanto, in un luogo molto più familiare, Alex è solo un ragazzo che sta per compiere vent'anni ed è ossessionato da una donna che gli appare in sogno.
Fra segreti e tradimenti, uomini d'Ombra e Assassini, Aren e Ariste, apparentemente per sbaglio, finiscono per intrecciare il loro destino con quello di Alex.
Nessuno di loro lo sa ancora, ma tutte le loro certezze stanno per crollare e le loro vite cambieranno per sempre.
Ma la domanda è: l'onore rimarrà con loro fino alla fine?

Recensione:

Il romanzo di Nick Lost è stato davvero una gradevole sorpresa con una storia avvincente che in ogni pagina immagini di essere lì a vivere, come fosse un film. La narrazione, a mano a mano che si prosegue nella lettura, presenta una prosperità di particolari da stupire il lettore. Il dizionario finale poi è una chicca che ti fa venire subito voglia di rileggerlo.
Se siete interessati a leggere nuovi fantasy questo è un romanzo che vi consiglio largamente. L’intreccio è ben bilanciato, sia per la storia principale che delle sottostorie, che si amalgamano indiscutibilmente tra di esse come l’acqua del fiume che sbocca al mare. 
Seducente la vita dei vari personaggi che s’incontrano e si scontrano in un andirivieni di ideali di guerra e di pace, dove a volte, l’amore la fa da padrone.  
Un plauso all’autore, per aver saputo unire il mondo degli umani con quello delle Tre lune (un mondo originariamente popolato da draghi, illuminato da un sole e da tre lune, che sono le divinità che li hanno generati) e dei vampiri. 
Davvero un’ottima lettura, un High fantasy ricco di dettagli che uniscono attimi di quiete con altri di tensione. Ho amato questo volume per il richiamo alle leggende e alla mitologia classica dei bravi cantori greci e latini, dove la profezia incombe minacciando i diversi universi, nonché gli eredi di Naétole e soprattutto Aren e Ariste, due giovani guerrieri ai quali viene affidata una missione segreta: recuperare gli Occhi di Lëmasi, un misterioso tesoro perduto da tempo.
 I due giovani combattono agguerritamente in una sconsiderata guerra fratricida, che conduce il popolo a terribili privazioni, comprese le carestie.
Pur essendo una storia fantasy, ci sono parecchi riferimenti a temi come le contaminazioni razziali, dell’accettazione, della convivenza e collaborazione nelle difficoltà tra le varie razze, soprattutto il capitolo dedicato ai vampiri. Tuttavia, qui si scontrano le origini dubbie sia della giovane Ariste, una dei due Kurĩes incaricati di una delicata missione, che di Aren, l’altro eroe per antonomasia, il quale ha invece il peso del prescelto. 
I destini dei due protagonisti si intrecciano in quelle che sono le avventure nelle quali si ritrovano, loro malgrado, coinvolti in riti di iniziazione che si compiono in terre lontane, fuori dal tempo. 
Poi abbiamo l’anziano Maestro il quale non ha rivelato tutta la verità sulle sue vere intenzioni, assegnando loro il difficile compito e da cui la storia prende il via. 
Una vicenda originale e, sinceramente, mai letta prima. Perché dico questo? Ma ve lo sareste mai immaginato, che uno dei protagonisti, Alex, l’altro eroe, potesse finire in una realtà dove non hanno mai conosciuto cos’è la tecnologia? Computer, od oggetti di plastica e un universo dove gli abitanti hanno dei poteri straordinari al limite dell’immaginazione?
A questo punto il sacrificio dei nostri eroi è d’obbligo, accettare ciò che gli riserva il destino comprese le sfide per salvare il loro regno e soprattutto di essere disposti a sacrificare qualsiasi cosa in nome della giustizia e del bene collettivo. Tuttavia, la loro avventura è soltanto all’inizio...
Che altro aggiungere; finalmente un high fantasy con dei protagonisti eccellenti. 
Consigliato per tutti coloro che hanno amato Il Signore degli Anelli, ma anche gli amanti di Christopher Paolini e Tristan l’ultimo cavaliere drago, un high fantasy con la “A” maiuscola.
Gli Eredi di Naétole - La prima Luna - di Nick Lost, mi ha sorpresa. Mi ha catturata e ammaliata, sia per la descrizione degli ambienti, la caratterizzazione ben strutturata dei personaggi e per lo stile sobrio ma convincente. 
Un libro high-heroic fantasy ben ideato, i cui colpi di scena lasciano a bocca aperta. 
Lo consiglio per gli amanti del fantasy classico, che però non disdegnano anche i sottogeneri fantasy come “Il castello errante di Howl” and “Outlander”. Una storia nella storia davvero interessante che consiglio agli amanti del genere e non solo. 
Ottima l’idea del prequel a fine romanzo. Voto: 7.

mercoledì 16 marzo 2022

Recensione: Circe di Madeline Miller

 



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Sinossi:

Ci sembra di sapere tutto della storia di Circe, la maga raccontata da Omero, che ama Odisseo e trasforma i suoi compagni in maiali. Eppure esistono un prima e un dopo nella vita di questa figura, che ne fanno uno dei personaggi femminili più fascinosi e complessi della tradizione classica. Circe è figlia di Elios, dio del sole, e della ninfa Perseide, ma è tanto diversa dai genitori e dai fratelli divini: ha un aspetto fosco, un carattere difficile, un temperamento indipendente; è perfino sensibile al dolore del mondo e preferisce la compagnia dei mortali a quella degli dèi. Quando, a causa di queste sue eccentricità, finisce esiliata sull'isola di Eea, non si perde d'animo, studia le virtù delle piante, impara a addomesticare le bestie selvatiche, affina le arti magiche. Ma Circe è soprattutto una donna di passioni: amore, amicizia, rivalità, paura, rabbia, nostalgia accompagnano gli incontri che le riserva il destino – con l'ingegnoso Dedalo, con il mostruoso Minotauro, con la feroce Scilla, con la tragica Medea, con l'astuto Odisseo, naturalmente, e infine con la misteriosa Penelope. Finché – non più solo maga, ma anche amante e madre – dovrà armarsi contro le ostilità dell'Olimpo e scegliere, una volta per tutte, se appartenere al mondo degli dèi, dov'è nata, o a quello dei mortali, che ha imparato ad amare. Poggiando su una solida conoscenza delle fonti e su una profonda comprensione dello spirito greco, Madeline Miller fa rivivere una delle figure più conturbanti del mito e ci regala uno sguardo originale sulle grandi storie dell'antichità.


Recensione: 

Un romanzo di grande successo con protagonista Circe? Come potevo procrastinare ancora la sua lettura? La fila delle prenotazioni in biblioteca era effettivamente parecchio lunga, solo questo posso dire a mia discolpa. Peccato solo che tutta questa attesa non sia stata ripagata da un prodotto all’altezza della fama ottenuta presso il grande pubblico. 

Lo dico subito, per evitarvi sgradite sorprese. Il testo della Miller non mi ha convinto per nulla. Spesso annoiato, questo sì. La sua Circe è decisamente troppo lamentosa per i miei gusti, la sua storia troppo complessa in fatto di elucubrazioni mentali, estenuanti, ripetitive, monocorde. 

Una figura capace di battere in astuzia Atena, di sconfiggere dei, mostri e titani, capace di ammansire lupi e leoni, di sopraffare ciurme di bruti e la stessa solitudine impostale dall’esilio sulla sua isola, ma immancabilmente fragile e titubante quando si tratta di amore. Una scena che si ripete con costanza in questo romanzo, così come da classico stereotipo della donna indecisa, capace di costruire torri di dubbi e castelli di paturnie, salvo poi finire immancabilmente nel letto dell’uomo dalle mani callose di turno. L’ho trovato stucchevole e non in linea con la figura della Circe dell’immaginario collettivo.

Non posso che ammettere di aver provato il forte desiderio di ultimarlo e accantonarlo. Parere personale, di certo. Non si tratta di un pessimo romanzo, intendiamoci, ma nulla di memorabile, forse col solo grande pregio di avvicinare qualcuno alla mitologia rivisitata e proposta dall’autrice. Incuriosire qualcuno ad approfondire questi miti è di certo un merito da non trascurare, per cui complimenti alla Miller. Di certo fatico a spiegarmi l’immenso successo riscosso presso il grande pubblico dal romanzo in sé, ma è evidentemente è un mio problema.


Andrea Zanotti

domenica 13 marzo 2022

Recensione: Attacco alla Federazione di Roger Munny [Rating 6,5] - recensione a cura di Andrea Zanotti

 


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Titolo opera: Attacco alla Federazione

Autore: Roger Munny

Editore: Delos Digital

Collana: Dystopica

Genere: Fantascienza distopica

Prezzo: ebook 1,99€

Sinossi:

Anno 307 della nuova era. La Federazione domina l'umanità con pugno di ferro e falsi sorrisi. Un piccolo gruppo di persone si è accaparrata il potere e lo gestisce in maniera autoritaria su una società ormai troppo debole per ribellarsi.

La Corporazione, con il beneplacito della Federazione, spadroneggia sulla popolazione spaziale imponendo una sorta di schiavismo legalizzato.

Tasse, deportazioni lavorative e condizioni di vita esasperanti flagellano un'umanità spezzata a metà, allargando ogni giorno il divario tra chi vive di finzione e chi deve sopravvivere.

Non tutti però accettano passivamente lo status quo. La Società lavora in segreto per indebolire la Federazione, costruendo una catena di eventi che moltiplicheranno le connessioni rivoluzionarie fino all’auspicata implosione del sistema.

Il recente attacco terroristico ai laboratori della LifeSpan Corp., sulla stazione orbitale Nexus, ha innescato la risposta decisa della Federazione, che ha irrobustito i controlli negli spazioporti delle stazioni orbitali e può fare affidamento sulla potente rete di spie e informatori della Corporazione per la cattura degli agenti rivoluzionari.

Dal canto suo, la Società sta organizzando una migrazione di una massa di lavoratori esclusi dal grande disegno produttivo e di reietti di ogni tipo verso altri lidi della Federazione, con l’intento di destabilizzare il sistema. Inoltre, per accelerare il processo rivoluzionario, la Società ha sguinzagliato i migliori agenti operativi per colpire la Corporazione con nuovi attacchi ravvicinati.

Ma non ha fatto i conti con il potere della Corporazione, decisa a ribattere colpo su colpo.


Recensione:

Attacco alla Federazione di Roger Munny è un racconto distopico edito da Delos Digital e pubblicato nella collana Dystopica, dedicata specificamente a questo genere. 

Che dire, si tratta di un racconto che si legge con piacere, tutto d’un fiato. Una lettura che scorre rapida e piacevole, con la voglia di scoprire l’esito dei piani dei protagonisti. In questo l’autore è molto abile, così come lo è nel tratteggiare una società distopica, appena un passo oltre l’attuale, anche se qualcuno potrebbe affermare senza sbagliarsi di troppo, che oramai la realtà odierna è la medesima. 

Come sapete ritengo che padroneggiare l’arte del racconto sia molto complesso. Io non mi cimento quasi mai, e mai sono pienamente soddisfatto di quanto scrivo. Personalmente fatico a godere appieno di questa forma letteraria, amo maggiormente gli ampi spazi del romanzo, che facilitano l’approfondimento di situazioni e personaggi. Detto questo a mio avviso l’autore possiede una buona prosa, piacevole e godibile grazie alla quale riesce a tratteggiare bene le circostanze e a presentare anche spunti interessanti, tuttavia la vicenda non mi ha colpito in modo significativo. O meglio, avrebbe avuto bisogno di più margini per poter essere sfruttata appieno.

Per la sua storia Munny ricorre all’utilizzo del tempo presente, per far immedesimare il più possibile il lettore, catapultandolo nel vivo della narrazione, ma facendolo in terza persona invece che in prima. Questa tecnica non mi ha convinto e l'intento di coinvolgermi maggiormente nel mio caso non è riuscito appieno, anzi l'ho trovata piuttosto innaturale e artificiosa. Non saprei se l'effetto possa essere il medesimo in altri lettori, ma di certo un aspetto che ha influito nella mia valutazione finale. Sono curioso di avere vostri pareri a riguardo. 

Detto questo, un testo che permane piacevole. Tuttavia mi ha lasciato l’impressione che l’autore abbia nelle sue corde ben altro da regalarci. Voto 6,5.