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domenica 28 novembre 2021

Recensione: Lo stendardo di Giove di Emanuele Rizzardi [Rating 8] - recensione a cura di Peg Fly

 


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Opera: Lo Stendardo di Giove

Autore: Emanuele Rizzardi

Genere: romanzo storico

Editore: Assobyz

Target: Young/adult

Rating: 8

Sinossi:

Anno 392: l’Impero Romano è funestato dalla pressione dei barbari oltre il confine e da terribili lotte interne tra le forze pagane e l’astro nascente del potere cristiano. I conflitti religiosi sembrano essere il centro di un’importante svolta quando l’imperatore Teodosio dichiara la messa al bando di tutti gli antichi culti, ponendo il cristianesimo come l’unica religione ammissibile.

Mentre i templi e i luoghi di potere dei pagani vengono chiusi, un gruppo di senatori decide di opporre resistenza.

Approfittando dell’improvvisa morte di Valentiniano, il sovrano d’Occidente fantoccio di Costantinopoli, i congiurati prendono il potere a Roma ed ottengono il supporto del magister Arbogaste, che comanda le legioni della Gallia; al suo fianco c’è Flavio Eugenio, uomo di palazzo di fede cristiana, ma dalle posizioni tolleranti, che rappresenta l’ultima speranza nell’imminente guerra contro Teodosio, in un crescendo di intrighi che porterà i pagani a dare un’ultima battaglia per la libertà nella gelida valle del fiume Frigido.

Questa nuova opera, ambientata quasi per intero nel nord Italia, ci trasporta verso la fine dell’Impero Romano, durante i conflitti con le popolazioni barbariche e l’affermazione del cristianesimo come religione di Stato.


Recensione: 

 Scritto con mano ferma e decisa, questo romanzo che guarda alla storia da un punto di vista degli sconfitti, soggiace al volere di un autore la cui narrazione storica approfondita cattura il lettore. 

L’autore si attiene magistralmente al periodo storico con eccellente scioltezza di penna, che ripaga in pieno le aspettative dei lettori.

Il registro colloquiale a volte aulico per motivi tecnici storici, rende la scorrevolezza e il tempo della storia ben leggibile. Ben costruito il conflitto politico tra il partito pagano e cristiano.

Di solito, preferisco leggere storie scritte in terza persona, poiché la prima non aiuta a entrare subito in quelle che sono le dinamiche narrative, ma per quanto mi riguarda, dopo aver letto questo libro, devo ricredermi. Perché vi domanderete? Rispondo subito parlandovi dei personaggi principali che, grazie alla sapiente scelta dell’autore di narrare in prima persona, possiamo giungere a comprendere e fare nostre quelle che sono le loro caratteristiche, possiamo addirittura vederli stampati nella nostra mente come se vivessero di fianco a noi. Giungere a questo livello alto di scrittura, non è poco, soprattutto in un mondo editoriale dove, da un po’ di tempo a questa parte, vengono editate solo striminzite storie scialbe e senza un vero significato, sia morale che letterario.

Parlando dei personaggi, poi, durante il corso della narrazione spicca l’evolversi della loro caratterizzazione, per questo non sono da reputare piatti, anzi, al contrario, sono a tutto tondo, come il magister Arbogaste e Flavio Eugenio, figura emblematica del cristianesimo. Da considerare anche le ambientazioni storiche descritte con vero senso dell’accuratezza e collocazione nella mappa dei luoghi. 

Devo dire che la storia mi ha entusiasmato molto. Ben scritto e ben strutturato nella sua interezza e soprattutto senza incongruenze, nelle quali è facile cadere quando si tratta di un romanzo storico e di questa lunghezza.

Ottima l’idea della nota critica a piè di pagina a cura di Guido Borghi.

Consigliatissimo. Voto: 8

Peg Fly

mercoledì 24 novembre 2021

Disfida nr. 149: La Medaglia di Pietro Castellini VS George Orwell

 



Titolo opera: La Medaglia


Editore: Delos Digital

Genere: Racconto distopico

Prezzo: ebook 1,99 euro

Sinossi: 


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Ambientato in un contesto fantapolitico il dittatore narra la propria storia attraverso una storia intima e provocatoria. Parlerà della sua infanzia e di come sia arrivato al potere, suo malgrado. Si scoprirà che anche il dittatore è umano e prova delle emozioni molto simili alle nostre.

Note dell'autore: 

L'intento di questo racconto è di non soffermarci mai sulle apparenze, anche le vite più lussuose e agiate possono nascondere insidie, e ritrovarsi a vivere in una gabbia dorata è un attimo.

Big da sfidare: 


1984 di George Orwell, non tanto per la somiglianza ma perché è il libro che mi ha ispirato nel mio scritto.

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Andrea Zanotti

domenica 21 novembre 2021

Recensione: Rasputin. L'ombra del monaco di Miriam Palombi [Rating 8] - recensione a cura di Andrea Zanotti

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Genere: storia alternativa, weird, neo realismo magico

Editore‏: Watson Edizioni

Collana: Ritratti

Prezzo: Cartaceo 11,40 - ebook 2,69 

Rating: 8

Sinossi:

L'esistenza di Grigorij è costellata da eventi soprannaturali. Dalla nascita, segnata tal tocco della Babajaga, alla sua appartenenza all'ordine eretico dei Flagellanti, fino ad arrivare ai fatti tragici, che la notte del 16 dicembre del 1916, lo condussero alla morte. Da quel momento l'ombra del monaco incomberà su tutti coloro che lo hanno conosciuto; dalle ceneri di Grigorij, nasce Rasputin e la sua leggenda, in bilico tra realtà e finzione. Ma cosa sarebbe accaduto se quel corpo gettato tra le gelide acque del fiume Nevka fosse rimasto incorrotto? Se la Morte avesse agito su di lui in modo misterioso. Quale terribile compito avrebbe potuto assolvere nell'Operazione Barbarossa, sotto l'egemonia del Terzo Reich? Chi riuscisse ad allearsi con le forze ataviche che popolano le terre siberiane vincerebbe ogni conflitto.


Recensione:

Ero proprio curioso di scoprire i contenuti della collana Ritratti della Watson Edizioni e ho deciso di iniziare da Rasputin, l’ombra del monaco di Miriam Palombi. Avendo già avuto modo di sperimentare le opere della prolifica autrice milanese, ammetto che l'aspettativa era elevata.
Tornando alla collana Ritratti, essa si occupa della rivisitazione in chiave “fantastica” di personaggi più o meno famosi, ma di certo capaci di imprimere un’orma indelebile sul loro tempo. Visto che, lo ammetto con un po’ di vergogna, la mia conoscenza di Rasputin e della storia della Russia è decisamente ricca di lacune, ho optato per iniziare da questo, ma devo dire che l’offerta è piuttosto ricca, e si passa da Annibale a Lombroso, da Van Gogh a molti altri. Si tratta di romanzi brevi, tascabili dalla pregevole fattura, almeno a giudicare da quello che mi trovo fra le mani. 
Detto questo però, ciò che maggiormente ci interessa è il contenuto del prodotto libro, vediamo quindi come si è comportata la Palombi. L’autrice che, come anticipato, abbiamo già recensito, e apprezzato, su queste pagine, non tradisce neppure in questa occasione, confermandosi abilissima nell’intessere scenografie cariche di elementi oscuri, quando non propriamente horror. 
Considerando la naturale inquietudine promanante dal monaco e mistico Grigorij Rasputin, dalle cupe e fredde lande delle steppe russe, e dei suoi monasteri abbandonati nel gelo, non ci sarebbe da stare allegri. Se poi vogliamo aggiungerci un progetto occulto delle schiere naziste e di loro ambiziosi e scriteriati gerarchi, possiamo ben capire come le occasioni a disposizione dell’autrice siano effettivamente state vaste, e lei non se le è lasciate di certo sfuggire. 
Un volumetto che si legge d’un fiato e che alternerà scenari onirici, con relativi orrori legati a leggende e miti dell’est, ad orrori del tutto terreni e concreti, frutto delle menti deviate di uomini corrotti dal potere e dalla bramosia di dominio. 
Insomma, un gran bel lavoro, una prosa a tratti molto ricercata e ricca di fascino. Assolutamente consigliato. Voto 8.

giovedì 18 novembre 2021

Recensione: Illusioni, Le avventure di un Messia riluttante di Richard Bach

 


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Sinossi:

Donald Shimoda è davvero un'insolita creatura: possiede doni misteriosi e regala illusioni. Apparentemente è uguale a tutti gli altri, ma compie cose strane: guarisce paralitici, attraversa i muri, cammina sull'acqua, nuota nella terra, pilota un aeroplano che non consuma benzina, atterra su un francobollo... Per capire questo libro bisogna non aver paura di essere felici e di volare nel mondo sconfinato della fantasia e dell'immaginazione.


Minirecensione:

Oggi vi propongo un romanzo che ho apprezzato veramente tanto. Si tratta di Illusioni, di Richard Bach, autore affermatosi grazie a “Il gabbiano Jonathan Livingston”. 

Illusioni, Le avventure di un Messia riluttante, prosegue in un certo senso quanto sotteso alla narrazione del suo illustre predecessore: la ricerca della libertà e della propria realizzazione, dell’affermazione del proprio sé superiore, più profondo, a prescindere da tutto il resto. 

L’autore ci espone così le sue idee in modo genuino e diretto, utilizzando al tal fine una vicenda piacevole da seguire e ricca di spunti di riflessione. 

Non c’è molto da dilungarsi, meglio prendere direttamente il libro e leggerlo. Si tratta infatti di centocinquanta pagine che scorrono armoniose e cariche d’ispirazione, dalla prima all’ultima. Credo possa piacere a chiunque sia disposto a fermarsi un istante a riflettere sulle profonde questioni sollevate dall’autore per bocca del Messia riluttante. Adatto anche ad un pubblico giovane, dovrebbe essere una lettura presente e consigliata in tutti gli istituti superiori, offrendo diversi livelli di lettura. Poche volte mi sono trovato a consigliare un romanzo così apertamente e senza remore, sono certo sarà una piacevole sorpresa.


Andrea Zanotti

domenica 14 novembre 2021

Recensione: Ombre di Valentino Appoloni [Rating 7] - recensione a cura di Peg Fly

 


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Opera: Ombre

Autore: Valentino Appoloni 

Genere: Narrativa, neo realismo magico

Target: Young/adult

Editore‏: ‎ Pubblicazione indipendente

Prezzo: Cartaceo 14,71 - ebook 0,99 

Rating: 7

Sinossi:

Può un trascrittore (non uno scrittore) diventare un simbolo di libertà? Cosa può fare un uomo che si accorge che un altro se stesso (forse) lo accompagna in ogni momento della sua giornata? L'individuo deve accodarsi alla massa nel plauso acritico al despota? Bisogna passare tranquillamente su un ponte che si dice costruito dal demonio? La razionalità è spesso un'arma spuntata. Bisogna ricorrere all'irrazionalità, al sogno e alla fantasia per muoversi nell'intrico della realtà. Anche perchè la linfa stenta ad arrivare ai rami più alti.

Recensione:

“Ombre”, di Valentino Appoloni, raccoglie ventisette racconti brevi, che suscitano nel lettore fantastici viaggi tra passato, presente e futuro, riuscendo a immergerti in quello che io definisco: “Magic World”. I personaggi, sapientemente narrati dall’autore, soffrono di continui dubbi e caos interiore, dovuto per altro più al mistero che circonda la loro vita. 

 Tra i protagonisti troviamo: cani, molti cani, che non si sa da dove sbucano fuori. Karl, Joseph, Rudolf, Hans, soldati, fuggiaschi, re – tutti uomini però che soffrono di solitudine -, che, grazie allo stile narrativo sobrio e intrigante dell’autore, vengono narrati come se stessero vivendo in un sogno, o incubo che fosse. 

Spesso troviamo situazioni alquanto stravaganti. Ombre che vagano e vivono una vita parallela a quella umana. A tratti, questo lato dell’irrazionale, assomiglia alla vena teatrale dell’assurdo jonescana venata di humor sarcastico nonché ombrato da lugubri considerazioni pittoresche e ambigue; ambientazioni velate da antichi presagi che la fanno da padrona, grazie alle caratteristiche umane sapientemente narrate dall’autore. 

Le atmosfere si attengono ai passaggi clou di ogni racconto, facendo di esso un vero piccolo capolavoro. I Pdv dei personaggi riescono a immergere il lettore, in quella che considero: “Empatia focalizzata”, perché ogni personaggio cattura e ammalia la mente, richiamando in scena autori come Lovecraft, Poe e soprattutto una in particolare: Oates, che con la sua vena horror, offre al lettore la visuale di quanto possano essere potenti i sentimenti e a che punto possono arrivare le persone per raggiungere i loro scopi, o la felicità che dir si voglia.  

“Il vero orrore è radicato non nel soprannaturale – il che sarebbe quasi rassicurante – ma nelle cose che le persone fanno le une alle altre sotto l’incantesimo dell’attrazione.” 

Joyce Carol Oates

Gli scenari della narrazione spaziano tra oscure ombre labirintiche, e le azioni si svolgono tra le macerie di luoghi distrutti. In quasi tutti i personaggi dei vari racconti prevale un pessimismo alla Kafka, (George Samsa – La metamorfosi) in cui l’unica via di uscita è la morte, o la trasformazione fisica in simboli avvolti nel mistero più totale. 

Un plauso all’illustratore, il quale è riuscito a estrapolare dalle parole dei singoli racconti, le immagini della cover, che lascia spazio all’immaginazione apocalittica e spettrale. 

Lo stile coinvolge grazie alla narrazione fluida, senza intoppi o granché di refusi che la rallentano, creando un’intesa perfetta tra passaggi ben studiati e suspense. 

L’autore, infatti, ci regala immagini di vita reale che, amalgamati alla irrealtà di cui le ombre la fanno da padrona. Racconti nei quali la psiche Junghiana e suoi archetipi “Ombra, persona e animus” incarnano persone, comportamenti o personalità, un ruolo fondamentale e influenzabile nelle scelte e del comportamento umano.  

Jung credeva che l’anima e l’animus si manifestassero apparendo nei sogni e influenzando gli atteggiamenti e le interazioni di una persona con il sesso opposto. Jung affermava che «l’incontro con l’ombra è il “pezzo da apprendista” nello sviluppo dell’individuo... che con l’anima è il “capolavoro”». 

Ed è grazie a queste meditazioni alla junghiana, che l’autore ci porta a riflettere su noi stessi, sulle azioni che compiamo, spesso nascondendoci dietro una maschera di fronte alla società per reprimere le nostre paure, di mostrare ciò che siamo veramente nella realtà.  

Nei racconti di Appoloni non esistono regole che disciplinano l’universo, dove si muovono i suoi personaggi, il cui destino sembra essere già segnato.

Che dirvi altro: vi consiglio questa lettura che, grazie alle capacità descrittive e narratologiche dell’autore, riesce a suscitare nel lettore sentimenti contrastanti ma anche forti emozioni che difficilmente arriverete a scrollarvi da dosso.

Voto: sette

Peg Fly



mercoledì 10 novembre 2021

Disfida nr. 148: Gli Eredi di Naétole - La Prima Luna di Nick Lost VS Licia Troisi

 



   Titolo opera: Gli Eredi di Naétole – La Prima Luna
      
    • Autore: Nick Lost

    • Editore: Pubblicazione indipendente
      
    • Formato: Ebook e Cartaceo (356 pagine)
      
    • Genere: High Fantasy – Heroic Fantasy – Portal Quest Fantasy
      
    • Prezzo: 3,99 euro ebook; 18 euro cartaceo
      
    • Sinossi:
      
      Gli Eredi di Naétole è un romanzo fantasy ambientato in parte nel nostro mondo e in parte nel Mondo delle Tre Lune, terra di draghi, Potere e antichi popoli.

     

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Qui vivono Aren e Ariste, due giovani guerrieri ai quali viene affidata una missione segreta: recuperare gli Occhi di Lëmasi, un misterioso tesoro perduto da tempo. 
Guidati solo da echi di memorie, frammenti di leggende e dall’incrollabile fiducia nel loro Maestro, i due discepoli si preparano ad affrontare un viaggio pericoloso che li conduce fino al Portale di Naétole. Intanto, in un luogo molto più familiare, Alex è solo un ragazzo che sta per compiere vent’anni ed è ossessionato da una donna che gli appare in sogno. Fra segreti e tradimenti, uomini d’Ombra e Assassini, Aren e Ariste, apparentemente per sbaglio, finiscono per intrecciare il loro destino con quello di Alex.    

   Nessuno di loro lo sa ancora, ma tutte le loro certezze stanno per crollare e le loro vite cambieranno per sempre.    Ma la domanda è: l’onore rimarrà con loro fino alla fine?
      
    • Note/commenti/finalità dell'Autore:
  Who’s Nick The Lost?
  Nick si è perso in qualche frammento di sogno, sospeso in mondi immaginari.
  Ancora convinto che la vita così com’è non basti.
 Una sola cosa è certa: Nick Lost non è un nome, ma è un inno a tutti coloro che ogni giorno combattono e ce la mettono tutta per resistere e dare un senso a questo mondo.
Nick Lost è la ricerca di qualcosa di più, un significato più profondo, un sogno più grande, senza pretese, senza arroganza.
Nick Lost è la speranza che ognuno di voi, quando è a terra, trovi la forza di rialzarsi più forte, perché ne vale sempre la pena.
      
E tu cosa farai? Combatterai o scapperai? Cederai o lotterai?
Sappi solo che se avrai bisogno di un Kurie al tuo fianco, Nick ti aspetterà al calare della prima luna.
      
    • BIG da sfidare: 




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Andrea Zanotti