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domenica 3 ottobre 2021

Recensione: Noan, il Re dei banditi di Antonio La Vecchia [Rating 7] - recensione a cura di PegFly

 


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Opera: Noan, il re dei banditi 

AutoreAntonio La Vecchia 

Genere: fantasy

Target: Young/adult

Editore: ‎Pubblicazione indipendente

Rating: 7

Prezzo: cartaceo E 14,25 - ebook 1,99

Sinossi:

Un tempo lontano e in un mondo magico, Noan, un giovane cacciatore di ritorno nella propria casa, ritrova i corpi senza vita della sua famiglia sepolti sotto le macerie dell’abitazione. Mosso dalla sete di vendetta, diviene protagonista, suo malgrado, di uno scontro epico tra due grandi Regni: Terra Ardente e Fiume.

Vendicati i propri cari, vittime dei soprusi di Lord Arcrom, l’uomo più potente di Rione, suo villaggio natale, il giovane terriero è costretto a darsi alla macchia per sfuggire la legge del suo stesso Regno.

Da Bosco Oscuro ad Alte Cime, da Palazzo di Ghiaccio di Fiume a Real Capitale in Terra Ardente, muovendosi in luoghi popolati da streghe, draghi e orchi; tra alleanze di comodo, intrecci politici ed amori traditi, Noan da una parte, Re Otil di Fiume dall’altra, metteranno in gioco le loro stesse vite per raggiungere l’ ‘egoistico’ scopo di far prevalere una Corona sull’altra.


Recensione:

Noan il re dei banditi, è un romanzo che non è quello che può sembrare... 

Il lettore si domanda subito, del perché il personaggio diventa un bandito? Subito spiegato: perché vuole riportare la giustizia nella sua terra.  (Robin Hood, ci sta tutto)

Questo libro, per un amante del Fantasy, esprime tutta l’originalità del genere fantastico.

Lo stile lo rende sobrio e piacevole alla lettura. La storia prende spunto da una realtà classica, che si rivela un nostos di un uomo, (L’Ulisse dell’Odissea, per intenderci). Le situazioni, infatti, sembrano essere pilotate da un fato meschino, a volte crudele, che condurrà il personaggio a vivere in prima persona avventure fuori dal comune. Circostanze che lasciano il segno in un mondo fatto di creature fantastiche oltre ogni immaginazione umana. 

Tuttavia, in questo libro c’è molto di più di una semplice storia fantasy: valori quali l’amicizia, senso dell’onore e amore sopra ogni cosa. 

In più passaggi, al lettore sembra davvero di vivere all’interno di un mondo tra il reale e il magico, tantoché, le creature fantastiche ci appaiano del tutto normali.

Ma chi è Noan? Un semplice contadino che, ritornando da una battuta di caccia, si trova davanti agli occhi una tragedia inaspettata: il villaggio dove viveva la sua famiglia è stato messo a ferro e fuoco.

In quel momento, Noan sente una forza incontenibile crescere dentro di lui, tanto da condurlo all’interno di un conflitto senza fine tra due dei più potenti sovrani: Re Otil e re Frido.

In questa narrazione, direi quasi Shakespeariana, la storia va avanti tramite la ‘menzogna’.

Il romanzo fantasy colpisce e attrae sia per lo stile amichevole e le magnifiche descrizioni delle ambientazioni dei Tre regni, Cra­nos a La­go Ros­so, Bo­sco dei Dra­gni, Bo­sco Oscu­ro, Ter­ra Ar­den­te etc., che non ne rallentano la lettura, anzi, il lettore ne rimane affascinato, tanto da starsene seduto a gustare un cioccolatino. E come ben sapete, un cioccolatino tira l’altro... 

Ora passiamo ai punti di vista e alle caratteristiche psicofisiche dei personaggi:

Acrom, uomo ricco e potente del suo rione, viene descritto dall’autore in modo encomiabile. Uomo crudele, saccheggiatore come suo padre, il suo animo è infido e nero come la pece.

‘Bell’antagonista’. Il Dragno, mostruosa creatura che emana un fetore disgustoso, che riesce a sopravvivere al veleno pietrificante. E poi c’è Anil, che tutti chiamano ‘sciagura’, perché è la negatività fatta persona. Il Capitano Pueblo il Rosso, tutta forza e coraggio, amato dal popolo.

Ho solo nominato solo alcuni dei più personaggi che rimangono cari ai lettori e, nel mezzo, troviamo le tante riflessioni machiavelliche:

«Tu non com­bat­ti per oro e ric­chez­ze, o al­me­no non so­lo per es­si, ma per un tor­na­con­to per­so­na­le».

«Che sa­reb­be?»

«Per la glo­ria. Ed è per que­sto che sia­mo di­ver­si. È que­sto che ren­de te un mer­ce­na­rio e me un sol­da­to.»

«Per­ché? Per co­sa com­bat­te un sol­da­to… co­me te?»

 «Per il mio So­vra­no!»

«Ca­ro mio, la­scia che ti ri­ve­li la ve­ra dif­fe­ren­za tra noi due: tu ser­vi il tuo Re, io le per­so­ne co­mu­ni e se ciò si­gni­fi­ca non es­se­re con­si­de­ra­to un sol­da­to, ben ven­ga.»

«E chi ser­vi­re­sti di pre­ci­so?» 

In alcuni passaggi la storia avrebbe avuto bisogno di essere approfondita, in altri, sfoltita, ma non per questo il romanzo non merita un voto equo, per come viene soprattutto narrata e per alcune finezze introdotte ingegnosamente dall’autore. Voto 7.


Peg Fly


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