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mercoledì 19 gennaio 2022

Recensione: Kondor di Alan D. Altieri

 


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Riprendiamo l’attività con un testo potente, opera della penna ispirata di Alan Altieri. Inutile soffermarsi sulla peculiarità di questo autore, purtroppo venuto a mancare nel giugno del 2017. Uno stile troppo particolare il suo, per ottenere il plauso generalizzato. Uno scrittore che può solo essere amato, o odiato. Niente vie di mezzo. Personalmente io l’ho adorato nella sua Trilogia di Magdeburg, L’Eretico, La Furia, Il Demone. Una lettura imperdibile, assolutamente da non farsi mancare. 

Oggi però passiamo dalle tetre lande della Germania del 1630, durante la Guerra dei trent'anni, a un immaginario futuro, appena dietro l’angolo. Tempi diversi, uguali devastazioni, poiché al centro delle vicende ci sono i medesimi protagonisti: la follia e il desiderio di autodistruzione insiti nell’uomo. Che sia per fede o per petrolio, la finalità è la medesima, assecondare quell’istinto di annientamento che pare pervadere l’animo dell’umanità intera. Homo homini lupus. Sempre. In ogni luogo, in ogni tempo. 

Altieri sfoggia la sua infinita competenza in fatto di tecnologie belliche applicate alla demolizione per condurci all’interno della nuova Guerra Sacra, l’ultima in ordine di tempo, la Guerra del Petrolio, la Guerra Finale. 

Fra lande devastate dai postumi dell’utilizzo di ordigni nucleari, l’uomo tenta di fare un ulteriore passo verso la follia assoluta. Creare i guerrieri perfetti, privi di ogni traccia di paura. Certo un bene per un soldato, ma quando l’etica è un ricordo lontano, al guerriero privato anche dell’ultimo baluardo costituito dall’innato senso di sopravvivenza non rimane più nulla per poterlo definire ancora umano. Mostri volti all’annientamento. Totale, senza limiti.

La prosa di Altieri è il solito rullo compressore, un blindato lanciato a folle velocità contro spesse mura di cemento. Cingoli capaci di divorare pagine e pagine zeppe di adrenalina, a ritmi forsennati. Mai una pausa, mai un istante di tentennamento, giusto il tempo per rifiatare, velocemente, e continuare nella lettura, mossi dalla curiosità e dallo sviluppo repentino delle azioni su più fronti. 

Brutalità, azione, eroismo, ambizioni sfrenate, cameratismo, disciplina, tradimento, lotte di potere, c’è di tutto, ma il tutto è amalgamato al solo e unico scopo di perpetrare un medesimo fine: la demolizione continua, il dominio incontrastato e assoluto del caos.

Niente da dire, quando ho bisogno di un bel bagno di umiltà non c’è nulla di meglio di un romanzo di questo grandissimo Maestro. 

Assolutamente consigliato. 

Andrea Zanotti


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